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mercoledì 25 giugno 2025

- Ranucci, dopo 27 anni di Rai ho avuto provvedimento disciplinare

Ranucci, dopo 27 anni di Rai ho avuto provvedimento disciplinare "Mi accusano di essere andato da Gruber senza autorizzazione" (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Ieri sono stato convocato dal mio direttore Paolo Corsini, pensavo che mi rassicurasse sul fatto che le puntate di Report non verranno tagliate e che i compensi della mia squadra fossero salvi, anche solo per gratitudine per la qualità del lavoro svolto. Pensavo anche che mi avesse convocato per dire bravo a me e la squadra visto che ieri è uscito l'indice Qualitel, il sondaggio che la Rai è obbligata a fare in ottemperanza del contratto di servizio pubblico, e dove risulta che Report è il programma d'informazione più gradito. Invece no. Era semplicemente un provvedimento disciplinare a firma dell' Ad Giampaolo Rossi, e del direttore delle Risorse Umane, Felice Ventura". Lo rende noto su Facebook il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. "Mi accusano di aver partecipato alla trasmissione della Gruber il 6 maggio, senza essere stato autorizzato - prosegue -. Fatto non vero perché ero stato autorizzato dallo stesso Corsini telefonicamente per lanciare la seconda parte della stagione di Report. Poi di aver presentato il mio libro a #Mestre, e di aver rilasciato un'intervista dove parlavo della minore libertà di stampa in Italia e del fatto che la gente si informava di meno. Non si riferiva alla Rai ma al mio libro La Scelta edito da Bompiani. Poi mi si accusa di aver partecipato con una telefonata a Piazza Pulita per difendere Report e il collega Giorgo Mottola dalle accuse di manipolazione. Se devo prendermi un provvedimento per aver promosso e difeso la squadra e un marchio storico della Rai come Report, tutelato la libertà di stampa lo accetto con orgoglio. Oltretutto arriva dopo le interrogazioni di Fi sull'inchiesta su Mori e la commissione Antimafia, e la denuncia di Fazzolari per la puntata su Mediobanca". (ANSA).

Report: Ruotolo (Pd), lettera Ranucci ha sapore intimidazione, Telemeloni vuole mettere a tacere giornalisti scomodi

Report: Ruotolo (Pd), lettera Ranucci ha sapore intimidazione, Telemeloni vuole mettere a tacere giornalisti scomodi (AGENPARL) - Wed 25 June 2025 *Report: Ruotolo (Pd), lettera Ranucci ha sapore intimidazione, Telemeloni vuole mettere a tacere giornalisti scomodi * "La lettera recapitata a Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report, la trasmissione di approfondimento giornalistico di Raitre, ha un sapore di intimidazione. E' un procedimento displinare, una lettera che va rispedita al mittente. L'hanno firmata l'amministratore delegato dell'azienda, Giampaolo Rossi e il direttore delle risorse umane di via Mazzini, Felice Ventura. Accusano il giornalista di aver partecipato a trasmissioni su La7 della Gruber senza essere autorizzato, quando invece lo era dal direttore Corsini, poi di essere intervenuto a Piazza Pulita per difendersi dalle accuse di Bocchino di essere un manipolatore. Gli altri richiami riguardano le presentazioni del suo libro che parla di libertà di stampa. Uno schiaffo all'articolo 21 della Costituzione. A poco più di un mese dall'entrata in vigore del Media Freedom Act, che impone all'Italia di riformare la governance della Rai per renderla autonoma e indipendente dalla politica, il gruppo dirigente che occupa la Rai sceglie di colpire il giornalista simbolo dell'approfondimento investigativo del servizio pubblico. È l'ennesimo segnale di una deriva preoccupante. Telemeloni vuole mettere a tacere i giornalisti scomodi mentre smantella i programmi di approfondimento di rete in un momento in cui avremmo bisogno di più informazione pubblica e plurale". Così Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria Pd ed europarlamentare. Roma, 25 giugno 2025 Alla luce dei principi di cui al D.lgs. 196/03 e al Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali, tutte le informazioni 2025-06-25 09:38:13 4387161 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/06/25/report-ruotolo-pd-lettera-ranucci-ha-sapore-intimidazione-telemeloni-vuole-mettere-a-tacere-giornalisti-scomodi/  

