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venerdì 3 aprile 2026

- >>>ANSA/ Rutte dopo Pasqua da Trump, prove di disgelo sulla Nato

>>>ANSA/ Rutte dopo Pasqua da Trump, prove di disgelo sulla Nato Macron lancia la coalizione degli indipendenti: 'Né con gli Usa né con la Cina' (di Michele Esposito) (ANSA) - BRUXELLES, 03 APR - Obiettivo numero uno: salvare l'Alleanza Atlantica e non perdere il sostegno americano sull'Ucraina. Mark Rutte mercoledì prossimo tornerà Oltreoceano da Donadl Trump e, questa volta, la missione si preannuncia ben più in salita rispetto al passato. Il segretario generale della Nato atterrerà a Washington subito dopo Pasqua, in un viaggio che ha il sapore dell'emergenza arrivando dopo giorni di feroci attacchi da parte del presidente americano agli alleati europei. Rutte negli Usa vedrà anche il segretario di Stato americano Marco Rubio e il segretario della Guerra Peter Hegseth, due volti del trumpismo che spesso hanno mostrato sfumature differenti ma che, sugli strali contro la Nato, hanno trovato più di una convergenza. Non è la prima volta che l'ex premier olandese si veste da pompiere per spegnere la furia di Donald. E' successo in occasione del summit dell'anno scorso a L'Aja, sul fronte dei contributi finanziari dei Paesi della Nato. E' successo a gennaio scorso sul fronte groenlandese, quando i danesi già si preparavano ad un'improbabile difesa da possibili incursioni militari a stelle e strisce. Sul tavolo, questa volta, c'è la permanenza degli Usa nell'Alleanza. Trump da giorni, inviperito per il mancato supporto degli Alleati sull'Iran, minaccia di lasciare. Rutte ha provato a fare buon viso a cattivo gioco, sperticandosi negli elogi per l'apporto americano. E' servito a poco. Anzi. A molti europei l'accondiscendenza di Rutte nei confronti di Trump comincia a irritare non poco. Da giorni Bruxelles appare segnata da un inedito e acceso anti-trumpismo, condito da una convinzione: gli attacchi della Casa Bianca alla Nato non fanno che aiutare il principale nemico dell'Europa in questo momento, Vladimir Putin. Chi vive sul fianco Est, a due passi dalla Russia, comincia quasi e evocare un piano B rispetto ad un'Alleanza vessata dagli Usa. "Ovviamente, la Nato è la pietra angolare della nostra sicurezza. Ovviamente, vogliamo essere un buono e leale alleato degli Stati Uniti, ma non possiamo fingere che il Presidente degli Stati Uniti non stia dicendo ciò che sta dicendo", ha sottolineato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski. Parallelamente l'effetto Trump sta portando l'Europa a rivedere il suo ruolo nel mondo, oltre che ad accelerare sull'autonomia strategica. Un indizio interessante, in questo senso, è venuto dalla Corea del Sud. Da Seul Emmanuel Macron, fresco di un nuovo botta e risposta con Trump, ha lanciato l'idea di una "coalizione di democrazie indipendenti" per far fronte "all'egemonia della Cina e all'imprevedibilità" del presidente Usa. "Non vogliamo dipendere da due poteri egemonici", ha sottolineato il presidente francese indicando tra i possibili membri dell'alleanza anche India e Brasile. Così delineata, la coalizione sembrerebbe quasi evocare una edizione 2.0 - e con le dovute differenze - dei Non Allineati che, sulla spinta della Yugoslavia di Tito, dell'India di Nehru e dell'Egitto di Nasser negli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, scelsero una terza via, quella di non schierarsi. Al di là dei paragoni è certamente un fatto che l'Ue, rafforzando i legami con Paesi come Canada, Brasile, Giappone, Australia, stia provando a costruire una rete di Paesi dai valori simili e commercialmente affidabili. Una rete che ha nella partnership sulla difesa una delle sue componenti. Il piano B, al momento, non può comunque prescindere dal piano A, ovvero la tenuta dell'Alleanza Atlantica. Il bilaterale tra Rutte e Trump dell'8 aprile arriva sulla scia di contatti diplomatici che da giorni sono in corso tra le due sponde dell'Atlantico. Con il presidente finlandese Alexander Stubb - uno dei più vicini a Trump - a distinguersi tra i pontieri. Il messaggio è più o meno riassumibile in un concetto: l'Europa non vuole neanche pensare ad una Nato priva degli Usa. Ma quella in Iran non è la sua guerra. (ANSA). 


