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giovedì 28 agosto 2025

 







 




Meeting Rimini: Bindi, Meloni è stata più abile che bugiarda

Consiglio di Stato 2025 - Il Consiglio di stato è stato chiamato a pronunciarsi sul ricorso di un operaio – assunto nel 1992 come xxxx e poi impiegato dal 2001 all’incenerimento di fascicoli segretati per la Presidenza del Consiglio – che ha sviluppato una patologia cronica a cellule capellute. Dopo il rigetto del TAR Lazio, l’interessato ha impugnato dinanzi al supremo giudice amministrativo il mancato riconoscimento della patologia come malattia professionale e ha ottenuto l’accoglimento del reclamo contro Palazzo Chigi e il Ministero dell’Economia.

 


Sei matto disturbare i sionisti mentre compiono un genocidio?

 

A Kiev sono stati eliminati istruttori stranieri della NATO. L'area è stata isolata, sul posto opera la SBU.

 




Guarda "‼️URGENTE‼️LA NATO HA BOMBARDATO LA RUSSIA DIRETTAMENTE. " su YouTube

Demoni dell’Est e Angeli dell’Ovest (a cura di Enrico Corti)

 


mercoledì 27 agosto 2025

🇮🇹 L'Italia alla Spasskaya Tower 🇷🇺

Sullo sfondo del Cremlino è tornato il festival Спасская башня, che ogni anno trasforma la Piazza Rossa in un grande palcoscenico di musica, luci e coreografie.

Ogni delegazione è stata presentata come "amica della Russia". Nessuna sorpresa per Bielorussia, Mongolia o Serbia… ma quando è entrata la rappresentativa italiana l'applauso è diventato entusiasmo.

Gli Sbandieratori Storici delle Contrade di Cori (Latina) hanno riportato il tricolore italiano accanto a quello russo: un gesto simbolico che dimostra come molti italiani non si riconoscano nella russofobia dell'UE.

Un atto di coraggio, simile a quello dell'artista napoletano Jorit, perseguitato in patria per i suoi murales e perfino minacciato di sanzioni da Bruxelles.

🎺 Il festival prosegue fino al 31 agosto: musica militare, danze popolari, giochi di luci e la presenza di artisti da tutto il mondo.

🔗 Leggi l'articolo completo: ir-press.ru

📹 Noi eravamo presenti all'inaugurazione: guarda il reportage completo con le esibizioni sul nostro canale YouTube.

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Amici miei
Di Marco Travaglio

Se fossi ucraino, sarei terrorizzato dagli amici dell'Ucraina. Tipo gli amorevoli europei che in 1275 giorni di invasione non le hanno mai dato un solo soldato, però giurano solennemente che gliene daranno centinaia di migliaia, forse milioni, se e quando eventualmente venisse di nuovo invasa. Tanto, ove mai accadesse, l'ingrato compito di morire per Kiev non toccherebbe a loro, che non sanno se arrivano a Natale, ma a chi verrà dopo. Il quale naturalmente direbbe: "Mai promesso nulla. Mai conosciuto Macron, Starmer, Merz, Tusk e quell'altra, come si chiama? Ah, sì, Kallas". Quindi, quando ci promettono "garanzie di sicurezza", penso: ma se non ce le avete date in 42 mesi di invasione, perché mai dovremmo credere che ce le darete in caso di eventuali invasioni future?

Poi andrei a leggermi il famoso articolo 5 del Trattato Atlantico, quello che i famosi amici – da un'idea della Meloni – vorrebbero estendere a Kiev lasciandola fuori dalla Nato. E scoprirei che, in caso di aggressione a un membro della Nato, ciascuno degli altri lo "assisterà" con "l'azione che giudicherà necessaria, compreso l'uso della forza armata". Già oggi nessuno è obbligato a entrare in guerra col membro aggredito: figurarsi domani con un non membro. E poi, in teoria, tutti i Paesi del mondo rischiano di essere attaccati: perché l'art. 5 della Nato senza la Nato dovrebbe spettare solo a noi?

Mi domanderei perché mai la Russia, se le riconoscessimo le regioni occupate, dovrebbe ritirarsi oggi per tornare a invaderci domani. E mi verrebbe in mente che, se i filorussi passassero sotto Mosca e non votassero più in Ucraina, il nostro elettorato diverrebbe in maggioranza nazionalista e antirusso. E potremmo ritrovarci al governo i fascio-nazisti dell'Azov o di Pravyj Sektor. Cioè potremmo essere noi ad attaccare la Russia, con qualche bravata dannunziana tipo l'attentato ai gasdotti North Stream o l'invasione a Kursk. A quel punto l'aggressore saremmo noi e le garanzie di sicurezza spetterebbero ai russi.

Così mi ripasserei la storia recente. E scoprirei che i nostri "amici" per vent'anni ci hanno indotti a renderci inaffidabili ai russi e a metterci nel loro mirino violando tutti i patti: l'impegno del 1991 alla neutralità con l'annuncio di adesione alla Nato (ora passata in cavalleria), due golpe contro il presidente neutralista Janukovich e – dopo il secondo – l'attacco militare al Donbass ribelle; gli accordi di Minsk 2014-'15 per l'autonomia e il cessate il fuoco in Donbass con 8 anni di guerra civile; e, nel marzo 2022, il ritiro dal negoziato di Istanbul a pochi passi dall'accordo con la Russia.

Con questi amici, quasi quasi rivaluterei i nemici. Che sono feroci, spietati e pure stronzi, ma almeno sono gente seria. E i loro amici li garantiscono fin troppo.

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