Dl Sicurezza: Casu (PD), polizia sotto organico ma governo non fa niente per nuove assunzioni e ingresso idonei ultimi concorsi (AGENPARL) - Mon 26 May 2025 Dl Sicurezza: Casu (PD), polizia sotto organico ma governo non fa niente per nuove assunzioni e ingresso idonei ultimi concorsi «Questo decreto nasce da un grave vulnus democratico: la scelta del Governo di ricorrere alla decretazione d'urgenza, la contrazione del dibattito in commissione e la doppia tagliola ha sottratto spazio al confronto parlamentare», ha dichiarato Andrea Casu (Pd) in Aula alla Camera, sottolineando che "a sicurezza è un grande tema che riguarda tutti: cittadini, enti locali, operatori delle forze dell'ordine. E proprio per questo avrebbe meritato un vero dibattito, non l'ennesimo provvedimento bandiera scritto solo per alimentare la propaganda del governo e attaccare il dissenso. Non possiamo pensare che introdurre nuovi reati o inasprire le pene risolva i problemi. La nonviolenza non può essere criminalizzata, non può essere equiparata alla violenza: va rispettata e riconosciuta per ciò che è", ha aggiunto Casu, denunciando anche «la distruzione ideologica del settore agroindustriale della canapa e la totale assenza di interventi reali per superare il sovraffollamento carcerario. «Servono investimenti veri: oggi mancano oltre 11.340 agenti nella Polizia di Stato. Il Governo spende milioni per costruire un centro in Albania mentre lascia sguarniti i nostri territori. Se davvero volete occuparvi di sicurezza – ha concluso – cominciate ad assumere gli idonei ai concorsi per vice ispettori e allievi agenti e a rafforzare i presidi sul territorio. Non serve altra propaganda, ma risposte concrete". Roma, 26 maggio 2025 Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico Camera dei Deputati per approfondimenti consultare il nostro sito: www.deputatipd.it 2025-05-26 20:04:11 4359873 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/05/26/dl-sicurezza-casu-pd-polizia-sotto-organico-ma-governo-non-fa-niente-per-nuove-assunzioni-e-ingresso-idonei-ultimi-concorsi/
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lunedì 26 maggio 2025
FOCUS Ucraina, Berlino: Armi inviate a Kiev non hanno più limiti gittata. Mosca: Decisione pericolosa - AGGIORNAMENTO
FOCUS Ucraina, Berlino: Armi inviate a Kiev non hanno più limiti gittata. Mosca: Decisione pericolosa - AGGIORNAMENTO Torino, 26 mag (GEA/AFP) - --- Aggiorna e sostituisce il FOCUS L'Ucraina ha subito un record di 355 attacchi di droni tra domenica e lunedì, in un fine settimana di raid di massa dopo il quale cui Donald Trump ha accusato Vladimir Putin di essere "completamente pazzo". Dal canto suo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato "l'impunità" della Russia, che da tre anni invade il suo Paese e ne occupa il 20% del territorio. "Questa è già la terza notte consecutiva di terrore russo combinato, con droni d'attacco e missili", ha sottolineato sui social media. "Solo un senso di totale impunità consente alla Russia di sferrare simili colpi e di aumentarne costantemente la portata", ha aggiunto Zelensky, esortando l'Occidente a rafforzare le sanzioni per "privare" Mosca delle risorse necessarie per continuare la guerra. A Kiev, il rumore dei droni e gli spari della difesa aerea hanno riecheggiato durante l'allerta, che è durata più di sei ore fino alle prime ore del mattino, hanno osservato i giornalisti dell'AFP. Uno di loro ha sentito delle esplosioni, prima di osservare la distruzione di un drone a mezz'aria e la caduta dei suoi detriti incandescenti sulla città. Domenica, poco prima di questi ultimi attacchi, il presidente americano ha inasprito i toni nei confronti di Putin, al quale ha cercato di avvicinarsi negli ultimi mesi. "Ho sempre avuto un ottimo rapporto con il presidente russo Vladimir Putin, ma gli è successo qualcosa. È diventato completamente pazzo" Trump ha scritto sul social network Truth. Gli è successo qualcosa", ha scritto il repubblicano, che appena una settimana fa si era mostrato ottimista dopo due ore di telefonata con il presidente russo. "Ho sempre detto che voleva tutta l'Ucraina, non solo una parte, e forse questo si rivelerà vero, ma se lo farà, porterà alla caduta della Russia!", ha aggiunto Trump restando tuttavia evasivo in merito a qualsiasi azione concreta contro Mosca, limitandosi a rispondere: "assolutamente" a una domanda sulla possibilità di aumentare le sanzioni americane. Il Cremlino ha risposto attribuendo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti a un "sovraccarico emotivo". "Il presidente Putin sta facendo tutto il necessario per garantire la sicurezza della Russia", ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov durante il suo briefing quotidiano, sottolineando gli "sforzi" dell'amministrazione Trump che hanno spinto le parti in conflitto a incontrarsi a Istanbul a metà maggio. "Si tratta di un momento importante, che comporta un sovraccarico emotivo per tutti e reazioni emotive", ha detto Peskov. Il presidente francese Emmanuel Macron, da parte sua, spera che la "rabbia" di Trump si "traduca in azione", e ha proposto di stabilire una "scadenza" entro cui la Russia dovrà accettare un cessate il fuoco. Allo stesso tempo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che il presidente russo considera qualsiasi offerta di colloqui come "debole". E ha annunciato che "non ci sono più limiti alla portata delle armi fornite all'Ucraina" dai suoi principali alleati occidentali, Berlino, Washington, Londra e Parigi. "Ciò significa che ora l'Ucraina può difendersi, ad esempio attaccando le posizioni militari in Russia (...), cosa che non faceva tempo fa, salvo poche eccezioni", ha assicurato. "Una decisione piuttosto pericolosa", ha prontamente reagito Mosca tramite Peskov. VLN EST 26 MAG 2025
FOCUS Ucraina, Berlino: Armi inviate a Kiev non hanno più limiti gittata. Mosca: Decisione pericolosa - AGGIORNAMENTO
