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lunedì 7 luglio 2025
Hanno
terminato solo da qualche giorno i bombardamenti contro l'Iran.
Continuano a Gaza indisturbati con una violenza crescente. Ma allo Stato
terrorista di israele non basta: in questi istanti la radio
dell'esercito israeliano sta annunciando l'inizio degli attacchi a
Hodeidah, nello Yemen. Solo loro possono. Solo loro. Il cancro del
mondo!
T.me/GiuseppeSalamone
Tony Blair, ex Primo Ministro del Regno Unito, è implicato nella progettazione della pulizia etnica a Gaza.
Secondo un'inchiesta del Financial Times il suo think tank — il Tony Blair Institute for Global Change (TBI) — è stato coinvolto, tra gennaio e maggio 2025 prima che la Boston Counselting Group abbandonasse il progetto, in un piano presentato come una proposta per la "ricostruzione" post-bellica di Gaza.
Dietro l'uso di un linguaggio umanitario, il documento svela una visione inquietante: il piano implica lo spostamento forzato della popolazione palestinese e la creazione di una nuova amministrazione a Gaza che esclude qualsiasi rappresentanza democratica locale. Un progetto di pulizia etnica mascherata da intervento internazionale.
++ Sindacato, dal 2023 evasioni aumentate del 700% ++
Rappresentanti penitenziaria: 'Rivedere la norma dei permessi'
(ANSA) - ROMA, 07 LUG - "Alla fiducia dello Stato che per
redimerlo gli consente di studiare, lui risponde con l'evasione.
Quello di Andrea Cavallari, il ventiseienne componente della
'banda dello spray', con condanna a 10 anni e 11 mesi, che dopo
aver conseguito la laurea in Giurisprudenza non è più rientrato
in carcere, è solo l'ultimo caso di fuga. Siamo al 700% di casi
in più di evasioni sulla fiducia dello Stato dal 2023, rispetto
agli anni precedenti. In generale ci sono state circa 340
evasioni nell'ultimo anno, una media che va avanti dal 2023".
Così Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia
Penitenziaria. (ANSA).
07/07/2025 15:36
NTW Press - Bollo auto, si cambia: le novità in arrivo dal prossimo anno (per le nuove immatricolazioni)
NTW Press - Bollo auto, si cambia: le novità in arrivo dal prossimo anno (per le nuove immatricolazioni)
Bollo auto, si cambia: le novità in arrivo dal prossimo anno (per le nuove immatricolazioni)
Nuove regole a partire da gennaio 2026, ma vale anche per chi acquista un'auto usata

Lunedì 07 Luglio 2025 09:56
Dal 1° gennaio 2026 entrerà ufficialmente in vigore una riforma radicale del bollo auto, che interesserà principalmente i veicoli di nuova immatricolazione. Si tratta di una delle novità contenute nel 17° decreto attuativo della riforma fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all'esame delle commissioni parlamentari competenti. Obiettivo dichiarato: semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione, uniformare le regole a livello nazionale e rafforzare l'autonomia regionale.
Pagamento del bollo: addio alla scadenza unica
Per le auto immatricolate dal 2026, il bollo auto non avrà più una scadenza fissa nei tre mesi tradizionalmente previsti (aprile, agosto o dicembre), ma dovrà essere pagato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Questo significa che ogni automobilista avrà una scadenza personalizzata, che rimarrà la stessa anche negli anni successivi.
Dal 2026 ogni automobilista avrà una scadenza personalizzata, che rimarrà la stessa anche negli anni successivi
Inoltre, il pagamento sarà annuale e in un'unica soluzione: non sarà più possibile rateizzare l'importo. Le Regioni, però, avranno la facoltà di prevedere eventuali pagamenti quadrimestrali per alcune tipologie di veicoli.
