La denuncia
Volanti guaste e polizia a piedi
Silp: "Su 80, in funzione solo 15"
Il sindacato di polizia: non tutti i turni possono essere
garantiti. “I colleghi sono stati costretti a rientrare, in una
situazione di piena emergenza”, spiega Ignazio Craparotta della
segreteria provinciale, “non si può rimanere in ufficio quando in città
si spara"
Ancora Sicurezza. E tagli. Un binomio che stride davanti
agli omicidi e alle gambizzazioni degli ultimi mesi. E se da un lato ci
sono le maxi operazioni contro lo spaccio della droga che mirano a
“indebolire le bande territoriali” precisa il sindaco Alemanno,
dall’altro ci sono le forze dell’ordine che restano a piedi. Su 80
autovetture che dovrebbero essere impegnate nel controllo del territorio
“sono in funzione solo 15”, denuncia Ignazio Craparotta segretario
provinciale del Silp Cgil. Il prezzo da pagare quando si risparmia sulla
manutenzione.
Così non tutti i turni possono essere garantiti. Almeno, non in maniera tempestiva. Una stessa autovettura viene utilizzata per l’intera giornata. “Quanto può durare?”, chiede retoricamente Craparotta. Domenica scorsa a Monteverde si sparava. Un 37enne pregiudicato aveva colpito un 21enne nel tentativo di rapinarlo. Arriva la segnalazione in commissariato e partono quattro macchine della polizia. Ma due devono interrompere il viaggio dopo pochi chilometri: si sono guastate. “I colleghi sono stati costretti a rientrare, in una situazione di piena emergenza”, sottolinea il segretario provinciale del Silp Cgil che aggiunge: “Ieri sono rimasti a piedi due equipaggi”.
E’ sempre la stessa storia, “non si può rimanere in ufficio quando in città si spara”, conclude. Il 31 maggio le organizzazioni sindacali Siap, Silp per la Cgil, Coisp e Anfp avevano protestato contro i tagli previsti dalla finanziaria: meno risorse per la benzina, per la manutenzione delle auto, per gli interventi di manutenzione degli uffici e per l’ammodernamento degli strumenti tecnici e informatici.
L’altra faccia della medaglia Sicurezza è fatta di “privilegi”. E il Silp Cgil gli ha dichiarato guerra. Via scorte e auto blu superflue. "Il ministero dell’Interno, per assicurare la scorta di primo livello di un ministro, spende circa 360mila euro tra straordinari, costo di acquisto delle auto e nove uomini impiegati – denunciava tempo fa il sindacato di polizia -, per assicurare la sicurezza di un intero municipio di Roma di circa 240 mila abitanti, come il Casilino, spende meno: circa 350 mila euro per impiegare 110 uomini, pagare gli straordinari e affittare lo stabile. Un’indecenza".
Così non tutti i turni possono essere garantiti. Almeno, non in maniera tempestiva. Una stessa autovettura viene utilizzata per l’intera giornata. “Quanto può durare?”, chiede retoricamente Craparotta. Domenica scorsa a Monteverde si sparava. Un 37enne pregiudicato aveva colpito un 21enne nel tentativo di rapinarlo. Arriva la segnalazione in commissariato e partono quattro macchine della polizia. Ma due devono interrompere il viaggio dopo pochi chilometri: si sono guastate. “I colleghi sono stati costretti a rientrare, in una situazione di piena emergenza”, sottolinea il segretario provinciale del Silp Cgil che aggiunge: “Ieri sono rimasti a piedi due equipaggi”.
E’ sempre la stessa storia, “non si può rimanere in ufficio quando in città si spara”, conclude. Il 31 maggio le organizzazioni sindacali Siap, Silp per la Cgil, Coisp e Anfp avevano protestato contro i tagli previsti dalla finanziaria: meno risorse per la benzina, per la manutenzione delle auto, per gli interventi di manutenzione degli uffici e per l’ammodernamento degli strumenti tecnici e informatici.
L’altra faccia della medaglia Sicurezza è fatta di “privilegi”. E il Silp Cgil gli ha dichiarato guerra. Via scorte e auto blu superflue. "Il ministero dell’Interno, per assicurare la scorta di primo livello di un ministro, spende circa 360mila euro tra straordinari, costo di acquisto delle auto e nove uomini impiegati – denunciava tempo fa il sindacato di polizia -, per assicurare la sicurezza di un intero municipio di Roma di circa 240 mila abitanti, come il Casilino, spende meno: circa 350 mila euro per impiegare 110 uomini, pagare gli straordinari e affittare lo stabile. Un’indecenza".


Roma - La sicurezza non si garantisce con
proclami e tagli, e per di più con una struttura organizzativa inadeguata ai
tempi. Questa, in sostanza, la denuncia di coloro i quali sono quotidianamente
chiamati a tutela dei cittadini e difendere la legalità.
Berti: “Il nesso è stretto. Innanzitutto sul
personale: meno fondi significa più restrizioni operative e meno uomini
impegnati nell’attività investigativa. Il blocco del turn over, che durerà
almeno fino al 2014, comporta una grave carenza di organico: per cinque
operatori che vanno in pensione se ne assume uno solo. E ciò si collega anche
all’aumento dell’età media dei poliziotti: 47 anni. Parlando della Capitale,
poi, abbiamo un modello organizzativo fermo alla Roma degli anni ’70-’80, con
popolazione, composizione sociale, quartieri – si pensi al sorgere di quelle che
sono vere città periferiche – totalmente diversi. Questura e commissariati sono
sotto organico del 30% con fortissimi squilibri di presenza territoriale: 1
poliziotto ogni 216 abitanti in centro, contro per esempio 1 ogni 2.200
nell’area Casilina-Tor Bella Monaca”.