Translate

giovedì 8 settembre 2011

Corte dei Conti "...Con ricorso proposto in data 15.04.1991, il sig. X ####################, già appuntato dei Carabinieri, cessato dal servizio continuativo per infermità a decorrere dal 10.02.1981, titolare di assegno privilegiato  ordinario di 3^ ctg., per infermità dipendente da causa di servizio, liquidato con decreto n°311 del 17.01.1987, in misura pari alla pensione normale aumentata di un decimo, a termini del quarto comma dell’art. 67 D.P.R. 1092/1973, dolendosi che l’Amministrazione non abbia tenuto conto di quanto stabilito al secondo comma dello stesso articolo, a termini del quale “compete l’80% dell’ultimo stipendio percepito (£.6.486.239), corrispondente a £.5.188.991 e non il 44% + 1/10 pari a £.4.388.500”, ha impugnato, innanzi a questa Corte, il suddetto decreto ed ha chiesto che gli venga riconosciuto “il diritto all’applicazione del secondo comma dell’art. 67” nonché “agli interessi legali ed alla rivalutazione legale dal giorno della maturazione della pensione al momento in cui si darà applicazione al nuovo provvedimento”..."

REPUBBLICA ITALIANA   Sent. 897/2011
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE PUGLIA
in composizione monocratica

IL GIUDICE

cons.  dott. Antongiulio Martina
ha pronunciato, nella pubblica udienza del
19 aprile 2011
dando, nella stessa udienza, lettura del dispositivo, di seguito trascritto, la seguente

SENTENZA

contro
MINISTERO DELLA DIFESA
avverso
il decreto del Ministero della Difesa n°311 del 17.01.1987.

Visto il ricorso;

esaminati gli atti ed i documenti di causa;

udito, nella pubblica udienza del 19 aprile 2011, l’avv. Carmine Loisi, per il ricorrente.

Ritenuto in
FATTO

Con ricorso proposto in data 15.04.1991, il sig. X ####################, già appuntato dei Carabinieri, cessato dal servizio continuativo per infermità a decorrere dal 10.02.1981, titolare di assegno privilegiato  ordinario di 3^ ctg., per infermità dipendente da causa di servizio, liquidato con decreto n°311 del 17.01.1987, in misura pari alla pensione normale aumentata di un decimo, a termini del quarto comma dell’art. 67 D.P.R. 1092/1973, dolendosi che l’Amministrazione non abbia tenuto conto di quanto stabilito al secondo comma dello stesso articolo, a termini del quale “compete l’80% dell’ultimo stipendio percepito (£.6.486.239), corrispondente a £.5.188.991 e non il 44% + 1/10 pari a £.4.388.500”, ha impugnato, innanzi a questa Corte, il suddetto decreto ed ha chiesto che gli venga riconosciuto “il diritto all’applicazione del secondo comma dell’art. 67” nonché “agli interessi legali ed alla rivalutazione legale dal giorno della maturazione della pensione al momento in cui si darà applicazione al nuovo provvedimento”.

All’udienza odierna, non costituita l’Amministrazione, il procuratore del ricorrente si è riportato alle conclusioni rassegnate.

