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domenica 29 marzo 2026
M.O.: solidarieta' a Pizzaballa da Ucoii, "Dolore che ci unisce" =
AGI0355 3 CRO 0 R01 / M.O.: solidarieta' a Pizzaballa da Ucoii, "Dolore che ci unisce" = (AGI) - Roma, 29 mar. - L'Unione delle Comunita' Islamiche d'Italia (Ucoii) esprime "profonda indignazione e piena solidarieta' al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e al Custode dei Luoghi Sacri in Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ai quali la polizia israeliana ha impedito stamattina di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme". E' quanto si legge in una nota, che sottolinea: "E' la prima volta da secoli che ai massimi rappresentanti della Chiesa Cattolica in Terra Santa viene negato l'accesso al piu' sacro dei luoghi di culto cristiani. Un atto grave e senza precedenti, che il Patriarcato Latino ha giustamente definito 'una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata' e 'un'estrema violazione dei principi fondamentali di liberta' di culto e rispetto dello Status Quo'. "Siamo profondamente vicini ai nostri fratelli e sorelle del mondo cristiano in questo momento di dolore", dichiara il Presidente Ucoii Yassine Baradai. "Quanto accaduto oggi al Santo Sepolcro - prosegue - ci ferisce come ferisce ogni credente, di qualunque fede. Gerusalemme e' la citta' dove le nostre tradizioni spirituali si incontrano, e quando si impedisce a un uomo di fede di pregare in un luogo sacro, e' la dignita' di tutta l'umanita' a essere calpestata. Noi musulmani viviamo questa stessa sofferenza alla Moschea di Al-Aqsa, dove da anni i fedeli subiscono restrizioni e violazioni del diritto al culto. E' un dolore che ci unisce, e per il quale facciamo appello comune alla comunita' internazionale: la difesa della liberta' religiosa a Gerusalemme e' una causa che ci vede insieme". (AGI)Red/Gav 292119 MAR 26
Salute: la microgravita' ostacola lo sviluppo embrionale =
AGI0150 3 SST 0 R01 / Salute: la microgravita' ostacola lo sviluppo embrionale = (AGI) - Roma, 26 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17.00) La navigazione degli spermatozoi, la fecondazione degli ovuli e lo sviluppo embrionale precoce sono influenzati negativamente dalle condizioni di microgravita'. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Biology, condotto dagli scienziati dell'Universita' di Adelaide. Il team, guidato da Nicole McPherson, ha valutato gli effetti della gravita' simulata su cellule umane, di topo e di maiale. I risultati mettono in luce alcune delle potenziali difficolta' che della riproduzione dei mammiferi in ambienti caratterizzati da microgravita'. (AGI)Sci/Eiz (Segue) 261019 MAR 26
- Rischi per la salute anche dalle particelle delle bioplastiche
Rischi per la salute anche dalle particelle delle bioplastiche (EMBARGO ALLE 19,00) Studio su topi indica che interferiscono con lo sviluppo del feto (ANSA) - ROMA, 26 MAR - (EMBARGO ALLE 19,00) Anche le particelle prodotte durante la degradazione delle bioplastiche pongono rischi per la salute: uno studio condotto su topi indica che questi frammenti nanoscopici possono attraversare la placenta, accumularsi in diversi organi del feto e interferire con il suo sviluppo. La ricerca è stata guidata dalle cinesi Anhui Medical University e Fudan University, ed è stata pubblicata sulla rivista Plos Biology. Secondo i ricercatori, è necessario ripensare l'approccio alle alternative alla plastica, comunicando in modo più chiaro i potenziali rischi ai consumatori, per metterli nelle condizioni di fare scelte più consapevoli. Il materiale più utilizzato attualmente per la realizzazione delle plastiche ecocompatibili è l'acido polilattico o Pla, che è ricavato principalmente dall'amido contenuto in piante come mais e canna da zucchero. Negli ultimi 20 anni la sua diffusione è aumentata esponenzialmente, e per questo motivo gli autori dello studio coordinato da Yichao Huang e De-Xiang Xu dell'Anhui Medical University e da Mingliang Fang della Fudan University hanno voluto investigare i possibili effetti sulla salute delle nanoparticelle prodotte dalla degradazione del Pla. I ricercatori hanno esposto topi gravidi alle particelle, in dosi proporzionali a quelle a cui sono tipicamente esposte le persone. I risultati mostrano che le nanoplastiche attraversano la placenta e si accumulano nel feto. Inoltre, le particelle interferiscono con una via di segnalazione che controlla lo sviluppo dei vasi sanguigni nella placenta, e questo rallenta la crescita del feto. "Ciò che abbiamo scoperto ci ha davvero stupito", commenta Mengjing Wang dell'Università della California a San Francisco, co-autore dello studio. "Anche in uno scenario di esposizione realistico durante la gravidanza, le nanoplastiche possono penetrare la placenta e persino raggiungere il feto". (ANSA).
