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mercoledì 11 marzo 2026

"Li colpiremo così duramente che non sarà possibile per loro o per chiunque altro li aiuti recuperare quella parte del mondo se faranno qualcosa" Trump "O per chiunque altro li aiuti" Attenzione,questa frase dopo la telefonata avuta con Putin per me è indirizzata alla Russia

 

Guarda "Putin aiuterà Trump finito nel pantano iraniano? - Gen. Cesare Dorliguzzo, Umberto Pascali" su YouTube

Guarda "BASTA MISSILI, BASTA DRONI!" su YouTube

Guarda "Peskov denuncia: "Il bombardamento a Bryansk è opera degli inglesi" - Dietro il Sipario - Talk show" su YouTube

“EPSTEIN FURY” Il “Times of Israel” di ieri (10/03) dedica un articolo a ciò che per molti era chiaro dall’inizio: l’operazione “Epic Fury” contro l’Iran non ha alcuna data di scadenza prevedibile e non ci sono segni di un collasso del regime, né di una “rivoluzione colorata”.

 

🇷🇺Video della distruzione di un sistema di lancio multiplo di missili HIMARS statunitensi nella regione di Kharkov. Inoltre nelle ultime 24 ore sono state distrutte le basi di militari ucraini e stranieri in 143 distretti.🇷🇺🍾🎉

 

L'asse del male israloamericano, sta utilizzando armi nucleari sull'Iran.

 


L'India, che ospiterà il vertice del BRICS alla fine di quest'anno ha tradito, in sequenza, entrambi i membri fondatori del BRICS...

Trump minaccia la Spagna per il mancato sostegno nell’aggressione all’Iran: potremmo fermare il commercio

 





Ambiente: barriera corallina Moorea morta dopo ondata calore =

AGI0174 3 SST 0 R01 / Ambiente: barriera corallina Moorea morta dopo ondata calore = (AGI) - Roma, 11 mar. - (EMBARGO ORE 20:00) - Dopo una devastante ondata di calore marina che nel 2019 ha causato lo sbiancamento dei coralli nell'isola di Moorea, nella Polinesia francese, la barriera corallina non sta recuperando come previsto. Un nuovo studio pubblicato su PLOS One mostra che i coralli morti rimasti sul fondale stanno ostacolando la ricrescita dell'ecosistema, creando una barriera fisica alla colonizzazione di nuovi coralli. La ricerca, condotta da un team guidato da Kathryn Scafidi e Peter Edmunds della California State University Northridge, insieme a Bruce Fouke dell'Universita' dell'Illinois Urbana-Champaign, suggerisce che il sistema di recupero naturale delle barriere coralline potrebbe essere piu' complesso e fragile di quanto si pensasse. Nel 2019 un'ondata di calore marina ha provocato un massiccio evento di sbiancamento che ha ridotto la copertura di corallo vivo nella barriera esterna di Moorea dal 75% a meno del 17% nel giro di un anno. Lo sbiancamento si verifica quando l'aumento delle temperature costringe i coralli a espellere le alghe simbiotiche che vivono nei loro tessuti e forniscono gran parte dell'energia necessaria alla loro sopravvivenza. In condizioni normali, dopo eventi distruttivi, tempeste e cicloni tendono a spezzare e rimuovere i coralli morti, liberando spazio sul fondale per l'insediamento di nuovi coralli giovani. In questo caso pero' qualcosa di diverso e' accaduto. Durante immersioni nel 2022, i ricercatori hanno notato che molti scheletri di coralli morti erano ancora in piedi ma risultavano completamente vuoti all'interno. L'analisi microscopica ha rivelato che l'interno delle strutture era stato scavato da una comunita' di piccoli organismi, tra cui molluschi e funghi. Allo stesso tempo, la superficie esterna dei coralli morti era ricoperta da alghe incrostanti, in particolare la specie Lobophora variegata. Questa copertura algale ha stabilizzato le strutture morte, impedendo che si spezzassero e venissero rimosse dalle tempeste. Il risultato e' una sorta di "scheletro fantasma" della barriera: coralli morti che rimangono in posizione ma con l'interno scavato da organismi che cercano rifugio. Secondo i ricercatori, questa combinazione di fattori impedisce ai nuovi coralli di trovare spazio libero per crescere e rallenta cosi' il recupero dell'ecosistema. "Normalmente le tempeste eliminano il corallo morto e aprono spazio per la ricrescita", spiega Scafidi. "Ma in questo caso le alghe stanno stabilizzando gli scheletri mentre l'interno viene svuotato, e cio' sembra ritardare la ripresa della comunita' corallina". Le immagini ad alta risoluzione hanno mostrato che le superfici esterne degli scheletri sono ricoperte da sedimenti, alghe e altri organismi incrostanti, mentre all'interno si sviluppa un vero e proprio micro-ecosistema di organismi perforatori. Secondo Bruce Fouke, questo dimostra quanto le barriere coralline siano sistemi estremamente complessi, in cui processi biologici e geologici si intrecciano continuamente. Gli scienziati sottolineano che l'evento del 2019 e' stato causato da una "marine heat wave", una ondata di calore oceanica intensa che si sovrappone al graduale aumento delle temperature marine dovuto al cambiamento climatico. Questi eventi estremi stanno diventando sempre piu' frequenti e potrebbero alterare l'equilibrio tra le diverse specie che competono negli ecosistemi corallini. "Questo lavoro offre una nuova prospettiva sul ritmo con cui i coralli si degradano in un mondo influenzato dall'attivita' umana", afferma Edmunds. "Capire questi processi e' fondamentale per prevedere se e quando le barriere coralline potranno davvero recuperare". Lo studio evidenzia come il recupero delle barriere coralline non dipenda solo dalla mortalita' dei coralli, ma anche da come gli organismi che colonizzano i resti influenzano la struttura fisica del reef. Secondo gli autori, comprendere questi processi sara' cruciale per valutare la resilienza degli ecosistemi corallini in un oceano sempre piu' caldo.(AGI)Sci/Mld 110950 MAR 26  

