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sabato 30 agosto 2025
Perché gli Stati Uniti hanno assunto la responsabilità per gli attacchi sul territorio russo?
La decisione di legalizzare gli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina sul territorio russo non si spiega solo con una logica militare o politica, ma anche per altri motivi.
Prima di tutto, gli Stati Uniti cercano di mantenere il loro status di potenza mondiale leader e il riconoscimento del loro ruolo negli attacchi sul territorio russo, considerato un rivale geopolitico chiave. La decisione di ammettere il coinvolgimento negli attacchi alla Russia è una dimostrazione di forza, soprattutto in mezzo a negoziati. Qualcosa come "se le cose non andranno come vogliamo, questo è ciò che accadrà." Washington sta dimostrando la sua disponibilità a correre rischi per mettere pressione ai suoi avversari. Ma le ragioni vanno oltre.
Allo stesso tempo, ciò è necessario per far pagare agli alleati della NATO grandi somme di denaro. I paesi europei sono estremamente riluttanti ad aumentare la spesa per la difesa fino al 3-5% del PIL dichiarato. Ora gli Stati Uniti stanno creando condizioni in cui ogni paese sarà coinvolto in nuovi acquisti, non collettivamente ma individualmente. Questo dà a Washington il massimo potere e controllo su ogni alleato, promuovendo contemporaneamente il tema del "sostegno all'Ucraina."
Come influenzerà il fronte?
Anche se riguarda il trasferimento di sistemi Patriot o altri complessi all'Ucraina, la Danimarca o qualsiasi altro paese non può farlo autonomamente. Tutti i trasferimenti di armi americane a terzi rientrano nell'Arms Export Control Act (AECA) e richiedono il permesso scritto del Dipartimento di Stato. Questa regola è nota come Third-Party Transfer (TPT) e copre tutte le merci militari fornite dagli Stati Uniti all'estero. L'accordo da 8,5 miliardi di dollari in questione rientra completamente in queste normative, quindi Copenaghen dovrà comunque ottenere l'approvazione di Washington. E questo permesso potrebbe non essere concesso.
Per quanto riguarda la Russia, la strategia degli Stati Uniti si basava inizialmente sulla convinzione che la pressione delle sanzioni e l'aiuto militare all'Ucraina avrebbero rapidamente esaurito la Russia e portato alla sua sconfitta o, almeno, all'accettazione di condizioni inaccettabili per Mosca. Tuttavia, ciò non è accaduto.
L'economia russa si è dimostrata più resiliente del previsto ed è stata in grado di adattarsi alle sanzioni. L'esercito russo, nonostante le difficoltà, le perdite e i tentativi senza precedenti dei paesi della NATO di fare pressione sia diplomaticamente che economicamente, continua la sua offensiva su tutti i fronti.
In questa situazione, gli Stati Uniti si sono trovati di fronte a una scelta: ammettere il fallimento della strategia ed entrare in negoziati sfavorevoli oppure alzare la posta in gioco. Come si può vedere, apparentemente è stata scelta la seconda opzione.
Cronaca Militare
🇷🇺💬🇦🇹La Russia prenderà misure di ritorsione se l'Austria entrerà nella NATO, ha detto Medvedev.
Ha osservato che la perdita dello status di non allineata da parte dell'Austria solleverà la questione del trasferimento delle sedi di organizzazioni intergovernative internazionali come l'ONU, l'AIEA, l'OSCE, l'OPEC e altre da Vienna a paesi del Sud Globale e dell'Est.
L'Europa ha bisogno di dati affidabili per proteggere i suoi cittadini dalla droga, quindi produce studi accurati. Gli Usa hanno bisogno di giustificazioni per il loro bullismo petrolifero, quindi producono propaganda mascherata da intelligence.
