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lunedì 14 luglio 2025

 

Ottima analisi di Salvo Ardizzone e Giacomo Gabellini.

Sono gli unici che in Italia fanno analisi del genere

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L'attacco missilistico condotto la scorsa settimana da israele nel cuore di Beirut attesta una ri-focalizzazione delle attenzioni del governo Netanyahu sul Libano. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa turca «Anadolu», l'ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia e inviato speciale in Siria Tom Barrack avrebbe sottoposto al governo libanese un progetto politico finalizzato al disarmo di Hezbollah. L'attuazione del piano rappresenterebbe una tappa cruciale verso la "normalizzazione" del Libano propedeutica all'adesione del Paese agli Accordi di Abramo, a cui sta avvicinandosi anche la Siria di al-Jolani in seguito alla revoca delle sanzioni disposta dall'amministrazione Trump. La quale continua a lavorare per il confezionamento di un accordo tra il governo Netanyahu e Hamas. Secondo il presidente Trump, per di più, l'Iran avrebbe già accettato di riprendere il dialogo bilaterale con gli Stati Uniti. Senonché, fonti interne al governo di Teheran hanno riferito all'emittente «Press Tv» che «il regime [israeliano] cerca la guerra, e dubitiamo che Trump si opporrebbe. Noi, in ogni caso, siamo in uno stato di piena prontezza operativa». L'Iran si sta quindi preparando, come si evince dalla recente intesa, rivelata da «Middle East Eye», in base alla quale Pechino ha rifornito Teheran di sistemi antimissilistici in cambio di carichi di petrolio iraniano, oltre che di velivoli J-10. Parliamo di tutto questo assieme a Salvo Ardizzone, consulente societario e saggista specializzato in questioni mediorientali.

🇩🇪🇪🇺 MERZ: "DAZI USA AL 30% COLPIREBBERO L'INDUSTRIA TEDESCA FINO AL MIDOLLO" 
Fonte: Bloomberg 
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che la minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di dazi del 30% colpirà gli esportatori della più grande economia europea "fino al midollo", se non si riuscirà a trovare una soluzione negoziata nel conflitto commerciale nelle prossime settimane.
Se ciò dovesse accadere, il governo tedesco potrebbe dover posticipare parte dei suoi sforzi di politica economica, ha detto Merz all'emittente pubblica ARD in un'intervista di domenica. "Questo metterebbe in ombra tutto e colpirebbe l'industria delle esportazioni tedesca fino al midollo".

Merz ha detto che si sta coordinando strettamente con gli altri leader dell'UE per garantire che tariffe di tale portata non vadano avanti. "Ciò richiede due cose: unità nell'Unione europea e buone linee di comunicazione con il presidente americano", ha aggiunto il leader conservatore.
Alla domanda se la Germania sostenga le contro-tariffe contro gli Stati Uniti, Merz ha risposto: "Sì, ma non prima del 1° agosto". Il cancelliere ha detto di aver discusso intensamente la questione durante il fine settimana sia con il presidente francese Emmanuel Macron che con il capo della Commissione europea Ursula von der Leyen, oltre a una telefonata con Trump venerdì.
"Vogliamo usare questo tempo ora, queste due settimane e mezzo fino ad agosto, per trovare una soluzione", ha detto Merz. "Sono davvero impegnato su questo".

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🚨🇺🇸 L'EX VICEMINISTRO DELLE FINANZE CINESE ZHU GUANGYAO AVVERTE: GLI USA SI AVVIANO AD IMPLEMENTARE BRETTON WOODS 3

📌 Nel 2024, per la prima volta nella storia, gli interessi sul debito pubblico USA (1.000 mld $) hanno superato la spesa militare (895 mld $). Con un disavanzo commerciale di oltre 1.000 mld $, il peso sui conti pubblici è enorme.

