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mercoledì 22 giugno 2011

Ministero del lavoro e delle politiche sociali Nota 17-6-2011 n. 25/II/0010052 Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - Referente unico per l'assistenza alla stessa persona in situazione di handicap grave - Art. 33, L. n. 104/1992 come modificato dall'art. 24, comma 1, lett. a), L. n. 183/2010. Emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale per l'attività ispettiva.




Nota 17 giugno 2011, n. 25/II/0010052 (1).
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - Referente unico per l'assistenza alla
stessa persona in situazione di handicap grave - Art. 33, L. n.
104/1992 come modificato dall'art. 24, comma 1, lett. a), L. n.
183/2010.

(1) Emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
Direzione generale per l'attività ispettiva.




Alla
Università degli studi di Firenze
 
Piazza San Marco, 4
 
50121 - Firenze




L'Università degli Studi di Firenze ha avanzato istanza di
interpello al fine di avere chiarimenti in merito alla corretta
interpretazione della disposizione normativa di cui all'art. 24,
comma 1 lett. a), L. n. 183/2010 che ha innovato l'art. 33, L. n.
104/1992 con riferimento al referente unico per l'assistenza alla
persona in situazione di handicap grave.
In particolare, si chiede se sia legittima la fruizione dei permessi ex
art. 33, L. n. 104/1992, a mesi alterni da parte di più aventi
diritto, per l'assistenza a familiari disabili in situazione di
handicap grave alla luce delle modifiche apportate con il c.d.
Collegato Lavoro.
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela
delle Condizioni di Lavoro e dell'INPS, si rappresenta quanto
segue.
Il riformulato art. 33, comma 3, L. n. 104/1992 dispone espressamente
che il diritto alla fruizione dei permessi "non può essere
riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l'assistenza
alla stessa persona con handicap in situazione di gravità".
Preliminarmente si osserva che la disposizione normativa, nella sua
nuova articolazione, non prevede più in maniera esplicita la
continuità e l'esclusività dell'assistenza quali requisiti
essenziali ai fini del godimento di tali permessi.
Tuttavia, con riferimento al concetto di esclusività, la nuova
prescrizione tende in parte a tipizzare tale requisito disponendo
specificatamente che i permessi possono essere accordati ad un unico
lavoratore per assistere la stessa persona; pertanto, stante la
lettera della norma ed in linea con quanto già chiarito con circolare
dal Dipartimento della Funzione Pubblica (cfr. Circ. 6 dicembre 2010,
n. 13/2010), si osserva che la legge sembra individuare un unico
referente per ciascun disabile.
Al fine di sciogliere il dubbio interpretativo prospettato
dall'istante, appare opportuno ricordare che lo stesso Consiglio
di Stato ha definito il referente unico come il soggetto che assume
"il ruolo e la connessa responsabilità di porsi quale punto di
riferimento della gestione generale dell'intervento, assicurandone
il coordinamento e curando la costante verifica della rispondenza ai
bisogni dell'assistito" (cfr. parere n. 5078/2008).
Alla luce del suddetto orientamento si può sostenere, pertanto, che il
referente unico si identifica con colui che beneficia dei permessi
mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave
con esclusione, quindi, di altri eventuali soggetti.
A conforto di ciò, si osserva che laddove il Legislatore abbia voluto
individuare fattispecie specifiche in deroga alla regola generale
sopra delineata, ha previsto espressamente ipotesi eccezionali in cui
viene contemplata la possibilità di fruire dei permessi da parte di
due soggetti per l'assistenza di uno stesso familiare: è questo il
caso dei genitori rispetto ai quali l'art. 33, comma 3, lett. a)
ultimo periodo dispone espressamente che "per l'assistenza
allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è
riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono
fruirne anche alternativamente".


Il Direttore generale
Paolo Pennesi



L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33
L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 24

Ministero del lavoro e delle politiche sociali Nota 17-6-2011 n. 25/II/0010053 Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - Applicazione delle disposizioni di cui al D.L. n. 5/2011 relativamente alla festività del 17 marzo 2011. Emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale per l'attività ispettiva.




Nota 17 giugno 2011, n. 25/II/0010053 (1).
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - Applicazione delle disposizioni di cui al
D.L. n. 5/2011 relativamente alla festività del 17 marzo 2011.

(1) Emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
Direzione generale per l'attività ispettiva.




