Translate

mercoledì 21 gennaio 2026

Ok Camera al ddl su sicurezza delle attività subacquee, è legge
Il testo è stato approvato con 141 si. Astensione delle opposizioni
   (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Via libera dalle Camera al disegno di
legge sulla sicurezza sulle attività subacquee. I sì sono stati
141 e nessun voto contrario; le opposizioni si sono astenute. Il
testo, in seconda lettura alla Camera, è legge. Tra le misure
anche l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza delle attività
subacquee. Tale Agenzia dovrà definire i requisiti e le
dotazioni minime di sicurezza che i mezzi subacquei non militari
devono possedere, e le relative procedure di verifica e
certificazione. Viene introdotto, inoltre, l'obbligo di
iscrizione ad un registro professionale "per gli operatori
tecnici subacquei di basso, medio e alto fondale, nonché per i
tecnici iperbarici, al fine di poter svolgere qualsiasi lavoro
subacqueo e iperbarico". (ANSA).
21/01/2026 18:09

🇺🇸 "Di solito si dice "è una persona orribile come un dittatore" Beh io sono un dittatore Ma a volte hai bisogno di un dittatore" Trump

🇺🇸🇪🇺 Secondo il Financial Times la cena ufficiale del Wef si è trasformata in un disastro dopo che il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Lutnick ha tenuto un discorso provocatorio e i politici europei hanno iniziato a insultarlo e ad abbandonare i loro tavoli

"Vogliamo un pezzo di ghiaccio per proteggere il mondo": Donald Trump, al Forum di Davos, ha nuovamente rivendicato la Groenlandia, ha rimproverato la NATO, ha criticato l'Europa e ha promesso di riconciliare Russia e Ucraina. Le dichiarazioni chiave del presidente americano:

🔺 Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e internazionale, non per le risorse naturali.

🔺 Nessuno tranne gli Stati Uniti può garantire la sicurezza della Groenlandia.

🔺 Gli Stati Uniti insistono su negoziati immediati per la restituzione dell'isola, ma non hanno intenzione di usare la forza.

🔺 La Groenlandia fa parte del Nord America, "è il nostro territorio". Gli Stati Uniti hanno restituito l'isola alla Danimarca dopo la Seconda Guerra Mondiale, e questo è stato sconsiderato.

🔺 La Danimarca ha una scelta: "Potete dire di sì e ve ne saremo molto grati. Potete rifiutare e ce ne ricorderemo".

🔺 L'Europa si sta muovendo nella direzione sbagliata e si sta distruggendo; si è allontanata dai suoi fondamenti di civiltà.

🔺 L'Europa deve essere forte perché gli Stati Uniti hanno bisogno di alleati forti.

🔺 Washington non prova gratitudine nei confronti della NATO: gli Stati Uniti faranno sicuramente del loro meglio per l'alleanza, ma non è sicuro che l'alleanza farà lo stesso per gli Stati Uniti.

🔺 Gli Stati Uniti non dovrebbero essere coinvolti nel processo di pace ucraino; questa è una questione che riguarda l'Europa e la NATO.

🔺 Gli Stati Uniti vogliono comunque la pace in Ucraina. Sia Putin che Zelenskyy vogliono la pace.

🔺 Trump ha in programma di incontrare Zelenskyy mercoledì.

🔺 Gli Stati Uniti intendono aumentare la produzione militare e costruire corazzate 100 volte più potenti di quelle della Seconda Guerra Mondiale.

***

"Мы хотим кусок льда для защиты мира": Дональд Трамп на форуме в Давосе снова требовал Гренландию, упрекал НАТО, критиковал Европу и обещал помирить Россию и Украину. Главные заявления американского президента:

🔺 Гренландия нужна США ради национальной и международной безопасности, а не природных ресурсов.

🔺 Никто кроме США не может обеспечить безопасность Гренландии.

🔺 Штаты настаивают на немедленных переговорах о передаче острова, но не собираются применять силу.

🔺 Гренландия - часть Северной Америки, "это наша территория". Штаты вернули остров Дании после Второй мировой, и это было глупо.

🔺 У Дании есть выбор: "Вы можете сказать "да", и мы будем очень благодарны. Вы можете отказаться, и мы запомним".

🔺 Европа движется в неправильном направлении и уничтожает сама себя, она отошла от своих цивилизационных основ.

🔺 Европа должна быть сильной, потому что Штатам нужны сильные союзники.

🔺 Вашингтон не чувствует благодарности от НАТО: США обязательно выложатся ради альянса, но не уверены в том, что тот сделает то же самое ради Штатов.

🔺 США не должны заниматься украинским урегулированием, это дело Европы и НАТО.

🔺 Штаты тем не менее хотят добиться мира на Украине. Мира хотят и Путин, и Зеленский.

🔺 Трамп намерен встретиться с Зеленским в среду.

🔺 Штаты планируют наращивать военное производство и строить линкоры в сто раз мощнее линкоров Второй мировой.

