Translate

lunedì 4 ottobre 2010

DI EX VICESINDACO SCOMPARSO SCHELETRO TROVATO IN SARDEGNA

CRO S0B QBXB È DI EX VICESINDACO SCOMPARSO SCHELETRO TROVATO IN SARDEGNA RICONOSCIUTO DA ABITI E ZAINO, MORTO PER UNA CADUTA (ANSA) - NUORO, 4 OTT - Lo scheletro ritrovato sabato da un'escursionista fra Orgosolo ed Urzulei è di Gesuino Cadinu, l'ex vicesindaco di Mamoiada (Nuoro), di 56 anni scomparso il 27 dicembre dell'anno scorso dopo essere uscito per un'escursione sul Supramonte. La conferma dell'identificazione è arrivata stamani nella sala mortuaria dell'ospedale San Francesco di Nuoro. Un nipote di Cadinu, Salvatore Gungui, che già ieri sul luogo del ritrovamento aveva riconosciuto gli abiti e uno zainetto dello zio, ha ripetuto davanti al magistrato che i jeans e il cappello trovati sui resti umani sono quelli che lo zio indossava il 27 dicembre quando all'alba uscì di casa. Un altro particolare ha aiutato il riconoscimento: sul volto irriconoscibile vi sono ancora i baffi, caratteristica inconfondibile di Cadinu. Dopo la denuncia della scomparsa di Cadinu furono avviate ricerche e l'auto dello scomparso fu trovata parcheggiata e chiusa a chiave. Neanche speciali unità cinofile della Protezione civile particolarmente addestrate riuscirono a ritrovare le tracce di Cadinu. Solo uno speleologo a distanza di quasi un anno ha notato, sabato scorso, lo scheletro in una cavità calcarea in un dirupo. I primi accertamenti medico-legali hanno stabilito che Cadinu è scivolato, battendo violentemente il capo e la schiena. La morte è stata probabilmente istantanea. Terminati gli accertamenti i resti di Cadinu saranno restituiti alla famiglia per la celebrazione dei funerali. (ANSA). E04 04-OTT-10 12:18 NNN
FINE DISPACCIO

-12



Scendi in piazza anche tu sabato 16 ottobre a Roma

con Sabina Guzzanti, Luigi De Magistris, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Lidia Ravera, Pancho Pardi, Furio Colombo, Gianni Vattimo, Sonia Alfano, Articolo 21, don Enzo Mazzi, don Paolo Farinella e molti altri

che hanno aderito all'appello di Camilleri, Flores d'Arcais, don Gallo e Hack che invita la società civile a manifestare insieme ai lavoratori della Fiom, per dire:
FUORI BERLUSCONI
REALIZZIAMO LA COSTITUZIONE
VIA I CRIMINALI DAL POTERE
RESTITUIRE LE TELEVISIONI AL PLURALISMO
ELEZIONI DEMOCRATICHE
FATTI LEADER!
L’organizzazione della manifestazione dipende anche da te. Organizza con i tuoi amici pullman, carovane di macchine, viaggi collettivi in treno (segnala a redazione@micromega.net disponibilità e iniziative). Inventa e produci cartelloni, striscioni, manifesti, pupazzi. Produci e diffondi manifestini in piccolo formato, nelle cassette delle lettere e nei luoghi di ritrovo.
Il 16 ottobre tutti a Roma
L’ITALIA SI DESTA!
FUORI BERLUSCONI
REALIZZIAMO LA COSTITUZIONE

www.micromega.net

"Le disposizioni sul contenzioso del lavoro approvate dal Senato (d.d.l. 1167-B-bis