Alla
Aris
 
Associazione religiosa Istituti Socio - Sanitari
 
Largo della Sanità Militare, 60
 
00184 - Roma

Alla
Confindustria
 
Viale dell’Astronomia, 30
 
00144 - Roma




L'ARIS, Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari e
Confindustria hanno presentato istanza di interpello al fine di
conoscere il parere di questa Direzione generale in merito alla
corretta interpretazione della disposizione normativa di cui
all'art. 1 del D.L. n. 5/2011, convertito in L. n. 47/2011, con
particolare riferimento al trattamento economico e normativo da
applicare alla giornata del 17 marzo 2011, istituita quale festa
nazionale per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
In particolare, l'ARIS chiede se la giornata del 17 marzo 2011
debba essere considerata come:
- assenza non retribuita e, ove lavorata, remunerata con
l'ordinaria retribuzione ovvero
- giorno festivo, dando luogo, nell'ipotesi in cui venga svolta
l'attività lavorativa, alle maggiorazioni economiche previste dal
CCNL applicato oltre alla retribuzione aggiuntiva, ovvero ad un giorno
di riposo compensativo.
La Confindustria chiede invece se, in virtù della modifica apportata
dalla legge di conversione, L. n. 47/2011, la disposizione normativa
in questione, così come riformulata, consenta di individuare quale
festività soppressa da prendere come riferimento al fine
dell'erogazione del trattamento economico normativo da riconoscere
ai lavoratori per la giornata del 17 marzo, il 4 novembre o, in via
alternativa, una delle altre festività tuttora soppresse ai sensi
della L. n. 54/1977.
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela
delle Condizioni di Lavoro, si rappresenta quanto segue.
In via preliminare, si ricorda che secondo quanto disposto
dall'art. 1, comma 1, D.L. n. 5/2011, come convertito in L. n.
47/2011, "limitatamente all'anno 2011, il giorno 17 marzo è
considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge
27 maggio 1949, n. 260" e, ai sensi del comma 2 della citata
disposizione, "al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico
della finanza pubblica e delle imprese private derivanti da quanto
disposto dal comma 1, per il solo 2011 gli effetti economici e gli
istituti giuridici e contrattuali previsti per le festività del 4
novembre o per una delle altre festività tuttora soppresse ai sensi
della legge 5 marzo 1977, n. 54, non si applicano a una di tali
ricorrenze ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150°
anniversario dell'Unità d'Italia proclamata per il 17 marzo
2011(... )".
Il Legislatore ha pertanto istituito, solo per quest'anno, una
nuova festività nazionale il cui trattamento economico è legato a
quello previsto per la giornata del 4 novembre ovvero, alla luce delle
modifiche introdotte con legge di conversione, L. n. 47/2011, a quello
relativo ad una delle altre festività soppresse di cui alla L. n.
54/1977.
Muovendo da un'interpretazione letterale dell'articolato
normativo, emerge chiaramente che nè il Decreto istitutivo nè la
successiva Legge di conversione contengono alcuna indicazione circa il
trattamento da riservare ai lavoratori.
In particolare, non essendovi alcun richiamo all'art. 5, L. n.
260/1949, è possibile ritenere che il Legislatore abbia inteso
escludere l'applicazione, alla nuova festività nazionale, del
trattamento normalmente spettante, in via ordinaria, per questa
tipologia di ricorrenze; nello specifico è stato prevista, infatti,
una particolare disciplina basata sul "trasferimento" al 17
marzo del trattamento che i datori di lavoro avrebbero, altrimenti,
attribuito in occasione delle festività soppresse.
Atteso che la L. n. 54/1977 si limita a disporre la soppressione di
alcune festività religiose e civili, senza fare alcun riferimento a
quanto si dovrebbe corrispondere ai lavoratori in occasione di tali ex
festività, è necessario far riferimento ai contratti collettivi di
settore che regolano, secondo criteri non sempre uniformi, la materia,
al fine di individuare il trattamento economico normativo dovuto per
la festività del 17 marzo 2011.
A tal proposito, in risposta al quesito avanzato dall'ARIS, si
precisa che i contratti collettivi relativi al personale medico e non,
sottoscritti dall'associazione istante, non prevedono alcun
trattamento aggiuntivo: le disposizioni contenute nel CCNL per il
personale non medico della sanità privata (cfr. art. 30) e quelle del
CCNL per il personale medico (cfr. art. 18), infatti, prevedono
espressamente che, in sostituzione delle festività soppresse, i
dipendenti abbiano diritto a quattro giornate di ferie aggiuntive.
Ciò premesso, muovendo dalla ratio esplicitata nella norma che mira ad
evitare l'introduzione di "nuovi e maggiori oneri a carico
della finanza pubblica e delle imprese privatè", appare possibile
ritenere che l'istituzione del 17 marzo quale giorno festivo
comporti, in via generale, la sostituzione di una delle festività
soppresse previste dai contratti collettivi applicati dall'Aris,
con la conseguente riduzione delle ferie da quattro giorni a tre.
Laddove, peraltro, il personale medico e non medico abbia prestato la
propria attività lavorativa nella giornata festiva del 17 marzo 2011,
si può ritenere che il trattamento economico e normativo da applicare
andrà a coincidere con la retribuzione prevista dal contratto
collettivo applicato in azienda per le altre festività lavorate.
Con riferimento, invece, all'istanza avanzata da Confindustria, in
linea con le precedenti considerazioni e, dunque, coerentemente con la
finalità espressamente individuata dalla norma, appare opportuno
interpretare la disposizione in oggetto, come modificata dalla L. n.
47/2011, nel senso di permettere al singolo datore di lavoro di
scegliere, per la giornata del 17 marzo 2011, il trattamento che
risulti meno oneroso per l'impresa, prendendo in considerazione,
in via alternativa, il 4 novembre o altra festività soppressa.
A sostegno di tale soluzione interpretativa, peraltro, si sottolinea
che lo stesso tenore letterale della disposizione pone in un vero e
proprio rapporto di alternatività, la giornata del 4 novembre con le
altre ex festività, al fine di "compensare" gli oneri
derivanti dall'introduzione della festa nazionale: è, infatti,
espressamente previsto che, per il giorno 17 marzo, devono applicarsi
gli effetti economici e giuridici previsti "per la festività
soppressa del 4 novembre o per una delle altre festività tuttora
soppresse".
Per le ragioni sin qui esposte, in coerenza con la ratio legis
enunciata nella norma, appare possibile affermare che, al fine
dell'individuazione del trattamento economico - normativo da
erogare ai lavoratori in occasione della festività nazionale del 17
marzo 2011, il singolo datore di lavoro può scegliere come
riferimento, sia la giornata del 4 novembre sia, in via alternativa,
una qualsiasi delle altre festività tuttora soppresse ai sensi della
L. n. 54/1977.


