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domenica 22 marzo 2026

Lanfranco Cirillo: 'A Mosca non esiste nessun blocco di internet. I media mentono..."

L'architetto Lanfranco Cirillo commenta gli ultimi sviluppi di politica internazionale. "Una grave recessione è alle porte..."

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Il Coordinamento No NATO Emilia-Romagna (CNNER), membro del Coordinamento Nazionale No NATO (CNNN) organizza il 4 aprile - anniversario della firma del patto Atlantico - dalle ore 16 un presidio contro le guerre della NATO nel Giardino dei Pioppi a Borgo Panigale (BO).
Luogo scelto perché attraversato dall'oleodotto NIPS che rifornisce di aviocarburante basi militari USA/NATO del Nord Italia.
Invitiamo a diffondere e partecipare per liberare la nostra regione, l'Italia e il mondo da imperialisti e guerrafondai.

CNNER e CNNN

CUBA: SECONDO BLACKOUT NAZIONALE IN UNA SETTIMANA, OLTRE 10 MILIONI SENZA ELETTRICITA' =

ADN0305 7 EST 0 ADN EST NAZ CUBA: SECONDO BLACKOUT NAZIONALE IN UNA SETTIMANA, OLTRE 10 MILIONI SENZA ELETTRICITA' = L'Avana, 22 mar.(Adnkronos) - Un secondo blackout nazionale a Cuba in una settimana ha lasciato la notte scorsa oltre 10 milioni di persone senza elettricità nell'isola. E' stato il ministero dell'Energia a rendere nota la "totale disconnessione del sistema elettrico nazionale" ed annunciare, con un post su X, che "è stata già avviata l'applicazione dei protocolli per il ripristino" dell'elettricità. L'interruzione si è verificata mentre l'isola si stava ancora riprendendo dal blackout totale di lunedì scorso, il primo da quando gli Stati Uniti hanno iniziato a bloccare l'arrivo del carburante dal Venezuela all'inizio dell'anno e imposto, con la minaccia di dazi, il blocco dei rifornimenti da altri Paesi. Poco prima dell'interruzione della scorsa notte, la compagnia elettrica di stato cubana aveva annunciato, sempre sui social, che prevedeva un deficit delle forniture durante quello che è considerato, la notte del sabato, il momento di maggiore consumo di elettricità. I blackout si registrano mentre si intensifica la pressione di Donald Trump che in questi giorni continua a predirre l'imminente collasso del governo comunista dell'isola e lunedì scorso ha detto che potrebbe avere "l'onore di prendere il controllo" di Cuba, senza specificare se le operazioni per "prendere" sarebbe simile a quella attuata all'inizio dell'anno per catturare a Caracas Nicolas Maduro, che era un alleato chiave dell'Avana. Il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, che la scorsa settimana per la prima volta ha confermato che sono in corso colloqui con l'amministrazione Trump per mettere fine all'embargo sul carburante, chiarendo in un secondo momento che Cuba non intende negoziare con Washington il suo sistema politico, ieri ha detto che il suo governo riconosce che "ci potrebbe essere un attacco contro Cuba" e si sta preparando. (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-MAR-26 14:31  

>>>ANSA/ Il tycoon manda l'Ice negli aeroporti, 'ora guerra ai dem'