Ambiente: pecore indecise rendono piu' facile il lavoro dei cani =

AGI0166 3 SST 0 R01 / Ambiente: pecore indecise rendono piu' facile il lavoro dei cani = (AGI) - Roma, 11 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ORE 20.00) - L'indecisione delle pecore puo' facilitare il lavoro dei cani da pastore, permettendo loro di guidare il gregge con un minore dispendio di energia. E' quanto emerge da uno studio condotto da Tuhin Chakrabortty e Saad Bhamla del Georgia Institute of Technology, pubblicato sulla rivista Science Advances. Analizzando il comportamento dei greggi durante gli storici sheepdog trials - competizioni in cui cani e conduttori dimostrano la propria abilita' nel guidare le pecore - i ricercatori hanno scoperto che l'esitazione e i cambi di direzione degli animali rendono piu' semplice per i cani controllare e separare il gruppo. Molte specie animali si muovono collettivamente formando gruppi organizzati. Gli uccelli, ad esempio, si radunano in stormi per confondere i predatori, mentre le pecore tendono a raggrupparsi quando vengono guidate o minacciate da un cane da pastore. Tuttavia, questi movimenti collettivi non sono perfettamente prevedibili: spesso sono influenzati da dinamiche casuali o "rumorose", che rendono difficile per gli scienziati modellare e comprendere il comportamento dei gruppi. Partendo dalle osservazioni raccolte nei sheepdog trials, i ricercatori hanno sviluppato un metodo per analizzare il comportamento di piccoli greggi e rappresentarne le dinamiche come reti dinamiche. In particolare, lo studio si e' concentrato su gruppi composti da cinque pecore o meno, osservando come questi piccoli sciami reagiscono alla presenza del cane. I risultati mostrano che, di fronte alla pressione esercitata dal cane, i piccoli gruppi di pecore possono reagire in due modi principali: rimanere uniti oppure dividersi in sottogruppi. Quando le pecore mostrano un comportamento indeciso - esitando o cambiando direzione - diventa piu' facile per il cane separarle, una fase fondamentale nel processo di conduzione del gregge. In sostanza, spiegano gli autori, i cani sfruttano proprio questa indecisione del gruppo. Favorendo la divisione del gregge in sottogruppi piu' piccoli, riescono a controllare il movimento degli animali con meno sforzo e quindi con un minore consumo energetico. A partire da queste osservazioni, i ricercatori hanno sviluppato un algoritmo che incorpora il ruolo dell'indecisione nei sistemi collettivi. Il modello descrive come un agente esterno - come un cane da pastore - possa guidare un gruppo di individui sfruttando le fluttuazioni e l'incertezza nel comportamento del gruppo. Secondo gli autori, questo approccio potrebbe avere applicazioni ben oltre il mondo animale. Comprendere come controllare collettivi "rumorosi" o indecisi potrebbe infatti essere utile nello sviluppo di sistemi di robotica di sciame, in cui molti robot cooperano per svolgere un compito, ma anche nello studio delle dinamiche sociali e dei sistemi biologici, come i gruppi di cellule. Il lavoro dimostra quindi che cio' che a prima vista appare come un comportamento disordinato - l'indecisione di un gruppo - puo' in realta' rappresentare una leva utile per guidare sistemi complessi, sia in natura sia in applicazioni tecnologiche. (AGI)Sci/Mld 110948 MAR 26  

Sullo sfondo della guerra sionista contro l'Iran, non possiamo dimenticare il silenzio tombale piombato sugli Epstein Files

 


- E' online la 'Google Earth' degli organi umani, per esplorarli in 3D

E' online la 'Google Earth' degli organi umani, per esplorarli in 3D (EMBARGO ALLE 19,00) Immagini ad altissima risoluzione, utili per addestraRe l'IA (ANSA) - MILANO, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 19,00) E' online l'Atlante degli organi umani, un portale in 3D simile a Google Earth che consente agli utenti di esplorare organi umani intatti con un livello di dettaglio senza precedenti, quasi fino al livello delle singole cellule. Realizzato grazie al super microscopio europeo Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble, fornisce accesso a più di 50 organi (tra cui cervello, cuore, polmone, rene, fegato, colon, milza, placenta, utero, prostata e testicolo) da 25 donatori. Uno strumento interattivo unico che permetterà a scienziati, medici, educatori, studenti e al grande pubblico di comprendere meglio l'anatomia umana e le malattie. Il risultato è pubblicato su Science Advances dal consorzio Human Organ Atlas Hub, che riunisce nove istituti in Europa e negli Stati Uniti. L'Atlante si basa su un metodo di imaging avanzato chiamato tomografia a contrasto di fase gerarchica (HiP-CT) che usa la sorgente estremamente brillante dell'Esrf, una sorgente di sincrotrone di nuova generazione che è fino a 100 miliardi di volte più luminosa rispetto alla tac ospedaliera convenzionale. Ciò consente ai ricercatori di scansionare interi organi umani intatti ex vivo in modo non distruttivo e quindi di ingrandire fino a una risoluzione quasi cellulare (fino a meno di un millesimo di millimetro, 50 volte più sottile di un capello umano). La tecnica colma un divario secolare in medicina tra radiologia e istologia e rappresenta un importante progresso nell'imaging biomedico. Oltre a far progredire la ricerca anatomica e biomedica, si prevede che l'Atlante diventerà una risorsa importante per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale avanzati da usare in medicina. (ANSA).

- Anziani, la perdita di memoria dipende anche dall'intestino

Anziani, la perdita di memoria dipende anche dall'intestino (EMBARGO ALLE 18) Suo stato di salute e microbioma influenzano l'invecchiamento mentale (ANSA) - ROMA, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 18) Il declino della memoria connesso all'avanzare dell'età è un evento fisiologico legato soprattutto all'invecchiamento del cervello. Potrebbe però esserci un altro attore a svolgere un ruolo importante in questo processo: l'intestino. Lo rivela uno studio condotto da ricercatori dell'Arc Institute di Palo Alto, in California, e pubblicato su Nature, che suggerisce che questo processo potrebbe essere contrastato. "La nostra memoria è relativamente stabile fino all'età di circa 50 anni, ma poi mostra un declino piuttosto lineare nei decenni successivi", spiega il coordinatore dello studio Christoph A. Thaiss. Tuttavia, "esiste una grande eterogeneità tra individuo e individuo. Abbiamo quindi una grande sfida: identificare i fattori che regolano la velocità del declino cognitivo di un individuo". Il ruolo dell'intestino potrebbe fornire una prima spiegazione a questa variabilità. In esperimenti su topi i ricercatori hanno scoperto che i segnali nervosi sullo stato di salute dell'intestino che raggiungono il cervello attraverso il nervo vago possono incidere sulle funzioni connesse alla memoria. Gli esperimenti hanno, però, mostrato che alterare questi segnali stimolando alcuni centri nervosi può proteggere dal declino cognitivo. Importanti anche i batteri intestinali (il microbioma). I tipi di organismi e la loro quantità cambiano nel corso della vita e l'identikit del microbioma che si sviluppa invecchiando può dare il via a processi infiammatori che finiscono con l'avere ripercussioni sull'ippocampo, l'area del cervello maggiormente deputata alla memoria. Tuttavia, anche in questo caso i test su animali da laboratorio hanno mostrato che modulare il microbioma può avere effetti benefici. Lo studio è ai primi passi, ma i ricercatori esprimono cauto ottimismo. "Speriamo di poter contrastare il declino cognitivo attraverso molecole che stimolano la comunicazione corpo-cervello per migliorare la funzione cerebrale e preservare la salute del cervello lungo l'intero arco della vita", conclude Thaiss. (ANSA)