Considerato in
DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.
E’ appena il caso di premettere che l’art. 67 (rubricato “misura della pensione privilegiata dei militari”) del D.P.R. 1092/1973, dopo aver disposto, al primo comma, che al militare le cui infermità o lesioni, dipendenti da fatti di servizio, siano ascrivibili ad una delle categorie della tabella A annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313 , e non siano suscettibili di miglioramento spetta la pensione, ne ha disciplinato, ai successivi commi, la misura, prevedendo:
- che “la pensione è pari alla base pensionabile di cui all'art. 53 se le infermità o le lesioni sono ascrivibili alla prima categoria ed è pari al 90, 80, 70, 60, 50, 40 o 30 per cento della base stessa in caso di ascrivibilità, rispettivamente, alla seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima o ottava categoria, salvo il disposto dell'ultimo comma di questo articolo” (secondo comma);
- che “le pensioni di settima e ottava categoria sono aumentate rispettivamente dello 0,20 per cento e dello 0,70 per cento della base pensionabile per ogni anno di servizio utile nei riguardi dei militari che, senza aver maturato l'anzianità necessaria per il conseguimento della pensione normale, abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio effettivo” e che “la pensione così aumentata non può eccedere la misura prevista dal primo comma dell'art. 54” (terzo comma):
- che “qualora sia stata raggiunta l'anzianità indicata dal primo comma dell'art. 52, la pensione privilegiata è liquidata nella misura prevista per la pensione normale aumentata di un decimo, se più favorevole (quarto comma).
A termini del successivo art. 68, quando le infermità o le lesioni ascrivibili ad una delle categorie della tabella A siano suscettibili di miglioramento, spetta al militare un assegno rinnovabile di misura uguale alla pensione.
Risulta dagli atti che al X, cessato dal servizio per infermità a decorrere dal 10.02.1981, con un servizio effettivo di 15 aa. 4 mesi e 29 gg., un servizio utile di 18 aa, 4 m. e 18 gg. ed una base pensionabile di £.6.486.239, il trattamento pensionistico privilegiato (assegno privilegiato ordinario) è stato liquidato, secondo il disposto di cui all’art. 67, quarto comma, D.P.R. 1092/1973, in misura pari alla pensione normale (£.3.989.500) spettantegli, aumentata di 1/10 e, pertanto, in £.4.388.500.
Considerato che, peraltro, l’art. 67, quarto comma, prevede che la pensione privilegiata sia liquidata nella misura ivi prevista se più favorevole, è evidente che, quando, come nella specie, il trattamento così liquidato sia meno favorevole della pensione privilegiata calcolata secondo il criterio di cui al precedente secondo comma, è quest’ultimo a dover trovare applicazione.
Con riferimento al caso di specie, considerato che il trattamento calcolato, secondo il disposto di cui al secondo comma dell’art. 67 del D.P.R. 1092/1973, in ragione delle prevista percentuale della base pensionabile (£.6.486.239) pari, avuto riguardo alla categoria (terza) di ascrizione delle infermità che hanno dato luogo al trattamento privilegiato, all’80% della stessa base pensionabile, è superiore all’importo della pensione calcolata secondo il criterio di cui al quarto comma, non può revocarsi in dubbio il diritto del ricorrente a percepire il trattamento pensionistico, secondo il primo dei summenzionati criteri e, pertanto, l’assegno privilegiato ordinario  nella misura di annue lorde £.5.188.991 (pari all’80% di £.6.486.239) in luogo dell’assegno privilegiato ordinario nella misura di annue lorde £.4.388.500, liquidatogli con il provvedimento gravato.
2. Reputa, di converso, la Sezione che la richiesta di interessi e  rivalutazione possa trovare accoglimento solo entro i limiti di cui alla pronuncia delle SS.RR. 26.06–18.10.2002 n°10/Q.M., e che, pertanto, sugli importi spettantegli, il X abbia diritto agli interessi nella misura legale nonché – ove eventualmente eccedente la misura degli interessi legali e per l’importo differenziale, calcolato anno per anno, rispetto all’ammontare degli interessi stessi – alla rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT, maturati sui singoli ratei arretrati dalla data di rispettiva scadenza e maturandi sino al dì dell’effettivo soddisfo
3. Stante la natura della controversia, reputa la Sezione che ricorrano giusti motivi per disporre l’integrale compensazione delle spese di giudizio fra le parti.
P.Q.M.
la Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando sul ricorso, iscritto al n° 10866 (ex 4258/M – ex 139317) del registro di segreteria, proposto dal sig. X #################### avverso il decreto del Ministero della Difesa n°311 del 17.01.1987, così provvede:
1)accoglie, per quanto di ragione, il gravame proposto e, per l’effetto, determina in £.4.397.450 (lirequattromilionitrecentonovantasettemilaquattrocentocinquanta) annue lorde in luogo di £.4.388.500 annue lorde, l’importo dell’ assegno privilegiato ordinario di 3^ ctg. conferito al ricorrente con il decreto impugnato;
2) dichiara che sugli importi spettantigli a termini del precedente punto 1), il ricorrente ha diritto agli interessi nella misura legale nonché – ove eventualmente eccedente la misura degli interessi legali e per l’importo differenziale, calcolato anno per anno, rispetto all’ammontare degli interessi stessi – alla rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT, dalla data di scadenza dei singoli ratei sino al dì dell’effettivo soddisfo;
3) dichiara integralmente compensate fra le parti le spese di giudizio.
Così deciso in Bari, il 19 aprile 2011.

