ZCZC IPN 138 EST --/T INDIA: AEREO DIRETTO A LONDRA PRECIPITA DOPO IL DECOLLO NUOVA DELHI (INDIA) (ITALPRESS) - Un aereo di Air India è precipitato poco dopo il decollo dall'aeroporto Sardar Vallabhbhai Patel di Ahmedabad, nello stato indiano del Gujarat. Il volo era diretto a Londra Gatwick e sebbene non sia ancora stato reso noto il numero ufficiale dei passeggeri e dell'equipaggio a bordo, l'agenzia di stampa indiana Asian News International (Ani) cita una fonte della sala di controllo della polizia, secondo cui a bordo erano saliti 242 passeggeri. Il velivolo è precipitato nella zona di Meghani, nelle vicinanze dell'aeroporto. "Il volo AI171, operato sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto in un incidente oggi, 12 giugno 2025. Stiamo attualmente verificando i dettagli e condivideremo ulteriori aggiornamenti il prima possibile", fa sapere la compagnia in una nota. (ITALPRESS). lcr/red 12-Giu-25 11:18
Inizio pubblicazioni 22 agosto 2003 Notizie flash dall'Italia e dal mondo. DAL 2003 ININTERROTTAMENTE E OLTRE 100MILA INFORMAZIONI TOTALMENTE GRATUITE-
Translate
giovedì 12 giugno 2025
NTW Press - Alessandria, aggredisce i poliziotti dopo il ritiro della patente: arrestato 26enne
NTW Press - Alessandria, aggredisce i poliziotti dopo il ritiro della patente: arrestato 26enne
Alessandria, aggredisce i poliziotti dopo il ritiro della patente: arrestato 26enne
L'uomo, alla guida sotto effetto di alcol e droga, una volta comunicatogli che gli sarebbe stata ritirata la patente ha aggredito gli agenti

Alessandria, Giovedì 12 Giugno 2025 11:34
La Polizia di Alessandria ha arrestato un uomo che ha dato in escandescenza dopo il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze psicotrope.
L'aggressione ai poliziotti
Intorno alle 4 di sabato 31 maggio, gli operatori di Polizia Stradale hanno notato il veicolo guidato dall'uomo, un ventiseienne italiano già gravato da numerosissimi precedenti di polizia, procedere a velocità sostenuta in città.
Durante il controllo, il conducente viene quindi sottoposto al test per l'assunzione di sostanze alcoliche e a quello per l'assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti, effettuato da personale medico della Polizia, entrambi risultati positivi. Una volta comunicato che gli sarebbe stata ritirata la patente, però, l'uomo ha iniziato a dare in escandescenza, insultando e minacciando gli operatori.
A quel punto, gli operatori di Polizia hanno richiesto ulteriore supporto per contenere la situazione, ma dei due equipaggi della Squadra Volante un atteggiamento ancora più minaccioso e aggressivo, cercando di sferrare, senza successo, un pugno ad uno degli operatori intervenuti, e poi tentando nuovamente di aggredirli fino a quando non è stato immobilizzato a terra ed ammanettato.
Il ventiseienne è stato quindi tratto in arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e, all'esito dell'udienza di convalida, sottoposto alla misura cautelare della presentazione presso la Polizia Giudiziaria.
Alessandria, aggredisce i poliziotti dopo il ritiro della patente: arrestato 26enne
L'uomo, alla guida sotto effetto di alcol e droga, una volta comunicatogli che gli sarebbe stata ritirata la patente ha aggredito gli agenti

Alessandria, Giovedì 12 Giugno 2025 11:34
La Polizia di Alessandria ha arrestato un uomo che ha dato in escandescenza dopo il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze psicotrope.
L'aggressione ai poliziotti
Intorno alle 4 di sabato 31 maggio, gli operatori di Polizia Stradale hanno notato il veicolo guidato dall'uomo, un ventiseienne italiano già gravato da numerosissimi precedenti di polizia, procedere a velocità sostenuta in città.