***

🇷🇺 Iscriviti a Russia e Dintorni
👉 t.me/RussiaeDintorni 🇷🇺🪆 | Sostienici


𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗘𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗟'𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 [PARTE 1]
Davvero impressionante vedere Emmanuel Macron al raduno dei filantropi-licantropi di Davos. E non per gli occhiali da boss dietro i quali ha dato del bullo a Donald Trump, ma per il suo affettuoso benvenuto alla Cina, perché – dice – «abbiamo bisogno di più investimenti cinesi diretti in Europa in alcuni settori chiave». È lo stesso Macron che non in un'epoca lontana, ma appena il 7 dicembre scorso agitava lo spettro dei dazi contro la Cina, colpevole – a suo dire – di un surplus commerciale eccessivo. Ora, nel momento della massima crisi europea, come se fosse un passante qualsiasi, strilla: investimenti cinesi cercansi.
C'è un'amnesia costruita che in questo scoppiettante inizio del 2026 attraversa il dibattito europeo. Gli stessi apparati politici e mediatici che per anni hanno trasformato il realismo in eresia scoprono improvvisamente il valore del dialogo, del compromesso, dell'interesse nazionale. Fingono di non ricordare. Se c'erano, dormivano. Fingono soprattutto che le scelte compiute non abbiano prodotto devastazioni materiali. Ma questa storia non comincia oggi. Comincia quando dire questa verità era, di fatto, vietato.
Nel settembre 2018 mi trovavo a Pechino e poi a Chengdu, invitato dall'Accademia diplomatica cinese insieme a politici, imprenditori e ricercatori europei. Non era turismo politico. Era un'immersione piena in un processo materiale già in corso: urbanizzazione accelerata, infrastrutture continentali, filiere industriali, investimenti tecnologici, pianificazione su una scala che l'Europa aveva smesso da tempo persino di concepire.
Mi era già tutto chiaro. La Cina non era un'ideologia. Si presentava come un fatto concretissimo e macroscopico, epocale: infrastrutture, industria, pianificazione, connessioni continentali. La 'Belt and Road Initiative', la nuova Via della Seta, non era da percepire come una sfida simbolica all'Occidente, bensì come la risposta concreta a una crisi che l'Europa non voleva vedere: la fine della propria centralità automatica. In quel contesto la domanda era elementare: perché la Penisola italiana, la Sardegna e la Sicilia, per posizione geografica e vocazione produttiva, avrebbero dovuto restare alla finestra mentre altri paesi europei facevano affari colossali con Cina e Russia? Perché Genova, Trieste, il Mediterraneo avrebbero dovuto essere marginali?
Nel 2019 quella domanda divenne improvvisamente scandalosa. Quando l'Italia firmò il Memorandum con Pechino, i vertici UE, nonché Francia e Germania – che con la Cina commerciavano ben più di noi – inscenarono una reazione isterica. Non era in gioco la sicurezza europea, ma la disciplina. La Repubblica italiana non doveva muoversi. Punto. Lo dissi anche in Parlamento il 19 marzo 2019: quel Memorandum non era un atto ideologico, ma uno strumento prudente e reversibile. Ricordavo a tutti una cosa semplice: «Rimuovere questa realtà significa far finta che non siano esistiti gli ultimi quarant'anni e che non esistano i prossimi quaranta. La Cina è un soggetto globale che non ammette rimozioni, né psicologiche, né politiche, né economiche». Quelle parole furono accolte da un muro di ostilità. […]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]

[… segue]
𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗘𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗘𝗧𝗔𝗧𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗟'𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 [PARTE 2]
Poi arrivò il vero capolavoro della stupidità strategica europea: il disaccoppiamento. Sotto pressione statunitense, l'Unione ha rotto con la Russia sul piano energetico e ha raffreddato i rapporti con la Cina, non per costruire un'autonomia, ma per obbedire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: energia più cara e instabile, deindustrializzazione, perdita di competitività, ritardo tecnologico. Un suicidio economico compiuto proprio mentre lo spazio eurasiatico sarebbe stato l'unico ammortizzatore possibile della crisi dell'Occidente che queste classi dirigenti non hanno saputo – o voluto – vedere.
In questo quadro si colloca l'abiura italiana del 2023. Il governo di Giorgia Meloni ha lasciato la Via della Seta in nome di una fedeltà atlantica a senso unico, rinunciando a una leva di sviluppo senza ottenere nulla in cambio. Chi già nel 2022 avvertiva che il conto energetico sarebbe esploso e che sarebbe arrivata la deindustrializzazione veniva deriso. Oggi gli stessi commentatori scoprono l'ovvio con anni di ritardo e fanno finta che nessuno avesse avvisato.
Nel 2026 la finzione scricchiola. La russofobia e l'incipiente sinofobia appaiono per ciò che sono state: costruzioni cognitive funzionali al vassallaggio. L'amministrazione Trump ha tolto di mezzo le ipocrisie. Groenlandia e Canada sono entrati apertamente nel menu strategico di Washington. Ottawa ha reagito come reagiscono i paesi seri: accordi con la Cina. Realismo elementare.
L'Europa, invece, barcolla. Da un lato tenta goffamente di rincorrere un treno già partito, come dimostrano le aperture tardive di Macron verso Pechino. Dall'altro coltiva la fantasia velleitaria degli Stati Uniti d'Europa, ma senza energia, senza materie prime, senza tecnologia. Un castello burocratico costruito sul vuoto, mentre Kaja Kallas continua a essere Alto Rappresentante di sé stessa.
Il realismo non era sbagliato.
Era stato censurato.
E oggi il prezzo di quel divieto lo pagano intere società europee, mentre i responsabili fingono di non riconoscersi allo specchio.
[FINE]
Fonte Pino Cabras

L'insensato evento di Davos promette di essere interessante. Al posto della solita Ukraina, ormai stantia, si discuterà della gelida Groenlandia. 

Qui la situazione è abbastanza chiara.
I codardi galletti europei, imbottiti di tranquillanti per la paura, convinceranno il tizio energico a prendere il controllo totale dell'isola, ma a lasciarla formalmente di proprietà del Regno di Danimarca.
" Fai come vuoi, zio: prendi l'isolotto in uso gratuito a tempo indeterminato, estrai gratuitamente i minerali, costruisci basi militari, aeroporti, silos missilistici e qualsiasi altra struttura per il controllo totale."

