>>>ANSA/ La ritorsione dell'Iran per i pasdaran, 'terroristi gli eserciti europei' Nuove sanzioni a Teheran anche dagli Usa, ma Trump prende tempo sull'attacco (di Laurence Figà-Talamanca) (ANSA) - ROMA, 30 GEN - Non si è fatta attendere la reazione dell'Iran alla decisione europea di inserire i Guardiani della rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche, adottata dai 27 dopo la violenta repressione delle proteste di inizio gennaio: una misura considerata dal regime "ostile e offensiva", presa solo per "compiacere gli alleati guerrafondai", Israele e Stati Uniti. Per tutta risposta Teheran ha deciso, in base a "una risoluzione dell'assemblea consultiva islamica" del 2019 sulla reciprocità delle misure, di considerare "terroristi" gli eserciti "dei Paesi coinvolti nella recente risoluzione dell'Ue contro il Corpo della Guardie rivoluzionarie", ha annunciato il Segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, sbarcato poi a Mosca dove ha incontrato Vladimir Putin. E mentre Donald Trump prende tempo per un eventuale attacco all'Iran, anche gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni prendendo di mira - sulla scia di quelle dell'Unione europea - il ministro dell'Interno Eskandar Momeni e alcuni comandanti dei Pasdaran, così come le società di servizi finanziari Zedcex Exhange e Zedxion Exchange. Il commander-in-chief alterna minacce a dichiarazioni più incoraggianti, intimando agli ayatollah di raggiungere un accordo sul nucleare mentre continua a schierare "una grande armata" nella regione che, tuttavia, "spera" di non dover utilizzare. L'Iran "vuole fare un accordo", "vedremo cosa succede", ha risposto a chi gli chiedeva se avesse fissato una scadenza perché Teheran accetti un'intesa. Nel tentativo di scongiurare l'escalation, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è volato a Istanbul per discuterne con il collega turco Hakan Fidan. La Turchia di Recep Tayyip Erdogan si è offerta per mediare tra Stati Uniti e Iran "per ridurre le tensioni", fino a proporre un incontro trilaterale "al massimo livello". "Siamo pronti per i negoziati con gli Usa, purché siano equi. Ma siamo anche pronti per la guerra", ha affermato Araghchi, mettendo tuttavia in chiaro che "i missili iraniani e il sistema di difesa missilistico non saranno mai un tema di questo negoziato, perché la sicurezza del popolo iraniano non è qualcosa di cui possiamo discutere". Limitazioni al sistema di missili balistici sono - insieme al programma nucleare - tra le condizioni poste da Trump per non lanciare l'attacco. Araghchi ha anche commentato la decisione europea sui pasdaran, giudicandola "un errore strategico". "L'Europa è in declino - ha insistito -. Presto si renderanno conto di aver commesso uno sbaglio". Nel frattempo Trump sta valutando se e come agire. Secondo il New York Times, al presidente sarebbero state presentate diverse opzioni: la più rischiosa sarebbe quella di inviare dei commando per distruggere o danneggiare gravemente parti del programma nucleare iraniano non ancora colpite dai bombardamenti americani dello scorso giugno. Un'altra ipotesi sarebbe lanciare una serie di attacchi contro obiettivi militari e strategici per creare le condizioni sul terreno affinché le forze di sicurezza iraniane possano deporre la Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Israele, prosegue il quotidiano, starebbe invece insistendo per una terza opzione: un attacco congiunto al programma di missili balistici, ricostruito a suo dire dopo la guerra dei 12 giorni. "Israele sta cercando di convincere gli Usa a intervenire in Iran", ha accusato il ministro turco Fidan. Secondo il Times of Israel, un cacciatorpediniere lanciamissili americano ha attraccato nella città portuale israeliana di Eilat, sul Mar Rosso. Secondo l'esercito israeliano, l'arrivo del cacciatorpediniere era pianificato in anticipo e rientrava nell'ambito della cooperazione in corso tra l'Idf e l'esercito statunitense. (ANSA).