Rai, De cristofaro (Avs): continua guerra TeleMeloni a Report

Rai, De cristofaro (Avs): continua guerra TeleMeloni a Report Rai, De cristofaro (Avs): continua guerra TeleMeloni a Report Roma, 25 giu. (askanews) - "Continua la guerra dei vertici di TeleMeloni al giornalismo d'inchiesta e a Sigfrido Ranucci. A destra hanno una vera e propria ossessione per la trasmissione di Rai3, che però ha un forte gradimento del pubblico. Prima provano a svuotare le redazioni delle trasmissioni di intrattenimento e d'inchiesta, poi cercano di tagliare le puntate a Report nella prossima stagione, ora il provvedimento disciplinare contro Ranucci. TeleMeloni non vuole giornalisti scomodi, gli vuole mettere il bavaglio, ridurre la messa in onda, impedire di parlare in pubblico. L'amministratore delegato Giampaolo Rossi invece di fare la guerra a Report e Ranucci, snaturare e depotenziare Rai3, ridurre gli spazi del giornalismo d'inchiesta spieghi il calo di ascolti della Rai. L'azienda radiotelevisiva pubblica non può più essere vittima di manovre politiche da parte delle forze di maggioranza di turno: va approvata subito una legge sulla governance in linea con il Media Freedom Act. Senza informazione libera, autonoma e indipendente non c'è democrazia". Lo afferma il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della commissione di Vigilanza Rai. Cos 20250625T132336Z  

RAI: LANDINI, 'SOLIDARIETA' A RANUCCI, DIFENDIAMO LIBERTA' INFORMAZIONE' =

ADN0649 7 ECO 0 ADN ECO NAZ RAI: LANDINI, 'SOLIDARIETA' A RANUCCI, DIFENDIAMO LIBERTA' INFORMAZIONE' = Roma, 25 giu. (Adnkronos) - ''A nome mio e di tutta la Cgil, esprimo solidarietà a Sigfrido Ranucci e a tutta la redazione di Report. Il provvedimento disciplinare che ha colpito il giornalista ci preoccupa fortemente. Tra le contestazioni anche un'iniziativa che ci vedeva insieme a Mestre per la presentazione del suo libro''. Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. ''Ancora una volta - prosegue il leader del sindacato di corso d'Italia - ci troviamo di fronte al tentativo di limitare la libertà di espressione di un giornalista che, attraverso le sue inchieste, ha messo in luce fatti di rilevanza nazionale che altrimenti non avremmo mai conosciuto''. ''Siamo in campo con tutte le nostre forze a difesa della libertà di informazione'', conclude Landini. (Rem/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 25-GIU-25 13:44  