Chi possiede un'auto immatricolata prima del 2026 continuerà a seguire la normativa attuale, con scadenze e modalità già previste, salvo modifiche decise dalla propria Regione di residenza. Anche in questo caso, infatti, il bollo resta un tributo regionale al 100%, e ogni amministrazione potrà decidere autonomamente tariffe, esenzioni e scadenze.
Passaggi di proprietà e veicoli usati: cosa cambia
La riforma introduce una modifica importante anche per chi acquista un'auto usata. Dal 2026, il soggetto passivo del tributo sarà individuato al primo giorno del periodo tributario, e non più all'ultimo giorno utile per il pagamento. Questo significa che l'acquirente sarà tenuto a versare subito il bollo anche se l'acquisto avviene poco prima della scadenza.
Questa novità mira a ridurre contenziosi, semplificare le procedure tra Regioni diverse e evitare richieste di rimborso da parte dei contribuenti in caso di compravendita nei giorni a ridosso della scadenza.
La riforma introduce una modifica importante anche per chi acquista un'auto usata
Semplificazioni anche per chi opera nel commercio professionale di veicoli usati. La cessione di un'auto a un rivenditore professionale interrompe l'obbligo di pagamento del bollo solo se viene regolarmente trascritta al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Viene inoltre eliminato l'obbligo del vecchio elenco quadrimestrale con i dettagli dei contratti di vendita, riducendo così gli adempimenti burocratici per gli operatori del settore e per il PRA stesso.
Fermo amministrativo: si paga comunque
Un altro cambiamento significativo riguarda i veicoli sottoposti a fermo amministrativo – le cosiddette "ganasce fiscali". Fino ad oggi, una sentenza della Corte Costituzionale del 2017 esentava dal pagamento del bollo i veicoli non utilizzabili per forza maggiore.
Ma dal 2026, questa esenzione verrà abolita: il bollo auto dovrà essere comunque pagato, anche se l'auto è soggetta a provvedimenti dell'autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione che ne impediscono l'uso.
Green, ibrido ed elettrico: cosa cambia
Al momento non ci sono modifiche sostanziali per quanto riguarda la base di calcolo del bollo auto, che rimane legata alla potenza del veicolo (kW) e alla sua classe ambientale. Resta in vigore anche il superbollo per le auto oltre i 185 kW, nonostante l'intenzione espressa in passato dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, di abolirlo.
Per i veicoli elettrici, ibridi, a GPL o metano, oggi spesso esentati dal bollo, ogni Regione potrà decidere liberamente
Per i veicoli elettrici, ibridi, a GPL o metano, oggi spesso esentati dal bollo, la partita è ancora aperta: dal 2026, ogni Regione potrà decidere liberamente se e come applicare esenzioni o sconti. Questo potrebbe portare a forti disparità territoriali, con il rischio di penalizzare alcune fasce di automobilisti e le aree meno servite.
Bollo auto, si cambia: le novità in arrivo dal prossimo anno (per le nuove immatricolazioni)
Nuove regole a partire da gennaio 2026, ma vale anche per chi acquista un'auto usata

Lunedì 07 Luglio 2025 09:56
Dal 1° gennaio 2026 entrerà ufficialmente in vigore una riforma radicale del bollo auto, che interesserà principalmente i veicoli di nuova immatricolazione. Si tratta di una delle novità contenute nel 17° decreto attuativo della riforma fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all'esame delle commissioni parlamentari competenti. Obiettivo dichiarato: semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione, uniformare le regole a livello nazionale e rafforzare l'autonomia regionale.
Pagamento del bollo: addio alla scadenza unica
Per le auto immatricolate dal 2026, il bollo auto non avrà più una scadenza fissa nei tre mesi tradizionalmente previsti (aprile, agosto o dicembre), ma dovrà essere pagato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Questo significa che ogni automobilista avrà una scadenza personalizzata, che rimarrà la stessa anche negli anni successivi.