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venerdì 30 gennaio 2026
- Pennac, Trump eletto per il deficit del sistema scolastico americano
Pennac, Trump eletto per il deficit del sistema scolastico americano (ANSA) - TORINO, 30 GEN - "L'elezione di Trump è segno del deficit, delle mancanze del sistema scolastico americano, ha giocato molto sull'inferiorità delle persone abbandonate dal sistema scolastico e abitate da un odio immenso per le elite privilegiata. Trump non è un assolutamente un imbecille, ha capito assolutamente che cosa poteva sfruttare di questi elettori e lo ha fatto, amen". Lo ha detto lo scrittore Daniel Pennac che ha aperto al Circolo dei Lettori di Torino Francesissimo, il nuovo festival dedicato alla letturatura e alla cultura francesi, ideato e diretto da Fabio Gambaro. "A tutto questo aggiungiamo il culto per la violenza fisica. Trump lascia uccidere la gente e poi lui fa l'orazione funebre. Lo ha fatto con la donna uccisa in auto. Viviamo in un'epoca in cui noi stessi annulliamo il diritto marittimo per lasciare le persone annegare nel Mediterranno, lasciamo che l'Iran uccida 30.000 adolescenti senza reagire. E' l'epoca della violenza fisica, dell'ipocrisia istituzionale con le lacrime di coccodrillo" ha affermato Pennac. (ANSA)
Iran: immagini satellite, attività in due siti nucleari bombardati
Iran: immagini satellite, attività in due siti nucleari bombardati Milano, 30 gen. (LaPresse) - Immagini satellitari mostrano attività in due siti nucleari iraniani bombardati l'anno scorso da Israele e Stati Uniti, nella cosidetta guerra dei 12 giorni. Le immagini di Planet Labs PBC mostrano che sono stati costruiti dei tetti su due edifici danneggiati presso gli impianti di Isfahan e Natanz. Tali coperture impediscono ai satelliti di vedere cosa succede a terra: al momento, l'unico modo per gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di monitorare i siti, poiché l'Iran ne ha impedito l'accesso. Sembra inoltre che l'Iran stia proseguendo i lavori di scavo iniziati nel 2023 a Kuh-e Kolang Gaz La, o 'Montagna del Piccone', poche centinaia di metri a sud della recinzione perimetrale del complesso di Natanz. Le immagini satellitari mostrano cumuli di terra provenienti dagli scavi che aumentano di dimensioni. Si ritiene che lì si stia costruendo un nuovo impianto nucleare sotterraneo. Le immagini mostrano inoltre che due tunnel che conducono a una montagna vicino alla struttura di Isfahan sono stati riempiti di terra, una misura contro gli attacchi missilistici adottata anche dall'Iran poco prima della guerra di giugno. Un terzo tunnel sembra essere stato ripulito dalla terra, con una nuova serie di muri costruiti vicino all'ingresso come apparente misura di sicurezza. EST NG01 ipz 302102 GEN 26
Iran: Consiglio sicurezza nazionale, risponderemo in modo efficace a qualsiasi aggressione
NOVA0669 3 EST 1 NOV Iran: Consiglio sicurezza nazionale, risponderemo in modo efficace a qualsiasi aggressione Baghdad, 30 gen - (Agenzia_Nova) - L'Iran rispondera' "a qualsiasi aggressione in modo efficace e deterrente". Lo ha dichiarato il sgretario del supremo consiglio per la sicurezza nazionale, Ali Shamkhani, citato dall'agenzia di stampa nazionale "Tasnim". "La priorita' assoluta ora e' la piena preparazione per respingere qualsiasi minaccia. Il nostro messaggio e' chiaro: ogni azione che dimostri un'intenzione ostile da parte del nemico sara' affrontata con una risposta proporzionata, efficace e deterrente", ha dichiarato. La risposta, ha spiegato, include anche "un attacco in profondita' al regime sionista (Israele" e non si limita "solo al mare" ma si prepara a scenari "piu' ampi e avanzati". La presenza militare statunitense nel Golfo Persico e nel Mar Arabico "non significa necessariamente superiorita'", ha dichirato Shamkhani. "In questa regione che e' la nostra casa conosciamo meglio la geografia e le sue capacita'", ha aggiunto, spiegando che le forze armate iraniane conoscono "gli elementi della difesa integrale nella regione piu' di qualsiasi potenza straniera" e hanno progettato la propria strategia difensiva e offensiva di conseguenza. (Irb)