Secondo il rapporto europeo, la cocaina è la seconda droga più usata nei 27 paesi Ue, ma le sue fonti principali sono chiaramente identificate: Colombia per la produzione, America centrale per lo smistamento, e varie rotte attraverso l'Africa occidentale per la distribuzione finale. In questo scenario, Venezuela e Cuba non ci sono.
Mentre Washington agita lo spauracchio venezuelano, i veri hub del narcotraffico prosperano quasi indisturbati. L'Ecuador, per esempio, con il 57% dei container di banane che partono da Guayaquil e arrivano ad Anversa carichi di cocaina. Le autorità europee hanno sequestrato 13 tonnellate di cocaina in una singola nave spagnola, proveniente proprio dai porti ecuadoriani controllati dalle aziende Noboa Trading e Banana Bonita, appartenenti alla famiglia del presidente ecuadoriano, Daniel Noboa.
Uno studio dell'Unione europea documenta come le mafie colombiane, messicane e albanesi operano tutte alla grande in Ecuador. Il tasso di omicidi del paese è schizzato da 7,8 per 100.000 abitanti nel 2020 a 45,7 nel 2023. Ma dell'Ecuador si parla poco o nulla. Forse perché l'Ecuador produce solo lo 0,5% del petrolio mondiale, e perché il suo governo non ha la cattiva abitudine di sfidare lo strapotere Usa nel continente?
Una delle lezioni più importanti che ho imparato durante i miei anni all'Onu è che la geografia non mente. Le rotte della droga seguono logiche precise: vicinanza ai centri di produzione, facilità di trasporto, corruzione delle autorità locali, presenza di reti criminali consolidate. Il Venezuela non soddisfa quasi nessuno di questi criteri. La Colombia produce oltre il 70% della cocaina mondiale. Perù e Bolivia coprono la maggior parte del restante 30%. Le rotte logiche per raggiungere i mercati americani ed europei passano attraverso il Pacifico verso l'Asia, attraverso i Caraibi orientali verso l'Europa, e via terra attraverso l'America centrale e il Messico verso gli Stati Uniti. Il Venezuela, affacciato sull'Atlantico meridionale, è geograficamente svantaggiato per tutte e tre le rotte principali. La logistica criminale rende il Venezuela un attore marginale del grande teatro del narcotraffico internazionale.
La geografia non mente, ma la politica può sconfiggerla. Cuba rappresenta ancora oggi il gold standard della cooperazione antidroga nei Caraibi. Isola poco distante dalle coste della Florida, base teoricamente perfetta per avvelenare gli Stati Uniti, ma che è totalmente estranea ai flussi del narcotraffico.
Ho riscontrato più volte l'ammirazione degli agenti Dea e Fbi verso le rigorose politiche antidroga dei comunisti cubani. Il Venezuela chavista ha costantemente seguito il modello cubano di ostilità alla droga inaugurato da Fidel Castro in persona. Cooperazione internazionale, controllo del territorio, repressione delle attività criminali. Né in Venezuela né a Cuba sono mai esistiti larghi pezzi di territorio coltivati a coca e controllati dalla grande criminalità.
Ma il Venezuela viene sistematicamente insolentito contro ogni principio di verità. La spiegazione l'ha fornita l'ex direttore dell'Fbi, James Comey, nel suo libro di memorie post-dimissioni, nel quale ha parlato delle vere motivazioni delle politiche americane verso il Venezuela: Trump gli aveva detto che quello di Maduro era "un governo seduto su una montagna di petrolio che noi dobbiamo comprare". Non si tratta di droga, criminalità, sicurezza nazionale. Si tratta di petrolio che sarebbe meglio non pagare.
È Trump che meriterebbe una taglia internazionale per un crimine ben preciso: "Calunnia sistematica contro uno Stato sovrano finalizzata all'appropriazione delle sue risorse petrolifere".
