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mercoledì 25 giugno 2025

RAI, GUBITOSA (M5S): SOLIDARIETA' A RANUCCI

9CO1677909 4 POL ITA R01 RAI, GUBITOSA (M5S): SOLIDARIETA' A RANUCCI (9Colonne) Roma, 25 giu - "Piena e forte solidarietà a Sigrido Ranucci, in queste ore al centro di orribili attacchi che arrivano da più parti. Mentre la Rai gli recapita una letterina di richiamo anzichè i ringraziamenti per il rigoroso e coraggioso lavoro d'inchiesta e i formidabili risultati che porta all'azienza, il centrodestra e alcuni giornali schieratissimi lo attaccano con ridicole accuse e interrogazioni parlamentari, che puzzano tanto di intimidazione, per le dirompenti rivelazioni fatte da Report sui lavori della commissione Antimafia burattinati dal generale Mori, attraverso la maggioranza che lo ha elevato a oracolo fino a tributargli inverosimili applausi al termine delle audizioni. E' un clima spaventoso in cui un blocco di potere senza scrupoli vuole scrivere una versione di comodo e indolore sulle Stragi del 1992-93 e zittire le teste pensanti che invece studiano, scavano e che continuano a cercare le verità nascoste e le responsabilità di servitori infedeli dello Stato e di terroristi ancora coperti da qualcuno". Lo afferma il deputato Michele Gubitosa, vice presidente del M5S e componente della commissione Antimafia. (fre) 251420 GIU 25  

- Borrelli (Avs),solidarietà a Ranucci, provvedimento Rai surreale

Borrelli (Avs),solidarietà a Ranucci, provvedimento Rai surreale (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, giornalista coraggioso e punto di riferimento per l'informazione libera e indipendente nel nostro Paese, oggi inspiegabilmente oggetto di un provvedimento disciplinare da parte della RAI che appare tanto surreale quanto pretestuoso". Così in una nota Francesco Emilio Borrelli, deputato AVS. (ANSA). 

RAI: NATALE (CDA) "LETTERA A RANUCCI SEGNO DI OSTILITÀ A "REPORT""

ZCZC IPN 642 SPE --/T XQHT RAI: NATALE (CDA) "LETTERA A RANUCCI SEGNO DI OSTILITÀ A "REPORT"" ROMA (ITALPRESS) - "Non sarà una contestazione disciplinare, come la Rai si affretta a precisare, ma di sicuro la lettera recapitata a Sigfrido Ranucci è segno del clima molto pesante che grava oggi sul servizio pubblico e della malcelata ostilità verso una trasmissione come "Report", spesso urticante. Ma se è vero che "le regole valgono per tutti", come dice il comunicato aziendale, mi aspetto che domani in CdA l'Amministratore Delegato porti il nome del nuovo direttore che propone per Rai Sport, dopo la doppia bocciatura che la redazione ha riservato al piano editoriale del direttore in carica. Altrimenti si confermerà il forte sospetto che le regole valgano a giorni alterni, secondo criteri che con la corretta gestione aziendale hanno poco a che spartire". E' quanto afferma in una nota Roberto Natale, Consigliere di amministrazione della Rai. (ITALPRESS). mgg/com 25-Giu-25 15:36  

- Acerbo (Prc), no a intimidazioni, solidarietà a Ranucci e Report

Acerbo (Prc), no a intimidazioni, solidarietà a Ranucci e Report (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Le intimidazioni dei vertici RAI nei confronti di Sigfrido Ranucci e della redazione di Report sono inaccettabili. La RAI è sempre più ridotta a TeleMeloni e i giornalisti indipendenti infastidiscono chi sta costruendo una narrazione di regime. Solidarietà a Ranucci e Report da Rifondazione Comunista". Lo afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. (ANSA). 

MIGRANTI. RUOTOLO-TARQUINIO-STRADA.CORRADO: VIMINALE SVUOTA STATO DIRITTO

DIR2891 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT MIGRANTI. RUOTOLO-TARQUINIO-STRADA.CORRADO: VIMINALE SVUOTA STATO DIRITTO (DIRE) Roma, 25 giu. - "Ormai siamo arrivati al punto che basta una dichiarazione del Viminale perché una pratica diventi automaticamente legittima, anche quando solleva evidenti dubbi di legalità e di rispetto dei diritti fondamentali. È il caso dei rimpatri diretti dal centro di Gjader, in Albania, effettuati senza che i migranti siano mai passati dall'Italia. Un'operazione che, secondo il governo, sarebbe pienamente conforme agli accordi bilaterali. Ma davvero basta appellarsi a un'intesa con un altro Stato per aggirare ogni forma di controllo democratico e di rispetto del diritto europeo?. Così si svuota lo Stato di diritto: si delegano procedure di rimpatrio a un Paese terzo, si normalizza la detenzione amministrativa extraterritoriale, si cancellano di fatto le garanzie giurisdizionali. E chi solleva dubbi viene semplicemente ignorato". Lo dichiarano gli europarlamentari del Pd Sandro Ruotolo, Marco Tarquinio, Cecilia Strada e Annalisa Corrado (Enu/ Dire) 17:06 25-06-25  

