9CO1686189 4 EST ITA R01 UCRAINA, PESKOV: EUROPA MANIFESTA FEROCE UMORE MILITARISTA (9Colonne) Roma, 16 lug - "Lo stato emotivo in Europa rasenta ormai l'inadeguatezza", gli europei "manifestano un feroce umore militarista"; in questo contesto, "è difficile fare previsioni sulla fornitura di armi occidentali all'Ucraina". Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Secondo Peskov, l'Europa vuole estendere "ulteriormente la continuazione della guerra". (deg) 161058 LUG 25
Inizio pubblicazioni 22 agosto 2003 Notizie flash dall'Italia e dal mondo. DAL 2003 ININTERROTTAMENTE E OLTRE 100MILA INFORMAZIONI TOTALMENTE GRATUITE-
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mercoledì 16 luglio 2025
Vieni avanti Cremlino
Di Marco Travaglio
Dopo le rentrée, l'anno scorso, della soprano Anna Netrebko alla Scala e del direttore d'orchestra russo Valerij Gergiev a Ravello, si sperava che la ridicola ondata russofoba seguita all'invasione dell'Ucraina fosse finita. E che si tornasse a ragionare con la testa, anziché col deretano, sulla differenza fra un governo e un popolo. Inclusi gli artisti, ai quali va chiesto solo di esibire il loro talento, a prescindere dalle idee politiche, che sono affari loro (poi vorremmo vederli, i nostri intrepidi dissidenti da divano, sfidare Putin a Mosca rischiando la pelle, visto che passano il tempo a leccare il potere persino in Italia rischiando di moltiplicare stipendi e prebende). Invece le Sturmtruppen han ripreso a delirare. Gergiev, cacciato dalla Scala nel 2022, riaccolto a Ravello nel '24 e ora invitato a Caserta, non deve esibirsi: l'ha ordinato l'ambasciata di Kiev in stereo coi trombettieri Calenda, Picierno, Sensi, Gelmini&C. Non poteva mancare Rep, che otto mesi fa turibolava la Natrebko "regina della lirica, soprano russa senza confronti, voce da brivido, piglio da diva e carisma ammaliante… scoperta dal geniale direttore Gergiev" e ora pubblica una paginata delirante della povera vedova Navalny. Che rimprovera a Gergiev persino "un concerto di propaganda sulle rovine della storica Palmira in Siria". Ma Palmira e il suo sito archeologico erano stati occupati e distrutti dall'Isis e la riconquista russa fu salutata in Occidente come un trionfo contro il terrorismo. Persino il "liberale" Giuli vede nel concerto con Gergiev una "cassa di risonanza della propaganda russa". Scemenze che si aggiungono al corso di Nori sul noto putiniano Dostoevskij annullato dalla Bicocca, ai balletti di Cajkovskij – altro complice del Cremlino – cancellati dai teatri, agli autori russi banditi dalla Fiera del libro per ragazzi, agli atleti russi e bielorussi fatti fuori da Olimpiadi e Paralimpiadi, alla quercia di Turgenev espulsa dal concorso Albero dell'Anno, alla Russia estromessa dalle celebrazioni per la liberazione di Auschwitz (noto merito delle truppe ucraino-americane), al Moscow mule ribattezzato Kiev mule, ai gatti russi squalificati dalle fiere internazionali feline per evitare cybermiagolii da guerra ibrida.
Per la cronaca, a Caserta si esibirà anche il direttore d'orchestra israeliano Daniel Oren che nel 1982, dopo la strage di Sabra e Chatila nel Libano occupato da Israele, fu pesantemente insultato al teatro San Carlo di Napoli. Ma stavolta, per fortuna, nessuno dei fanatici che affibbiano a Gergiev le colpe di Putin si sogna di accollare a lui quelle di Netanyahu. Ora Gergiev e Oren potrebbero proporre agli organizzatori un piccolo ritocco al cartellone e dirigere insieme l'unica opera davvero in linea con i tempi: i "Pagliacci".
martedì 15 luglio 2025
🔴🇺🇸🇷🇺 Gli esperti hanno messo in dubbio la credibilità della minaccia del signor Trump di introdurre dazi del 100% per i partner commerciali della Russia, nel caso in cui il Presidente russo Vladimir Putin non dovesse accettare un cessate il fuoco entro 50 giorni.