Il Direttore generale
Paolo Pennesi



D.L. 22 febbraio 2011, n. 5, art. 1
L. 5 marzo 1977, n. 54
L. 27 maggio 1949, n. 260, art. 5

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Circ. 10-6-2011 n. 18099/DIV3/T Circ. 11 aprile 2011, n. 11364/DIV3/T - Carrozzerie destinate al trasporto di derrate deperibili. Ispessimento delle pareti in occasione del rinnovo dell'attestazione presso una Stazione di prova ATP - Modifica. Emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, Direzione generale per la motorizzazione.



Circ. 10 giugno 2011, n. 18099/DIV3/T (1).
Circ. 11 aprile 2011, n. 11364/DIV3/T - Carrozzerie destinate al
trasporto di derrate deperibili. Ispessimento delle pareti in
occasione del rinnovo dell'attestazione presso una Stazione di
prova ATP - Modifica.

(1) Emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi
e statistici, Direzione generale per la motorizzazione.



 
Alle
Direzioni generali territoriali
   
Loro sedi
 
Agli
Uffici motorizzazione civile
   
Loro sedi
 
Al
C.S.R.P.A.D.
   
Roma
 
Ai
Centri prova autoveicoli
   
Loro sedi
 
Al
C.N.R. - Consiglio nazionale delle ricerche istituto per la tecnica del
freddo
   
Corso Stati Uniti, 4
   
35127 - Padova
 
Al
C.S.I. - Certification of safety institute S.p.A.
   
Viale Lombardia, 20
   
20021 - Bollate (MI)
 
Al
R.F.I. - Rete ferroviaria italiana
   
S.p.A. Via di Portonaccio, 175
   
00158 - Roma

e, p.c.:
Alle
Associazioni di categoria
   
Loro sedi




Sono pervenute a questa Direzione generale da parte degli operatori del
settore difficoltà a reperire la documentazione richiesta al punto m)
della circolare in oggetto. Valutata la fondatezza delle osservazioni
formulate il sopracitato punto m) della Circ. 11 aprile 2011, n.
11364/DIV3/T - Carrozzerie destinate al trasporto di derrate
deperibili. Ispessimento delle pareti in occasione del rinnovo
dell'attestazione presso una Stazione di prova ATP è modificato
come segue:
m) Qualora in occasione di ogni rinnovo dell'attestazione di
isotermia ATP sorga il fondato dubbio che gli spessori rilevati non
coincidono con gli spessori approvati, la prova per il rinnovo
dell'attestazione ATP deve essere sospesa ed informato il
competente Ufficio motorizzazione affinché il veicolo sia sottoposto a
revisione straordinaria (art. 80/5 CdS). Il rinnovo
dell'attestazione di isotermia ATP è perciò subordinato al
ripristino delle condizioni originarie della carrozzeria a meno che
non venga attuata, a richiesta dell'Intestatario della carta di
circolazione, la procedura indicata nella presente circolare.


Il Direttore generale
Dott. Arch. Maurizio Vitelli



Circ. 11 aprile 2011, n. 11364/DIV3/T

Ministero dello sviluppo economico Nota 3-5-2011 n. 83087 Richiesta parere su D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 (impiantistica) e L. n. 122/1992 (autoriparazione). Emanata dal Ministero dello sviluppo economico, Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione, Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica, Divisione XXI - Registro delle imprese.



Nota 3 maggio 2011, n. 83087 (1).
Richiesta parere su D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 (impiantistica) e L. n.
122/1992 (autoriparazione).

(1) Emanata dal Ministero dello sviluppo economico, Dipartimento per
l'impresa e l'internazionalizzazione, Direzione generale per
il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la
normativa tecnica, Divisione XXI - Registro delle imprese.