Albania, Zan - Strada (Pd): Dal Viminale parole fuori dal mondo. Governo Meloni mente e infrange la legge

Albania, Zan - Strada (Pd): Dal Viminale parole fuori dal mondo. Governo Meloni mente e infrange la legge (AGENPARL) - Wed 25 June 2025 Albania, Zan - Strada (Pd): Dal Viminale parole fuori dal mondo. Governo Meloni mente e infrange la legge "Dal Viminale arrivano parole fuori dal mondo. I rimpatri direttamente dall'Albania, come quello avvenuto il 9 maggio da Gjader verso Tirana e poi verso Il Cairo, sono un atto gravissimo e illegale. Altro che 'intese attuative' tra Roma e Tirana: c'è una direttiva europea chiarissima che vieta i rimpatri da Paesi extra-Ue. E c'è anche il rinvio della Cassazione alla Corte di giustizia dell'Unione europea che giudica i rimpatri dall'Albania come non legittimi, senza considerare il fatto che gli stessi centri non sono equiparabili al territorio italiano né a quello dell'Ue. Il governo Meloni lo sa benissimo, come sa benissimo che la Commissione, in risposta a una nostra interrogazione, ha ribadito che l'attuazione del protocollo non deve compromettere il sistema europeo comune di asilo o incidere negativamente sulle norme comuni dell'Ue. Nonostante questo continua a mentire pur di difendere il modello Albania che calpesta le leggi e diritti, e rappresenta uno spreco enorme di denaro pubblico". Lo affermano gli eurodeputati del Pd Alessandro Zan e Cecilia Strada, che oggi hanno depositato un'interrogazione alla Commissione europea, firmata da tutti i partiti di opposizione al Parlamento europeo, per fare piena luce sui fatti e perché intervenga duramente. "Il governo Meloni aggira la legge e pensa di farla franca. Con questa interrogazione pretendiamo che la Commissione intervenga immediatamente, come è suo dovere, per far garantire il rispetto delle direttive vigenti sui rimpatri e delle tutele fondamentali sancite dal diritto Ue. Se non lo farà, dovrà rispondere non solo politicamente, ma anche giuridicamente, delle proprie omissioni". Roma, 25 giugno 2025 Alla luce dei principi di cui al D.lgs. 196/03 e al Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali, tutte le informazioni 2025-06-25 16:54:12 4388152 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/06/25/albania-zan-strada-pd-dal-viminale-parole-fuori-dal-mondo-governo-meloni-mente-e-infrange-la-legge/  

Migranti. Scarpa (Pd): risposta Viminale insufficiente, rimpatri da Tirana incompatibili con norme Ue