FOCUS Ucraina, Berlino: Armi inviate a Kiev non hanno più limiti gittata. Mosca: Decisione pericolosa - AGGIORNAMENTO Torino, 26 mag (GEA/AFP) - --- Aggiorna e sostituisce il FOCUS L'Ucraina ha subito un record di 355 attacchi di droni tra domenica e lunedì, in un fine settimana di raid di massa dopo il quale cui Donald Trump ha accusato Vladimir Putin di essere "completamente pazzo". Dal canto suo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato "l'impunità" della Russia, che da tre anni invade il suo Paese e ne occupa il 20% del territorio. "Questa è già la terza notte consecutiva di terrore russo combinato, con droni d'attacco e missili", ha sottolineato sui social media. "Solo un senso di totale impunità consente alla Russia di sferrare simili colpi e di aumentarne costantemente la portata", ha aggiunto Zelensky, esortando l'Occidente a rafforzare le sanzioni per "privare" Mosca delle risorse necessarie per continuare la guerra. A Kiev, il rumore dei droni e gli spari della difesa aerea hanno riecheggiato durante l'allerta, che è durata più di sei ore fino alle prime ore del mattino, hanno osservato i giornalisti dell'AFP. Uno di loro ha sentito delle esplosioni, prima di osservare la distruzione di un drone a mezz'aria e la caduta dei suoi detriti incandescenti sulla città. Domenica, poco prima di questi ultimi attacchi, il presidente americano ha inasprito i toni nei confronti di Putin, al quale ha cercato di avvicinarsi negli ultimi mesi. "Ho sempre avuto un ottimo rapporto con il presidente russo Vladimir Putin, ma gli è successo qualcosa. È diventato completamente pazzo" Trump ha scritto sul social network Truth. Gli è successo qualcosa", ha scritto il repubblicano, che appena una settimana fa si era mostrato ottimista dopo due ore di telefonata con il presidente russo. "Ho sempre detto che voleva tutta l'Ucraina, non solo una parte, e forse questo si rivelerà vero, ma se lo farà, porterà alla caduta della Russia!", ha aggiunto Trump restando tuttavia evasivo in merito a qualsiasi azione concreta contro Mosca, limitandosi a rispondere: "assolutamente" a una domanda sulla possibilità di aumentare le sanzioni americane. Il Cremlino ha risposto attribuendo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti a un "sovraccarico emotivo". "Il presidente Putin sta facendo tutto il necessario per garantire la sicurezza della Russia", ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov durante il suo briefing quotidiano, sottolineando gli "sforzi" dell'amministrazione Trump che hanno spinto le parti in conflitto a incontrarsi a Istanbul a metà maggio. "Si tratta di un momento importante, che comporta un sovraccarico emotivo per tutti e reazioni emotive", ha detto Peskov. Il presidente francese Emmanuel Macron, da parte sua, spera che la "rabbia" di Trump si "traduca in azione", e ha proposto di stabilire una "scadenza" entro cui la Russia dovrà accettare un cessate il fuoco. Allo stesso tempo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che il presidente russo considera qualsiasi offerta di colloqui come "debole". E ha annunciato che "non ci sono più limiti alla portata delle armi fornite all'Ucraina" dai suoi principali alleati occidentali, Berlino, Washington, Londra e Parigi. "Ciò significa che ora l'Ucraina può difendersi, ad esempio attaccando le posizioni militari in Russia (...), cosa che non faceva tempo fa, salvo poche eccezioni", ha assicurato. "Una decisione piuttosto pericolosa", ha prontamente reagito Mosca tramite Peskov. VLN EST 26 MAG 2025
Ma cos’è il gioco della 💨 puzzetta (ti tiro il dito e ti causo una flatulenza)? Due esseri decisamente immondi, ma quello giovane e francese sempre più ridicolo e inadeguato, tra l’altro senza i numeri per stare nella carica che occupa abusivamente, come il narcos ukraino che spalleggia e a cui fa il badante ad ogni occasione.
VIMINALE, INTERROGAZIONE AVS SU NOMINA FERRI A QUESTORE MONZA: CONDANNATO PER G8 GENOVA
VIMINALE, INTERROGAZIONE AVS SU NOMINA FERRI A QUESTORE MONZA: CONDANNATO PER G8 GENOVA (Public Policy) - Roma, 26 mag - "La scelta di nominare Filippo Ferri a Questore di Monza è una vergogna assoluta che solleva diversi interrogativi. Ferri non è un nome qualunque, rievoca la 'macelleria messicana' della scuola Diaz durante il G8 di Genova. Ferri è stato condannato nel 2012 a 3 anni e 8 mesi e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per falso aggravato. I fatti del G8 e l'assalto alla scuola Diaz sono una delle pagine più vergognose della nostra storia repubblicana. Una nomina che riapre una ferita ventiquattro anni dopo il G8. Chiediamo al ministro dell'Interno Piantedosi sulla base di quali valutazioni si sia arrivati ad una decisione di questo tipo, e di rivedere questa nomina che non possiamo non considerare come una scelta molto pericolosa per la qualità della nostra democrazia". Lo afferma la senatrice dell'Alleanza Verdi Sinistra Ilaria Cucchi, che ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno sulla nomina di Ferri. "In Italia se hai una condanna non puoi fare i concorsi pubblici, mentre se vieni condannato in via definitiva per i fatti di Genova vieni promosso a Questore di Monza, prosegue Cucchi. Affidare la responsabilità della sicurezza pubblica di una città a chi ha disonorato la divisa e la funzione pubblica, significa legittimare una cultura dell'impunità e della menzogna inaccettabile. Non permetteremo che venga ignorato il dolore delle vittime e cancellato, con un colpo di spugna, anni di battaglie per verità e giustizia sul G8 di Genova del 2001", conclude Cucchi. (Public Policy) @PPolicy_News GAV 261132 mag 2025
Monza: SI, Ferri condanato per fatti Diaz, no a nomina questore =
AGI0026 3 POL 0 RMI / Monza: SI, Ferri condanato per fatti Diaz, no a nomina questore = (AGI) - Roma, 26 mag. - "Sinistra Italiana Monza e Brianza esprime ferma contrarieta' alla nomina di Filippo Ferri come nuovo Questore della nostra provincia, prevista a partire dal primo giugno. Una scelta profondamente sbagliata e lesiva della memoria democratica del nostro Paese, che chiediamo al Ministro Piantedosi di rivedere". E' quanto si legge in una nota di Sinistra Italiana. "Il dottor Filippo Ferri e' stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2012 a tre anni e otto mesi di carcere per falso e calunnia in relazione ai gravissimi fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001, una delle pagine piu' buie della nostra storia repubblicana", si legge ancora nella nota. "La stessa Corte ha parlato di un 'massacro ingiustificabile', denunciando 'l'odiosita'' del comportamento dei vertici di comando che, anziche' isolare i violenti, costruirono false accuse per giustificare un arresto di massa ai danni di persone inermi. Riteniamo", aggiungono da SI, "che affidare ruoli di responsabilita' d'ordine e pubblica sicurezza del territorio a chi ha violato la fiducia tra cittadino e istituzioni come accaduto durante il G8 di Genova nel 2001, a cui molti nostri iscritti, anche provenienti dalla nostra provincia, hanno assistito e partecipato come manifestanti pacifici, sia un segnale lesivo, che rischia di screditare il senso stesso del servizio pubblico e dello Stato di diritto. Per queste ragioni, molti amministratori e rappresentanti di Sinistra Italiana Monza e Brianza hanno gia' sottoscritto la lettera aperta rivolta al Ministro Piantedosi, chiedendo di revocare questa nomina e di dare un segnale chiaro di rispetto verso la nostra Costituzione e verso i valori democratici. Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini, le forze democratiche, le associazioni e i movimenti civici a unirsi a questa mobilitazione e a firmare la lettera" disponibile online. (AGI)Mol 261331 MAG 25