Covid e influenza gravi aumentano rischio tumore polmone =

AGI0151 3 SST 0 R01 / Covid e influenza gravi aumentano rischio tumore polmone = (AGI) - Roma, 11 mar. - (EMBARGO ORE 16:00) - Le infezioni respiratorie gravi, come COVID-19 e influenza, possono favorire lo sviluppo del tumore al polmone mesi o anni dopo la guarigione, mentre la vaccinazione sembra prevenire questi effetti. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Cell e guidato da Jie Sun della University of Virginia School of Medicine, che ha analizzato gli effetti a lungo termine delle infezioni virali sui tessuti polmonari e sul sistema immunitario. (AGI)Sci/Eiz (Segue) 110944 MAR 26  

Salute: Alzheimer, marcatore utile malattie cardiache e renali =

AGI0008 3 undefined 0 RSA / Salute: Alzheimer, marcatore utile malattie cardiache e renali = (AGI) - Roma, 11 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 11.00) Una proteina del sangue considerata un indicatore precoce del morbo di Alzheimer potrebbe svolgere un ruolo importante anche in altri disturbi. Questo, almeno, e' quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dagli scienziati del Centro Tedesco per le Malattie Neurodegenerative (DZNE), dell'Universita' di Tubinga e dell'Hertie Institute for Clinical Brain Research (HIH). Il team, guidato da Mathias Jucker, ha considerato i dati di 280 anziani provenienti da Germania, Italia e Paesi Bassi. Gli autori hanno scoperto che livelli elevati di proteina tau fosforilata (pTau), un marcatore dell'Alzheimer, sono associati anche a due condizioni meno note che colpiscono principalmente cuore e reni. I risultati, commentano gli scienziati, aprono nuove prospettive per una diagnosi migliore. Le patologie studiate erano l'amiloidosi da transtiretina e l'amiloidosi da catene leggere delle immunoglobuline. Simili alla malattia di Alzheimer, queste condizioni sono caratterizzate dall'accumulo di proteine mal ripiegate, note come amiloidi. Tuttavia, a differenza dell'Alzheimer, i depositi non si formano nel cervello, ma principalmente nel cuore e nei reni, e sono costituiti da proteine diverse. "I nostri risultati - afferma Jucker - mostrano che livelli elevati di pTau nel sangue non sono specifici dell'Alzheimer, ma possono verificarsi anche in altre malattie amiloidi. Questo lavoro potrebbe aprire nuove possibilita' per la diagnosi dell'amiloidosi sistemica. Il marcatore ematico pTau puo' essere misurato con relativa facilita' e potrebbe facilitare la diagnosi precoce, aiutando a confermare o escludere casi sospetti". L'analisi sottolinea l'importanza di una valutazione diagnostica completa della malattia di Alzheimer. "I livelli ematici di pTau - aggiunge - non sono un marcatore specifico. Sara' pertanto necessario prendere in considerazione ulteriori dati per la valutazione della progressione dell'Alzheimer". I risultati hanno implicazioni anche per la diagnosi di polineuropatia (PNP), una condizione che spesso causa formicolio e intorpidimento a mani e piedi. "Questi dati - continua Jucker - suggeriscono che pTau potrebbe aiutare a distinguere la PNP correlata all'amiloidosi da forme di PNP con altre cause". I ricercatori ipotizzano che le cellule rilascino pTau come risposta allo stress causato dai depositi di amiloide, una reazione che puo' verificarsi in molti organi, non solo nel cervello. "In alcuni casi - conclude Jucker - questa risposta allo stress puo' essere benefica. Negli animali in letargo, aumenti temporanei di pTau sono stati descritti come un meccanismo protettivo. Nel complesso, i nostri risultati evidenziano che livelli elevati di pTau potrebbero essere una risposta abbastanza comune dell'organismo a determinate condizioni". (AGI)red/Mld 110931 MAR 26  

- Una spia dell'Alzheimer nel sangue indica anche rischi per reni e cuore

Una spia dell'Alzheimer nel sangue indica anche rischi per reni e cuore (EMBARGO ALLE 12,00) Si aprono nuove prospettive per le diagnosi (ANSA) - ROMA, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 12,00) Una proteina del sangue sulla quale negli ultimi tempi si va concentrando l'attenzione perché sembra predittiva dell'Alzheimer potrebbe svolgere un ruolo anche in altri disturbi. I ricercatori dell'Università di Tubinga, infatti, hanno scoperto che livelli elevati di proteina tau fosforilata (pTau) si verificano anche in due condizioni meno note che colpiscono principalmente cuore e reni. Pubblicati sulla rivista Nature Medicine, questi risultati si basano sui dati di 280 anziani provenienti da Germania, Italia e Paesi Bassi e aprono nuove prospettive per una diagnosi migliore. Le patologie studiate sono l'amiloidosi da transtiretina e l'amiloidosi da catene leggere delle immunoglobuline, le due forme più comuni di amiloidosi sistemica: simili al morbo di Alzheimer, queste malattie sono caratterizzate dall'accumulo di proteine amiloidi distorte. Tuttavia, a differenza dell'Alzheimer, i depositi non si formano nel cervello ma principalmente nel cuore e nei reni. Nonostante queste differenze, i ricercatori di Tubinga hanno osservato una risposta simile nel sangue: i livelli di pTau erano elevati negli individui con le due malattie. "I nostri risultati sottolineano che elevati livelli di pTau nel sangue non sono specifici dell'Alzheimer, ma possono verificarsi anche in altre malattie amiloidi", afferma Mathias Jucker, l'autore. "I nostri risultati potrebbero aprire nuove possibilità per la diagnosi dell'amiloidosi sistemica. Il marcatore ematico pTau può essere misurato con relativa facilità. Potrebbe facilitare la diagnosi precoce e aiutare a confermare o escludere casi sospetti". I risultati mettono anche in guardia sul fatto che i livelli ematici di pTau non sono quindi un marcatore specifico per la malattia di Alzheimer, quindi pTau non dovrebbe fungere da criterio diagnostico autonomo. Jucker sospetta che le cellule rilascino pTau come risposta allo stress dovuto ai depositi di amiloide, una reazione che può verificarsi in molti organi, non solo nel cervello. "Nel complesso - osserva - i nostri risultati suggeriscono che livelli elevati di pTau potrebbero essere una risposta abbastanza comune dell'organismo a determinate condizioni". (ANSA). 