Dal 2026 ogni automobilista avrà una scadenza personalizzata, che rimarrà la stessa anche negli anni successivi
Inoltre, il pagamento sarà annuale e in un'unica soluzione: non sarà più possibile rateizzare l'importo. Le Regioni, però, avranno la facoltà di prevedere eventuali pagamenti quadrimestrali per alcune tipologie di veicoli.
Chi possiede un'auto immatricolata prima del 2026 continuerà a seguire la normativa attuale, con scadenze e modalità già previste, salvo modifiche decise dalla propria Regione di residenza. Anche in questo caso, infatti, il bollo resta un tributo regionale al 100%, e ogni amministrazione potrà decidere autonomamente tariffe, esenzioni e scadenze.
Passaggi di proprietà e veicoli usati: cosa cambia
La riforma introduce una modifica importante anche per chi acquista un'auto usata. Dal 2026, il soggetto passivo del tributo sarà individuato al primo giorno del periodo tributario, e non più all'ultimo giorno utile per il pagamento. Questo significa che l'acquirente sarà tenuto a versare subito il bollo anche se l'acquisto avviene poco prima della scadenza.
Questa novità mira a ridurre contenziosi, semplificare le procedure tra Regioni diverse e evitare richieste di rimborso da parte dei contribuenti in caso di compravendita nei giorni a ridosso della scadenza.
La riforma introduce una modifica importante anche per chi acquista un'auto usata
Semplificazioni anche per chi opera nel commercio professionale di veicoli usati. La cessione di un'auto a un rivenditore professionale interrompe l'obbligo di pagamento del bollo solo se viene regolarmente trascritta al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Viene inoltre eliminato l'obbligo del vecchio elenco quadrimestrale con i dettagli dei contratti di vendita, riducendo così gli adempimenti burocratici per gli operatori del settore e per il PRA stesso.
Fermo amministrativo: si paga comunque
Un altro cambiamento significativo riguarda i veicoli sottoposti a fermo amministrativo – le cosiddette "ganasce fiscali". Fino ad oggi, una sentenza della Corte Costituzionale del 2017 esentava dal pagamento del bollo i veicoli non utilizzabili per forza maggiore.
Ma dal 2026, questa esenzione verrà abolita: il bollo auto dovrà essere comunque pagato, anche se l'auto è soggetta a provvedimenti dell'autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione che ne impediscono l'uso.
Green, ibrido ed elettrico: cosa cambia
Al momento non ci sono modifiche sostanziali per quanto riguarda la base di calcolo del bollo auto, che rimane legata alla potenza del veicolo (kW) e alla sua classe ambientale. Resta in vigore anche il superbollo per le auto oltre i 185 kW, nonostante l'intenzione espressa in passato dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, di abolirlo.
Per i veicoli elettrici, ibridi, a GPL o metano, oggi spesso esentati dal bollo, ogni Regione potrà decidere liberamente
Per i veicoli elettrici, ibridi, a GPL o metano, oggi spesso esentati dal bollo, la partita è ancora aperta: dal 2026, ogni Regione potrà decidere liberamente se e come applicare esenzioni o sconti. Questo potrebbe portare a forti disparità territoriali, con il rischio di penalizzare alcune fasce di automobilisti e le aree meno servite.
Addizionali Irpef, Salerno-Roma le più care,Milano paga metà
- ++ Addizionali Irpef, Salerno-Roma le più care,Milano paga metà
++ Addizionali Irpef, Salerno-Roma le più care,Milano paga metà Uil, nella capitale oltre 1.400 euro su redditi sopra 40.000 (ANSA) - ROMA, 07 LUG - Sono Salerno e Roma le città nelle quali si pagano più addizionali Irpef se si ha un reddito da 40.000 euro, subito seguite da Avellino e Napoli: tutte sopra i 1.400 euro di prelievo. Per i redditi bassi, attorno ai 20.000 euro l'anno, è invece Vibo Valentia a vincere lo scettro del caro addizionali. Nella classifica tra grandi città forte il contrasto tra i romani a basso reddito e i milanesi che pagano meno della metà perchè non hanno Irpef comunale. Il divario tra le due grandi metropoli rimane ancora altissimo anche a 40.000 euro: ai 1.542 euro versati dai romani si contrappongono i 916 versati da chi abita a Milano. A fare i conti in tasca ai cittadini, misurando il livello dell'Irpef regionale e comunale è della Uil che ha stilato varie classifiche per regioni e comuni, misurando l'impatto su due livelli di reddito: a 20.000 e a 40.000 euro (ANSA).