- Rai: Cdr Approfondimento, preoccupazione per richiamo a Ranucci

Rai: Cdr Approfondimento, preoccupazione per richiamo a Ranucci (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Ogni cittadino ha il diritto a manifestare il proprio pensiero. I giornalisti hanno il diritto-dovere di informare. Dovrebbe valere per tutti, anche per i giornalisti e conduttori del Servizio pubblico. E invece... In Italia, in Rai, accade che se vai a parlare sul palco politico vicino al Governo, va bene e in Rai nessuno ha da ridire, ma se rilasci un'intervista sulla libertà di stampa non lo puoi fare. Scopriamo oggi che Sigfrido Ranucci ha appena ricevuto un richiamo dalla Rai per aver parlato bene di Report, programma pluripremiato della Rai, e per aver rilasciato una intervista a un quotidiano proprio sul tema della libertà di stampa. Ovviamente, a titolo gratuito". E' quanto si legge in una nota del cdr approfondimento della Rai. Il Cdr Approfondimento "è fortemente preoccupato per il richiamo mosso dall'Azienda nei confronti di Sigfrido Ranucci per aver espresso la propria opinione in assenza di permesso aziendale scritto. Il Cdr invita l'Azienda a riscrivere le circolari sul diritto dei giornalisti ad esprimere opinioni al di fuori della Rai e, intanto, ad ottemperare alle sue stesse circolari rispondendo per iscritto ai giornalisti che ne fanno richiesta. Il Cdr invita l'Ordine nazionale dei giornalisti a valutare la compatibilità di tali circolari con l'Articolo 21 della Costituzione italiana". "Invitiamo i colleghi e i sindacati ad unirsi al Cdr Approfondimento nella battaglia che ci vedrà pacificamente impegnati il prossimo venerdì 27 giugno alle ore 17 davanti alla sede Rai di Napoli (durante i palinsesti). Per la tutela dei giornalisti di Rete e dei programmi di approfondimento che oggi vengono falcidiati e per il riconoscimento di una regolare testata per i programmi di informazione, oggi costantemente sotto l'attacco della politica". (ANSA).

RAI, GUBITOSA (M5S): SOLIDARIETA' A RANUCCI

9CO1677909 4 POL ITA R01 RAI, GUBITOSA (M5S): SOLIDARIETA' A RANUCCI (9Colonne) Roma, 25 giu - "Piena e forte solidarietà a Sigrido Ranucci, in queste ore al centro di orribili attacchi che arrivano da più parti. Mentre la Rai gli recapita una letterina di richiamo anzichè i ringraziamenti per il rigoroso e coraggioso lavoro d'inchiesta e i formidabili risultati che porta all'azienza, il centrodestra e alcuni giornali schieratissimi lo attaccano con ridicole accuse e interrogazioni parlamentari, che puzzano tanto di intimidazione, per le dirompenti rivelazioni fatte da Report sui lavori della commissione Antimafia burattinati dal generale Mori, attraverso la maggioranza che lo ha elevato a oracolo fino a tributargli inverosimili applausi al termine delle audizioni. E' un clima spaventoso in cui un blocco di potere senza scrupoli vuole scrivere una versione di comodo e indolore sulle Stragi del 1992-93 e zittire le teste pensanti che invece studiano, scavano e che continuano a cercare le verità nascoste e le responsabilità di servitori infedeli dello Stato e di terroristi ancora coperti da qualcuno". Lo afferma il deputato Michele Gubitosa, vice presidente del M5S e componente della commissione Antimafia. (fre) 251420 GIU 25  

- Borrelli (Avs),solidarietà a Ranucci, provvedimento Rai surreale

Borrelli (Avs),solidarietà a Ranucci, provvedimento Rai surreale (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, giornalista coraggioso e punto di riferimento per l'informazione libera e indipendente nel nostro Paese, oggi inspiegabilmente oggetto di un provvedimento disciplinare da parte della RAI che appare tanto surreale quanto pretestuoso". Così in una nota Francesco Emilio Borrelli, deputato AVS. (ANSA). 

RAI: NATALE (CDA) "LETTERA A RANUCCI SEGNO DI OSTILITÀ A "REPORT""

ZCZC IPN 642 SPE --/T XQHT RAI: NATALE (CDA) "LETTERA A RANUCCI SEGNO DI OSTILITÀ A "REPORT"" ROMA (ITALPRESS) - "Non sarà una contestazione disciplinare, come la Rai si affretta a precisare, ma di sicuro la lettera recapitata a Sigfrido Ranucci è segno del clima molto pesante che grava oggi sul servizio pubblico e della malcelata ostilità verso una trasmissione come "Report", spesso urticante. Ma se è vero che "le regole valgono per tutti", come dice il comunicato aziendale, mi aspetto che domani in CdA l'Amministratore Delegato porti il nome del nuovo direttore che propone per Rai Sport, dopo la doppia bocciatura che la redazione ha riservato al piano editoriale del direttore in carica. Altrimenti si confermerà il forte sospetto che le regole valgano a giorni alterni, secondo criteri che con la corretta gestione aziendale hanno poco a che spartire". E' quanto afferma in una nota Roberto Natale, Consigliere di amministrazione della Rai. (ITALPRESS). mgg/com 25-Giu-25 15:36  