- >>>ANSA/ Putin ridimensiona la tregua, 'solo su Kiev e fino a domenica'
>>>ANSA/ Putin ridimensiona la tregua, 'solo su Kiev e fino a domenica' Tutto in vista dei nuovi negoziati ad Abu Dhabi. Ma secondo Zelensky potrebbero slittare (di Alberto Zanconato) (ANSA) - MOSCA, 30 GEN - La montagna sembra aver partorito il classico topolino, e in una gran confusione. L'annuncio di Donald Trump, che aveva parlato di una tregua di una settimana negli attacchi russi sull'Ucraina concordata con Vladimir Putin, è stato ridimensionato dal Cremlino. Il presidente Usa, ha precisato il portavoce Dmitry Peskov, ha chiesto una sospensione degli attacchi sulla sola Kiev, che durerà fino a domenica, quando ad Abu Dhabi è prevista la ripresa dei negoziati di pace. Ma Trump è tornato a dirsi fiducioso. Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "si odiano, e questo rende le cose molto difficili, ma penso che ci stiamo avvicinando molto a raggiungere un accordo", ha assicurato il tycoon. Trump aveva detto giovedì che Putin era stato "molto carino" nell'accogliere la sua richiesta di sospendere "per una settimana" gli attacchi, in considerazione di un'ondata di gelo prevista nei prossimi giorni sull'Ucraina, con temperature fino a 30 gradi sotto zero. Il capo della Casa Bianca, tuttavia, non aveva precisato né la data d'inizio della tregua, né quali infrastrutture dovrebbero essere risparmiate dai bombardamenti. Alla domanda se la Russia avrebbe rispettato la tregua, Peskov ha risposto in modo non del tutto chiaro: "Sì - ha detto - c'è stato un appello personale del presidente Trump per una settimana, fino al primo febbraio, mentre si creano le condizioni favorevoli per i negoziati". Un commento che ha indotto l'agenzia russa Ria Novosti a scrivere che Mosca accoglieva la richiesta, mentre per la Tass le parole del portavoce di Putin confermavano solo la richiesta della parte americana. L'Aviazione ucraina ha detto che nella notte tra giovedì e venerdì i russi hanno lanciato sull'Ucraina 111 droni, di cui 80 sono stati abbattuti, ma secondo Zelensky "non ci sono stati attacchi sulle installazioni energetiche, mentre le forze armate russe "si concentrano ora su raid contro obiettivi logistici". Comunque gli ultimi bombardamenti russi su Kiev sono avvenuti nella notte tra il 23 e il 24 gennaio. Cioè qualche ora prima dell'inizio della prima tornata di trattative russo-ucraine a Abu Dhabi con la mediazione americana. E quindi l'annuncio di Trump potrebbe riguardare una tregua relativa solo alla capitale già in vigore dall'inizio dei colloqui, e destinata a durare almeno fino alla loro ripresa, fra due giorni. Anche se Zelensky ha detto che "la data o il luogo potrebbero cambiare" a causa delle crescenti tensioni tra gli Usa e l'Iran. Anche se confermati, non si tratterà di negoziati semplici. "Finora, non siamo riusciti a trovare un compromesso sulla questione territoriale, in particolare riguardo a una parte dell'est dell'Ucraina", ha avvertito il presidente. Con un riferimento al Donbass, di cui i russi vorrebbero appropriarsi per intero. Zelensky ha anche accusato Mosca di avere "bloccato il processo" di scambio dei prigionieri. Il leader ucraino ha poi