IL GIUDICE

f.to (Antongiulio Martina)
 
Depositata in Segreteria il 10/08/2011
Il Funzionario
f.to (Franca Maria Alfarano)
SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE
PUGLIA Sentenza 897 2011 Pensioni 10-08-2011

 

COSTI POLITICA. DI PIETRO: PARLAMENTARI COME LADRI NELLA NOTTE RIDOTTI ALL'OSSO TAGLI A INDENNITA'; FIRMARE IL REFERENDUM

COSTI POLITICA. DI PIETRO: PARLAMENTARI COME LADRI NELLA NOTTE
RIDOTTI ALL'OSSO TAGLI A INDENNITA'; FIRMARE IL REFERENDUM

(DIRE) Roma, 8 set. - "Quando c'e' un'emergenza tutti sono
chiamati a fare il loro dovere e ad accettare qualche sacrificio.
Tutti tranne i privilegiati per eccellenza, cioe' la casta. I
cittadini normali possono pagare le tasse, infatti gli e' stata
aumentata di un punto l'Iva. Nello stesso tempo, zitti zitti e
quatti quatti, come ladri nella notte, i parlamentari hanno
ridotto all'osso i tagli delle indennita' decisi il 13 agosto per
quei deputati e quei senatori che fanno il doppio lavoro". E'
quanto scrive sul suo blog il lader dell'Italia dei Valori,
Antonio Di Pietro.
"Invece del 50% dell'indennizzo- aggiunge l'ex magistrato- il
loro contributo sara' del 20%, sempre che, approfittando del
buio, non lo diminuiscano ancora. Nei momenti di difficolta' la
classe dirigente di un Paese e' chiamata a dare l'esempio. Se non
lo fa come puo' pretendere di chiedere ai cittadini e alla povera
gente di sacrificarsi ancora? Se, invece, approfitta del suo
potere per sfangarla e non pagare come tutti gli altri, come puo'
sperare che chi e' molto piu' povero non cerchi poi di
arrangiarsi e sfangarsela pure lui? I soprusi e gli abusi della
casta non sono solo un delitto contro la decenza e contro la
morale, sono anche un atto di sabotaggio contro il Paese, perche'
propri i cattivi esempi di questo genere sono all'origine di
tanti comportamenti sbagliati che impediscono al nostro Paese di
crescere come potrebbe e meriterebbe".(SEGUE)

(Com/Vid/ Dire)
15:12 08-09-11

NNNN
OSTI POLITICA. DI PIETRO: PARLAMENTARI COME LADRI NELLA NOTTE -2-


(DIRE) Roma, 8 set. - "Il buon giorno si vede dal mattino-
sottolinea ancora Di Pietro- e se questo e' il mattino ci vuole
poco a capire dove finiranno le grandi promesse del governo sul
dimezzamento dei parlamentari o sulla cancellazione delle
Province e cioe' nel cestino della spazzatura, come tutte le
misure che colpiscono gli interessi e i privilegi della Casta.
C'e' un solo modo per mettere fine a questo sfacelo: firmare
subito per il referendum che restituira' agli elettori il diritto
di scegliere i parlamentari e cancellera' le Province senza farsi
fregare dai trucchi della casta. C'e' una sola via per cambiare
le cose non in un giorno lontano ma subito, qui e ora: che i
cittadini lo facciano da soli, come hanno gia' fatto col
nucleare, l'acqua pubblica e le leggi ad personam.
"E come stanno facendo ancora con le mobilitazioni dei
prossimi giorni, autoconvocate e autorganizzate con le modalita'
che si stanno diffondendo in tutta Europa. Ad esempio la "Piazza
Pulita" di sabato e domenica a Roma, dove noi, accettando l'idea
di tenere fuori simboli e bandiere, parteciperemo anche per
raccogliere le firme", conclude.

