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giovedì 2 aprile 2026

R. STAMPA / ISRAELE, CUSTODE TERRA SANTA: DA 7 SECOLI MESSE IN OGNI CONDIZIONE

9CO1784695 4 CRO ITA R01 R. STAMPA / ISRAELE, CUSTODE TERRA SANTA: DA 7 SECOLI MESSE IN OGNI CONDIZIONE (9Colonne) Roma, 2 apr - "Ancora? Credevo avessimo chiarito tutto. Ci sono questioni ben più importanti, dolori e problemi quotidiani per milioni di persone". Lo afferma fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, in un colloquio con La Stampa tornando sull'episodio del blocco subito dalla polizia israeliana insieme al patriarca Pizzaballa e spiegando che "non voglio tornare sulle polemiche, soprattutto non ho alcuna intenzione di essere strumentalizzato in chiave anti-ebraica o anti-israeliana. Desideriamo, anche con le autorità, guardare avanti con spirito costruttivo, affinché la libertà di culto per tutte le religioni sia sempre rispettata". Il religioso francescano rivendica il ruolo storico della sua missione sottolineando che "da oltre sette secoli la Custodia di Terra Santa protegge e custodisce i principali Luoghi Santi e, in particolare, la Basilica del Santo Sepolcro. Una comunità stabile di frati francescani vive e celebra nel Santo Sepolcro senza interruzione, in ogni circostanza, anche durante i periodi più difficili della storia, compresi i tempi di guerra come questo". In merito alle procedure di accesso ai luoghi sacri, Ielpo precisa che "il Custode di Terra Santa è il superiore del Santo Sepolcro e non necessita dell'autorizzazione della polizia per accedere alla Basilica. Quello, tecnicamente, è il mio convento. Non si tratta di un privilegio, ma del riconoscimento di un diritto consolidato da tempo". Analizzando l'attuale situazione di conflitto, osserva che "le sofferenze dei cristiani, come dei fedeli delle altre religioni qui, sono ancora tante, troppe. In questa terra, dove sperimentiamo il peso della guerra e della paura, la risurrezione di Cristo non è una parola lontana, ma un fatto concreto che ci chiede di cambiare sguardo". Dopo aver visitato le comunità in Libano e Siria, il Custode aggiunge che "la situazione è davvero drammatica. I conflitti distruggono i corpi, ma anche l'anima, generando ferite profonde, fratture, vortici di odio e rancore. E soprattutto fanno sentire soli. Bisogna che ognuno percepisca che qualcuno lo sostiene e gli cammina di fianco nell'oscurità". Sull'opera di assistenza svolta dai frati, conclude ricordando che "la Custodia assiste tutti, bimbi, anziani, uomini e donne, di ogni religione. In Libano i nostri conventi hanno aperto le porte agli sfollati sciiti. Per noi è centrale l'uomo indipendentemente da religione, età o provenienza. La mancanza dei pellegrinaggi è un ulteriore danno. Confidando nella provvidenza, ci affidiamo alla generosità di tutti". (redm) 020917 APR 26  

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