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venerdì 27 febbraio 2026

Iran, parole Trump su missili non supportate da intelligence Usa

Iran, parole Trump su missili non supportate da intelligence Usa Iran, parole Trump su missili non supportate da intelligence Usa Ci vogliono almeno 10 anni per realizzare missile capace di colpire Usa Roma, 27 feb. (askanews) - L'affermazione del presidente americano Donald Trump secondo cui l'Iran potrebbe avere "presto" missili capaci di colpire gli Stati Uniti non è supportata dai rapporti dell'intelligence statunitense. E' quanto riportano i media americani, analizzando il discorso sullo stato dell'unione tenuto da Trump due giorni fa al Congresso. "Hanno già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi all'estero, e stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti d'America", ha detto Trump. L'emittente Nbc ha sottolineato che "è stata la la prima volta che il presidente o qualsiasi altro funzionario statunitense ha presentato l'Iran come pronto a sviluppare un missile balistico intercontinentale (Icbm)", aggiungendo che i vertici dell'esercito e dell'intelligence non hanno mai pubblicamente lanciato moniti su una "minaccia imminente dovuta a un possibile programma Icbm". L'emittente ricorda quindi che nel rapporto della Defense Intelligence Agency del 2025 si afferma che l'Iran "dispone di veicoli di lancio spaziali che potrebbe utilizzare per sviluppare un Icbm militarmente valido entro il 2035, qualora Teheran decidesse di sviluppare tale capacità". E due fonti sentite dalla Reuters hanno precisato che non ci sono state modifiche rispetto a questa valutazione dello scorso anno. (Segue) Sim 20260227T094934Z  

Iran, parole Trump su missili non supportate da intelligence Usa -2-
Iran, parole Trump su missili non supportate da intelligence Usa -2- Iran, parole Trump su missili non supportate da intelligence Usa -2- Roma, 27 feb. (askanews) - Anche il New York Times ha riferito che le agenzie di intelligence americane ritengono che l'Iran sia probabilmente ad anni di distanza dal possedere missili in grado di colpire gli Stati Uniti. All'indomani del discorso di Trump, Teheran ha parlato di "grandi bugie" sia riguardo al programma missilistico, che a quello nucleare. E in un'intervista concessa India Today TV, alla vigilia del terzo round di colloqui con gli Stati Uniti, il ministro degli Esteri iranioano, Abbas Araghchi, ha affermato che Teheran "non sta sviluppando missili a lungo raggio". "Abbiamo intenzionalmente limitato la gittata sotto i 2000 chilometri - ha aggiunto - non vogliamo che diventi una minaccia globale. Li abbiamo solo per difenderci. I nostri missili creano deterrenza". Sim 20260227T094941Z


- ==De Cataldo, 'Dopo Rogoredo lo scudo penale si è rivelato un clamoroso autogol'

==De Cataldo, 'Dopo Rogoredo lo scudo penale si è rivelato un clamoroso autogol' 'Il governo difende i poliziotti e vuole rimettere in riga i magistrati' (ANSA) - ROMA, 27 FEB - "Dopo Rogoredo lo scudo penale promosso da Piantedosi si è rivelato un clamoroso autogol della destra: ora è rimasto solo un suo fantasma. Resta comunque una legge-manifesto di un intento politico di cui non c'era bisogno". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, Giancarlo De Cataldo, scrittore ed ex magistrato. "Le indagini - aggiunge - che si svolgono nelle prime ore sono fondamentali. Nel caso di un poliziotto indagato, la protezione dell'avviso di garanzia serve a far entrare nel processo il materiale probatorio raccolto proprio nelle fasi iniziali delle indagini. Materiale che deve essere messo al sicuro nelle dovute forme. Andare in tivù a gridare 'siamo sempre a favore delle forze dell'ordine' non serve a nulla. Occorre invece tutelare la polizia mediante la raccolta delle prove". "Oggi - afferma ancora De Cataldo - il conflitto tra giudici e politica è globale. In alcune democrazie occidentali si sta cominciando a pensare che i limiti imposti dal potere giudiziario siano dannosi poiché rallentano le normali attività politiche". "Il conflitto fra politica e magistratura nel Bel Paese ha una lunga storia - afferma ancora De Cataldo -. Ora questa seconda opzione, per così dire 'americana', sta cercando la rivincita pure da noi. Mentre i poliziotti vengono difesi dal governo, i magistrati vengono attaccati e il discorso sottinteso è che bisogna metterli al posto loro. In questa linea si colloca il provvedimento sulla separazione delle carriere" conclude. (ANSA). 