IRAN. RISOLUZIONE M5S: NO BASI A USA, SCEGLIERE UE A FRONTE 'MINACCIA' AMERICANA

DIR0624 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT IRAN. RISOLUZIONE M5S: NO BASI A USA, SCEGLIERE UE A FRONTE 'MINACCIA' AMERICANA (DIRE) Roma, 11 mar. - Non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle Forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran; scegliere "senza ambiguità" l'interesse europeo di fronte alla "minaccia globale" rappresentata dagli Usa; contribuire alla "reale costruzione di una difesa europea"; condannare ogni azione militare unilaterale fuori dal quadro del diritto internazionale; adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran. Sono alcuni degli impegni richiesti al Governo dalla risoluzione depositata in Senato dal Movimento Cinque Stelle sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. All'esecutivo si chiede inoltre, tra le altre cose, di "porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei connazionali attualmente bloccati nelle aree interessate dalla crisi", di "adoperarsi per la protezione e la sicurezza del suolo europeo" e di "sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo". Infine, di "assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici" e, in merito alla crisi palestinese, "a farsi promotore in seno al Consiglio europeo di predisporre uno strumento legislativo volto a vietare in modo esplicito qualsiasi rapporto economico e commerciale con gli insediamenti israeliani situati nel Territorio Palestinese Occupato (TPO)", oltre a "promuovere l'embargo totale di armi da e verso Israele". (Mgn/ Dire) 11:03 11-03-26  

Salute: esposizione delle madri ai microbi protegge i neonati =

AGI0321 3 SST 0 R01 / Salute: esposizione delle madri ai microbi protegge i neonati = (AGI) - Roma, 11 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17.00) Le madri esposte a determinati microbi possono trasmettere gli anticorpi ai loro piccoli e proteggerli dalle infezioni. Lo ribadisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati del Cincinnati Children's Hospital, dell'Universita' del Queensland in Australia, dell'University of Texas Southwestern Medical Center, del Children's Mercy Kansas City e della University of Missouri Kansas City School of Medicine. Il team, guidato da Sing Sing Way e Mark Schembri, ha esaminato i campioni di sangue essiccato, raccolti per lo screening neonatale di routine, da 100 neonati che hanno poi sviluppato un'infezione da Escherichia coli. Questo microrganismo, spiegano gli esperti, e' un batterio comune che vive nell'intestino di quasi tutte le persone, e rappresenta una delle principali cause di infezioni gravi nei neonati. I risultati, riportano gli autori, mostrano che la maggior parte dei bambini e' immune al batterio grazie agli anticorpi trasmessi dalla madre. "I nostri risultati - afferma Way - forniscono un tassello mancante fondamentale a questo puzzle: gli anticorpi stimolati dalla presenza di questi batteri comuni nel nostro intestino ci proteggono dalle infezioni. In gravidanza, il trasferimento naturale di questi anticorpi anti-germi dalla madre al bambino nell'utero protegge la stragrande maggioranza dalle infezioni. Nei rari casi in cui questi anticorpi sono bassi nelle madri o non vengono trasferiti in modo efficiente, i neonati sono a rischio di infezione molto piu' elevato". Gli scienziati sanno da tempo che i neonati sono naturalmente piu' vulnerabili alle infezioni, in gran parte perche' il loro sistema immunitario non e' ancora maturato completamente. L'E. coli, al contempo, costituisce una delle cause piu' comuni di infezioni nei neonati, tuttavia la malattia grave si verifica solo in un caso su mille. Nell'ambito dell'indagine, i ricercatori hanno confrontato i livelli di anticorpi riscontrati nei campioni con quelli di centinaia di altri neonati che non avevano sviluppato l'infezione. L'analisi rivela che gli anticorpi diretti contro l'E.coli erano costantemente ridotti nei neonati infetti. Dato che il batterio puo' mostrare una notevole variabilita', gli autori hanno utilizzato dei ceppi isolati da neonati infetti per valutare i livelli degli anticorpi anti-batteri. "Combinando strategicamente campioni di screening neonatale umano del mondo reale con modelli di infezione attentamente progettati - sottolinea Schembri - possiamo iniziare a individuare quali bersagli anticorpali sono piu' importanti e come si potrebbe ottenere una protezione piu' ampia". "La sepsi neonatale - conclude Susana Chavez-Bueno, altra firma dell'articolo - puo' aggravarsi rapidamente e i medici hanno bisogno di metodi migliori per identificare i neonati a piu' alto rischio. Questi risultati suggeriscono un percorso verso un riconoscimento precoce del rischio e, in ultima analisi, strategie di prevenzione basate sul ripristino degli anticorpi materni protettivi mancanti. Ora abbiamo l'obiettivo di sviluppare test di screening per identificare i neonati a maggior rischio di infezione grave da E. coli e un probiotico che potrebbe rafforzare l'immunita' delle madri e la loro capacita' di trasferire questa 'protezione' ai figli". (AGI)Sci/Mld 111105 MAR 26  

