*Ministro Esteri Iran: non permetteremo a Israele di rimanere impunito *Ministro Esteri Iran: non permetteremo a Israele di rimanere impunito Araghchi: basta una telefonata da Washington per far tacere Netanyahu Roma, 16 giu. (askanews) - Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato oggi che l'esercito iraniano non permetterà "ai criminali di guerra nascosti nei rifugi di Tel Aviv" di rimanere impuniti. "Continueremo a martellare i codardi finché sarà necessario per assicurarci che non sparino più al nostro popolo", ha detto il capo della diplomazia iraniana. "Se il presidente Trump è sincero riguardo alla diplomazia e vuole fermare questa guerra, i prossimi passi saranno decisivi" ha aggiunto. "Israele - ha detto ancora - deve cessare la sua aggressione e, in assenza di una completa cessazione delle ostilità militari contro di noi, le nostre risposte proseguiranno. Basta una telefonata da Washington per mettere a tacere uno come Netanyahu. Questo potrebbe aprire la strada a un ritorno alla diplomazia". Mos 20250616T180246Z
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lunedì 16 giugno 2025
IRAN: ERDOGAN ACCUSA ISRAELE, 'METTE A RISCHIO SICUREZZA INTERA REGIONE' =
ADN0621 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: ERDOGAN ACCUSA ISRAELE, 'METTE A RISCHIO SICUREZZA INTERA REGIONE' = Ankara, 16 giu. (Adnkronos) - Nuove accuse da Recep Tayyip Erdogan a Israele e a Benjamin Netanyahu. Il presidente turco, rende noto la presidenza turca dopo la notizia del colloquio telefonico tra Erdogan e Vladimir Putin, ha affermato che "la spirale di violenza innescata dagli attacchi di Israele contro l'Iran sta mettendo a repentaglio la sicurezza dell'intera regione" e ha parlato di "posizione illegale del governo Netanyahu" che "rappresenta una minaccia chiara per il sistema internazionale". Per Erdogan, "la regione non può sopportare un'altra guerra" e, si legge, la "diplomazia è l'unica via per risolvere i problemi con l'Iran e i negoziati devono riprendere immediatamente". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 16-GIU-25 13:46
== Iran: Cremlino, da Putin ed Erdogan condanna atti Israele =
AGI0397 3 EST 0 R01 / == Iran: Cremlino, da Putin ed Erdogan condanna atti Israele = (AGI) - Roma, 16 giu. - Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno condannato l'"atto di forza" di Israele contro l'Iran e hanno chiesto l'immediata cessazione delle ostilita' durante una conversazione telefonica oggi. Lo ha riferito il Cremlino. "Entrambe le parti hanno espresso la piu' seria preoccupazione per la continua escalation del conflitto Iran-Israele, che ha gia' causato un gran numero di vittime ed e' carico di gravi conseguenze a lungo termine per l'intera regione", si legge in una nota diffusa dal Cremlino dopo la conversazione. "I leader si sono espressi a favore dell'immediata cessazione delle ostilita' e della risoluzione delle questioni problematiche, comprese quelle relative al programma nucleare iraniano, esclusivamente per via politica e diplomatica". Le due parti hanno concordato di rimanere in stretta cooperazione, si legge nel comunicato. (AGI)All 161358 GIU 25
- ++ Cassazione, 'se c'è violenza non conta tempo di reazione' ++
++ Cassazione, 'se c'è violenza non conta tempo di reazione' ++ Caso '30 secondi',motivi del nuovo processo per imputato assolto (ANSA) - MILANO, 16 GIU - Il "ritardo nella reazione" della "vittima", ossia "nella manifestazione del dissenso", è "irrilevante" ai "fini della configurazione della violenza sessuale". E su ciò "la giurisprudenza è netta", perché la "sorpresa" di fronte all'abuso "può essere tale da superare" la "contraria volontà", ponendo la vittima nella "impossibilità di difendersi". Lo scrive la Cassazione che, dopo il ricorso del sostituto pg di Milano Angelo Renna, ha disposto, l'11 febbraio, un processo d'appello bis per un ex sindacalista accusato di abusi su una hostess e che era stato assolto perché, dicevano i giudici, lei in "30 secondi" avrebbe potuto opporsi. (ANSA).