(Com/Vid/ Dire)
15:12 08-09-11

NNNN
MANOVRA: DI PIETRO, SACRIFICI PER TUTTI MA NON PER LA 'CASTA' =
RIDOTTI ALL'OSSO I TAGLI PER I PARLAMENTARI, COME LADRI NELLA
NOTTE

Roma, 8 set. (Adnkronos) - ''Quando c'e' un'emergenza tutti sono
chiamati a fare il loro dovere e ad accettare qualche sacrificio.
Tutti tranne i privilegiati per eccellenza, cioe' la casta. I
cittadini normali possono pagare le tasse, infatti gli e' stata
aumentata di un punto l'Iva. Nello stesso tempo, zitti zitti e quatti
quatti, come ladri nella notte, i parlamentari hanno ridotto all'osso
i tagli delle indennita' decisi il 13 agosto per quei deputati e quei
senatori che fanno il doppio lavoro''. E' quanto scrive sul suo blog
il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

''Invece del 50% dell'indennizzo - aggiunge l'ex magistrato - il
loro contributo sara' del 20%, sempre che, approfittando del buio, non
lo diminuiscano ancora. Nei momenti di difficolta' la classe dirigente
di un Paese e' chiamata a dare l'esempio. Se non lo fa come puo'
pretendere di chiedere ai cittadini e alla povera gente di
sacrificarsi ancora?".

"Se, invece -prosegue- approfitta del suo potere per sfangarla e
non pagare come tutti gli altri, come puo' sperare che chi e' molto
piu' povero non cerchi poi di arrangiarsi e sfangarsela pure lui? I
soprusi e gli abusi della casta non sono solo un delitto contro la
decenza e contro la morale, sono anche un atto di sabotaggio contro il
Paese, perche' propri i cattivi esempi di questo genere sono
all'origine di tanti comportamenti sbagliati che impediscono al nostro
Paese di crescere come potrebbe e meriterebbe''.

(Pol/Ct/Adnkronos)
08-SET-11 15:11

NNNN

MANOVRA. DI PIETRO: SE RESTA GOVERNO, ESASPERAZIONE MONTA

MANOVRA. DI PIETRO: SE RESTA GOVERNO, ESASPERAZIONE MONTA


(DIRE) Roma, 8 set. - "Piu' rimane questo governo, piu' cresce il
peggioramento delle condizioni economiche del Paese e piu'
aumenta l'esasperazione che, dalla piazza, rischia di diventare
piu' forte". Lo dice il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro che,
conversando con i cronisti fuori Montecitorio precisa: "Questo e'
un rischio che dobbiamo arginare proponendo un'alternativa per il
Paese".
"E' cosi'- continua- che possiamo dimostrare il nostro senso
di responsabilita'. Non ci dobbiamo abbandonare, dobbiamo reagire
con una proposta di alternativa".

(Rai/ Dire)
12:38 08-09-11

MANOVRA. VENDOLA. OSTRUZIONISMO? SAREBBE ORA, IN PAESE C'È RABBIA

MANOVRA. VENDOLA. OSTRUZIONISMO? SAREBBE ORA, IN PAESE C'È RABBIA


(DIRE) Roma, 8 set. - "E' singolare che non ci sia gia' stato
l'ostruzionismo". Nichi Vendola commenta cosi' la minaccia di Di
Pietro di mettersi di traverso nell'approvazione della manovra
alla Camera se non ci saranno modifiche.
A margine di una conferenza stampa nella sede romana della
Regione Puglia, il leader di Sel osserva che "tempi veloci sono
giusti se si fanno cose buone. Se si fanno cose cattive non e' un
atto di saggezza". Rispetto quindi all'atteggiamento che
l'opposizione dovrebbe tenere in Parlamento, Vendola esprime
l'auspicio che le istituzioni sappiano ascoltare "il vento di
rabbia e rivolta che c'e' nel paese. Altrimenti si allarghera' lo
iato con il Paese e la rivolta potrebbe prendere altre strade per
esprimersi".

