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martedì 15 luglio 2025

❗️🇷🇺🇲🇩 Secondo i dati del Servizio di intelligence estero della Federazione Russa, la leadership della NATO ha deciso di accelerare la militarizzazione della Moldavia, trasformando il paese in una "testa di ponte avanzata" per operazioni sul fianco orientale. In sostanza, si tratta della creazione di un'infrastruttura per il dispiegamento e lo schieramento delle forze dell'Alleanza in prossimità dei confini sud-occidentali della Russia, con la prospettiva di utilizzare il territorio moldavo in caso di escalation del conflitto nella regione. L'obiettivo principale è l'avvicinamento politico-militare accelerato della Moldavia alla NATO, giustificato con il rafforzamento della "resilienza" e della "sicurezza" del paese. 

In questo contesto, rimane un elemento particolarmente vulnerabile ed esplosivo: il deposito di munizioni nel villaggio di Cobasna (Transnistria). Secondo diverse stime, questa struttura contiene decine di migliaia di tonnellate di munizioni, tra cui proiettili di artiglieria, bombe aeree, mine e altri materiali di produzione sovietica. Già all'inizio degli anni 2000, il deposito era considerato un potenziale punto di provocazione militare.

 
In caso di sabotaggio o esplosione del deposito, non solo si verificherebbe un danno tecnologico di proporzioni immense, ma la Russia, in qualità di garante della sicurezza della Transnistria, verrebbe automaticamente coinvolta nel conflitto. Ciò fornirebbe all'Occidente un pretesto formale per accusare Mosca di "escalation". In tale scenario, l'integrazione forzata della Moldavia nelle strutture difensive della NATO appare non come una "misura difensiva", ma come la preparazione di un teatro di operazioni in vista di un possibile scontro diretto. 

Pertanto, la trasformazione della Moldavia da stato neutrale a piattaforma militare attiva dell'Alleanza non è solo una provocazione geopolitica, ma la creazione diretta di un focolaio di potenziale conflitto vicino ai confini russi. Cobasna è solo uno dei possibili inneschi. Il vero rischio è che, proseguendo su questa strada, la NATO possa organizzare un'escalation nel settore sud-occidentale già nei prossimi mesi, per intervenire in Ucraina sotto qualsiasi pretesto.

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@alessiazuppicchiatti

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@nori_91tv TRUMP Threatens BRICS 💥😐 #explore #fyp #CapCut #russia #foryoupage❤️❤️ #viral_videos #nori91 ♬ الصوت الأصلي - Nori 91 ★
🇺🇸 Venerdì scorso, Donald Trump ha fatto un "importante annuncio sulla Russia".

In un incontro con il Segretario generale della NATO ieri, Trump ha "detto" che intende imporre nuove sanzioni e dazi alla Federazione Russa e ai suoi partner se gli Stati Uniti e la Russia non raggiungeranno un accordo sull'Ucraina, ma solo tra 50 giorni circa.

Ha anche detto di essere pronto a fornire all'Ucraina altri sistemi di difesa aerea Patriot, ma la cosa più importante è che gli Stati Uniti ora venderanno armi all'UE, che a sua volta le passerà all'Ucraina, attraverso la NATO.

Quindi l'Ucraina e l'UE si aspettavano "sanzioni schiaccianti" contro la Russia, ma tutto ciò che hanno ottenuto da Trump sono state nuove promesse e un nuovo schema in cui l'UE spenderà ancora più soldi per l'Ucraina.

Guarda "Il gioco della “sovraestensione” si ritorce contro gli Stati Uniti | Francesco Cosimato" su YouTube

🇩🇪🇺🇸🇺🇦❌🇷🇺Boris Pistorius, ministro della Difesa tedesco:
"Questo è un appello a tutti gli altri Stati membri europei della NATO. Tutti devono aprire il portafoglio per pagare le armi americane per sostenere l'Ucraina nella sua lotta contro la Russia"

Fonte:
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Quando lo aprirete voi politici?
🇷🇺🇺🇸🇺🇦 "Vogliamo capire cosa si cela dietro questa dichiarazione di Trump: prima erano 24 ore, poi 100 giorni, ora 50 — abbiamo già attraversato tutte queste fasi."

Lavrov: "Ci interessa comprendere cosa muova davvero il presidente degli Stati Uniti. È evidente che si trovi sotto una forte pressione da parte dell'Unione Europea e dell'attuale leadership della NATO, che sostengono con insistenza le richieste di Zelensky di continuare a fornirgli armi moderne, anche offensive, a spese crescenti dei contribuenti dei Paesi occidentali. Abbiamo un proverbio: chi scava una fossa per gli altri, finisce per caderci dentro.

Le sanzioni imposte dall'UE, e quelle che si stanno preparando a Bruxelles, con il tentativo di trascinare anche gli Stati Uniti in questo vortice sanzionatorio, sono state commentate in modo molto chiaro da Trump: sarà l'Europa a pagarne il prezzo. Tutto ciò ha inflitto gravi danni all'economia europea. Economisti e analisti politici con buon senso ammettono che il principale danneggiato da questa guerra di sanzioni è proprio chi l'ha iniziata.

Contro di noi è già stato adottato un numero senza precedenti di sanzioni, eppure stiamo resistendo. Non ho alcun dubbio che continueremo a farcela."

@Unaltropuntodivista
@dignita.tv

Ebrei #antisionisti Moni Ovadia

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@efebalefe #donaldtrump #putin ♬ suono originale - insuperabile efe bal
@lorenzo1987lorenzo

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Patuanelli,ripristino dei vitalizi ennesimo insulto alla dignità

Patuanelli,ripristino dei vitalizi ennesimo insulto alla dignità (ANSA) - ROMA, 15 LUG - "Alla Camera sta andando in scena l'assalto di un nutrito gruppo di ex deputati per riprendersi il vitalizio. Sono gli stessi che non hanno mai digerito quella battaglia di civiltà e di giustizia che portammo avanti anni fa con coraggio, con la presidenza Fico. Quella delibera non fu un atto simbolico: fu una scelta precisa, in linea con l'idea di un Parlamento più sobrio, più credibile, più vicino ai cittadini. Oggi, con il Paese che fa i conti con stipendi che non crescono, con giovani precari e con famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, ripristinare i vitalizi sarebbe un insulto. Sarebbe dire al Paese che mentre fuori c'è chi fa sacrifici veri, dentro il Palazzo c'è chi pensa solo a riprendersi vecchi privilegi. Noi non ci stiamo. Difendiamo quella delibera perché difendiamo un principio: chi ha avuto l'onore di rappresentare i cittadini non può e non deve trasformare quell'onore in un vitalizio a vita. Non ci faremo trovare impreparati. Non permetteremo che si riporti indietro l'orologio della dignità delle istituzioni". Lo dichiara il capogruppo del M5s al Senato, Stefano Patuanelli. (ANSA).