>>>ANSA/ Il tycoon manda l'Ice negli aeroporti, 'ora guerra ai dem' Il presidente in difficoltà riapre il fronte interno. Agenti schierati per lo shutdown (di Benedetta Guerrera) (ANSA) - WASHINGTON, 22 MAR - Nelle prossime ore negli aeroporti americani cominceranno a comparire gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement, quelli dispiegati da Donald Trump a migliaia in diverse città degli Stati Uniti per mostrare il suo pugno duro contro i migranti. Stretto tra una guerra all'Iran che non sta andando come previsto e i malumori della sua base, il tycoon ha dunque deciso di spostare nuovamente l'attenzione su un terreno caro alla sua base - quello della sicurezza e dell'immigrazione - spedendo gli agenti dell'Ice a lavorare fianco degli impiegati della Tsa - la sicurezza aeroportuale - per alleggerirne il carico e ridurre il caos negli scali. Un compito per il quale, però, gli uomini dell'immigrazione non sono stati addestrati. "Da domani l'Ice si recherà negli aeroporti per assistere i nostri straordinari agenti della sicurezza, rimasti al proprio posto nonostante il fatto che i democratici della sinistra radicale, concentrati esclusivamente sulla protezione di criminali incalliti entrati illegalmente nel nostro Paese, stiano mettendo in pericolo gli Usa bloccando i fondi che erano stati concordati da tempo, con tanto di contratti firmati e sigillati", ha annunciato il presidente in un post su Truth. Il riferimento è allo shutdown del dipartimento per la sicurezza interna che si protrae ormai da oltre un mese e ha lasciato senza stipendio gli impiegati della Tsa. Repubblicani e democratici scaricano gli uni sugli altri la responsabilità della paralisi dei finanziamenti e, in effetti, il blocco è dovuto ad un'impasse politica. L'opposizione si rifiuta di votare la legge fino a quando non saranno inseriti degli emendamenti che prevedano la responsabilità degli agenti dell'immigrazione e dei confini. Il Grand old party non vuole cedere di un millimetro e così in mancanza di un compromesso agenzie come la Tsa, la Fema (la protezione civile Usa) e la Guardia Costiera non possono pagare lo stipendi ai loro dipendenti. A guidare la nuova missione sarà lo zar dei confini di Trump, Tom Homan, che il presidente americano aveva inviato a Minneapolis per calmare le acque dopo l'uccisione di Renee Good e Alex Pretti. Quello che succederà con gli agenti dell'Ice negli aeroporti non è chiaro. In un post su Truth, Trump ha menzionato che si dedicheranno ad arresti di immigranti illegali, ma questo non avrebbe nulla a che fare con l'aiutare gli addetti alla sicurezza o smaltire le file dei controlli. Peraltro, come ha fatto notare il sindacato che rappresenta i dipendenti della Tsa, "sostituire quelli non retribuiti con agenti dell'Ice non è una soluzione, bensì una pericolosa escalation". "Non sono formati né certificati in sicurezza aeroportuale", ha affermato il leader del sindacato Everett Kelley, sottolineando che gli agenti della Tsa trascorrono mesi a sviluppare competenze altamente specialistiche per individuare esplosivi, armi e minacce sofisticate progettate per eludere i controlli. "Non ci si può improvvisare in questo". Quindi il rischio è che più che colmare una lacuna se ne crei un'altra, ancora più pericolosa, nella sicurezza. Sta di fatto che The Donald ha preso la sua decisione. Determinata, in parte, anche dal bisogno di distogliere l'attenzione dalla guerra contro l'Iran che si sta protraendo più del previsto e sta facendo aumentare il malcontento nella base Maga. Al post in cui annunciava il dispiegamento dell'Ice ne è seguito un altro nel quale il presidente individuo un nuovo nemico da battere, questa volta interno: i democratici. "Con la morte dell'Iran, il più grande nemico dell'America è il partito democratico, radicale di sinistra e altamente incompetente! ". (ANSA). 

ageei.eu - Referendum Giustizia, batte tutti gli altri per affluenza ai nastri di partenza. E ‘doppia’ il precedente. I DATI

Referendum Giustizia, batte tutti gli altri per affluenza ai nastri di partenza. E 'doppia' il precedente. I DATI

Il Referendum sulla Giustizia batte tutti per quanto riguarda l'affluenza. Quanto meno ai nastri di partenza.

I dati del referendum sulla Giustizia ha toccato alle ore 12 quota 14,9%. In gioco il Si o il No al referendum sulla Giustizia.

I cittadini sono chiamati ad esprimersi in merito alla revisione del sistema giudiziario per introdurre la separazione delle carriere e la creazione di due Csm, uno per valutare l'operato dei pm e l'altro per valutare l'operato dei magistrati.

COME SONO ANDATI GLI ALTRI REFERENDUM

Alle ore 12 infatti – tra i referendum che si sono svolti nell'arco dei due giorni – il referendum deputato al Si o al No sulla riforma della Giustizia ha toccato quorum 14,9%.

NEL 2025 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 7,4%

Ben lontano dal quello del 2025, quando l'affluenza era al 7,4% alle ore 12.

NEL 2020 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 12,2%

Nel 2020 invece, il Costituzionale sul taglio dei parlamentari aveva registrato alle ore 12 un affluenza del 12,2%.

NEL 2011 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 11,7%

Andando più indietro, il voto per l'acqua e il nucleare, l'affluenza alle ore 12 aveva toccato l'11,7% sebbene ci fu una 'rimonta' nel pomeriggio che portò il quorum al 57%.

NEL 2009 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 4,1%

E ancora: nel 2009, il Porcellum alle ore 12 si era fermato al 4,1% di affluenza per finire a poco oltre il 24% definitivo.

NEL 2006 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 10,1%

Andando indietro nel tempo, il referendum costituzionale del 2006 aveva toccato quota 10,1% alle ore 12 e si era chiuso con quasi il 54%.

