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lunedì 1 agosto 2011
TAR "...In materia di rapporti di lavoro instaurati con lo Stato o con altre pubbliche amministrazioni, per determinare, "quoad tempus", ai sensi del D.Lgs. n. 80 del 1998, art. 45, comma 17, (oggi D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 69, comma 7), la giurisdizione con riferimento ad atti del datore di lavoro, si deve avere riguardo al momento della verificazione dei fatti costitutivi del diritto rivendicato..."
IMPIEGO PUBBLICO
T.A.R. Calabria Reggio Calabria Sez. I, Sent., 25-05-2011, n. 457
Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Ricorre il sig. ####################, dipendente del Ministero intimato a riposo dal 3.4.1994, per avversare il provvedimento con il quale gli è stata negato il riconoscimento di causa di servizio delle infermità denunciate, meglio descritte negli atti di causa.
Espone, in fatto, che gli veniva riconosciuta una invalidità civile del 39% con provvedimento della Commissione provinciale invalidi civili di Reggio Calabria in data 12/10/1972; la Commissione medica periferica per l'invalidità civile riconosceva l'aggravamento dell'invalidità civile nella misura del 75% il 2/8/1991; l'1/9/1992 veniva sottoposto ad accertamenti sanitari presso l'O.M. di Messina che lo giudicava permanentemente non idoneo al servizio a causa delle infermità denunciate; l'11/3/1994 veniva sottoposto a nuovi accertamenti sanitari dalla Commissione medica dell'USL 11 di Reggio Calabria che lo giudicava all'unanimità permanentemente inidoneo ad ogni proficuo lavoro ed entrava in quiescenza il 3/4/1994.
In relazione alle infermità denunciate presentava istanza di riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio (per avere sempre prestato servizio in luoghi malsani) già in data 24/12/1990; l'istanza veniva respinta con PDG del 26.5.1999 nr. ####################; il sig. C. in data 9/2/2000 presentava ricorso di fronte a questo TAR per avversare tale provvedimento di diniego; con sentenza nr. #################### del 26 giugno 2006 veniva accolto il ricorso ed annullato il provvedimento impugnato; con verbale nr. ####################85/06 il Comitato di verifica per le cause di servizio esprimeva parere contrario al riconoscimento; su tale parere veniva emesso il provvedimento impugnato con il quale veniva respinta la richiesta di concessione dell'equo indennizzo.
Avverso il rinnovato diniego deduce articolate ragioni di censura, tendenti a farne valere l'illegittimità per eccesso di potere sotto svariati profili (illogicità manifesta, contraddittorietà con precedenti manifestazioni, difetto di motivazione, travisamento dei fatti, disparità di trattamento).
Si è costituito il Ministero intimato che resiste al ricorso che chiede essere respinto per inammissibilità ed infondatezza.
Alla pubblica udienza del 18 maggio 2011 la causa è stata trattenuta in decisione.
I) Preliminarmente va esaminata la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo sulla odierna controversia, che va ritenuta.
In materia di rapporti di lavoro instaurati con lo Stato o con altre pubbliche amministrazioni, per determinare, "quoad tempus", ai sensi del D.Lgs. n. 80 del 1998, art. 45, comma 17, (oggi D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 69, comma 7), la giurisdizione con riferimento ad atti del datore di lavoro, si deve avere riguardo al momento della verificazione dei fatti costitutivi del diritto rivendicato; se però il regime del rapporto preveda che la giuridica rilevanza di quei fatti sia assoggettata ad un preventivo apprezzamento dell'amministrazione medesima ed alla conseguente declaratoria della sua volontà al riguardo, deve farsi riferimento al momento in cui interviene siffatta declaratoria. Pertanto, con riguardo a controversia concernente la domanda di equo indennizzo per infermità contratta a causa di servizio deve farsi riferimento al momento terminale del procedimento, costituito
dalla delibera dell'amministrazione sull'istanza (Cass. Sez. un. 7581/2006 cit. Cass. Sezioni Unite 10 luglio 2006 n. 15619, 23 gennaio 2004 n. 1234, 7 marzo 2003 n. 3438); il secondo principio risulta enunciato in relazione a fattispecie di rapporti proseguiti dopo il discrimine temporale del 30 giugno 1998 nel nuovo assetto contrattualizzato sottoposto alla giurisdizione del giudice ordinario. Viceversa nei caso di rapporti esauriti prima della suddetta data e, quindi, di provvedimento di liquidazione postumo, si deve affermare la giurisdizione del giudice del rapporto, che permane quello amministrativo (cfr. T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 09 febbraio 2010, n. 123, che ha ritenuto la giurisdizione in relazione ad una fattispecie nella quale il ricorrente risultava cessato dal servizio nel 1995, ed il provvedimento impugnato era costituito da un atto di rideterminazione dell'equo
indennizzo concesso con delibera del 1996 successivo al 1998).
Nella fattispecie all'esame odierno del Tribunale, il provvedimento impugnato è stato emanato in ottemperanza alla statuizione del TAR nr. ####################/06 richiamata ed in sede di riesame dell'originario diniego, manifestato anteriormente al 1998 e che, quindi, radica la giurisdizione di fronte al giudice amministrativo. In questo senso, il primo provvedimento di diniego ha conseguito l'effetto di cristallizzare la fattispecie, ed il relativo assetto di interessi, in data anteriore al mutamento della giurisdizione, perché il successivo provvedimento (emanato in forza dell'annullamento del precedente), sebbene sia evidentemente il frutto di una rinnovata valutazione della PA, retroagisce al momento in cui il rapporto si era compiuto.
II) Ritenuta la giurisdizione, il ricorso è fondato e come tale va accolto.
In linea di principio, la giurisprudenza è pacifica nel ritenere che "in sede di liquidazione dell'equo indennizzo secondo la disciplina previgente, l'Amministrazione è tenuta a recepire e a far proprio il parere del CPPO, unico organo consultivo al quale, nel procedimento preordinato alla verifica dei presupposti per la liquidazione dell'equo indennizzo, spetta il compito di esprimere il giudizio finale sul nesso eziologico (professionale o meno) dell'infermità sofferta dal pubblico dipendente. Conseguenza della particolare efficacia del parere - obbligatorio - espresso da tale organo è la sua idoneità, ove non vi siano elementi comprovanti la sua inattendibilità, a fungere da unica motivazione per il provvedimento finale, mentre solo nel caso in cui l'Amministrazione ritenga di non potervi aderire sorge un obbligo specifico di motivazione in capo alla stessa" (da ultimo,
Consiglio Stato, sez. VI, 29 gennaio 2010, n. 378; cfr anche le sentenze di questo TAR nr. 463 del 12 settembre 2008 e 30 dicembre 2009, nr. 1371).
In questo senso, il provvedimento impugnato, nel richiamare, trascrivere e fare proprio il parere del CPPO afferma che tale pronunciamento è esente da vizi logici e come tale va condiviso.
Tuttavia, nello specifico caso in esame, appare evidente che il parere del CPPO non è esente da vizi logici, perché non riferisce di alcuna considerazione in ordine al principale fattore causale delle patologie riscontrate che il ricorrente, nella propria istanza, ha puntualmente evidenziato.
Infatti, il ricorrente ha chiesto il riconoscimento di una specifica patologia polmonare e respiratoria, che ha poi generato ulteriori disfunzioni, in conseguenza alla denunciata permanenza dello stesso in luoghi di lavoro caratterizzati da una forte presenza di fumatori e della conseguente insalubrità dell'aria.
Sulla esistenza di tale contesto di fumo passivo, non sussistono effettivi dubbi, essendo stata riconosciuta sia dalle relazioni di servizio, che, soprattutto, dal verbale della CMO ove si legge che "risulta documentato agli atti che (il sig. C.).. in tutti questi anni fu esposto all'azione nociva del fumo passivo...che pur essendo stato assunto come invalido civile perché affetto da...(la patologia denunciata)...non si può disconoscere che i suddetti fattori negativi presenti nell'ambiente di lavoro abbiano potuto aggravare la patologia respiratoria di cui era affetto l'interessato fino alla comparsa di un cuore polmonare cronico"; peraltro, il contesto di fumo passivo non è stato oggetto di contestazione difensiva.
Nonostante le evidenze istruttorie, nel suo parere il CPPO non affronta neppure in minima parte l'esame della possibilità che il fumo passivo abbia influito sulle condizioni di salute del ricorrente e da ciò emerge una carenza contenutistica e logica di immediata e palese evidenza.
Anche secondo la giurisprudenza più rigorosa che riconosce a carico di chi invoca tutela ai fini dell'istituto in esame l'onere di fornire dimostrazione del nesso eziologico tra contesto di lavoro e patologia denunciata (cfr. TAR Reggio Calabria, ord. nr. 349 del 20 aprile 2011, e sent. nr. 353 del 10 marzo 2011), il ricorso è dunque fondato e da accogliersi perché le censure di parte ricorrente sono sorrette dagli stessi atti e provvedimenti di provenienza dalla parte pubblica.
Per le esposte ragioni il ricorso è fondato ed è da accogliersi, conseguendone l'annullamento del provvedimento impugnato e l'obbligo di ripronunciarsi sulla istanza del ricorrente con delibera motivata e con preciso accertamento dell'incidenza del fumo passivo sulle patologie denunciate, entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione della presente sentenza o sua notifica a cura di parte.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria Sezione Staccata di Reggio Calabria
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l'effetto, annulla l'atto impugnato e condanna l'Amministrazione a pronunciarsi nuovamente sulla istanza di parte ricorrente nei limiti e con le modalità di cui in parte motiva.
