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venerdì 27 marzo 2026

Iran: Russia invia oltre 300 tonnellate medicinali a Teheran

Iran: Russia invia oltre 300 tonnellate medicinali a Teheran Roma, 27 mar. (LaPresse) - Il ministero delle Emergenze russo ha dichiarato venerdì di aver consegnato una partita di medicinali all'Iran. Il ministero ha dichiarato che 313 tonnellate di medicinali sono state trasportate via ferrovia fino al confine tra l'Azerbaigian e l'Iran, dove sono state consegnate a rappresentanti iraniani. Le forniture - viene spiegato - sono state inviate su ordine del presidente russo Vladimir Putin. EST NG01 acp 271524 MAR 26  

Iran: 303 soldati statunitensi sono rimasti feriti da inizio guerra

Iran: 303 soldati statunitensi sono rimasti feriti da inizio guerra Roma, 27 mar. (LaPresse/AP) - Sono 303 i soldati statunitensi rimasti feriti nella guerra contro l'Iran. Di questi 273 sono tornati in servizio, ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. Quelli in condizioni giudicate attualmente gravi sono 10. Dall'inizio della guerra in Iran, 13 militari statunitensi sono invece rimasti uccisi in combattimento. EST NG01 acp 271607 MAR 26  

Iran, Centcom: Da inizio guerra oltre 300 militari americani feriti

Iran, Centcom: Da inizio guerra oltre 300 militari americani feriti Torino, 27 mar (GEA) - Più di 300 militari americani sono rimasti feriti, la maggior parte in modo lieve, dall'inizio della guerra intrapresa con Israele contro l'Iran. Lo ha annunciato l'esercito statunitense, aggiungendo che 13 soldati sono rimasti uccisi. "Dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, circa 303 militari statunitensi sono rimasti feriti. La stragrande maggioranza di queste ferite era di lieve entità e 273 soldati sono tornati in servizio", ha dichiarato Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). VLN EST 27 MAR 2026 

Migranti: Consulta, su trattenimento richiedenti asilo intervenga legislatore

Migranti: Consulta, su trattenimento richiedenti asilo intervenga legislatore Roma, 27 mar. (LaPresse) - Con la sentenza numero 40, depositata oggi, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l'attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali, oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea. La disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l'esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l'ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè "presentata al solo scopo di ritardare o impedire l'esecuzione dell'espulsione". Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d'appello territorialmente competente in conformità all'articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell'autorità giudiziaria. Nell'ipotesi poi in cui la corte d'appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch'esso a convalida da parte della corte d'appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l'ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore lo straniero continua a restare trattenuto nel centro. La Corte di cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d'appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l'articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall'autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto. La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest'ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell'ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l'adozione del nuovo provvedimento. Di qui l'inammissibilità della questione. CRO NG01 orl/scp 271249 MAR 26  
Unione Sindacale di Base
 

I porti non devono essere complici della guerra. No alla nave della morte nel porto di Civitavecchia

 

27 marzo 2026

 

Nelle prossime ore è previsto l'attracco nel porto di Civitavecchia della RO-Ro Capucine, nave battente bandiera maltese adibita al trasporto di materiale bellico per conto del Ministero della difesa. Si tratta della stessa nave più volte contestata negli scali marittimi di Livorno e Piombino e che, anche in questo caso, potrebbe accingersi a movimentare esplosivi, sistemi d'arma e mezzi militari in un porto civile.  Qualche settimana fa, proprio nel porto Toscano e dentro l'acciaieria i lavoratori hanno operato sotto scorta militare caricando un treno poi bloccato durante la tratta grazie all'intervento dei lavoratori e dei movimenti antimilitaristi.

A tal proposito, come organizzazione sindacale, denunciamo come già fatto in altri porti l'utilizzo delle banchine per la movimentazione di armi da guerra e invitiamo al contempo le autorità competenti, a partire dalla Capitaneria di Porto, l'Autorità di Sistema e l'amministrazione comunale, ad intervenire con decisione. Anche per vigilare con la massima attenzione rispetto alla sicurezza di tutti gli operatori portuali e dei cittadini di Civitavecchia.