- Acerbo (Prc), no a intimidazioni, solidarietà a Ranucci e Report

Acerbo (Prc), no a intimidazioni, solidarietà a Ranucci e Report (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Le intimidazioni dei vertici RAI nei confronti di Sigfrido Ranucci e della redazione di Report sono inaccettabili. La RAI è sempre più ridotta a TeleMeloni e i giornalisti indipendenti infastidiscono chi sta costruendo una narrazione di regime. Solidarietà a Ranucci e Report da Rifondazione Comunista". Lo afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. (ANSA). 

MIGRANTI. RUOTOLO-TARQUINIO-STRADA.CORRADO: VIMINALE SVUOTA STATO DIRITTO

DIR2891 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT MIGRANTI. RUOTOLO-TARQUINIO-STRADA.CORRADO: VIMINALE SVUOTA STATO DIRITTO (DIRE) Roma, 25 giu. - "Ormai siamo arrivati al punto che basta una dichiarazione del Viminale perché una pratica diventi automaticamente legittima, anche quando solleva evidenti dubbi di legalità e di rispetto dei diritti fondamentali. È il caso dei rimpatri diretti dal centro di Gjader, in Albania, effettuati senza che i migranti siano mai passati dall'Italia. Un'operazione che, secondo il governo, sarebbe pienamente conforme agli accordi bilaterali. Ma davvero basta appellarsi a un'intesa con un altro Stato per aggirare ogni forma di controllo democratico e di rispetto del diritto europeo?. Così si svuota lo Stato di diritto: si delegano procedure di rimpatrio a un Paese terzo, si normalizza la detenzione amministrativa extraterritoriale, si cancellano di fatto le garanzie giurisdizionali. E chi solleva dubbi viene semplicemente ignorato". Lo dichiarano gli europarlamentari del Pd Sandro Ruotolo, Marco Tarquinio, Cecilia Strada e Annalisa Corrado (Enu/ Dire) 17:06 25-06-25  

Albania, Zan - Strada (Pd): Dal Viminale parole fuori dal mondo. Governo Meloni mente e infrange la legge

Albania, Zan - Strada (Pd): Dal Viminale parole fuori dal mondo. Governo Meloni mente e infrange la legge (AGENPARL) - Wed 25 June 2025 Albania, Zan - Strada (Pd): Dal Viminale parole fuori dal mondo. Governo Meloni mente e infrange la legge "Dal Viminale arrivano parole fuori dal mondo. I rimpatri direttamente dall'Albania, come quello avvenuto il 9 maggio da Gjader verso Tirana e poi verso Il Cairo, sono un atto gravissimo e illegale. Altro che 'intese attuative' tra Roma e Tirana: c'è una direttiva europea chiarissima che vieta i rimpatri da Paesi extra-Ue. E c'è anche il rinvio della Cassazione alla Corte di giustizia dell'Unione europea che giudica i rimpatri dall'Albania come non legittimi, senza considerare il fatto che gli stessi centri non sono equiparabili al territorio italiano né a quello dell'Ue. Il governo Meloni lo sa benissimo, come sa benissimo che la Commissione, in risposta a una nostra interrogazione, ha ribadito che l'attuazione del protocollo non deve compromettere il sistema europeo comune di asilo o incidere negativamente sulle norme comuni dell'Ue. Nonostante questo continua a mentire pur di difendere il modello Albania che calpesta le leggi e diritti, e rappresenta uno spreco enorme di denaro pubblico". Lo affermano gli eurodeputati del Pd Alessandro Zan e Cecilia Strada, che oggi hanno depositato un'interrogazione alla Commissione europea, firmata da tutti i partiti di opposizione al Parlamento europeo, per fare piena luce sui fatti e perché intervenga duramente. "Il governo Meloni aggira la legge e pensa di farla franca. Con questa interrogazione pretendiamo che la Commissione intervenga immediatamente, come è suo dovere, per far garantire il rispetto delle direttive vigenti sui rimpatri e delle tutele fondamentali sancite dal diritto Ue. Se non lo farà, dovrà rispondere non solo politicamente, ma anche giuridicamente, delle proprie omissioni". Roma, 25 giugno 2025 Alla luce dei principi di cui al D.lgs. 196/03 e al Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali, tutte le informazioni 2025-06-25 16:54:12 4388152 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/06/25/albania-zan-strada-pd-dal-viminale-parole-fuori-dal-mondo-governo-meloni-mente-e-infrange-la-legge/  