categoricamente respinto la possibilità di incontrare Putin a Mosca, come proposto dal Cremlino, e lo ha pubblicamente invitato a recarsi lui a Kiev, "se ha il coraggio". Il che ha attirato la piccata risposta del Cremlino. "Vorrei ricordare - ha chiarito Peskov - che è stato Zelensky a chiedere un incontro. Il presidente Putin gli ha risposto: 'Siamo pronti, ma solo a Mosca'". Sul terreno, intanto, la Russia ha rivendicato la conquista di altri tre villaggi: due nella regione di Zaporizhzhia e uno in quella di Donetsk. Mentre nell'oblast nord-orientale di Kharkiv le autorità hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria delle famiglie con bambini da sette insediamenti in un territorio situato a una cinquantina di chilometri dall'omonima città capoluogo. In precedenza il governatore della regione aveva accusato le truppe russe di aver provocato la morte di una persona e il ferimento di almeno altre due in raid sui villaggi di Novoosynove e di Chorne. (ANSA)
Sicurezza, Avs: no a giustizia differenziata per forze ordine
Sicurezza, Avs: no a giustizia differenziata per forze ordine Sicurezza, Avs: no a giustizia differenziata per forze ordine "No all'Ice italiana" Roma, 30 gen. (askanews) - "Trump fa scuola per la destra italiana. Leggiamo che Fratelli d'Italia propone procedimenti penali per le forze dell'ordine solo su richiesta del ministro. Questa proposta non solo modifica le tutele giuridiche e introduce una sorta di scudo penale per gli agenti, e i militari, impegnati in operazioni di ordine pubblico ma, dà al ministro dell'Interno di turno un potere enorme che addirittura gli permetterebbe di stoppare l'automatismo dell'azione penale. Lo scudo penale rischia di essere una palese violazione del principio di eguaglianza, e dell'articolo 3 della Costituzione Italiana che pone tutti i cittadini uguali davanti alla legge. Un po' quello di cui gode la tanto contestata Ice americana. Una cosa gravissima, uno scudo e un privilegio per gli agenti ma anche l'ennesimo attacco alla magistratura". Lo afferma il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. Pol-Afe 20260130T192926Z
Usa: Nyt, in file Epstein 3.200 riferimenti a Trump
Usa: Nyt, in file Epstein 3.200 riferimenti a Trump Washington (Usa), 30 gen. (LaPresse) - I nuovi documenti su Jeffrey Epstein pubblicati oggi dal dipartimento di Giustizia sembrano contenere almeno 3.200 riferimenti al presidente Trump. Lo riporta il New York Times, rilevando che al termine dell'esame dei documenti, questo numero potrebbe aumentare. Alcuni dei documenti che menzionano Trump sembrano provenire da segnalazioni giunte agli investigatori in relazione al caso Epstein. Altri sono riferimenti a Trump in articoli di giornale inclusi nei file. Ci sono anche email che semplicemente menzionano Trump. Epstein, ad esempio, discuteva regolarmente di Trump, anche speculando sulle sue possibilità di vittoria alle elezioni presidenziali del 2016. Il presidente Usa ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività illecite connesse a Epstein. EST NG01 lic 301938 GEN 26
Senatrice democratica attacca, Trump vuole mettere le mani sulla Fed
'Fermare la nomina di Warsh fino a quando cause contro Powell e Cook saranno risolte'
(ANSA) - NEW YORK, 30 GEN - La senatrice democratica
Elizabeth Warren chiede ai repubblicani di bloccare la conferma
di Kevin Warsh alla presidenza della Fed fino a quando "la
caccia alle streghe contro l'attuale presidente Jerome Powell e
la governatrice Lisa Cook" non sarà risolta. Lo afferma Warren
in una nota, sottolineando che la nomina di Warsh è l'ultimo
tentativo in ordine temporale di Trump per acquisire il
controllo della Fed. (ANSA).