Durante il controllo, il conducente viene quindi sottoposto al test per l'assunzione di sostanze alcoliche e a quello per l'assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti, effettuato da personale medico della Polizia, entrambi risultati positivi. Una volta comunicato che gli sarebbe stata ritirata la patente, però, l'uomo ha iniziato a dare in escandescenza, insultando e minacciando gli operatori.
A quel punto, gli operatori di Polizia hanno richiesto ulteriore supporto per contenere la situazione, ma dei due equipaggi della Squadra Volante un atteggiamento ancora più minaccioso e aggressivo, cercando di sferrare, senza successo, un pugno ad uno degli operatori intervenuti, e poi tentando nuovamente di aggredirli fino a quando non è stato immobilizzato a terra ed ammanettato.
Il ventiseienne è stato quindi tratto in arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e, all'esito dell'udienza di convalida, sottoposto alla misura cautelare della presentazione presso la Polizia Giudiziaria.
SALUTE. MICROBIOMA, IN UN ARTICOLO GEMELLI-UNICATT ISTRUZIONI PER MEDICI -3-
DIR0683 3 SAL 0 RR1 N/SAN / DIR /TXT SALUTE. MICROBIOMA, IN UN ARTICOLO GEMELLI-UNICATT ISTRUZIONI PER MEDICI -3- (DIRE) Roma, 12 giu. - Come accelerare dunque l'utilizzo del microbioma nella pratica clinica? "Attraverso diverse possibili azioni- sostiene il professor Giovanni Cammarota, Ordinario di Gastroenterologia all'Università Cattolica e direttore della UOC di Gastroenterologia Policlinico Universitario A. Gemelli IRCC- : standardizzare la ricerca e il referto di un test del microbiota da un laboratorio all'altro; migliorare il disegno dei trial clinici; affinare il razionale dei trial (capire i meccanismi attraverso la ricerca di base e costruire i trial clinici sui risultati di queste ricerche); mettere in comunicazione il mondo della ricerca con quello dei clinici, fare formazione e promuovere l'interdisciplinarietà". "La prima cosa che arriverà in clinica- rivela il dottor Ianiro- sarà un test sullo screening del cancro del colon che potrà guidare verso l'indicazione alla colonscopia per le persone che, oltre ad un sangue occulto nelle feci positivo (FIT, Fecal Immunochemical Test) presentino una particolare tipologia di microbiota. Un altro test dietro l'angolo è quello per prevedere la risposta all'immunoterapia in un paziente oncologico (i dati più solidi acquisiti finora sono sul tumore del polmone e sul melanoma). Sul fronte della terapia, oltre alle indicazioni consolidate del trapianto di microbiota per le coliti da Costridium difficile, le prossime applicazioni saranno sull'eradicazione di batteri multi-farmaco resistenti (MDR) come la Klebsiella nelle infezioni intestinali o prima che queste facciano danni (ad esempio nei pazienti in attesa di un trapianto d'organo). La prossima frontiera consisterà nell'utilizzare il microbiota per potenziare l'azione dell'immunoterapia in campo oncologico". (Com/Red/ Dire) 10:46 12-06-25
SALUTE. MICROBIOMA, IN UN ARTICOLO GEMELLI-UNICATT ISTRUZIONI PER MEDICI -2-
DIR0682 3 SAL 0 RR1 N/SAN / DIR /TXT SALUTE. MICROBIOMA, IN UN ARTICOLO GEMELLI-UNICATT ISTRUZIONI PER MEDICI -2- (DIRE) Roma, 12 giu. - Ma i risultati ottenuti finora, fanno comunque presagire delle prospettive sia per un utilizzo diagnostico che terapeutico del microbiota, entro i prossimi 5-10 anni (soprattutto sul fronte diagnostico). "Nel primo caso- spiega il professor Antonio Gasbarrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia e Ordinario di Medicina Interna presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, Direttore della UOC Medicina Interna e Gastroenterologia e del Centro Malattie dell'Apparato Digerente (CEMAD) della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS- il microbiota potrebbe essere utilizzato come biomarcatore di malattia precoce; in questo ambito, gli studi