Condanna parte resistente alle spese di lite che liquida in euro 2.500,00 oltre IVA, CPA, importo del contributo unificato e delle spese di notifica, oltre spese generali come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa e manda alla Segreteria giurisdizionale di comunicarne copia alle parti.
Estate: farmaci mai in macchina, sotto ombrellone e in bagagli imbarcati
ESTATE: FARMACI MAI IN MACCHINA, SOTTO OMBRELLONE
E IN BAGAGLI IMBARCATI =
Roma, 1 ago. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Pillole, sciroppi,
fiale, supposte. Prodotti che potrebbero essere danneggiati
dall'eccessivo calore estivo, dai cambi repentini di temperatura o
dalla luce in caso di cattiva conservazione. In particolare se mancano
le necessarie attenzioni nel trasporto se si dimenticano le confezioni
in auto o se si lasciano, quando si parte per le vacanze, nei bagagli
che poi finiranno nella stiva dell'aereo. Contro i rischi di
ritrovarsi ad utilizzare medicinali che potrebbero essere inefficaci o
addirittura dannosi il dipartimento per l'assistenza farmaceutica
della Asl 4 di Terni ha promosso una campagna di sensibilizzazione per
promuovere una corretta conservazione del farmaco.
"L'obiettivo e' divulgare in modo capillare alcune semplici
regole - spiega il direttore del dipartimento Fausto Bartolini - dato
che conservare bene il prodotto ne garantisce il corretto ed efficace
funzionamento". Queste le regole da ricordare:
1) Ogni farmaco, per essere efficace, deve essere utilizzato
all'interno della data di scadenza e deve essere ben conservato. La
data di scadenza si riferisce al medicinale in confezione integra.
Dopo la prima apertura, il medicinale e' ancora utilizzabile, per un
periodo prestabilito, solo se correttamente conservato. (segue)
(Ram/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:27
NNNNESTATE: FARMACI MAI IN MACCHINA, SOTTO OMBRELLONE E IN BAGAGLI IMBARCATI (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - 2) Un medicinale e'
'correttamente conservato' se non e' stato esposto a fonti di calore,
a temperature elevate, alla luce solare, all'umidita' eccessiva e se
sono state rispettate eventuali condizioni di temperatura indicata (ad
es. la conservazione in frigorifero). Il troppo caldo (ma anche il
troppo freddo), la luce, l'umidita', sono fattori che possono rovinare
i farmaci. Il medicinale rischia cosi' di perdere di efficacia e non
garantire piu' l'effetto terapeutico atteso fino ad arrivare, per
degradazione chimica, alla formazione di sostanze tossiche per
l'organismo.
3) Normalmente i farmaci devono essere conservati a temperatura
ambiente, sotto ai 30°. Il medicinale non va riposto in frigorifero se
non esplicitamente riportato sulla confezione. Alcuni farmaci vanno
invece conservati a una temperatura tra 4 e 8° (fermenti lattici,
insulina, etc). In questi casi e' necessario attrezzarsi in modo
adeguato per il loro trasporto (prevedendo l'utilizzo di borse frigo)
per poi sistemarli in frigorifero una volta giunti a destinazione. Va
evitato il congelamento dei medicinali. L'insulina, ad esempio, deve
essere conservata in frigorifero ma non si deve congelare, se cio'
dovesse accadere bisogna eliminare il flacone.
5) Quando si e' in viaggio, non lasciare i farmaci all'interno
dell'auto per molto tempo, perche' gli sbalzi di temperatura e di
umidita' possono essere tali da alterarne l'efficacia. In aereo
portare sempre i farmaci nel bagaglio a mano perche' le stive degli
aerei non sono termoregolate. (segue)
(Ram/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:34
NNNNESTATE: FARMACI MAI IN MACCHINA, SOTTO OMBRELLONE E IN BAGAGLI IMBARCATI (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - 6) Mai esporre farmaci alla luce
del sole: alcuni principi attivi sono fotosensibili e la luce tende a
decomporli. Tra questi ricordiamo la ticlopidina, la nifedipina (ad
es. le gocce di nifedipina, esposte alla luce, hanno una stabilita' di
soli 14 minuti), l'adrenalina.
7) La regola generale, comunque, e' di leggere sempre
attentamente il foglio illustrativo del medicinale, dove sono
riportate tutte le informazioni di cui si ha bisogno. Se necessario,
chiedere consigli e chiarimenti al medico, al farmacista o presso le
strutture dell'azienda sanitaria.
(Ram/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:43
NNNN
Roma, 1 ago. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Pillole, sciroppi,
fiale, supposte. Prodotti che potrebbero essere danneggiati
dall'eccessivo calore estivo, dai cambi repentini di temperatura o
dalla luce in caso di cattiva conservazione. In particolare se mancano
le necessarie attenzioni nel trasporto se si dimenticano le confezioni
in auto o se si lasciano, quando si parte per le vacanze, nei bagagli
che poi finiranno nella stiva dell'aereo. Contro i rischi di
ritrovarsi ad utilizzare medicinali che potrebbero essere inefficaci o
addirittura dannosi il dipartimento per l'assistenza farmaceutica
della Asl 4 di Terni ha promosso una campagna di sensibilizzazione per
promuovere una corretta conservazione del farmaco.
"L'obiettivo e' divulgare in modo capillare alcune semplici
regole - spiega il direttore del dipartimento Fausto Bartolini - dato
che conservare bene il prodotto ne garantisce il corretto ed efficace
funzionamento". Queste le regole da ricordare:
1) Ogni farmaco, per essere efficace, deve essere utilizzato
all'interno della data di scadenza e deve essere ben conservato. La
data di scadenza si riferisce al medicinale in confezione integra.
Dopo la prima apertura, il medicinale e' ancora utilizzabile, per un
periodo prestabilito, solo se correttamente conservato. (segue)
(Ram/Zn/Adnkronos)
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NNNNESTATE: FARMACI MAI IN MACCHINA, SOTTO OMBRELLONE E IN BAGAGLI IMBARCATI (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - 2) Un medicinale e'
'correttamente conservato' se non e' stato esposto a fonti di calore,
a temperature elevate, alla luce solare, all'umidita' eccessiva e se
sono state rispettate eventuali condizioni di temperatura indicata (ad
es. la conservazione in frigorifero). Il troppo caldo (ma anche il
troppo freddo), la luce, l'umidita', sono fattori che possono rovinare
i farmaci. Il medicinale rischia cosi' di perdere di efficacia e non
garantire piu' l'effetto terapeutico atteso fino ad arrivare, per
degradazione chimica, alla formazione di sostanze tossiche per
l'organismo.
3) Normalmente i farmaci devono essere conservati a temperatura
ambiente, sotto ai 30°. Il medicinale non va riposto in frigorifero se
non esplicitamente riportato sulla confezione. Alcuni farmaci vanno
invece conservati a una temperatura tra 4 e 8° (fermenti lattici,
insulina, etc). In questi casi e' necessario attrezzarsi in modo
adeguato per il loro trasporto (prevedendo l'utilizzo di borse frigo)
per poi sistemarli in frigorifero una volta giunti a destinazione. Va
evitato il congelamento dei medicinali. L'insulina, ad esempio, deve
essere conservata in frigorifero ma non si deve congelare, se cio'
dovesse accadere bisogna eliminare il flacone.
5) Quando si e' in viaggio, non lasciare i farmaci all'interno
dell'auto per molto tempo, perche' gli sbalzi di temperatura e di
umidita' possono essere tali da alterarne l'efficacia. In aereo
portare sempre i farmaci nel bagaglio a mano perche' le stive degli
aerei non sono termoregolate. (segue)
(Ram/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:34
NNNNESTATE: FARMACI MAI IN MACCHINA, SOTTO OMBRELLONE E IN BAGAGLI IMBARCATI (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - 6) Mai esporre farmaci alla luce
del sole: alcuni principi attivi sono fotosensibili e la luce tende a
decomporli. Tra questi ricordiamo la ticlopidina, la nifedipina (ad
es. le gocce di nifedipina, esposte alla luce, hanno una stabilita' di
soli 14 minuti), l'adrenalina.
7) La regola generale, comunque, e' di leggere sempre
attentamente il foglio illustrativo del medicinale, dove sono
riportate tutte le informazioni di cui si ha bisogno. Se necessario,
chiedere consigli e chiarimenti al medico, al farmacista o presso le
strutture dell'azienda sanitaria.
(Ram/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:43
NNNN
Scienziati, Perugia, sclerosi KO se si controlla 'IDO'
SALUTE: SCIENZIATI PERUGIA, SCLEROSI KO SE SI
CONTROLLA 'IDO' =
(AGI) - Perugia, 1 ago. - Dalla ricerca scientifica un nuovo
importante traguardo per la cura delle malattie autoimmunitarie
come il diabete e la sclerosi multipla. A raggiungerlo il
gruppo di lavoro dei professori Ursula Grohmann, Paolo Puccetti
e Francesca Fallarino del Dipartimento di Medicina Sperimentale
e Scienze Biochimiche dell'Universita' di Perugia. Il gruppo di
ricercatori perugini, protagonista gia' in passato di altri
preziosi risultati, ha infatti fornito un contributo
determinante alla scoperta del meccanismo biologico regolato da
una molecola, l'enzima indolamina 2,3-diossigenasi (IDO),
all'origine del controllo delle patologie autoimmunitarie
croniche. Una scoperta che apre la strada a nuovi studi mirati
a identificare terapie efficaci nella cura del diabete
giovanile e della sclerosi multipla. Lo studio, che vede la
dottoressa Maria Teresa Pallotta quale principale giovane
protagonista, ha anche ricevuto un significativo riconoscimento
con la pubblicazione nella rivista scientifica americana Nature
Immunology. E' l'ottava volta, si legge in una nota, che il
gruppo di scienziati perugini vede pubblicato un proprio lavoro
in una rivista della serie Nature, tra le piu' prestigiose a
livello internazionale in ambito immunologico/terapeutico.
