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martedì 5 novembre 2019
GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS =
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 16.26.28
GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS =
ADN1278 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS = Ipotesi gruppo di ultà del non voto in caso di strappo M5S, coinvolti malpancisti Fi Roma, 5 nov. (Adnkronos) - Un big piddino li ha ribattezzati i 'resistenti'. C'è chi li definisce, invece, i 'novelli responsabili' e chi li critica, chiamandoli gli 'ultrà del non voto', perché mossi prevalentemente dalla volontà di scongiurare un voto anticipato dopo l'approvazione della manovra targata Conte bis. Sono giorni che a palazzo Madama si parla dell'ipotesi di un nuovo gruppo parlamentare pronto a decollare in caso di implosione dei Cinque stelle e conseguente rottura dell'alleanza con il Pd per garantire una maggioranza e salvare la legislatura. La ciambella di salvataggio, appunto, raccontano all'Adnkronos fonti parlamentari del centrodestra, verrebbe lanciata al momento opportuno al Senato, dove i numeri sono sempre stati ballerini e da tempo sono in corso grandi manovre di riposizionamento. Secondo gli ultimi rumors circolati con insistenza in queste ore, sarebbero oltre una quindicina i senatori coinvolti, alcuni del Pd e molti di Forza Italia, a cominciare da quelli più delusi dall'attuale gestione del partito azzurro e che fino ad ora hanno resistito al canto delle sirene renziane. (segue) (Vam/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 16:26 NNNN
GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS =
ADN1278 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS = Ipotesi gruppo di ultà del non voto in caso di strappo M5S, coinvolti malpancisti Fi Roma, 5 nov. (Adnkronos) - Un big piddino li ha ribattezzati i 'resistenti'. C'è chi li definisce, invece, i 'novelli responsabili' e chi li critica, chiamandoli gli 'ultrà del non voto', perché mossi prevalentemente dalla volontà di scongiurare un voto anticipato dopo l'approvazione della manovra targata Conte bis. Sono giorni che a palazzo Madama si parla dell'ipotesi di un nuovo gruppo parlamentare pronto a decollare in caso di implosione dei Cinque stelle e conseguente rottura dell'alleanza con il Pd per garantire una maggioranza e salvare la legislatura. La ciambella di salvataggio, appunto, raccontano all'Adnkronos fonti parlamentari del centrodestra, verrebbe lanciata al momento opportuno al Senato, dove i numeri sono sempre stati ballerini e da tempo sono in corso grandi manovre di riposizionamento. Secondo gli ultimi rumors circolati con insistenza in queste ore, sarebbero oltre una quindicina i senatori coinvolti, alcuni del Pd e molti di Forza Italia, a cominciare da quelli più delusi dall'attuale gestione del partito azzurro e che fino ad ora hanno resistito al canto delle sirene renziane. (segue) (Vam/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 16:26 NNNN
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 16.26.28
GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS (2) =
ADN1279 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS (2) = (Adnkronos) - Si parla di contatti, incontri, trattative riservate. Chi sta seguendo da vicino l'operazione assicura che si stanno valutando i pro e i contro, con tanto di pallottoliere alla mano. Tra gli 'attenzionati', tutti i malpancisti azzurri, ma la notizia sarebbe arrivata all'orecchio anche degli esponenti di 'Idea' e di 'Cambiamo', che sarebbero stati contattati, invece, per un'altro tipo di operazione, ovvero la creazione di una 'gamba moderata' della coalizione di centrodestra, alleata con la Lega ma senza Fi, con alla guida il ticket Toti-Carfagna, che 'coprirebbe' Matteo Salvini al centro. 'L'operazione di soccorso' alla legislatura sarebbe pronta a partire alla bisogna, ma solo in caso di strappo di Luigi Di Maio e avrebbe anche la benedizione dei renziani di 'Italia Viva', per lo più contrari a elezioni. C'è chi scommette che i 'responsabili' siano pronti a correre a sostegno del governo, non necessariamente a guida Conte. (Vam/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 16:26 NNNN
GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS (2) =