Iran-Russia: Araghchi sente Lavrov, "risoluzione Onu su Hormuz non risolvera' problema"

NOVA0508 3 EST 1 NOV Iran-Russia: Araghchi sente Lavrov, "risoluzione Onu su Hormuz non risolvera' problema" Baghdad, 03 apr - (Agenzia_Nova) - Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha sentito l'omologo russo Sergej Lavrov, con cui ha discusso degli sviluppi regionali e internazionali nel contesto della guerra con Stati Uniti e Israele. Secondo quanto riferito dall'ufficio di Araghchi in una nota, il ministro ha ribadito "il diritto intrinseco della Repubblica islamica dell'Iran alla legittima difesa della sovranita', della sicurezza nazionale e dell'integrita' territoriale" e ha condannato "fermamente" gli attacchi alle infrastrutture del Paese, comprese universita', ponti e centri scientifici. Araghchi ha fatto riferimento anche alla "situazione di insicurezza imposta nello Stretto di Hormuz", attribuendola alla "aggressione militare"di Usa e Israele. "Attualmente, il passaggio delle imbarcazioni di Paesi non coinvolti nell'aggressione militare contro l'Iran e' garantito con il coordinamento delle forze armate della Repubblica Islamica nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Araghchi. Il ministro ha anche condannato le azioni di Stati Uniti e di altri Paesi all'interno del Consiglio di sicurezza dell'Onu, "per esercitare pressioni sull'Iran", sottolineando che "qualsiasi azione provocatoria degli aggressori e dei loro sostenitori al Consiglio di Sicurezza Onu riguardo alla situazione dello Stretto di Hormuz, portera' solo a complicare ulteriormente la situazione". La risoluzione del Consiglio di Sicurezza sullo Stretto di Hormuz "non risolve alcun problema, ma anzi diventa parte del problema", ha dichiarato Araghchi. Infine, il ministro ha condannato gli attacchi contro siti civili contro luoghi culturali - inclusa la chiesa ortodossa a Teheran - definendo tali azioni "una chiara violazione delle norme internazionali" e chiedendo una "reazione chiara" a tutti i Paesi e alle organizzazioni internazionali. Da parte sua, Lavrov ha ribadito la condanna della Russia alla "aggressione militare contro l'Iran", informando l'omologo dei contatti e delle consultazioni continue di Mosca con i Paesi della regione. Lavrov ha sottolineato la necessita' che tutte le parti tornino al percorso della diplomazia e della risoluzione politica della crisi, annunciando iniziative e proposte da parte della Russia per ridurre le tensioni e gestire la crisi nella regione. (Irb)  

Iran: Teheran, possiamo mantenere blocco Stretto di Hormuz per anni

Iran: Teheran, possiamo mantenere blocco Stretto di Hormuz per anni Torino, 3 apr. (LaPresse) - La situazione attuale nello Stretto di Hormuz potrebbe rimanere tale per lungo tempo, e l'Iran ha la capacità di mantenerla per anni. Lo ha dichiarato un alto funzionario della sicurezza iraniana a Press TV. "L'Iran ha la capacità di sostenere questa situazione per anni", ha detto il funzionario, riferendosi al blocco effettivo dello stretto strategico per le navi statunitensi e alleate. "La maggior parte delle attrezzature utilizzate per rifornire le basi e le guarnigioni militari statunitensi nella regione è stata fornita via mare, e l'Iran non deve più permettere che ciò continui", ha detto. Secondo il funzionario, l'Iran ritiene che se avesse iniziato a regolamentare lo stretto prima, le capacità logistiche del nemico sarebbero state significativamente ridotte. EST NG01 acg 032044 APR 26  

