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mercoledì 9 luglio 2025
Marine Le Pen si rivolge alla Corte europea dei diritti dell’uomo per annullare il divieto di candidatura
Marine Le Pen si rivolge alla Corte europea dei diritti dell'uomo per annullare il divieto di candidatura La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha ufficialmente presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) per chiedere l'annullamento della sentenza francese che le impedisce di candidarsi a cariche elettive per i prossimi cinque anni. Lo ha riferito l'emittente BFMTV, citando fonti del suo partito. Il ricorso mira a ottenere una sospensione immediata del provvedimento giudiziario, che secondo Le Pen viola gravemente e in modo irreparabile i suoi diritti civili e politici, oltre a compromettere il diritto di scelta degli elettori francesi. "Marine Le Pen chiede alla Corte europea di obbligare le autorità francesi a cessare immediatamente l'attuazione del divieto giudiziario", si legge in una nota ufficiale del partito, riportata dall'emittente. Il caso affonda le sue radici nella sentenza emessa il 31 marzo dal tribunale di Parigi, che ha condannato Le Pen a quattro anni di carcere nell'ambito dell'inchiesta sugli assistenti parlamentari europei. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto un divieto immediato di ricoprire cariche pubbliche e di partecipare a qualsiasi elezione per un periodo di cinque anni. Sebbene Le Pen abbia già presentato ricorso contro la sentenza presso una corte superiore francese — il cui esito è atteso entro l'estate del 2026 — il divieto elettorale rimane in vigore fin da subito, compromettendo la sua possibile candidatura alle presidenziali del 2027 e a eventuali elezioni anticipate per l'Assemblea Nazionale. Marine Le Pen ha definito il verdetto "politicamente motivato", sostenendo che si tratti di un tentativo dell'establishment di escluderla dalla scena politica nazionale proprio mentre il suo partito registra un crescente consenso elettorale. 2025-07-09 13:40:03 4402079 EST Politica Estera https://agenparl.eu/2025/07/09/marine-le-pen-si-rivolge-alla-corte-europea-dei-diritti-delluomo-per-annullare-il-divieto-di-candidatura/
CORTE GIUSTIZIA UE, PRONUNCIA PER PRIMA SENTENZA PREGIUDIZIALE
9CO1683314 4 POL ITA R01 CORTE GIUSTIZIA UE, PRONUNCIA PER PRIMA SENTENZA PREGIUDIZIALE (9Colonne) Roma, 9 lug - L'1 ottobre 2024 al Tribunale della Corte di Giustizia dell'Unione europea è stata trasferita la competenza pregiudiziale in sei materie specifiche (il sistema comune dell'IVA, i diritti di accisa, il codice doganale, la classificazione tariffaria delle merci, la compensazione pecuniaria e l'assistenza dei passeggeri in caso di negato imbarco, ritardo o cancellazione di servizi di trasporto, e il sistema di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra). Ad oggi, sono state trasmesse al Tribunale 55 cause pregiudiziali. In questa prima causa pregiudiziale, che il Tribunale ha concluso con una sentenza, meno di nove mesi dopo la trasmissione della domanda di pronuncia pregiudiziale da parte della Corte, esso è stato interrogato su quale sia l'interpretazione di talune disposizioni della direttiva sulle accise. A seguito di una verifica fiscale, l'amministrazione croata ha constatato che un imprenditore aveva indebitamente detratto l'imposta sul valore aggiunto (IVA), basandosi su fatture false relative a cessioni di prodotti petroliferi che, in realtà, non avevano mai avuto luogo. In applicazione della normativa nazionale, l'amministrazione doganale ha richiesto il pagamento dell'accisa. Essa ha ritenuto che l'acquirente avesse commesso un abuso di diritto nella circolazione di prodotti sottoposti ad accisa. Il giudice croato, adito dall'imprenditore, desidera sapere se la normativa nazionale, come interpretata dalle