più convincenti sono finora quelli sul cancro del colon. Oppure potrebbe essere utilizzato come predittore di risposta ad una terapia (ad esempio, all'immunoterapia in oncologia), o ancora il microbiota può essere utilizzato per la diagnosi differenziale tra colite ulcerosa e malattia di Crohn. Sul versante terapeutico, abbiamo diverse direzioni. Quella del trapianto fecale che si sta raffinando sempre di più e si sta muovendo verso i consorzi microbici (una sorta di cocktail di microbi selezionati, già impiegati per il trattamento delle coliti da Costridium difficile); un'altra prospettiva promettente è quella dei batteriofagi, virus che colonizzano i batteri patogeni e li distruggono (i fagi 'litici'); infine c'è quella dell'ingegnerizzazione dei probiotici (produttori o carrier di composti benefici)".(SEGUE) (Com/Red/ Dire) 10:46 12-06-25
SALUTE. MICROBIOMA, IN UN ARTICOLO GEMELLI-UNICATT ISTRUZIONI PER MEDICI
DIR0681 3 SAL 0 RR1 N/SAN / DIR /TXT SALUTE. MICROBIOMA, IN UN ARTICOLO GEMELLI-UNICATT ISTRUZIONI PER MEDICI (DIRE) Roma, 12 giu. - Un articolo 'divulgativo' pubblicato su Cell, scritto da medici per medici, per far informare i clinici del fatto che una serie di preziose applicazioni diagnostico-terapeutiche basate sul microbioma potrebbero essere davvero dietro l'angolo e colmare quel gap di comunicazione tra ricercatori di base e clinici, che sta rallentando la loro implementazione. "Abbiamo pensato- spiega il dottor Gianluca Ianiro, ricercatore in Gastroenterologia all'Università Cattolica e dirigente medico UOC di Gastroenterologia Policlinico Gemelli IRCCS- che fosse arrivato il momento di fare il punto sulle possibili applicazioni cliniche del microbioma. A fronte di un'enorme mole di ricerche e di studi sul microbioma, le applicazioni cliniche restano ancora molto scarse, a volte non del tutto ortodosse, a volte 'primordiali'. Ma questo cambierà presto, perché il microbioma è il target perfetto per la medicina di precisione, specifico da persona a persona e dalla composizione variabile a seconda degli eventi della vita e della dieta". Perché dunque non viene ancora applicato nella pratica clinica? "Per una serie di challenge, di 'freni'", spiega la dottoressa Serena Porcari, UOC di Gastroenterologia Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e prima autrice del lavoro su Cell. "Il primo- prosegue- è biologico: individuare dei nessi causali tra composizione del microbioma e patologie è difficile per l'eterogeneità e la complessità del microbioma intestinale. Il secondo è metodologico: gli studi clinici sul microbioma sono complessi perché devono tener conto della dieta, dei farmaci assunti, di influenze ambientali nel loro disegno; mancano inoltre protocolli standardizzati per la sua analisi. Il terzo è di tipo logistico: mancano studi multicentrici di vasta portata perché la maggior parte delle evidenze in questo campo viene da ricerche accademiche condotte da singoli centri e con bassa numerosità del campione (anche i finanziament sono scarsi). C'è scarsa comunicazione tra clinici e scienziati di base. L'ultimo 'freno' è di tipo culturale: la limitata dimestichezza col microbioma della maggior parte dei medici previene l'applicazione clinica dei dati di ricerca".(SEGUE) (Com/Red/ Dire) 10:46 12-06-25
Anp, fuori uso a Gaza Internet e linea fissa dopo attacco Idf
Anp, fuori uso a Gaza Internet e linea fissa dopo attacco Idf 'Isolamento digitale nella Striscia' (ANSA) - TEL AVIV, 12 GIU - L'Autorità delle telecomunicazioni palestinese, con sede a Ramallah, ha dichiarato che tutti i servizi di comunicazione Internet e di linea fissa nella Striscia di Gaza sono stati interrotti, in seguito a un attacco dell'Idf all'ultima principale tratta in fibra ottica. In una dichiarazione, l'Autorità ha sottolineato l'escalation israeliana e l'isolamento digitale nella Striscia. (ANSA).