- In una mappa genetica i cambiamenti del cervello che invecchia

In una mappa genetica i cambiamenti del cervello che invecchia (EMBARGO ALLE 16,00) Comprende 900mila cellule e fa luce sulle malattie neurodegenerative (ANSA) - ROMA, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 16,00) I cambiamenti che avvengono nel cervello che invecchia sono presentati in una mappa genetica che comprende 900mila cellule, rappresentative di 8 regioni cerebrali e 36 tipologie cellulari differenti. La mappa, disegnata nello studio condotto su topi e pubblicato sulla rivista Cell, fornisce un quadro fondamentale per capire come l'invecchiamento rimodella il cervello a livello molecolare, e dunque per fare luce sui meccanismi alla base delle malattie neurodegenerative, dall'Alzheimer al Parkinson. I dati ottenuti dai ricercatori guidati dal Salk Institute californiano sono stati resi liberamente disponibili per l'intera comunità scientifica, con l'obiettivo di accelerare la ricerca. Gli autori dello studio coordinati da Joseph Ecker e Margarita Behrens si sono concentrati su due meccanismi fondamentali che regolano l'espressione dei geni nelle cellule. Il primo riguarda le modifiche epigenetiche del Dna, ottenute grazie a piccole etichette molecolari che si attaccano alla doppia elica e determinano se un gene viene attivato o silenziato. Il secondo, invece, riguarda la conformazione tridimensionale che assume la cromatina, la forma estremamente compatta del Dna all'interno del nucleo. I dati ottenuti mostrano innanzitutto che i cambiamenti epigenetici correlati all'età sono più pronunciati nelle cellule diverse dai neuroni, e che elementi genetici normalmente silenti diventano più attivi nel cervello che invecchia, portando a disfunzioni cellulari. Inoltre, i risultati indicano che lo stesso tipo di cellula invecchia in modo diverso a seconda della sua posizione nel cervello: "Ad esempio - dice Qiurui Zeng, prima autrice della ricerca - le cellule non neuronali nella parte posteriore del cervello mostrano più infiammazione rispetto a quelle nelle parti anteriori. Questi dati sottolineano davvero la variabilità dell'invecchiamento anche all'interno dello stesso tipo di cellula". (ANSA). 

- Un vecchio farmaco migliora il quadro clinico per una grave malattia rara

Un vecchio farmaco migliora il quadro clinico per una grave malattia rara (EMBARGO ALLE 17,00) Coinvolti primi pazienti. Altri trial in corso (ANSA) - ROMA, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 17,00) Scoperta in un farmaco già in uso per altre indicazioni, una cura per una grave malattia rara, la sindrome di Leigh. Testato sui primissimi pazienti, ne ha migliorato il quadro clinico. È il risultato di un lavoro basato sullo screening di oltre 5.600 farmaci. Secondo quanto pubblicato sulla rivista Cell, gli esperti hanno così scoperto che il sildenafil è efficace per la sindrome di Leigh, una patologia genetica neurodegenerativa, finora senza cura. Lo studio è stato coordinato da Università di Düsseldorf, Università di Verona, Statale di Milano e Istituto Neurologico Carlo Besta e apre la strada verso l'estensione del medesimo approccio ad altre malattie rare orfane di cura. L'Agenzia Europea per i Medicinali ha già riconosciuto al sildenafil la Orphan Drug Designation per la sindrome. Sono ora in corso studi clinici per valutarne sicurezza ed efficacia su un numero più ampio di pazienti. Finora incurabile, la sindrome di Leigh colpisce il sistema nervoso centrale e compromette la produzione di energia nelle cellule causando, sin dai primi anni di vita, ritardo psicomotorio, crisi metaboliche, debolezza muscolare, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, un rapido peggioramento clinico con morte dei pazienti nei primi anni di vita. Lo studio parte da cellule staminali pluripotenti indotte derivate da cellule cutanee dei pazienti. Su queste cellule malate i ricercatori hanno effettuato lo screening di oltre 5.600 farmaci, identificando come candidati promettenti gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, in particolare il sildenafil, conosciuto per la disfunzione erettile. Il farmaco migliora il metabolismo energetico e la funzione delle cellule malate; i risultati sono stati successivamente confermati in modelli animali e il trattamento è stato poi somministrato a un piccolo gruppo di pazienti nell'ambito di un uso individuale, mostrando una buona tollerabilità e segnali preliminari di beneficio clinico. Dato come trattamento compassionevole a pazienti, ha portato a un miglioramento delle funzioni motorie e una maggiore resistenza alle crisi metaboliche. Secondo gli autori della ricerca, il risultato costituisce la prima evidenza di un potenziale trattamento con effetti clinici nella sindrome di Leigh e fornisce un modello metodologico replicabile per lo sviluppo rapido di terapie anche per altre malattie genetiche e mitocondriali. (ANSA). 
Come segnalato un paio di giorni fa, il presidente russo ha dichiarato che Mosca è pronta a riprendere le forniture di petrolio e gas all'Europa in questo momento di estrema crisi energetica.

E come avevamo presupposto, i mentecatti di Bruxelles rifiuteranno l'offerta.

Ecco cosa ha appena dichiarato l'imbelle Borderlyner:

😀 "Tornare ai combustibili fossili russi nell'attuale crisi sarebbe un errore strategico". 

Ovviamente lei avrà proposte migliori, più vantaggiose e alternative che non siano quelle di lasciare nel delirio energetico, e quindi anche economico, gli stati europei. Crediamoci tantissimo.

Fottuta psicopatica.


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Il livello attuale dell'informazione italiana ricalca pienamente questo del 1944, quando i tedeschi nazisti ed i fascisti loro alleati, presi a calci in culo sia in Normandia, sia in Italia, sia sul Fronte Orientale (il vero fronte), venivano descritti come trionfanti vincitori!
DUBAI, 11 marzo (Reuters) 

Gli Stati Uniti a breve non saranno in grado di controllare i prezzi del petrolio, ha detto mercoledì il ⁠portavoce per il quartier generale del comando militare di Teheran Khatam al-Anbiya.

"Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, i sionisti (Israele) e i loro ⁠partner. Qualsiasi nave o nave cisterna legata a loro sarà un obiettivo legittimo", ha detto Ebrahim Zolfaqari.
"Preparatevi a vedere il barile di petrolio raggiungere i $ 200 perché il prezzo del petrolio dipende ⁠ dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato", ha aggiunto.

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🇮🇷🇺🇸 Un alto funzionario della Guardia Rivoluzionaria iraniana, Ali Fadavi, ha risposto alle dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump che la guerra è vicina a concludersi, ironizzando: 

"Da ieri, Trump ha chiesto personalmente di dichiarare un cessate il fuoco. Se il nemico stesse vincendo la guerra, non chiederebbe al mondo intero di mediare per dichiarare un cessate il fuoco". Ha aggiunto che "gli americani dovrebbero aspettarsi nuove sorprese nei prossimi giorni".

Ops: Madama la Marchesa, abbiamo un problema. 👀


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🇺🇸🇷🇴 GLI STATI UNITI HANNO CHIESTO ALLA ROMANIA DI SCHIERARE CACCIA E TRUPPE SULLA BASE DI MIHAIL KOGĂLNICEANU PER LA GUERRA CONTRO L'IRAN - Digi24

🔴Il canale televisivo rumeno riferisce che gli Stati Uniti hanno formalmente richiesto a Bucarest il dispiegamento di forze militari aggiuntive sulla base aerea Mihail Kogălniceanu.