ADN1279 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SENATO SEMPRE CON PALLOTTOLIERE, PRONTI 'RESISTENTI' PER SALVARE LEGISLATURA/ADNKRONOS (2) = (Adnkronos) - Si parla di contatti, incontri, trattative riservate. Chi sta seguendo da vicino l'operazione assicura che si stanno valutando i pro e i contro, con tanto di pallottoliere alla mano. Tra gli 'attenzionati', tutti i malpancisti azzurri, ma la notizia sarebbe arrivata all'orecchio anche degli esponenti di 'Idea' e di 'Cambiamo', che sarebbero stati contattati, invece, per un'altro tipo di operazione, ovvero la creazione di una 'gamba moderata' della coalizione di centrodestra, alleata con la Lega ma senza Fi, con alla guida il ticket Toti-Carfagna, che 'coprirebbe' Matteo Salvini al centro. 'L'operazione di soccorso' alla legislatura sarebbe pronta a partire alla bisogna, ma solo in caso di strappo di Luigi Di Maio e avrebbe anche la benedizione dei renziani di 'Italia Viva', per lo più contrari a elezioni. C'è chi scommette che i 'responsabili' siano pronti a correre a sostegno del governo, non necessariamente a guida Conte. (Vam/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 16:26 NNNN
Condominio non mette in sicurezza facciata,sigilli a palazzo
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 15.58.57
Condominio non mette in sicurezza facciata,sigilli a palazzo
ZCZC6925/SXB OCA83153_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB Condominio non mette in sicurezza facciata,sigilli a palazzo Indagato amministratore. Calcinacci avevano danneggiato auto (ANSA) - SASSARI, 5 NOV - Non hanno ottemperato all'ordinanza con cui il sindaco gli aveva imposto di mettere in sicurezza la facciata del palazzo e il gip di Sassari, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura, ne ha disposto il sequestro. E' il singolare provvedimento di cui sono destinatari gli abitanti del palazzo tra via Dolcetta e via Simon, nel centrale quartiere di San Paolo. In seguito alla caduta di calcinacci, il provvedimento del sindaco prevedeva un loro intervento in emergenza entro sette giorni e uno definitivo entro 90 giorni. Trascorsi i termini, l'amministratore del condominio e' stato iscritto nel registro degli indagati. Ad apporre i sigilli sulla facciata sono stati gli agenti della polizia locale, dai quali era partito in estate la segnalazione dello stato di pericolo dell'immobile. In seguito ai sopralluoghi di questi mesi, la polizia locale ha accertato che i lavori di messa in sicurezza non erano stati eseguiti e ha trasmesso un'annotazione d'indagine alla Procura. I calcinacci avevano provocato ingenti danni a un'auto parcheggiata davanti al palazzo e gli inquirenti hanno ravvisato la responsabilita' penale del condominio per non avere rispettato l'ordinanza. Il provvedimento del gip prevede il sequestro preventivo della facciata, compresi balconi e cornicioni, e del tratto di suolo sottostante necessario a prevenire il pericolo. (ANSA). Y1E-FOI 05-NOV-19 15:58 NNNN
Condominio non mette in sicurezza facciata,sigilli a palazzo
ZCZC6925/SXB OCA83153_SXB_QBXB R CRO S0B QBXB Condominio non mette in sicurezza facciata,sigilli a palazzo Indagato amministratore. Calcinacci avevano danneggiato auto (ANSA) - SASSARI, 5 NOV - Non hanno ottemperato all'ordinanza con cui il sindaco gli aveva imposto di mettere in sicurezza la facciata del palazzo e il gip di Sassari, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura, ne ha disposto il sequestro. E' il singolare provvedimento di cui sono destinatari gli abitanti del palazzo tra via Dolcetta e via Simon, nel centrale quartiere di San Paolo. In seguito alla caduta di calcinacci, il provvedimento del sindaco prevedeva un loro intervento in emergenza entro sette giorni e uno definitivo entro 90 giorni. Trascorsi i termini, l'amministratore del condominio e' stato iscritto nel registro degli indagati. Ad apporre i sigilli sulla facciata sono stati gli agenti della polizia locale, dai quali era partito in estate la segnalazione dello stato di pericolo dell'immobile. In seguito ai sopralluoghi di questi mesi, la polizia locale ha accertato che i lavori di messa in sicurezza non erano stati eseguiti e ha trasmesso un'annotazione d'indagine alla Procura. I calcinacci avevano provocato ingenti danni a un'auto parcheggiata davanti al palazzo e gli inquirenti hanno ravvisato la responsabilita' penale del condominio per non avere rispettato l'ordinanza. Il provvedimento del gip prevede il sequestro preventivo della facciata, compresi balconi e cornicioni, e del tratto di suolo sottostante necessario a prevenire il pericolo. (ANSA). Y1E-FOI 05-NOV-19 15:58 NNNN
USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' =
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 10.03.06
USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' =
ADN0160 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' = Washington, 5 nov. (Adnkronos/Washington Post) - Lev Parnas, ex socio di Rudy Giuliani, accusato lo scorso mese di violazioni delle norme sui finanziamenti della campagna elettorale, è pronto a collaborare con gli inquirenti della Camera dei Rappresentanti di Washington che indagano sull'impeachment e contesta la ricostruzione secondo cui Donald TRUMP non lo conosce. A parlare con il Washington Post è stato il legale che assiste Parnas, Joseph Bondy, secondo cui il sui cliente ha avuto un certo numero di interazioni con il presidente ed il suo legale personale, Giuliani, malgrado TRUMP abbia detto che Parnas non gli è familiare. Con riferimento alla presenza di Parnas a cene con TRUMP, alle foto scattate assieme a lui, ai saluti che i due si sono rivolti reciprocamente in occasioni pubbliche, alla conoscenza con Giuliani, Bondy contesta la versione secondo cui TRUMP non conosce il suo assistito: "se il presidente davvero non conoscesse il signor Parnas, ciò implicherebbe un grado di ignoranza che non siamo disposti ad attribuirgli". (segue) (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 10:02 NNNNMARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 10.10.04
USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' (2) =
ADN0161 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' (2) = (Adnkronos/Washington Post) - (Adnkronos) - Il legale ha quindi manifestato la disponibilità di Parnas ad "onorare e non evitare" le richieste provenienti dagli investigatori del Congresso, "nella misura in cui esse siano legalmente corrette, e nella scrupolosa tutela dei diritti di Parnas, incluso quello del Quinto Emedamento" per evitare l'autoincriminazione. Lo scorso mese, tre commissioni della Camera avevano inviato mandati a Parnas e al suo assistente Igor Fruman per la consegna di documenti e per una loro testimonianza, che si sono rifiutati di rendere. Una testimonianza di Parnas potrebbe fornire agli inquirenti molte informazioni utili riguardanti gli sforzi messi in atto da Rudy Giuliani nel quadro di una politica estera ombra in Ucraina, sottolinea il Washington Post. (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 10:02 NNNN
USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' =
ADN0160 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' = Washington, 5 nov. (Adnkronos/Washington Post) - Lev Parnas, ex socio di Rudy Giuliani, accusato lo scorso mese di violazioni delle norme sui finanziamenti della campagna elettorale, è pronto a collaborare con gli inquirenti della Camera dei Rappresentanti di Washington che indagano sull'impeachment e contesta la ricostruzione secondo cui Donald TRUMP non lo conosce. A parlare con il Washington Post è stato il legale che assiste Parnas, Joseph Bondy, secondo cui il sui cliente ha avuto un certo numero di interazioni con il presidente ed il suo legale personale, Giuliani, malgrado TRUMP abbia detto che Parnas non gli è familiare. Con riferimento alla presenza di Parnas a cene con TRUMP, alle foto scattate assieme a lui, ai saluti che i due si sono rivolti reciprocamente in occasioni pubbliche, alla conoscenza con Giuliani, Bondy contesta la versione secondo cui TRUMP non conosce il suo assistito: "se il presidente davvero non conoscesse il signor Parnas, ciò implicherebbe un grado di ignoranza che non siamo disposti ad attribuirgli". (segue) (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 10:02 NNNNMARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 10.10.04
USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' (2) =
ADN0161 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX SOCIO DI GIULIANI PRONTO A PARLARE, 'NON E' VERO CHE NON CONOSCO TRUMP' (2) = (Adnkronos/Washington Post) - (Adnkronos) - Il legale ha quindi manifestato la disponibilità di Parnas ad "onorare e non evitare" le richieste provenienti dagli investigatori del Congresso, "nella misura in cui esse siano legalmente corrette, e nella scrupolosa tutela dei diritti di Parnas, incluso quello del Quinto Emedamento" per evitare l'autoincriminazione. Lo scorso mese, tre commissioni della Camera avevano inviato mandati a Parnas e al suo assistente Igor Fruman per la consegna di documenti e per una loro testimonianza, che si sono rifiutati di rendere. Una testimonianza di Parnas potrebbe fornire agli inquirenti molte informazioni utili riguardanti gli sforzi messi in atto da Rudy Giuliani nel quadro di una politica estera ombra in Ucraina, sottolinea il Washington Post. (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 10:02 NNNN
USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' =
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 09.36.55
USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' =
ADN0125 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' = Washington, 5 nov. (Adnkronos/Washington Post) - L'ex ambasciatrice americana in Ucraina, Marie Yovanovitch, ha rivelato nel corso di una testimonianza di essere stata bersaglio di un complotto segreto orchestrato per allontanarla dal suo incarico in cui era coinvolto l'avvocato personale di Donald TRUMP e funzionari ucraini sospettati di corruzione. Questo quanto emerge da una trascrizione della sua testimonianza divulgata dagli inquirenti della Camera che lavorano all'inchiesta sull'impeachment di Donald TRUMP. Lo scrive il Washington Post. In uno dei più inquietanti passaggi della sua testimonianza, resa l'11 ottobre, Marie Yovanovitch si è detta preoccupata di essere possibile bersaglio di una rappresaglia di TRUMP, che in una conversazione telefonica il 25 luglio con il presidente ucraino, si riferì a lei usando le parole 'bad news' e descrivendola come qualcuno "che si apprestava a passare attraverso alcune cose". "Ero molto preoccupata" dopo aver letto le parole della trascrizione della telefonata, ha dichiarato, aggiungendo: "Lo sono ancora". E alla domanda se si sentisse minacciata ha risposto "sì". (segue) (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 09:36 NNNN
USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' =
ADN0125 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' = Washington, 5 nov. (Adnkronos/Washington Post) - L'ex ambasciatrice americana in Ucraina, Marie Yovanovitch, ha rivelato nel corso di una testimonianza di essere stata bersaglio di un complotto segreto orchestrato per allontanarla dal suo incarico in cui era coinvolto l'avvocato personale di Donald TRUMP e funzionari ucraini sospettati di corruzione. Questo quanto emerge da una trascrizione della sua testimonianza divulgata dagli inquirenti della Camera che lavorano all'inchiesta sull'impeachment di Donald TRUMP. Lo scrive il Washington Post. In uno dei più inquietanti passaggi della sua testimonianza, resa l'11 ottobre, Marie Yovanovitch si è detta preoccupata di essere possibile bersaglio di una rappresaglia di TRUMP, che in una conversazione telefonica il 25 luglio con il presidente ucraino, si riferì a lei usando le parole 'bad news' e descrivendola come qualcuno "che si apprestava a passare attraverso alcune cose". "Ero molto preoccupata" dopo aver letto le parole della trascrizione della telefonata, ha dichiarato, aggiungendo: "Lo sono ancora". E alla domanda se si sentisse minacciata ha risposto "sì". (segue) (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 09:36 NNNN
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 09.36.55
USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' (2) =
ADN0126 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' (2) = (Adnkronos/Washington Post) - La trascrizione della testimonianza di Yovanovitch è la prima di una serie di dichiarazioni di testimoni in procinto di essere pubblicate nei prossimi giorni, aprendo così la strada ad una nuova fase del processo di impeachment che prevede tra l'altro audizioni pubbliche di Yovanovitch ed altre figure chiave della vicenda. La deposizione resa dall'ex inviata descrive il coinvolgimento di Rudy Giuliani, avvocato personale di TRUMP, nelle prime fasi di quella che poi è diventata una campagna coordinata per costringere il nuovo leader ucraino ad indagare sugli oppositori politici di TRUMP, si legge sul quotidiano americano. Le parole di Yovanovitch sono state rafforzate dalla divulgazione - avvenuta separatamente - della deposizione rilasciata da Michael McKinley, ex consigliere del segretario di stato Mike Pompeo, che ha lasciato il suo incarico il mese scorso in segno di protesta per il trattamento riservato a Yovanovitch ed altri coinvolti nel Kievgate. (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 09:36 NNNN
USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' (2) =
ADN0126 7 EST 0 ADN EST NAZ USA: EX AMBASCIATRICE A KIEV, 'MI SENTO MINACCIATA DA PAROLE TRUMP' (2) = (Adnkronos/Washington Post) - La trascrizione della testimonianza di Yovanovitch è la prima di una serie di dichiarazioni di testimoni in procinto di essere pubblicate nei prossimi giorni, aprendo così la strada ad una nuova fase del processo di impeachment che prevede tra l'altro audizioni pubbliche di Yovanovitch ed altre figure chiave della vicenda. La deposizione resa dall'ex inviata descrive il coinvolgimento di Rudy Giuliani, avvocato personale di TRUMP, nelle prime fasi di quella che poi è diventata una campagna coordinata per costringere il nuovo leader ucraino ad indagare sugli oppositori politici di TRUMP, si legge sul quotidiano americano. Le parole di Yovanovitch sono state rafforzate dalla divulgazione - avvenuta separatamente - della deposizione rilasciata da Michael McKinley, ex consigliere del segretario di stato Mike Pompeo, che ha lasciato il suo incarico il mese scorso in segno di protesta per il trattamento riservato a Yovanovitch ed altri coinvolti nel Kievgate. (Ses/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 05-NOV-19 09:36 NNNN
Gb, Lindsay Hoyle nuovo speaker Comuni, il contrario di Bercow
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 01.04.16
## Gb, Lindsay Hoyle nuovo speaker Comuni, il contrario di Bercow
## Gb, Lindsay Hoyle nuovo speaker Comuni, il contrario di Bercow Imparziale, autocontrollo, deputato Roma, 5 nov. (askanews) - Campione di autocontrollo e imparzialità, mano salda quando serve ma senza mai esagerare, Sir Lindsay Hoyle non potrebbe essere più diverso dal suo predecessore John Bercow. "E forse per questo ha vinto senza problemi la gara" per la regia della Camera dei Comuni, scrive Andrew Pierce sul Mail online, seguito da altri commentatori che tracciano il profilo del nuovo speaker della House of Commons, il 158esimo. Hoyle in particolare non ha mai dato lezioni a favore o contro la Brexit e questo deve avergli facilitato le cose ieri sera, quando alla quarta votazione ha raccolto 325 su 540 voti, emergendo vincitore da una rosa di sette candidati. Nato 62 anni fa a Chorley, Lancashire, in una famiglia di laburisti - tutti impegnati in politica, in un modo o nell'altro - Lindsay Hoyle è stato eletto ai Comuni nel 1997 ed è stato vice speaker dal 2010. Di lui da deputato si ricordano gli scontri con Tony Blair. Poi si racconta di come nel marzo 2017, durante l'attacco terroristico a Westminster, rimase a gestire la situazione in aula pur sapendo che sua moglie - che lavora per lui - stava arrivando in parlamento proprio mentre un uomo armato di coltello tentava di fare irruzione nel cortile del parlamento. Solo due ore dopo l'attacco gli fu comunicato che la consorte era sana e salva. Sposato due volte, sempre nel 2017 ha perso tragicamente la secondogenita Natalie all'età di 28 anni.(Segue) Orm 20191105T010416Z
## Gb, Lindsay Hoyle nuovo speaker Comuni, il contrario di Bercow
## Gb, Lindsay Hoyle nuovo speaker Comuni, il contrario di Bercow Imparziale, autocontrollo, deputato Roma, 5 nov. (askanews) - Campione di autocontrollo e imparzialità, mano salda quando serve ma senza mai esagerare, Sir Lindsay Hoyle non potrebbe essere più diverso dal suo predecessore John Bercow. "E forse per questo ha vinto senza problemi la gara" per la regia della Camera dei Comuni, scrive Andrew Pierce sul Mail online, seguito da altri commentatori che tracciano il profilo del nuovo speaker della House of Commons, il 158esimo. Hoyle in particolare non ha mai dato lezioni a favore o contro la Brexit e questo deve avergli facilitato le cose ieri sera, quando alla quarta votazione ha raccolto 325 su 540 voti, emergendo vincitore da una rosa di sette candidati. Nato 62 anni fa a Chorley, Lancashire, in una famiglia di laburisti - tutti impegnati in politica, in un modo o nell'altro - Lindsay Hoyle è stato eletto ai Comuni nel 1997 ed è stato vice speaker dal 2010. Di lui da deputato si ricordano gli scontri con Tony Blair. Poi si racconta di come nel marzo 2017, durante l'attacco terroristico a Westminster, rimase a gestire la situazione in aula pur sapendo che sua moglie - che lavora per lui - stava arrivando in parlamento proprio mentre un uomo armato di coltello tentava di fare irruzione nel cortile del parlamento. Solo due ore dopo l'attacco gli fu comunicato che la consorte era sana e salva. Sposato due volte, sempre nel 2017 ha perso tragicamente la secondogenita Natalie all'età di 28 anni.(Segue) Orm 20191105T010416Z
ROMA. SONDAGGIO DIRE-TECNÈ: 8 SU 10 BOCCIANO RAGGI, MELONI E CALENDA IN TESTA /PDF
MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019 15.40.04
--ROMA. SONDAGGIO DIRE-TECNÈ: 8 SU 10 BOCCIANO RAGGI, MELONI E CALENDA IN TESTA /PDF
DIR1836 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MDO/TXT --ROMA. SONDAGGIO DIRE-TECNÈ: 8 SU 10 BOCCIANO RAGGI, MELONI E CALENDA IN TESTA /PDF (DIRE) Roma, 5 nov. - Otto romani su dieci bocciano la sindaca Virginia Raggi e la sua Giunta e non la rivoterebbero alle prossime elezioni, dove la favorita in caso di candidatura sarebbe la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, seguita da Carlo Calenda e Alessandro Di Battista. A pesare sull'insufficienza affibbiata dai cittadini all'amministrazione M5S sono la situazione dei rifiuti, delle strade, del traffico e dei trasporti, oltre a una qualita' di vita percepita in costante calo. Sono alcuni dei risultati del sondaggio realizzato da Tecne' per l'Agenzia DIRE sulle intenzioni di voto a Roma in vista delle elezioni amministrative 2021, sia per quanto riguarda le liste che i possibili candidati a sindaco, presentato oggi nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, a Palazzo Madama, dal direttore dell'Agenzia DIRE, Nico Perrone, e dal direttore scientifico di Tecne', Carlo Buttaroni. Presenti anche i senatori Bruno Astorre (Pd) e Paola Binetti (Udc) e i capigruppo del Campidoglio Andrea De Priamo (Fdi) e Maurizio Politi (Lega). LE INTENZIONI DI VOTO - Per quanto riguarda le intenzioni di voto ai partiti, il Pd si confermerebbe primo partito a Roma con il 24% dei voti. Exploit di Fratelli d'Italia, al 20%, con Lega e M5S appaiati sul gradino piu' basso del podio al 18%. Molto piu' indietro +Europa e Forza Italia, entrambi al 6%, Italia Viva con il 3% e La Sinistra con il 2% (altri partiti 3%). Significativo il dato dell'astensione, che raggiunge il 41%. Per quanto riguarda i candidati a sindaco, oltre ai gia' citati dati su Raggi, il sondaggio ha esplorato altre tre possibili figure. Per il Movimento Cinque Stelle l'alternativa vagliata e' quella di Alessandro Di Battista: il nome del 'pasionario' del M5S viene pero' promosso solo dal 12% degli intervistati, mentre il 65% lo boccia (il 23% non risponde). Per il centrodestra l'ipotesi sondata e' quella di Giorgia Meloni: giudizio positivo per il 27%, negativo per il 54% (il 19% non si esprime). Il centrosinistra nel sondaggio e' rappresentato da Carlo Calenda: il 20% dei cittadini interrogati ne giudica positivamente la candidatura, il 56% da' un voto inferiore al 6 (il 24% si astiene). In una corsa a tre al primo turno, Giorgia Meloni sarebbe avanti con il 27%, inseguita da Calenda al 19%. Per il M5S al variare del candidato le cose cambierebbero di molto poco: Raggi raccoglierebbe il 10%, Di Battista l'11. Nelle sfide a due, Meloni risulta vincitrice in ogni duello: Raggi e Di Battista raccoglierebbero rispettivamente il 12 e il 13% con Meloni staccata al 28% (astensione tra gli intervistati rispettivamente al 60 e al 59%), solo Calenda in un eventuale ballottaggio potrebbe impensierire la leader di Fdi, con il 20% a fronte dello stabile 28% di Meloni (l'astensione in questo caso scende al 53%). LA QUALITÀ DELLA VITA - Il 58% dei romani giudica bassa la qualita' della vita nel proprio Municipio (picchi del 73% in XV, del 65% nel X e del 64% in IV, V e VIII), solo il 39% la reputa sufficiente (il 60% in XIII, unico a superare il 50%), appena il 3% la vede come elevata (dal 7% in XIV fino alla totale assenza di giudizi molto positivi in III). Rispetto allo scorso anno, oltre la meta' degli stessi intervistati (il 52%) giudica la situazione peggiorata, mentre per il 46% e' invariata e solo il 2% ha notato un miglioramento. Per i prossimi 12 mesi il 56% non si aspetta alcun cambiamento ne' in meglio ne' in peggio, mentre uno su quattro (il 26%) prevede un peggioramento e appena il 3% un miglioramento. Per quanto riguarda la situazione economica cittadina, per il 54% negli ultimi 12 mesi e' invariata, per il 44% peggiorata e per il 2% migliorata; per il prossimo anno il 53% non si aspetta cambiamenti, il 26% si attende un peggioramento e il 3% un miglioramento. I SERVIZI NELLA CAPITALE - I romani bocciano in blocco tutti