NEL 2005 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 4,6%

Quello invece sulla procreazione assistita, nel 2005, si era fermato al 4,6% alle ore 12 con un finale al 26%.

NEL 2003 ALLE ORE 12 AFFLUENZA AL 4,5%

Nel 2003 il voto sul Lavoro aveva raggiunto alle ore 12 solo il 4,5% dell'affluenza per fermarsi il luendì a quasi il 26%.

www.ageei.eu

www.viminale.it

Giustizia, ecco come sono andati tutti i precedenti referendum italiani. Rush finale per la Riforma Giustizia. VADEMECUM, DATI e INFOGRAFICA

Giustizia, alle 12 affluenza alle urne per il referendum al 15%

 

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Hormuz, Houthi minacciano paesi che invieranno forze

Hormuz, Houthi minacciano paesi che invieranno forze Hormuz, Houthi minacciano paesi che invieranno forze "Amplierebbero l'aggressione, Usa in vicolo cieco strategico" Roma, 22 mar. (askanews) - Il movimento sciita Ansar Allah (Houthi), che controlla il nord dello Yemen, ha messo in guardia contro l'invio di forze straniere nella regione con il pretesto di proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz, avvertendo che ciò rischierebbe di aggravare l'escalation. "Inviamo un avvertimento contro qualsiasi tentativo di dispiegare truppe straniere nella regione, perché amplierebbe il cerchio dell'aggressione", si legge in una nota del ministero degli Esteri del movimento, citata dall'agenzia Saba. (Segue) Mos 20260322T185753Z
Hormuz, Houthi minacciano paesi che invieranno forze -2-
Hormuz, Houthi minacciano paesi che invieranno forze -2- Hormuz, Houthi minacciano paesi che invieranno forze -2- Roma, 22 mar. (askanews) - Gli Houthi accusano gli Stati uniti di trovarsi in "un vicolo cieco strategico" dopo aver avviato l'offensiva contro l'Iran e di cercare di coinvolgere altri Paesi nel conflitto. Le dichiarazioni arrivano mentre diversi Stati hanno annunciato iniziative per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. Mos 20260322T185800Z
  

Iran, Rutte: comprensibile mancato avvertimento attacco Usa

Iran, Rutte: comprensibile mancato avvertimento attacco Usa Iran, Rutte: comprensibile mancato avvertimento attacco Usa Trump ha detto di aver voluto preservare l'effetto sorpresa Roma, 22 mar. (askanews) - Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato di comprendere la decisione degli Stati uniti di non condividere con gli alleati i piani dell'attacco contro l'Iran per evitare fughe di notizie. "Gli Stati uniti stavano pianificando da settimane, per ovvie ragioni di sicurezza. Era impossibile condividere queste informazioni con gli alleati, perché ciò avrebbe potuto compromettere l'effetto del primo attacco, dato il rischio di fughe di notizie", ha affermato Rutte in un'intervista a Fox News. (Segue) Mos 20260322T170317Z  Iran, Rutte: comprensibile mancato avvertimento attacco Usa -2-
Iran, Rutte: comprensibile mancato avvertimento attacco Usa -2- Iran, Rutte: comprensibile mancato avvertimento attacco Usa -2- Roma, 22 mar. (askanews) - "Capisco pienamente perché gli Stati uniti non siano stati in grado di condividere queste informazioni con gli alleati", ha aggiunto. Il presidente statunitense Donald Trump nei giorni scorsi ha dichiarato che Washington non ha informato i partner per mantenere l'effetto sorpresa. Mos 20260322T170326Z





Iran: Teheran, uccisi 210 bambini. Colpiti 300 centri sanitari =

AGI0250 3 EST 0 R01 / Iran: Teheran, uccisi 210 bambini. Colpiti 300 centri sanitari = (AGI/EFE) - Teheran, 22 mar. - Le autorita' iraniane hanno riferito che almeno 210 bambini sono morti dall'inizio della guerra e hanno denunciato i danni a quasi 300 centri sanitari, ospedali e servizi di emergenza in tutto il paese. "210 bambini sono morti nella recente guerra", ha annunciato il ministro della Salute Mohammadreza Zafargandi, secondo l'agenzia di stampa Tasnim. Il ministro iraniano ha affermato che la guerra lanciata da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran va oltre gli scontri militari e "ha causato gravi danni alla popolazione civile, compresi bambini e donne", senza fornire un bilancio totale delle vittime del conflitto. Il primo giorno di guerra, il 28 febbraio, almeno 165 persone, tra cui 120 bambini, sono state uccise in un attacco a una scuola elementare nella citta' meridionale di Minab. Inoltre, ha indicato che circa 300 centri sanitari, ospedali e servizi di emergenza sono stati danneggiati. L'Iran non ha fornito un bilancio ufficiale delle vittime dal 5 marzo, quando ha riportato 1.230 morti. Tuttavia, l'ONG di opposizione HRANA, con sede negli Stati Uniti, stima il bilancio delle vittime a 3.230, di cui 1.406 civili. (AGI)Ant 221716 MAR 26  