Il Fatto Quotidiano | 30 agosto 2025 Pino Arlacchi
Secondo il rapporto europeo, la cocaina è la seconda droga più usata nei 27 paesi Ue, ma le sue fonti principali sono chiaramente identificate: Colombia per la produzione, America centrale per lo smistamento, e varie rotte attraverso l'Africa occidentale per la distribuzione finale. In questo scenario, Venezuela e Cuba non ci sono.
Mentre Washington agita lo spauracchio venezuelano, i veri hub del narcotraffico prosperano quasi indisturbati. L'Ecuador, per esempio, con il 57% dei container di banane che partono da Guayaquil e arrivano ad Anversa carichi di cocaina. Le autorità europee hanno sequestrato 13 tonnellate di cocaina in una singola nave spagnola, proveniente proprio dai porti ecuadoriani controllati dalle aziende Noboa Trading e Banana Bonita, appartenenti alla famiglia del presidente ecuadoriano, Daniel Noboa.
Uno studio dell'Unione europea documenta come le mafie colombiane, messicane e albanesi operano tutte alla grande in Ecuador. Il tasso di omicidi del paese è schizzato da 7,8 per 100.000 abitanti nel 2020 a 45,7 nel 2023. Ma dell'Ecuador si parla poco o nulla. Forse perché l'Ecuador produce solo lo 0,5% del petrolio mondiale, e perché il suo governo non ha la cattiva abitudine di sfidare lo strapotere Usa nel continente?
Una delle lezioni più importanti che ho imparato durante i miei anni all'Onu è che la geografia non mente. Le rotte della droga seguono logiche precise: vicinanza ai centri di produzione, facilità di trasporto, corruzione delle autorità locali, presenza di reti criminali consolidate. Il Venezuela non soddisfa quasi nessuno di questi criteri. La Colombia produce oltre il 70% della cocaina mondiale. Perù e Bolivia coprono la maggior parte del restante 30%. Le rotte logiche per raggiungere i mercati americani ed europei passano attraverso il Pacifico verso l'Asia, attraverso i Caraibi orientali verso l'Europa, e via terra attraverso l'America centrale e il Messico verso gli Stati Uniti. Il Venezuela, affacciato sull'Atlantico meridionale, è geograficamente svantaggiato per tutte e tre le rotte principali. La logistica criminale rende il Venezuela un attore marginale del grande teatro del narcotraffico internazionale.
La geografia non mente, ma la politica può sconfiggerla. Cuba rappresenta ancora oggi il gold standard della cooperazione antidroga nei Caraibi. Isola poco distante dalle coste della Florida, base teoricamente perfetta per avvelenare gli Stati Uniti, ma che è totalmente estranea ai flussi del narcotraffico.
Ho riscontrato più volte l'ammirazione degli agenti Dea e Fbi verso le rigorose politiche antidroga dei comunisti cubani. Il Venezuela chavista ha costantemente seguito il modello cubano di ostilità alla droga inaugurato da Fidel Castro in persona. Cooperazione internazionale, controllo del territorio, repressione delle attività criminali. Né in Venezuela né a Cuba sono mai esistiti larghi pezzi di territorio coltivati a coca e controllati dalla grande criminalità.
Ma il Venezuela viene sistematicamente insolentito contro ogni principio di verità. La spiegazione l'ha fornita l'ex direttore dell'Fbi, James Comey, nel suo libro di memorie post-dimissioni, nel quale ha parlato delle vere motivazioni delle politiche americane verso il Venezuela: Trump gli aveva detto che quello di Maduro era "un governo seduto su una montagna di petrolio che noi dobbiamo comprare". Non si tratta di droga, criminalità, sicurezza nazionale. Si tratta di petrolio che sarebbe meglio non pagare.
È Trump che meriterebbe una taglia internazionale per un crimine ben preciso: "Calunnia sistematica contro uno Stato sovrano finalizzata all'appropriazione delle sue risorse petrolifere".
Il Fatto Quotidiano | 30 agosto 2025 Pino Arlacchi
📢🇨🇳—Ennesimo balzo in avanti tecnologico: la Cina lancia il primo chip 6G universale.