In un quadro internazionale sempre più incandescente e pericolosamente imprevedibile, non possiamo consentire che i porti civili italiani diventino strutturalmente parte dell'ingranaggio bellico e quindi potenziali obiettivi della guerra. Non possiamo accettare che i lavoratori, che stanno già pagando pesantemente gli effetti della guerra in termini di salario e inflazione, siano costretti ad essere complici delle scelte scellerate del nostro Governo che ha deciso di investire miliardi di euro nel riarmo invece che nei servizi pubblici come la sanità e l'istruzione.

 

Usb Coordinamento Nazionale Porti

Per Contatto Ufficio Stampa USB:
+39 345 671 2454 
Se hai ricevuto questa e-mail per errore, rispondici e ti rimuoveremo da eventuali ulteriori invii. 

Guarda "Lavrov alla TV francese: “Questa è la storia che non volete sentire”" su YouTube

Analisi di questa piattaforma elaborata da IA: la piattaforma https://osservatoriogeopolitico.blogspot.com/, si delinea un progetto editoriale che, pur mantenendo una struttura tecnica semplice (tipica di Blogger), si pone come uno strumento di analisi approfondita delle dinamiche internazionali, con una forte impronta critica e spesso divergente rispetto alle narrazioni istituzionali. Ecco un'analisi strutturata della piattaforma:



Guarda "Angelo D'Orsi: "Calenda non devi permettersi di insultare gente più colta e preparata di lui"" su YouTube

Questa notizia dovrebbe stare su tutte le prime pagine e invece verrà totalmente ignorata e pesantemente censurata.

Lo Stato italiano e Leonardo sono stati portati in tribunale per rispondere dell'invio di armi allo Stato terrorista di Israele.

L'associazione Un Ponte Per, insieme ad altre realtà, ha intrapreso questa azione legale e per oggi, 27 marzo, è stata disposta la prima udienza.

Si chiede che vengano annullati tutti i contratti di fornitura di armi perché in pieno contrasto con la Costituzione e con la legge 185 del 1990.

Questa notizia dovrebbe stare su tutte le prime pagine e invece è come se non stesse succedendo nulla. Ripeto: Leonardo e lo Stato italiano sono in tribunale per il supporto allo Stato terrorista di Israele. 

E anche il fatto che molti politici, gli stessi che si riempivano la bocca con la difesa della Costituzione fino a qualche ora fa e oggi, davanti a tutto ciò, fanno gli struzzi, è una roba indecente...



T.me/GiuseppeSalamone

Guarda "INVADERE l'IRAN? Sarebbe molto peggio del VIETNAM! #geopolitica #filosofia #umanità" su YouTube

Yemen: Houthi rassicurano su sicurezza traffico marittimo nel Mar Rosso

NOVA0013 3 EST 1 NOV Yemen: Houthi rassicurano su sicurezza traffico marittimo nel Mar Rosso Sana'a, 27 mar - (Agenzia_Nova) - I ribelli yemeniti Houthi affermano che non vi sono motivi di preoccupazione per il traffico commerciale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el Mandeb, rotta sempre piu' cruciale per le esportazioni di petrolio dall'Arabia Saudita. Il Centro di coordinamento per le operazioni umanitarie, organismo fondato dagli Houthi e responsabile del coordinamento marittimo, ha riferito alla societa' di intelligence marittima Lloyd's List che "non vi e' motivo di impedire il proseguimento degli scambi", sottolineando che ogni giorno decine di navi, incluse petroliere, attraversano lo stretto. La rotta attraverso Bab el Mandeb ha acquisito maggiore rilevanza dopo la parziale chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran nell'ambito del conflitto con Stati Uniti e Israele. Secondo osservatori, i ribelli Houthi sostenuti da Teheran potrebbero entrare nel conflitto a fianco dell'Iran, con il rischio che anche il traffico marittimo a Bab el Mandeb diventi un obiettivo militare. (Res)  