Ma Trump non vuole questo. Tutti lo capiscono: vuole colorare l'isola con i colori della bandiera a stelle e strisce sulle mappe del mondo (ha già pubblicato una mappa che include anche il Canada e il Venezuela) e mettersi alla pari con i padri fondatori.
Vuole rimanere nella storia per sempre.
E allo stesso tempo diventare come il presidente della Russia. 

Quest'ultimo obiettivo È  IMPOSSIBILE.
Nel corso della SVO e a seguito dei referendum, la Russia ha riottenuto proprio le terre che per secoli hanno fatto parte del suo territorio, insieme alla sua popolazione, è non ha ancora finito. La Groenlandia è tutta un'altra cosa. 
Non è mai stata direttamente collegata agli Stati Uniti, anche se questi ultimi hanno tentato più volte di acquistarla.

La questione, tuttavia, non riguarda solo l'evidente desiderio del presidente degli Stati Uniti. Anche se tutti descrivono con entusiasmo come l' eccitato Gargantua Trump inghiottirà un enorme pezzo di terra. E poi sputerà con gusto la sua saliva appiccicosa sul viso rugoso della vecchia Europa, trasformando allo stesso tempo gli Stati Uniti nella seconda nazione mondiale per superficie. 
Trump, ovviamente, ha fretta. Il suo tempo sta infatti inesorabilmente volgendo al termine. È ora di scrivere il proprio nome a lettere d'oro nelle tavole della storia. 

La questione principale è quale prezzo sia disposto a pagare l'attuale inquilino della Casa Bianca per raggiungere questo obiettivo. Lo smantellamento della NATO non è come il rapimento di un leader straniero tradito dai suoi compagni d'armi in un Paese indebolito.
E, infine, permetteranno a Trump di farlo...

Dmitrij A. Medvedev

Precari scuola: la Cassazione conferma il diritto al risarcimento del danno - YouTube

 

Il diritto all'oblio non è un automatismo: la Cassazione frena sulle deindicizzazioni dei siti Internet

 

Passa il blitz all'Eurocamera contro il Mercosur, l'accordo va alla Corte di giustizia Ue

 

Permesso di costruire annullato a distanza di anni: il Consiglio di Stato sull'autotutela amministrativa

 

Revoca della patente per guida in stato di ebbrezza e decorrenza del triennio per riottenerla

 

Groenlandia: Medvedev, Trump-Gargantua la prendera' a pavida Ue =

AGI0268 3 EST 0 R01 / Groenlandia: Medvedev, Trump-Gargantua la prendera' a pavida Ue = (AGI) - Roma, 21 gen. - L'ex presidente russo Dmitry Medvedev non ha dubbi: Donald Trump si prendera' la Groenlandia e la "pavida Europa" non potra' fermarlo. In un lungo post di Telegram, Medvedev si e' chiesto fino a che punto il presidente americano, paragonato al gigante Gargantua di Francois Rabelais, si spingera' e se sia pronto a far saltare la Nato per le sue ambizioni. "L'evento inutile di Davos promette di diventare interessante. Invece del cadavere stantio dell'Ucraina, discuteranno della gelida Groenlandia. Quello che possiamo aspettarci e' abbastanza chiaro. I pavidi galletti europei, dopo essersi ingoiati una manciata di tranquillanti per il terrore, cercheranno di convincere il prepotente Big Guy a prendere la piena custodia dell'isola lasciandola pero' sotto la proprieta' formale del Regno di Danimarca", e' la sua previsione. Ma a Trump non bastera' perche' "ha bisogno di colorare l'isola con la bandiera americana sulle mappe del mondo" e "mettersi accanto ai Padri Fondatori. Vuole restare nella storia per sempre". E diventare come Vladimir Putin. Ma questo "e' impossibile" perche' in Ucraina "la Russia ha ripreso possesso delle proprie terre, che ne avevano fatto parte per secoli, insieme al proprio popolo. La Groenlandia e' tutt'altra storia". Non solo. "Tutti stanno fantasticando con entusiasmo su come un eccitato Gargantua Trump inghiottira' un enorme pezzo di terra per poi sputare con gioia un appiccicoso grumo di saliva nella faccia raggrinzita della perfida vecchia megera Europa", ha proseguito. Ma "la domanda principale e': quale prezzo e' disposto a pagare l'attuale padrone della Casa Bianca per raggiungere questo obiettivo? Smantellare la Nato e' ben diverso dal rapire un leader straniero tradito dai suoi stessi compagni in un paese indebolito. E, infine, gli sara' persino permesso di farlo?", si e' chiesto. (AGI)Sab 211128 GEN 26  

Cremlino: aspettiamo chiarimenti su armi statunitensi

Cremlino: aspettiamo chiarimenti su armi statunitensi Cremlino: aspettiamo chiarimenti su armi statunitensi Dopo commento Trump su "armi Usa che nessuno conosce" Roma, 21 gen. (askanews) - La Russia deve ancora ricevere dei chiarimenti riguardo alle "armi statunitensi che nessuno ancora conosce" di cui ha parlato il presidente americano Donald Trump: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Russia possiede dei servizi di intelligence che raccolgono e analizzano informazioni, e fanno il loro lavoro, ha concluso Peskov. Mgi 20260121T113329Z  

- Cremlino, 'attendiamo tempestivamente notizie su colloqui Kiev-europei-Usa'