CARABINIERE UCCISO, UNARMA: SU RAPINA NON PUO' INTERVENIRE UNA SOLA PATTUGLIA
9CO1672498 4 CRO ITA R01 CARABINIERE UCCISO, UNARMA: SU RAPINA NON PUO' INTERVENIRE UNA SOLA PATTUGLIA (9Colonne) Bari, 12 giu - "Esprimiamo profondo cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia del carabiniere del NORM rimasto vittima questa mattina durante un intervento per una rapina alla periferia di Francavilla Fontana. Alla sua famiglia, ai colleghi e all'intera Arma dei Carabinieri va l'abbraccio commosso di tutta UNARMA, in un momento di immenso dolore che colpisce non solo l'Istituzione, ma l'intero Paese." A dichiararlo è Nicola Magno, segretario generale regionale Puglia del Sindacato Militare UNARMA, che aggiunge: "Non entriamo nel merito della dinamica dell'accaduto, che è attualmente al vaglio degli inquirenti. Tuttavia, non possiamo esimerci dal ribadire con forza quanto sia difficile, delicato e spesso estremamente rischioso il lavoro quotidiano dei carabinieri, in particolare di chi opera su strada, esposto in prima linea al pericolo e alle imprevedibilità del servizio." "È urgente che si ponga maggiore attenzione alle condizioni operative delle pattuglie e del personale impiegato nei servizi di controllo del territorio. Non è accettabile che su interventi tanto pericolosi, come una rapina che può celare soggetti armati e pronti a tutto, venga inviata una sola pattuglia. Serve un incremento reale e strutturale del personale, affinché si possa garantire un intervento tempestivo ma soprattutto sicuro per chi indossa ogni giorno una divisa al servizio dei cittadini." "UNARMA continuerà a farsi portavoce delle esigenze di tutela, dignità e sicurezza dei carabinieri, affinché tragedie come quella odierna non restino parole di circostanza, ma diventino spinta concreta per un cambiamento necessario." (redm) 121035 GIU 25
🇷🇺🇩🇪Vyacheslav Volodin alla Presidente del Bundestag tedesco Julia Klöckner:
"Il governo tedesco sta seriamente prendendo in considerazione l'idea di trasferire a Kiev i missili da crociera ad alta tecnologia Taurus, pur sapendo bene che il regime di Kiev non ha le competenze necessarie per utilizzarli.
In realtà, questo sarà fatto da specialisti della Bundeswehr. Cioè, i missili tedeschi colpiranno la Russia, e questo sarà fatto da ufficiali tedeschi. Quindi, state ancora una volta spingendo la Germania e il popolo tedesco in un altro conflitto armato con la Russia. Avete un mandato per questo da parte del popolo tedesco? Da parte dei vostri elettori?
🤩 International Reporters
Seguici su:
📱 Telegram
📱 X (Twitter)
Ucraina, nel testo finale del vertice Nato i russi non sono più "aggressori"
di Giacomo Salvini
Il testo. Nelle conclusioni del summit dell'Aia il no all'ingresso dell'Ucraina nel Patto. E via i riferimenti all'offensiva del 2022
Un documento snello, come l'intero vertice. Per evitare uno scontro pubblico tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha confermato la sua presenza martedì. La bozza del documento conclusivo del vertice Nato dell'Aia del prossimo 24-25 giugno, che sarà discusso oggi a Palazzo Chigi tra il segretario generale dell'Alleanza Atlantica Mark Rutte e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, però presenta anche un'altra novità rilevante che ha l'obiettivo di tenere ancorato il presidente americano Trump alla Nato: la Russia non viene menzionata come Paese aggressore dell'Ucraina, ma genericamente come "minaccia" alla sicurezza dell'Alleanza Atlantica.
Questo a differenza delle dichiarazioni finale dei vertici Nato a Vilnius dell'11 e 12 luglio 2023, di Washington del 9-11 luglio 2024 e anche delle dichiarazioni di Rutte di lunedì a Londra in cui ha ipotizzato un attacco della Russia entro cinque anni. Manca anche qualsiasi riferimento all'ingresso dell'Ucraina nella Nato, come invece sempre previsto nei vertici precedenti. Una posizione che ricalca quella dell'inquilino della Casa Bianca che ha più volte ribadito la sua contrarietà all'ingresso di Kiev nell'Alleanza Atlantica.