IRAN: WSJ, PAESI GOLFO PREOCCUPATI DA RISCHI ATTACCHI USA A CENTRALI ELETTRICHE =

ADN0416 7 EST 0 ADN EST NAZ IRAN: WSJ, PAESI GOLFO PREOCCUPATI DA RISCHI ATTACCHI USA A CENTRALI ELETTRICHE = Washington, 22 mar. (Adnkronos) - I Paesi del Golfo avvertono l'amministrazione statunitense che eventuali attacchi alle centrali elettriche iraniane potrebbero provocare ritorsioni, mettendo a rischio le loro infrastrutture energetiche e idriche e con possibili ripercussioni sull'economia globale. Lo riferiscono funzionari informati citati dal Wall Street Journal. Secondo le fonti, diversi Stati della regione sono irritati da giorni per la scarsa influenza esercitata su Washington, nonostante i consistenti investimenti politici ed economici. I tentativi di mediazione avviati da alcuni Paesi arabi per favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sarebbero falliti a causa delle richieste avanzate da Teheran, ritenute troppo elevate, tra cui risarcimenti, garanzie contro una ripresa del conflitto e la fine della presenza militare americana nel Golfo. Le forze armate iraniane hanno nel frattempo minacciato di colpire infrastrutture energetiche, tecnologiche e impianti di desalinizzazione nella regione, in risposta all'avvertimento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva ventilato attacchi alle centrali iraniane qualora lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto entro 48 ore. (Vsn/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-MAR-26 17:52  

Iran: Teheran, presa di mira azienda aerospaziale Israele

Iran: Teheran, presa di mira azienda aerospaziale Israele Milano, 22 mar. (LaPresse) - L'esercito iraniano afferma di aver preso di mira la Israel Aerospace Industries (IAI), un'azienda statale del settore della difesa e dell'aerospazio. In una dichiarazione rilasciata all'agenzia di stampa governativa iraniana, l'esercito ha affermato di aver lanciato droni contro obiettivi della IAI vicino all'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nonché contro un aereo da ricognizione statunitense presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riporta Al Jazeera. EST NG01 ipz 221807 MAR 26  

Ucraina: Cremlino, Europa rifiuta dialogo con Russia e vuole prolungare conflitto senza avere i mezzi

NOVA0127 3 EST 1 NOV Ucraina: Cremlino, Europa rifiuta dialogo con Russia e vuole prolungare conflitto senza avere i mezzi Mosca, 22 mar - (Agenzia_Nova) - L'Europa si trova in una situazione difficile, eppure rifiuta il dialogo con la Russia, preferendo prolungare il conflitto in Ucraina senza avere i mezzi per finanziarlo. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un'intervista al giornalista Pavel Zarubin. "L'Europa e' dilaniata dalle contraddizioni" e si trova "in una situazione difficile", secondo Peskov. In questa prospettiva, l'Europa al momento non e' in grado di ricattare nessuno, incluso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "E' l'Ucraina che ricatta tutti in Europa", ha detto ancora il funzionario russo. (Rum)  

