++ Cgil, con aumento requisiti pensione rischio 55mila nuovi esodati ++
Dal 2027. Coinvolti usciti con isopensione, contratto di espansione e fondi solidarietà
(ANSA) - ROMA, 26 GEN - "Oltre 55.000 lavoratrici e
lavoratori che negli ultimi anni hanno aderito a misure di
uscita anticipata dal lavoro rischiano, a partire dal 1° gennaio
2027, di ritrovarsi senza reddito e senza contribuzione a causa
dell'adeguamento automatico alla speranza di vita. L'effetto
concreto è quello di dover inseguire requisiti pensionistici che
continuano a spostarsi in avanti, con una nuova platea di
esodati". Lo sottolinea la Cgil in uno studio spiegando che
saranno coinvolte le persone uscite con l'isopensione, i fondi
di solidarietà e i contratti di espansione. (ANSA).
26/01/2026 13:53
Cgil, con aumento requisiti pensione rischio 55mila nuovi esodati (2)
(ANSA) - ROMA, 26 GEN - "Nonostante le ripetute promesse del
Governo sul blocco dell'aumento dei requisiti pensionistici,
sottolinea l'analisi dell' Osservatorio Previdenza della Cgil
che tiene conto delle modifiche introdotte dall'ultima Legge di
Bilancio e dall'aggiornamento del Rapporto sulle tendenze di
medio-lungo periodo del sistema pensionistico del Mef a partire
dal 2027, il nuovo quadro normativo prevede, un incremento di 1
mese dal 2027, un ulteriore aumento di 2 mesi nel 2028 e un
incremento complessivo stimato in 3 mesi a decorrere dal 2029,
rispetto ai soli due mesi precedentemente previsti per il
biennio 2029-2030. "Un cambiamento - si spiega nell'analisi -
che modifica radicalmente lo scenario su cui erano stati
costruiti migliaia di accordi di uscita dal lavoro attraverso
isopensione, contratti di espansione e Fondi di solidarietà
sottoscritti fino al 31 dicembre 2025, quando non erano previsti
aumenti né nel 2027 né nel 2028 ed era più contenuta la stima
per il 2029". "Se il Governo non interverrà - dice il responsabile delle
politiche previdenziali del sindacato, Ezio Cigna, oltre 23.000
lavoratori in isopensione, circa 4.000 con contratto di
espansione e altri 28.000 usciti tramite i Fondi di solidarietà
bilaterali rischiano di trovarsi con periodi di vuoto
previdenziale senza assegno, senza contributi e senza alcuna
tutela. Parliamo - prosegue - di persone che hanno lasciato il
lavoro nel pieno rispetto delle regole vigenti, firmando accordi
con aziende, sulla base di date certe di accesso alla pensione.
L'aumento dei requisiti cambia quelle regole a posteriori, e
scarica interamente sui lavoratori il costo dell'adeguamento
alla speranza di vita". Secondo l'Osservatorio Previdenza Cgil, "il rischio
concreto è quello di una nuova platea di esodati, seppur con
caratteristiche diverse rispetto al passato: scoperture pari a
un mese nel 2027, due mesi nel 2028 e fino a quattro mesi dal
2029 (saranno sei mesi di aumento dei requisiti invece dei due
attesi, ndr), durante le quali le persone coinvolte potrebbero
non percepire né reddito né pensione". "Il Governo - attacca la segretaria confederale della Cgil
Lara Ghiglione - aveva promesso il blocco dell'aumento dei
requisiti pensionistici e il superamento della legge Fornero, ma
nei fatti ha scelto di peggiorarne gli effetti: ha incrementato
i requisiti, cancellato ogni forma di flessibilità in uscita e
non ha previsto alcuna salvaguardia per chi ha già lasciato il
lavoro con strumenti di accompagnamento alla pensione. Lo stesso
Governo aveva vincolato l'Inps a non applicare alcun
adeguamento dei requisiti pensionistici dal 2027 in avanti.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una platea ancora più
ampia di lavoratrici e lavoratori costretti a inseguire la
pensione, a causa di scelte politiche precise". "Il risultato - conclude Ghiglione - è il rischio concreto di
creare una nuova generazione di esodati: persone costrette a
rincorrere requisiti pensionistici che continuano a spostarsi in
avanti. Serve un intervento immediato di tutela e un
rafforzamento degli strumenti di accompagnamento alla pensione,
come chiediamo da anni. Ma il Governo ha scelto di non
confrontarsi: l'ultimo incuontro sul tema previdenziale risale
infatti al 18 settembre 2023". (ANSA).
26/01/2026 13:53