 
All'
Ing....(omissis)...
   
e-mail:...............@poste.it

e, p.c.:
Alla
Cciaa di Cagliari
 
Alla
Cortese attenzione del segretario generale
   
(trasmissione tramite PEC)




Si fa riferimento all'e-mail datata 12 febbraio 2011 con la quale
la S.V. ha presentato a questo Ministero un quesito in materia di
impiantistica e autoriparazione.
Con il quesito in esame la S.V. ha fatto conoscere che sta costituendo
una società (con la partecipazione anche di altro socio) avente come
oggetto sociale quello di svolgere attività di impiantistica (sia a
terra che a bordo di automezzi) e attività di autoriparazione (settore
elettrauto).
A tal proposito ha chiesto di conoscere se possa assumere il ruolo di
responsabile tecnico dell'impresa sia per quanto concerne
l'impiantistica che per il settore di autoriparazione (elettrauto)
anche nell'ipotesi che assuma su di sé altre cariche presso
l'impresa medesima (come ad esempio quella di responsabile della
sicurezza dei cantieri esterni) e/o svolga saltuariamente attività di
libera professione.
La S.V. ha altresì chiesto di conoscere se possa firmare progetti di
impianti di potenza superiore ai 6 Kw (in quanto professionista
iscritto all'albo), tenuto conto di quanto previsto dall'art.
5, commi 1 e 2 del D.M. n. 37/2008.
In proposito, occorre preliminarmente rappresentare che la valutazione
del caso in esame non è di competenza di questa Amministrazione,
rientrando la stessa tra le prerogative della Camera di commercio, in
quanto responsabile del procedimento.
Tuttavia, a seguito della richiesta, si ritiene di dover fornire
risposta al quesito proposto, rappresentando al riguardo quanto segue:
- occorre innanzitutto ricordare che questa Amministrazione non è
competente a valutare i titoli di studio universitari e pertanto si
astiene da qualsivoglia valutazione al riguardo;
- circa la possibilità che la posizione di responsabile tecnico di cui
al D.M. n. 37/2008 possa essere ricoperta dalla stessa persona che
eventualmente assuma anche la posizione di responsabile tecnico di cui
alla L. n. 122/1992, si ritiene opportuno rappresentare che le
disposizioni contenute nel D.M. n. 37/2008, art. 3, comma 2,
impediscono che tale ipotesi possa essere presa favorevolmente in
considerazione.
Pur tuttavia tale parere negativo non può essere esteso al caso in cui
il responsabile tecnico di un impresa impiantistica sia anche il
legale rappresentante della costituenda società in parola. Infatti la
disposizione di cui all'art. 3, comma 2 non troverebbe, in tal
caso, appropriata applicazione.
Tale ipotesi tuttavia configgerebbe comunque con la necessità che il
responsabile tecnico di un impresa di autoriparazione stazioni presso
l'autofficina poiché deve assicurare ai terzi che
l'espletamento dell'attività avvenga in conformità alla legge
e nell'assoluto rispetto del principio della sicurezza del parco
veicoli circolanti.
In passato peraltro con Circ. n. 3286/C del 19 giugno 1992, è stato
richiamato per la figura del responsabile tecnico di una impresa di
autoriparazione, il principio dell'univocità del rapporto:
"Stanti le prerogative e le incombenze specificatamente previste
in capo al responsabile tecnico dalla legge (122/92), si ritiene, in
via generale, che una stessa persona non possa assumere tale incarico
per conto di più imprese o più sedi (unità locali operative )di una
stessa impresa....".
È pur vero che questa Amministrazione, con il parere espresso con nota
9 dicembre 2009, n. 113217, peraltro riportato nel sito ufficiale di
questo Ministero (all. 1), ha derogato - in via eccezionale - dal
principio di univocità del rapporto espresso con la circolare
suindicata. In tale sede è stato, tuttavia, chiarito che necessità
primaria fosse di salvaguardare i principi-cardine della normativa in
parola, ovverosia lo stabile collegamento del preposto alla gestione
tecnica delle 2 imprese e la "continuità e assiduità della
prestazione presso le officine medesime (il caso specifico prevedeva
che n. 2 imprese di autoriparazione fossero nella stessa sede
operativa) ", al fine di garantire la sicurezza del parco veicoli
circolanti. Quindi in sostanza è stato ribadito il concetto che il
responsabile tecnico autoriparatore debba essere necessariamente
"presente" presso la sede
operativa (officina) dell'impresa di autoriparazione.
Conseguentemente, ed in conclusione, non si ritiene possibile che il
responsabile tecnico di un impresa impiantistica, la cui attività è,
per natura stessa, itinerante (in quanto si svolge presso edifici
terzi), possa contemporaneamente essere presente presso
l'officina, così come, viceversa, il responsabile tecnico
autoriparatore non può essere garante dei lavori svolti
dall'impresa impiantistica (per il tramite del socio o degli
eventuali collaboratori).
Le altre attività, per le quali la S.V. chiede se possano confliggere
con la normativa in oggetto, non possono essere considerate - per gli
stessi motivi - compatibili con il contemporaneo svolgimento delle
attività di cui all'oggetto.
Infine, circa la possibilità che la S.V. possa firmare progetti di
impianti di potenza superiore ai 6 Kw, in quanto professionista
iscritto all'albo e tenuto conto di quanto previsto dall'art.
5, commi 1 e 2 del D.M. n. 37/2008, si rappresenta che la materia non
è di competenza di questa Divisione. Per eventuali chiarimenti in
proposito si informa che la questione è stata posta all'attenzione
della competente Divisione XVIII - Normativa Tecnica (per info:
vincenzo.correggia@sviluppoeconomico.gov.it).


Il Dirigente
Marco Maceroni



Allegato 1


Nota 9 dicembre 2009, n. 113217
Attività di autoriparazione (legge n. 122 del 1992) - Responsabile
tecnico - Quesito (2)

(2) Il testo della nota 9 dicembre 2009, n. 113217, emanata dal
Ministero dello sviluppo economico, è riportato autonomamente.