Scienza: osservata per prima volta nascita capodoglio in natura =
AGI0354 3 SST 0 R01 / Scienza: osservata per prima volta nascita capodoglio in natura = (AGI) - Roma, 26 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17) Per la prima volta, e' stato osservato nel dettaglio il processo di nascita di un capodoglio selvatico. A documentarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati del progetto Cetacean Translation Initiative (CETI). Il team, guidato da Shane Gero e David Gruber, ha descritto la nascita di un capodoglio selvatico, scientificamente Physeter macrocephalus, avvenuta al largo delle coste della Dominica nel luglio 2023. Il gruppo di ricerca ha monitorato un gruppo di 11 esemplari utilizzando droni aerei, registrazioni audio subacquee e fotografie scattate da una nave. Il parto e' durato 33 minuti. I capodogli hanno poi sollevato il piccolo dall'acqua, posizionandolo sulla testa e sul dorso delle femmine adulte. Circa due ore dopo la nascita, il gruppo ha iniziato a disperdersi e il neonato e' rimasto con la madre, la sorellastra e la zia. Durante il parto, gli autori hanno registrato delle vocalizzazioni, probabilmente correlate all'identita' sociale del clan a cui appartengono i membri del gruppo. Gli autori hanno anche osservato dei cambiamenti nelle vocalizzazioni in momenti chiave del parto, tra cui suoni simili alle vocali umane 'a' e 'i'. Tali messaggi potevano essere rilevati a centinaia di metri di distanza, e i ricercatori ipotizzano che possano essere stati uditi da globicefali e delfini, i quali hanno poi interagito con il gruppo di capodogli. Una revisione delle pubblicazioni relative a parti in natura in nove specie di cetacei indica che il sollevamento coordinato del piccolo e' stato documentato solo in altre tre specie di cetacei: la Pseudorca crassidens, o pseudorca, l'Orcinus orca, o comunemente orca, e il beluga, o Delphinapterus leucas. Gli autori ipotizzano che questo comportamento potrebbe risalire a oltre 34 milioni di anni fa, all'ultimo antenato comune di queste specie e potrebbe essersi evoluto per ridurre il rischio di annegamento dei neonati. (AGI)Sci/Sim 261238 MAR 26
- Rischio morte dimezzato per lei se attiva durante la mezza età
Rischio morte dimezzato per lei se attiva durante la mezza età (EMBARGO ALLE 20)Studio su 11mila donne. Ok 150 minuti settimana (ANSA) - ROMA, 26 MAR - (EMBARGO ALLE 20 DI OGGI) Le donne che durante la mezza età sono fisicamente attive hanno un rischio di morte dimezzato: lo rivela un lavoro pubblicato su Plos Medicine, condotto da Binh Nguyen dellaUniversity of Sydney basato sui dati di 11.169 donne nate tra il 1946 e il 1951 (Australian Longitudinal Study on Women's Health). I ricercatori hanno incontrato le partecipanti nove volte tra il 1996 e il 2019, all'incirca ogni tre anni, raccogliendo informazioni sui livelli di attività fisica (l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150 minuti di attività di intensità moderata-vigorosa a settimana). I ricercatori hanno scoperto che il raggiungimento costante delle raccomandazioni Oms durante la mezza età si associa a un rischio di mortalità per tutte le cause pari alla metà di quello delle donne non abbastanza attive. In termini assoluti, l'incidenza di decessi è stata del 5,3% tra le donne che hanno rispettato costantemente le linee guida, rispetto al 10,4% tra quelle che non le hanno rispettate. L'entità dell'effetto è apparsa simile o addirittura maggiore per la mortalità per malattie cardiovascolari e tumori. "Questo studio supporta le crescenti evidenze che dimostrano come il mantenimento di uno stile di vita attivo durante la mezza età apporti benefici alla salute", affermano gli autori. "Le donne dovrebbero essere incoraggiate a rispettare le raccomandazioni sull'attività fisica per tutta la mezza età al fine di ottenere questi benefici". (ANSA).