L'evoluzione della ricerca. In condizioni fisiologiche normali
- si legge sempre nella nota - il sistema immunitario non
attacca i nostri organi e tessuti, ma li "tollera" perche' non
li considera estranei, come fa invece per batteri e virus. Un
meccanismo che diventa ancora piu' importante nella gravidanza,
dove il sistema immunitario della madre si trova a dover
"tollerare" un organismo estraneo come il feto. Gia' da alcuni
anni vari gruppi di ricerca, incluso quello perugino, hanno
intuito come una molecola importante per controllare questi
processi e' l'enzima IDO.(AGI)
Com/Mav (Segue)
011426 AGO 11
NNNNSALUTE: SCIENZIATI PERUGIA, SCLEROSI KO SE SI CONTROLLA 'IDO' (2)=
(AGI) - Perugia, 1 ago. - Fino ad oggi era chiaro che tale
enzima, particolarmente attivo in gravidanza, svolgesse le sue
funzioni di "vigile" del sistema immunitario degradando
l'aminoacido triptofano (fondamentale per la moltiplicazione
dei globuli bianchi) e producendo molecole di scarto (le
chinurenine) capaci di interrompere molteplici funzioni di
difesa. Riassumendo, mentre questo meccanismo riesce a spiegare
l'effetto di spegnimento immediato di una risposta immunitaria
acuta, come nel caso di un'infiammazione, non da' ragione della
"tolleranza" a lungo termine nei confronti dell'embrione/feto
da parte della madre per nove mesi oppure verso i propri
tessuti per tutta la vita. Da qui l'importanza di tale lavoro
che ha evidenziato come IDO non sia solo un diretto "esecutore"
del controllo del sistema immunitario, ma che sia capace anche
di coinvolgere altre molecole "riprogrammando" cosi' a lungo
termine la cellula dendritica, regista delle difese
immunitarie. Quindi il controllo di IDO diventa determinante
per riuscire a rimodulare l'organismo immunitario e le sue
risposte.(AGI)
Com/Mav
011426 AGO 11
NNNN
(AGI) - Perugia, 1 ago. - Dalla ricerca scientifica un nuovo
importante traguardo per la cura delle malattie autoimmunitarie
come il diabete e la sclerosi multipla. A raggiungerlo il
gruppo di lavoro dei professori Ursula Grohmann, Paolo Puccetti
e Francesca Fallarino del Dipartimento di Medicina Sperimentale
e Scienze Biochimiche dell'Universita' di Perugia. Il gruppo di
ricercatori perugini, protagonista gia' in passato di altri
preziosi risultati, ha infatti fornito un contributo
determinante alla scoperta del meccanismo biologico regolato da
una molecola, l'enzima indolamina 2,3-diossigenasi (IDO),
all'origine del controllo delle patologie autoimmunitarie
croniche. Una scoperta che apre la strada a nuovi studi mirati
a identificare terapie efficaci nella cura del diabete
giovanile e della sclerosi multipla. Lo studio, che vede la
dottoressa Maria Teresa Pallotta quale principale giovane
protagonista, ha anche ricevuto un significativo riconoscimento
con la pubblicazione nella rivista scientifica americana Nature
Immunology. E' l'ottava volta, si legge in una nota, che il
gruppo di scienziati perugini vede pubblicato un proprio lavoro
in una rivista della serie Nature, tra le piu' prestigiose a
livello internazionale in ambito immunologico/terapeutico.
L'evoluzione della ricerca. In condizioni fisiologiche normali
- si legge sempre nella nota - il sistema immunitario non
attacca i nostri organi e tessuti, ma li "tollera" perche' non
li considera estranei, come fa invece per batteri e virus. Un
meccanismo che diventa ancora piu' importante nella gravidanza,
dove il sistema immunitario della madre si trova a dover
"tollerare" un organismo estraneo come il feto. Gia' da alcuni
anni vari gruppi di ricerca, incluso quello perugino, hanno
intuito come una molecola importante per controllare questi
processi e' l'enzima IDO.(AGI)
Com/Mav (Segue)
011426 AGO 11
NNNNSALUTE: SCIENZIATI PERUGIA, SCLEROSI KO SE SI CONTROLLA 'IDO' (2)=
(AGI) - Perugia, 1 ago. - Fino ad oggi era chiaro che tale
enzima, particolarmente attivo in gravidanza, svolgesse le sue
funzioni di "vigile" del sistema immunitario degradando
l'aminoacido triptofano (fondamentale per la moltiplicazione
dei globuli bianchi) e producendo molecole di scarto (le
chinurenine) capaci di interrompere molteplici funzioni di
difesa. Riassumendo, mentre questo meccanismo riesce a spiegare
l'effetto di spegnimento immediato di una risposta immunitaria
acuta, come nel caso di un'infiammazione, non da' ragione della
"tolleranza" a lungo termine nei confronti dell'embrione/feto
da parte della madre per nove mesi oppure verso i propri
tessuti per tutta la vita. Da qui l'importanza di tale lavoro
che ha evidenziato come IDO non sia solo un diretto "esecutore"
del controllo del sistema immunitario, ma che sia capace anche
di coinvolgere altre molecole "riprogrammando" cosi' a lungo
termine la cellula dendritica, regista delle difese
immunitarie. Quindi il controllo di IDO diventa determinante
per riuscire a rimodulare l'organismo immunitario e le sue
risposte.(AGI)
Com/Mav
011426 AGO 11
NNNN
Idrocolonterapia sotto accusa, pochi benefici e tanti rischi
SALUTE: IDROCOLONTERAPIA SOTTO ACCUSA, POCHI
BENEFICI E TANTI RISCHI =
STUDIO, IN PARTICOLARE SE EFFETTUATA DA PERSONALE SENZA
FORMAZIONE SPECIFICA
Roma, 1 ago. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) -
L'idrocolonterapia, metodo in voga per migliorare il benessere
generale dell'organismo grazie alla pulizia del tratto finale
dell'apparato digerente, potrebbe essere nociva: lo assicurano i
medici dell'Universita' di Georgetown (Usa), secondo cui non ci sono
prove a sostegno dei benefici apportati da questa tecnica. Non solo:
la revisione della letteratura scientifica pubblicata sul 'Journal of
Family Practice' dimostra che l'irrigazione del colon puo' causare
effetti collaterali, che vanno da 'semplici' crampi a grave
insufficienza renale.
La procedura, che consiste in un lavaggio con acqua e sostanze
chimiche attraverso un tubo inserito nel retto, ha origini antiche, ma
fu screditata dall'American Medical Association all'inizio del 1900.
Negli ultimi anni, pero', ha trovato nuovi sostenitori. Eppure,
"ci possono essere conseguenze gravi per coloro che si sottopongono a
pulizia del colon, soprattutto se in una spa o in casa", dice l'autore
principale dello studio, Ranit Mishori, medico di medicina generale
presso la Georgetown University School of Medicine. (segue)
(Bdc/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:44
NNNN
SALUTE: IDROCOLONTERAPIA SOTTO ACCUSA, POCHI BENEFICI E TANTI RISCHI (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Mishori e i suoi colleghi hanno
esaminato 20 studi pubblicati sulla tecnica dell'idrocolonterapia
negli ultimi dieci anni: i risultati di queste ricerche mostrano
scarse evidenze sui benefici, mentre c'e' un'abbondanza di studi che
sottolineano gli effetti collaterali subiti dai pazienti in seguito
all'uso di prodotti per la pulizia del colon, tra cui crampi,
gonfiore, nausea, vomito e insufficienza renale. "Alcuni preparati a
base di erbe - aggiunge l'esperto - sono stati associati con anemia e
tossicita' epatica".
La 'chiave' del problema, per gli esperti, e' che la pulizia del
colon viene offerta sempre piu' spesso nelle stazioni termali o in
cliniche, da medici che si definiscono 'igienisti del colon', ma non
hanno alcuna formazione specifica. Mishori conclude sottolineando che
ci sono modi molto migliori per migliorare il benessere: ad esempio
"una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare, sei-otto ore di
sonno e check-up regolari dal medico".
(Bdc/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:45
NNNN
STUDIO, IN PARTICOLARE SE EFFETTUATA DA PERSONALE SENZA
FORMAZIONE SPECIFICA
Roma, 1 ago. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) -
L'idrocolonterapia, metodo in voga per migliorare il benessere
generale dell'organismo grazie alla pulizia del tratto finale
dell'apparato digerente, potrebbe essere nociva: lo assicurano i
medici dell'Universita' di Georgetown (Usa), secondo cui non ci sono
prove a sostegno dei benefici apportati da questa tecnica. Non solo:
la revisione della letteratura scientifica pubblicata sul 'Journal of
Family Practice' dimostra che l'irrigazione del colon puo' causare
effetti collaterali, che vanno da 'semplici' crampi a grave
insufficienza renale.