Lavori usuranti - Iter parlamentare al Senato della Repubblica









ACQUA: SOTTO ESAME DLGS SU QUALITA'IDRICA, NUOVI STANDARD

(NEWSLETTER AMBIENTE)
(ANSA) - ROMA, 4 OTT - E' all'esame del Senato lo schema
di Dlgs del Governo (n. 252) sui nuovi standard di qualita'
(Sqa) e le nuove specifiche tecniche in materia di qualita'
delle acque. Lo schema e' stato predisposto ai sensi della
Comunitaria 2009 e, in particolare, dell'allegato B, con lo
scopo di attuare nel nostro ordinamento due direttive
comunitarie: la direttiva 2008/105/CE relativa a standard di
qualita' ambientale nel settore della politica delle acque e la
direttiva 2009/90/CE sull'analisi chimica ed il monitoraggio
dello stato delle acque.
La prima e' finalizzata al raggiungimento di uno stato chimico
buono delle acque superficiali istituendo standard di qualita'
per gli inquinanti o gruppi di inquinanti che presentano un
rischio significativo per l'ambiente acquatico, identificandone
in allegato trentatre alcune delle quali indicate come
pericolose (ad esempio, di cadmio, mercurio e degli idrocarburi
policiclici aromatici). Spetta agli Stati membri applicare gli
standard di qualita' in base al monitoraggio dello stato delle
acque effettuato e adottare misure per impedire aumenti
significativi delle concentrazioni.
In base alle informazioni raccolte o ad altri dati
disponibili, gli Stati dovranno poi istituire un inventario
delle emissioni, degli scarichi, delle perdite di sostanze
prioritarie e degli inquinanti indicati dalla direttiva per
ciascun bacino idrografico o parte di esso all'interno del loro
territorio.
La direttiva 2009/90/CE invece stabilisce le specifiche
tecniche per le analisi chimiche e il monitoraggio delle acque
superficiali e sotterranee, prevedendo che i metodi di analisi
utilizzati per i programmi di monitoraggio chimico, compresi i
metodi di laboratorio, siano convalidati e documentati ai sensi
della norma EN ISO/IEC-17025 o di altre norme equivalenti
internazionalmente accettate.
Lo schema attualmente in esame si compone di tre articoli,
intervenendo e chiarendo la materia regolata dal decreto
legislativo n. 152 del 2006 e, in particolare, quelli relative
alla tutela delle acque dall'inquinamento.
Fornisce alle regioni le indicazioni su come identificare il
buono stato chimico delle acque e prevede la riduzione e l'
eliminazione delle sostanze prioritarie e delle sostanze
pericolose prioritarie entro il 2021. Indica inoltre le
competenze del ministero e dell'Ispra in particolare per il
consolidamento del Sistema Informativo Nazionale per la Tutela
delle Acque Italiane (Sintai). L'articolo 2 abroga alcune
disposizioni regolamentari relative alle modalita' di
informazione sullo stato delle acque e alla fissazione di
standard di qualita' nell'ambiente acquatico per le sostanze
pericolose. L'articolo 3 reca infine la clausola di invarianza
finanziaria. (ANSA).

XLO
04-OTT-10

"Straordinari non concordati: raffica di rimborsi ai poliziotti"

ACILIA, VOLANTE POLIZIA COINVOLTA IN INCIDENTE STRADALE





OMR0000 4 CRO TXT Omniroma-ACILIA, VOLANTE POLIZIA COINVOLTA IN INCIDENTE STRADALE (OMNIROMA) Roma, 03 ott - Una volante della polizia, che si stava recando per un intervento allo stadio di Acilia, è rimasta coinvolta in un incidente stradale, intorno alle 14, in via della Verbena. Sull'altra auto viaggiava una famiglia (padre, madre e due figli): il padre è rimasto ferito ad una mano. I rilievi sono effettuati dalla polizia municipale. red 031904 ott 10
FINE DISPACCIO

NON SI MANGIA SU MOTOVEDETTE POLIZIA PENITENZIARIA, ESPOSTO



CRO S57 S0B QBXB NON SI MANGIA SU MOTOVEDETTE POLIZIA PENITENZIARIA, ESPOSTO (ANSA) - LIVORNO, 3 OTT - «Uno sciopero della fame forzato». È quanto denuncia il Ciisa (sindacato autonomo della polizia penitenziaria) dopo che, secondo quanto riferisce il segretario livornesee Vincenzo Romeo, al personale della base navale di Livorno «è stato proibito di rifocillarsi durante le ore di servizio e sulle motovedette». Romeo ha presentato un esposto alla Procura di Livorno. Il divieto di mangiare durante il servizio, spiega Romeo, è in vigore dal 30 settembre per una disposizione del responsabile della base navale. Gli agenti del servizio navale della polizia penitenziaria di Livorno sono in forza al carcere di Gorgona, ma nel porticciolo dell'isola le motovedette, per motivi di sicurezza, non possono stazionare a lungo. «Quindi - scrive il sindacalista - il personale mangiava agli ormeggi di Livorno, sulle motovedette». Nell'avviso si legge che «il personale che intende consumare il pasto presso esercizi convenzionati dovrà preventivamente chiedere permesso scritto al comandante, timbrare l'uscita e recuperare l'assenza. Si chiarisce che non è consentito assolutamente nè la preparazione nè la consumazione dei pasti a bordo delle motovedette». Secondo il Ciisa la disposizione sarebbe dettata da necessità di risparmiare. «Se proprio si vuol risparmiare denaro - rivela Romeo - segnaliamo alla Procura che al personale della stazione navale è regolarmente elargita l'indennità d'imbarco espressamente vietata da una circolare del 1998». (ANSA). YG3-MOI 03-OTT-10 19:33 NNN
FINE DISPACCIO

La P.E.C. nella Pubblica Amministrazione

Sospensione patente nei centri abitati: attenti ad una TRAPPOLA nel Codice Stradale



domenica 3 ottobre 2010

Cassazione "...Il lavoratore ha dieci anni di tempo, dal momento in cui il danno si è manifestato, per chiederne il risarcimento ..."