Monza: cittadini contro nomina questore Ferri, Viminale faccia passo indietro
Monza: cittadini contro nomina questore Ferri, Viminale faccia passo indietro Roma, 26 mag. (LaPresse) - Un gruppo di cittadine e cittadini della provincia di Monza ha indirizzato al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi una lettera aperta per "chiedere chiarimenti e, soprattutto, un passo indietro rispetto" alla nomina di Filippo Ferri a nuovo Questore di Monza e Brianza, da loro definita "inopportuna e ingiustificata". "Ferri, ex dirigente della Polizia, è stato condannato in via definitiva nel 2012 dalla Cassazione a 3 anni e 8 mesi per falso e calunnia, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni - si legge nella lettera aperta -. La condanna è legata ai fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Quanto avvenuto in quei giorni e i tentativi di insabbiamento e depistaggio che ne seguirono rappresentano ancora oggi una delle pagine più buie e vergognose dello Stato italiano". "I promotori chiedono, quindi, che il Ministro ritiri la nomina e invitano la cittadinanza a firmare la lettera, disponibile online, per dare forza a una mobilitazione che si pone a difesa dei valori costituzionali e del rispetto per le vittime di quella notte". CRO LOM tma/lca 261455 MAG 25
DL SICUREZZA. AVS: CAMBIA NATURA DELLO STATO, SIMILE A LEGGI FASCISTISSIME
DIR1876 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT DL SICUREZZA. AVS: CAMBIA NATURA DELLO STATO, SIMILE A LEGGI FASCISTISSIME (DIRE) Roma, 26 mag. - "Abbiamo ascoltate le voci delle relatrici di questo provvedimento solo oggi, durante l'esame del testo in commissione non abbiamo mai sentito una parola. Eppure è un testo che cambia la natura della nostra Repubblica. Introduce nuovi 14 reati, più 16 aggravanti di reati già esistenti, ristringe le libertà, vieta il blocco stradale che dal 1948 e' una sanzione amministrativa, oggi diventa reato penale ma solo se si usa il proprio corpo: chi blocca la strada con un trattore no. Vietate le proteste contro le grandi opere, contro il ponte o gli incenitori non si può dissentire, né protestare per i cambiamenti climatici. 50 mila famiglie sono in difficoltà abitativa: come si fa a punire con la galaera chi non ha una casa ? Perché non gli date un alloggio anziché metterle in carcere? 100 anni fa venivano varare le leggi fascistissime, limitavano la libertà di espressione, introducevano i podestà, come quelli che Piantedosi oggi vorrebbe ripristinare per i comuni a rischio di infiltrazione mafiosa, vietavano gli scioperi: ecco questo decreto somiglia moltissimo alle legge fascistissime di 100 anni fa". Lo ha detto Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in commissione Affari costituzionali, durante la discussione del Dl Sicurezza. (Uct/ Dire) 15:42 26-05-25
Decreto sicurezza: "repressivo e liberticida", protesta a Roma tra bandiere e striscioni
NOVA0349 3 POL 1 NOV CRO INT Decreto sicurezza: "repressivo e liberticida", protesta a Roma tra bandiere e striscioni Roma, 26 mag - (Agenzia_Nova) - Tra bandiere, cartelli e striscioni, centinaia di persone si sono radunate in piazza Barberini, a Roma, per protestare contro il Decreto sicurezza, in occasione dell'avvio della discussione del testo in Parlamento. La manifestazione e' stata organizzata dalla rete "A pieno regime". In piazza campeggia lo striscione: "Il ddl sicurezza arresta pure te, fermiamoli". "No dl sicurezza, la democrazia non si piega", e' quanto si legge invece su alcuni cartelli. Di fronte ai manifestanti e' stato posizionato un furgone con una cassa dalla quale si alternano musica e interventi degli organizzatori. "Vogliamo arrivare davanti al Parlamento dove si sta consumando un attacco - ha gridato una manifestante al microfono -. Questo Governo trasforma la paura in legge. Questo decreto e' un patto autoritario contro chiunque non abbassa la testa, e' un attacco al cuore della democrazia, che punisce chi manifesta e chi chiede giustizia sociale, diritti e dignita'. Ma noi non abbiamo paura, difendiamo la democrazia in strada e chiediamo alle forze di opposizione di fare lo stesso in Aula". Oltre a esprimere contrarieta' al provvedimento, definito "repressivo e liberticida" e al governo, i manifestanti hanno annunciato la prossima protesta che si terra' il 31 maggio, a Roma, contro il decreto sicurezza. "Siamo tutte antifasciste" gridano in coro i dimostranti. In piazza e' presente, tra gli altri, anche il deputato del Partito democratico, Matteo Orfini. Intorno alla piazza si vedono diverse camionette blindate della polizia di Stato. (Rer)
NTW Press - Anche i 5 Stelle di Brugherio contro il nuovo Questore condannato per il G8
NTW Press - Anche i 5 Stelle di Brugherio contro il nuovo Questore condannato per il G8
Anche i 5 Stelle di Brugherio contro il nuovo Questore condannato per il G8
Il commento: "È inaccettabile che un agente già giudicato colpevole possa non solo restare in servizio, ma addirittura fare carriera"

Brugherio, Lunedì 26 Maggio 2025 15:12
La Brianza insorge contro il nuovo Questore condannato per il G8. Tra le voci contrarie anche i grillini di Brugherio e il gruppo territoriale Movimento 5 Stelle Monza Est.
Preoccupazione e indignazione
Una notizia accolta con preoccupazione e indignazione quella della nomina del nuovo questore di Monza e Brianza Filippo Ferri che succederà a Salvatore Barilaro nella guida della Questura già a partire dall'1 giugno.
Mercoledì sera è arrivata la comunicazione ufficiale che Barilaro, giunto a Monza nel 2023, dopo nemmeno due anni avrebbe lasciato la nostra provincia per andare a svolgere il medesimo ruolo a Pisa. Se l'addio di Barilaro ha suscitato dispiacere, il nome del suo successore è stato subito divisivo.
Chi è il nuovo questore Filippo Ferri
Appena infatti si è saputo che a guidare la Questura di Monza e Brianza sarà Filippo Ferri, oggi a capo della Polizia ferroviaria di Milano, si è sollevato un polverone, che ha portato anche all'avvio di una petizione all'indirizzo del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
L'appello, cui si sono unite subito le forze di Sinistra Italiana, Più Europa, Lab Monza, chiede un passo indietro, di riconsiderare la nomina di Ferri in quanto - si legge nella petizione "offende la nostra intera comunità, che non merita di subire un tale affronto e una così scarsa considerazione dei principi costituzionali, dei valori di giustizia e di democrazia nei quali si riconosce".