🗣"Gli Stati Uniti d'America hanno chiesto alla Romania di ospitare caccia e personale militare sulla base aerea Mihail Kogălniceanu, nel contesto della guerra con l'Iran",  - dichiara Digi24, citando fonti informate.

⚫️Il Presidente rumeno Nicolae Ciucă ha convocato per l'11 marzo una riunione del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale. All'ordine del giorno:  
– l'analisi della situazione in Medio Oriente e delle sue ripercussioni sulla Romania;  
– la valutazione del possibile dispiegamento temporaneo di forze straniere sul territorio nazionale.

🔴L'ex Ministro degli Esteri Adrian Cioroianu, intervistato da Digi24, ha affermato che un rifiuto non porterebbe alcun vantaggio al Paese:  

🗣«Non guadagniamo nulla dicendo "no". Si tratta di un partenariato e una cooperazione nell'ambito della NATO, che non si limita solo alla base di Kogălniceanu».

🔴Tuttavia, il comandante in congedo Sandu Valentin Mateiu ha lanciato un avvertimento chiaro:  
🗣«Se questi aerei operano direttamente dal nostro territorio, la Romania diventa una parte belligerante, con tutte le conseguenze del caso. Sorge un problema di diritto internazionale».

🔴Mateiu ha ricordato che l'Iran ha già dichiarato di essere pronto a colpire qualsiasi Paese il cui territorio o spazio aereo venga utilizzato per attacchi contro l'Iran. Di conseguenza, la Romania potrebbe diventare un obiettivo legittimo di rappresaglia da parte di Teheran, soprattutto considerando che il sistema antimissile statunitense Aegis Ashore, situato a Deveselu, è esplicitamente progettato per intercettare missili balistici iraniani.
🇭🇺🇪🇺 L'Europa ha perso il doppio a causa della situazione con l'Iran e dell'abbandono del petrolio russo.
Il mercato energetico europeo è diventato il "mercato più ristretto" al mondo a causa della guerra in Medio Oriente e del rifiuto dell'Unione Europea di utilizzare le forniture di petrolio e gas dalla Russia, ha dichiarato il ministro degli Esteri e degli Affari Economici Esteri dell'Ungheria, Péter Szijjártó.
*Selargius, otto attivisti indagati per il presidio contro il Tyrrhenian Link* 

Accusati di invasione di terreni, violenza privata e danneggiamento per la protesta contro la stazione elettrica di Terna. Comitati e associazioni denunciano la criminalizzazione del dissenso e rilanciano la solidarietà agli attivisti che per mesi hanno difeso il Presidio degli Ulivi. 


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IRAN E ISRAELE - L'esercito iraniano ha affermato di aver attaccato unità e centri di intelligence strategica in Israele utilizzando droni. Secondo la dichiarazione, gli attacchi hanno preso di mira la Direzione dell'Intelligence Militare (Aman), l'Unità 8200 e l'edificio del comando sottomarini presso la base navale di Haifa.

Oms: colpite 43 strutture sanitarie in raid su Iran e Libano =( bambini, civili, ospedali) questi gli obiettivi preferiti da USA E ISR GAZA, CISGIORDANIA, LIBANO E NATIVI AMERICANI DOCET MAESTRI DI GENOCIDI

AGI0788 3 EST 0 R01 / Oms: colpite 43 strutture sanitarie in raid su Iran e Libano = (AGI) - Roma, 11 mar. - Almeno 43 attacchi contro strutture e reti sanitarie sono stati registrati nei primi 12 giorni di guerra in Medio Oriente, con un bilancio di 24 morti e 29 feriti. Lo ha denunciato l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanita'. Secondo l'agenzia Onu, in Iran sono stati confermati 18 attacchi dal 28 febbraio, che hanno causato la morte di otto operatori sanitari. In Libano, invece, 25 attacchi hanno provocato 16 morti e 29 feriti. "Dopo oltre dieci giorni di escalation del conflitto in Medio Oriente, i sistemi sanitari della regione sono sotto pressione mentre aumentano i feriti e gli sfollamenti, proseguono gli attacchi contro l'assistenza sanitaria e crescono i rischi per la salute pubblica", ha affermato l'Oms in una nota. Citando dati delle autorita' sanitarie nazionali, l'organizzazione ha ricordato che il conflitto ha causato oltre 1.300 morti in Iran, 570 in Libano e 15 in Israele, con piu' di 11 mila feriti complessivi nei tre Paesi, di cui circa 9 mila sul territorio iraniano. E' elevato anche il numero degli sfollati: oltre 700 mila in Libano e almeno 100 mila in Iran. Molti si trovano in condizioni precarie, con accesso limitato ad acqua e cure mediche, situazione che aumenta il rischio di infezioni respiratorie, diarrea e altre malattie contagiose, ha avvertito l'Oms. L'agenzia ha inoltre espresso preoccupazione per i possibili incidenti ambientali causati dagli attacchi a infrastrutture petrolifere e ad altri impianti strategici, che potrebbero esporre le comunita' vicine a contaminazioni tossiche. Secondo l'Oms, l'escalation militare sta inoltre aggravando la situazione sanitaria nella Striscia di Gaza, dove le evacuazioni mediche sono sospese dal 28 febbraio e scarseggiano medicinali e carburante necessari al funzionamento degli ospedali e delle altre infrastrutture sanitarie. (AGI)Bra 111552 MAR 26  


- Atlante delle guerre, oggi sono 32 e metà popolazione mondiale è minacciata

Atlante delle guerre, oggi sono 32 e metà popolazione mondiale è minacciata 'E' soprattutto una questione di civili coinvolti, più che di governi' (ANSA) - FIRENZE, 11 MAR - Oggi nel mondo ci sono 32 guerre attive e 22 aree di crisi, con metà della popolazione coinvolta in un conflitto o minacciata da tensioni armate: è quanto emerge dalla 14/a edizione dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, ideato e curato dai giornalisti dell'Associazione 46/o Parallelo, e presentato oggi in Regione Toscana a Firenze, con grandi reportages, analisi delle cause delle guerre, schede conflitto che inquadrano storia e attualità delle guerre in corso, inclusa la crisi in Venezuela e la guerra che, con l'Iran, interessa l'intero scacchiere mediorientale. "Abbiamo la cattiva abitudine di parlare solo di alcune guerre - ha detto Raffaele Crocco, direttore responsabile dell'Atlante -, dimentichiamo i 150.000 morti in Myanmar in quattro anni, i 90.000 morti in Sudan in due anni, tutta una serie di situazioni davvero molto pesanti che ci sono e che ci danno il segno esatto di come la guerra oggi sia soprattutto questione di civili coinvolti, molto più che di governi o di scelte di geopolitica". Secondo il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, "rispetto a un decennio terribile come gli anni '90 c'è di diverso che non si tiene veramente conto del linguaggio del diritto internazionale, si considera che il diritto internazionale valga o fino a un certo punto o valga tra Stati 'buoni', e poi ci sono di volta in volta Stati canaglia, con l'elenco che varia a seconda delle circostanze, nei confronti dei quali si può fare di tutto. E' una situazione molto pericolosa, soprattutto dal punto di vista del contrasto all'impunità, che è uno degli obiettivi di Amnesty International". (ANSA). 