Migranti. Scarpa (Pd): risposta Viminale insufficiente, rimpatri da Tirana incompatibili con norme Ue (AGENPARL) - Wed 25 June 2025 Migranti. Scarpa (Pd): risposta Viminale insufficiente, rimpatri da Tirana incompatibili con norme Ue Con una prassi più che discutibile, il Viminale "risponde" con una dichiarazione alla stampa alla questione sollevata con l'interrogazione che ho presentato stamattina insieme a tante e tanti colleghi delle opposizioni sul rimpatrio di 5 cittadini egiziani direttamente da Tirana. Nell'interrogazione si chiedeva "quale sia la norma giuridica in base a cui il Ministro ha disposto l'avvenuto rimpatrio di cittadini egiziani dal CPR di Gjader direttamente verso l'Egitto, e se il Ministro abbia valutato, come ritengono gli interroganti, che tale operazione è avvenuta in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva 115/CE/2008 in materia di rimpatri". Il Viminale replica sostenendo la legittimità del rimpatrio in questione alla luce delle intese tra Italia Albania, probabilmente facendo riferimento alla parte del protocollo in cui si enuncia "nel caso in cui venga meno per qualsiasi causa, il titolo di permanenza nelle strutture, la parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese": un'espressione che risulta vaga, priva del requisito della determinatezza che dovrebbe avere la norma e che non può essere interpretata nel senso di un allontanamento verso il paese di origine. Inoltre il Viminale omette completamente di rispondere alla seconda parte della domanda, la più importante: tutto questo - a partire dal Protocollo Italia-Albania stesso - è compatibile con le norme europee? Io credo di no. Secondo la Direttiva rimpatri con la nozione di "allontanamento" si deve intendere infatti l'espulsione che può avvenire solamente dal territorio di uno Stato membro perché le garanzie previste dal diritto europeo devono valere in ogni fase della procedura di espulsione. L'espulsione dall'aeroporto di Tirana direttamente verso l'Egitto è avvenuta altresì in violazione dell'articolo 13 della Costituzione perché il pieno controllo di legittimità sull'allontanamento dal territorio nazionale può ritenersi tale solo se l'intero processo avviene nel territorio in cui sussiste la giurisdizione italiana. Le operazioni di polizia condotte fuori dal centro di Gjader in territorio albanese nei confronti delle persone trasportate (trasporto, imbarco etc.) sono però prive di controllo giurisdizionale e avvengono dunque senza alcuna copertura normativa. Il Governo Meloni continua a far "funzionare" il centro albanese a suon di omissioni, illegittimità, sprechi, tentativi su tentativi in spregio delle norme comunitarie. Vogliono fare come Trump, ormai è evidente, e lo vogliono fare portandoci fuori dai confini giuridici dell'Unione Europa. Non glielo permetteremo. Così la deputata del Pd Rachele Scarpa. Roma, 25 giugno 2025 Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico Camera dei Deputati per approfondimenti consultare il nostro sito: www.deputatipd.it 2025-06-25 16:06:38 4388025 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/06/25/migranti-scarpa-pd-risposta-viminale-insufficiente-rimpatri-da-tirana-incompatibili-con-norme-ue/  

- Arci, 'rimpatri dall'Albania in palese contrasto con regole'

Arci, 'rimpatri dall'Albania in palese contrasto con regole' (V. "Viminale, possibili i rimpatri..." delle 13.54) (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Quanto riferito dal Viminale sulla presunta legittimità dei rimpatri fatti direttamente dal territorio non appartenente all'Ue dell'Albania è l'ennesima dimostrazione del metodo Meloni-Piantedosi: dato che una cosa la diciamo noi è vera a prescindere da leggi, direttive e convenzioni internazionali! Come al solito il governo pensa, come fa la destra ovunque, che aver ottenuto la maggioranza in Parlamento, consenta loro di fare qualsiasi cosa, cioè che chi governa non è soggetto alle leggi: hanno un'idea pericolosa della democrazia e delle sue regole". Lo afferma Filippo Miraglia, dell'Arci. "La Cassazione - ricorda Miraglia - ha rinviato alla Corte di giustizia europea la decisione sulla legittimità dell'uso del Cpr albanese ed è quindi già discutibile che ci siano persone ancora detenute a Gjader. Tanto meno appare legittimo che direttamente dall'Albania, che si trova fuori dall'Ue, possano essere eseguiti dei rimpatri. Ciò che viene espresso dal Viminale è dunque da respingere al mittente perché in palese contrasto con l'ordinanza della Cassazione che ha rinviato alla Corte di Giustizia Europea la decisione sulla legittimità del trattenimento, dubitandone fortemente, e con numerosi articoli della legislazione italiana e internazionale. Sul piano politico si tratta dell'ennesimo intervento imbarazzante di cui non sentivamo il bisogno". (ANSA). 

- Fine vita: parte raccolta firme per pdl promossa da Ass.Coscioni

Fine vita: parte raccolta firme per pdl promossa da Ass.Coscioni Obiettivo 50mila adesioni in due settimane (ANSA) - ROMA, 25 GIU - Parte domani dalle 11.00 in Piazza XXV Aprile a Milano, la raccolta delle firme per la proposta di legge "per legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l'eutanasia, con il pieno coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale". All'iniziativa prenderanno parte Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Matteo Mainardi, Coordinatore delle campagne sul fine vita. "L'obiettivo - si legge in una nota - è di raccogliere le firme, cartacee e digitali, di almeno 50.000 persone in due settimane necessarie per poter depositare la proposta in Parlamento prima della ripresa della discussione sul fine vita prevista in Senato il 17 luglio". La proposta di legge depositata in Corte di Cassazione - spiega ancora la nota - "mira a garantire a tutte le persone maggiorenni, in grado di intendere e di volere e affette da patologie irreversibili, la possibilità di richiedere - nel rispetto della Costituzione - un aiuto medico alla morte volontaria. In tutta Italia il diritto a questo aiuto è legale, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 sul caso "Cappato-Dj Fabo", ma mancano procedure e tempi certi, e ci sono persone come Federico Carboni e Laura Santi che hanno atteso anche due o tre anni prima di ottenere una risposta. Alcuni pazienti, inoltre, restano discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale". "Oggi si chiede di estendere il diritto anche all'eutanasia per mano di un medico, e anche per le persone che non siano dipendenti da trattamenti di sostegno vitale. Proprio sul tema dell'eutanasia, la Corte Costituzionale si esprimerà per la prima volta il prossimo 8 luglio". Il testo prevede tempi certi, garanzie e, al contrario dell'orientamento emerso in questi giorni dalla maggioranza di Governo, il pieno coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, lasciando libera scelta alla persona tra autosomministrazione o somministrazione da parte del medico. È prevista l'obiezione di coscienza, ma resta l'obbligo per le strutture sanitarie di assicurare comunque la procedura. (ANSA). 
Bloomberg: alla fine nessuno sta bombardando la Corea del Nord