🛢🇺🇸 DOMINANTI, EPPURE NON AUTONOMI. IL PARADOSSO DELL'INDUSTRIA PETROLIFERA AMERICANA Gli USA sono i maggiori produttori e i maggiori esportatori di petrolio al mondo. Eppure, dipendono per il 25% dalle importazioni di petrolio canadese. I motivi di questo paradosso. Leggi l'articolo completo 🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE Telegram | Portale | Substack | X | Facebook | Instagram | YouTube

Usa in Iran per "cambiare il regime" e "guadagnare un sacco di soldi"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che prima di discutere la possibilità di un cessate il fuoco e di tornare ai negoziati, gli Stati Uniti devono spiegare le ragioni dell'aggressione all'Iran. 

"Nessuno vuole continuare questa guerra. Questa non è la nostra guerra, ci è stata imposta dagli Stati Uniti e dagli israeliani. L'hanno iniziata in modo ingiustificato e illegale. Quello che stiamo facendo è un atto legittimo di autodifesa", ha affermato il ministro degli esteri.

Nel frattempo il senatore americano Lindsey Graham, considerato dalla stampa americana colui che ha convinto Trump ad attaccare l'Iran, intervistato dalla Fox News ha indirettamente risposto al ministro iraniano ribadendo il vero motivo dell'aggressione e lasciato intendere che gli USA non hanno intenzione di trovare compromessi:

"Quando il regime iraniano cadrà, gli Stati Uniti avranno un nuovo Medio Oriente e gli Stati guadagneranno un sacco di soldi", ha affermato il senatore. Altro che motivi religiosi o diritti delle donne..


Ucraina invia militari in Giordania per proteggere le basi USA

Il presidente ucraino Vladimir Zelensky ha affermato al New York Times di aver inviato in Giordania un gruppo di specialisti di droni e droni intercettori per proteggere le basi militari statunitensi. 

Lo scorso giovedì sarebbe pervenuta una richiesta di aiuto dagli Stati Uniti e il giorno successivo la squadra ucraina, come afferma Zelensky, è volata in Medio Oriente. I militari proteggeranno le basi dagli attacchi dei droni iraniani.

E mentre il primo gruppo di militari ucraini viene spedito in Medio Oriente, i reclutatori dell'esercito ucraino proseguono a sequestrare civili nelle strade del proprio Paese, al fine di compensare le perdite registrate al fronte.






🇺🇸🇮🇷 Il primo soldato statunitense ha messo piede in Iran, ma non come avrebbe voluto Trump

In seguito alla notizia dell'abbattimento di un F-15E Strike Eagle statunitense nei cieli dell'Iran, accompagnata alle foto dei rottami dell'aereo, in rete sono iniziate ad apparire le immagini della successiva operazione di ricognizione e salvataggio del pilota, impiegando diversi aerei, elicotteri delle forze speciali e droni.

la presenza di diversi aerei a bassa quota ed elicotteri in pattugliamento sopra i cieli iraniani dimostrano l'assenza di preoccupanti forze della contraerea iraniana. Allo stesso tempo ciò significa che i comandi statunitensi sono disposti a correre seri rischi pur di evitare che il militari statunitensi possano finire in prigionia e consegnare così all'Iran un importante jolly in caso di possibili trattative. 

Secondo alcuni media iraniani i due membri dell'equipaggio sarebbero stati catturati dell'esercito di Teheran. 

Gli Stati Uniti per il momento non commentano ufficialmente il fatto che colpisce duramente la reputazione di Trump, il quale aveva affermato che tutte le difese aeree iraniane sono state neutralizzate. Allo stesso tempo anche l'Iran cerca di trarre vantaggio della situazione per provare a infliggere ulteriori danni all'esercito invasore.