Ferri, infatti, è stato condannato in via definitiva nel 2012 dalla Cassazione a 3 anni e 8 mesi per falso e calunnia, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Il legame con il G8 del questore
La condanna è legata ai fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. "Quanto avvenuto in quei giorni e i tentativi di insabbiamento e depistaggio che ne seguirono rappresentano ancora oggi una delle pagine più buie e vergognose dello Stato italiano", dicono i cittadini promotori della petizione.
"La Cassazione parlò di massacro ingiustificabile e la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l'Italia per violazione degli articoli sulla tortura e sul trattamento disumano e degradante – si legge nella lettera, che sottolinea come la nomina di Ferri a capo della sicurezza di un'intera provincia rischi di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella legalità democratica".
E ancora ricordano come "molte delle vittime di quella notte hanno riportato traumi fisici e psicologici gravi, spesso duraturi o permanenti: i feriti furono 82 su 93 ospiti, tre dei quali furono ricoverati in prognosi riservata e uno in coma".
La condanna arriva anche da Brugherio
Marco Fumagalli, referente del gruppo territoriale Movimento 5 Stelle Monza Est, ha spiegato la loro posizione:
La nomina a questore di Monza di un funzionario di polizia condannato per i fatti gravissimi del G8 di Genova solleva interrogativi inquietanti sullo stato di salute delle nostre istituzioni. È inaccettabile che un agente già giudicato colpevole possa non solo restare in servizio, ma addirittura fare carriera.
Questo stesso Governo, tanto solerte nel valutare il profilo psico attitudinale dei candidati magistrati, non trova alcuna controindicazione nel premiare chi si è reso protagonista di gravi violazioni. È un segnale allarmante, che si inserisce in un processo lento ma costante di restringimento delle garanzie democratiche.
L'ipotesi di introdurre l'elezione diretta del presidente del Consiglio rischia di concentrare ancora più potere nelle mani di una maggioranza già pronta a piegare le regole costituzionali ai propri fini. La nomina del questore Ferri è solo l'ultimo esempio di un'azione politica che sta erodendo la democrazia nel nostro Paese.
È il momento di reagire. Il rischio è quello di scivolare verso una finta democrazia, sempre più simile a un regime autoritario.
Cosa dice la petizione e chi l'ha firmata
Rappresentanti delle istituzioni brianzole presenti e passati, diversi deputati e senatori delle precedenti legislature, personalità della cultura e della società civile hanno già firmato l'appello. Tra i tanti, ad esempio Marco Fumagalli e Gianmarco Corbetta dei Cinque Stelle; gli ex senatori Loris Maconi, Lucrezia Ricchiuti e Gianni Confalonieri; l'attore Elio De Capitani; Valerio d'Ippolito di Libera, Rosella Stucchi di Anpi; l'ex sindaco di Lissone Concettina Monguzzi, di Vimercate Paolo Brambilla e di Monza Roberto Scanagatti; il papà di Ilaria Salis Roberto; il giornalista Alfredo Somoza.
I promotori chiedono, quindi, che il Ministro ritiri la nomina e invitano la cittadinanza a firmare la lettera disponibile online (disponibile qui). Questa la motivazione:
In presenza di una condanna definitiva per i fatti criminosi avvenuti nella Scuola Diaz, la decisione di tornare ad affidare funzioni di responsabilità dell'ordine pubblico e della sicurezza in una provincia italiana ed a maggior ragione in un contesto come quello della provincia di Monza e Brianza, risulta perciò inopportuna e ingiustificata, perché quando chi è chiamato a svolgere compiti così delicati come la gestione dell'ordine pubblico, vìola gravemente il patto di fiducia che è alla base del rapporto tra cittadini e istituzioni, anche le stesse istituzioni subiscono le conseguenze dei crimini perpetrati.
Le forze politiche aderenti
Tra coloro che hanno sottoscritto la petizione, anche Lab Monza (2Si tratta di una decisione che giudichiamo profondamente inopportuna e irrispettosa della nostra comunità") e Sinistra italiana che ha dichiarato: "La stessa Corte di Cassazione ha parlato di un massacro ingiustificabile, denunciando l'odiosità del comportamento dei vertici di comando che, anziché isolare i violenti, costruirono false accuse per giustificare un arresto di massa ai danni di persone inermi". Sulla stessa posizione anche Più Europa: "Meloni continua a dimostrare con quale approccio intende affrontare l'ordine pubblico e i problemi sociali e l'ultima declinazione di questa linea si è verificata proprio nella nostra provincia, scegliendo addirittura di premiare con incarichi di grande responsabilità i dirigenti della Polizia di Stato responsabili e colpevoli del massacro, un segnale inquietante".
Il Pd chiede spiegazioni
Il Partito Democratico di Monza e Brianza condivide la preoccupazione e lo sgomento che la nomina di Filippo Ferri a nuovo Questore della provincia ha suscitato tra cittadini e istituzioni.
Ci chiediamo con quale criterio il Governo abbia ritenuto opportuno affidargli un incarico di garanzia così rilevante, che richiede autorevolezza, imparzialità e piena credibilità istituzionale. Riteniamo doveroso che il Ministero dell'Interno chiarisca le ragioni di una decisione tanto simbolicamente forte quanto divisiva, che in questi giorni sta suscitando sconcerto e interrogativi in tutta la nostra provincia.
Per questo motivo abbiamo chiesto ai nostri rappresentanti in Parlamento di presentare un'interrogazione al Ministro. I cittadini e le cittadine di Monza e Brianza hanno diritto di sapere perché, nonostante il suo passato, il Governo abbia scelto di promuovere Filippo Ferri a un ruolo tanto delicato.
Anche i 5 Stelle di Brugherio contro il nuovo Questore condannato per il G8
Il commento: "È inaccettabile che un agente già giudicato colpevole possa non solo restare in servizio, ma addirittura fare carriera"

Brugherio, Lunedì 26 Maggio 2025 15:12
La Brianza insorge contro il nuovo Questore condannato per il G8. Tra le voci contrarie anche i grillini di Brugherio e il gruppo territoriale Movimento 5 Stelle Monza Est.
Preoccupazione e indignazione
Una notizia accolta con preoccupazione e indignazione quella della nomina del nuovo questore di Monza e Brianza Filippo Ferri che succederà a Salvatore Barilaro nella guida della Questura già a partire dall'1 giugno.
Mercoledì sera è arrivata la comunicazione ufficiale che Barilaro, giunto a Monza nel 2023, dopo nemmeno due anni avrebbe lasciato la nostra provincia per andare a svolgere il medesimo ruolo a Pisa. Se l'addio di Barilaro ha suscitato dispiacere, il nome del suo successore è stato subito divisivo.