(Tar/ Dire)
13:30 08-09-11

MANOVRA: ANCI PROCLAMA PER GIOVEDI' 'SCIOPERO DEI SINDACI'

MANOVRA: ANCI PROCLAMA PER GIOVEDI' 'SCIOPERO DEI SINDACI'
SARANNO RESTITUITE AL GOVERNO LE DELEGHE SULL' ANAGRAFE
(ANSA) - ROMA, 8 SET - ''Giovedi' ci sara' una grande
mobilitazione in cui gli ottomila sindaci italiani
riconsegneranno le loro funzioni al Governo. Restituiremo le
deleghe sull'anagrafe''. Lo ha annunciato il vicepresidente
dell'Anci Graziano Delrio al termine del comitato direttivo
dell'associazione dei comuni quale protesta nei confronti della
manovra votata ieri al Senato con la fiducia.(ANSA).

Y12/DST
08-SET-11 14:14 NNNN

MANOVRA. ZINGARETTI LANCIA APPELLO A PARLAMENTARI PDL LAZIO "NON PRENDETE IN GIRO I CITTADINI"

MANOVRA. ZINGARETTI LANCIA APPELLO A PARLAMENTARI PDL LAZIO
"NON PRENDETE IN GIRO I CITTADINI"

(DIRE) Roma, 8 set. - "Lancio un appello a tutti i parlamentari
del Pdl del Lazio, che devono votare la manovra, a non prendere
in giro i cittadini". Lo dice il presidente della Provincia di
Roma, Nicola Zingaretti, nel corso di una conferenza stampa a
palazzo Valentini dedicata alla manovra approvata ieri dal Senato.
"A me- aggiunge- ha fatto piacere che fino ad adesso tutti con
grandi appelli, manifestazioni e proteste, urla e interviste,
abbiano gridato allo scandalo. Ora chiedo coerenza. Se si e'
contro bisogna essere coerenti e bisogna vedere se si difendera'
in Parlamento un'identita' di partito o un legame nei confronti
dei nostri territori".

(Enu/ Dire)
14:16 08-09-11

MANOVRA: MEDICI SUL PIEDE DI GUERRA, CHIEDONO USCITA DA PUBBLICO IMPIEGO

MANOVRA: MEDICI SUL PIEDE DI GUERRA, CHIEDONO USCITA DA PUBBLICO IMPIEGO =

Roma, 8 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un nuovo stato
giuridico e l'uscita dal pubblico impiego. A quanto apprende
l'Adnkronos Salute sarebbero queste le richieste in cantiere dei
medici del Servizio sanitario nazionale. Da quanto trapela dalla
riunione dell'Intersindacale in corso a Roma, i camici bianchi che
lavorano per il servizio pubblico, che si sentono particolarmente
colpiti dalle ultime Manovre economiche approvate, compresa
soprattutto quella votata ieri dal Senato, starebbero infatti pensando
a un nuovo stato giuridico e ad una clamorosa uscita dal pubblico
impiego.

Tra le tante misure penalizzanti, i medici sottolineano: la
perdita del 18% del potere di acquisto, il differimento del Tfr di 2
anni, il blocco dei contratti di lavoro, la trattenuta sui 90 mila
euro.

(Fed/Zn/Adnkronos)
08-SET-11 12:31

NNNN

Caos al Giro di Padania, Silp: “A pagarne le spese sono sempre le forze dell’ordine”

 
 
 
 
 

MANOVRA: FLASH MOB DISABILI A ROMA, 'STOP AL MASSACRO'

MANOVRA: FLASH MOB DISABILI A ROMA, 'STOP AL MASSACRO'
ENORME STRISCIONE ESPOSTO ALLA TERRAZZA DEL PINCIO
(ANSA) - ROMA, 8 SET - ''Quaranta miliardi di tagli. Stop al
massacro delle persone con disabilita'''. Questa e' la scritta
che campeggia sull'enorme striscione srotolato dalla terrazza
del Pincio da un gruppo di disabili e altri manifestanti che
stanno protestando in un flash mob contro la manovra economica.
Al flash mob stanno partecipando un gruppo di persone in
carrozzina, le loro famiglie ed esponenti politici romani. ''La
manovra taglia dai 20 ai 40 miliardi sulla pelle delle persone
con disabilita' - spiega il presidente della Fish (Federazione
Italiana per il superamento dell'handicap) - e sull'accompagno,
l'unico diritto esigibile che abbiamo. A questi tagli si sommano
quelli ai comuni che ridurranno drasticamente anche i servizi
sociali. Questo vuol dire che tutta l'assistenza dei disabili
ricadra' sulle famiglie e, se queste non saranno in grado di
sostenerla, ritorneremo inevitabilmente agli anni Cinquanta e
agli istituti. Questa manovra e' un massacro''.
Insieme ai disabili e alle loro famiglie ci sono anche
diversi esponenti del centrosinistra romano: il consigliere
regionale del Pd Enzo Foschi, il capogruppo regionale di Sel
Luigi Nieri e il consigliere provinciale Sel Gianluca Peciola il
quale commenta: ''Questa manovra aggredisce i diritti delle
persone piu' fragili. Bisogna attivare tutte le forme di
mobilitazione per denunciare lo scempio dello stato sociale
italiano''.(ANSA).