La procedura, che consiste in un lavaggio con acqua e sostanze
chimiche attraverso un tubo inserito nel retto, ha origini antiche, ma
fu screditata dall'American Medical Association all'inizio del 1900.
Negli ultimi anni, pero', ha trovato nuovi sostenitori. Eppure,
"ci possono essere conseguenze gravi per coloro che si sottopongono a
pulizia del colon, soprattutto se in una spa o in casa", dice l'autore
principale dello studio, Ranit Mishori, medico di medicina generale
presso la Georgetown University School of Medicine. (segue)
(Bdc/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:44
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SALUTE: IDROCOLONTERAPIA SOTTO ACCUSA, POCHI BENEFICI E TANTI RISCHI (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Mishori e i suoi colleghi hanno
esaminato 20 studi pubblicati sulla tecnica dell'idrocolonterapia
negli ultimi dieci anni: i risultati di queste ricerche mostrano
scarse evidenze sui benefici, mentre c'e' un'abbondanza di studi che
sottolineano gli effetti collaterali subiti dai pazienti in seguito
all'uso di prodotti per la pulizia del colon, tra cui crampi,
gonfiore, nausea, vomito e insufficienza renale. "Alcuni preparati a
base di erbe - aggiunge l'esperto - sono stati associati con anemia e
tossicita' epatica".
La 'chiave' del problema, per gli esperti, e' che la pulizia del
colon viene offerta sempre piu' spesso nelle stazioni termali o in
cliniche, da medici che si definiscono 'igienisti del colon', ma non
hanno alcuna formazione specifica. Mishori conclude sottolineando che
ci sono modi molto migliori per migliorare il benessere: ad esempio
"una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare, sei-otto ore di
sonno e check-up regolari dal medico".
(Bdc/Zn/Adnkronos)
01-AGO-11 14:45
NNNN
Ricerca: studio, stress col pancione fa invecchiare prima il figlio
RICERCA: STUDIO, STRESS COL PANCIONE FA INVECCHIARE PRIMA IL FIGLIO
=
TELOMERI PIU' CORTI DI 3,5 ANNI PER LUI E 5 PER LEI
Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 21.00)
- Chi a trent'anni ha un aspetto da cinquantenne da oggi puo'
prendersela davvero con la mamma. Secondo uno studio americano,
infatti, l'esposizione prenatale allo stress ci 'regala' un
invecchiamento accelerato. Tanto che i giovani le cui madri hanno
vissuto un trauma psicologico durante i nove mesi di attesa mostrano
nel Dna chiari segni di un invecchiamento piu' rapido, rispetto ai
coetanei. Parliamo di una media di 3,5 anni per gli uomini e di ben
cinque anni per le donne.
I ricercatori dell'Universita' della California a Irvine (Usa)
spiegano, su 'Pnas', che proprio l'esposizione prenatale allo stress
influenza lo sviluppo delle regioni dei cromosomi che controllano
l'invecchiamento. Si tratta di una ricerca che, ancora una volta,
evidenzia l'importanza del benessere e della salute materna in
gravidanza. (segue)
(Mal/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:08
NNNN
RICERCA: STUDIO, STRESS COL PANCIONE FA INVECCHIARE PRIMA IL FIGLIO (2) =
(Adnkronos/Adnkronos salute) - "Le nostre ricerche precedenti
sullo stress prenatale mostravano gli effetti a lungo termine sulla
funzione metabolica, immunitaria, endocrina e cognitiva - spiega
Pathik Wadhwa, autore della ricerca - Ma questa e' la prima volta in
cui si dimostra l'impatto dello stress materno sull'invecchiamento
cellulare nell'uomo".
Il team ha esaminato un gruppo di giovani uomini e donne di 25
anni, tutti nati da madri che in gravidanza hanno vissuto forme di
stress psicosociale: eventi traumatici importanti come la morte o
un'improvvisa grave malattia di uno stretto parente. Test del sangue
hanno rivelato cosi' che i globuli bianchi dei volontari mostravano in
media tre anni e mezzo in piu' - ben cinque anni per le donne -
rispetto a quelli di soggetti di controllo, nati dopo gravidanze
tranquille. (segue)
(Mal/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:14
NNNN
RICERCA: STUDIO, STRESS COL PANCIONE FA INVECCHIARE PRIMA IL FIGLIO (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Questo invecchiamento accelerato
e' stato evidenziato anche dai telomeri piu' corti, ovvero i
'pezzetti' terminali dei cromosomi che si accorciano a ogni
replicazione e controllano la stabilita' cellulare. Da tempo gli
scienziati hanno scoperto che piu' corti sono i telomeri, piu' rapido
e' l'invecchiamento della cellula.
Ebbene, secondo i ricercatori i telomeri 'tronchi' scoperti nei
globuli bianchi dei partecipanti possono essere 'spia' di futuri
problemi di salute. "Questi risultati indicano che l'esposizione allo
stress in utero e' un fattore importante nel predire la lunghezza dei
telomeri degli adulti", spiega Sonja Entringer, prima autrice dello
studio. Dunque lo stress materno in gravidanza puo' avere numerosi
effetti sulla salute fisica e mentale dei figli, influendo sulla loro
longevita'.
(Mal/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:21
NNNN
TELOMERI PIU' CORTI DI 3,5 ANNI PER LUI E 5 PER LEI
Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 21.00)
- Chi a trent'anni ha un aspetto da cinquantenne da oggi puo'
prendersela davvero con la mamma. Secondo uno studio americano,
infatti, l'esposizione prenatale allo stress ci 'regala' un
invecchiamento accelerato. Tanto che i giovani le cui madri hanno
vissuto un trauma psicologico durante i nove mesi di attesa mostrano
nel Dna chiari segni di un invecchiamento piu' rapido, rispetto ai
coetanei. Parliamo di una media di 3,5 anni per gli uomini e di ben
cinque anni per le donne.
I ricercatori dell'Universita' della California a Irvine (Usa)
spiegano, su 'Pnas', che proprio l'esposizione prenatale allo stress
influenza lo sviluppo delle regioni dei cromosomi che controllano
l'invecchiamento. Si tratta di una ricerca che, ancora una volta,
evidenzia l'importanza del benessere e della salute materna in
gravidanza. (segue)
(Mal/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:08
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RICERCA: STUDIO, STRESS COL PANCIONE FA INVECCHIARE PRIMA IL FIGLIO (2) =
(Adnkronos/Adnkronos salute) - "Le nostre ricerche precedenti
sullo stress prenatale mostravano gli effetti a lungo termine sulla
funzione metabolica, immunitaria, endocrina e cognitiva - spiega
Pathik Wadhwa, autore della ricerca - Ma questa e' la prima volta in
cui si dimostra l'impatto dello stress materno sull'invecchiamento
cellulare nell'uomo".
Il team ha esaminato un gruppo di giovani uomini e donne di 25
anni, tutti nati da madri che in gravidanza hanno vissuto forme di
stress psicosociale: eventi traumatici importanti come la morte o
un'improvvisa grave malattia di uno stretto parente. Test del sangue
hanno rivelato cosi' che i globuli bianchi dei volontari mostravano in
media tre anni e mezzo in piu' - ben cinque anni per le donne -
rispetto a quelli di soggetti di controllo, nati dopo gravidanze
tranquille. (segue)
(Mal/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:14
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RICERCA: STUDIO, STRESS COL PANCIONE FA INVECCHIARE PRIMA IL FIGLIO (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Questo invecchiamento accelerato
e' stato evidenziato anche dai telomeri piu' corti, ovvero i
'pezzetti' terminali dei cromosomi che si accorciano a ogni
replicazione e controllano la stabilita' cellulare. Da tempo gli
scienziati hanno scoperto che piu' corti sono i telomeri, piu' rapido
e' l'invecchiamento della cellula.
Ebbene, secondo i ricercatori i telomeri 'tronchi' scoperti nei
globuli bianchi dei partecipanti possono essere 'spia' di futuri
problemi di salute. "Questi risultati indicano che l'esposizione allo
stress in utero e' un fattore importante nel predire la lunghezza dei
telomeri degli adulti", spiega Sonja Entringer, prima autrice dello
studio. Dunque lo stress materno in gravidanza puo' avere numerosi
effetti sulla salute fisica e mentale dei figli, influendo sulla loro
longevita'.
(Mal/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:21
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Ricerca: scienziati USA crano 'bio-dischi' contro mal di schiena
RICERCA: SCIENZIATI USA CREANO 'BIO-DISCHI' CONTRO MAL DI SCHIENA
=
FINO A OGGI DI METALLO E PLASTICA, ORA A BASE DI POLIMERI
Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 21) -
Mal di schiena, un'insidia per milioni di persone in tutto il mondo:
si stima che circa la meta' della popolazione adulta ne soffra, con
forme piu' o meno gravi. Con l'intento di alleviare il dolore e di
offrire una nuova opportunita' a chi si deve operare per risolvere il
problema, ingegneri della Cornell University di Ithaca e medici del
Weill Cornell Medical College di New York (Usa) hanno creato un nuovo
impianto biologico per la spina dorsale: una sorta di 'disco
intervertebrale', testato e impiantato con successo su modello
animale, spiega la rivista 'Proceedings of the National Academy of
Sciences'.
"Abbiamo progettato dei 'dischi' che hanno le stesse componenti
strutturali e si comportano proprio come quelli umani - dicono gli
esperti - la speranza e' che questa promettente ricerca porti a dischi
ingegnerizzati da impiantare in pazienti con danni alla schiena". Il
laboratorio di Lawrence Bonassar, docente di Ingegneria biomedica e
meccanica e 'mente' dell'esperimento, si concentra sul recupero e
l'analisi del tessuto muscolo-scheletrico.