i servizi erogati dall'amministrazione comunale: a salvarsi sono solo gli eventi culturali e di intrattenimento (con un indice di apprezzamento - voti da 6 a 10 - pari al 53%) e la cura del patrimonio artistico e culturale (52), vicini alla sufficienza anche i servizi al turismo (47) e la cura del Centro storico (45). I tasti piu' dolenti sono quelli legati anche alla stretta attualita': l'86% dei romani boccia (voti da 5 a 1) la raccolta e gestione dei rifiuti urbani, l'85% stronca la manutenzione di strade e marciapiedi e l'83% la situazione del traffico e dei parcheggi. Bassissimo anche l'indice di gradimento del trasporto pubblico tra autobus e metro, bocciato dal 75% dei cittadini dell'Urbe, cosi' come gravemente insufficienti vengono giudicati la gestione dell'immigrazione (71%), le politiche per la casa 66%), l'efficienza dei servizi della Pa (70%) e i servizi per anziani e disabili (67%). Male anche la sicurezza (64%), la cura dei quartieri (73%), il decoro e l'illuminazione (73%), i servizi scolastici (60%), la cura del Litorale (56%), e la cura del verde e dei parchi pubblici (54%). Una 'classifica' che viene rispecchiata anche quando agli stessi intervistati viene chiesto quali debbano essere le priorita' su cui concentrare l'azione amministrativa a Roma: il 48% dei romani indica la gestione dei rifiuti come priorita' assoluta, seguito a distanza dal 15% che punta il dito sulla manutenzione di strade e marciapiedi e dal 9% che preferirebbe interventi immediati sui trasporti. IL GIUDIZIO SULLA GIUNTA RAGGI - L'82% dei cittadini romani boccia sonoramente l'operato della Giunta capitolina, solo il 9% gli assegna un '6' e appena il 4% si spinge oltre, con un voto da 7 a 10. Stessa tendenza riguarda il giudizio personale sulla sindaca Virginia Raggi: l'82% le assegna un voto da 5 in giu', mentre le sufficienze sono ferme al 15%. Una valutazione fortemente influenzata dall'opinione dei cittadini rispetto al programma presentato dalla prima cittadina all'inizio del mandato: per il 50% degli intervistati Raggi non ha realizzato nulla di quanto promesso, per il 36% ha fatto poco, solo per il 9% ha realizzato in gran parte il programma. In termini 'elettorali', il giudizio negativo e' ancora piu' evidente: in caso di elezioni, l'80% non voterebbe per Raggi (lo farebbe solo il 10%). (Mgn/ Dire) 15:38 05-11-19 NNNN
--ROMA. SONDAGGIO DIRE-TECNÈ: 8 SU 10 BOCCIANO RAGGI, MELONI E CALENDA IN TESTA /PDF
DIR1836 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MDO/TXT --ROMA. SONDAGGIO DIRE-TECNÈ: 8 SU 10 BOCCIANO RAGGI, MELONI E CALENDA IN TESTA /PDF (DIRE) Roma, 5 nov. - Otto romani su dieci bocciano la sindaca Virginia Raggi e la sua Giunta e non la rivoterebbero alle prossime elezioni, dove la favorita in caso di candidatura sarebbe la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, seguita da Carlo Calenda e Alessandro Di Battista. A pesare sull'insufficienza affibbiata dai cittadini all'amministrazione M5S sono la situazione dei rifiuti, delle strade, del traffico e dei trasporti, oltre a una qualita' di vita percepita in costante calo. Sono alcuni dei risultati del sondaggio realizzato da Tecne' per l'Agenzia DIRE sulle intenzioni di voto a Roma in vista delle elezioni amministrative 2021, sia per quanto riguarda le liste che i possibili candidati a sindaco, presentato oggi nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, a Palazzo Madama, dal direttore dell'Agenzia DIRE, Nico Perrone, e dal direttore scientifico di Tecne', Carlo Buttaroni. Presenti anche i senatori Bruno Astorre (Pd) e Paola Binetti (Udc) e i capigruppo del Campidoglio Andrea De Priamo (Fdi) e Maurizio Politi (Lega). LE INTENZIONI DI VOTO - Per quanto riguarda le intenzioni di voto ai partiti, il Pd si confermerebbe primo partito a Roma con il 24% dei voti. Exploit di Fratelli d'Italia, al 20%, con Lega e M5S appaiati sul gradino piu' basso del podio al 18%. Molto piu' indietro +Europa e Forza Italia, entrambi al 6%, Italia Viva con il 3% e La Sinistra con il 2% (altri partiti 3%). Significativo il dato dell'astensione, che raggiunge il 41%. Per quanto riguarda i candidati a sindaco, oltre ai gia' citati dati su Raggi, il sondaggio ha esplorato altre tre possibili figure. Per il Movimento Cinque Stelle l'alternativa vagliata e' quella di Alessandro Di Battista: il nome del 'pasionario' del M5S viene pero' promosso solo dal 12% degli intervistati, mentre il 65% lo boccia (il 23% non risponde). Per il centrodestra l'ipotesi sondata e' quella di Giorgia Meloni: giudizio positivo per il 27%, negativo per il 54% (il 19% non si esprime). Il centrosinistra nel sondaggio e' rappresentato da Carlo Calenda: il 20% dei cittadini interrogati ne giudica positivamente la candidatura, il 56% da' un voto inferiore al 6 (il 24% si astiene). In una corsa a tre al primo turno, Giorgia Meloni sarebbe avanti con il 27%, inseguita da Calenda al 19%. Per il M5S al variare del candidato le cose cambierebbero di molto poco: Raggi raccoglierebbe il 10%, Di Battista l'11. Nelle sfide a due, Meloni risulta vincitrice in ogni duello: Raggi e Di Battista raccoglierebbero rispettivamente il 12 e il 13% con Meloni staccata al 28% (astensione tra gli intervistati rispettivamente al 60 e al 59%), solo Calenda in un eventuale ballottaggio potrebbe impensierire la leader di Fdi, con il 20% a fronte dello stabile 28% di Meloni (l'astensione in questo caso scende al 53%). LA QUALITÀ DELLA VITA - Il 58% dei romani giudica bassa la qualita' della vita nel proprio Municipio (picchi del 73% in XV, del 65% nel X e del 64% in IV, V e VIII), solo il 39% la reputa sufficiente (il 60% in XIII, unico a superare il 50%), appena il 3% la vede come elevata (dal 7% in XIV fino alla totale assenza di giudizi molto positivi in III). Rispetto allo scorso anno, oltre la meta' degli stessi intervistati (il 52%) giudica la situazione peggiorata, mentre per il 46% e' invariata e solo il 2% ha notato un miglioramento. Per i prossimi 12 mesi il 56% non si aspetta alcun cambiamento ne' in meglio ne' in peggio, mentre uno su quattro (il 26%) prevede un peggioramento e appena il 3% un miglioramento. Per quanto riguarda la situazione economica cittadina, per il 54% negli ultimi 12 mesi e' invariata, per il 44% peggiorata e per il 2% migliorata; per il prossimo anno il 53% non si aspetta cambiamenti, il 26% si attende un peggioramento e il 3% un miglioramento. I SERVIZI NELLA CAPITALE - I romani bocciano in blocco tutti i servizi erogati dall'amministrazione comunale: a salvarsi sono solo gli eventi culturali e di intrattenimento (con un indice di apprezzamento - voti da 6 a 10 - pari al 53%) e la cura del patrimonio artistico e culturale (52), vicini alla sufficienza anche i servizi al turismo (47) e la cura del Centro storico (45). I tasti piu' dolenti sono quelli legati anche alla stretta attualita': l'86% dei romani boccia (voti da 5 a 1) la raccolta e gestione dei rifiuti urbani, l'85% stronca la manutenzione di strade e marciapiedi e l'83% la situazione del traffico e dei parcheggi. Bassissimo anche l'indice di gradimento del trasporto pubblico tra autobus e metro, bocciato dal 75% dei cittadini dell'Urbe, cosi' come gravemente insufficienti vengono giudicati la gestione dell'immigrazione (71%), le politiche per la casa 66%), l'efficienza dei servizi della Pa (70%) e i servizi per anziani e disabili (67%). Male anche la sicurezza (64%), la cura dei quartieri (73%), il decoro e l'illuminazione (73%), i servizi scolastici (60%), la cura del Litorale (56%), e la cura del verde e dei parchi pubblici (54%). Una 'classifica' che viene rispecchiata anche quando agli stessi intervistati viene chiesto quali debbano essere le priorita' su cui concentrare l'azione amministrativa a Roma: il 48% dei romani indica la gestione dei rifiuti come priorita' assoluta, seguito a distanza dal 15% che punta il dito sulla manutenzione di strade e marciapiedi e dal 9% che preferirebbe interventi immediati sui trasporti. IL GIUDIZIO SULLA GIUNTA RAGGI - L'82% dei cittadini romani boccia sonoramente l'operato della Giunta capitolina, solo il 9% gli assegna un '6' e appena il 4% si spinge oltre, con un voto da 7 a 10. Stessa tendenza riguarda il giudizio personale sulla sindaca Virginia Raggi: l'82% le assegna un voto da 5 in giu', mentre le sufficienze sono ferme al 15%. Una valutazione fortemente influenzata dall'opinione dei cittadini rispetto al programma presentato dalla prima cittadina all'inizio del mandato: per il 50% degli intervistati Raggi non ha realizzato nulla di quanto promesso, per il 36% ha fatto poco, solo per il 9% ha realizzato in gran parte il programma. In termini 'elettorali', il giudizio negativo e' ancora piu' evidente: in caso di elezioni, l'80% non voterebbe per Raggi (lo farebbe solo il 10%). (Mgn/ Dire) 15:38 05-11-19 NNNN
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