30/01/2026 14:22
Trump rilancia l'Italygate, 'anche Roma dietro il voto rubato del 2020'
Su Truth condivide un post su una teoria del complotto già smentita in passato
(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Donald Trump rilancia l'Italygate su
Truth, postando un link che ripropone una teoria del complotto
più volte smentita nel tempo. Teoria secondo cui ci sarebbe
anche l'Italia dietro l'esito delle elezioni presidenziali del
2020 che il tycoon ha sempre sostenuto gli siano state rubate
per favorire Joe Biden. Secondo il post condiviso nelle ultime ore da Trump -
pubblicato dall'account The Scif - 'funzionari italiani di
Leonardo Spa hanno usato satelliti militari per hackerare le
macchine per il voto statunitensi, spostando voti da Trump a
Biden e utilizzando strumenti sviluppati dalla Cia come Hammer e
Scorecard. Questo insieme a numerosi altri metodi di frode e
manipolazione'. Una circostanza già più volte smentita in
passato da Leonardo, che ha anche denunciato quattro persone per
diffamazione. Il post prosegue con la tesi che 'l'intera operazione sarebbe
stata coordinata dalla Cina, supervisionata dalla Cia e
insabbiata dall'Fbi, al fine di piazzare Biden come un
burattino. Questo - conclude il post di The Scif - è il cartello
globale che ha rubato le elezioni e che rappresenta una reale
minaccia per la democrazia dell'America e per il mondo intero'.
(ANSA).
30/01/2026 14:48
I portuali non lavorano per la guerra, 6 febbraio giornata di lotta internazionale
30 gennaio 2026
Con la conferenza online del 27 gennaio, le 5 organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori portuali, l'Enedep di Grecia, il Lab dei Paesi Baschi, la Liman-Is della Turchia, l'ODT del Marocco e l'USB Lavoro Privato in Italia hanno confermato la giornata di lotta dei portuali del 6 febbraio con lo slogan "I portuali non lavorano per la guerra".
La protesta partirà da 21 tra i più grandi e importanti porti europei e mediterranei, come Bilbao, Tangeri, Pireo, Mersin, Genova, Livorno, Trieste, Ancona e Civitavecchia e altri ancora. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto l'adesione anche dai porti di Amburgo e di Brema ed anche negli Stati Uniti, in diverse città portuali, si stanno organizzando mobilitazioni e iniziative. Un'azione congiunta e coordinata come non si vedevano da decenni alla quale si sono uniti movimenti e associazioni di solidarietà. La prossima settimana pubblicheremo il quadro completo delle iniziative che si svolgeranno in tutto il mondo il 6 febbraio.
I portuali mandano un segnale di forte solidarietà internazionale contro la militarizzazione dei porti, il genocidio ancora in corso in Palestina, il traffico di armi e la corsa alla guerra a cui stiamo assistendo. Un segnale forte contro l'imperialismo e la rottura del diritto internazionale e in difesa dell'autodeterminazione dei popoli.
Al centro della protesta ci sono le condizioni dei lavoratori. L'economia di guerra ha già tagliato i nostri salari, eroso i nostri diritti e distrutto i servizi pubblici essenziali. Lo spostamento delle risorse economiche sugli armamenti e l'industria bellica colpisce direttamente i salari e le condizioni di lavoro, allunga i tempi di lavoro e allontana la possibilità di riconoscere il nostro come lavoro usurante a fini pensionistici.
Il 6 febbraio, inoltre, sarà il giorno dell'inaugurazione dei giochi olimpici invernali di Milano e Cortina. La presenza della milizia fascista dell'ICE è un segnale di provocazione che consideriamo inaccettabile. Per questo motivo, in solidarietà con la popolazione del Minnesota e di altri stati che stanno contestando le deportazioni e le uccisioni, saremo a Milano e grideremo ICE OUT insieme a Chris Smalls, fondatore del sindacato indipendente dentro Amazon negli USA, in piazza Gaza dalle 14.30. Chris sarà in Italia già dal 5 e lo incontreremo all'Università di Roma, facoltà di Lettere venerdì 5 alle 16.00.