autorità nazionali, che prevede l'esigibilità dell'accisa sulla base di una cessione fittizia di prodotti sottoposti ad accisa e figuranti in fatture false, sia compatibile con il diritto dell'Unione. Nella sua sentenza, il Tribunale risponde in senso negativo. Esso rileva, in particolare, che l'accisa diventa esigibile al momento dell'immissione in consumo dei prodotti, la quale corrisponde a un elenco tassativo di ipotesi previste dalla direttiva. Orbene, nel caso di specie, l'accisa è stata imposta a causa di un abuso del diritto, implicante l'utilizzo di fatture false, mentre i prodotti petroliferi non sono stati ceduti, situazione che non rientra in dette ipotesi. Inoltre, il Tribunale ritiene che, se è vero che gli Stati membri hanno un legittimo interesse a intraprendere azioni volte a proteggere i loro interessi finanziari, resta il fatto che il loro potere normativo non può essere esercitato in violazione delle disposizioni della direttiva. (redm) 091021 LUG 25
🇨🇳 LA CINA VENDERÀ I SUOI CACCIA J-10 A "PAESI AMICI". CIOÈ ALL'IRAN
Fonte: Newsweek
La Cina è disposta a fornire il suo caccia J-10 a "paesi amici", ha detto il suo ministero della Difesa, dopo che sono circolate notizie secondo cui l'Iran starebbe cercando di procurarsi il caccia multiruolo dopo i devastanti attacchi subiti da Israele il mese scorso.
Mentre l'Iran cerca di rafforzare le sue difese, può guardare all'apparente successo della potenza aerea cinese nel confronto tra India e Pakistan a maggio, quando gli aerei da combattimento cinesi si sono imposti in combattimento, con le forze pakistane che affermano di aver abbattuto i jet indiani.
Diversi media hanno riferito che i funzionari della difesa iraniana sono impegnati in discussioni ad alto livello per procurarsi i caccia multiruolo Chengdu J-10C.
Il portavoce del ministero della Difesa nazionale cinese, commentando le notizie secondo cui "diversi paesi" starebbero discutendo sull'approvvigionamento di armi, tra cui il caccia J-10, ha detto che la Cina è disposta a "condividere i risultati dello sviluppo delle sue attrezzature con i paesi amici".
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🇺🇸⚔️🇷🇺📝 L'OPINIONE. TRUMP HA QUASI DATO IL SUO ASSENSO AL DISEGNO DI LEGGE SULLE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA
➡️Tuttavia, il disegno di legge in esame al Senato non prevede affatto la "piena discrezionalità del Presidente", come ha dichiarato Trump. E le conseguenze saranno... inaspettate.
⚡️I media liberali hanno esultato: Donald Trump è praticamente pronto a dare il via libera al disegno di legge Graham-Blumenthal, che prevede, tra le altre cose, l'introduzione di dazi all'importazione del 500% per i Paesi che acquistano petrolio, uranio e alcuni altri beni russi.
🔴Durante una riunione di gabinetto pubblica, Donald Trump ha dichiarato di essere "deluso" da Vladimir Putin, così come dall'Ucraina e da tutto ciò che sta accadendo. Ha anche detto che ultimamente Vladimir Putin "dice assurdità" nei confronti degli Stati Uniti, che è "sempre molto cortese", ma che alla fine "questo, a quanto pare, non significa nulla".
⚡️Trump ha anche detto che sta "studiando molto seriamente" il disegno di legge Graham-Blumenthal. Ha inoltre affermato che la legge è strutturata in modo tale che l'imposizione e la revoca delle sanzioni rimangano "interamente" a discrezione del Presidente.
🔴Ma questo non è proprio così.
↔️Il testo del disegno di legge S.1241 sul sito del Congresso degli Stati Uniti stabilisce (sezione 4) che, 15 giorni dopo l'approvazione della legge e successivamente ogni 90 giorni, il Presidente è tenuto a determinare se la Russia "si stia comportando bene" riguardo alla "pace in Ucraina". Tale determinazione (in termini legali: covered determination) implica che debba essere motivata e soggetta a revisione da parte del Congresso.