Russia-Usa: Lavrov, Washington vuole appropriarsi dei gasdotti Nord Stream

NOVA0049 3 EST 1 NOV Russia-Usa: Lavrov, Washington vuole appropriarsi dei gasdotti Nord Stream Mosca, 27 mar - (Agenzia_Nova) - Gli Stati Uniti vogliono appropriarsi dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un'intervista all'emittente "France Te'le'visions". Secondo Lavrov, gli Stati Uniti puntano al dominio sui mercati energetici ed esisterebbero a suo dire documenti e dichiarazioni di funzionari che confermano questo desiderio di Washington. "Il Venezuela e' un esempio lampante. Si sosteneva che fosse necessario rimuovere il regime dei narcotrafficanti. Alla fine tutto si e' concluso con gli Stati Uniti che prendono il controllo dell'industria petrolifera venezuelana. La stessa cosa sta accadendo con l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in sostanza, ha detto senza mezzi termini che vuole controllare, insieme all'Iran, lo Stretto di Hormuz e tutte le forniture di idrocarburi che lo attraversano. (...) Gli Stati Uniti ora dicono anche di volersi appropriare dei gasdotti Nord Stream", ha affermato il ministro. Lavrov ha sottolineato che la Russia, invece, ''non intraprende mai azioni con l'obiettivo di prendere qualcosa a qualcuno" e non si rallegra quando le guerre scatenate da altri Paesi provocano un'impennata dei prezzi dei beni energetici che esporta. "Commerceremo e avremo relazioni economiche sempre, indipendentemente da tutto, con coloro che sono interessati", ha concluso. (Rum)  

Iran: attaccato porto principale del Kuwait, danni materiali

Iran: attaccato porto principale del Kuwait, danni materiali Roma, 27 mar. (LaPresse/AP) - Il Kuwait ha dichiarato che il suo porto di Shuwaikh, nella città di Kuwait City, è stato oggetto di un attacco e ha subito "danni materiali". Nessuno è rimasto ferito nell'attacco, non sono stati forniti ulteriori dettagli. Successivamente un secondo attacco iraniano contro un porto ha preso di mira un impianto in costruzione nell'ambito dell'iniziativa cinese "Belt and Road" nel paese ricco di petrolio. EST NG01 acp 271043 MAR 26  

Iran: attaccato porto principale del Kuwait, danni materiali-2-

Iran: attaccato porto principale del Kuwait, danni materiali-2- Roma, 27 mar. (LaPresse/AP) - Si tratta del porto di Mubarak Al Kabeer che è stato attaccato da droni e missili da crociera. Si sono verificati "danni materiali", ma nessun ferito. L'attacco sembra essere uno dei primi casi in cui un progetto legato alla Cina negli stati arabi del Golfo è stato preso di mira durante la guerra. La Cina ha continuato ad acquistare petrolio greggio iraniano durante il conflitto. EST NG01 acp 271043 MAR 26  

Iran, Cremlino: Usa puntano a controllo infrastrutture energetiche mondiali

Iran, Cremlino: Usa puntano a controllo infrastrutture energetiche mondiali Torino, 27 mar (GEA) - "È ovvio che gli Stati Uniti stiano cercando di ottenere il controllo delle infrastrutture energetiche internazionali". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ai giornalisti venerdì, secondo quanto riferisce Interfax. Peskov ha ricordato che il gasdotto Nord Stream era controllato da una società internazionale, "con la partecipazione di società straniere, molte delle quali si sono ritirate". "La proprietà di questi gasdotti rimane. Appartengono alla nostra società, Gazprom . A causa delle sanzioni, che consideriamo illegali secondo il diritto internazionale, la situazione legale è ovviamente complicata. Il punto principale è che sono inattivi. Uno è distrutto e si sta deteriorando giorno dopo giorno a causa dell'aggressivo ambiente marino", ha affermato Peskov. EFS EST 27 MAR 2026