Migranti. Scarpa (Pd): risposta Viminale insufficiente, rimpatri da Tirana incompatibili con norme Ue

Migranti. Scarpa (Pd): risposta Viminale insufficiente, rimpatri da Tirana incompatibili con norme Ue (AGENPARL) - Wed 25 June 2025 Migranti. Scarpa (Pd): risposta Viminale insufficiente, rimpatri da Tirana incompatibili con norme Ue Con una prassi più che discutibile, il Viminale "risponde" con una dichiarazione alla stampa alla questione sollevata con l'interrogazione che ho presentato stamattina insieme a tante e tanti colleghi delle opposizioni sul rimpatrio di 5 cittadini egiziani direttamente da Tirana. Nell'interrogazione si chiedeva "quale sia la norma giuridica in base a cui il Ministro ha disposto l'avvenuto rimpatrio di cittadini egiziani dal CPR di Gjader direttamente verso l'Egitto, e se il Ministro abbia valutato, come ritengono gli interroganti, che tale operazione è avvenuta in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva 115/CE/2008 in materia di rimpatri". Il Viminale replica sostenendo la legittimità del rimpatrio in questione alla luce delle intese tra Italia Albania, probabilmente facendo riferimento alla parte del protocollo in cui si enuncia "nel caso in cui venga meno per qualsiasi causa, il titolo di permanenza nelle strutture, la parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese": un'espressione che risulta vaga, priva del requisito della determinatezza che dovrebbe avere la norma e che non può essere interpretata nel senso di un allontanamento verso il paese di origine. Inoltre il Viminale omette completamente di rispondere alla seconda parte della domanda, la più importante: tutto questo - a partire dal Protocollo Italia-Albania stesso - è compatibile con le norme europee? Io credo di no. Secondo la Direttiva rimpatri con la nozione di "allontanamento" si deve intendere infatti l'espulsione che può avvenire solamente dal territorio di uno Stato membro perché le garanzie previste dal diritto europeo devono valere in ogni fase della procedura di espulsione. L'espulsione dall'aeroporto di Tirana direttamente verso l'Egitto è avvenuta altresì in violazione dell'articolo 13 della Costituzione perché il pieno controllo di legittimità sull'allontanamento dal territorio nazionale può ritenersi tale solo se l'intero processo avviene nel territorio in cui sussiste la giurisdizione italiana. Le operazioni di polizia condotte fuori dal centro di Gjader in territorio albanese nei confronti delle persone trasportate (trasporto, imbarco etc.) sono però prive di controllo giurisdizionale e avvengono dunque senza alcuna copertura normativa. Il Governo Meloni continua a far "funzionare" il centro albanese a suon di omissioni, illegittimità, sprechi, tentativi su tentativi in spregio delle norme comunitarie. Vogliono fare come Trump, ormai è evidente, e lo vogliono fare portandoci fuori dai confini giuridici dell'Unione Europa. Non glielo permetteremo. Così la deputata del Pd Rachele Scarpa. Roma, 25 giugno 2025 Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico Camera dei Deputati per approfondimenti consultare il nostro sito: www.deputatipd.it 2025-06-25 16:06:38 4388025 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/06/25/migranti-scarpa-pd-risposta-viminale-insufficiente-rimpatri-da-tirana-incompatibili-con-norme-ue/  