- Addizionali Irpef, Salerno-Roma le più care,Milano paga metà (2)
Addizionali Irpef, Salerno-Roma le più care,Milano paga metà (2) (ANSA) - ROMA, 07 LUG - La foto scattata nelle diverse tabelle ha un fattor comune: in Italia, il peso della fiscalità locale è molto disomogeneo. Cittadine e cittadini con il medesimo reddito - afferma lo studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil - pagano addizionali Irpef, comunali e regionali, nettamente diverse, a seconda del territorio in cui abitano. "Occorre una riforma della fiscalità locale- afferma il segretario generale della Uil Santo Biondo che guida il dipartimento - che introduca criteri di maggiore equità e progressività, con una protezione per le persone fragili, così come l'Italia si è impegnata a fare nel Pnrr". La prima classifica è relativa alle città metropolitane. Per i redditi bassi, quelli di 20.000 euro, si versa da un minimo di 263 euro di Milano al massimo di 607 euro di Napoli, seguita dai 606 di Roma. Se si sale a 40.000 euro, invece, è la capitale a guidare la classifica con 1.452 euro di addizionali Irpef versate, seguita da Napoli (1.428 euro), Torino (1.206 euro) Genova (1.138 euro), Bologna (1.122 euro) e Reggio Calabria (1.012 euro). Milano è sotto questa soglia a 916 euro. Fanalino di coda Cagliari a 778 euro. La classifica di tutti i capoluoghi di provincia, per il reddito di 40.000 euro vede in testa soprattutto i capoluoghi della Campania e del Lazio. Salerno è la città più onerosa (1.468 euro), seguita da Roma (1.452 euro); Avellino e Napoli (1.428 euro); Frosinone, Latina e Rieti (1.412 euro); Viterbo (1.394 euro); Benevento e Caserta (1.348 euro). La classifica cambia un po' se si guarda ai contribuenti a basso reddito: le 10 città dove si pagano addizionali più alte sono: Vibo Valentia, con 686 euro; Salerno, con 627 euro; Avellino e Napoli, con 607 euro; Roma, con 606 euro; Frosinone, Latina e Rieti con 586 euro; Viterbo, con 576 euro e Perugia, con 570 euro. A favorire i divari è anche il fatto che i cittadini con un reddito pari a 20.000 euro che risiedono a Mantova, Milano, Bolzano, Trento, Firenze ed Enna non hanno l'addizionale comunale e dunque pagano solo l'Irpef regionale. A quota 40.000 euro di reddito, invece, sono esenti solo i cittadini di Trento e Bolzano. "Ribadiamo con forza che, mai come in questa fase storica densa di trasformazioni anche sociali, il sistema fiscale del nostro Paese deve essere lo strumento principale per affermare condizioni di equità e di solidarietà, necessarie a irrobustire la coesione sociale nazionale", afferma il segretario confederale Uil Santo Biondo secondo il quale "troppo spesso queste imposte sono utilizzate per compensare i tagli lineari dei governi alla spesa corrente verso i territori, senza un corrispondente miglioramento nei servizi pubblici. Il risultato è che i cittadini, in particolare quelli a reddito medio-basso, pagano di più per ricevere meno". Da qui l'esigenza di una riforma delle fiscalità locale "affinché l'utilizzo del prelievo locale sia trasparente e tracciabile rispetto al finanziamento dei servizi di cittadinanza quali sanità, istruzione, diritto allo studio, trasporto pubblico e assistenza". (ANSA). 2025-07-07T13:04:00+02:00 CHO ANSA per CAMERA07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 25 26 27 34 https://trust.ansa.it/f8cd1395cab529162bc988cf533fa15b301e07e0ba1f7d645ae63f89c59a6a2b