La bozza del documento a cui hanno lavorato in queste settimane gli sherpa Nato è stata anticipata ieri da Bloomberg e i contenuti sono stati confermati a questo giornale da fonti diplomatiche. Nei prossimi giorni sarà sottoposta ai leader per essere approvata all'Aia il 25 giugno, dopo la cena con i reali dei Paesi Bassi e la sessione plenaria unica del vertice Nato. Potrebbe ancora essere modificata.
Nel documento finale è confermato l'impegno di spesa del 5% per i Paesi membri – il 3,5% per la Difesa e l'1,5% per la Sicurezza – anche se le tempistiche per raggiungere l'obiettivo sono ancora in fase di trattativa. L'Italia punta a 10 anni, nel 2035, e di questo oggi Meloni parlerà con Rutte: la premier sembra isolata perché solo la Spagna, la Gran Bretagna e il Lussemburgo sono favorevoli alla scadenza, mentre Francia e Germania voglio anticipare al 2032 e i Paesi Baltici addirittura al 2030.
Oggi inoltre Meloni annuncerà a Rutte il raggiungimento del 2% per le spese per la Difesa rispetto al Pil che il governo ha raggiunto conteggiando diversamente alcuni parametri: la guardia costiera, la guardia di finanza, la cybersicurezza, i servizi meteorologici e così via.
In generale, sempre con l'obiettivo di accontentare il presidente americano, la bozza del documento finale si concentra sulle spese per la Difesa e non sul sostegno all'Ucraina. In particolare, non c'è il riferimento al fatto che la Russia venga considerata il Paese aggressore ma che rappresenti una "minaccia" nei confronti dell'Alleanza atlantica. Inoltre, manca l'impegno sul fondo da 40 miliardi per il sostegno all'Ucraina chiesto da Zelensky e che era stato annunciato nel 2024. Anche la Cina non viene mai menzionata.
Il sostegno all'Ucraina rischia di essere anche una questione spinosa al G7 che inizia domenica in Canada. A fine maggio, infatti, era stata resa nota la contrarietà degli Stati Uniti a firmare la dichiarazione finale del G7 che includeva nuovi aiuti e finanziamenti all'Ucraina e definiva "illegale" l'invasione russa nei confronti di Kiev. Poi ha fatto un passo indietro e alla fine Trump dovrebbe firmare il testo conclusivo dei grandi del mondo. Ma nelle ultime settimane ha continuato a non mostrare intenzione di sostenere Kiev. Zelensky si è lamentato pubblicamente perché si aspettava da Washington 20.000 missili anti-droni, che invece sono stati dirottati in Medio-Oriente.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Quindi, in questo Giorno della Russia, non limitatevi a sventolare bandiere. Non limitatevi a cantare l'inno. Comprendete cosa abbiamo rischiato di perdere e cosa potremmo ancora perdere. L'Operazione Ragnatela passerà alla storia come una prova di civiltà. E l'Occidente ha scambiato la pazienza per resa.
Un errore a cui nessun impero sopravvive due volte.
- Gerry Nolan
🎙 Iscriviti a @TheIslanderNews
Dona - Sostieni il nostro lavoro
Russia Day 2025: l'Occidente ha attraversato il Rubicone nucleare, solo Putin ha salvato l'umanità
12 giugno. Giorno della Russia. Un giorno che onora non solo una nazione, ma una civiltà. Una civiltà forgiata attraverso il fuoco, il tradimento e la guerra. Una civiltà che ricorda ancora Hiroshima, non come un evento storico, ma come una profezia. E quest'anno, mentre le bandiere sventolano sulla Piazza Rossa, il mondo dovrebbe capire una cosa: oggi siamo vivi solo perché la Russia non ha reagito con il suo arsenale nucleare strategico. Non ancora.