Appuntamenti in Italia del 6 febbraio:
Genova - ore 18.30 - Varco San Benigno
Livorno – ore 17.30 - piazza 4 Mori
Trieste – ore 17.30 – Cia K. Ludwig Von Bruck presso autorità portuale Trieste
Ravenna – ore 15.00 Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale)
Ancona – ore 18.00 Piazza del Crocifisso
Civitavecchia – ore 18.00 – Piazza Pietro Gugliemotti
Salerno - ore 17.00 – varco principale al porto
Bari - ore 16:00 - Terminal Porto
Crotone – ore 17.30 - Piazza marinai d'Italia presso l'entrata del porto.
Palermo – ore 16.30 - Varco Santa Lucia
Cagliari - ore 17:00 - via Roma lato porto
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+39 345 671 2454
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== TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==
ZCZC IPN 116 EST --/T == TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE == di Stefano Vaccara NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Questa settimana Donald Trump ha dovuto suonare la ritirata, con Minneapolis che potrebbe diventare la città simbolo in cui la macchina della "verità alternativa" si è inceppata davanti all'unica cosa che oggi non si può controllare: un telefono acceso nelle mani di un cittadino. Sull'uccisione di Alex Pretti la reazione dell'amministrazione è stata quella ormai automatica: costruire subito una narrazione alternativa, spostare la colpa, insinuare dubbi prima ancora che emergano i fatti. Ma questa volta i video erano già online, ripresi da più angolazioni, e hanno demolito la narrazione ufficiale nel giro di poche ore. A quel punto serviva qualcuno da sacrificare. Gregory Bovino, il volto più esposto dell'operazione federale, è diventato il capro espiatorio ideale. Intanto Trump ha inviato a Minneapolis Tom Homan, lo zar dell'ICE, presentando la mossa come segnale di de-escalation. In realtà è un cambio di stile più che di sostanza: meno caos comunicativo, stessa linea dura. Homan serve a rendere l'operazione più disciplinata e meno politicamente rumorosa. (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/sat/red 30-Gen-26 10:14
== TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-2-
ZCZC IPN 117 EST --/T == TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-2- Ma sugli avvenimenti di Minneapolis la squadra anti-immigrazione guidata dalla coppia Kristi Noem e Stephen Miller non ha semplicemente comunicato male: ha applicato la regola centrale del trumpismo, costruire una versione alternativa dei fatti prima che emergano quelli verificabili. Funziona quasi sempre. Questa volta no. Anche perché, travolti dalle proteste e dalle telefonate indignate dei propri elettori, diversi parlamentari repubblicani hanno iniziato a prendere le distanze, segno che la narrativa ufficiale non reggeva più nemmeno tra gli alleati. Mentre Minneapolis dominava i notiziari, il Dipartimento di Giustizia intensificava la pressione su diversi Stati chiedendo accesso completo ai voter rolls, gli archivi elettorali con dati sensibili degli elettori. Formalmente si parla di sicurezza del voto. Politicamente il messaggio è diverso: la legittimità dei processi elettorali statali può essere rimessa in discussione in qualsiasi momento. Ed è qui che riemerge la Georgia, epicentro delle contestazioni sul voto del 2020. Nuovi movimenti investigativi federali riportano al centro l'idea che quella partita non sia mai stata davvero chiusa. La strategia politica di Trump, annunciata già nel discorso di Davos, dove ha promesso nuove incriminazioni legate al "voto truccato" del 2020, è mantenere aperta una ferita istituzionale e poterla riattivare quando serve. In questo contesto ha colpito anche la presenza in Georgia di Tulsi Gabbard, oggi punto di contatto tra Casa Bianca e intelligence. La sua comparsa accanto a funzionari federali impegnati nel recupero di materiali elettorali rafforza l'impressione che la battaglia politica sul voto stia entrando nel terreno degli apparati. Per preparare che cosa? (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/sat/red 30-Gen-26 10:14
== TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-3-