Fisco: Uil, su tasse locali forte disomogeneita' territoriale
Fisco: Uil, su tasse locali forte disomogeneita' territoriale
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 07 lug - "Il peso della fiscalità locale è molto disomogeneo. Cittadine e cittadini con il medesimo reddito pagano addizionali Irpef, comunali e regionali, nettamente diverse, a seconda del territorio in cui abitano". Lo evidenzia lo studio, realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, considerando due fasce di reddito relative, rispettivamente, a 20.000 e a 40.000 euro. Analizzando le città metropolitane, sommando l'addizionale comunale a quella regionale, si evince che un cittadino con un reddito pari a 20.000 euro, versa da un minimo di 263 euro, se abita a Milano, sino a un massimo di 607 euro, se abita a Napoli; se la fascia di reddito è pari a 40.000 euro, si va dai 778 euro di Cagliari ai 1.452 euro di Roma.
bab
(RADIOCOR) 07-07-25 12:59:22 (0339)PA 5 NNNN
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 07 lug - "Il peso della fiscalità locale è molto disomogeneo. Cittadine e cittadini con il medesimo reddito pagano addizionali Irpef, comunali e regionali, nettamente diverse, a seconda del territorio in cui abitano". Lo evidenzia lo studio, realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, considerando due fasce di reddito relative, rispettivamente, a 20.000 e a 40.000 euro. Analizzando le città metropolitane, sommando l'addizionale comunale a quella regionale, si evince che un cittadino con un reddito pari a 20.000 euro, versa da un minimo di 263 euro, se abita a Milano, sino a un massimo di 607 euro, se abita a Napoli; se la fascia di reddito è pari a 40.000 euro, si va dai 778 euro di Cagliari ai 1.452 euro di Roma.
bab
(RADIOCOR) 07-07-25 12:59:22 (0339)PA 5 NNNN
DAZI: BONELLI, 'MELONI VENDE ITALIA A BUSINESS DI TRUMP' =
ADN0445 7 POL 0 ADN POL NAZ DAZI: BONELLI, 'MELONI VENDE ITALIA A BUSINESS DI TRUMP' = 'ennesimo ricatto, governo in sudditanza' Roma, 7 lug. (Adnkronos) - "Donald Trump, con la lettera che oggi alle 18 verrà inviata a Bruxelles, lancia l'ennesimo ricatto contro l'Unione europea: dal 1° agosto, se non si raggiungerà un accordo con gli Stati Uniti nei prossimi giorni, i dazi - fino al 50% - annunciati ad aprile e poi sospesi entreranno in vigore senza più rinvii. Un ultimatum che colpisce anche l'Italia, umiliata due volte: prima costretta a comprare gas liquido e armi dagli Stati Uniti a prezzi astronomici, ora di nuovo sotto minaccia commerciale. E mentre Trump detta condizioni, il governo Meloni si affretta a rassicurare Washington con Lollobrigida che parla di un 'tavolo con gli Usa' per non compromettere il rapporto. Altro che sovranismo: siamo alla sudditanza politica, economica e strategica". Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi sinistra e co-portavoce di Europa verde. "Grave che la premier Meloni abbia definito i dazi del 10% una 'giusta mediazione': difendere l'industria italiana significa opporsi al protezionismo, non giustificarlo. Dopo aver sostenuto in sede G7 l'esenzione fiscale per le multinazionali americane, rinunciando alla global tax, ora tace di fronte al diktat americano. Questa non è difesa dell'interesse nazionale: è resa politica", conclude Bonelli. (Poc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 07-LUG-25 13:04
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