Epstein: Gb, ministero Difesa indaga su uso basi militari Raf =

AGI0041 3 EST 0 R01 / Epstein: Gb, ministero Difesa indaga su uso basi militari Raf = (AGI) - Roma, 27 feb. - Il ministero della Difesa britannico ha avviato un'indagine per verificare se le basi della Royal Air Force (Raf) siano state utilizzate dal faccenderie pedofilo americano Jeffrey Epstein. Si prevede che l'indagine, riportata per prima dal Telegraph, analizzera' registri ed e-mail, mentre il segretario alla Difesa John Healey avrebbe ordinato ai funzionari di esaminare ogni carta per stabilire se il defunto molestatore sessuale abbia fatto atterrare il suo jet privato in siti militari durante la sua visita nel Regno Unito. Una fonte del ministero della Difesa, come riporta Bbc, ha affermato che "perseguira' senza pieta' qualsiasi informazione che possa far luce su questo scandalo". La notizia arriva dopo che l'ex primo ministro Gordon Brown ha chiesto un'indagine della polizia per accertare se l'ex principe Andrew Mountbatten-Windsor avesse utilizzato le basi della Raf per incontrare Epstein. Brown ha affermato di aver presentato un dossier di cinque pagine a diverse forze di polizia del Regno Unito, tra cui la Polizia metropolitana, del Sussex e della valle del Tamigi, fornendo informazioni nuove e aggiuntive tratte da documenti relativi a Epstein pubblicati negli Stati Uniti. Domenica scorsa, il Sunday Telegraph aveva riferito che l'ex primo ministro avrebbe espresso preoccupazione per un volo che Epstein aveva effettuato su un jet Gulfstream atterrato alla base aerea della Raf Marham nel Norfolk nel dicembre 2000. La base si trova a circa 32 chilometri dalla tenuta di Sandringham. L'anno scorso, un'inchiesta della Bbc ha stabilito che circa 90 voli collegati a Epstein erano arrivati e partiti da aeroporti del Regno Unito, alcuni dei quali con a bordo donne britanniche che affermavano di aver subito abusi. (AGI)All 270741 FEB 26  

- Orban consulterà il premier Fico su nuove misure contro l'Ucraina

Orban consulterà il premier Fico su nuove misure contro l'Ucraina 'Da Zelensky decisione politica, riavvii subito le forniture di petrolio' (ANSA) - BRUXELLES, 27 FEB - Nella sua consueta intervista a Radio Kossuth, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha annunciato che in giornata terrà delle consultazioni con il premier slovacco Robert Fico per discutere "ulteriori misure congiunte" da adottare per riavviare il trasporto di petrolio attraverso l'oleodotto dell'Amicizia. "Il rifiuto" di Kiev di riavviare le consegne di petrolio "continua a mettere a repentaglio la sicurezza energetica dell'Ungheria. Le spedizioni di petrolio devono riprendere immediatamente" ha intimato il premier. Orban ha ribadito le accuse contro Volodymyr Zelensky, sostenendo che "l'oleodotto è operativo" e che "le consegne di petrolio all'Ungheria non sono riprese a causa di una decisione politica" del presidente ucraino. "Sappiamo che gli ucraini sono capaci di tutto, non è un caso che soldati e polizia siano stati schierati a guardia delle strutture chiave", ha sottolineato il primo ministro, aggiungendo che "l'Ucraina è il Paese che ha fatto esplodere il gasdotto Nord Stream". (ANSA). 