Cremlino, 'attendiamo tempestivamente notizie su colloqui Kiev-europei-Usa' (ANSA) - MOSCA, 21 GEN - La Russia si aspetta di "ricevere tempestivamente" notizie sui risultati delle consultazioni tra americani, europei ed ucraini sui piani di pace in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "È importante che riceviamo tutte le informazioni sulle discussioni che si sono svolte su varie questioni tra americani ed europei e tra ucraini ed europei", ha osservato il portavoce di Vladimir Putin, citato dalle agenzie russe. Peskov non ha fornito alcuna informazione sui risultati di un incontro avuto ieri a Davos dal consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri, Kirill Dmitriev, con gli inviati americani Steve Wiktkoff e Jared Kushner. "Tutte le questioni relative all'accordo (ucraino) vengono, ovviamente, discusse a porte chiuse", ha commentato, rispondendo a una domanda in proposito. Secondo la Tass, i colloqui nella località svizzera sono durati oltre due ore. (ANSA).

Ucraina, Cremlino conferma: Domani previsto incontro Witkoff-Putin

Ucraina, Cremlino conferma: Domani previsto incontro Witkoff-Putin Torino, 21 gen (GEA) - Il Cremlino ha confermato che il presidente russo Vladimir Putin ha intenzione di incontrare l'inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti Steve Witkoff domani. "Tali contatti sono previsti per domani dal presidente", ha dichiarato il portavoce del capo dello Stato, Dmitry Peskov, citato da Interfax. In precedenza, Witkoff aveva dichiarato alla CNBC che il 22 gennaio aveva intenzione di recarsi in Russia e incontrare Putin, su richiesta della controparte russa. "Incontrerò Putin giovedì; la Russia ha richiesto un incontro", ha dichiarato Witkoff, in un'intervista alla CNBC spiegando che il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, lo accompagnerà nel viaggio. "Andrò a Mosca con Kushner, partendo giovedì", ha dichiarato l'inviato speciale. "Nelle ultime settimane si sono registrati molti successi sulla questione Russia-Ucraina", ha affermato. VLN EST 21 GEN 2026 

Nucleare: 'Italia ripensaci', a 5 anni da Tpnw disarmo non può aspettare

Nucleare: 'Italia ripensaci', a 5 anni da Tpnw disarmo non può aspettare Roma, 21 gen. (LaPresse) - Mentre il mondo si avvicina alla scadenza dell'ultimo trattato che limita gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia, cresce il rischio di una nuova corsa agli armamenti. In questo contesto, il quinto anniversario dell'entrata in vigore del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) ricorda che la sicurezza non può essere fondata sulla minaccia di distruzione globale.Il 22 gennaio 2021 entrava in vigore il TPNW, primo accordo internazionale che mette esplicitamente al bando le armi nucleari, vietandone sviluppo, sperimentazione, produzione, stoccaggio, uso e minaccia di uso. Un passaggio storico, reso possibile dalla mobilitazione della società civile globale e dalle testimonianze degli hibakusha, i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki, che per decenni hanno denunciato l'impatto umano e intergenerazionale delle armi nucleari. In occasione del quinto anniversario del Tpnw la mobilitazione "Italia ripensaci" (promossa nel nostro Paese da Senzatomica – campagna coordinata dalla Fondazione Be The Hope – e Rete Italiana Pace Disarmo) sottolinea l'urgenza di rafforzare il percorso di disarmo e superare la logica della deterrenza nucleare, che continua a esporre il mondo a un rischio crescente. L'anniversario arriva in un momento particolarmente critico: il 5 febbraio 2026 scadrà inoltre il New START, l'ultimo trattato di riduzione delle armi strategiche tra Russia e Stati Uniti e oggi l'unica struttura bilaterale di controllo degli armamenti nucleari. I due Paesi, insieme, controllano circa l'87% delle armi nucleari mondiali. Secondo la Federation of American Scientists, la Russia possiede 5.459 testate e gli Stati Uniti 5.177. Nel 2024, secondo i dati dell'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, la Russia ha speso 8,1 miliardi di dollari per le armi nucleari e gli Stati Uniti 56,8 miliardi. In questi cinque anni, il TPNW ha contribuito a smontare la narrazione della deterrenza come garanzia di sicurezza, promuovendo un approccio fondato su evidenze scientifiche e sulla consapevolezza delle conseguenze umanitarie e ambientali di qualsiasi uso di armi nucleari. Uno dei suoi risultati più rilevanti è aver reso centrali le vittime e le comunità colpite: i sopravvissuti alle esplosioni del 1945, le popolazioni coinvolte nelle oltre 2.000 sperimentazioni nucleari e i territori che ancora ne portano le ferite. La loro voce è oggi riconosciuta nei principali spazi internazionali, dal TPNW al Trattato di Non Proliferazione (NPT), fino all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una voce cui anche le comunità locali italiane danno eco: sono infatti già oltre 135 i Comuni del nostro Paese (cui si aggiungono due Regioni) che hanno aderito all'Appello delle Città di ICAN a sostegno dei principi e contenuti del Trattato."Mettere al centro le persone significa affermare che la dignità della vita viene prima di qualsiasi logica di potenza. Non servono qualità speciali per cambiare il mondo – afferma Roberto Francini, presidente della Fondazione Be The Hope – Ogni persona può fare la differenza, superando paura e rassegnazione e scegliendo di costruire sicurezza nella comunità in cui vive"."Il Trattato Tpnw è una pietra miliare del disarmo umanitario non solo perché è la prima norma nella storia che mette completamente fuori legge le armi più distruttive mai inventate, ma anche perché è frutto di un lavoro congiunto di società civile e Stati nato dall'idea innovativa di mettere al centro le vittime: popolazioni colpite da armi atomiche e test nucleari. Per il bene dell'Umanità e il futuro di donne e uomini i governanti, anche quelli italiani, dovrebbero ascoltare questa voce di Pace" sottolinea Lisa Clark, vicepresidente dei 'Beati Costruttori di Pace', a nome di Rete Pace Disarmo.Nel quinto anniversario dell'entrata in vigore del Tpnw, Senzatomica rinnova l'impegno a sensibilizzare cittadine e cittadini, scuole, istituzioni e comunità locali a sostenere il percorso verso un mondo libero da armi nucleari e a promuovere un'idea di sicurezza centrata sugli esseri umani. Strumento principale della campagna è la mostra "Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari", un percorso di educazione al disarmo e alla pace che mira a generare consapevolezza e responsabilità. Dal 2011 la mostra ha attraversato 100 tappe ed è stata visitata da oltre 460.000 persone, di cui più del 40% studenti e studentesse. Dal 20 febbraio al 10 aprile 2026 l'esposizione farà tappa a Grugliasco (TO). CRO NG01 sid 211313 GEN 26  