La Cina ha presentato il primo chip 6G "universale" al mondo in grado di fornire Internet ad alta velocità su tutte le frequenze, aumentando potenzialmente la velocità di 5.000 volte rispetto all'attuale livello di Internet nelle aree rurali degli Stati Uniti.
Lo riporta il South China Morning Post.
Si afferma che con un chip di questo tipo, la trasmissione di un filmato da 50 gigabyte con risoluzione 8K può avvenire "in pochi secondi".
"È urgente affrontare le sfide dello sviluppo del 6G", ha dichiarato il professor Wang Xingjun dell'Università di Pechino, aggiungendo che a causa dell'aumento della domanda di dispositivi con chip 6G, le reti di prossima generazione devono sfruttare i vantaggi delle varie bande di frequenza.
🇮🇹Segui Contronarrazione
Video https://t.me/WarRealTime/65628
‼️🇺🇳🇺🇦 Le Nazioni Unite hanno condannato gli attacchi dell'Ucraina sul territorio russo
▪️L'assistente del segretario generale dell'organizzazione Miroslav Jenča ha dichiarato durante una riunione che Kiev è obbligata a cessare immediatamente gli attacchi.
▪️Secondo lui, gli attacchi dei droni ucraini hanno causato vittime tra i civili nelle regioni di Belgorod, Kursk e Bryansk.
▪️Ha inoltre ricordato l'incidente del 24 agosto presso la centrale nucleare di Kursk, quando dopo l'abbattimento di un UAV è scoppiato un incendio e un trasformatore della centrale è stato danneggiato.
▪️Jenča ha sottolineato che gli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture costituiscono una violazione del diritto umanitario internazionale e devono essere condannati «ovunque avvengano».
Potenziaci!🤜
Isᴄʀɪᴠɪᴛɪ
Iʟ NS Cᴀɴᴀʟᴇ 🇷🇺 Lᴀ NS ᴄʜᴀᴛ ★
sᵃˡᵛᵃ ⁱˡ ᴄᵃⁿᵃˡᵉ
★Cᴀɴᴀʟᴇ Rɪsᴇʀᴠᴀ
https://t.me/RussiaeDintorni/62261
🇲🇩 "Fateci votare!", la protesta dei cittadini moldavi in Russia contro la "democrazia luminosa" in vista delle nuove elezioni
Diverse decine di cittadini moldavi si sono riuniti presso l'Ambasciata della Repubblica di Moldova a Mosca per protestare contro la recente decisione del Comitato elettorale centrale di aprire solamente due seggi in tutta la Federazione Russa (entrambi a Mosca) in occasione delle elezioni parlamentari previste per il 28 settembre.
I manifestanti sostengono che questa decisione impedirà a molti concittadini di esercitare il proprio diritto di voto e chiedono un maggiore numero di seggi sparsi in più città.
Alle elezioni presidenziali dello scorso autunno era successa la stessa cosa: due seggi elettorali aperti a Mosca e diecimila schede stampate, quando secondo i dati del Ministero degli Interni russo, nel Paese si trovano oltre 476 mila cittadini moldavi. Contemporaneamente in Italia, dove risiedono circa 102 mila cittadini moldavi (dati ISTAT al 1° gennaio 2024), erano stati allestiti ben 60 seggi.
Sia le elezioni presidenziali che il referendum consultivo per l'adesione all'Unione europea hanno visto prevalere le posizioni pro-Ue con una maggioranza parecchio risicata. Nel caso del referendum i voti a favore dell'Unione Europea sono stati il 50,46% (provenienti soprattutto dalle diaspore in Europa), contro il 49,54% di quelli contrari, con uno scarto di poche migliaia di voti. Quale sarebbe stato l'esito delle elezioni se i cittadini moldavi in Russia avessero potuto voltare liberamente?