- Arci, 'rimpatri dall'Albania in palese contrasto con regole'

Arci, 'rimpatri dall'Albania in palese contrasto con regole' (V. "Viminale, possibili i rimpatri..." delle 13.54) (ANSA) - ROMA, 25 GIU - "Quanto riferito dal Viminale sulla presunta legittimità dei rimpatri fatti direttamente dal territorio non appartenente all'Ue dell'Albania è l'ennesima dimostrazione del metodo Meloni-Piantedosi: dato che una cosa la diciamo noi è vera a prescindere da leggi, direttive e convenzioni internazionali! Come al solito il governo pensa, come fa la destra ovunque, che aver ottenuto la maggioranza in Parlamento, consenta loro di fare qualsiasi cosa, cioè che chi governa non è soggetto alle leggi: hanno un'idea pericolosa della democrazia e delle sue regole". Lo afferma Filippo Miraglia, dell'Arci. "La Cassazione - ricorda Miraglia - ha rinviato alla Corte di giustizia europea la decisione sulla legittimità dell'uso del Cpr albanese ed è quindi già discutibile che ci siano persone ancora detenute a Gjader. Tanto meno appare legittimo che direttamente dall'Albania, che si trova fuori dall'Ue, possano essere eseguiti dei rimpatri. Ciò che viene espresso dal Viminale è dunque da respingere al mittente perché in palese contrasto con l'ordinanza della Cassazione che ha rinviato alla Corte di Giustizia Europea la decisione sulla legittimità del trattenimento, dubitandone fortemente, e con numerosi articoli della legislazione italiana e internazionale. Sul piano politico si tratta dell'ennesimo intervento imbarazzante di cui non sentivamo il bisogno". (ANSA). 

- Fine vita: parte raccolta firme per pdl promossa da Ass.Coscioni

Fine vita: parte raccolta firme per pdl promossa da Ass.Coscioni Obiettivo 50mila adesioni in due settimane (ANSA) - ROMA, 25 GIU - Parte domani dalle 11.00 in Piazza XXV Aprile a Milano, la raccolta delle firme per la proposta di legge "per legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l'eutanasia, con il pieno coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale". All'iniziativa prenderanno parte Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Matteo Mainardi, Coordinatore delle campagne sul fine vita. "L'obiettivo - si legge in una nota - è di raccogliere le firme, cartacee e digitali, di almeno 50.000 persone in due settimane necessarie per poter depositare la proposta in Parlamento prima della ripresa della discussione sul fine vita prevista in Senato il 17 luglio". La proposta di legge depositata in Corte di Cassazione - spiega ancora la nota - "mira a garantire a tutte le persone maggiorenni, in grado di intendere e di volere e affette da patologie irreversibili, la possibilità di richiedere - nel rispetto della Costituzione - un aiuto medico alla morte volontaria. In tutta Italia il diritto a questo aiuto è legale, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 sul caso "Cappato-Dj Fabo", ma mancano procedure e tempi certi, e ci sono persone come Federico Carboni e Laura Santi che hanno atteso anche due o tre anni prima di ottenere una risposta. Alcuni pazienti, inoltre, restano discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale". "Oggi si chiede di estendere il diritto anche all'eutanasia per mano di un medico, e anche per le persone che non siano dipendenti da trattamenti di sostegno vitale. Proprio sul tema dell'eutanasia, la Corte Costituzionale si esprimerà per la prima volta il prossimo 8 luglio". Il testo prevede tempi certi, garanzie e, al contrario dell'orientamento emerso in questi giorni dalla maggioranza di Governo, il pieno coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, lasciando libera scelta alla persona tra autosomministrazione o somministrazione da parte del medico. È prevista l'obiezione di coscienza, ma resta l'obbligo per le strutture sanitarie di assicurare comunque la procedura. (ANSA). 
Bloomberg: alla fine nessuno sta bombardando la Corea del Nord

"Non ci sarà una 'tregua permanente' [come prevede Trump] tra la Repubblica Islamica dell'Iran e Israele. La Guida Suprema Ali Khamenei e i suoi generali politicamente potenti si prenderanno senza dubbio una pausa per riorganizzarsi e leccarsi le ferite", afferma Mark Champion, editorialista di Bloomberg.