- Serebrennikov, mi chiedo se viviamo nel Medioevo

Serebrennikov, mi chiedo se viviamo nel Medioevo "L'umanità è idiota, solo uno stupido continua a fare gli stessi errori" (ANSA) - TRIESTE, 21 GEN - "La domanda che mi pongo è 'ma dove viviamo, nel Medioevo?'" Così il regista russo Kirill Serebrennikov, in conferenza stampa risponde alla domanda se l'umanità ha imparato qualcosa dopo le atrocità del nazismo. "Bisogna riconoscere che l'umanità è idiota: solo una persona estremamente stupida non impara dai propri errori e continua a farli", ha aggiunto il regista, a Trieste perché ospite della rassegna cinematografica Trieste Film Festival dove ha presentato il suo ultimo film, su Josef Mengele. "In Russia sentiamo cose tipo che si possa fare ancora come è stato fatto in passato", oppure altrove persone che "parlano di lanciare l'atomica. Io vado a museo su Hiroshima e mi chiedo come è possibile che si dicano queste cose ... eppure avviene". Insomma, per il regista "se si pensa che la guerra risolva le questioni territoriali o politiche, significa che l'umanità è folle perché solo un folle può pensare di risolvere questi problemi con la forza, sostenendo che non esiste un diritto internazionale. Per questo mi chiedo 'ma dove viviamo, nel Medioevo?'" (ANSA). 

Nato: ministro Esteri Norvegia, situazione difficile ma ricordiamoci che minaccia comune e' la Russia

NOVA0470 3 EST 1 NOV Nato: ministro Esteri Norvegia, situazione difficile ma ricordiamoci che minaccia comune e' la Russia Oslo, 21 gen - (Agenzia_Nova) - La situazione della Nato "e' difficile" a causa della crisi relativa alla Groenlandia, ma i Paesi alleati devono ricordare che il loro comune avversario e' la Russia. Lo ha affermato il ministro della Difesa norvegese, Tore Sandvik, evidenziando come Mosca "sta aumentando la propria presenza militare nell'Artico". "La vera minaccia per l'Occidente, per la Nato, per tutti gli Stati membri dell'Alleanza, e' ancora la Russia", ha spiegato Sandvik. (Sts)  

Groenlandia, Trump: Vogliamo la proprietà dell'isola

Groenlandia, Trump: Vogliamo la proprietà dell'isola Torino, 21 gen (GEA) - "Dalla Nato che cosa abbiamo avuto? Niente. A parte proteggere l'Europa dall'Unione Sovietica e adesso dalla Russia. Non abbiamo mai avuto niente dalla Nato, abbiamo soltanto pagato per la Nato praticamente al 100%. E adesso che cosa chiediamo? Adesso chiediamo di riavere la Groenlandia. Un titolo di proprietà, perché abbiamo bisogno di avere la proprietà per poterla difendere". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, durante il suo intervento a Davos. "Legalmente non è difendibile adesso - ha aggiunto - e poi dal punto di vista psicologico è importante avere un accordo, un titolo di proprietà. Sappiamo che questo è un pezzo di ghiaccio enorme nel bel mezzo dell'oceano e se c'è una guerra, gran parte delle azioni potrebbero avvenire proprio su questo pezzo di ghiaccio. Molti missili potrebbero essere lanciati qui. Quello che vogliamo dalla Danimarca quello che vogliamo per la sicurezza nazionale e internazionale è anche cercare di garantire che i nemici non ci colpiscano da un punto di vista militare". EFS EST 21 GEN 2026 


 

Trump intende utilizzare l'atomica sull'Iran?

 


NTW Press - Tornano gli incontri formativi della Polizia di Stato

NTW Press - Tornano gli incontri formativi della Polizia di Stato

Tornano gli incontri formativi della Polizia di Stato

Questo secondo incontro della seconda edizione sarà incentrato sul tema della sicurezza stradale. L'invito a partecipare è aperto a tutti



Mercoledì 21 Gennaio 2026 10:41

.Si terrà giovedì 22 gennaio 2026, alle ore 10:00, presso la Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia, il secondo incontro della seconda edizione del progetto organizzato dalla Questura di Reggio Emilia "Conoscersi per comprendersi: la Polizia tra le persone".