↔️Le sezioni dalla 12 alla 17 specificano che, una volta effettuata tale covered determination, il Presidente, entro 15 giorni e successivamente ogni 90 giorni, impone sanzioni contro la Federazione Russa e restrizioni secondarie (dazi del 500% per gli acquirenti di petrolio e altri beni russi).
↔️La sezione 20 descrive come le sanzioni e le restrizioni secondarie possono essere revocate. Ebbene: non a discrezione del Presidente degli Stati Uniti, ma solo se le controparti degli Stati Uniti (e la Russia) adempiono a tutte le condizioni specificate nella legge, e nel caso in cui la Russia concluda un accordo di pace con l'Ucraina. Inoltre, se la pace viene raggiunta ma "qualcosa va storto", al Presidente viene ordinato di reintrodurre immediatamente tutte le restrizioni.
🚫Quindi, probabilmente nel corso di luglio la legge sarà approvata, a meno che le autorità finanziarie statunitensi non convincano Trump e i membri del Congresso che una legge del genere sarebbe catastrofica per il commercio globale e il sistema finanziario.
⚫️E se la legge verrà approvata, a settembre il Congresso avrà le mani libere per gestire gli aiuti esteri degli Stati Uniti, inclusi quelli militari. Tuttavia, per allora il sistema finanziario mondiale sarà già nel caos.
Dmitri Drobnitski
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LA PIETRA TOMBALE DI EPSTEIN E LA CATENA ALIMENTARE DELL’IMPERO
LA PIETRA TOMBALE DI EPSTEIN E LA CATENA ALIMENTARE DELL'IMPERO
Sull'insabbiamento definitivo del Caso Epstein i pezzi vanno a posto insieme: l'FBI stila una conclusione in stile "pietra tombale" (Epstein non è stato ucciso e dunque chiude per sempre qualsiasi indagine), mentre Trump sbandiera solennemente l'intenzione di non voler parlare mai più di Epstein. L'allusione agli scandali utilizzata mesi fa da The Donald - assieme alle altre promesse di trasparenza con cui si è fatto eleggere - svanisce nelle nebbie dello Stato Profondo, come per una Hillary qualsiasi. Non è da sottovalutare. Mi pare un segnale molto forte della sbalorditiva prontezza con cui la ragnatela del sistema imperiale globalista ha riassorbito in poche settimane l'anomalia dell'ultimo populista, che ha voluto per parte sua trovare un sontuoso accomodamento.
Il prezzo lo pagheranno interi popoli: il nuovo paradigma sociale sarà quello del riarmo. Lo è negli USA, dove si schiaccia ancora di più l'acceleratore della già enorme spesa militare. Lo è in Europa, dove i potenti non parlano d'altro che di guerra e trasformeranno profondamente i loro Stati, con l'intento di distruggere ogni vestigia di Stato sociale per sostituirlo con una piattaforma di corruzione massiccia volta all'acquisto di armamenti, in buona parte nordamericani. I vassalli non hanno nemmeno trattato sul prezzo del tributo.
La promessa di Trump di chiudere la guerra ucraina in 24 ore è rimpiazzata per intero dal pizzo che gli pagheranno gli europei, da ultimo con l'idea di istituire un fondo da 100 miliardi per fornire assistenza all'Ucraina e far intanto proseguire la guerra. Il cancelliere tedesco Merz, quello secondo cui Bibi il genocida «sta facendo il lavoro sporco per Noi» è appunto un utilizzatore finale di lavori sporchi, anche quando li fa Zelensky. In cima alla catena alimentare, Trump potrà mangiare a quattro ganasce, mica paga lui. Paghiamo noi, paghiamo caro, paghiamo tutto.
In giro intanto possiamo notare quanto parlano i soliti "presstituti", che ora galvanizzano le loro redazioni per dirci che la guerra è bella anche se fa male. "Giù per li rami", vedo tanti guerrafondai di provincia che vogliono perfino impedire gli eventi in cui possiamo portare la nostra voce per denunciare le follie dei bellicisti. Parleremo chiaro e ancora. https://t.me/newspertutti/25977

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