👀 Flotta USA rifiuta di scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz

👁‍🗨La US Navy è diffidente nello scortare imbarcazioni civili attraverso lo Stretto di Hormuz, [scrive](https://www.reuters.com/world/middle-east/us-navy-tells-shipping-industry-hormuz-escorts-not-possible-now-2026-03-10/) la Reuters, citando fonti.

La Marina statunitense nega quasi quotidianamente le richieste degli armatori per la scorta militare attraverso lo Stretto di Hormuz, affermando che il rischio di attacco è ancora troppo alto.

Opzione Sansone contro l’Iran? | Salvo Ardizzone








 




Il Generale Ali Jahanshahi, comandante delle forze terrestri dell'esercito iraniano, ha dichiarato: “Non rimanderemo le vostre truppe all'età della pietra, le rimanderemo ancora più indietro. I commando dell'esercito iraniano hanno trascorso anni in un addestramento brutale e sono pienamente pronti al combattimento. L'Iran è il luogo dove vengono seppelliti gli invasori. Se ne dubitate, venite a scoprirlo di persona”. 🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico

 

 Il calciatore iraniano Mohammad Ansari ha dichiarato:


"Tutte le medaglie vinte durante il mio periodo al Persepolis sono per chiunque trovi il pilota invasore".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
 https://t.me/iranislamico




L'ammiraglio Ali Akbar Ahmadian, rappresentante della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica presso il Consiglio di Difesa:

 

Guarda "Gianluca Savoini: "C'è chi mesta nel torbido per tenere agganciata Roma a Kiev"" su YouTube

Iran: polizia annuncia taglia su pilota Usa, 'consegnatelo'

Iran: polizia annuncia taglia su pilota Usa, 'consegnatelo' Milano, 3 apr. (LaPresse/AP) - La polizia iraniana ha messo una taglia sul pilota o sui piloti del caccia Usa che Teheran ha riferito di avere abbattuto, chiedendo ai cittadini di dare loro la caccia. La provincia di Kohkilouyeh e Boyer-Ahmad si trova circa 500 chilometri a sud-ovest della capitale iraniana Teheran e il suo capoluogo è Yasuj. Si tratta di una zona intensamente rurale e montuosa dell'Iran, dove vivono circa 600mila persone. La tv locale ha inizialmente esortato i propri telespettatori, qualora avessero avvistato degli americani, a "sparare loro non appena li vedessero". Ha poi modificato le istruzioni, sulla base di una dichiarazione della polizia, chiedendo ai cittadini di consegnare eventuali piloti americani ancora in vita alle forze di sicurezza per "ricevere un premio prezioso". Il conduttore ha chiesto al pubblico di collaborare con le autorità locali nella caccia.(Segue) EST NG01 cba 031535 APR 26  
Iran: polizia annuncia taglia su pilota Usa, 'consegnatelo'-2-
Iran: polizia annuncia taglia su pilota Usa, 'consegnatelo'-2- Milano, 3 apr. (LaPresse/AP) - Durante la guerra l'Iran ha più volte rivendicato l'abbattimento di aerei nemici con piloti, rivendicazioni che si sono rivelate false. Questa volta potrebbe essere diversa perché quella di oggi è la prima volta che l'Iran ha esortato in tv i cittadini a dare la caccia al pilota di un aereo che si sospetta essere stato abbattuto. La richiesta pubblica di aiuto suggerisce che esercito, polizia e servizi di sicurezza iraniani mantengano una piccola presenza nella regione rurale, che si estende su oltre 15.500 chilometri quadrati. La provincia ospita principalmente i Lur dell'Iran, molti dei quali sono agricoltori. L'estremo sud della provincia segna l'inizio dei giacimenti petroliferi iraniani nella zona. I media di Stato iraniani hanno condiviso online immagini di quelli che sembrano essere velivoli Usa in volo sull'area dei fatti. EST NG01 cba 031535 APR 26

🇩🇪🇺🇸 TINO CHRUPALLA, CO-PRESIDENTE DEL PARTITO "ALTERNATIVA PER LA GERMANIA" [AFD], HA CHIESTO IL RITIRO DELLE TRUPPE AMERICANE DAL PAESE — TASS

⚫️Nello statuto dell'AfD si afferma che il partito si batte per il ritiro di tutte le truppe alleate dislocate sul territorio tedesco, in particolare del loro armamento nucleare.