Tornano gli incontri formativi della Polizia di Stato

REGGIO EMILIA – L'evento, che verrà moderato dalla giornalista de il Resto del Carlino Benedetta Salsi, è intitolato "Ogni persona conta: un attimo che cambia la vita", già indicativo della tematica che verrà trattata durante l'iniziativa ovvero quella relativa alla sicurezza stradale. All'evento, infatti, prenderanno parte attivamente alcuni operatori della Polizia di Stato, principalmente in forza alla Polizia Stradale, che tramite alcuni video e racconti di proprie esperienze vissute in servizio, illustreranno ai partecipanti, tra i quali diversi studenti degli istituti scolastici reggiani, i pericoli della strada e tutte le accortezze da attuare per una guida consapevole.

Previsto un intervento di Giancarlo Fisichella

Sarà prevista, inoltre, la partecipazione straordinaria di Giancarlo Fisichella, storico pilota di Formula 1 ed attuale Ambassador Driver Ferrari, il quale interverrà all'evento ripercorrendo le diverse tappe della sua carriera da pilota e non solo. L'evento sarà preceduto, a partire dalle ore 08:30, da un momento formativo e divulgativo tramite la realizzazione di un "Villaggio della Sicurezza" che verrà allestito in Piazza Martiri del 7 Luglio, dove i tanti studenti partecipanti potranno cimentarsi in attività di educazione stradale e di primo soccorso all'interno di appositi stand tematici. In particolare, per l'occasione sarà presente il Pullman Azzurro della Polizia Stradale, oltre che simulatori di guida, dispositivi per la simulazione dell'efficacia delle cinture di sicurezza, simulatori dello stato di alterazione alla guida a seguito di abuso di bevande alcoliche e visori virtuali in uso alla Polizia di Stato.

Un incontro aperto a tutti

Come per tutti gli eventi organizzati nell'ambito del progetto "Conoscersi per comprendersi: la polizia tra le persone", anche in questo la partecipazione all'evento organizzato all'interno del Teatro Valli è estesa a tutta la cittadinanza. Chiunque voglia partecipare all'evento potrà prenotarsi, fino ad esaurimento posti, inviando una mail all'indirizzo dipps169.0000@pecps.poliziadistato.it.Si segnala, inoltre, che anche quest'anno ogni evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Questura di Reggio Emilia al seguente link https://www.facebook.com/QuesturadiReggioEmilia.

 

Russia-Ucraina: coordinatore resistenza filo-russa, distrutto lanciarazzi Himars in regione Kharkiv

NOVA0146 3 EST 1 NOV Russia-Ucraina: coordinatore resistenza filo-russa, distrutto lanciarazzi Himars in regione Kharkiv Mosca, 21 gen - (Agenzia_Nova) - Le Forze armate russe hanno distrutto un lanciarazzi Himars delle Forze armate ucraine nella regione ucraina di Kharkiv. Lo ha affermato il coordinatore della resistenza filo-russa Sergej Lebedev all'agenzia di stampa ''Ria Novosti''. "Oggi all'alba, verso le sei del mattino (le quattro italiane), abbiamo colpito l'area di concentramento di equipaggiamento ucraino vicino al villaggio di Sazonovka-Balanovka, da cui venivano lanciati missili a lungo raggio verso Belgorod (...) L'obiettivo era un lanciarazzi Himars'', ha detto Lebedev. Il militare ha precisato che il primo colpo ha distrutto esattamente il lanciarazzi stesso. ''Circa un minuto dopo, un secondo colpo e' stato sferrato nello stesso punto, che ha distrutto tutto intorno: attrezzature, veicoli, personale addetto, missili immagazzinati e materiali lubrificanti'', ha aggiunto. (Rum)  

GROENLANDIA: MEDVEDEV, 'TRUMP VUOL ESSERE RICORDATO PER AVERLA ANNESSA' =

ADN0212 7 EST 0 ADN EST NAZ GROENLANDIA: MEDVEDEV, 'TRUMP VUOL ESSERE RICORDATO PER AVERLA ANNESSA' = Mosca, 21 gen. (Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe essere ricordato per l'annessione della Groenlandia. Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev. "Tutti capiscono cosa sta succedendo: lui (Trump) vuole vedere l'isola a stelle e strisce sulle mappe del mondo (ha già pubblicato una nuova mappa che mostra Canada e Venezuela come territori statunitensi) e unirsi alle fila dei padri fondatori. Vorrebbe passare alla storia", ha aggiunto l'ex presidente russo, sottolineando che, a differenza di Trump, la Russia ha riconquistato territori originariamente russi. "Liquidare la Nato si rivelerà molto più difficile che rapire un leader straniero tradito dai suoi alleati in un Paese indebolito", ha continuato Medvedev, riferendosi alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti all'inizio del mese. (Crc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 21-GEN-26 10:52  

NTW Press - Macron e Von der Leyen da Davos accusano Trump di bullismo. E l'Air force one torna indietro

NTW Press - Macron e Von der Leyen da Davos accusano Trump di bullismo. E l'Air force one torna indietro

Macron e Von der Leyen da Davos accusano Trump di bullismo. E l'Air force one torna indietro

Scontro tra Europa e Stati Uniti su dazi e Groenlandia, mentre il tycoon è costretto a cambiare aereo



Mercoledì 21 Gennaio 2026 10:23

Il Forum economico mondiale di Davos si trasforma in una vera e propria arena politica, dove l'Atlantico sembra essere più che mai attraversato da acque tempestose. Una nuova guerra dei dazi e l'acceso confronto tra l'Europa e l'Amministrazione Trump seminano incertezze sul futuro.