YJ4-TAG/DST
08-SET-11 11:29 NNNN

MANOVRA: APPELLO FLORIS (ANCI), COMUNI SCENDANO IN PIAZZA

MANOVRA: APPELLO FLORIS (ANCI), COMUNI SCENDANO IN PIAZZA
AD ASSEMBLEA ASSESSORI AL BILANCIO DEI MUNICIPI LIGURI
(ANSA) - GENOVA, 8 SET - Cittadini e sindaci scendano in
piazza contro la nuova manovra con una protesta in ogni regione
d'Italia. E' l'appello del presidente nazionale della
Commissione Finanza dell'ANCI, Franco Floris, che questa mattina
ha riunito in assemblea a Genova gli assessori al bilancio di
tutti i comuni liguri.
''La nuova manovra inserisce il patto di stabilita' anche per
i comuni da 1.000 a 5.000 abitanti dal 2013 e per le unioni dei
comuni dal 2014'', sottolinea Floris, secondo cui la norma
''blocchera' ancora di piu' gli investimenti e la gestione del
patto per i piccoli comuni diventera' impossibile''.
'''Il governo tolga il patto di stabilita' e inserisca una
norma nazionale sul debito'', chiede il presidente finanze Anci.
''Abbiamo in cassa 40 miliardi di euro che non possiamo spendere
- denuncia - la manovra ci obbliga a contenere gli investimenti
dal 70% dei comuni al 30%, cio' significa meno lavoro, meno
occupazione, meno crescita senza la quale con la nuova manovra
non si va da nessuna parte''.(ANSA).

YTM-GTT/TST
08-SET-11 11:58 NNNN

MANOVRA: DI PIETRO, ESASPERAZIONE PIAZZA RISCHIA PEGGIORARE

MANOVRA: DI PIETRO, ESASPERAZIONE PIAZZA RISCHIA PEGGIORARE
E' NOSTRA RESPONSABILITA' EVITARLO PROPONENDO ALTERNATIVA
(ANSA) - ROMA, 8 SET - ''Piu' cresce il peggioramento delle
condizioni economiche del Paese piu' aumenta l'esasperazione
che, dalla piazza, rischia di diventare piu' forte''. E' il
monito che lancia il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro che,
conversando con i cronisti fuori Montecitorio precisa: ''questo
e' un rischio che dobbiamo arginare proponendo un'alternativa
per il Paese''.
''E' cosi' - continua - che possiamo dimostrare il nostro senso
di responsabilita'. Non ci dobbiamo abbandonare, dobbiamo
reagire con una proposta''.(ANSA).

CHI
08-SET-11 12:18 NNNN

MANOVRA: DI PIETRO, SIA CAMBIATA SUBITO O FAREMO OSTRUZIONISMO

MANOVRA: DI PIETRO, SIA CAMBIATA SUBITO O FAREMO OSTRUZIONISMO =

Roma, 8 set. (Adnkronos) - "Porre il voto di fiducia alla
Camera, dopo il blitz al Senato, con cui i parlamentari si sono
salvaguardati il loro stipendio, e hanno ridotto, invece, quello dei
poveri cristi, vuol dire compiere un atto criminale ai danni della
collettivita', per questo noi porremo dapprima la questione della
pregiudiziale di costituzionalita' e poi chiediamo che la manovra
venga cambiata quanto meno per metterci dentro che anche i
parlamentari si riducano lo stipendio". E' quanto afferma il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro, parlando con i giornalisti a
Montecitorio, sulla norma che riduce il taglio degli stipendi dei
parlamentari.