D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, art. 5
D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, art. 3
L. 5 febbraio 1992, n. 122

Silp Cgil, Bianchini: la legalità quale volano di crescita e sviluppo

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martedì 21 giugno 2011

POLIZIA PENITENZIARIA: 5 SINDACATI,NO A SERVIZIO PENSIONATI

POLIZIA PENITENZIARIA: 5 SINDACATI,NO A SERVIZIO PENSIONATI

(ANSA) - ROMA, 21 GIU - ''Prendiamo atto del fatto che la
realta' ha travalicato la piu' tragicomica delle previsioni: tra
non molto i pensionati lavoreranno al posto degli agenti della
Polizia Penitenziaria''. Con una nota congiunta i sindacati
penitenziari Osapp, Sinappe, Cisl Fns, Ugl e Cnpp puntano il
dito contro il protocollo d'intesa siglato l'Anppe (associazione
di pensionati del Corpo il cui Consiglio di amministrazione Š
composto da dirigenti del principale sindacato di categoria, il
Sappe), in forza del quale il provveditore regionale del
Triveneto ha consentito ad alcuni soci di ''collaborare e
svolgere, su base volontaria ed in considerazione delle esigenze
dell'istituto, incarichi, compiti e mansioni compatibili con il
proprio status all'interno del penitenziario''.
Infatti - riferiscono i sindacati - con una nota del 31
maggio scorso sulla carenza di personale femminile di Polizia
Penitenziaria inviata al Dap il provveditore regionale annuncia
che ''allo scopo di migliorare i servizi di sicurezza non Š di
poco conto segnalare che Š stata firmata una convenzione con il
locale Anppe, perche' loro personale possa collaborare ed
alleggerire i colleghi in servizio di taluni oneri d'interesse
dell'amministrazione''. Con un'altra nota, del 21 giugno, lo
stesso provveditore chiarisce che in seguito a tale protocollo
di intesa '' si consente ad alcuni soci di collaborare e
svolgere, su base volontaria ed in considerazione delle esigenze
dell'istituto, incarichi, compiti e mansioni compatibili con il
proprio status all'interno del penitenziario''.
I cinque sindacati contrari all'iniziativa chiedono ''a quale
titolo il Ministro Alfano e soprattutto il Capo del DAP Ionta
continuano ad avallare le assurde pretese di un unico sindacato,
per giunta minoritario, consentendo che dei pensionati
sostituiscano colleghi ancora in servizio''. Si tratta di scelte
''semplicemente inopportune e illegittime'', oltre che
''incongruenti'' rispetto all'annuncio di nuove assunzioni.
(ANSA).

COM-BAO
21-GIU-11 18:59 NNNN

lunedì 20 giugno 2011

INTERNET: AUTORIZZATI NUOVI DOMINI PER LE IMPRESE

INTERNET: AUTORIZZATI NUOVI DOMINI PER LE IMPRESE

(ANSA-AFP) - SINGAPORE, 20 GIU - Le imprese private su
internet d'ora in poi potranno utilizzare il loro nome nel
suffisso del dominio, per esempio al posto dei suffissi .org o
.net: lo ha stabilito l'ente internazionale preposto ai nomi a
dominio Icann (Internet Corporation for Assigned Names and
Numbers), il cui consiglio di amministrazione si e' riunito oggi
a Singapore.
''Si tratta del maggiore cambiamento concernente i nomi di
dominio dalla creazione di 'dotcom' (.com) 26 anni fa'', ha
spiegato Theo Hnarakis, direttore del Melbourne It Digital Brand
Services, societa' con sede in California specializzata in
servizi internet. (ANSA-AFP).

GV
20-GIU-11 07:35 NNNN
NNN

sabato 18 giugno 2011

Sicurezza: Orlando (IDV), Maroni intervenga per Caserta

SICUREZZA: ORLANDO (IDV), MARONI INTERVENGA PER CASERTA

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - ''Lo stato di degrado in cui versano
i commissariati anticamorra a Caserta, come rivela un'inchiesta
pubblicata sul sito di Repubblica, e' sintomatico della grave
carenza di strutture adeguate e di mezzi, determinata dalla
politica dei tagli con cui il governo ha colpito pesantemente il
comparto sicurezza''. Lo afferma il portavoce dell'Italia dei
Valori, Leoluca Orlando.
''Nella lotta alla criminalita' organizzata, l'esecutivo,
invece di adottare misure per sostenere il lavoro delle Forze
dell'Ordine, ha saputo solo arrogarsi i successi, frutto
dell'impegno di quanti ogni giorno rischiano la propria vita per
garantire il rispetto della legalita' nel nostro Paese. Forse il
ministro Maroni, che non ha mai perso tempo per vantare i meriti
dell'esecutivo, crede di poter combattere le mafie a colpi di
spot e di falsi proclami. Pertanto - conclude Orlando -
chiediamo a Maroni di chiarire al piu' presto la vicenda e di
spiegare quali misure intenda adottare per risanare un settore
depauperato oltre ogni limite. Considerato che, quanto
denunciato a Caserta, e' solo la punta dell'iceberg di una
disattenzione che non riguarda tante altre realta''', conclude.
(ANSA).