Lo scienziato ha pensato di progettare dischi artificiali
partendo da due polimeri: il collagene, che avvolge l'esterno, e un
idrogel chiamato alginato, al centro. Gli impianti sono poi stati
ricoperti di cellule per ripopolare la struttura con nuovo tessuto.
(segue)
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:16
NNNNRICERCA: SCIENZIATI USA CREANO 'BIO-DISCHI' CONTRO MAL DI SCHIENA (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sorprendentemente, al contrario
delle protesi artificiali che si degradano nel tempo, gli scienziati
sono riusciti in questo modo a crearne un tipo che 'matura' nel corpo,
proprio grazie alla crescita delle cellule.
Se la procedura chirurgica attualmente piu' usata per trattare
le malattie discali consiste nel rimuovere il disco completamente e
nel sostituirlo con un impianto costituito da una combinazione di
metallo e plastica, dal punto di vista biologico i nuovi dischi
potrebbero assicurare quindi un vantaggio in piu': si integrano e
maturano con le vertebre invece di essere un semplice 'corpo
estraneo'. Risultato: l'intervento chirurgico diventerebbe meno
invasivo, piu' sicuro e con meno effetti collaterali. A confermarlo
dovranno essere dei test sull'uomo.
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:18
NNNN
FINO A OGGI DI METALLO E PLASTICA, ORA A BASE DI POLIMERI
Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 21) -
Mal di schiena, un'insidia per milioni di persone in tutto il mondo:
si stima che circa la meta' della popolazione adulta ne soffra, con
forme piu' o meno gravi. Con l'intento di alleviare il dolore e di
offrire una nuova opportunita' a chi si deve operare per risolvere il
problema, ingegneri della Cornell University di Ithaca e medici del
Weill Cornell Medical College di New York (Usa) hanno creato un nuovo
impianto biologico per la spina dorsale: una sorta di 'disco
intervertebrale', testato e impiantato con successo su modello
animale, spiega la rivista 'Proceedings of the National Academy of
Sciences'.
"Abbiamo progettato dei 'dischi' che hanno le stesse componenti
strutturali e si comportano proprio come quelli umani - dicono gli
esperti - la speranza e' che questa promettente ricerca porti a dischi
ingegnerizzati da impiantare in pazienti con danni alla schiena". Il
laboratorio di Lawrence Bonassar, docente di Ingegneria biomedica e
meccanica e 'mente' dell'esperimento, si concentra sul recupero e
l'analisi del tessuto muscolo-scheletrico.
Lo scienziato ha pensato di progettare dischi artificiali
partendo da due polimeri: il collagene, che avvolge l'esterno, e un
idrogel chiamato alginato, al centro. Gli impianti sono poi stati
ricoperti di cellule per ripopolare la struttura con nuovo tessuto.
(segue)
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:16
NNNNRICERCA: SCIENZIATI USA CREANO 'BIO-DISCHI' CONTRO MAL DI SCHIENA (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sorprendentemente, al contrario
delle protesi artificiali che si degradano nel tempo, gli scienziati
sono riusciti in questo modo a crearne un tipo che 'matura' nel corpo,
proprio grazie alla crescita delle cellule.
Se la procedura chirurgica attualmente piu' usata per trattare
le malattie discali consiste nel rimuovere il disco completamente e
nel sostituirlo con un impianto costituito da una combinazione di
metallo e plastica, dal punto di vista biologico i nuovi dischi
potrebbero assicurare quindi un vantaggio in piu': si integrano e
maturano con le vertebre invece di essere un semplice 'corpo
estraneo'. Risultato: l'intervento chirurgico diventerebbe meno
invasivo, piu' sicuro e con meno effetti collaterali. A confermarlo
dovranno essere dei test sull'uomo.
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:18
NNNN
Staminali: ricercatore italiano in GB, speranze da trial per sclerosi
STAMINALI: RICERCATORE ITALIANO IN GB, SPERANZE DA TRIAL PER SCLEROSI
=
PAOLO MURARO, RICEVUTE CENTINAIA DI EMAIL E CHIAMATE DA PAZIENTI
Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Da quando si e'
diffusa la notizia dell'avvio in Gran Bretagna di un importante trial
clinico internazionale per verificare l'effetto delle cellule
staminali come terapia della sclerosi multipla, Paolo Muraro,
scienziato italiano che guidera' la sperimentazione Oltremanica, ha
ricevuto centinaia di email e telefonate: "Sono pazienti che chiedono
di essere inclusi nello studio: non potremo accontentare tutti. Ma ci
aspettiamo di raggiungere buoni risultati e di fare un passo avanti
nella lotta a questa malattia". A dirlo all'Adnkronos Salute e' Muraro
stesso, che vive e fa ricerca a Londra dal 2006.
"Dal 2001 al 2006 ho lavorato negli Stati Uniti - racconta
Muraro - per poi spostarmi a Londra. Non mi definirei un 'cervello in
fuga', piuttosto un 'cervello in cerca': non ho nessuna preclusione
sia nei confronti dell'ipotesi di tornare in Italia, sia di spostarmi
altrove. Semplicemente il mio percorso professionale si e' sviluppato
all'estero. Ma sicuramente le difficolta' nel nostro Paese esistono e
sono croniche, in particolare per i neolaureati e per chi deve
risalire i primi scalini accademici. E ci sono validissimi ricercatori
che rimangono precari fino a 40 anni. Molti si perdono per strada
proprio per questo motivo: non possono permettersi di fare questo
lavoro".
"Spero comunque che essere un ricercatore italiano attivo
all'estero dia lustro alla nostra ricerca, piuttosto che far pensare a
un cervello in fuga". (segue)
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:59
vSTAMINALI: RICERCATORE ITALIANO IN GB, SPERANZE DA TRIAL PER SCLEROSI (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Allo studio internazionale sulla
sclerosi multipla cui partecipa Muraro "aderiranno anche strutture di
numerosi altri Paesi - tiene a precisare lo studioso - fra cui
l'Italia con i centri specializzati guidati da Antonio Uccelli
all'universita' di Genova, Gianvito Martino all'universita'
Vita/Salute San Raffaele di Milano e Bruno Bonetti all'universita' di
Verona. I malati di sclerosi che saranno inclusi nello studio in
doppio cieco riceveranno iniezioni di staminali mesenchimali prelevate
dal loro stesso midollo osseo e opportunamente trattate. I risultati
che ci aspettiamo sono la riduzione delle lesioni attive provocate
dalla sclerosi e l'arresto del deterioramento neurologico".
In Inghilterra saranno trattati "circa 14 pazienti - spiega il
ricercatore - mentre a livello internazionale saranno arruolati circa
150 malati. E' uno studio triennale, partira' concretamente a fine
anno e i risultati non arriveranno dunque prima del 2015. Ma e' il
primo studio che mira a verificare l'efficacia di queste staminali: in
precedenza ci sono stati tre piccoli trial che ne hanno testato la
sicurezza. Queste cellule sono risultate prive di rischi, non hanno
problemi di natura etica perche' sono autologhe e hanno un buon
potenziale" per dare una speranza in piu' a chi e' colpito da sclerosi
multipla.
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 18:05
NNNN
NNNN
PAOLO MURARO, RICEVUTE CENTINAIA DI EMAIL E CHIAMATE DA PAZIENTI
Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Da quando si e'
diffusa la notizia dell'avvio in Gran Bretagna di un importante trial
clinico internazionale per verificare l'effetto delle cellule
staminali come terapia della sclerosi multipla, Paolo Muraro,
scienziato italiano che guidera' la sperimentazione Oltremanica, ha
ricevuto centinaia di email e telefonate: "Sono pazienti che chiedono
di essere inclusi nello studio: non potremo accontentare tutti. Ma ci
aspettiamo di raggiungere buoni risultati e di fare un passo avanti
nella lotta a questa malattia". A dirlo all'Adnkronos Salute e' Muraro
stesso, che vive e fa ricerca a Londra dal 2006.
"Dal 2001 al 2006 ho lavorato negli Stati Uniti - racconta
Muraro - per poi spostarmi a Londra. Non mi definirei un 'cervello in
fuga', piuttosto un 'cervello in cerca': non ho nessuna preclusione
sia nei confronti dell'ipotesi di tornare in Italia, sia di spostarmi
altrove. Semplicemente il mio percorso professionale si e' sviluppato
all'estero. Ma sicuramente le difficolta' nel nostro Paese esistono e
sono croniche, in particolare per i neolaureati e per chi deve
risalire i primi scalini accademici. E ci sono validissimi ricercatori
che rimangono precari fino a 40 anni. Molti si perdono per strada
proprio per questo motivo: non possono permettersi di fare questo
lavoro".
"Spero comunque che essere un ricercatore italiano attivo
all'estero dia lustro alla nostra ricerca, piuttosto che far pensare a
un cervello in fuga". (segue)
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 17:59
vSTAMINALI: RICERCATORE ITALIANO IN GB, SPERANZE DA TRIAL PER SCLEROSI (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Allo studio internazionale sulla
sclerosi multipla cui partecipa Muraro "aderiranno anche strutture di
numerosi altri Paesi - tiene a precisare lo studioso - fra cui
l'Italia con i centri specializzati guidati da Antonio Uccelli
all'universita' di Genova, Gianvito Martino all'universita'
Vita/Salute San Raffaele di Milano e Bruno Bonetti all'universita' di
Verona. I malati di sclerosi che saranno inclusi nello studio in
doppio cieco riceveranno iniezioni di staminali mesenchimali prelevate
dal loro stesso midollo osseo e opportunamente trattate. I risultati
che ci aspettiamo sono la riduzione delle lesioni attive provocate
dalla sclerosi e l'arresto del deterioramento neurologico".