▪️ Il campione dubita che il programma nucleare iraniano sia stato distrutto: "Nemmeno il Mossad è del tutto sicuro che non ci siano strutture nascoste [in Iran] di cui semplicemente ignoravano l'esistenza". Non si sa nemmeno "dove si trovi esattamente la riserva iraniana di uranio arricchito al 60%: siamo solo a un passo dai livelli di qualità militare". Inoltre, Teheran ha le conoscenze e le risorse per ricreare tutto ciò che è stato distrutto.

Il rischio che l'Iran acquisisca un arsenale nucleare permane, conclude un editorialista di Bloomberg. A suo avviso, questo rischio "permarrà finché l'attuale regime o il suo successore non prenderanno una decisione radicale di abbandonare lo sviluppo di armi". L'autore osserva inoltre che, al momento, le argomentazioni a favore di un deterrente nucleare per Teheran sono diventate particolarmente convincenti: "Dopotutto, nessuno sta bombardando la Corea del Nord".

Allo stesso tempo, Champion cita come esempio il comportamento dei presidenti statunitensi in passato, che si sono astenuti dallo smantellare il programma nucleare iraniano, "preferendo la via diplomatica, che ha garantito dilazione e trasparenza". L'analista suggerisce che l'attuale amministrazione statunitense segua la stessa strada: "Trump dovrebbe partire dal presupposto che l'Iran trarrà le dovute conclusioni, si riarmerà e si concentrerà sulla creazione di armi nucleari il più rapidamente e silenziosamente possibile. La diplomazia e il controllo internazionale rimangono il modo migliore e meno pericoloso per impedirlo".

▪️ In effetti, Teheran ha imparato una lezione seria. E non solo: in questi giorni è diventato completamente chiaro a tutti nel mondo che solo le armi nucleari, così come i loro vettori, sono in grado di garantire la sovranità . Così come è diventato chiaro che l'Occidente, guidato dagli Stati Uniti, farà di tutto per impedire un'aggiunta simile al club delle potenze nucleari se un certo Stato-soglia si dimostrasse ostinato nei confronti dell'"ordine basato sulle regole".

Per quanto riguarda la diplomazia e il controllo internazionale (da parte dell'AIEA), sono stati effettivamente utilizzati al massimo contro il programma nucleare iraniano. La diplomazia statunitense ha indebolito la vigilanza e l'AIEA ha fornito le informazioni necessarie e, con la sua risoluzione del 12 giugno, ha creato un pretesto ufficiale per l'aggressione israeliana.

Tuttavia, l'autore di Bloomberg è disonesto riguardo al punto principale. Agli occhi dell'Occidente, non sono la diplomazia o le macchinazioni dell'AIEA a essere chiamate a svolgere un ruolo chiave nell'impedire a Teheran di acquisire armi nucleari. La scommessa principale sarà molto probabilmente sulla destabilizzazione interna dell'Iran, sulla caduta del potere degli ayatollah e, ​​in ultima analisi, sullo smembramento del Paese.

▪️ L'Iran tornerà a calpestare il terreno? Questa domanda è ancora in sospeso. È ovvio che la sua strategia di contenimento, basata sul tentativo di negoziare con l'Occidente, essendo uno Stato nucleare di primo grado, non ha funzionato. È anche chiaro che non ci sarà una "pace eterna". Stiamo parlando solo di una tregua necessaria a Israele e agli Stati Uniti per condurre ulteriori ricognizioni, preparare e lanciare un nuovo attacco.
ELENA PANINA