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martedì 5 agosto 2025

Il circolino virtuoso: con i soldi della UE, gli oligarchi ucraini si comperano la Sardegna.

 

 

 

 

🇨🇳🇺🇸 LA CINA BLOCCA LE FORNITURE DI MINERALI CRITICI ALLE AZIENDE OCCIDENTALI DELLA DIFESA — The Wall Street Journal

🔴Oltre 80.000 componenti utilizzati dal Pentagono contengono minerali soggetti a restrizioni all'esportazione cinesi. La politica della RPC potrebbe causare gravi problemi alle Forze Armate statunitensi, — afferma il The Wall Street Journal (WSJ).

🗣«La Cina limita il flusso di minerali critici alle aziende occidentali della difesa, ritardando la produzione e costringendo le aziende a cercare in tutto il mondo riserve di minerali necessari per produrre di tutto, dalle munizioni ai caccia», -ha dichiarato il WSJ.

⚫️Alcuni materiali necessari all'industria della difesa occidentale ora vengono venduti a un prezzo cinque o più volte superiore rispetto a prima dell'introduzione delle restrizioni da parte della RPC

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"QUESTA È LA NUOVA REALTÀ"

Medvedev: attendetevi nuovi passi dopo la revoca della moratoria sil trattato INF

"La dichiarazione del Ministero degli Esteri russo sulla revoca della moratoria sul dispiegamento di missili a medio e corto raggio è il risultato della politica anti-russa dei paesi della NATO. Questa è una nuova realtà con cui tutti i nostri oppositori dovranno fare i conti. Aspettatevi ulteriori passi avanti", ha scritto Medvedev.



#ThisIsNotForMe
#NonInMioNome

Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
🇷🇺🇬🇧💥 Il Servizio di Intelligence Estero della Russia (SVR) ha lanciato un allarme riguardo a un attentato terroristico in fase di preparazione nelle acque internazionali.

Secondo quanto riferisce l'SVR, i servizi segreti britannici starebbero pianificando, con il coinvolgimento dei loro alleati della NATO, un'operazione su larga scala contro la cosiddetta "flotta ombra" della Russia.

Il punto di partenza della campagna, secondo i piani elaborati a Londra, dovrebbe essere un incidente ad alto impatto che coinvolga una o più petroliere. L'obiettivo sarebbe quello di organizzare un grave sabotaggio, i cui danni giustificherebbero la classificazione del trasporto di petrolio russo come una minaccia per la navigazione internazionale.

In tal modo, l'Occidente otterrebbe una sorta di "carta bianca" per adottare qualsiasi misura ritenuta necessaria a contrastare questa presunta minaccia. Tra le ipotesi più estreme, vi sarebbe persino l'intercettazione di navi "sospette" in acque internazionali e il loro trasferimento forzato verso porti appartenenti a Paesi NATO.

L'intelligence russa segnala due possibili scenari, considerati come casus belli (motivi per un'escalation):

1⃣ Il primo scenario prevede l'organizzazione di un incidente che coinvolga una petroliera "scomoda" in uno dei passaggi marittimi strategici, come uno stretto. Secondo Londra, una fuoriuscita di petrolio e il conseguente blocco della navigazione fornirebbero ai Paesi NATO una giustificazione "sufficiente" per introdurre ispezioni straordinarie alle imbarcazioni, ufficialmente per motivi di sicurezza marittima e tutela ambientale.

2⃣ Il secondo scenario contempla l'incendio premeditato di una petroliera durante le operazioni di carico in un porto di un Paese alleato della Russia. L'incendio, che si prevede provochi danni gravi all'infrastruttura portuale e alle navi vicine, renderebbe necessaria un'indagine internazionale.

👉 L'esecuzione di entrambe le operazioni verrebbe affidata, secondo l'SVR, ai servizi di sicurezza ucraini. Il loro coinvolgimento, unito alla presunta incapacità di occultare le prove, offrirebbe al Regno Unito una comoda copertura e una garanzia di impunità.

Il momento dell'eventuale attacco verrebbe scelto con attenzione per massimizzarne l'impatto mediatico e usarlo come leva di pressione sull'amministrazione di Donald Trump. L'obiettivo strategico sarebbe spingere Washington, anche contro i propri interessi nazionali, a imporre sanzioni secondarie più severe agli acquirenti di energia russa, presentandoli come "responsabili indiretti della tragedia".

@Unaltropuntodivista

 


 


Cassazione 2025 – la sentenza affronta un aspetto centrale del diritto del lavoro relativo alla perdita del diritto alle ferie annuali. La decisione chiarisce che, affinché si produca la perdita di tale diritto, è necessario che il datore di lavoro dimostri di aver effettivamente invitato il lavoratore a godere delle ferie maturate.

 

lunedì 4 agosto 2025