In Inghilterra saranno trattati "circa 14 pazienti - spiega il
ricercatore - mentre a livello internazionale saranno arruolati circa
150 malati. E' uno studio triennale, partira' concretamente a fine
anno e i risultati non arriveranno dunque prima del 2015. Ma e' il
primo studio che mira a verificare l'efficacia di queste staminali: in
precedenza ci sono stati tre piccoli trial che ne hanno testato la
sicurezza. Queste cellule sono risultate prive di rischi, non hanno
problemi di natura etica perche' sono autologhe e hanno un buon
potenziale" per dare una speranza in piu' a chi e' colpito da sclerosi
multipla.
(Bdc/Col/Adnkronos)
01-AGO-11 18:05
NNNN
NNNN
Bioortopedia per curare traumi e artrosi
SALUTE: BIOORTOPEDIA PER CURARE TRAUMI E
ARTROSI
(ANSA)- ROMA, 1 AGO- Recuperare con un'iniezione indolore l'uso
di un arto in pochissimo tempo dopo un forte trauma, come una
caduta o un incidente motociclistico. E' possibile se
l'infiltrazione eseguita e' a base del cosiddetto PRP, cioe' il
plasma ricco di piastrine. E' questa la nuova frontiera della
cosiddetta bio-ortopedia, che sfrutta le capacita' dei fattori
di crescita capaci di riparare i danni alle cartilagini degli
arti, prevenendo lo sviluppo di complicanze, alleviando il
dolore e accelerando il recupero funzionale, con costi ridotti
rispetto alle tecniche tradizionali come l'impianto di protesi
articolari. "Si tratta di un nuovo approccio non invasivo, ma
molto efficace che utilizziamo gia' da diversi anni per curare
atleti e pazienti con tendinopatie persistenti, lesioni
muscolari di varia entit…, ed anche l'artrosi, quando la
ginnastica e il controllo del peso non bastano - spiega il
dottor Alberto Gobbi, fondatore di Oasi (Orthopaedic
Arthroscopic Surgery International), centro internazionale di
studio delle cartilagini, dell'invecchiamento articolare e delle
lesioni da sport con sede a Milano, che pratica la
bio-ortopedia."Queste nuove tecniche, altre a portare concreti
vantaggi per il paziente, consentono una drastica riduzione dei
costi, perche' evitano interventi chirurgici molto costosi per
il servizio sanitario nazionale con tempi di recupero molto pi—
brevi" .
Y09-MRB
01-AGO-11 17:51 NNNN
(ANSA)- ROMA, 1 AGO- Recuperare con un'iniezione indolore l'uso
di un arto in pochissimo tempo dopo un forte trauma, come una
caduta o un incidente motociclistico. E' possibile se
l'infiltrazione eseguita e' a base del cosiddetto PRP, cioe' il
plasma ricco di piastrine. E' questa la nuova frontiera della
cosiddetta bio-ortopedia, che sfrutta le capacita' dei fattori
di crescita capaci di riparare i danni alle cartilagini degli
arti, prevenendo lo sviluppo di complicanze, alleviando il
dolore e accelerando il recupero funzionale, con costi ridotti
rispetto alle tecniche tradizionali come l'impianto di protesi
articolari. "Si tratta di un nuovo approccio non invasivo, ma
molto efficace che utilizziamo gia' da diversi anni per curare
atleti e pazienti con tendinopatie persistenti, lesioni
muscolari di varia entit…, ed anche l'artrosi, quando la
ginnastica e il controllo del peso non bastano - spiega il
dottor Alberto Gobbi, fondatore di Oasi (Orthopaedic
Arthroscopic Surgery International), centro internazionale di
studio delle cartilagini, dell'invecchiamento articolare e delle
lesioni da sport con sede a Milano, che pratica la
bio-ortopedia."Queste nuove tecniche, altre a portare concreti
vantaggi per il paziente, consentono una drastica riduzione dei
costi, perche' evitano interventi chirurgici molto costosi per
il servizio sanitario nazionale con tempi di recupero molto pi—
brevi" .
Y09-MRB
01-AGO-11 17:51 NNNN
Agenzia delle Entrate Ris. 29-7-2011 n. 79/E Irap - Trattamento delle eccedenze pregresse e compilazione del modello Unico - Art. 1, comma 52, L. 24 dicembre 2007, n. 244. Emanata dall'Agenzia delle entrate, Direzione centrale servizi ai contribuenti.
Ris. 29 luglio 2011, n. 79/E (1).
Irap - Trattamento delle eccedenze pregresse e compilazione del modello Unico - Art. 1, comma 52, L. 24 dicembre 2007, n. 244.
(1) Emanata dall'Agenzia delle entrate, Direzione centrale servizi ai contribuenti.
Sono pervenute alla scrivente richieste di chiarimento in merito alle modalità di recupero del credito emergente dalla dichiarazione Irap, richiesto in compensazione da parte di contribuenti non più tenuti alla presentazione della predetta dichiarazione.
In particolare, tenuto conto che, in base all'articolo 1, comma 52, della L. 24 dicembre 2007, n. 244, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, la dichiarazione annuale dell'imposta regionale sulle attività produttive non può essere presentata in forma unificata, si chiede se il credito in parola possa essere indicato nel modello di dichiarazione unificata.
La sezione II del quadro RX della dichiarazione unificata accoglie le eccedenze di imposta richieste in compensazione nella dichiarazione precedente, per le quali nel periodo d'imposta successivo non è più presente la relativa dichiarazione o il corrispondente quadro. Nella sezione in parola può, pertanto, essere indicata anche l'eccedenza richiesta in compensazione in sede di presentazione della dichiarazione annuale dell'imposta regionale sulle attività produttive da parte di contribuenti per i quali non sussiste più l'obbligo di predisposizione della predetta dichiarazione.
La circostanza che la dichiarazione annuale dell'imposta regionale sulle attività produttive non possa essere presentata in forma unificata non rileva, infatti, ai fini dell'esposizione nel modello Unico dell'eccedenza spettante a un contribuente non più obbligato alla presentazione della dichiarazione IRAP. Conseguentemente, l'eccedenza di imposta regionale sulle attività produttive richiesta in compensazione nel periodo d'imposta precedente da parte di un contribuente non più obbligato alla presentazione della relativa dichiarazione può essere esposta nella sezione II del quadro RX del modello Unico, con l'indicazione del codice tributo 3800.
Il Direttore centrale
Paolo Savini
L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 63
Immigrazione: Bari, Silp, basta scaricabarile Governo
IMMIGRAZIONE: BARI; SILP, BASTA SCARICABARILE
GOVERNO
SOLIDARIETA' AD AGENTI FERITI
(ANSA) - ROMA, 1 AGO - Condanniamo le violenze di questa
mattina a Bari contro le forze dell'ordine ed esprimiamo
solidariet… agli agenti feriti ma stigmatizziamo al contempo lo
scaricabarile del governo sulle forze di polizia sul tema
dell'immigrazione''. E' quanto afferma in una nota il segretario
del Silp-Cgil Claudio Giardullo sottolineando che quella
dell'immigrazione e' questione ''che andrebbe affrontata innanzi
tutto sul piano delle politiche sociali e non dell'ordine
pubblico''.
''E invece - prosegue - il governo, mentre da una parte
decide l'estensione a 180 giorni della permanenza nei Cie,
dall'altra non affronta il tema delle strutture, in particolare
per i richiedenti asilo, e taglia alle forze di polizia risorse
per altri 500 milioni di euro''.
''Gli operatori di polizia impegnati a supplire le mancanze
della politica, alle inconsistenti dichiarazioni di solidariet…
di governo e maggioranza - conclude Giardullo - preferirebbero
un'attenzione concreta al tema della vivibilit… nei Cie e nei
Cara ed al tema della maggiore sicurezza nelle loro condizioni
di lavoro''.(ANSA).
GUI
01-AGO-11 17:40 NNNN
SOLIDARIETA' AD AGENTI FERITI
(ANSA) - ROMA, 1 AGO - Condanniamo le violenze di questa
mattina a Bari contro le forze dell'ordine ed esprimiamo
solidariet… agli agenti feriti ma stigmatizziamo al contempo lo
scaricabarile del governo sulle forze di polizia sul tema
dell'immigrazione''. E' quanto afferma in una nota il segretario
del Silp-Cgil Claudio Giardullo sottolineando che quella
dell'immigrazione e' questione ''che andrebbe affrontata innanzi
tutto sul piano delle politiche sociali e non dell'ordine
pubblico''.
''E invece - prosegue - il governo, mentre da una parte
decide l'estensione a 180 giorni della permanenza nei Cie,
dall'altra non affronta il tema delle strutture, in particolare
per i richiedenti asilo, e taglia alle forze di polizia risorse
per altri 500 milioni di euro''.
''Gli operatori di polizia impegnati a supplire le mancanze
della politica, alle inconsistenti dichiarazioni di solidariet…
di governo e maggioranza - conclude Giardullo - preferirebbero
un'attenzione concreta al tema della vivibilit… nei Cie e nei
Cara ed al tema della maggiore sicurezza nelle loro condizioni
di lavoro''.(ANSA).