FLB
18-GIU-11 18:37 NNNN

MATURITA': CAMPAGNA SICUREZZA POLIZIA 'ANTIBUFALE' INUTILE E DANNOSO CERCARE SULLA RETE LE TRACCE D'ESAME

MATURITA': CAMPAGNA SICUREZZA POLIZIA 'ANTIBUFALE'
INUTILE E DANNOSO CERCARE SULLA RETE LE TRACCE D'ESAME
(ANSA) - ROMA, 18 GIU - Parte oggi la campagna della Polizia
per la 'maturita' al sicuro'. Per il terzo anno consecutivo la
Polizia delle Comunicazioni avvia la campagna di
sensibilizzazione rivolta ai maturandi contro "bufale e leggende
metropolitane" sulle anticipazioni delle tracce d'esame e per
incoraggiare i giovani al rispetto delle regole. Gli operatori
del Commissariato di P.S. online, l'ufficio virtuale della
Polizia delle Comunicazioni, saranno, dunque, a disposizione dei
maturandi per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle
informazioni che circolano in rete nelle ore immediatamente
precedenti la prima prova d'esame.
Ogni anno in occasione della Maturit…, infatti, si rincorrono
puntualmente voci incontrollate sulle anticipazioni delle tracce
ministeriali provenienti da Internet. Ed ogni anno si diffondono
le consuete leggende metropolitane secondo cui sarebbe possibile
venire a conoscenza dei compiti d'esame prima della fatidica
apertura delle buste provenienti dal Ministero dell'Istruzione.
Leggende che, spiega la Polizia, assumono il carattere di
certezza per molti ragazzi che perdono ore intere in Rete alla
ricerca di anticipazioni sulle tracce.
La campagna "Maturit… al sicuro" vuole debellare il fenomeno ed
evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso,
possano anche rimetterci denaro alla ricerca della soffiata
giusta.
L'iniziativa "antibufale" si serve delle forme di comunicazione
e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi
di sensibilizzazione, ed Š finalizzata ad aiutare i ragazzi ad
affrontare l'esame con maggiore serenit…, confidando nei propri
mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni
passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che
comporterebbero solo l'esclusione dalla prova d'esame.
L'obiettivo finale - dice la Polizia - e' evitare che i ragazzi
passino la notte che precede l'esame perdendo il proprio tempo
sulla rete nella speranza di conoscere le tracce con qualche ora
di anticipo.(ANSA).

AU
18-GIU-11 10:53 NNNN

Sicurezza. Barbato: Maroni pensi a degrado 'modello' Caserta

SICUREZZA. BARBATO: MARONI PENSI A DEGRADO 'MODELLO CASERTA'
"NON ABBASSARE LA GUARDIA SULLA LOTTA ALLA CRIMINALITA'"

(DIRE) Roma, 18 giu. - "Nella lotta alla criminalita' organizzata
in terra di camorra non e' possibile abbassare la guardia ma
occorre sostenere il lavoro e lo sforzo degli uomini delle forze
dell'ordine e della magistratura chiamati a rappresentare in quei
territori il vero presidio della legalita' insieme alla
magistratura". Lo dice Francesco Barbato, deputato Idv, per il
quale "la denuncia contenuta nell'inchiesta apparsa sul sito del
quotidiano Repubblica rende evidente come sia intollerabile
lasciare unicamente all'impegno e alla devozione degli uomini
delle forze dell'ordine rappresentare un argine alla criminalita'
nella terra dei Casalesi, senza i necessari e peraltro minimi
mezzi e condizioni ambientali necessari a questo lavoro".
"Chiedo al ministro Maroni- conclude Barbato- di intervenire
quanto prima sulle condizioni di questo 'modello Caserta' da lui
stesso tanto pubblicizzato, per dare risposte agli ispettori del
lavoro che hanno denunciato questo degrado, riportando normalita'
operativa nel pieno rispetto della legge, consentendo agli uomini
delle forze dell'ordine impegnati in quelle zone di garantire
quella sicurezza che i cittadini casertani e campani chiedono e
aspettano da tanto tempo".

(Com/Pol/ Dire)
15:13 18-06-11

NNNN

Sicurezza: Fiano, interrogazione su caserme nel casertano

SICUREZZA. FIANO: INTERROGAZIONE SU CASERME NEL CASERTANO


(DIRE) Roma, 18 giu. - "Scandalosa per le responsabilita'
istituzionali e devastante per la dignita' dei lavoratori delle
forze dell'ordine la vicenda denunciata quest'oggi sul sito di
Repubblica-Espresso sulle condizioni in cui versano i
commissariati del Casertano e anche parte della Questura di
Caserta". Lo denuncia Emanuele Fiano, del Pd, che spiega: "La
qualita' delle strutture della polizia nel territorio di Gomorra
avrebbe dovuto diventare, nelle parole pronunciate nel 2009 da
Maroni all'indomani della strage di 6 cittadini senegalesi a
Castelvolturno, un vanto per l'intero Paese e un modello di
riconquista del territorio contro le forze della camorra.
In realta', siamo di fronte alla dimostrazione che quanto noi
dell'opposizione andiamo dicendo da tre anni sull'effetto dei
tagli lineari voluti e applicati dal ministro Tremonti in questo
settore, si sta puntualmente verificando".
Secondo Fiano, "il governo a parole piu' securitario della
storia, ha prodotto il piu' grave danno alla qualita' della vita
e del lavoro degli operatori delle forze dell'ordine.
Lunedi'- conclude l'esponente del Pd- depositeremo
un'interrogazione urgente per verificare le responsabilita'
connesse alle notizie apparse oggi oggi e chiedere al ministro
quali provvedimenti intenda adottare".