Il 1° giugno 2025, l'Occidente ha attraversato il Rubicone nucleare. L'Ucraina, sotto quella che sembra essere la guida diretta dell'MI6 e della CIA, ha lanciato l'Operazione Spiderweb, un attacco decapitatorio contro la triade nucleare russa. Camion kamikaze carichi di droni, lanciati dalle profondità del territorio russo, hanno colpito Engels, Belaya e Olenya, basi che ospitavano bombardieri strategici Tu-95MS e Tu-22M3. Non si è trattato di attacchi simbolici. Si è trattato di attacchi al vero e proprio meccanismo di deterrenza del secondo colpo.
Si trattava di una simulazione di un primo attacco, mascherata da provocazione. Ed è avvenuto il giorno prima dei colloqui di pace programmati a Istanbul.
I media occidentali hanno applaudito. Bernard-Henri Lévy l'ha definito "brillante". Fox News ha chiesto se l'Ucraina potesse "rifarlo". Il Washington Post ha celebrato la determinazione ucraina. Nessuno ha menzionato la dottrina nucleare russa. Ma Mosca non ha perso il punto. E nemmeno noi dovremmo.
Nel 2024, la Russia ha rivisto la sua dottrina nucleare. Ora consente l'uso del nucleare non solo in rappresaglia per attacchi nucleari, ma anche in risposta a qualsiasi attacco convenzionale che ne comprometta la capacità di deterrenza nucleare. È esattamente ciò che ha fatto l'Operazione Spiderweb. E tuttavia... Putin ha aspettato. Non si è affrettato a reagire. Non ha colpito Londra. Non ha intensificato la tensione a livello strategico, nonostante il superamento della linea rossa definitiva. È rimasto in silenzio. Ha avviato un'indagine. Ha ricevuto una chiamata dal Presidente Trump, che ha dichiarato di non essere a conoscenza. E poi ha aspettato di nuovo.
Perché quello che verrà dopo non è una questione di tattica. È una questione di storia.
Il Cremlino sa chi l'ha fatto. Fonti confermano: si è trattato di un'operazione congiunta MI6-CIA. Ritter ha mappato l'attacco. Escobar ne ha tracciato le ricadute geopolitiche e come ha infranto il Trattato START aggiornato. Per me, è sconcertante come l'Occidente abbia psicologicamente normalizzato l'escalation nucleare. La deterrenza non funziona più con una generazione che non teme più la guerra.
E tuttavia i leader occidentali, disinteressati dalle conseguenze, scambiano la moderazione per debolezza e pazienza infinita.
In Russia, la pressione è vulcanica. "Liberate gli Oreshnik" è diventato un grido di battaglia nazionale. L'opinione pubblica esige rappresaglie, non parole. Ma Putin non è guidato dalla rabbia. È guidato da una chiarezza di livello civile. La prossima mossa non sarà reazionaria. Sarà strategica. Totale. Asimmetrica. Devastante.
Perché la Russia non bluffa. La Russia calcola. La Russia ricorda. E se sceglie di rispondere a questo atto di guerra non dichiarata, nessun editoriale del Washington Post riscriverà ciò che segue. Nessun senatore (ciao Lindsey) se ne andrà indenne. Nessun centro di comando NATO sarà irraggiungibile.
Trump ha ancora un margine esiguo di plausibile negabilità. Ma se dovesse succedere di nuovo, e se non facesse nulla, Mosca considererebbe il suo silenzio come un consenso.
L'Occidente sta giocando col fuoco in una stanza piena di benzina. Putin, finora, ha tenuto la partita in pugno. Non paura. Ma per senso di responsabilità... per la Russia, per l'ordine, per l'umanità.