Chi è il nuovo questore Filippo Ferri
Appena infatti si è saputo che a guidare la Questura di Monza e Brianza sarà Filippo Ferri, oggi a capo della Polizia ferroviaria di Milano, si è sollevato un polverone, che ha portato anche all'avvio di una petizione all'indirizzo del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
L'appello, cui si sono unite subito le forze di Sinistra Italiana, Più Europa, Lab Monza, chiede un passo indietro, di riconsiderare la nomina di Ferri in quanto - si legge nella petizione "offende la nostra intera comunità, che non merita di subire un tale affronto e una così scarsa considerazione dei principi costituzionali, dei valori di giustizia e di democrazia nei quali si riconosce".
Ferri, infatti, è stato condannato in via definitiva nel 2012 dalla Cassazione a 3 anni e 8 mesi per falso e calunnia, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Il legame con il G8 del questore
La condanna è legata ai fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. "Quanto avvenuto in quei giorni e i tentativi di insabbiamento e depistaggio che ne seguirono rappresentano ancora oggi una delle pagine più buie e vergognose dello Stato italiano", dicono i cittadini promotori della petizione.
"La Cassazione parlò di massacro ingiustificabile e la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l'Italia per violazione degli articoli sulla tortura e sul trattamento disumano e degradante – si legge nella lettera, che sottolinea come la nomina di Ferri a capo della sicurezza di un'intera provincia rischi di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella legalità democratica".
E ancora ricordano come "molte delle vittime di quella notte hanno riportato traumi fisici e psicologici gravi, spesso duraturi o permanenti: i feriti furono 82 su 93 ospiti, tre dei quali furono ricoverati in prognosi riservata e uno in coma".
La condanna arriva anche da Brugherio
Marco Fumagalli, referente del gruppo territoriale Movimento 5 Stelle Monza Est, ha spiegato la loro posizione:
La nomina a questore di Monza di un funzionario di polizia condannato per i fatti gravissimi del G8 di Genova solleva interrogativi inquietanti sullo stato di salute delle nostre istituzioni. È inaccettabile che un agente già giudicato colpevole possa non solo restare in servizio, ma addirittura fare carriera.
Questo stesso Governo, tanto solerte nel valutare il profilo psico attitudinale dei candidati magistrati, non trova alcuna controindicazione nel premiare chi si è reso protagonista di gravi violazioni. È un segnale allarmante, che si inserisce in un processo lento ma costante di restringimento delle garanzie democratiche.
L'ipotesi di introdurre l'elezione diretta del presidente del Consiglio rischia di concentrare ancora più potere nelle mani di una maggioranza già pronta a piegare le regole costituzionali ai propri fini. La nomina del questore Ferri è solo l'ultimo esempio di un'azione politica che sta erodendo la democrazia nel nostro Paese.
È il momento di reagire. Il rischio è quello di scivolare verso una finta democrazia, sempre più simile a un regime autoritario.
Cosa dice la petizione e chi l'ha firmata
Rappresentanti delle istituzioni brianzole presenti e passati, diversi deputati e senatori delle precedenti legislature, personalità della cultura e della società civile hanno già firmato l'appello. Tra i tanti, ad esempio Marco Fumagalli e Gianmarco Corbetta dei Cinque Stelle; gli ex senatori Loris Maconi, Lucrezia Ricchiuti e Gianni Confalonieri; l'attore Elio De Capitani; Valerio d'Ippolito di Libera, Rosella Stucchi di Anpi; l'ex sindaco di Lissone Concettina Monguzzi, di Vimercate Paolo Brambilla e di Monza Roberto Scanagatti; il papà di Ilaria Salis Roberto; il giornalista Alfredo Somoza.
I promotori chiedono, quindi, che il Ministro ritiri la nomina e invitano la cittadinanza a firmare la lettera disponibile online (disponibile qui). Questa la motivazione:
In presenza di una condanna definitiva per i fatti criminosi avvenuti nella Scuola Diaz, la decisione di tornare ad affidare funzioni di responsabilità dell'ordine pubblico e della sicurezza in una provincia italiana ed a maggior ragione in un contesto come quello della provincia di Monza e Brianza, risulta perciò inopportuna e ingiustificata, perché quando chi è chiamato a svolgere compiti così delicati come la gestione dell'ordine pubblico, vìola gravemente il patto di fiducia che è alla base del rapporto tra cittadini e istituzioni, anche le stesse istituzioni subiscono le conseguenze dei crimini perpetrati.
Le forze politiche aderenti
Tra coloro che hanno sottoscritto la petizione, anche Lab Monza (2Si tratta di una decisione che giudichiamo profondamente inopportuna e irrispettosa della nostra comunità") e Sinistra italiana che ha dichiarato: "La stessa Corte di Cassazione ha parlato di un massacro ingiustificabile, denunciando l'odiosità del comportamento dei vertici di comando che, anziché isolare i violenti, costruirono false accuse per giustificare un arresto di massa ai danni di persone inermi". Sulla stessa posizione anche Più Europa: "Meloni continua a dimostrare con quale approccio intende affrontare l'ordine pubblico e i problemi sociali e l'ultima declinazione di questa linea si è verificata proprio nella nostra provincia, scegliendo addirittura di premiare con incarichi di grande responsabilità i dirigenti della Polizia di Stato responsabili e colpevoli del massacro, un segnale inquietante".
Il Pd chiede spiegazioni
Il Partito Democratico di Monza e Brianza condivide la preoccupazione e lo sgomento che la nomina di Filippo Ferri a nuovo Questore della provincia ha suscitato tra cittadini e istituzioni.
Ci chiediamo con quale criterio il Governo abbia ritenuto opportuno affidargli un incarico di garanzia così rilevante, che richiede autorevolezza, imparzialità e piena credibilità istituzionale. Riteniamo doveroso che il Ministero dell'Interno chiarisca le ragioni di una decisione tanto simbolicamente forte quanto divisiva, che in questi giorni sta suscitando sconcerto e interrogativi in tutta la nostra provincia.
Per questo motivo abbiamo chiesto ai nostri rappresentanti in Parlamento di presentare un'interrogazione al Ministro. I cittadini e le cittadine di Monza e Brianza hanno diritto di sapere perché, nonostante il suo passato, il Governo abbia scelto di promuovere Filippo Ferri a un ruolo tanto delicato.