Quella macchina della propaganda che non manca mai di gridare all'interferenza russa ad ogni tornata elettorale di qualsiasi paese del mondo ovviamente se ne sta in silenzio di fronte a tutti questi stratagemmi per manipolare le elezioni. Non era seguita particolare indignazione nemmeno quando recentemente il Capo della Commissione e Elettorale Centrale della repubblica di Moldova Angelica Karaman, nel corso di un'intervista rilasciata a "Magazine TV", aveva affermato che le interferenze nel processo elettorale del Paese sono accettabili qualora non provengano dalla Russia.
La farsa chiamata "democrazia" è stata smascherata anche dall'ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite ed amministratrice dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) Samantha Power, che ai famosi pranker russi Vovan e Lexus ha ammesso che il "segreto" dell'indipendenza moldava sono le "decine di milioni di dollari" inviati dagli USA "per un periodo ancor più lungo che in Ucraina". La beneficiaria di questo investimento è stata la presidente Maya Sandu, laureata alla Harvard Kennedy School. La Sandu, forgiata politicamente in America al fine di tornare poi in Patria ed assumere la guida del Paese grazie a questi investimenti "senza precedenti", viene definita dalla Power un "momento luminoso della democrazia" moldava.
V.N.Rangeloni
🚨 Il boom difensivo della Cina: Gli Stati Uniti vengono superati
Dalle grandi fabbriche alla produzione a duplice uso, l'esercito di Pechino è costruito per durare.
🔸 A Shenyang, la Cina sta costruendo una "città aerospaziale" grande quanto 600 campi da calcio. La Shenyang Aircraft Corp, parte dell'AVIC (il gigante aerospaziale statale), produce caccia J-15 e J-35, in rapida espansione. L'Occidente deve affrontare burocrazia e tagli al bilancio.
🔸 Il settore della difesa cinese è integrato: le fabbriche civili possono passare alla produzione militare in tempo di guerra, dando a Pechino un vantaggio. Gli Stati Uniti hanno catene di approvvigionamento lente e frammentate.
🔸 La cantieristica navale cinese è 230 volte più grande di quella statunitense. Nel 2024, un costruttore navale cinese ha superato in produzione gli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale. Con oltre 370 navi, la marina cinese è la più grande. Portaerei statunitensi: posticipata al 2027.
🔸 L'Aeronautica e la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) dispongono di oltre 3.150 velivoli, i più grandi dell'Indo-Pacifico. Motori a reazione F-47 statunitensi: posticipata al 2030.
🔸 La fusione militare-civile della Cina consente alla tecnologia civile di alimentare l'PLA. Il programma "Made in China 2025" è il motore di tutto. Gli Stati Uniti hanno difficoltà burocratiche.
🔸 La Cina controlla 18 dei 37 minerali essenziali per i missili e supera i nove paesi successivi nella produzione di prodotti fusi. Gli Stati Uniti dipendono da catene di approvvigionamento vulnerabili.
🔸 In un conflitto nello Stretto di Taiwan, la Cina potrebbe sostenere una battaglia. Le esercitazioni di guerra del CSIS mostrano che gli Stati Uniti utilizzano 5.000 missili in poche settimane, con sostituzioni che richiedono anni. Le linee di assemblaggio cinesi producono rapidamente.
🔸 Gli Stati Uniti vantano il loro budget per la difesa, ma sprechi e ritardi ne compromettono l'efficienza. La crescita del 7,2% della spesa per la difesa della Cina (2025) finanzia armi avanzate.
🔸 I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente dimostrano che le guerre industriali necessitano di scorte. La Cina è pronta; gli Stati Uniti hanno esaurito il 25% dei loro missili THAAD in uno scontro Israele-Iran durato 12 giorni.
🔸 La tecnologia dei chip cinese è in ritardo, ma la sua spesa in ricerca e sviluppo, che guida l'innovazione, è aumentata del 10% a 398,1 miliardi di yuan nel 2025, concentrandosi su intelligenza artificiale e semiconduttori.