(Com/Pol/ Dire)
14:31 18-06-11

NNNN
SICUREZZA: FIANO (PD), INTERROGAZIONE SU SITUAZIONE CASERTA

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - ''Scandalosa per le responsabilita'
istituzionali e devastante per la dignita' dei lavoratori delle
forze dell'ordine la vicenda denunciata quest'oggi sul sito di
Repubblica-Espresso sulle condizioni in cui versano i
commissariati del Casertano e anche parte della Questura di
Caserta''. Lo denuncia Emanuele Fiano, del Pd, che spiega: ''La
qualita' delle strutture della polizia nel territorio di Gomorra
avrebbe dovuto diventare, nelle parole pronunciate nel 2009 da
Maroni all'indomani della strage di 6 cittadini senegalesi a
Castelvolturno, un vanto per l'intero Paese e un modello di
riconquista del territorio contro le forze della camorra.
In realta', siamo di fronte alla dimostrazione che quanto noi
dell'opposizione andiamo dicendo da tre anni sull'effetto dei
tagli lineari voluti e applicati dal ministro Tremonti in questo
settore, si sta puntualmente verificando''.
Secondo Fiano, ''il governo a parole piu' securitario della
storia, ha prodotto il piu' grave danno alla qualita' della vita
e del lavoro degli operatori delle forze dell'ordine''.
''Lunedi'- conclude l'esponente del Pd- depositeremo
un'interrogazione urgente per verificare le responsabilita'
connesse alle notizie apparse oggi oggi e chiedere al ministro
quali provvedimenti intenda adottare''. (ANSA).

FLB
18-GIU-11 15:16 NNNN

Sicurezza: Picierno (PD): vergogna degrado Commissariati Caserta

SICUREZZA. PICIERNO (PD): VERGOGNA DEGRADO COMMISSARIATI CASERTA


(DIRE) Roma, 18 giu. - "Quanto emerso oggi, grazie all'inchiesta
apparsa sul sito di Repubblica riguardo al degrado dei
commissariati in tutta la provincia di Caserta, e' una vergogna
inaccettabile, frutto della politica di questo Governo". Lo
sostiene Pina Picierno, parlamentare Pd eletta in Campania, che
spiega: "Da un lato in tutti questi anni il ministro Maroni ha
parlato del 'modello Caserta' come del fiore all'occhiello del
Paese, dall'altro ha lasciato che le risorse destinate alle forze
di polizia venissero tagliate. Da un lato il governo si incensa
degli straordinari risultati conseguiti con gli arresti del
latitanti e le confische dei beni alla camorra, dall'altra
permette che persone che si impegnano nella lotta ai clan, con
grande dedizione, professionalita' e sacrificio, debbano lavorare
in locali degradati e strutture non idonee".
Conclude Picierno: "Il ministro Maroni fornisca spiegazioni in
Parlamento e ci dica come intende intervenire".

(Com/Pol/ Dire)
16:19 18-06-11

NNNN

Caserta: Calipari(PD), Maroni dia risposte immediate su degrado Commissariati

CASERTA: CALIPARI (PD), MARONI DIA RISPOSTE IMMEDIATE SU DEGRADO COMMISSARIATI =
'DOCUMENTATO DA UN'INCHIESTA NELLE TERRE DI CAMORRA'

Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - "Il ministro dell'Interno, Maroni
dia una risposta immediata sulla sconvolgente inchiesta pubblicata da
'Repubblica.it' sul degrado dei commissariati in terra di camorra". Lo
chiede la vicepresidente dei deputati del Pd Rosa Villecco Calipari,
ricordando che "Maroni, all'indomani della strage di Castelvolturno
dove furono trucidati sei senegalesi, elevo' ad esempio il 'modello
Caserta' per dare un'idea di come si combattesse la criminalita'
organizzata".

"Ora, a due anni e mezzo di distanza da quella strage e a uno
dall'ultima denuncia delle forze dell'ordine, la fotografia dei
commissariati di Aversa, Marcianise, Casal di Principe, Sessa Aurunca,
documentata dall'inchiesta, mostra locali disastrati, fili elettrici
scoperti, uffici trasformati in depositi di immondizia, sedie rotte,
bagni inagibili, infissi rotti e faldoni giudiziari rosi
dall'umidita'".

Chiede Calipari al titolare del Viminale: "E' questo il 'modello
Caserta'? Non si puo' fare della sicurezza una bandiera da sventolare
in campagna elettorale o davanti ai padani di Pontida e poi
abbandonare chi, ogni giorno, garantisce proprio la sicurezza degli
italiani in terre di frontiera".