*Iran, colpiti impianti di stoccaggio in Oman

*Iran, colpiti impianti di stoccaggio in Oman Lo riferisce Al Jazeera Roma, 11 mar. (askanews) - Colpiti impianti di stoccaggio del petrolio nel porto di Salalah in Oman da droni iraniani. Secondo quanto affermato dalla società britannica per la sicurezza marittima Ambrey, sono stati colpiti gli impianti di stoccaggio del petrolio nel porto di Salalah, in Oman, riferisce l'emittente qatarina Al Jazeera. Ldc 20260311T153201Z  

IRAN: PERCHE' USA E ISRAELE NON ATTACCANO, PER ORA, L'ISOLA DI KHARG/SCHEDA =

ADN0963 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: PERCHE' USA E ISRAELE NON ATTACCANO, PER ORA, L'ISOLA DI KHARG/SCHEDA = Teheran, 11 mar. (Adnkronos) - L'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, rappresenta il cuore dell'industria petrolifera di Teheran ed è uno dei bersagli economici più sensibili del conflitto in corso. Il terminale è attraversato da oltre il 90% delle esportazioni di greggio dell'Iran, ma l'infrastruttura è finora rimasta intatta dopo i 12 giorni di bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele. Secondo analisti citati dal Guardian, un attacco a Kharg potrebbe provocare un'impennata dei prezzi del petrolio e destabilizzare ulteriormente i mercati energetici globali. Situata a circa 55 chilometri dal porto di Bushehr e circondata da acque particolarmente profonde, l'isola si estende per soli otto chilometri ma ospita la principale piattaforma di esportazione del greggio iraniano. Attraverso oleodotti sottomarini e terminali di carico, Kharg convoglia il petrolio proveniente dai giacimenti centrali e occidentali verso le petroliere dirette principalmente ai mercati asiatici, con la Cina tra i principali acquirenti. Normalmente transitano dal terminale tra 1,3 e 1,6 milioni di barili al giorno, con capacità di stoccaggio di decine di milioni di barili. Proprio il valore strategico spiega perché l'isola sia rimasta fuori dalla lista degli obiettivi militari. Secondo Neil Quilliam, analista del think tank Chatham House, un attacco potrebbe far salire i prezzi del petrolio fino a 150 dollari al barile, dai 120 dollari toccati nei momenti più critici della crisi. Distruggere o paralizzare l'impianto significherebbe togliere dal mercato l'intero flusso di esportazioni iraniane, mentre parte della produzione regionale è già bloccata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. (segue) (Vsn/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 11-MAR-26 14:59  
IRAN: PERCHE' USA E ISRAELE NON ATTACCANO, PER ORA, L'ISOLA DI KHARG/SCHEDA (2) =
ADN0964 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: PERCHE' USA E ISRAELE NON ATTACCANO, PER ORA, L'ISOLA DI KHARG/SCHEDA (2) = (Adnkronos) - Anche un'eventuale occupazione militare dell'isola sarebbe estremamente complessa: servirebbe un massiccio dispiego di forze e potrebbe creare uno stallo energetico. L'Iran continuerebbe a produrre petrolio senza poterlo esportare, mentre gli Stati Uniti controllerebbero il terminale senza poterlo far funzionare, rischiando così di far precipitare i mercati petroliferi in una grave instabilità. Oltre al suo ruolo economico, Kharg ha un forte valore simbolico. Abitata fin dall'antichità e contesa nei secoli da potenze regionali ed europee, divenne un grande hub petrolifero negli anni Sessanta e fu pesantemente bombardata negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. Oggi è fortemente militarizzata e controllata dalle forze iraniane, mentre le sue acque profonde - tra le poche nel Golfo Persico capaci di ospitare le superpetroliere - continuano a permettere l'attracco delle grandi petroliere che trasportano all'estero il principale sostegno economico della Repubblica Islamica. (Vsn/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 11-MAR-26 14:59 NNNN

Israele: ambasciatore in Italia, anche Siria, Libano e Arabia Saudita sanno che minaccia e' Iran

NOVA0622 3 EST 1 NOV Israele: ambasciatore in Italia, anche Siria, Libano e Arabia Saudita sanno che minaccia e' Iran Roma, 11 mar - (Agenzia_Nova) - "Non c'e' motivo per cui Siria, Libano e Arabia Saudita non entrino negli Accordi di Abramo. Il motivo per cui questi Paesi hanno un accordo con Israele e' perche' condividiamo gli stessi interessi. Questi popoli, questi nuovi regimi, capiscono che la vera minaccia sono l'Iran e le organizzazioni terroristiche, non Israele. Israele puo' aiutarli con la tecnologia, col turismo, con l'acqua. Abbiamo tutti lo stesso nemico, e l'Europa deve capirlo". Lo ha detto oggi l'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, a L'Aria che tira su "La7". (Res)    

Iran, Pasdaran: abbattuto un F-15 Usa a sud di Teheran

Iran, Pasdaran: abbattuto un F-15 Usa a sud di Teheran Iran, Pasdaran: abbattuto un F-15 Usa a sud di Teheran Vice-comandante: rafforzeremo difesa aerea Roma, 11 mar. (askanews) - L'Iran ha dichiarato di aver abbattuto un caccia statunitense F-15 nei cieli a sud di Teheran. Lo ha affermato il vice comandante dei Pasdaran, Ali Fadavi, secondo quanto riferito dai media iraniani. Fadavi ha aggiunto che le difese aeree del paese saranno ulteriormente rafforzate. "Rafforzeremo la difesa aerea in modo tale che nessun caccia possa più avvicinarsi ai nostri confini", ha dichiarato. Mos 20260311T150348Z  

Energia: Iran avverte, preparatevi al fatto che petrolio raggiungera' 200 dollari al barile