🗣«Iniziamo a realizzare questo — con il ritiro delle truppe americane dalla Germania», - ha dichiarato il politico tedesco.

🔴Il co-presidente dell'AfD ha sottolineato che la Germania non dovrebbe più permettere di essere trascinata in conflitti internazionali, ma dovrebbe assumere un ruolo più autonomo. Come esempio ha citato la Spagna, che ha vietato agli USA di utilizzare le proprie basi militari per operazioni contro l'Iran. Attualmente in Germania si trovano circa 38.000 militari americani.

 Fonte  

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DELIRI

La favoletta in cui si narra che l'occidente è in lotta contro i regimi fondamentalisti religiosi diventa, ogni giorno che passa, sempre più ridicola.

Mentre costoro accusavano l'Iran di fanatismo religioso, nella Casa Bianca, pastori evangelici imponevano le mani sul presidente degli Stati Uniti nello Studio Ovale invocando su di lui "grazia e protezione divina". Il video è stato diffuso dallo stesso staff presidenziale, con tanto di didascalia: "Dio benedica gli Stati Uniti."
Non un episodio isolato eh..
Trump ha istituito, con decreto esecutivo firmato il 7 febbraio 2025, un apposito Ufficio della Fede alla Casa Bianca. A dirigerlo ha nominato Paula White-Cain, televangelista pentecostale nota per aver "parlato in lingue sconosciute" durante una diretta alla vigilia delle elezioni del 2020, invocando "rinforzi angelici dall'Africa e dal Sud America" per assicurare la vittoria a Trump. Nello stesso ambiente ecclesiale, le "prayerwalking" — marce collettive contro gli spiriti del male — e gli esorcismi di massa sono pratiche ordinarie.
Due giorni fa durante un pranzo pasquale alla Casa Bianca con oltre cento leader religiosi, la stessa White ha paragonato Trump a Gesù Cristo. Testualmente: "Sei stato tradito, arrestato e falsamente accusato. È uno schema familiare che ci ha mostrato il Nostro Signore e Salvatore." E ancora: "Poiché Egli è risorto, anche tu ti sei rialzato." 
Cioè, la consigliera spirituale ufficiale del presidente della prima potenza mondiale ha comparato il capo dello Stato al Cristo risorto. C'era anche il vescovo cattolico Robert Barrron (uno dei cattolici più seguiti negli USA), che stava lì ad applaudire mentre Paula White paragonava Trump a Gesù Cristo.
Il cattolico Barron è già annunciato come oratore per il 17 maggio all'evento in cui Trump ridedicherà ufficialmente gli Stati Uniti a "una nazione, sotto Dio".

Deliri incommentabili.

Da Weltanschauung Italia

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Guarda "Ucraina, Franco Battaglia: "Stupida guerra voluta da Nato e UE, ecco perché ha ragione la Russia"" su YouTube







Guarda "Licenziata l'inutile Pam Bondi - Il Controcanto - Rassegna stampa del 3 aprile 2026" su YouTube