Speciale difesa: elicottero di Putin obiettivo di attacco droni nella regione di Kursk
NOVA0368 3 EST 1 NOV INT Speciale difesa: elicottero di Putin obiettivo di attacco droni nella regione di Kursk Mosca, 26 mag - (Agenzia_Nova) - L'elicottero del presidente russo Vladimir Putin sarebbe stato al centro di un massiccio attacco di droni ucraini durante la recente visita effettuata nella regione di Kursk, al confine con l'Ucraina. Lo ha riferito il comandante della divisione di difesa aerea russa, Juri Dashkin, citato dai media statali di Mosca. Dashkin ha dichiarato che, tra il 20 e il 22 maggio, la difesa aerea russa avrebbe intercettato e distrutto un totale di 1.170 droni in varie aree del Paese, definendo l'episodio un "attacco senza precedenti". In particolare, ha sostenuto che 46 droni sarebbero stati abbattuti mentre Putin si trovava in visita nella regione di Kursk. "Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che l'intensita' dell'attacco e' aumentata significativamente durante il volo del Comandante in Capo Supremo nella regione", ha affermato Dashkin. "Abbiamo condotto contemporaneamente una battaglia antiaerea e garantito la sicurezza del volo dell'elicottero presidenziale". (Rum)
NAPOLI. DOMANI ALLE 17 IN CORTEO PER DIRE 'NO A RIARMO E ALLA NATO' /FOTO
DIR1385 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MPH/TXT NAPOLI. DOMANI ALLE 17 IN CORTEO PER DIRE 'NO A RIARMO E ALLA NATO' /FOTO "DA PIAZZA DEL GESÙ CONTESTIAMO SUMMIT SU SICUREZZA MEDITERRANEO" (DIRE) Napoli, 26 mag. - Domani, martedì 27 maggio, alle 17, "Napoli scenderà in piazza contro il summit Nato per la sicurezza del Mediterraneo". Lo annunciano gli attivisti partenopei che hanno organizzato una manifestazione in programma domani in piazza del Gesù. "Un vertice - spiegano - al quale parteciperanno le delegazioni di 48 Paesi tra quali Libia e Israele. Un vertice con il quale Manfredi e la sua giunta hanno ben deciso di aprire i festeggiamenti per i 2500 anni di Napoli". Scendono in piazza per chiedere "disarmo, pace e giustizia sociale. Denunciamo le guerre, il genocidio in Palestina, la militarizzazione crescente e il decreto sicurezza che limita i diritti di protesta. Basta investire miliardi nelle armi mentre cresce la povertà e si negano diritti fondamentali. Vogliamo un futuro di uguaglianza, solidarietà e autodeterminazione, non un mondo di guerre e disuguaglianze". (Nac/ Dire) 13:42 26-05-25 NNNN
Decreto sicurezza: De Raho (M5s), solo norme repressive e pericolose
NOVA0232 3 POL 1 NOV INT Decreto sicurezza: De Raho (M5s), solo norme repressive e pericolose Roma, 26 mag - (Agenzia_Nova) - Il decreto Sicurezza "non assicura affatto maggiore sicurezza in Italia, cioe' la prevenzione e il contrasto dei reati, il rispetto delle regole, la certezza della pena, la difesa dei cittadini e la protezione delle vittime dei reati. Questo Testo non prevede alcuna risorsa per rafforzare gli organici delle forze dell'ordine e della magistratura, contiene prevalentemente una miope pioggia di nuovi reati. Al vertice di tutti i diritti c'e' la liberta', invece il governo con il decreto Sicurezza restringe gli spazi di dissenso espressione del disagio e dell'emarginazione sociale. Governo e maggioranza dovrebbero ascoltare le parole di allarme pronunciate dalle Camere Penali, che hanno espresso fortissime critiche in tal senso". Lo ha detto il deputato M5s Federico Cafiero De Raho, vicepresidente della commissione Giustizia, nella discussione generale sul decreto Sicurezza. "I bambini appena nati - ha aggiunto - non possono andare in carcere insieme alle madri, e' una questione di civilta'. E' inquietante e irricevibile che si prevedano anni di carcere per il blocco stradale e ferroviario pacifico, e' la repressione della protesta dei lavoratori licenziati o privati dei loro diritti. Cosi' come e' inammissibile punire con un reato la resistenza passiva in carcere, cioe' il comportamento di chi resta immobile, senza alcuna azione violenta. Le rivolte violente vanno punite, ma chi protesta in modo pacifico e passivo no, e' molto grave che il governo non lo capisca. E' di una gravita' assoluta l'articolo 31, secondo il quale il governo di turno potra' autorizzare i Servizi segreti a costituire, promuovere e dirigere una associazione terroristica. E' una norma pericolosissima che sovverte i principi della nostra democrazia. Abbiamo dimenticato le stragi in cui sono stati coinvolti pezzi deviati dei servizi?", ha concluso. (Com)
- Dl sicurezza: De Raho, una miope pioggia di nuovi reati
Dl sicurezza: De Raho, una miope pioggia di nuovi reati Solo irricevibili norme repressive e pericolose (ANSA) - ROMA, 26 MAG - Il decreto sicurezza "non assicura affatto maggiore sicurezza in Italia, cioè la prevenzione e il contrasto dei reati, il rispetto delle regole, la certezza della pena, la difesa dei cittadini e la protezione delle vittime dei reati. Questo testo non prevede alcuna risorsa per rafforzare gli organici delle forze dell'ordine e della magistratura, contiene prevalentemente una miope pioggia di nuovi reati. Al vertice di tutti i diritti c'è la libertà, invece il governo con il decreto sicurezza restringe gli spazi di dissenso espressione del disagio e dell'emarginazione sociale". Lo ha detto il deputato M5s Federico Cafiero De Raho, vicepresidente della commissione Giustizia, nella discussione generale sul Decreto sicurezza. "Governo e maggioranza dovrebbero ascoltare le parole di allarme pronunciate dalle Camere Penali, che hanno espresso fortissime critiche in tal senso. I bambini appena nati - ha aggiunto - non possono andare in carcere insieme alle madri, è una questione di civiltà. E' inquietante e irricevibile che si prevedano anni di carcere per il blocco stradale e ferroviario pacifico, è la repressione della protesta dei lavoratori licenziati o privati dei loro diritti. Così come è inammissibile punire la resistenza passiva in carcere, cioè il comportamento di chi resta immobile, senza alcuna azione violenta. Le rivolte violente vanno punite, ma chi protesta in modo pacifico e passivo no, è molto grave che il governo non lo capisca. E' di una gravità assoluta l'articolo 31, secondo il quale il governo di turno potrà autorizzare i Servizi segreti a costituire, promuovere e dirigere una associazione terroristica. E' una norma pericolosissima che sovverte i principi della nostra democrazia. Abbiamo dimenticato le stragi in cui sono stati coinvolti pezzi deviati dei servizi?", ha concluso. (ANSA).