NOVA0601 3 EST 1 NOV ECO Energia: Iran avverte, preparatevi al fatto che petrolio raggiungera' 200 dollari al barile Baghdad, 11 mar - (Agenzia_Nova) - Il prezzo del petrolio "dipende dalla sicurezza regionale", pertanto "preparatevi al fatto che un barile di petrolio raggiungera' i 200 dollari". Lo ha detto Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale Khatam al Anbiya, comando centrale unificato delle forze armate iraniane. "Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti e i loro partner (Israele). Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sara' un bersaglio legittimo", ha inoltre affermato Zolfaqari. (Irb)  






Iran: Pasdaran, non piu' rappresaglie ma attacchi continui =

AGI0652 3 EST 0 R01 / Iran: Pasdaran, non piu' rappresaglie ma attacchi continui = (AGI) - Roma, 11 mar. - L'Iran ha annunciato la fine della strategia di rispondere ogni volta ai raid di Israele e Stati Uniti. Il portavoce del comando unificato Khatam-al-Anbia, Ebrahim Zolfaqari, ha chiarito che d'ora in poi Teheran effettuera' "attacchi continui". Lo riferiscono i media iraniani. (AGI)Sab 111419 MAR 26  

Salvini, entro l'estate un provvedimento antievasione Rc auto "Su 1,5 milioni di veicoli controllati accertate circa 30mila violazioni"

 

 

YouTube espande il rilevamento dei deepfake a politici e giornalisti Lo strumento riconosce i video non autorizzati creati da software di IA

 

GUERRA IN IRAN, GREENPEACE: “LA PRESIDENTE MELONI SBAGLIA A NON CONDANNARE GLI ATTACCHI ILLEGALI DI ISRAELE E STATI UNITI, CHE AVRANNO CONSEGUENZE CATASTROFICHE” ROMA, 11.03.26 - Commentando le dichiarazioni odierne della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alle Camere sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, Sofia Basso di Greenpeace Italia dichiara:  «Dopo aver assistito in silenzio per oltre due anni al genocidio della popolazione di Gaza, la presidente del Consiglio ha scelto nuovamente di non condannare gli attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran condotti in violazione del diritto internazionale, che hanno causato migliaia di vittime civili in appena 11 giorni e inflitto ulteriori sofferenze al popolo iraniano, già vittima di brutali repressioni. Le azioni militari non portano mai stabilità o sicurezza, ma innescano una spirale di ritorsioni, destabilizzando ulteriormente regioni già fragili e indebolendo le istituzioni internazionali che hanno il co

GUERRA IN IRAN, GREENPEACE: "LA PRESIDENTE MELONI SBAGLIA A NON CONDANNARE GLI ATTACCHI ILLEGALI DI ISRAELE E STATI UNITI, CHE AVRANNO CONSEGUENZE CATASTROFICHE"

ROMA, 11.03.26 - Commentando le dichiarazioni odierne della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alle Camere sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, Sofia Basso di Greenpeace Italia dichiara: 

«Dopo aver assistito in silenzio per oltre due anni al genocidio della popolazione di Gaza, la presidente del Consiglio ha scelto nuovamente di non condannare gli attacchi israelo-statunitensi contro l'Iran condotti in violazione del diritto internazionale, che hanno causato migliaia di vittime civili in appena 11 giorni e inflitto ulteriori sofferenze al popolo iraniano, già vittima di brutali repressioni. Le azioni militari non portano mai stabilità o sicurezza, ma innescano una spirale di ritorsioni, destabilizzando ulteriormente regioni già fragili e indebolendo le istituzioni internazionali che hanno il compito di prevenire le guerre e proteggere la vita delle persone. Il governo italiano prenda le distanze da questo attacco illegale che avrà conseguenze catastrofiche».

Greenpeace condanna l'escalation militare in corso, esprime solidarietà a tutte le persone coinvolte dagli attacchi di Netanyahu e Trump e dalla ritorsione iraniana. L'organizzazione ambientalista e pacifista chiede la cessazione immediata delle ostilità, il rispetto del diritto internazionale e un ritorno immediato alla diplomazia.

CONTATTI

Ufficio stampa Greenpeace Italia, 340 571 8019


Iran: esercito colpira' centri economici e banche dopo attacco Usa-Israele

L'ANALISI / IRAN, DA TRUMAN A TRUMP: GLI USA DALL'ERA DELLE INVASIONI ALLA GUERRA A DISTANZA

 

R. STAMPA / CISGIORDANIA, OLMERT: IN CORSO CRIMINALE OPERAZIONE DI PULIZIA ETNICA

GUARDIA DI FINANZA: CONCORSO PER AMMISSIONE 983 ALLIEVI MARESCIALLI

Gas: indice Igi/Gme, prezzo in netto calo a 47,46 euro/MWh =

AGI0097 3 ECO 0 R01 / Gas: indice Igi/Gme, prezzo in netto calo a 47,46 euro/MWh = (AGI) - Milano, 11 mar. - Il prezzo del gas calcolato dall'indice Igi/Gme (Italian Gas Index) per oggi 11 marzo e' pari a 47,46 euro/MWh, in netto calo rispetto al valore di ieri attestatosi a 56,05 euro/MWh. (AGI)Dan 110852 MAR 26  
La Cina presenta un nuovo materiale in fibra di carbonio

   (ANSA) - PECHINO, 11 MAR - La Cina ha presentato un materiale
in fibra di carbonio ad altissima resistenza sviluppato in modo
indipendente, denominato SYT80 (grado T1200). Lo riportano i
media cinesi spiegando che il materiale "segna un importante
passo avanti nel settore dei materiali avanzati del Paese e
colma una lacuna nel mercato globale".    Il nuovo prodotto è stato sviluppato da una filiale della
China National Building Material Group, un'impresa statale con
sede a Pechino amministrata a livello centrale. A differenza di
molti materiali all'avanguardia che rimangono confinati alla
fase di test di laboratorio, spiegano i media cinesi, la fibra
di carbonio ha già raggiunto la produzione su scala industriale
con una capacità annuale misurabile in centinaia di tonnellate,
rendendo la Cina il primo Paese al mondo a raggiungere la
produzione di massa di fibra di carbonio a questo livello di
resistenza, secondo la China National Building Material Group.    Il diametro della fibra è inferiore a un decimo di quello di
un capello umano, ma la sua resistenza alla trazione è circa 10
volte superiore a quella dell'acciaio convenzionale, mentre la
sua densità è solo un quarto di quella dell'acciaio. (ANSA).
11/03/2026 08:46