Gli scontri tra i due continenti sembrano raggiungere un punto di rottura, come ha osservato il premier belga Bart De Wever. In prima linea, nell'affrontare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, c'è Emmanuel Macron, più volte preso di mira dal tycoon. Il presidente francese, parlando in Svizzera, ha dichiarato:

"Trump vuole un'Europa vassalla, preferiamo il rispetto ai bulli", rilanciando la tensione tra le due sponde dell'Atlantico con un botta e risposta dalle imprevedibili conseguenze.

L'attacco di Trump a Macron e la minaccia dei dazi

Prima della partenza per il Forum di Davos, Trump aveva adottato un tono più conciliante, dichiarando:

"Sulla trump-quiz-fino-a-dove-mi-spingero-sulla-groenlandia-lo-scoprirete/">Groenlandia probabilmente troveremo una soluzione con l'Europa".

Tuttavia, subito dopo, aveva attaccato frontalmente Macron, criticando il suo rifiuto di entrare nel Board of Gaza e lanciando accuse personali.

"Nessuno lo vuole perché lascerà l'incarico molto presto, va bene così", aveva dichiarato Trump, commentando anche un messaggio di Macron in cui il presidente francese esprimeva il suo disappunto per le mosse americane sulla Groenlandia, proponendo di organizzare un G7 a Parigi con la partecipazione di vari leader internazionali, tra cui danesi, siriani e russi.

La risposta di Trump non si è fermata qui. Il presidente degli Stati Uniti ha deciso di brandire la sua arma preferita, i dazi. Ha minacciato un aumento del 200% su due simboli dell'industria francese: il vino e lo champagne, intensificando ulteriormente il conflitto commerciale.

Macron e la risposta europea a Davos

La risposta di Macron non si è fatta attendere. A Davos, il presidente francese si è presentato con occhiali da sole per nascondere un'emorragia sottocongiuntivale, ma il suo intervento è stato tutt'altro che distratto. In un vero e proprio one-man show, ha prima scherzato sulla situazione ("viviamo in un periodo di pace, stabilità, prevedibilità"), per poi passare a toni più seri, attaccando le "ambizioni imperiali" di Trump e accusandolo di calpestare il diritto internazionale e di usare i dazi come una "inaccettabile leva contro la sovranità".

We prefer science to conspiracy theories, rule of law to rule of force, dialogue to threats.

Nous préférons la science au complotisme, l'État de droit à la loi du plus fort, le dialogue aux menaces. pic.twitter.com/e4qK6mdFsa

— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) January 20, 2026

Molti leader europei condividono il suo punto di vista, ma pochi sono convinti che uno scontro diretto con gli Stati Uniti sia la soluzione. Macron ha ribadito il suo supporto all'uso dello strumento europeo anti-coercizione, un vero e proprio bazooka commerciale contro le imprese dei Paesi terzi. Tuttavia, la sua posizione al vertice dei 27 Paesi membri potrebbe essere minoritaria. Più concreta, invece, è la possibilità che l'Ue decida di attivare controdazi pari a 93 miliardi di euro.

La posizione dell'Ue

Il tema di come rispondere alla crescente pressione commerciale degli Stati Uniti è centrale per i leader europei, con particolare attenzione alle prossime ore al Forum di Davos. Un incontro tra Trump e i leader europei potrebbe aprire a un dialogo sui temi più delicati, come la Groenlandia, i dazi e la sicurezza dell'Ucraina, ma le aspettative sono basse.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha dichiarato:

"I dazi sono un errore, la nostra risposta sarà ferma, unita e proporzionata", facendo riferimento all'approccio dell'Unione Europea.

Nella sua dichiarazione, von der Leyen ha sottolineato che l'indipendenza europea è "un imperativo strutturale" e ha ribadito che l'Europa continuerà a perseguire accordi commerciali con altri Paesi, come quello con il Mercosur. La sua linea, però, rimane quella del dialogo con gli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza nell'Artico, un dossier che coinvolge la Nato.

"L'Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione", ha aggiunto von der Leyen.

Inoltre, ha ribadito l'importanza di un approccio strategico europeo nell'Artico, con un massiccio aumento degli investimenti in Groenlandia, in particolare per sostenere l'economia e le infrastrutture locali, e per potenziare la difesa in quella regione.

This moment of global change is fraught with dangers.

And Europe must be ready to change even faster.

To become more independent. For its own future ↓ https://t.co/LwlxjFLhZX

— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) January 21, 2026

La reazione della BCE

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha espresso preoccupazione per il livello di incertezza creato dai continui cambi di rotta del presidente Trump.

"Ciò che è molto più grave, e peso le parole, è il livello di incertezza creato dai continui cambi di rotta del presidente Trump", ha dichiarato Lagarde in un'intervista, evidenziando come Trump, adottando un approccio negoziale, spesso ponga condizioni difficili da attuare.

Il problema tecnico con l'Air Force One

Nel frattempo, mentre le discussioni proseguono a Davos, un imprevisto ha colpito la partenza di Donald Trump. L'Air Force One, a bordo del quale si trovava il presidente degli Stati Uniti, è stato costretto a invertire rotta dopo aver identificato un problema elettrico minore. Il presidente e la sua squadra sono stati costretti a tornare alla base di Andrews, da dove sono poi imbarcati su un altro aereo per proseguire il viaggio verso la Svizzera.

🚨 BREAKING: Air Force One has officially touched down back in DC after it was forced to pull a U-turn over the Atlantic Ocean due to an "electrical issue"

President Trump is safe tonight, thank God.