- >ANSA-REPORTAGE/ Israele sotto attacco, missile distrugge 20 condomini ad Arad

>ANSA-REPORTAGE/ Israele sotto attacco, missile distrugge 20 condomini ad Arad In 500 senza casa, 115 feriti nel quartiere abitato da ultraortodossi, beduini e russi (di Silvana Logozzo) (ANSA) - ARAD, 22 MAR - Il missile da mezza tonnellata è piombato poco prima delle undici di sera in mezzo alle palazzine a schiera di un quartiere popolare di Arad, cittadina che si affaccia sul Mar Morto, abitata da ultraortodossi ashkenaziti, arabi beduini, immigrati russi. L'esplosione gigantesca ha sventrato venti condomini, ferendo 115 persone, di cui 10 in gravi condizioni. Settanta bambini sono ricoverati negli ospedali. Cinquecento civili sono sfollati. Due ore prima altri missili balistici lanciati dall'Iran - che i sistemi di difesa israeliani non sono riusciti a intercettare come ha affermato l'Idf - avevano colpito anche un quartiere residenziale a Dimona, cittadina a 16 chilometri dal 'Centro di ricerca nucleare del Negev', dove un edificio a più piani è crollato, 60 i feriti. L'elevato numero di civili coinvolti in queste esplosioni, come raccontano in molti, è dovuto al fatto che, finora, l'area era stata una delle meno attaccate da Teheran. "Qui ci sentivamo sicuri, io ho un rifugio in casa, ma non ci entro mai quando suonano le sirene. Ora ho imparato la lezione", spiega all'ANSA Adam Abu Rabi'a, istruttore di scuola guida che abita accanto al luogo dell'esplosione, originario del villaggio beduino Drijat, adiacente ad Arad. La sua casa ha avuto danni minori, ma ha diversi parenti tra gli sfollati. "La guerra è terribile e speriamo finisca presto. Non riesco neppure a immaginare cosa potrebbe succedere se l'Iran avesse l'atomica. Scrivilo questo - dice Adam - noi sosteniamo l'esercito israeliano". Nonostante nel perimetro del deserto del Negev si trovi la cosiddetta 'fabbrica tessile' - nome in codice con cui gli israeliani fanno riferimento alla centrale nucleare che il Paese non ha mai dichiarato ufficialmente - e numerose basi dell'Idf - come quella di Nevatim, a una quindicina di chilometri da Arad, da dove presumibilmente decollano molti dei caccia che attaccano l'Iran - dal 28 febbraio l'area non era stata martellata dagli attacchi della Repubblica Islamica. Che invece si è concentrata a colpire il centro del Paese - specie Tel Aviv e Gerusalemme - dove vive più della metà della popolazione israeliana. Tuttavia, i siti strategici del Negev non sono stati raggiunti dalle enormi bombe dei Pasdaran. "L'Iran colpisce intenzionalmente le zone abitate, lo vediamo qui", racconta il portavoce della polizia Dean Elsdunne, parlando vicino al cratere lasciato dall'ordigno iraniano ad Arad. "Ma lo dimostra anche l'utilizzo intensivo delle bombe a grappolo". Finora, metà di missili lanciati dall'Iran appartiene a questa categoria, rilasciando circa 24 sotto-munizioni a missile, ognuna delle quali contiene tra i 3 e i 5 chili di esplosivo. Domenica ad Arad una folla si è radunata intorno ai palazzi devastati dall'esplosivo iraniano. Sfollati che cercavano di recuperare qualche oggetto dalle case andate in fiamme, o tra le suppellettili volate fuori dalle finestre per la deflagrazione. Ma anche giornalisti da tutto il mondo, e abitanti delle diverse etnie e religioni che popolano la cittadina, 32.000 abitanti, dove vivono molti lavoratori delle industrie minerarie e del settore turistico del Mar Morto, arabi provenienti dai villaggi beduini dei dintorni e una sempre più predominante popolazione ultraortodossa della corrente dei Hassidim di Gur. Nel corso della mattina, sono arrivati ad Arad, tra gli altri, Netanyahu e il ministro della Difesa. "Abbiamo assistito a un miracolo qui, non c'è stato neanche un morto, ma non ci affidiamo ai miracoli, è importante andare nei rifugi", ha detto il premier. Una vittima invece c'è stata al kibbutz Misgav Am, al confine nord, colpita da un missile di Hezbollah. "L'Iran attacca i civili per spingerli a protestare contro il governo affinché ponga fine alla guerra. Questo non accadrà. Il fronte della popolazione israeliana è forte", ha dichiarato Israel Katz. Opinione ampiamente condivisa dai civili della cittadina al confine con il deserto del Negev che ritengono questa guerra contro l'Iran indispensabile. (ANSA).

Medioriente: 4 morti in attacchi Israele a Gaza, colpita auto polizia

Medioriente: 4 morti in attacchi Israele a Gaza, colpita auto polizia Milano, 22 mar. (LaPresse) - I raid aerei israeliani hanno ucciso almeno quattro persone a Gaza, prendendo di mira un veicolo della polizia nel campo profughi di Nuseirat e un altro sito nel nord. Si tratta di un'ulteriore violazione del cessate il fuoco firmato nell'ottobre dello scorso anno. Lo riporta Al Jazeera. Funzionari del servizio sanitario palestinese hanno riferito che tre uomini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza centrale e che i medici li hanno identificati come membri della polizia controllata da Hamas. Altre dieci persone sono rimaste ferite nell'attacco. Un altro attacco a Sheikh Radwan ha causato la morte di una persona, identificata come un leader di un gruppo armato affiliato a Fatah, e il ferimento di altre. EST NG01 ipz 221800 MAR 26