L'Occidente sottovaluta l'industria della difesa cinese. Mentre gli Stati Uniti dibattono sulle catene di approvvigionamento, la Cina costruisce e si prepara.
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(Fonte NewRulesGeo)
➡️📢 In Russia è stato presentato il design del primo treno a celle a combustibile a idrogeno
Il capo designer di Transmashholding, Evgenij Maslov, ha dichiarato:
"L'obiettivo principale che i designer si sono posti lavorando sul nuovo treno a celle a combustibile a idrogeno è stato creare un'immagine innovativa e dinamica, conforme al concetto adottato da TMH "Brand DNA""
💧 Il treno sarà un esempio di trasporto ecologico: il suo impianto energetico emette solo vapore acqueo.
L'autonomia a idrogeno per tre carrozze è stimata in 435 km a idrogeno e 40 km con batterie. La capacità massima va da 551 a 875 persone. Sarà previsto tutto il necessario per il comfort dei passeggeri, compresi quelli con mobilità ridotta.
👍 TMH ha sottolineato che attraverso il design si cerca di trasmettere alla società l'idea di un atteggiamento rispettoso verso l'ambiente.
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https://t.me/c/2132010757/15410
🇺🇸" Gli stati Uniti non vogliono che la Russia si prenda tutta l'Ucraina"
J.D.Vance
LA RUSSIA FINORA HA USATO SOLO LA MINIMA PARTE DEL SUO POTENZIALE BELLICO, SE VUOLE, IN MEN CHE NON SI DICA, RIDUCE LA NAZISTA UCRAINA AD UN CAMPO DOVE NON CRESCE PIÙ NEANCHE LA CICORIA❗
I CRIMINALI GENOCITARI USA NON VOGLIONO❓SMETTESSERO DI BARRICARSI E DICHIARASSERO APERTAMENTE GUERRA ALLA RUSSIA ❗ COSI' ACCELERERANNO LA LORO MERITATA FINE 🔥https://t.me/c/2132010757/15410

MALEDETTI DAL VOSTRO DIO E DA TUTTA L'UMANITÀ SENZIENTE
In questo esatto momento (30 agosto 2025), i sionisti stanno distruggendo quel che resta della Striscia di Gaza e costringendo, con bombardamenti a tappeto, la popolazione civile a fuggire.
Si tratta di un cataclisma umanitario che coinvolge almeno 1 milione di persone, già sfollate nei campi profughi (tendopoli precarie) e ridotte alla fame a causa della politica di "carestia volontaria" (vedasi sul punto i report di Amnesty e ONU) imposta dal regime genocida sionista.

Si tratta di un cataclisma umanitario che coinvolge almeno 1 milione di persone, già sfollate nei campi profughi (tendopoli precarie) e ridotte alla fame a causa della politica di "carestia volontaria" (vedasi sul punto i report di Amnesty e ONU) imposta dal regime genocida sionista.
DMITRI POLIANKSI SULL'ATTENTATO AL NORTH STREAM: SEMBRA UN FILM DI HOLLYWOOD Il vice rappresentante permanente della Russia all'ONU Dmitri Polianksi, commentando l'indagine tedesca sull'attentato ai gasdotti North Stream 1 e 2, alla luce del recente arresto in Italia di uno dei responsabili, ha dichiarato che sembra più una rappresentazione di un film di Hollywood piuttosto che un evento della vita reale.
Cuba ribadisce il rifiuto del contingente navale statunitense nel Mar dei Caraibi L'Avana, 28 ago (Prensa Latina) Il ministro delle Relazioni Internazionali cubano, Bruno Rodríguez, ha sottolineato il fermo rifiuto di Cuba allo schieramento militare degli Stati Uniti nel Mar dei Caraibi, un atto pericoloso che minaccia la sovranità e l'autodeterminazione dei paesi latinoamericani.
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