STAMINALI: SICURA PRIMA TERAPIA IN UTERO PER RIPARARE SPINA BIFIDA FETALE, STUDIO =

AKS0077 7 MED 0 AKS STAMINALI: SICURA PRIMA TERAPIA IN UTERO PER RIPARARE SPINA BIFIDA FETALE, STUDIO = Milano, 26 feb. (Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 00.30 DI DOMANI) - E' la prima terapia con cellule staminali in utero per la riparazione della spina bifida fetale, spiegano gli esperti, la prima volta che staminali viventi vengono utilizzate sulla colonna vertebrale danneggiata di un feto. E uno studio clinico di fase 1, pubblicato su 'The Lancet', ha dimostrato che è un approccio sicuro, in combinazione con la chirurgia fetale standard prima della nascita. Un approccio sicuro e promettente per il trattamento della forma grave, il mielomeningocele, e potrebbe potenzialmente portare a migliori risultati di salute per i bambini. La spina bifida è una malformazione congenita che fa sì che il midollo spinale non si sviluppi correttamente, lasciandone una parte esposta. Ciò può causare problemi di salute permanenti, tra cui paralisi, difficoltà a camminare e problemi di controllo della vescica e dell'intestino. Gli attuali trattamenti prevedono un intervento chirurgico durante la gravidanza per chiudere l'apertura e questo può ridurre alcune complicanze, ma spesso non previene tutti i problemi neurologici. Nello studio, 6 donne in attesa di un bimbo a cui era stata diagnosticata la spina bifida sono state sottoposte a un intervento chirurgico fetale standard, al quale è stato aggiunto un ulteriore passaggio in cui i chirurghi hanno applicato cellule della placenta, chiamate staminali mesenchimali derivate dalla placenta (Pmsc), direttamente sul midollo spinale esposto durante l'intervento. Queste cellule sono note per la loro capacità di ridurre l'infiammazione, promuovere la guarigione e proteggere il tessuto nervoso. Tutti e sei i bambini, nati tra luglio 2021 e dicembre 2022, presentavano riparazioni spinali intatte e non mostravano segni di infezione, crescita anomala dei tessuti o formazione di tumori. Le risonanze magnetiche post-parto hanno confermato che le anomalie cerebrali associate alla spina bifida, chiamate ernie del rombencefalo, erano regredite in tutti i casi. Inoltre, spiegano gli autori dello studio, i bambini non hanno manifestato gravi effetti avversi attribuibili al trattamento con cellule staminali durante lo studio e durante le cure di follow-up. I piccoli saranno attentamente monitorati, con controlli e valutazioni regolari, fino al compimento del sesto anno di età. Questo follow-up a lungo termine aiuterà i ricercatori a confermare che il trattamento con cellule staminali rimane sicuro e migliora la mobilità, la salute e la qualità di vita durante la crescita. (Segue) (Lus/Adnkronos Salute) ISSN 2499 - 3492 26-FEB-26 18:56  
STAMINALI: SICURA PRIMA TERAPIA IN UTERO PER RIPARARE SPINA BIFIDA FETALE, STUDIO (2) =
AKS0078 7 MED 0 AKS STAMINALI: SICURA PRIMA TERAPIA IN UTERO PER RIPARARE SPINA BIFIDA FETALE, STUDIO (2) = (Adnkronos Salute) - Sono in corso ulteriori studi clinici su larga scala e a lungo termine per perfezionare ulteriormente le tecniche chirurgiche e i protocolli di trattamento. Questi lavori mirano a confermare che i bambini che ricevono questa terapia traggono benefici alla nascita, ed hanno una migliore mobilità e una migliore qualità della vita. Durante tutto questo processo, le agenzie regolatorie lavoreranno a stretto contatto con il team di ricerca per monitorarne attentamente la sicurezza e l'efficacia. I ricercatori mirano a far sì che la terapia con cellule staminali diventi un'opzione sicura e standard per la riparazione fetale della spina bifida, offrendo una nuova speranza alle famiglie colpite in tutto il mondo. Gli esperti ritengono che questi risultati rappresentino una pietra miliare nel campo del trattamento con staminali in utero per i difetti congeniti, aprendo la strada a futuri progressi nell'utilizzo di queste cellule durante la chirurgia fetale per trattare altre patologie congenite. (Lus/Adnkronos Salute) ISSN 2499 - 3492 26-FEB-26 18:56 NNNN

giovedì 26 febbraio 2026

- >>>ANSA/ La pace in Ucraina resta lontana. Mosca, 'nessuna scadenza'