G7 RUBRICA SICUREZZA STRADALE. 155 PEDONI UCCISI IN 2025, PRIMATO AL LAZIO
DIR0540 3 CRO 0 RR1 R/INT /TXT G7 RUBRICA SICUREZZA STRADALE. 155 PEDONI UCCISI IN 2025, PRIMATO AL LAZIO ANCI E UPI LANCIANO CAMPAGNA CONTRO USO STUPEFACENTI E ALCOL (DIRE) Roma, 12 giu. - Sono 155 i pedoni morti in Italia dal 1° gennaio 2025, con 102 maschi e 53 femmine. Ben 78 di questi avevano più di 65 anni, la metà del totale. Sono i dati che vengono dal monitoraggio dell'Osservatorio Pedoni Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) - Sapidata. Nel dettaglio sono stati 43 i decessi nel mese di gennaio, 31 i decessi a febbraio. A marzo si contano 32 vittime. Ad aprile 19 decessi, con un trend in calo rispetto al 2024, quando in tutto il mese furono 24. Maggio chiude con 22 decessi, con tendenza in calo rispetto al maggio 2024 quando furono 36. Otto i decessi all'8 giugno. Complessivamente nei primi 5 mesi dell'anno 2025 sono deceduti 148 pedoni, a fronte dei 169 dell'anno 2024, con un calo del 12%. Primato negativo per il Lazio a quota 27 decessi di cui ben 18 a Roma. A seguire la Lombardia con 23 decessi e poi Campania ed Emilia Romagna con 13, e Sicilia con 11. Regioni più virtuose, invece, la Provincia autonoma di Trento, la Basilicata e l'Abruzzo, con una vittima ciascuna. Zero i decessi registrati in Valle d'Aosta. L'Osservatorio Pedoni Asaps - Sapidata spiega che gli investimenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali sono stati complessivamente 72 dal 1° gennaio. Nell'ultima settimana si sono registrati sette decessi tra gli utenti più vulnerabili. Dodici gli episodi di pirateria contati da Asaps da inizio anno, con il conducente fuggito dopo aver investito il pedone. Numeri ancora troppo elevati che si cerca di contrastare anche puntando sulla sensibilizzazione. Tra le ultime campagne in questo senso rientra, ad esempio, il progetto "Mobilità Sicura", presentato qualche giorno fa nella sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, e finanziato dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze. Il progetto vede impegnate congiuntamente l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e l'Unione delle Province d'Italia (Upi) insieme a 10 Città Metropolitane e a 20 Province italiane maggiormente esposte al fenomeno dell'incidentalità stradale.(SEGUE) (Mab / Dire) 10:00 12-06-25
Sicurezza, Usic: per i cittadini passa da quella di operatori
Sicurezza, Usic: per i cittadini passa da quella di operatori Sicurezza, Usic: per i cittadini passa da quella di operatori Intervento del segretario generale Antonio Tarallo Roma, 12 giu. (askanews) - "L'Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il proprio sentito ringraziamento all'onorevole Gianni Tonelli, responsabile del dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega, per il cortese invito e l'eccellente organizzazione del convegno tenutosi mercoledì 11 giugno 2025 in Senato dal titolo 'I contenuti del decreto Sicurezza'. Il dibattito ha rappresentato un'occasione di grande valore per approfondire i punti salienti del Decreto Sicurezza dell'11 aprile 2025, n. 48, convertito in Legge 9 giugno 2025, numero 80, fornendo importanti spunti di riflessione e analisi su temi cruciali per la sicurezza del nostro Paese e per l'operato delle forze dell'ordine". Così afferma in una nota, Antonio Tarallo, segretario generale dell'Unione Sindacale Italiana Carabinieri. "Usic - continua - ha partecipato ai lavori con la presenza del nostro segretario Davide Crupi, il quale ha potuto apprezzare la qualità degli interventi e la ricchezza del confronto. Riteniamo che il dialogo e la collaborazione tra le istituzioni e le rappresentanze sindacali siano fondamentali per l'elaborazione di politiche efficaci e per la tutela dei diritti e delle condizioni lavorative del personale in divisa. Un elemento messo in luce dal sottosegretario al ministero dell'Interno, Nicola Molteni, che nel suo intervento ha chiarito come per la sicurezza dei cittadini sia necessario garantire innanzitutto la sicurezza degli operatori di Polizia. L'Unione Sindacale Italiana Carabinieri rinnova la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per contribuire fattivamente alla costruzione di un sistema sicurezza sempre più efficiente e rispettoso delle esigenze di tutti". Red/Nav 20250612T100742Z
Iscriviti a:
Commenti (Atom)