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sabato 28 febbraio 2026

Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Russia in relazione all’aggressione armata di Stati Uniti e Israele contro l’Iran La mattina del 28 febbraio le forze armate degli Stati Uniti e di Israele hanno iniziato a lanciare attacchi aerei contro il territorio iraniano.

 


🇷🇺🇮🇷🇮🇱🇺🇸 Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Russia in relazione all’aggressione armata di Stati Uniti e Israele contro l’Iran

La mattina del 28 febbraio le forze armate degli Stati Uniti e di Israele hanno iniziato a lanciare attacchi aerei contro il territorio iraniano.

La portata e la natura dei preparativi politico-militari e propagandistici che hanno preceduto questo passo sconsiderato, compreso il dispiegamento nella regione di un consistente raggruppamento militare statunitense, non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di un atto di aggressione armata premeditato e non provocato contro uno Stato membro sovrano e indipendente dell’ONU, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale.

È inoltre da condannare il fatto che gli attacchi vengano nuovamente condotti sotto la copertura della ripresa del processo negoziale, apparentemente volto a garantire una normalizzazione duratura della situazione attorno alla Repubblica Islamica, e in contrasto con i segnali trasmessi alla parte russa circa la presunta mancanza di interesse israeliano per uno scontro militare con l’Iran.

La comunità internazionale, compresa la leadership dell’ONU e dell’AIEA, è tenuta a fornire immediatamente una valutazione obiettiva e senza compromessi delle azioni irresponsabili mirate a distruggere la pace, la stabilità e la sicurezza in Medio Oriente.

Washington e Tel Aviv hanno ancora una volta intrapreso una pericolosa avventura che sta rapidamente avvicinando la regione a una catastrofe umanitaria, economica e, non si può escludere, radiologica.

Le intenzioni degli aggressori sono chiare e da loro dichiarate apertamente: distruggere l’ordine costituzionale e eliminare la leadership di uno Stato a loro sgradito, che ha rifiutato di sottomettersi al diktat della forza e all’egemonismo. La responsabilità delle conseguenze negative della crisi artificiale, inclusa un’imprevedibile reazione a catena e l’innesco di una spirale di violenza, ricade interamente su di loro.

Vengono apertamente ignorate le gravi conseguenze di questi passi sconsiderati per il regime globale di non proliferazione, la cui pietra angolare è il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Nel contempo, il tandem americano-israeliano si trincera dietro una presunta preoccupazione per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari. I bombardamenti di impianti nucleari sottoposti alle garanzie dell’AIEA sono inammissibili.

In realtà, Washington e Tel Aviv perseguono motivazioni che non hanno nulla a che vedere con il regime di non proliferazione. Non possono non comprendere che, trascinando il Medio Oriente nel vortice di un’escalation incontrollata, di fatto spingono i Paesi di tutto il mondo, in primo luogo nella regione, a dotarsi di mezzi sempre più seri per contrastare le minacce emergenti.

Particolare preoccupazione suscita il carattere seriale dei colpi destabilizzanti inferti dall’Amministrazione statunitense negli ultimi mesi ai pilastri giuridici dell’ordine mondiale, tra cui il principio di non ingerenza negli affari interni, il rifiuto della minaccia o dell’uso della forza e la risoluzione pacifica delle controversie internazionali.

❗️ Chiediamo di riportare immediatamente la situazione nel solco di una soluzione politico-diplomatica. La Russia, come in precedenza, è pronta a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche sulla base del diritto internazionale, del rispetto reciproco e dell’equilibrio degli interessi.

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