Decreto Sicurezza: Avs, punta a societa' autoritaria, da Meloni benzina sul fuoco
NOVA0257 3 POL 1 NOV INT Decreto Sicurezza: Avs, punta a societa' autoritaria, da Meloni benzina sul fuoco Roma, 26 mag - (Agenzia_Nova) - Questo "e' un provvedimento sociale, punta cioe' a costruire un modello di societa' autoritario. In un paese in cui le ore di cassa integrazione sono passate da 15 mila a 24 mila in un solo anno; dove da 58mila i lavoratori coinvolti nei tavoli di crisi sono passati a 106; dove il 9 per cento dei lavoratori a tempo pieno e' povero; dove solo un Papa e i giovani protestano contro i cambiamenti di climatici; dove i detenuti soffrono per il sovraffollamento e cosi' via, voi che fate? Gli impedite di manifestare, gli tappate la bocca". Lo ha detto Franco Mari, deputato di Avs, durante la discussione del decreto Sicurezza. La presidente del Consiglio, "poi, non ha trovato di meglio che gettare benzina sul fuoco, con il suo tweet che esalta le norme di questo decreto e lo sgombero di casa occupate. Trattare tutto come una emergenza da reprimere, ma la societa' si organizza e sapra' rispondervi", ha concluso. (Com)
CAMERA: PRESENTAZIONE STAFFETTA DIGIUNO CONTRO DL SICUREZZA
9CO1665820 4 POL ITA R01 CAMERA: PRESENTAZIONE STAFFETTA DIGIUNO CONTRO DL SICUREZZA (9Colonne) Roma, 26 mag - "Una forma di resistenza civile, fondata su un'azione simbolica e concreta come il digiuno, per dire no a provvedimenti che colpiscono le persone più vulnerabili e compromettono i principi democratici". Oggi, dalle ore 14.30, si tiene presso la Sala Stampa della Camera un incontro per rilanciare la catena di solidarietà e del digiuno a staffetta contro il Decreto Sicurezza promossa da A Buon Diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Cnca, Forum Droghe, L'Altro Diritto, La Società della Ragione, Ristretti Orizzonti, Forum Disuguaglianze e Diversità e Sbilanciamoci!. A oggi, sono circa 500 le persone che hanno aderito alla mobilitazione che ha coinvolto un'ampia rete di realtà della società civile, organizzazioni e cittadine/i nei territori per "difendere i diritti fondamentali messi a rischio". L'iniziativa accompagna la mobilitazione della rete A Pieno Regime - No DL Sicurezza - che nelle stesse ore della discussione del provvedimento alla Camera si tiene in piazza Barberini in vista della grande manifestazione di sabato 31 maggio a Roma. La conferenza stampa sarà introdotta da Riccardo Magi e vedrà gli interventi di Franco Corleone - La Società della Ragione, Leonardo Fiorentini - Forum Droghe, Francesca Malara - CNCA Lazio, Caterina Pozzi - CNCA Nazionale, Pasquale Prencipe - Antigone, Carlo Testini - ARCI. Coordina: Hassan Bassi - CNCA. Durante l'incontro saranno presentate le motivazioni della protesta e le testimonianze di chi ha partecipato alla catena di digiuno che "vuole tenere alta l'attenzione pubblica e istituzionale sugli effetti discriminatori del decreto e sull'urgenza di un suo ritiro". (redm) 261409 MAG 25
DL SICUREZZA: AVS, 'TWEET MELONI GETTA BENZINA SU FUOCO, PER DESTRA SOCIETA' SOLO REPRESSA' =
ADN0557 7 POL 0 ADN POL NAZ DL SICUREZZA: AVS, 'TWEET MELONI GETTA BENZINA SU FUOCO, PER DESTRA SOCIETA' SOLO REPRESSA' = Roma, 26 mag. (Adnkronos) - "Questo è un provvedimento sociale, punta cioè a costruire un modello di società autoritario. In un Paese in cui le ore di cassa integrazione sono passate da 15mila a 24mila in un solo anno; dove da 58mila i lavoratori coinvolti nei tavoli di crisi sono passati a 106; dove il 9% dei lavoratori a tempo pieno è povero; dove solo un Papa e i giovani protestano contro i cambiamenti di climatici; dove i detenuti soffrono per il sovraffollamento e così via, voi che fate? Gli impedite di manifestare, gli tappate la bocca. La presidente del Consiglio, poi, non ha trovato di meglio che gettare benzina sul fuoco, con il suo tweet che esalta le norme di questo decreto e lo sgombero di casa occupate. Trattare tutto come una emergenza da reprimere, ma la società si organizza e saprà rispondervi". Lo ha detto Franco Mari, deputato di Avs, durante la discussione del dl Sicurezza. (Poc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 26-MAG-25 14:04
Difesa: sindacati militari, "ritardi stipendi, si cambi sistema" =
AGI0254 3 CRO 0 R01 / Difesa: sindacati militari, "ritardi stipendi, si cambi sistema" = (AGI) - Roma, 26 mag. - Le Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari chiedono "un intervento immediato del ministro della Difesa Guido Crosetto, affinche' anche per il personale delle forze armate si valuti la possibilita' di uscire dal sistema NoiPA per la gestione degli stipendi, seguendo l'esempio tracciato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per il personale della Polizia di Stato". "Esprimiamo pieno sostegno - dichiarano le Apcsm - all'iniziativa del ministro Piantedosi, che ha finalmente sollevato in sede istituzionale il problema dei ritardi nei pagamenti degli emolumenti e dei disallineamenti tra i diversi apparati del comparto Sicurezza e Difesa. Anche i militari sono vittime, da troppo tempo ormai, della lentezza burocratica del sistema NoiPA, che mina la fiducia nel buon esito del rinnovo contrattuale appena ottenuto rischiando di vanificare gli sforzi del governo". I sindacati militari evidenziano che, nonostante il rinnovo del contratto in Gazzetta Ufficiale da diverse settimane persistono forti criticita' nell'erogazione degli arretrati e dei nuovi trattamenti. "Il personale militare merita rispetto. Non e' accettabile che, a causa dell'inefficienza di un sistema centralizzato come NoiPA, i nostri uomini e donne debbano attendere settimane, se non mesi, per percepire quanto loro dovuto. E' tempo che anche il ministero della Difesa valuti la costituzione di un sistema di gestione autonoma delle competenze stipendiali, come gia' avviene per altre strutture del comparto". Pertanto, le Apcsm auspicano "l'apertura di un tavolo urgente con il ministro Crosetto e i vertici della Difesa per affrontare il tema della digitalizzazione e semplificazione delle procedure amministrative e per restituire dignita' operativa e salariale a tutti i militari. Chiediamo pari trattamento e l'efficienza che ci viene quotidianamente richiesta sul campo. La politica ha fatto la sua parte, ora non sia la burocrazia a rallentare tutto". (AGI)Red/Bas 261216 MAG 25
Andando avanti con lo studio della storia , quella vera, non solo mi resi conto della ";falsa narrazione" ma anche che gli italiani, sono certamente un popolo di artisti, santi, poeti e navigatori, ma anche di GRANDISSIMI VIGLIACCHI, OPPORTUNISTI, TRADITORI E MISTIFICATORI, la cui specialità sembra essere proprio " PASSARE SUBDOLAMENTE ALL'ALTRO FRONTE "per convenienza. E vista l'enfasi con cui l'Italia ora condanna "l'aggressione russa all'Ucraina" urlando contro "gli orchi russi", schierandosi convintamente con gli invasi a prescindere, oggi voglio parlarvi di una SUA "AGGRESSIONE" vigliacca e subdola di cui va addirittura fiera..