>>>ANSA/ La pace in Ucraina resta lontana. Mosca, 'nessuna scadenza' Nuovi colloqui Usa-Kiev. Drone russo si avvicina alla portaerei Charles de Gaulle (di Alberto Zanconato) (ANSA) - MOSCA, 26 FEB - Mosca ha affermato di non avere "scadenze" per arrivare alla pace in Ucraina, alimentando ulteriormente così il pessimismo che si va diffondendo sulla possibilità di una rapida soluzione diplomatica del conflitto. E questo proprio nel giorno in cui a Ginevra sono cominciati nuovi contatti tra una delegazione ucraina e una statunitense in vista di una ripresa prevista dei negoziati trilaterali con i russi la prossima settimana nella città svizzera. "Noi non abbiamo scadenze, abbiamo obiettivi, che stiamo realizzando", ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Un commento fatto poco prima che a Ginevra cominciasse l'incontro degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner con una delegazione ucraina guidata dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Rustem Umerov. Nel pomeriggio l'agenzia Tass ha segnalato l'arrivo nell'albergo dove erano in corso i colloqui anche di Kirill Dmitriev, consigliere presidenziale russo per gli investimenti stranieri. Quet'ultimo ha in programma negoziati separati con gli emissari americani, Una conferma di come il presidente Usa Donald Trump continui ad ancorare il possibile sviluppo delle relazioni economiche a una soluzione del conflitto, come ha sottolineato il Cremlino. "La parte statunitense preferisce ancora unire completamente questi due binari", ha spiegato il portavoce, Dmitry Peskov. Secondo fonti europee a Mosca, i negoziati trilaterali avviati fin da gennaio tra Ucraina, Russia e Usa, prima ad Abu Dhabi e poi a Ginevra, hanno registrato solo "qualche progresso sul monitoraggio di un potenziale cessate il fuoco" futuro. Rimane quindi irrisolta, al momento, la questione territoriale, con la Russia che insiste per acquisire il controllo dell'intera regione del Donbass e il rifiuto posto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le nuove consultazioni in Svizzera sono state precedute, nella notte tra mercoledì e giovedì, da un'ennesima massiccia ondata di attacchi russi. Zelensky ha detto che il nemico ha impiegato 420 droni e 39 missili. "La Russia ha nuovamente dichiarato guerra alle infrastrutture critiche e agli edifici residenziali ordinari", ha accusato il leader ucraino, aggiungendo cahe "decine di persone sono rimaste ferite in attacchi in otto regioni, con infrastrutture prese di mira in diverse aree". Intanto la televisione statale svedese Svt ha lanciato l'allarme per un presunto drone russo che si sarebbe avvicinato alla portaerei francese Charles de Gaulle, attualmente ancorata a Malmoe, in Svezia, e respinto dai sistemi di difesa svedesi. Lo stato maggiore francese ha reso noto che il drone è stato intercettato a 13 chilometri dalla nave, ma non ha confermato che fosse russo. Mosca continua nel frattempo a non risparmiare frecciate agli europei, accusati di volere ostacolare le trattative mediate dagli Usa. Commentando la presenza a margine degli ultimi negoziati a Ginevra, il 17 e 18 febbraio, di funzionari di Paesi europei, Lavrov ha sottolineato che erano presenti a titolo personale "nell'anticamera" della sede dei negoziati. "Nessuno vi sta aspettando, nessuno vi ha invitati a questo tavolo dei negoziati, perché non sapete come comportarvi", ha rincarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. (ANSA). 