@ottobre.rosso2

Librarsi in alto Yuri Trutnev da bambino sognava di diventare Yuri Gagarin (no, non un astronauta, ma Gagarin stesso, il primo nello spazio). Peccato, ovviamente, che non ci sia riuscito. Ma è riuscito a diventare un vice primo ministro - un cecchino. E se parliamo seriamente, scrivo molto sul Far East, lo faccio perché mi rendo conto di quanto sia fondamentale per il Paese il cambio di rotta verso l'Est in una guerra ibrida con l'Occidente collettivo. Negli anni difficili della guerra in Ucraina, Yuri Trutnev, in qualità di rappresentante del Presidente nel Far East, ha assunto un pesante fardello di responsabilità nei confronti del Presidente e del popolo per il nostro avamposto orientale, per l'arteria che ci nutre. Non so chi abbia realizzato il video, l'ho preso da un canale .. Ma so che Yuri Trutnev è un patriota. Nei difficili test che stiamo affrontando, non abbiamo bisogno del secondo primo astronauta, ma di una persona che lavori senza risparmiarsi per la Russia. Che qualcuno dica che il mio augurio è troppo patetico, ma voglio che le persone conoscano i loro eroi, quelli che combattono in prima linea e quelli che lavorano per la vittoria nei più alti corridoi del potere. È importante. Perché è un esempio per tutti. Un esempio di vera unità e di vero amore per la propria Patria, quando ognuno, al proprio posto, fa assolutamente tutto per la prosperità della propria Patria. Perché la Patria è una sola per tutti noi. Sì, mi sono quasi dimenticato. Oggi è il suo compleanno. Lo congratulo.

♬ suono originale - Ottobre Rosso

Yuri Trutnev da bambino

 


Jeffrey Sachs e la Crisi Globale: "Viviamo in un Manicomio, Serve Verità"

 




RUBRICA RUSSIA AMICA ➡️ IL FESTIVAL CHE FA PAURA!

 




LAVORO: CGIL, ITALIA IN DIFFICOLTA', CRISI DEMOGRAFIA E MERCATO LAVORO SEMPRE PIU' FRAGILE =

LAVORO: CGIL, ITALIA IN DIFFICOLTA', CRISI DEMOGRAFIA E MERCATO LAVORO SEMPRE PIU' FRAGILE = Roma, 3 apr. (Labitalia) - ''L'Italia è in difficoltà: il Paese è segnato da una crisi demografica strutturale e da un mercato del lavoro che rallenta e resta fragile''. Lo sottolinea Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil, commentando i dati recenti diffusi da Istat e Inps su demografia e occupazione. Dall'analisi emerge un quadro "preoccupante", Gabrielli evidenzia alcuni dati chiave: ''Nel 2025 le nascite scendono a 355mila, con un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna, tra i più bassi in Europa. Il saldo naturale resta fortemente negativo (-296mila), e la popolazione complessiva rimane stabile solo grazie alle migrazioni (+296mila). Cresce l'invecchiamento: gli over 65 rappresentano circa un quarto della popolazione e le famiglie unipersonali raggiungono il 37,1%, riflettendo profondi cambiamenti nella struttura sociale e familiare con impatti su occupazione e mercato del lavoro''. Sul fronte del lavoro, Gabrielli sottolinea: ''Il sistema continua a creare occupazione anche per le connesse dinamiche demografiche ormai note, ma mostra segnali di rallentamento: nel 2025 le assunzioni diminuiscono del 1,3% e i contratti a tempo indeterminato calano del 4,5%, mentre aumentano le forme di lavoro discontinuo (+4,9%). Il saldo occupazionale resta positivo (+342mila) ma in frenata e trainato da dinamiche non strutturali, con un aumento di licenziamenti economici (+4%) e risoluzioni consensuali, segno di crescente instabilità. Crescono le assunzioni incentivate (+14%), a conferma della dipendenza del mercato dalle risorse pubbliche, senza reali effetti di inclusione per giovani, donne, lavoratori migranti e territori svantaggiati. Il problema del lavoro precario e povero rimane quindi irrisolto''. Secondo la segretaria confederale, i dati evidenziano tre criticità su cui il Governo manca di interventi: ''Un declino demografico strutturale che minaccia il futuro produttivo e sociale del Paese; un mercato del lavoro poco dinamico e sempre più precario; e l'uso di incentivi pubblici senza adeguati meccanismi di condizionalità e verifica''. ''Senza una svolta radicale su lavoro stabile, salari, contrasto al lavoro sommerso, politiche industriali e welfare, queste tendenze non si invertiranno. Per questo, sono necessari - conclude Gabrielli - interventi strutturali su occupazione di qualità, diritti, lotta alla precarietà, sostegno alla natalità e alla genitorialità, modifica delle politiche migratorie e un rafforzamento dei sistemi di controllo e di efficacia nell'uso delle risorse pubbliche finalizzate agli incentivi, alle politiche attive e formazione''. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 03-APR-26 10:15  