‼️ A giugno, gli USA hanno avviato quattro misure chiave per contenere la crisi:

1️⃣ Riacquisto record di titoli di Stato (10 mld $ il 3 e 10mld $ il 10 giugno) per alleggerire la pressione sul mercato obbligazionario;

2️⃣ Allentamento della regolamentazione: la Fed ha approvato la revisione dell'eSLR, liberando 1.000 mld $ in liquidità e ipotizzando ulteriori esenzioni;

3️⃣ Rivalutazione dell'oro: le 8.300 tonnellate di riserve USA, oggi registrate a 42,22 $/oz (prezzo del 1973), potrebbero valere quasi 1.000 mld $ se rivalutate al prezzo di mercato (>2.400 $/oz);

4️⃣ GENIUS Act: svolta epocale verso una nuova fase del sistema di Bretton Woods basata su stablecoin in dollari USA.

💵 GLI STABLECOIN COME MOLTIPLICATORE DEL DOLLARO

📌 Gli stablecoin USA dovranno essere interamente garantiti 1:1 dai dollari, sotto forma di contanti o Treasury con scadenza ≤ 93 giorni, saranno emessi solo da soggetti registrati negli Stati Uniti, con controllo e supervisione normativa totale.

🎯 L'obiettivo dichiarato è ridurre il costo del debito, consolidare la leadership USA nelle risorse digitali e stabilizzare il dominio del dollaro, il cui uso come valuta di riferimento nel commercio globale si trova oggi in una fase di decisa decadenza.

⚠️ Le stablecoin diventano così uno strumento di politica economica sovrana, un'estensione diretta della potenza americana nel mondo digitale e, per estensione, in quello reale.

🧩 In gioco c'è il controllo sulla terza fase del sistema di Bretton Woods, il tempo per le risposte coordinate da parte degli altri governi stringe.

Fonte

@IlTridentino

DAZI: RENZI, 'TRUMP DICHIARA GUERRA A EUROPA, SOVRANISTI ALLE VONGOLE ZITTI' =

LAB0033 7 LAV 0 LAB LAV NAZ DAZI: RENZI, 'TRUMP DICHIARA GUERRA A EUROPA, SOVRANISTI ALLE VONGOLE ZITTI' = Roma, 14 lug. (Labitalia) - "Dazi al 30% e dunque Trump dichiara guerra (commerciale) all'Europa. Chi negli ultimi mesi ha esaltato quotidianamente l'importanza della 'relazione speciale' tra Meloni e Trump oggi ha perso la voce. Muto all'improvviso. E del resto stanno tutti zitti i sovranisti alle vongole, tutti zitti quelli che dicevano che i dazi sono una opportunità, tutti zitti quelli che dicevano 'Tranquilli, ci pensa Giorgia'". Lo scrive sabato sui social Matteo Renzi. "Spero che gli imprenditori di questo Paese si sveglino dalla cotta che hanno preso per un governo incapace e ininfluente - aggiunge ancora il leader di Italia viva -. Spero che l'Europa si svegli, ora o mai più, uscendo dal letargo della burocrazia. E spero che chi per mesi ha occupato le Tv e i media con la litania del 'Giorgia Meloni è l'amica del cuore di Trump' stiano facendo le valigie per andare in ferie. Qualche settimana al mare, certo. E soprattutto qualche mese lontani dalle redazioni, dai talk, dai social. Alle ultime politiche hanno vinto i sovranisti ma il sovranismo uccide l'Italia che produce. A noi servono la libertà, la globalizzazione, gli accordi commerciali. Il contrario cioè di quello che vogliono Trump e i suoi servi inutili italiani". "Dopo mille giorni di governo sovranista l'Italia di Meloni è più povera e ingarbugliata di prima. E chi lo nega mente", conclude Renzi. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 14-LUG-25 10:02  