REFERENDUM: AVS LANCIA 'VOTA NO A PIENI POTERI', 8 RAGIONI PER RESPINGERE RIFORMA GIUSTIZIA =

REFERENDUM: AVS LANCIA 'VOTA NO A PIENI POTERI', 8 RAGIONI PER RESPINGERE RIFORMA GIUSTIZIA = Bonelli, 'è anche voto su governo, che criminalizza magistratura' - Fratoianni, 'siamo impegnati a vincere, e vinceremo' Roma, 26 feb. (Labitalia) - Alleanza verdi e sinistra, con i suoi leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, presenta le otto ragioni per votare no al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, con uno slogan semplice: "Vota no ai pieni poteri". Con banchetti, volantini e un impegno da parte di tutti - leader, parlamentari, attivisti -, da oggi parte la campagna referendaria per convincere quante più persone a recarsi alle urne e votare no. "Il governo - dice nella conferenza stampa di presentazione a Montecitorio Bonelli - ha creato una campagna ben pianificata di delegittimazione e criminalizzazione dei magistrati" in cui la vicenda di Rogoredo è l'emblema, ma non è neanche l'unico esempio. "La strategia di Meloni è di medio e lungo periodo" ed è dimostrabile tanto nelle parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che vorrebbe eliminare la polizia giudiziaria dalle dipendenze delle procure e assoggettarla all'esecutivo, quanto in quelle del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che invece vorrebbe 'omogeneità nelle procure' e nel disegno di legge presentato in Senato che punta a modificare il Codice di procedura penale. Insomma, "vogliono controllare la magistratura". Il no, che sta rimontando, e il sentiment delle persone è che possa addirittura sorpassare l'altro fronte, è anche un "segnale politico, un voto contro Meloni", perché "è lei che ha politicizzato" il referendum "attaccando la magistratura, facendo cose incredibili", conclude il co-portavoce di Europa verde. Ma quali sono gli otto motivi per votare no secondo Avs? A spiegarli è Fratoianni. "Questa non è una riforma è una 'controriforma'" perché non vengono affrontati i problemi della giustizia. La separazione delle carriere, poi, "c'è già e lo dimostrano i numeri". "Il sorteggio - dice ancora il segretario di Sinistra italiana - è ridicolo oltre che antidemocratico. Aumentano i costi con due Csm, burocrazia a go go. Ci saranno meno tutele per i cittadini di fronte ai potenti". "Non vogliamo i pieni poteri" che la maggioranza vorrebbe "insieme al premierato, così si sposta l'equilibrio dell'assetto repubblicano che porta a un aumento dell'autoritarismo, è una tendenza nel mondo preoccupante, abbiamo bisogno di più contrappesi. Meloni in modo evidente in conferenza stampa di inizio anno ha detto che con questa riforma finalmente i giudici remeranno nella stessa direzione del governo ma non è questo che devono fare, i giudici devono remare nella loro direzione, quella del rispetto della legge", spiega Fratoianni. Che poi lancia la sua sentenza: "Siamo massimamente impegnati per vincere e vinceremo, la maggioranza sente che il Paese sta reagendo e che perderanno perciò sono molto nervosi". (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 26-FEB-26 14:44  

REFERENDUM: AVS LANCIA 'VOTA NO A PIENI POTERI', 8 RAGIONI PER RESPINGERE RIFORMA GIUSTIZIA =

ADN0717 7 POL 0 ADN POL NAZ REFERENDUM: AVS LANCIA 'VOTA NO A PIENI POTERI', 8 RAGIONI PER RESPINGERE RIFORMA GIUSTIZIA = Bonelli, 'è anche voto su governo, che criminalizza magistratura' - Fratoianni, 'siamo impegnati a vincere, e vinceremo' Roma, 26 feb. (Adnkronos) - Alleanza verdi e sinistra, con i suoi leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, presenta le otto ragioni per votare no al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, con uno slogan semplice: "Vota no ai pieni poteri". Con banchetti, volantini e un impegno da parte di tutti - leader, parlamentari, attivisti -, da oggi parte la campagna referendaria per convincere quante più persone a recarsi alle urne e votare no. "Il governo - dice nella conferenza stampa di presentazione a Montecitorio Bonelli - ha creato una campagna ben pianificata di delegittimazione e criminalizzazione dei magistrati" in cui la vicenda di Rogoredo è l'emblema, ma non è neanche l'unico esempio. "La strategia di Meloni è di medio e lungo periodo" ed è dimostrabile tanto nelle parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che vorrebbe eliminare la polizia giudiziaria dalle dipendenze delle procure e assoggettarla all'esecutivo, quanto in quelle del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che invece vorrebbe 'omogeneità nelle procure' e nel disegno di legge presentato in Senato che punta a modificare il Codice di procedura penale. Insomma, "vogliono controllare la magistratura". Il no, che sta rimontando, e il sentiment delle persone è che possa addirittura sorpassare l'altro fronte, è anche un "segnale politico, un voto contro Meloni", perché "è lei che ha politicizzato" il referendum "attaccando la magistratura, facendo cose incredibili", conclude il co-portavoce di Europa verde. (segue) (Poc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 26-FEB-26 14:07  