CARBURANTI: CODACONS IN 9 REGIONI GASOLIO TORNA SOPRA 2,1 EURO, ANNULLATO SCONTO ACCISE =

CARBURANTI: CODACONS IN 9 REGIONI GASOLIO TORNA SOPRA 2,1 EURO, ANNULLATO SCONTO ACCISE = Roma, 3 apr. (Labitalia) - Con la nuova ondata di rialzi registrati oggi lungo la rete, il prezzo medio del gasolio torna a superare la soglia psicologica di 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane. Lo afferma il Codacons, che come ogni giorno rielabora i dati forniti dal Mimit. I listini più elevati si registrano a Bolzano, dove il diesel al self costa 2,134 euro al litro, seguita da Calabria (2,116 euro/litro), Friuli Venezia Giulia (2,113 euro al litro), Liguria e Lombardia (2,108 euro/litro), Puglia e Valle d'Aosta (2,104 euro/litro), Basilicata (2,102 euro/litro), Piemonte (2,100 euro/litro) - rileva il Codacons. In autostrada il gasolio costa invece oggi 2,137 euro al litro, la benzina 1,822 euro/litro. "A questi livelli dei listini, come previsto dal Codacons nei giorni scorsi, l'effetto dello sconto sulle accise disposto dal governo è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa, con i prezzi del gasolio che sono oramai tornati ai valori precedenti la misura fiscale". (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 03-APR-26 11:24  

CARBURANTI: CODACONS, PROROGA TAGLIO ACCISE NON BASTA, SCONTO ANDAVA POTENZIATO =

CARBURANTI: CODACONS, PROROGA TAGLIO ACCISE NON BASTA, SCONTO ANDAVA POTENZIATO = Roma, 3 apr. (Labitalia) - La proroga del taglio alle accise deciso oggi dal governo non è sufficiente a riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili. Lo afferma il Codacons, dopo la decisione del Consiglio dei ministri di prorogare fino al 1 maggio lo sconto fiscale. A causa dei continui rincari alla pompa il prezzo del gasolio, e nonostante la riduzione delle accise disposta dal governo lo scorso 18 marzo, è tornato ai livelli precedenti la misura fiscale, e alla data odierna supera quota 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane - spiega l'associazione - I listini più elevati si registrano a Bolzano, dove il diesel al self costa 2,134 euro al litro, seguita da Calabria (2,116 euro/litro), Friuli Venezia Giulia (2,113 euro al litro), Liguria e Lombardia (2,108 euro/litro), Puglia e Valle d'Aosta (2,104 euro/litro), Basilicata (2,102 euro/litro), Piemonte (2,100 euro/litro). In autostrada il gasolio costa invece oggi 2,137 euro al litro, la benzina 1,822 euro/litro. "A questi livelli dei listini, come purtroppo da noi previsto nei giorni scorsi, l'effetto dello sconto sulle accise disposto dal governo è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa. Per tale motivo ci aspettavamo oggi dal Consiglio dei ministri non solo una proroga al taglio alle accise, ma un potenziamento dello sconto fiscale per riportare i prezzi del gasolio a livelli accettabili", conclude il Codacons. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 03-APR-26 11:28  