(Sin/Pn/Adnkronos)
18-GIU-11 17:54

NNNN

ANSA/ SANTORO, SHOW BENIGNI E APPELLO 'RIPRENDIAMOCI FUTURO' IN TUTA BLU AL PREMIER, 30 MILA MANI ALZATE PERCHE' RESTI IN RAI

ANSA/ SANTORO, SHOW BENIGNI E APPELLO 'RIPRENDIAMOCI FUTURO'
IN TUTA BLU AL PREMIER, 30 MILA MANI ALZATE PERCHE' RESTI IN RAI
(di Michele Cassano e Leonardo Nesti)
(ANSA) - BOLOGNA, 18 GIU - Non solo Roberto Benigni. Di
regali Michele Santoro, tenendosi in disparte per buona parte
dello show, al suo pubblico ne riserva tanti. In questa serata
organizzata a Bologna per dimostrare che ''qualcosa sta
cambiando, che c'e' una domanda di partecipazione nuova'', il
giornalista raccoglie tutte le forze per spiegare la sua idea di
televisione libera dopo l'ultima battaglia e l'addio alla Rai.
Affida il timone a Serena Dandini, che svela subito la sua
missione di ''riportare Santoro in Rai'', e Vauro in versione
dantesca, trasmette spezzoni di Aniene di Corrado Guzzanti,
manda in onda il Sergio Marchionne di Maurizio Crozza, lascia
spazio a Marco Travaglio e al pm Antonio Ingroia, fa cantare i
Subsonica, Teresa De Sio e Daniele Silvestri e da' voce ai tanti
precari e cassintegrati che gridano il loro diritto al lavoro,
vero protagonista della serata.
Ma soprattutto regala se stesso. Entra in tuta da
metalmeccanico alla fine della serata e parla dritto al premier
Silvio Berlusconi. ''Lei sta facendo di tutto per farmi
diventare disoccupato, ma non ci riuscira'. E siccome lei una
volta ha detto di essere presidente operaio, le parlo da operaio
a operaio'', esordisce prima far alzare le 30 mila mani presenti
al parco di Villa Angeletti. . ''Io voto perche' Santoro resti
in Rai - grida al pubblico - Io alzo la mano. Allora Bersani
contale anche tu queste 30 mila mani. Ci dobbiamo riprendere
quello che ci avete tolto: l'aria, il mare, la scuola. Il nostro
futuro. Da operaio a operaio, se lei mi chiede: 'ci saranno
lavoratori nel futuro di questo paese? Le dico si', si', si' e
si'''.
'Tutti in piedi: signori, entra il lavoro' il titolo dello
spettacolo organizzato nell'ambito della festa dei 110 anni
della Fiom, anche in solidarieta' a Current tv che rischia la
chiusura e che ha trasmesso l'evento in diretta, come aveva
fatto 'Raiperunanotte', il primo esperimento di tv libera dagli
editori tradizionali messo in atto un anno fa sempre a Bologna.
Anche questa volta nessuno sponsor se non il pubblico e nessun
intento di lucro tra i partecipanti, anche questa volta una rete
di tv locali e di siti a trasmettere in diretta la serata.
Hanno dovuto attendere quasi due ore le diverse migliaia di
spettatori del parco Villa Angeletti per vedere la tanto attesa
sorpresa. Santoro entra solo per presentare Benigni. Il comico
sale sul palco, salta al collo del giornalista, si butta a terra
e corre. ''L'Italia s'e' desta'', grida nel delirio del
pubblico. ''Cari lavoratori, siete l'Italia migliore'', dice poi
capovolgendo la frase di Renato Brunetta. Il ministro finisce
piu' volte nel mirino degli ospiti. ''Noi siamo orgogliosi di
essere i migliori, quello che pagano le tasse, fanno funzionare
questo paese e ora lo vogliono anche cambiare'', afferma tra
l'ovazione del pubblico il padrone di casa, il segretario della
Fiom Maurizio Landini. C'e' anche Maurizia Russo Spena, la
precaria snobbata dal ministro Renato Brunetta. ''Io rappresento
non il mio fallimento - afferma - ma il fallimento del governo,
ora il ministro non dovra' parlare solo con me ma con le
piazze''.
Ovazione anche per Marco Travaglio, che porta sul palco parte
del suo spettacolo, e al pm Antonio Ingroia che ricorda Falcone
e Borsellino e attacca chi pensa che ''i magistrati siano meglio
morti che vivi''. Tanti applausi anche per un rappresentante
degli operai della Fincantieri, per le lavoratrici della Omsa e
per Felice, leader dei pastori sardi. Sale sul palco Elisa
Anzaldo, la giornalista che ha lasciato la conduzione del Tg1 in
polemica con il direttore Augusto Minzolini, che appare subito
dopo nell'interpretazione di Max Paiella. ''Vi abbiamo dato -
ironizza la giornalista - informazioni sull'Orso Yoghi, sulla
pecora Dolly, sul tacco da 15 e sul gelato: coppetta o cono?
Tutti elementi utili per formare l'opinione pubblica''. C'e'
tempo anche per un siparietto con Santoro e Vauro che cercano di
lanciare Landini sulla folla. ''E vediamo se riusciamo a
buttarlo giu' questo governo di m.'', grida il vignettista.
(ANSA).

CAS-NES
18-GIU-11 01:13 NNNN

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