DAZI: BONELLI, 'TRUMP DICHIARA GUERRA AL MONDO E VUOLE DARCI CIBO USA CARICO DI VELENI' =

LAB0036 7 LAV 0 LAB LAV NAZ DAZI: BONELLI, 'TRUMP DICHIARA GUERRA AL MONDO E VUOLE DARCI CIBO USA CARICO DI VELENI' = Roma, 14 lug. (Labitalia) - "Alla fine l'ha fatto! Trump come un estorsore e dichiarando guerra al mondo intero, ha firmato la lettera per l'introduzione di dazi al 30% sull'Europa, creando le condizioni per un disastro economico e sociale. Ora l'Europa deve reagire con controdazi sui prodotti americani e tassare i profitti delle Big Tech. Il governo Meloni blocchi subito la promessa di acquisti di Gnl e armi Usa fatta a Trump nell'incontro avuto a Washington lo scorso aprile". Lo ha detto sabato Angelo Bonelli, deputato Avs e co- portavoce di Europa Verde, che prosegue: ''Questa destra globale vuole impoverire la nostra economia e il nostro popolo, e Giorgia Meloni non è in grado di difendere gli interessi nazionali, avendo dimostrato di essere la procuratrice degli affari di Trump in Italia e in Europa". "Quello che vuole Trump -ha avvertito Bonelli- è portare i prodotti americani come carne e alimentari, pieni di ormoni e pesticidi che in Europa sono vietati a tutela della salute. Quei prodotti li mangi Trump! Per questo motivo, nei mesi scorsi abbiamo lanciato :https://trumptax.eu/, per una scelta consapevole negli acquisti. Meloni non può più fuggire venga in parlamento a riferire perché la sua politica estera è stata un fallimento tra bresaola e genuflessioni'', ha concluso Bonelli. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 14-LUG-25 10:06  
⚠️💥 ⚠️ IL POTERE SCONFINATO DELLE BIG TECH: HANNO PROVATO A VIETARE OGNI REGOLAMENTAZIONE SULL'AI PER DIECI ANNI
Una moratoria di 10 anni per impedire ogni regolamentazione dell'AI – infilata nel disegno di legge di Trump, e poi cancellata in extremis

Hanno tentato di farlo passare di nascosto, in una legge infinita, la One Beautiful Big Bill: un emendamento che avrebbe vietato per 10 anni a qualunque Stato o ente politico americano di regolare l'intelligenza artificiale.
Avete capito bene: dieci anni di libertà totale per le Big Tech, senza alcuna possibilità di porre limiti o vincoli agli algoritmi, ai deepfake, ai bias nei tribunali, all'uso dell'AI per manipolare i contenuti o peggio il lavoro.
Fortunatamente, grazie alla pressione di alcuni senatori, l'emendamento è stato cancellato all'ultimo minuto con un voto quasi unanime (99 a 1). Ma il solo fatto che sia stato proposto dimostra le vere intenzioni della Silicon Valley: nessuna regola, solo profitto e controllo.
Mentre in Europa si approva l'AI Act, in USA alcuni Stati stanno già cercando di proteggersi, come California e Colorado, emanando leggi locali per frenare gli abusi.
E mentre si provava a vendere la deregulation in cambio di 500 milioni in infrastrutture, senatori americani come J.D. Vance attaccano l'Europa per la sua regolamentazione troppo "soffocante".

Intanto, nel silenzio generale, Elon Musk continua a consolidare il suo potere sull'intelligenza artificiale. Secondo il Wall Street Journal, SpaceX ha appena investito 2 miliardi di dollari nella sua società xAI, una cifra che rappresenta quasi la metà dell'ultima raccolta fondi del produttore del chatbot Grok. Musk ha già fuso xAI con la piattaforma X (ex Twitter), creando un ecosistema chiuso dove il controllo della tecnologia e della narrazione vanno di pari passo.

Ma perché le Big Tech vogliono a tutti i costi evitare ogni regola?
Perché l'AI non è solo tecnologia. È potere decisionale, manipolazione, controllo sociale.
E oggi più che mai, il rischio è che diventi uno strumento di dominio totale, mentre ci distraggono con la narrativa della "collaborazione globale".

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