The plane is being offloaded, and soon 47 will be underway in another plane. pic.twitter.com/6SgdOs3Opp

— Nick Sortor (@nicksortor) January 21, 2026

L'incidente ha causato un ritardo di circa tre ore sul programma previsto per Trump, che arriverà a Davos oggi, 21 gennaio 2026, più tardi del previsto.

 

Nato: Rutte, Trump ha ragione su Artico, dobbiamo proteggerlo da Cina e Russia



Bessent, 'dai leader Ue dichiarazioni infiammatorie' 'Si siedano al tavolo e ascoltino Trump sulla Groenlandia'

 




 


Cosa sta succedendo?

 

Terremoto di magnitudo 3.6 in provincia di Messina
La scossa avvertita a due km da Militello Rosmarino
   (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Una scossa di terremoto, con
magnitudo di 3.6, è stata avvertita alle 00.28 a 2 km da
Militello Rosmarino (Messina). Il sisma è stato registrato
dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a 8,5 km di
profondità.    Da due giorni l'area è interessata da uno sciame sismico.
(ANSA).
21/01/2026 02:25
La Cina invia aiuti milionari a Cuba tra crisi e blackout
Xi Jinping dona 80 milioni e riso per l'emergenza nell'isola
   (ANSA) - L'AVANA, 21 GEN - Il presidente cinese Xi Jinping ha
approvato un nuovo pacchetto di aiuti d'emergenza per Cuba,
stanziando 80 milioni di dollari e un donativo di 60.000
tonnellate di riso.    L'assistenza finanziaria è destinata all'acquisto urgente di
equipaggiamento elettrico nell'ambito di continui blackout e una
rete energetica obsoleta.    L'ambasciatore cinese Hua Xin ha confermato l'impegno al
presidente Miguel Díaz-Canel, definendo la donazione una prova
della "stretta fratellanza" tra le nazioni.    I primi carichi di riso sono già stati distribuiti nei porti
de L'Avana e Santiago di Cuba. Il sostegno giunge in un momento
di difficoltà per l'economia dell'isola, che ha registrato una
contrazione dell'1,1% nel 2024 tra inflazione e sanzioni.
(ANSA).
21/01/2026 06:25
Almeno qualcosa di utile dall'orribile Davos.

Kirill Dmitriev, dopo la lunga assenza dei russi a Davos, si reca al Forum economico mondiale. L'obiettivo è negoziare con la squadra di Trump la pace in Ucraina. Beh, vale la pena andare a Davos per questo. Tuttavia, il forum di Davos è, a mio parere, un evento disgustoso. Ipocrita. Pretenzioso. Con lo slogan "impegnati a migliorare lo stato del mondo" - niente di meno. I miliardari, i capi delle più grandi aziende e il loro seguito di giornalisti che si sono riuniti lì per molti decenni, sin dal 1971, si sono preoccupati molto del "miglioramento" del mondo in modo molto particolare. Il "miglioramento" consisteva nel celebrare nel lusso decadente l'ordine liberale globalista. E nell'insinuare a vicenda che questo ordine è nell'interesse dei poveri e degli svantaggiati. E, naturalmente, "di nascosto" fare conoscenze utili. Lì si organizzavano giochi con il passaggio attraverso una stanza buia, dove si sentivano spari - per far capire meglio agli ospiti le sofferenze dei rifugiati. E subito dopo, un lussuoso ricevimento con champagne francese costoso. E dopo il ricevimento (chi è interessato), le ragazze con una scarsa responsabilità sociale che erano in abbondanza.

Ricordo che a metà degli anni '90 i russi erano molto popolari a Davos. I nuovi ricchi degli anni '90 andavano per gli hotel e i locali del forum con un orso al guinzaglio, intrattenendo la clientela elegante. E questi "nuovi russi" piacevano: molti soldi, esotismo e disponibilità dimostrata a unirsi, in ruoli subordinati, alla celebrazione della vittoria dei vincitori della Guerra Fredda. Quando la Russia negli anni 2000 iniziò a rialzarsi e a parlare con una voce sempre più sicura, l'atteggiamento nei confronti di essa a Davos peggiorò rapidamente. E negli ultimi anni, a causa delle numerose sanzioni, i russi non sono stati più ammessi a Davos.

Con l'inizio del secondo mandato di Trump, il clima politico a Davos è cambiato rapidamente. Non c'è più l'accento sulla lotta contro il riscaldamento globale, sulla lotta per l'emergere di fonti di energia ecologiche, sui diritti delle donne e dei sostenitori del sesso omosessuale. E soprattutto, per la prima volta da molti anni, il pericolo principale di cui si parlerà a Davos non è l'"aggressione russa", non l'"espansionismo cinese", ma le pretese di Donald Trump di acquistare la Groenlandia. E il suo rifiuto generale di seguire le norme dell'ordine mondiale liberale, in nome del quale è stato organizzato il forum di Davos.

A Davos sono attesi 3.000 partecipanti da 130 paesi. E mi azzardo a prevedere che, come sempre, ci sarà molta lussuria, molti eccessi - e molta doppia morale. Che si divertano: il loro mondo sta comunque finendo. E noi, naturalmente, guarderemo attentamente cosa riusciranno a ottenere a Davos i negoziatori russi e americani. Questa è davvero la questione chiave del nuovo anno.

- Dimitry Saims

Guarda "Trump bullizza l'unione europea. L'unione europea ci racconta che la colpa è di Putin." su YouTube