GUI
01-AGO-11 17:40 NNNN
TAR "...Con Decreto Ingiuntivo n. 4/2010 emesso in data 2.08.2010, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ingiungeva al Ministero dell'Interno, in persona del Ministro protempore, il pagamento della somma pari ad Euro 184,60, al lordo delle ritenute di legge, oltre agli interessi legali dalla data della domanda al saldo effettivo e spese di lite liquidate in Euro 149,00 oltre a LPF 12,5%, IVA e spese di notifica del decreto, a titolo di pagamento delle ore di lavoro straordinario emergente anno 2007 non corrisposti al ricorrente per decreto ingiuntivo.....Condanna l'Amministrazione opponente al pagamento in favore della parte opposta di spese ed onorari del giudizio che liquida in euro 1000 (mille)...."
T.A.R. Piemonte Torino Sez. II, Sent., 06-07-2011, n. 742
Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Con Decreto Ingiuntivo n. 4/2010 emesso in data 2.08.2010, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ingiungeva al Ministero dell'Interno, in persona del Ministro protempore, il pagamento della somma pari ad Euro 184,60, al lordo delle ritenute di legge, oltre agli interessi legali dalla data della domanda al saldo effettivo e spese di lite liquidate in Euro 149,00 oltre a LPF 12,5%, IVA e spese di notifica del decreto, a titolo di pagamento delle ore di lavoro straordinario emergente anno 2007 non corrisposti al ricorrente per decreto ingiuntivo.
Il decreto ingiuntivo veniva regolarmente notificato al Ministero dell'Interno.
Avverso il decreto ingiuntivo veniva notificato ricorso in opposizione.
Con tale ricorso l'amministrazione opponente chiedeva dichiararsi nullo ed improduttivo di effetti il decreto ingiuntivo opposto, con favore di spese.
Il ricorrente per decreto ingiuntivo si è costituito nel procedimento instaurato dal Ministero dell'Interno ed hatestatoe domande, eccezioni, deduzioni ed affermazioni tutte proposte dal ricorrente in opposizione.
Non merita accoglimento che eccezione di inammissibilità per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.
Tra i rapporti di lavoro in regime di diritto pubblico di cui all'art. 3 d.lg. 30 marzo 2001 n. 165, ricadenti nella giurisdizione del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 63 comma 4 d.lg. n. 165, rientrano quelli relativi al "personale militare e alle forze di polizia di Stato". Nel personale della polizia di Stato sono compresi anche i c.d. ruoli tecnici; pertanto, la controversia avente ad oggetto il trattamento economico da corrispondere a personale in regime di diritto pubblico rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo su ogni aspetto del rapporto di lavoro (Consiglio Stato, sez. VI, 29 maggio 2006, n. 3253).
Il ricorso in opposizione a decreto ingiuntivo non è fondato.
Nel caso per cui è causala Pubblica Amministrazione opponente non ha contestato il numero di ore di lavoro straordinario svolte dal ricorrente, né la quantificazione monetaria, né la loro qualificazione quali straordinari, tanto più che tale conteggio è stato effettuato sulla base del prospetto per il compenso del lavoro straordinario spettante al personale delle Polizia di Stato fornito dalla stessa Amministrazione, già prodotto unitamente al ricorso per decreto ingiuntivo opposto.
Sostiene il Ministero opponente che la richiesta di pagamento avanzata dal ricorrente si riferisce a "prestazioni di lavoro effettuate senza la preventiva autorizzazione" in eccesso rispetto al monte ore assegnato all'ufficio di appartenenza e che non vennero nemmeno in seguito ratificate dal competente ufficio contabile.
Osserva il Collegio che le prestazioni di lavoro straordinario della Polizia di Stato sono disciplinate dalla L. 121/1981 e dall'Accordo Nazionale Quadro del 15.05.2000 siglato tra il Ministro dell'Interno e le rappresentanze sindacali delle Forze di Polizia.
L'art 63 TV co. della L. 121/1981 rubricato "Orario di servizio" recita: "Quando le esigenze lo richiedano gli ufficiali, gli agenti di pubblica sicurezza e il personale che svolge la propria attività nell'ambito dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza sono tenuti a prestare servizio anche in eccedenza all'orario normale, con diritto a compenso per il lavoro straordinario senza le limitazioni previste dal D.P.R. 22 luglio 1977, n. 422, (...)". Da ciò si evince come gli appartenenti alla Polizia di Stato abbiano l'obbligo giuridico di prestare lavoro straordinario qualora lo richiedano le circostanze contingenti.
Il medesimo articolo prevede come tali prestazioni di lavoro straordinario debbano essere retribuite senza le limitazioni previste per le altre categorie di pubblici dipendenti, e ciò nell'ottica di prioritaria centralità che si è voluta assegnare alla pubblica sicurezza, da cui discende quale logico corollario il dovere degli appartenenti alla Polizia di Stato di lavorare oltre il normale orario di servizio e senza limite alcuno.
Detta retribuzione del lavoro straordinario prestato, come esplicitato nello stesso art. 63 dove parla di "diritto al compenso", senza alcuna limitazione od eccezione.
Il lavoro straordinario a cui si riferisce il citato art. 63 L. 121/1981 viene comunemente definito quale "straordinario non programmato" proprio in virtù della sua natura "emergente".
Per tale ragione questo tipo di straordinario non presenta limitazione alcuna e non richiede preventive autorizzazioni da parte degli uffici di appartenenza e tantomeno da parte degli uffici contabili.
Oltre allo straordinario di cui sopra, è stato introdotto dall'A.N.Q. del 12.06.1997 ed ora confermato dall'art 13 del già citato A.N.Q. del 15.05.2000, un nuovo istituto contrattuale denominato "straordinario programmato". Detto art 13 così dispone: "1. Presso gli Uffici, Reparti e Istituti, sono programmati turni di lavoro straordinario nella misura del 20% del monte ore assegnato, diretti a consentire ai dirigenti responsabili di fronteggiare, per periodi predeterminati, particolari esigenze di servizio. Nel caso in cui ne ravvisi la necessità il Dirigente può provvedere alla programma 7ione di ulteriori quote percentuali di lavoro straordinario. 2. I turni di lavoro straordinario di cui al comma I sono stabiliti dal responsabile dell'Ufficio, Reparto o Istituto previa informazione alle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali firmatarie dell'Accordo Nazionale
recepito con Decreto del Presidente della Repubblica 16 Marzo 1999, n. 254, in conformità a quanto previsto dall'articolo 24, comma 2, del medesimo D.P.R. n. 254/1999, nel rispetto dei seguenti criteri: a) la programmazione dei turni di lavoro straordinario deve essere predisposta all'inizio di ciascun trimestre in relazione alle prevedibili esigenze di servizio tenuto conto delle disponibilità finanziarie assegnate a ciascun ufficio, reparto o istituto per prestazioni di lavoro straordinario; b) nei turni di lavoro straordinario i dipendenti da impegnarsi nei singoli programmi devono essere individuati secondo criteri di rotazione; c) tra il turno di lavoro obbligatorio ordinario ed il turno di straordinario programmato deve essere assicurato al personale un intervallo di almeno 60 minuti per la consumazione del pasto ed il recupero delle energie psicofisiche; e) i turni di lavoro
straordinario sono programmati, in ogni caso, su base volontaria e sono disposti con formali ordini di servizio e debbono risultare da apposita documentazione; f) il personale non può essere impiegato in turni di lavoro straordinario nelle giornate di riposo ed in quelle di giorno libero sia che i turni di servizio siano articolati in sei giorni, che in cinque giorni."
Dalla lettura di tale articolo emerge in sostanza la programmazione trimestrale con indicazione delle specifiche necessità a cui si vuole fare fronte, la rotazione del personale interessato nell'ottica di una sua omogenea distribuzione ed infine, ma non certo per importanza, la volontarietà della prestazione da cui discende che il singolo appartenente possa scegliere se aderire o meno al programma proposto dal dirigente.
Detta distinzione tra "straordinario programmato" e "straordinario non programmato" viene ripresa anche dall'art 15 IV co. A.N.Q. il quale prevede che lo straordinario programmato, possa essere commutato in giorni di riposo compensativo dietro espressa richiesta del dipendente interessato, individuando quali ipotesi di conversione d'ufficio in due soli casi: a) il monte ore a disposizione dell'Ufficio sia stato completamente utilizzato; b) qualora il dipendente superi il limite massimo previsto ovvero, in altre parole, ove la somma tra ore "emergenti" e "programmate" superi il limite massimo, potrà esservi conversione in riposi compensativi dalle sole ore imputabili alla fattispecie "straordinario programmato".
Conseguentemente lo straordinario programmato è finalizzato alla "copertura" di determinate situazioni predeterminate e comunicate trimestralmente alle organizzazioni sindacali, mentre lo straordinario emergente deve essere necessariamente svolto dagli operatori di Polizia con conseguente intangibile diritto al compenso, c- qualora si superi il monteore assegnato, le ore di straordinario programmato possono (non devono) essere convertite in riposi compensativi.
L'Amministrazione non ha contestato il numero di ore di lavoro straordinario svolte dalla parte ricorrente né l'ammontare del compenso dovuto, conseguentemente il lavoro straordinario ha caratteristiche non dissimili da quello prestato durante il normale orario di lavoro e norme interne o regolamentari non possano limitare la dovutezza dei compensi spettanti per il lavoro straordinario eventualmente prestato.