 

Cassazione "...Il lavoratore ha dieci anni di tempo, dal momento in cui il danno si è manifestato, per chiederne il risarcimento ..."

Cassazione "...Permesso di soggiorno per coesione familiare, requisiti e limiti ..."

Cassazione "...Permesso di soggiorno per coesione familiare, requisiti e limiti ..."

Cassazione "...Il popolo può ritenersi "sovrano", come vuole la Costituzione, solo se viene pienamente informato di tutti i fatti di interesse pubblico. La funzione del giornalismo di inchiesta...."

Cassazione "...Il popolo può ritenersi "sovrano", come vuole la Costituzione, solo se viene pienamente informato di tutti i fatti di interesse pubblico. La funzione del giornalismo di inchiesta...."

Lodo Lega, la banda armata non è più reatoDopo tante leggi ad personam/s per Silvio B., eccone una per i fedelissimi di Umberto B., in nome della par condicio.

link per eventuali commenti

 La norma è ben nascosta in un decreto omnibus che entra in vigore fra pochi giorni, il 9 ottobre: il Dl 15.3.2010 n. 66 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo “Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello che puniva col carcere da 1 a 10 anni “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere “azioni di violenza o minaccia”.

Il trucco c’è e si vede: un provvedimento che abroga una miriade di vecchie norme inutili viene usato per camuffare la depenalizzazione di un reato gravissimo e, purtroppo, attualissimo. Chissà se il capo dello Stato, che ha regolarmente firmato anche questo decreto, se n’è accorto. L’idea si deve, oltreché al ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche al titolare della Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli. Che cos’è venuto in mente a questi signori, fra l’altro nel pieno dei nuovi allarmi su un possibile ritorno del terrorismo, di depenalizzare le bande militari e paramilitari di stampo politico? Forse l’esistenza di un processo in corso da 14 anni a Verona a carico di politici e attivisti della Lega Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale Padana”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i guardiani della secessione. Processo che fino a qualche mese fa vedeva imputati anche Bossi, Maroni, Borghezio, Speroni e altri cinque alti dirigenti che erano parlamentari all’epoca dei fatti, fra i quali naturalmente Calderoli.

In origine, i capi di imputazione formulati dal procuratore Guido Papalia sulla scorta di indagini della Digos e di copiose intercettazioni telefoniche, in cui molti protagonisti parlavano di fucili e armi varie, erano tre: attentato alla Costituzione, attentato all’unità e all’integrità dello Stato, costituzione di una struttura paramilitare fuorilegge. Ma i primi due, con un’altra “legge ad Legam”, furono di fatto depenalizzati (restano soltanto in caso di effettivo uso della violenza) nel 2005 dal centrodestra ai tempi del secondo governo Berlusconi. Restava in piedi il terzo, quello cancellato dal decreto La Russa-Calderoli. I leader leghisti rinviati a giudizio si erano già salvati dal processo grazie al solito voto impunitario del Parlamento, che li aveva dichiarati “insindacabili”, come se costituire una banda paramilitare rientrasse fra i reati di opinione degli eletti dal popolo. Papalia ricorse alla Corte costituzionale con due conflitti di attribuzioni fra poteri dello Stato contro la Camera, ma non riuscì a ottenere ragione. Restavano imputate 36 persone, fra le quali Giampaolo Gobbo, segretario della Liga Veneta e sindaco di Treviso e il deputato Matteo Bragantini. Ma ieri, nella prima udienza del processo al Tribunale di Verona, si è alzata l’avvocatessa Patrizia Esposito segnalando ai giudici che anche il reato superstite sta per evaporare: basta aspettare il 9 ottobre e tutti gli imputati dovranno essere assolti per legge. Stupore generale: nessuno se n’era accorto. Al Tribunale non è rimasto che prenderne atto e rinviare il dibattimento al 19 novembre, in attesa dell’entrata in vigore del decreto. Dopodiché il processo riposerà in pace per sempre. Le camicie verdi e i loro mandanti possono dormire sonni tranquilli. Il Partito dell’Amore, sempre pronto a denunciare il “clima di odio che può degenerare in violenza”, ha depenalizzato la banda armata. Per l’“associazione a delinquere dei magistrati” denunciata da B., invece, si procederà quanto prima alla fucilazione.

Uranio impoverito e soldati abbandonati