- Polizia, Pisani inaugura nuovo circuito addestrativo di guida a Roma

Polizia, Pisani inaugura nuovo circuito addestrativo di guida a Roma "Iniziativa molto importante all'interno del percorso formativo" (ANSA) - ROMA, 26 FEB - Inaugurato, alla presenza del capo della polizia Vittorio Pisani, il nuovo circuito addestrativo di guida al Centro polifunzionale-Scuola Tecnica di polizia di Roma. L'area addestrativa è stata rinnovata e aggiornata a nuovi standard ed è un importante ulteriore investimento dimostrazione sulla formazione e nell'addestramento del personale. "Quella di oggi è un'iniziativa molto importante all'interno di un percorso formativo necessario ad evitare i rischi connessi alla guida operativa. A maggior ragione oggi per le difficoltà inerenti ad autovetture sempre più sofisticate: prevenire incidenti e responsabilità legali sono gli obiettivi da perseguire" ha detto Pisani nel suo intervento che si è concluso sottolineando anche la necessità di implementare l'addestramento in zone impervie e boschive. Il nuovo circuito si articola su un tracciato asfaltato lungo circa un chilometro (di cui circa 150 metri con fondo a bassa aderenza), un piazzale asfaltato di circa 4.000 metri quadrati e un percorso di fuoristrada di circa un chilometro, al cui interno ci sono zone per la guida su fango, sabbia, tronchi e pendenze elevate. È presente anche un'aula didattica per lo svolgimento delle sessioni teoriche di aggiornamento. Il circuito è dotato inoltre di un innovativo e performante impianto di innaffiamento artificiale per la simulazione delle situazioni di guida più critiche, compresa la possibilità di attivare veri e propri "muri d'acqua". L'area addestrativa verrà utilizzata per l'organizzazione di seminari sull'addestramento alla guida per operatori della polizia, in particolare quelli impegnati nei servizi di prevenzione e controllo del territorio, con il fine principale di gestire in sicurezza e prudenza anche le situazioni di emergenza. (ANSA).

- >>>ANSA/ Lo scandalo Epstein travolge il presidente del Forum di Davos

>>>ANSA/ Lo scandalo Epstein travolge il presidente del Forum di Davos Norvegia nel giro di ragazze e segreti del faccendiere. Londra indaga sul Lolita Express (di Alessandro Logroscino) (ANSA) - LONDRA, 26 FEB - C'è del marcio in Scandinavia, come in altrove in Europa e in giro per il mondo. A farne salire l'olezzo è il moltiplicarsi delle rivelazioni sullo scandalo nato negli Stati Uniti attorno al profilo luciferino del defunto faccendiere pedofilo newyorchese Jeffrey Epstein. Uno scandalo che investe anche la Norvegia, e una certa immagine di supposto rigore luterano, arrivando a travolgere per ultimo Borge Brende, presidente e ceo del World Economic Forum di Davos, 'salotto buono' per antonomasia della finanza globale e del potere occidentale. L'ex ministro conservatore di Oslo è stato costretto a dimettersi dopo essere stato messo sotto inchiesta per i rapporti intrattenuti a suo tempo con Epstein: una girandola di cene ("di lavoro", a sentir lui) e scambi di messaggi e di dritte andato avanti per anni. Legami da chiarire, alla buon'ora. E che si aggiungono a quelli già emersi a carico di altre figure pubbliche norvegesi di spicco: dalla principessa Mette-Marit, erede al trono dell'89enne re Harald, appena rientrato in patria dopo un ricovero in clinica per un'infezione a Tenerife, la quale per ora se l'è cavata con una dichiarazione di scuse al Paese; al 75enne ex premier laburista (ed ex segretario generale del Consiglio d'Europa) Thorbjorn Jagland, incriminato in patria per corruzione, alla luce degli stretti rapporti d'un tempo con l'amico Jeffrey, e finito poi d'urgenza in ospedale per un "malore" dietro il quale, stando a qualche ricostruzione non ufficiale a tinte gialle rilanciata dai tabloid britannici, potrebbe celarsi "un tentativo di suicidio". Ombre fitte, ma non più fitte di quelle con cui ha iniziato a fare i conti a scoppio ritardato il Regno Unito: dove, se non altro, le indagini si sono messe in moto, come sottolineato nei giorni scorsi dalla famiglia di Virginia Giuffre, vittima di Epstein e grande accusatrice dell'ex principe Andrea morta suicida l'anno scorso, a paragone dell'inazione rimproverata alle autorità giudiziarie degli Usa di Donald Trump. Sull'isola nel mirino restano sia la monarchia, per il coinvolgimento (sfociato nel clamoroso arresto temporaneo della settimana scorsa) dell'ex duca di York e le coperture della casa reale; sia la politica e il governo laburista di Keir Starmer, per la bufera abbattutasi sull'ex ministro Peter Mandelson, vecchio guru del New Labour di Tony Blair ripescato da sir Keir come consigliere occulto e quindi come ambasciatore a Washington, prima delle dimissioni e del recente fermo di polizia seguito a un sospetto piano di fuga verso i Caraibi. Senza contare Sarah Ferguson, ex moglie di Andrea, già dileguatasi all'estero e avvistata negli ultimi giorni in una spa di lusso in Irlanda. Personaggi simbolo di una brutta storia nella quale s'intrecciano le accuse di rivelazioni a Epstein di segreti e informazioni governative riservate e quelle relative al traffico di giovani donne, spesso minorenni, sfruttate dal faccendiere a scopo sessuale e condivise con sodali ricchi e potenti di mezzo mondo. Un traffico passato anche attraverso il territorio britannico, dove la polizia ha acceso i fari formalmente, secondo il Times, su "oltre 60 voli privati" atterrati a Londra o altrove nel Regno in un arco di tempo compreso fra la metà degli anni '90 e il 2019, anno della morte in carcere a New York del burattinaio d'oltre Oceano. In parte sbarcate direttamente dal 'Lolita Express', famigerato jet personale del finanziere, per essere ricevuti da Andrea o da altri vip: talora persino a Buckingham Palace, dove il terzogenito di Elisabetta II e fratello minore di re Carlo III aveva un ufficio con annesso alloggio al tempo del regno di sua madre. Intanto s'indaga pure, sulla base di denunce suffragate dall'ex premier Gordon Brown, sul possibile utilizzo di basi o velivoli militari della Raf da parte di Andrea, allora membro attivo della dinastia e inviato commerciale dei governi britannici fra il 2001 e il 2011, nell'organizzazione di viaggi legati alle sue relazioni con Epstein. Mentre il governo Starmer, impegnato affannosamente a cercare di rifarsi una verginità, fa sapere per bocca della cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, di non escludere la richiesta al fratello del re di un congruo "risarcimento", a tempo debito, per le folli spese di viaggio che egli avrebbe addebitato ai contribuenti durante il periodo dell'incarico da testimonial dei commerci. Massaggi deluxe inclusi. (ANSA). 