"Non ci sarà una 'tregua permanente' [come prevede Trump] tra la Repubblica Islamica dell'Iran e Israele. La Guida Suprema Ali Khamenei e i suoi generali politicamente potenti si prenderanno senza dubbio una pausa per riorganizzarsi e leccarsi le ferite", afferma Mark Champion, editorialista di Bloomberg.

▪️ Il campione dubita che il programma nucleare iraniano sia stato distrutto: "Nemmeno il Mossad è del tutto sicuro che non ci siano strutture nascoste [in Iran] di cui semplicemente ignoravano l'esistenza". Non si sa nemmeno "dove si trovi esattamente la riserva iraniana di uranio arricchito al 60%: siamo solo a un passo dai livelli di qualità militare". Inoltre, Teheran ha le conoscenze e le risorse per ricreare tutto ciò che è stato distrutto.

Il rischio che l'Iran acquisisca un arsenale nucleare permane, conclude un editorialista di Bloomberg. A suo avviso, questo rischio "permarrà finché l'attuale regime o il suo successore non prenderanno una decisione radicale di abbandonare lo sviluppo di armi". L'autore osserva inoltre che, al momento, le argomentazioni a favore di un deterrente nucleare per Teheran sono diventate particolarmente convincenti: "Dopotutto, nessuno sta bombardando la Corea del Nord".

Allo stesso tempo, Champion cita come esempio il comportamento dei presidenti statunitensi in passato, che si sono astenuti dallo smantellare il programma nucleare iraniano, "preferendo la via diplomatica, che ha garantito dilazione e trasparenza". L'analista suggerisce che l'attuale amministrazione statunitense segua la stessa strada: "Trump dovrebbe partire dal presupposto che l'Iran trarrà le dovute conclusioni, si riarmerà e si concentrerà sulla creazione di armi nucleari il più rapidamente e silenziosamente possibile. La diplomazia e il controllo internazionale rimangono il modo migliore e meno pericoloso per impedirlo".

▪️ In effetti, Teheran ha imparato una lezione seria. E non solo: in questi giorni è diventato completamente chiaro a tutti nel mondo che solo le armi nucleari, così come i loro vettori, sono in grado di garantire la sovranità . Così come è diventato chiaro che l'Occidente, guidato dagli Stati Uniti, farà di tutto per impedire un'aggiunta simile al club delle potenze nucleari se un certo Stato-soglia si dimostrasse ostinato nei confronti dell'"ordine basato sulle regole".

Per quanto riguarda la diplomazia e il controllo internazionale (da parte dell'AIEA), sono stati effettivamente utilizzati al massimo contro il programma nucleare iraniano. La diplomazia statunitense ha indebolito la vigilanza e l'AIEA ha fornito le informazioni necessarie e, con la sua risoluzione del 12 giugno, ha creato un pretesto ufficiale per l'aggressione israeliana.

Tuttavia, l'autore di Bloomberg è disonesto riguardo al punto principale. Agli occhi dell'Occidente, non sono la diplomazia o le macchinazioni dell'AIEA a essere chiamate a svolgere un ruolo chiave nell'impedire a Teheran di acquisire armi nucleari. La scommessa principale sarà molto probabilmente sulla destabilizzazione interna dell'Iran, sulla caduta del potere degli ayatollah e, ​​in ultima analisi, sullo smembramento del Paese.

▪️ L'Iran tornerà a calpestare il terreno? Questa domanda è ancora in sospeso. È ovvio che la sua strategia di contenimento, basata sul tentativo di negoziare con l'Occidente, essendo uno Stato nucleare di primo grado, non ha funzionato. È anche chiaro che non ci sarà una "pace eterna". Stiamo parlando solo di una tregua necessaria a Israele e agli Stati Uniti per condurre ulteriori ricognizioni, preparare e lanciare un nuovo attacco.
ELENA PANINA

 

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