Due esposti al Commissariato Flaminio Nuovo, novanta giorni di silenzio. Poi interviene Fidene: la differenza tra burocrazia e s
Due esposti al Commissariato Flaminio Nuovo, novanta giorni di silenzio. Poi interviene Fidene: la differenza tra burocrazia e servizio Due esposti. Più di novanta giorni di attesa. E il silenzio assordante di un'istituzione che sembra essersi dimenticata della sua missione. È quanto ha vissuto un cittadino romano che, rispettando le regole e confidando nello Stato di diritto, ha presentato due segnalazioni formali al Commissariato Sezionale di Polizia Flaminio Nuovo. Lo ha fatto ai sensi dell'art. 1 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, ovvero il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), che prevede tra le funzioni della Polizia anche l'assistenza nella risoluzione bonaria di dissidi tra privati. Una richiesta semplice, fondata, legittima: aiutare due parti a trovare una soluzione pacifica a un contrasto privato. Ma da Flaminio Nuovo, niente. Nessuna riscontro, nessuna parola. Solo il nulla. Dopo tre mesi di attesa, il cittadino decide di inviare una PEC di sollecito. Il tono è rispettoso, ma chiaro: richiamo ai doveri di trasparenza, certezza del diritto, e rispetto dei tempi amministrativi. Solo allora, finalmente, qualcosa si muove. O meglio, viene trasmesso. Uno dei due esposti viene infatti dirottato al Commissariato di Fidene, territorialmente competente. Ed è qui che si materializza, netta, la differenza tra chi timbra e chi serve. Fidene riceve l'atto, lo prende in carico e, in meno di due giorni, lo gestisce. Non lo archivia, non lo rimanda indietro, non lo dimentica. Lo risolve. Con prontezza, professionalità e senso civico. Un esempio virtuoso, che mostra ciò che ogni cittadino spera quando si rivolge alle istituzioni: che la legge sia un ponte, non un labirinto. Che l'uniforme rappresenti una garanzia, non un ostacolo. È importante sottolinearlo: si trattava di una semplice conciliazione bonaria tra privati, una procedura prevista dalla legge che può prevenire escalation e tutelare relazioni civili. Eppure, ci sono voluti tre mesi e l'intervento di un altro commissariato per far partire un meccanismo che avrebbe dovuto attivarsi al primo segnale. E mentre da Fidene arriva una lezione di efficienza amministrativa e senso civico, resta l'ombra pesante sul Commissariato Flaminio Nuovo: perché due esposti sono rimasti fermi tre mesi prima di essere smistati? Perché non è stato dato alcun riscontro? E soprattutto: è compatibile con i doveri dell'amministrazione ignorare un cittadino che esercita i suoi diritti? Alla luce di questa vicenda, non solo è doveroso chiedere un plauso pubblico al Commissariato di Fidene, ma anche interrogarsi sul comportamento di quei funzionari che, nella stessa città, operano con modalità tanto diverse. La domanda è semplice: come può un cittadino continuare ad avere fiducia nello Stato, se lo Stato non si comporta ovunque allo stesso modo? La domanda è inevitabile: perché il Commissariato Flaminio Nuovo ha ignorato due esposti per tre mesi? Perché nessun riscontro, nessuna comunicazione, nessun passo? È accettabile, in uno Stato che si definisce di diritto, che i diritti dei cittadini si perdano nei cassetti dell'indifferenza? In questa vicenda, il plauso va senza dubbio al Commissariato di Fidene, che ha dato un esempio concreto di efficienza e responsabilità. Ma resta il nodo più inquietante: come può un cittadino avere fiducia nello Stato, se lo Stato cambia volto da un ufficio all'altro, da una scrivania all'altra? La risposta, forse, dovrebbero darla i vertici della Polizia di Stato. E magari anche gli ispettori del Ministero dell'Interno. 2025-06-16 14:54:20 4378455 POL Lazio,Politica Interna,Sicurezza https://agenparl.eu/2025/06/16/due-esposti-al-commissariato-flaminio-nuovo-novanta-giorni-di-silenzio-poi-interviene-fidene-la-differenza-tra-burocrazia-e-servizio/
Sempre ottimo Roberto Vivaldelli.