ZCZC IPN 118 EST --/T == TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-3- Intanto il governatore del Minnesota Tim Walz, in un'intervista a The Atlantic, ha evocato Fort Sumter, il luogo simbolico che segnò l'inizio della Guerra Civile, per descrivere una soglia psicologica pericolosa: quando forze federali entrano in uno Stato come presenza percepita come occupante e le autorità locali faticano persino a indagare, la frattura non è più solo politica. Diventa istituzionale, poi emotiva, poi difficile da ricomporre. A Washington intanto si evita lo shutdown con un accordo temporaneo che rimanda lo scontro vero: finanziamenti e limiti alle operazioni di ICE e del Dipartimento della Sicurezza Interna. È lì che si gioca la partita tra poteri federali e resistenze locali, tra enforcement e rispetto delle regole. Così, mentre l'attenzione è assorbita da Minneapolis e dalle tensioni sul voto, spariscono dai radar i file Epstein. Per mesi al centro del dibattito pubblico, ora scivolano fuori dall'attenzione, complice il susseguirsi di crisi interne ed esterne, nonostante la legge del Congresso imponesse la pubblicazione completa dei documenti. Finora ne abbiamo visto solo una minima parte. (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/sat/red 30-Gen-26 10:14
== TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-4-
ZCZC IPN 119 EST --/T == TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-4- Intanto Trump lascia filtrare opzioni militari sempre più aggressive verso l'Iran, con movimenti navali e retorica di guerra. La questione iraniana esiste e pesa, ma nel teatro trumpiano la politica estera serve anche a spostare il focus interno, a ricompattare consenso o almeno a deviare l'attenzione dalle difficoltà domestiche. Sul piano mediatico, il diversivo non funziona come previsto per Trump neanche con il documentario su Melania che, secondo i primi dati sulla vendita dei biglietti, rischia di essere un flop. Mentre spunta la "instant song" di Bruce Springsteen, Streets of Minneapolis, che si trasforma in colonna sonora delle manifestazioni contro ICE e contro l'America MAGA. Questa settimana quindi non ci racconta un'amministrazione nel caos. Racconta un'amministrazione che usa il caos come strumento politico. (ITALPRESS). xo9/sat/red 30-Gen-26 10:14
Antonio Banderas su Ice negli Usa, 'mai visto nulla di più vergognoso'
L'attore spagnolo contro "la banda di teppisti" creata dall'amministrazione Trump
(ANSA) - MADRID, 30 GEN - "Non ho mai visto nulla di più
vergognoso della banda di teppisti che ha inventato questo
signore,". E' quanto ha affermato l'attore e regista spagnolo,
Antonio Banderas, nel criticare con fermezza l'azione dell'Ice,
la polizia anti-immigrazione creata dall'amministrazione Trump,
a Minneapolis. In un'intervista radiofonica alla Cadena Ser, Banderas ha
descritto con molta preoccupazione le scene riprese nei video
degli interventi dell'Ice diffusi questa settimana dai media:
"Non credo di aver mai visto nulla di più vergognoso di quello
che sta facendo questa banda di teppisti, cacciando persone
anziane dalle loro case, praticamente nude, buttandole nella
neve, portando via bambini in manette, bambini di 12 anni", ha
detto l'attore. "Mi ha provocato una reazione fisica, conati di vomito vedere
alla televisione alcune di queste immagini", ha spiegato
Banderas. Soprattutto, "vedere una ragazza che era a terra
mentre questi teppisti la pestavano". Un'azione assolutamente
ingiustificabile: "C'è bisogno c'è di questo? Che necessità c'è
di tirare fuori una pistola e sparare dieci colpi contro un uomo
che portava un cellulare in mano? Che bisogno c'è?", ha
domandato Banderas riferendosi all'uccisione dell'infermiere
Alex Pretti a Minneapolis da parte di agenti dell'Ice. Banderas, che fra l'altro è padre di Stella del Carmen, la
figlia avuta dalla relazione con l'attrice Melanie Griffith, ha
assicurato che i suoi figli "sono terrorizzati". "Mia figlia mi
dice, papà, io sono nata in Spagna. Mi possono venire a
cercare...". "E' molto duro", ha osservato l'attore. "Ma la cosa più dura
di tutte è vedere che questo signore lo hanno votato", ha
aggiunto l'attore nel riferirsi a Donald Trump. (ANSA).
30/01/2026 10:40
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