Carburanti, M5s: governo insegue eventi senza governarli. E' game over

Carburanti, M5s: governo insegue eventi senza governarli. E' game over Carburanti, M5s: governo insegue eventi senza governarli. E' game over "Sfornato il quarto inutile decretino in un mese e mezzo" Roma, 3 apr. (askanews) - "Oggi il Consiglio dei ministri guidato da Giorgia Meloni sforna il quarto inutile decretino in un mese e mezzo. E il fatto stesso che dopo il Dl bollette, il Dl carburanti, il Dl fiscale stamattina sia sia dovuto varare un Dl accise in fretta e furia dimostra l'inadeguatezza di un Esecutivo che da troppi anni insegue gli eventi senza governarli. Un escutivo, pertanto, ai titoli di coda". Lo comunicano i parlamentari M5s delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato. "Mettere un'altra pecetta da 500 milioni, peraltro pagati in parte dai cittadini stessi attraverso la maggiore Iva, per prorogare un insufficiente e inutile taglio delle accise fino ai primi di maggio, illudendosi di coprire le gite fuori porta del primo maggio, è a dir poco insultante. Come accaduto per il primo Dl carburanti, anche la proroga del taglio delle accise di questo ulteriore decreto verrà letteralmente mangiata dall'aumento del prezzo del petrolio, ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile", aggiungono. "Drammatiche poi le parole del ministro Giorgetti, che ammette la necessità di superare i vincoli di quel Patto di stabilità che lui stesso, con Giorgia Meloni, ha firmato. Un Governo presuntuoso e spregiudicato ha commesso un peccato originale firmando quel Patto. Oggi tutti i principali analisti e osservatori ci dicono che viviamo una fase di 'permacrisi' e 'policrisi', piena di frammentazioni commerciali e geopolitiche, con il totale ribaltamento delle catene mondiali di fornitura. E, si badi bene, questa situazione va avanti almeno dal 2008, ossia dalla crisi dei mutui subprime", proseguono. (Segue) Bla 20260403T112550Z  

LIBANO: MEDIA "PER FUNZIONARI IDF NON SI PUÒ DISARMARE HEZBOLLAH"

ZCZC IPN 225 EST --/T LIBANO: MEDIA "PER FUNZIONARI IDF NON SI PUÒ DISARMARE HEZBOLLAH" TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) - Funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di non essere in grado di disarmare il gruppo libanese filo-iraniano Hezbollah, poiché ciò richiederebbe l'occupazione di tutto il Libano, aggiungendo che solo lo Stato libanese potrebbe disarmare il gruppo. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Nei prossimi giorni, le Idf prevedono di presentare alla leadership politica una proposta per istituire una "zona di sicurezza" nel Libano meridionale, che dovrebbe estendersi per 2-3 chilometri dal confine israeliano. Secondo il piano, prosegue Haaretz, non verrebbero costruiti avamposti militari nell'area e la maggior parte dei civili che vivono nei villaggi verrebbe evacuata per prevenire attriti tra le truppe e la popolazione civile. I funzionari hanno aggiunto che un potenziale cessate il fuoco in Iran non dovrebbe essere collegato a una cessazione dei combattimenti in Libano, che si prevede continueranno. L'obiettivo dell'esercito è garantire che i miliziani di Hezbollah non ritornino nei villaggi all'interno della zona di sicurezza. (ITALPRESS) - (SEGUE). xr2/lcr/red 03-Apr-26 11:21  

5 milioni di iraniani sono pronti a offrirsi volontari in caso di invasione nemica. Questo è esattamente il numero di cittadini della Repubblica islamica che hanno aderito alla campagna nazionale “Darò la mia vita”. (Da Abbas Djuma)

🇮🇷 5 milioni di iraniani sono pronti a offrirsi volontari in caso di invasione nemica. Questo è esattamente il numero di cittadini della Repubblica islamica che hanno aderito alla campagna nazionale “Darò la mia vita”. (Da Abbas Djuma)




Nuovo attacco alla base aerea statunitense Victoria a Baghdad. Saker Italia Telegram