Guerra Israele-Iran: la base Maga contro Trump e il coinvolgimento degli Usa
Trump aveva fatto campagna elettorale promettendo di porre fine a quello che i suoi sostenitori definiscono "avventurismo internazionale" degli Stati Uniti, opponendosi all'establishment favorevole agli interventi militari. Tuttavia, l'attacco israeliano a Teheran minaccia seriamente di compromettere questa promessa. Sebbene l'amministrazione statunitense abbia negato qualsiasi coinvolgimento, venerdì mattina, Trump ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti a Israele, elogiando persino l'attacco, meno di 24 ore dopo aver chiesto a Israele di astenersi da azioni militari. Dichiarazioni che sollevano alcuni interrogativi: Trump ha cercato e fallito nel fermare Netanyahu, dimostrando una mancanza di influenza, o ha segretamente avallato l'operazione, tradendo le aspettative della sua base? Quesiti a cui ha risposto lo stesso presidente Usa, quando ha rivelato al New York Post di essere sempre stato a conoscenza dell'attacco israeliano contro l'Iran e dei dettagli.
Segue...
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= Francia: a Le Bourget governo blocca alcuni stand israeliani =
AGI0270 3 EST 0 R01 / = Francia: a Le Bourget governo blocca alcuni stand israeliani = (AGI) - Roma, 16 giu.- Polemiche al salone dell'aeronautica e dello spazio di Le Bourget per il blocco, senza preavviso, degli stand di cinque produttori di armi israeliani deciso dal governo francese. Gli stand, circondati da teloni neri installati nella notte prima dell'inaugurazione odierna, sono quelli di Israel Aerospace Industries (IAI), Rafael Advanced System, Uvision, Elbit e Aeronautics. Stupore e sgomento dei vertici delle aziende colpite dal provvedimento al loro arrivo questa mattina a Le Bourget. La spiegazione e' arrivata qualche ora dopo: secondo Le Figaro, e' stato proprio il governo francese a ordinare il divieto di accesso ai loro stand, in quanto queste firme esponevano "armi offensive come quelle che probabilmente vengono utilizzate a Gaza, in violazione del quadro concordato con le autorita' israeliane", ha affermato una fonte dell'esecutivo francese vicina al dossier. In una dichiarazione, il governo israeliano ha denunciato una "decisione scandalosa e senza precedenti" che crea una "segregazione" nei confronti degli espositori israeliani. Sul posto, due gendarmi della SPI4G-CRS, la "Sezione di Protezione e Intervento di Quarta Generazione" delle compagnie di sicurezza della polizia repubblicana, sorvegliano uno degli stand chiusi all'insaputa delle varie aziende. "E' successo durante la notte, senza che potessimo fare nulla e senza essere avvisati. E come potete vedere, non e' stato fatto in fretta", ha commentato Shlomo Toaff, vicepresidente dell'azienda di difesa israeliana Rafael, che non nasconde delusione e indignazione. Indicando le robuste barriere di legno ricoperte di tessuto nero che sono state erette davanti al suo stand, Toaff denuncia una "sconcertante decisione presa dal governo francese, mentre Israele in questo momento sta lottando per salvare i suoi ostaggi e per combattere il nucleare". (AGI)Vqv 161210 GIU 25
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