Le ore straordinarie per le quali il ricorrente richiede il pagamento, riguardano esclusivamente straordinario non programmato, come si evince dal dettaglio del prospetto contabile reso dall'U.A.C., e già allegato al decreto ingiuntivo opposto.
Quindi, per espresso riconoscimento del datore di lavoro/debitore, le ore maturate - e non pagate - sono tutte qualificabili come "Straordinario Emergente", e quindi come prestazioni di lavoro straordinario ricadenti sotto la previsione dell'art. 63 L. 121/1981 e dell'art. 15 - comma 1 A.N.Q..
Per tale ragione nessun taglio o commutazione in riposi compensativi può essere effettuato d'ufficio.
L'amministrazione opponente non ha mai contestato l'effettuazione delle ore di straordinario da parte del ricorrente, né la quantificazione monetaria, né la loro qualificazione quali straordinari né avrebbe potuto da momento che la loro contabilizzazione è stata effettuata, si ribadisce, sulla base del prospetto fornito dalla Questura di Torino, Ufficio Amministrativo Contabile II Sezione.
Il pagamento, a copertura delle ore di straordinario, è stato effettuato spontaneamente dalla Pubblica Amministrazione ed il suo mancato "completamento" è stato esclusivamente causato della limitatezza delle risorse disponibili, come d'altronde ammesso dalla stessa controparte quando afferma che la Pubblica Amministrazione "non ha potuto autorizzare il pagamento degli ulteriori compensi per cui è causa, per indisponibilità di fondi", non certo perché il diritto alla retribuzione delle ore di straordinario fosse contestato.
Questo "TAR ha già avuto modo di pronunciarsi in materia con sentenze passate in giudicato confermando il diritto del lavoratore alla percezione delle somme imputabili allo straordinario emergente non programmato (si vedano a titolo di esempio: sentenza "TAR Piemonte n. 2139/09 in rigetto del ricorso in opposizione avverso il D.I. n. 78/08; sentenza "TAR Piemonte n. 2160/09 in rigetto del ricorso in opposizione avverso il D.I. n.120/2008; sentenza "TAR Piemonte n. 2131/09 in rigetto del ricorso in opposizione avverso il D.I. n.57/2008; sentenza "TAR Piemonte n. 2155/09 in rigetto del ricorso in opposizione avverso il D.I. n.107/2008; sentenza "TAR Piemonte n. 2132/09 in rigetto del ricorso in opposizione avverso il D.I. n.58/2008 e molte altre, tutte passate in giudicato).
Il ricorso per decreto ingiuntivo va, pertanto, rigettato.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso in opposizione a decreto ingiuntivo, come in epigrafe proposto, lo rigetta; dichiara l'efficacia e l'esecutività del decreto ingiuntivo opposto e conseguentemente condanna il Ministero dell'Interno, nella persona del Ministro pro tempore, al pagamento in favore del ricorrente quanto in esso indicato oltre agli interessi legali maturati e maturandi sino al soddisfo.
Condanna l'Amministrazione opponente al pagamento in favore della parte opposta di spese ed onorari del giudizio che liquida in euro 1000 (mille).
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Consiglio di Stato "...Il ricorrente, assistente capo della Polizia di Stato, impugnava dinanzi al Tar Emilia Romagna, sede staccata di Parma, il decreto del Ministero dell'Interno n. -- del 14/11/2008, avente ad oggetto il rigetto dell'istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e relativo equo indennizzo, nonché il parere del Comitato di verifica per le cause di servizio..."
GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA - IMPIEGO PUBBLICO
Cons. Stato Sez. III, Sent., 11-07-2011, n. 4148
Fatto - Diritto P.Q.M.
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
1.Il ricorrente, assistente capo della Polizia di Stato, impugnava dinanzi al Tar Emilia Romagna, sede staccata di Parma, il decreto del Ministero dell'Interno n. -- del 14/11/2008, avente ad oggetto il rigetto dell'istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e relativo equo indennizzo, nonché il parere del Comitato di verifica per le cause di servizio, posizione n. --, in data 27/09/2007.
2. Il Tar dichiarava il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione ritenendo questa appartenente al giudice ordinario.
3. Avverso la sentenza del Tar ha proposto l'odierno appello il Ministero dell'Interno rilevando la erroneità della sentenza del primo giudice, in primis, quanto alla giurisdizione: infatti essendo stata la causa proposta da un dipendente della Polizia di Stato, la stessa è sottratta alla giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.
4. La doglianza merita accoglimento.
Per effetto dell'art. 63 del d.lgs. 165 del 2001 recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche che ha sostituito il d.lgs. 3.2.1993 n.29, sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze della pubbliche amministrazioni ad eccezione di quelle relative ai rapporti di lavoro di cui al comma 4.
Tale comma 4 statuisce che restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché, in sede di giurisdizione esclusiva, le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 3 del medesimo decreto legislativo, ivi comprese quelle attinenti ai diritti patrimoniali connessi; nel sopradetto articolo 3 viene ricompreso, tra l'altro, il personale delle Forze di Polizia di Stato.
Con l'effetto che la presente causa, in quanto promossa da un appartenente alla Polizia di Stato, è sottratta ex artt. 63 comma 4 e 3 del d.lgs. 165 del 2001 alla giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro e rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.
5. In conclusione la censura in punto di giurisdizione avanzata dal Ministero appellante merita accoglimento, l'appello deve essere accolto e la sentenza appellata deve essere annullata senza ulteriore trattazione della causa che deve essere rinviata al giudice di primo grado in applicazione dell'art. 105 del decreto legislativo 2 luglio 2010 n.104.P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l'effetto annulla la sentenza con rinvio al medesimo Tar Emilia Romagna.
Spese al definitivo.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Circ. 5-7-2011 n. 16122 Validità delle autorizzazioni al trasporto internazionale di merci per l’anno 2011 rilasciate ai Paesi non appartenenti all'Unione Europea. Emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, Direzione generale per il trasporto modale e per l’intermodalità.
Circ. 5 luglio 2011, n. 16122 (1).
Validità delle autorizzazioni al trasporto internazionale di merci per l’anno 2011 rilasciate ai Paesi non appartenenti all'Unione Europea.
(1) Emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, Direzione generale per il trasporto modale e per l’intermodalità.
Al
Ministero dell’interno
Dipartimento della pubblica sicurezza
Direzione centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della polizia di Stato - Servizio polizia stradale
Roma
Al
Comando generale dell'Arma dei carabinieri
II Reparto - Ufficio operazioni
Roma
All’
Agenzia delle dogane - Area centrale
Verifiche e controlli tributi doganali e accise
Roma
Al
Comando generale della guardia di finanza
II Reparto - Ufficio operazioni
Roma
Al
Comando generale del corpo delle capitanerie di porto
Roma
Al
Ministero dell'interno
Dipartimento della pubblica sicurezza
Ufficio di coordinamento e pianificazione delle
Forze di polizia - Servizio I
Roma
Alla
Direzione generale territoriale del Nord-Est
Mestre (VE)
Alla
Direzione generale territoriale del Nord-Est
Via dell’Industria, n. 13
40138 - Bologna (BO)
Alla
Direzione generale territoriale del Nord-Ovest
Milano (MI)
Alla
Direzione generale territoriale del Centro-Nord
Roma
Alla
Direzione generale territoriale del Centro-Sud e Sardegna
Napoli (NA)
Alla
Direzione generale territoriale del Sud e Sicilia
Modugno (BA)
e, p.c.:
Alla
Direzione generale per la sicurezza stradale
Sede
Alla
Direzione generale per la motorizzazione
Divisione 4 - Magazzino stampati
Sede
Alle
Divisioni 4 e 5
Sede
Si fa seguito alle note di pari oggetto n. 2034, n. 10794 e n. 12693 rispettivamente del 25 gennaio 2011, del 29 aprile 2011 e del 20 maggio 2011, per trasmettere, ad integrazione delle stesse, l'elenco delle autorizzazioni italiane al trasporto internazionale di merci per l'anno 2011, ulteriormente scambiate/concesse con alcuni Paesi non appartenenti all'Unione Europea (cfr. Tabella l).
Si allega copia dei modelli delle autorizzazioni internazionali di cui all'elenco indicato nella Tabella 1.
Il Dirigente
Ing. Marcello Paolucci
Allegati
Tabella 1
Descrizione
Codifica Modello
Misurazione
Tipo di applicazione (2)
Croazia
73/A31
da n. 15001 al n. 3000
Destinazione
75/A4/J
Da n. 751 al n. 1500
Destinazione
73/A10/1
Da n. 1001 al n. 2000
Destinazione
73/A24/1
Da n. 501°al n. 1000
Destinazione
73/B1/1
Da n. 1251 al n. 2500
Destinazione
Principato di Monaco
73/ARIS
Da n. 17146 al n. 17495
Destinazione
Russia
73/C8/1
Da n. 9001 al n. 14000
Destinazione
73/C9/1
Da n. 241 al n. 500
Destinazione
73/C24/1
Da n. 501 al n. 1000
Destinazione
73/C29/1
Da n. 251 al n. 500
Destinazione
Ucraina
73/C18/1
Da n. 10001 al n. 10300
Destinazione
(2) Testo della quarta colonna non leggibile alla fonte.
Modelli autorizzazioni internazionali (3)
(3) Si omette il testo dei modelli autorizzazioni internazionali in quanto non leggibile alla fonte.
domenica 31 luglio 2011
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