Uno dei video dell'attacco notturno su Kiev mostra chiaramente come l'equipaggio del sistema di difesa aerea Patriot stia cercando di respingere i missili. A un certo punto, l'equipaggio del sistema di difesa aerea inizia a sparare con tutte le sue armi, lanciando missili antiaerei da un milione di dollari l'uno, come fossero fuochi d'artificio di Capodanno. Allo stesso tempo, si possono sentire chiaramente i Geran che lavorano sui bersagli. 😡 Military Chronicles
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA E L'UNIVERSITA' BOCCONI DI MILANO SIGLANO PROTOCOLLO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA E L'UNIVERSITA' BOCCONI DI MILANO SIGLANO PROTOCOLLO (AGENPARL) - Mon 26 May 2025 COMUNICATO STAMPA È stato stipulato tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l'Università Bocconi di Milano, un protocollo d'intesa finalizzato a consentire agli studenti iscritti ai corsi di studio dell'Università di partecipare a tirocini formativi, della durata massima di sei mesi, presso le articolazioni del Dipartimento stesso. Il protocollo è stato firmato dal Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani e dal Consigliere Delegato dell'Università Bocconi, Riccardo Taranto. Ciascuno studente selezionato potrà essere inserito in uno specifico progetto formativo sotto la guida di esperti tutor universitari e del Dipartimento della P.S. Nell'ambito di tale collaborazione, gli studenti interessati avranno la possibilità di entrare in contatto con dirigenti e funzionari dell'Amministrazione della pubblica sicurezza che operano in settori complessi e interforze, ampliando le proprie competenze in tema di leadership. Potranno altresì partecipare a lezioni, seminari, conferenze, workshop, stage, finalizzati ad approfondire diverse tematiche relative all'organizzazione e al funzionamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, sia sotto il profilo giuridico che operativo, con particolare riferimento alla cooperazione internazionale di polizia e all'attività di analisi in tema di ordine e sicurezza pubblica. Al termine dell'attività avranno la possibilità di inserire e far valutare l'esperienza formativa nell'ambito del percorso curricolare universitario. Tale forma di collaborazione mira a favorire la promozione della legalità, nelle sue diverse forme, in un settore di importanza strategica per il sistema Paese quale quello dell'istruzione, rafforzando l'attività di ricerca scientifica in materia, nonché a promuovere la conoscenza da parte degli studenti delle attività del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in un'ottica di employer branding . Roma, 26 maggio 2025 2025-05-26 10:35:38 4359162 POL Gnews,Politica Interna https://agenparl.eu/2025/05/26/dipartimento-della-pubblica-sicurezza-e-luniversita-bocconi-di-milano-siglano-protocollo/
UNIVERSITA' BOCCONI, ACCORDO CON DIPARTIMENTO PUBBLICA SICUREZZA
9CO1665657 4 REG ITA R01 UNIVERSITA' BOCCONI, ACCORDO CON DIPARTIMENTO PUBBLICA SICUREZZA (9Colonne) Milano, 26 mag - È stato stipulato tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l'Università Bocconi di Milano, un protocollo d'intesa finalizzato a consentire agli studenti iscritti ai corsi di studio dell'Università di partecipare a tirocini formativi, della durata massima di sei mesi, presso le articolazioni del Dipartimento stesso. Il protocollo è stato firmato dal Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani e dal Consigliere Delegato dell'Università Bocconi, Riccardo Taranto. Ciascuno studente selezionato potrà essere inserito in uno specifico progetto formativo sotto la guida di esperti tutor universitari e del Dipartimento della P.S. Nell'ambito di tale collaborazione, gli studenti interessati avranno la possibilità di entrare in contatto con dirigenti e funzionari dell'Amministrazione della pubblica sicurezza che operano in settori complessi e interforze, ampliando le proprie competenze in tema di leadership. Potranno altresì partecipare a lezioni, seminari, conferenze, workshop, stage, finalizzati ad approfondire diverse tematiche relative all'organizzazione e al funzionamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, sia sotto il profilo giuridico che operativo, con particolare riferimento alla cooperazione internazionale di polizia e all'attività di analisi in tema di ordine e sicurezza pubblica. Al termine dell'attività avranno la possibilità di inserire e far valutare l'esperienza formativa nell'ambito del percorso curricolare universitario. Tale forma di collaborazione mira a favorire la promozione della legalità, nelle sue diverse forme, in un settore di importanza strategica per il sistema Paese quale quello dell'istruzione, rafforzando l'attività di ricerca scientifica in materia, nonché a promuovere la conoscenza da parte degli studenti delle attività del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in un'ottica di employer branding. (Unv - redm) 261039 MAG 25
Monza: +Eu, inquietante nomina Ferri a Questore dopo condanna G8 =
AGI0159 3 POL 0 R01 / Monza: +Eu, inquietante nomina Ferri a Questore dopo condanna G8 = (AGI) - Roma, 26 mag. - "Meloni continua a dimostrare l'approccio securitario con cui intende affrontare i problemi sociali. L'ultima declinazione di questa linea si e' verificata nella provincia di Monza: e' stato nominato questore Filippo Ferri, ex poliziotto condannato in via definitiva a 3 anni e 8 mesi di carcere e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per falso aggravato, in relazione alle gravissime violenze compiute durante il G8 di Genova del 2001. Riteniamo questa nomina non solo inopportuna, ma estremamente inquietante per i cittadini di Monza e Brianza, per le vittime degli abusi di quel giorno e per chiunque creda in un corpo di polizia trasparente e al servizio dei diritti". Lo dichiarano il presidente di +Europa, Matteo Hallissey, e Giulio Guastini coordinatore di Piu' Europa Monza. "Vogliamo ricordare che la Corte europea dei diritti dell'uomo defini' i dirigenti della Polizia di Stato responsabili e colpevoli del massacro del 21 luglio del 2001 come 'torturatori'. Eppure, in Italia, si e' scelto addirittura di premiarli con incarichi di grande responsabilita', un segnale inquietante. Davvero - concludono Hallissey e Guastini - possiamo affidare la sicurezza della nostra provincia a chi e' stato coinvolto in una delle pagine piu' buie della nostra storia repubblicana?". (AGI)Com/Nat 261026 MAG 25
Consiglio di Stato 2025-Il caso analizzato dal Consiglio di Stato riguarda la decisione di non rinnovare il porto d’armi a un cacciatore, , a causa di presunti problemi di salute mentale o fisica durante il ritiro del documento. La vicenda si inserisce nel contesto delle procedure di controllo e verifica della idoneità psico-fisica di chi detiene o richiede un porto d’armi, che sono soggette a rigorosi accertamenti da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
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