"Le misure del governo -conclude Di Pietro- sono un disastro per
le famiglie, le fasce sociali deboli e gli enti locali. Ci sentiamo in
dovere di opporci dentro e fuori dal Parlamento perche' la manovra sia
fortemente modificata. Quindi il testo ricevera' tutto il nostro
ostruzionismo".

(Plb/Zn/Adnkronos)
08-SET-11 12:23

NNNN

MANOVRA: PD CONTRO SACCONI, SI SCUSI CON TUTTE LE DONNE

MANOVRA: PD CONTRO SACCONI, SI SCUSI CON TUTTE LE DONNE =
(AGI) - Roma, 8 set. - "L'intervento del Ministro Sacconi ad
Atreju e' incommentabile e intollerabile! Sacconi si scusi
pubblicamente con tutte le donne, per aver riesumato, nella
furia della difesa della propria ideologia e dell'attacco alla
CGIL, il peggior armamentario sessista e misogino". Lo afferma
la senatrice del Pd Rita Ghedini, componente Commissione
Lavoro.
"Speravo che certe categorie - sottolinea la senatrice -
fossero ormai inutilizzabili (non oso sperare che non siano
"pensabili" da chi svolge un "ministero" pubblico;
evidentemente sono tutte, pienamente e strutturalmente parte
della cultura paternalista ed autoritaria che il Governo di cui
Sacconi e' parte incarna - conclude Ghedini - in ogni sua
scelta, che riguardi le donne, il lavoro, la salute o la libera
determinazione".(AGI)
red/Gim
081045 SET 11

Manovra/Donne Cgil a Sacconi:Non si fa ironia con metafora stupro

Manovra/Donne Cgil a Sacconi:Non si fa ironia con metafora stupro
Le donne contro la battuta del ministro sulle suore

Roma, 8 set. (TMNews) - "In nessun altro paese del mondo
democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora
dello stupro - incompatibile con qualunque forma di ironia - per
esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione
del rapporto tra donne e uomini. La violenza dello stupro è la
forma più brutale di negazione dell`altro. Non comprende nessuna
forma di linguaggio, non ammette nessun sì e nessun no. Come
scrisse in occasione del 13 febbraio Suor Rita Giarretta,
ripetiamo tutte insieme al Ministro Sacconi: "Non ti è lecito!".
Questo il testo del comunicato stampa del Comitato "Se non ora
quando", a cui la Cgil aderisce, sulle dichiarazioni di ieri del
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