- >>>ANSA/Usa preparano operazioni di terra. Teheran: 'li bruceremo'
>>>ANSA/Usa preparano operazioni di terra. Teheran: 'li bruceremo' Allo studio settimane di incursioni mirate. Mediatori al lavoro su Hormuz (di Serena di Ronza) (ANSA) - NEW YORK, 29 MAR - Un'operazione di terra lunga settimane fatta di incursioni mirate e non un'invasione vera e propria su larga scala. Il Pentagono lima i piani per la prossima fase della guerra in Iran qualora Donald Trump decidesse per l'escalation. L'Iran si è detto pronto a fronteggiare sul campo gli americani e li ha sfidati: "Li aspettiamo, daremo loro fuoco", minaccia il potente capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Per ora il commander-in-chief sembra comunque preferire l'opzione diplomatica e ha fissato al 6 aprile il suo nuovo ultimatum prima di colpire le centrali elettriche iraniane. A Islamabad sono iniziate le consultazioni dei negoziatori di Pakistan, Turchia, Egitto e Arabia Saudita, concentrate prevalentemente sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz, di cui Teheran avrebbe chiesto il controllo nella risposta al piano per la pace in 15 punti degli Stati Uniti. Allo studio, secondo le indiscrezioni raccolta da Reuters, c'è l'ipotesi avanzata dall'Egitto che prevede l'imposizione nello Stretto di tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita da parte loro potrebbero invece formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran. La riapertura del passaggio è ritenuta centrale dai paesi del Golfo, che devono all'oro nero la loro ricchezza e la loro forza sul palcoscenico mondiale. Se dovesse restare chiuso a lungo i prezzi del greggio schizzerebbero, le loro entrate calerebbero e una recessione globale sarebbe inevitabile. Se le trattative non portassero i risultati sperati da Washington, Trump potrebbe decidere di usare le migliaia di truppe americane arrivate già nell'area nell'ambito dell'operazione Epic Fury. Un ulteriore rafforzamento non è escluso: il Pentagono sta valutando infatti l'invio di altri 10.000 soldati portando il totale a 17.000 uomini pronti a entrare in azione. Una cifra inferiore rispetto ai dispiegamenti per le invasioni di Afghanistan e Iraq, ma sufficiente a portare a termine incursioni mirate. Le truppe infatti potrebbero essere usate per sequestrare o occupare Kharg, dove transita l'80% dell'export petrolifero iraniano. Nel mirino potrebbero finire anche altre sette isolette nello Stretto (Abu Masa, Greater Tunb, Lesser Tunb, Hengam, Qeshm, Larak e Hormuz), chiamate l'"arco di difesa" dell'Iran e ritenute cruciali per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. Nei piani del Pentagono ci potrebbe anche essere l'utilizzo della Delta Force per azioni mirate nell'Iran continentale, quali il sequestro dell'uranio della centrale nucleare di Isfahan, intrappolato sotto terra dopo i bombardamenti americani dello scorso giugno. Operazioni che comportano tutte rischi elevati e fra le quali Trump potrebbe presto decidere. "Non ha alcuna buona opzione a diposizione", hanno riferito alcuni osservatori ai media americani, spiegando come lo schieramento di truppe di terra è una ipotesi reale visto che sarebbe difficile spiegare gli immensi costi sostenuti per spostare le portaerei e i soldati solo per fare pressione e avere maggiore leva al tavolo negoziale. Le alternative a disposizione di Trump al momento appaiono limitate. Da una parte può accettare un accordo di pace imperfetto e uscire dal conflitto o optare per un'escalation che potrebbe costargli cara in casa. Nel piano per la pace in 15 punti presentato dalla Casa Bianca c'è la rinuncia di Teheran all'arma nucleare e all'uranio arricchito e non è ancora chiaro quale sia la linea rossa fissata da presidente. Il tycoon infatti continua a inviare messaggi contrastanti sulla guerra, contribuendo così a spaccare il movimento Maga e mettendo in pericolo le chance di nomination al 2028 di JD Vance. Il vicepresidente ha visto calare dal 61% al 58% le sue preferenze al sondaggio della Cpac, la conferenza dei conservatori durante la quale i giovani repubblicani hanno bocciato il presidente, la guerra e la difesa senza se e senza ma di Israele. Le prime crepe sono emerse anche nel fronte finora compatto dei repubblicani in Congresso, per i quali 'boots on the ground' potrebbero essere il limite da non valicare, neanche per il presidente. (ANSA).
