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giovedì 26 febbraio 2026

- >>>ANSA/ Lo scandalo Epstein travolge il presidente del Forum di Davos

>>>ANSA/ Lo scandalo Epstein travolge il presidente del Forum di Davos Norvegia nel giro di ragazze e segreti del faccendiere. Londra indaga sul Lolita Express (di Alessandro Logroscino) (ANSA) - LONDRA, 26 FEB - C'è del marcio in Scandinavia, come in altrove in Europa e in giro per il mondo. A farne salire l'olezzo è il moltiplicarsi delle rivelazioni sullo scandalo nato negli Stati Uniti attorno al profilo luciferino del defunto faccendiere pedofilo newyorchese Jeffrey Epstein. Uno scandalo che investe anche la Norvegia, e una certa immagine di supposto rigore luterano, arrivando a travolgere per ultimo Borge Brende, presidente e ceo del World Economic Forum di Davos, 'salotto buono' per antonomasia della finanza globale e del potere occidentale. L'ex ministro conservatore di Oslo è stato costretto a dimettersi dopo essere stato messo sotto inchiesta per i rapporti intrattenuti a suo tempo con Epstein: una girandola di cene ("di lavoro", a sentir lui) e scambi di messaggi e di dritte andato avanti per anni. Legami da chiarire, alla buon'ora. E che si aggiungono a quelli già emersi a carico di altre figure pubbliche norvegesi di spicco: dalla principessa Mette-Marit, erede al trono dell'89enne re Harald, appena rientrato in patria dopo un ricovero in clinica per un'infezione a Tenerife, la quale per ora se l'è cavata con una dichiarazione di scuse al Paese; al 75enne ex premier laburista (ed ex segretario generale del Consiglio d'Europa) Thorbjorn Jagland, incriminato in patria per corruzione, alla luce degli stretti rapporti d'un tempo con l'amico Jeffrey, e finito poi d'urgenza in ospedale per un "malore" dietro il quale, stando a qualche ricostruzione non ufficiale a tinte gialle rilanciata dai tabloid britannici, potrebbe celarsi "un tentativo di suicidio". Ombre fitte, ma non più fitte di quelle con cui ha iniziato a fare i conti a scoppio ritardato il Regno Unito: dove, se non altro, le indagini si sono messe in moto, come sottolineato nei giorni scorsi dalla famiglia di Virginia Giuffre, vittima di Epstein e grande accusatrice dell'ex principe Andrea morta suicida l'anno scorso, a paragone dell'inazione rimproverata alle autorità giudiziarie degli Usa di Donald Trump. Sull'isola nel mirino restano sia la monarchia, per il coinvolgimento (sfociato nel clamoroso arresto temporaneo della settimana scorsa) dell'ex duca di York e le coperture della casa reale; sia la politica e il governo laburista di Keir Starmer, per la bufera abbattutasi sull'ex ministro Peter Mandelson, vecchio guru del New Labour di Tony Blair ripescato da sir Keir come consigliere occulto e quindi come ambasciatore a Washington, prima delle dimissioni e del recente fermo di polizia seguito a un sospetto piano di fuga verso i Caraibi. Senza contare Sarah Ferguson, ex moglie di Andrea, già dileguatasi all'estero e avvistata negli ultimi giorni in una spa di lusso in Irlanda. Personaggi simbolo di una brutta storia nella quale s'intrecciano le accuse di rivelazioni a Epstein di segreti e informazioni governative riservate e quelle relative al traffico di giovani donne, spesso minorenni, sfruttate dal faccendiere a scopo sessuale e condivise con sodali ricchi e potenti di mezzo mondo. Un traffico passato anche attraverso il territorio britannico, dove la polizia ha acceso i fari formalmente, secondo il Times, su "oltre 60 voli privati" atterrati a Londra o altrove nel Regno in un arco di tempo compreso fra la metà degli anni '90 e il 2019, anno della morte in carcere a New York del burattinaio d'oltre Oceano. In parte sbarcate direttamente dal 'Lolita Express', famigerato jet personale del finanziere, per essere ricevuti da Andrea o da altri vip: talora persino a Buckingham Palace, dove il terzogenito di Elisabetta II e fratello minore di re Carlo III aveva un ufficio con annesso alloggio al tempo del regno di sua madre. Intanto s'indaga pure, sulla base di denunce suffragate dall'ex premier Gordon Brown, sul possibile utilizzo di basi o velivoli militari della Raf da parte di Andrea, allora membro attivo della dinastia e inviato commerciale dei governi britannici fra il 2001 e il 2011, nell'organizzazione di viaggi legati alle sue relazioni con Epstein. Mentre il governo Starmer, impegnato affannosamente a cercare di rifarsi una verginità, fa sapere per bocca della cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, di non escludere la richiesta al fratello del re di un congruo "risarcimento", a tempo debito, per le folli spese di viaggio che egli avrebbe addebitato ai contribuenti durante il periodo dell'incarico da testimonial dei commerci. Massaggi deluxe inclusi. (ANSA). 

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