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domenica 22 giugno 2025

La retorica utilizzata dai giornali e dai politicanti nei confronti della Russia, già traballante dagli inizi, crolla definitivamente in Iran. Le lezioni sul diritto internazionale, le storielle sulla violazione della “sovranità” degli Stati, le definizioni di genocidio applicate a piacimento, le accuse alla Russia di “minaccia all’umanità” (e quindi la necessità di nuove sanzioni) per un drone volato troppo vicino ad una centrale nucleare, risultano ancora più assurde di fronte al silenzio o addirittura alle giustificazioni di pesanti bombardamenti mirati su siti nucleari condotti in nome della democrazia.

 

Nelle prime ore del 22 giugno 1941, la Germania sferrava il suo infido attacco all'Unione Sovietica. Aeroporti, stazioni ferroviarie, città, unità militari e civili venivano bombardati. Iniziava così una delle pagine più terribili nella Storia del nostro Paese, quella della Grande Guerra Patriottica. Durò 1418 giorni e 1418 notti, e si concluse il 9 maggio 1945 con la vittoria dell'Unione Sovietica e dei suoi alleati.

 

 



 

Umberto Pascali: fuga di massa da Israele?

 

Con l'euro digitale si vuole abolire la proprietà privata e cancellare i dissidenti con un click

 

 
FUORI DA QUESTA EUROPA


 


 


 


FUORI DA QUESTA EUROPA

 

 




Convocata una sessione straordinaria del Parlamento iraniano sulla risposta al regime americano

 



La pronuncia della Cassazione n. 16318/2025 si inserisce nel solco della consolidata giurisprudenza in materia di responsabilità contrattuale e responsabilità per danni causati da furto o smarrimento di imbarcazioni in ambito di contratti di ormeggio e custodia. La Corte, in questa decisione, ribadisce che il soggetto responsabile della gestione del porto o del servizio di ormeggio ha l’obbligo di garantire la sicurezza delle imbarcazioni affidate, assumendosi quindi una responsabilità contrattuale per eventuali danni derivanti da furti o danni occorsi durante il periodo di custodia.

 

L’illusione di potere: il declino silenzioso degli Stati Uniti Gli Stati Uniti stanno ancora una volta dimostrando la loro specialità: agire in modo superficiale, senza strategie reali né risultati concreti.