red-eco

081205 set 11

8 settembre 1943 - 8 settembre 2011 -




la resistenza romana
Partizan.gif (3053 byte)
Porta S. Paolo e la Difesa di Roma
Carta_della_battagliaroma.jpg (38634 byte)
  Carta della Battaglia di Roma, 8-10 settembre 1943
Il 10 settembre1943, la zona sud di Roma è teatro di uno degli episodi più drammatici ed eroici della Resistenza: la battaglia di Porta San Paolo: l'estremo, disperato tentativo da parte dei militari e dei civili italiani di opporsi all'occupazione tedesca della capitale avviata subito dopo l'annuncio dell'armistizio.
A seguito della caduta del fascismo e della formazione del governo Badoglio, nella capitale erano confluite alcune divisioni dell'esercito regio. Contemporaneamente i partiti di sinistra, tornati allo scoperto e appena tollerati dal nuovo presidente del consiglio, iniziarono ad organizzare i primi nuclei militari composti da militanti antifascisti, coordinati da una Giunta militare nata alla fine d’agosto e diretta dai comunisti Luigi Longo, Giorgio Amendola e Mauro Scoccimarro; dagli azionisti Riccardo Bauer, Ugo La Malfa ed Emilio Lussu; dai socialisti Pietro Nenni e Giuseppe Saragat.
Dunque, al momento dell'annuncio dell'armistizio, la sera dell'8 settembre, la possibilità di difendere la città dall'imminente attacco nazista non è da escludere. Ma all'alba del 9 il re         Vittorio Emanuele III, Badoglio e le autorità militari abbandonano Roma senza impartire nessuna direttiva precisa, lasciando l'esercito nella più assoluta incertezza.
Sin dalla notte dell'8 settembre avvengono combattimenti alla periferia della capitale: i militari italiani hanno la peggio e sono costretti a ritirarsi. La mattina del 10 una parte di questi si riunisce intorno a Porta San Paolo dove li attendono i civili giunti spontaneamente od organizzati dai partiti antifascisti. Si ritrovano così fianco a fianco, tra gli altri, i superstiti della Divisione «Granatieri di Sardegna», i Lancieri del battaglione «Genova Cavalleria», alcuni reparti della Divisione «Sassari» e moltissimi civili armati alla meglio.
Nonostante la schiacciante superiorità numerica e d’armamento delle truppe tedesche comandate dal maresciallo Kesselring, Il fronte resistenziale riesce ad attestarsi lungo le mura di Porta San Paolo, innalzando barricate e facendosi scudo delle vetture dei tram rovesciate.
Nel corso della battaglia si distinguono militari come il generale Giacomo Carboni, comandante del Corpo d'armata motocorazzato, che si prodiga nel tenere alto il morale dei soldati: manda i carabinieri a staccare i manifesti disfattisti che danno per imminenti le trattative con i tedeschi, fa spargere la notizia dello sbarco ad Ostia degli alleati e dell'arrivo a Roma delle divisioni «Ariete» e «Piave». Combattono valorosamente i tenenti colonnello Enzo Nisco e Franco Vannetti Donnini, i capitani Giulio Gasparri e Camillo Sabatini, i tenenti Francesco Saint-Just, Gino Nicoli, Guido Bertoni, Vincenzo Fioritto, il carrista Salvatore Lo Pizzo e tanti altri soldati.
Molti anche i civili che pagano con la morte il loro eroismo: l'operaio diciottenne Maurizio Cecati è colpito a morte mentre incita i suoi compagni alla lotta; il fruttivendolo Ricciotti che, finito il lavoro ai mercati generali, si era improvvisato eccezionale tiratore; muore colpito da una scheggia Raffaele Persichetti, professore di storia dell'arte al liceo classico «Visconti».  Persichetti sarà la prima medaglia d'oro della Resistenza.

portaspaolo_small.jpg (4468 byte)

Complessivamente nella battaglia di Porta San Paolo muoiono quattrocento civili tra cui quarantatré donne.
Molti anche i dirigenti dei partiti antifascisti presenti sul luogo della battaglia: tra gli altri, Luigi Longo, Antonello Trombadori e Fabrizio Onofri del PCI; Emilio Lussu e Ugo La Malfa del PdA; Sandro Pertini, Eugenio Colorni, Mario Zagari del PSIUP; Romualdo Chiesa e Adriano Ossicini del Movimento dei cattolici comunisti; il sindacalista socialista Bruno Buozzi.
Nel primo pomeriggio la resistenza è travolta dai mezzi corazzati tedeschi e il capo di stato maggiore della Divisione «Centauro», Leandro Giaccone, firma la resa a Frascati, presso il Quartier generale tedesco.
La battaglia di Porta San Paolo è considerata il vero e proprio esordio della Resistenza italiana e in lei si può misurare emblematicamente il comportamento dei vari protagonisti. Le istituzioni, la cui assenza è ben rappresentata dalla fuga del re e del governo; l'esercito, diviso tra chi sceglie di combattere e chi, come il vecchio maresciallo d'Italia Enrico Caviglia, tratta con il nemico; gli organi politici antifascisti, che imboccano decisamente la strada della lotta di liberazione con la costituzione del CCLN ; infine la popolazione, che, nonostante la paura, sceglie numerosa, almeno in questa occasione, la solidarietà antinazista contro l'indifferenza.
Nelle stesse ore, a centinaia di chilometri di distanza, si consuma un altro tragico episodio di eroismo italiano e di violenza nazista: il martirio del presidio militare di Cefalonia.

(Notizie tratte dal cd-rom "La Resistenza", Laterza multimedia)



FONTE                             il portale della resistenza italiana