IRAN: GHALIBAF, 'PRONTI A APRIRE IL FUOCO SUI SOLDATI AMERICANI' =
ADN0509 7 EST 0 ADN EST NAZ IRAN: GHALIBAF, 'PRONTI A APRIRE IL FUOCO SUI SOLDATI AMERICANI' = Teheran, 29 mar. (Adnkronos) - Le forze iraniane sono pronte ad "aprire il fuoco" contro i soldati americani qualora dovessero mettere piede sul territorio della Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, accusando gli Usa di parlare pubblicamente di dialogo mentre, a suo dire, starebbero pianificando un attacco di terra. In un messaggio diffuso in occasione della 30esima Giornata nazionale della difesa, Ghalibaf ha affermato che il "nemico" avrebbe sottovalutato la resilienza della società iraniana, sostenendo che i piani per indebolire la Repubblica islamica sarebbero falliti. (Rak/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 29-MAR-26 19:29
IRAN: GHALIBAF, 'PRONTI A APRIRE IL FUOCO SUI SOLDATI AMERICANI' (2) =
ADN0510 7 EST 0 ADN EST NAZ IRAN: GHALIBAF, 'PRONTI A APRIRE IL FUOCO SUI SOLDATI AMERICANI' (2) = (Adnkronos) - Secondo il presidente del Majlis, la guerra sarebbe ora nella sua fase più delicata. Ha quindi accusato Washington di non riuscire a compattare gli alleati europei e ha sostenuto che i simboli della potenza militare americana, dalle armi avanzate alle basi regionali, avrebbero subito "colpi significativi", definendo anche "efficaci e precisi" gli attacchi contro Israele. "Finché gli Stati Uniti cercheranno la sottomissione dell'Iran, la risposta è chiara", ha aggiunto Qalibaf, affermando che il Paese si trova nel mezzo di una "grande guerra globale" e assicurando che Teheran non ne uscirà se non con la vittoria. (Rak/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 29-MAR-26 19:29
Iran: Pentagono prepara operazione di terra. Teheran, siamo pronti/PREVISTO
Iran: Pentagono prepara operazione di terra. Teheran, siamo pronti/PREVISTO Di Andrea CapelloRoma, 29 mar. (LaPresse) - Il Pentagono si starebbe preparando a settimane di operazioni di terra in Iran. Quanto fatto filtrare dai media americani apre scenari di lunga durata per la guerra in corso fra Teheran, Israele e gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump non ha ancora preso nessuna decisione al riguardo ma non vi è dubbio che tale operazione segnerebbe una nuova fase della guerra, potenzialmente molto più pericolosa per le truppe statunitensi. In ogni caso - viene spiegato - non si tratterebbe di un'operazione su vasta scala ma di missioni speciali volte in prima battuta a tentare di prendere il controllo dello stretto di Hormuz. Un'ipotesi che, almeno a parole, non spaventa la leadership iraniana. "I nostri uomini aspettano l'arrivo via terra dei soldati americani per incendiarli e punire per sempre i loro alleati regionali", ha affermato il presidente del parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. Il politico iraniano, dato nei giorni scorsi come possibile negoziatore in eventuali colloqui, ha aggiunto di credere poco a questa possibilità. "Il nemico sta inviando ufficialmente un messaggio di negoziazione ma segretamente sta pianificando un attacco di terra", ha affermato. Intanto su media iraniani circolano le immagini di quello che sarebbe l'aereo statunitense Awacs E-3 rimasto distrutto dopo il raid di Teheran sulla base saudita di Prince Sultan nella giornata di sabato.Sul piano degli sforzi diplomatici a Islamabad si sono riuniti i ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e Turchia. Al termine dell'incontro il titolare della diplomazia pakistana, ha annunciato che "nei prossimi giorni" dovrebbero tenersi colloqui, non è ancora chiaro se diretti o indiretti, fra Washington e Teheran con Islamabad nel ruolo di "facilitatore". Anche se questo scenario si verificasse, secondo fonti informate, le possibilità di giungere a una tregua sarebbero comunque "scarse" in quanto "sia Washington che Teheran avanzano richieste inaccettabili per l'altra parte".Oltre al fronte iraniano resta caldissimo anche quello libanese, dove sono stati superati i 1.200 morti dall'inizio delle ostilità fra Hezbollah e Israele. A tal proposito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu ha dato ordine di "ampliare ulteriormente l'attuale zona di sicurezza" nel sud del Libano visto che Hezbollah "ha ancora la capacità di lanciarci razzi". La situazione rischia infine di diventare sempre più complessa anche nel Mar Rosso dopo l'entrata in guerra delle milizie sciite Houthi dello Yemen. La missione militare Aspides dell'Ue, nata per proteggere le navi mercantili dagli attacchi dei ribelli yemeniti nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden, ha invitato tutte le navi che gravitano nella zona a "procedere con cautela" in quanto le capacità militari degli Houthi sarebbero ancora "consistenti". EST NG01 acp 292037 MAR 26
Iran, Theheran: pronti a scatenare devastazione su militari Usa
Iran, Theheran: pronti a scatenare devastazione su militari Usa Iran, Theheran: pronti a scatenare devastazione su militari Usa "Nostri uomini attendono il loro arrivo" Roma, 29 mar. (askanews) - "Il nemico invia pubblicamente messaggi di negoziazione mentre segretamente pianifica un'invasione di terra, ignaro del fatto che i nostri uomini attendono l'arrivo delle truppe americane, pronti a scatenare la devastazione e a punire per sempre i loro alleati regionali". Lo ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf. Sen 20260329T205512Z
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