GAZA, OGGI FLASH MOB DAVANTI 60 OSPEDALI

9CO1771216 4 CRO ITA R01 GAZA, OGGI FLASH MOB DAVANTI 60 OSPEDALI (9Colonne) Roma, 26 feb - "Per dire no al bando di Israele contro le Ong, no ai ddl antisemitismo e al decreto sicurezza, no alla criminalizzazione del personale sanitario". Si tiene oggi, dalle 13.30 e 14.30, davanti alle 60 strutture ospedaliere e sanitarie in tutta Italia, il flash mob "No liste no bersagli. Solidarietà e cura non sono reato" organizzato dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. "Invitiamo il personale sanitario, cittadine e cittadini, associazioni, comitati a manifestare - si legge in una nota - contro il bando di Israele alle Ong che si rifiutano di consegnare i nomi del personale palestinese; per difendere anche nel nostro Paese il diritto alla cura e alla solidarietà, la libertà di espressione e dissenso. Chiediamo al nostro governo e alla Commissione Europea di intervenire perché Israele ritiri quel bando che va contro il diritto internazionale ed espone operatrici e operatori palestinesi a intimidazioni e violenze. Consegnare quelle liste significherebbe, infatti, consegnare all'esercito israeliano un elenco di possibili bersagli, come si sottolinea nella petizione #NoListeNoBersagli che verrà presentata durante il flash mob e che, insieme a molti altri soggetti italiani e internazionali, abbiamo lanciato su Change.org per chiedere l'immediato stop al bando contro le Ong". (redm) 260827 FEB 26  

Ermal Meta, Israele all'Eurovision? Canterei ancora piu' forte =

AGI0206 3 SPE 0 R01 / Ermal Meta, Israele all'Eurovision? Canterei ancora piu' forte = (AGI) - Sanremo, 26 feb. - "All'Eurovision non credo che mai mi ci manderanno. Detto questo se dovessero rinunciare tutti gli altri 29 big ci andrei perche' questa canzone ha un valore per me e ritengo che sia giusto portarla su quel palco. Non farlo sarebbe come non fare l'ultimo passo". Lo dice Ermal Meta che con la sua "Stella stellina", il brano portato a Sanremo, racconta la storia di una bimba palestinese uccisa dai bombardamenti a Gaza. "Israele e' bene che ci sia nel mio caso. Se c'e', canterei questa canzone ancora piu' forte. Questo e' il mio compito", spiega il cantante in conferenza stampa all'Ariston. (AGI)Nat 261059 FEB 26