Il volume degli scambi commerciali tra la Cina e la Russia — quasi 250 miliardi di dollari all'anno, incluse ingenti importazioni di petrolio — significa che l'attuazione di tale minaccia costringerebbe Trump a una contrapposizione con Pechino. Gli analisti ritengono improbabile che Trump rischi di riaccendere una contrapposizione con la seconda economia più grande del mondo per l'Ucraina, un Paese il cui destino, come ha recentemente affermato, non è di importanza cruciale per gli Stati Uniti - New York Times
UCRAINA, PESKOV: DICHIARAZIONI TRUMP SONO MOLTO GRAVI
9CO1685761 4 EST ITA R01 UCRAINA, PESKOV: DICHIARAZIONI TRUMP SONO MOLTO GRAVI (9Colonne) Roma, 15 lug - "Le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sono molto gravi, alcune sono rivolte personalmente al Presidente Putin. Abbiamo sicuramente bisogno di tempo per analizzare quanto detto a Washington". Così il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. (deg) 151159 LUG 25
UCRAINA, PESKOV: DICHIARAZIONI TRUMP SONO MOLTO GRAVI (2)
9CO1685766 4 EST ITA R01 UCRAINA, PESKOV: DICHIARAZIONI TRUMP SONO MOLTO GRAVI (2) (9Colonne) Roma, 15 lug - A detta del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dalle dichiarazioni dei suoi leader si evincerebbe che "l'Europa preferirebbe assistere a un'escalation di azioni militari piuttosto che a una transizione verso un regime pacifico". Secondo Peskov, in merito alle parole di Trump che ha dato a Putin 50 giorni di tempo per fermare il conflitto promettendo armi al paese invaso tramite l'acquisto da parte dell'Alleanza atlatica, "Per ora, una cosa può essere detta inequivocabilmente: sembra che una tale decisione, presa a Washington, nei paesi della NATO e direttamente a Bruxelles , sia percepita dalla parte ucraina non come un segnale di pace, ma come un segnale per continuare la guerra". (segue) 151208 LUG 25
UCRAINA, PESKOV: DICHIARAZIONI TRUMP SONO MOLTO GRAVI (3)
9CO1685768 4 EST ITA R01 UCRAINA, PESKOV: DICHIARAZIONI TRUMP SONO MOLTO GRAVI (3) (9Colonne) Roma, 15 lug - In ogni caso, ha aggiunto Peskov, "Vorrei qui ribadire che abbiamo ripetutamente affermato a vari livelli, incluso quello più alto, di essere in attesa di proposte dalla parte ucraina sulla tempistica del terzo round di negoziati diretti russo-ucraini. Manteniamo la nostra disponibilità; non abbiamo ancora ricevuto proposte dalla parte ucraina". (deg) 151208 LUG 25
==Ucraina: Peskov, decisione Usa spinge Kiev a continuare guerra =
AGI0245 3 EST 0 R01 / ==Ucraina: Peskov, decisione Usa spinge Kiev a continuare guerra = (AGI/Interfax) - Mosca, 15 lug.- Secondo il Cremlino, "Kiev interpreta le decisioni prese a Washington e in altre capitali della Nato come un messaggio a continuare la guerra piuttosto che a cercare la pace". Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov. (AGI) Vqv 151219 LUG 25
== Ucraina: Peskov, Putin rispondera' a Trump solo se necessario =
AGI0249 3 EST 0 R01 / == Ucraina: Peskov, Putin rispondera' a Trump solo se necessario = (AGI/Interfax) - Mosca, 15 lug.- Il presidente Vladimir Putin commentera' le ultime dichiarazioni di Donald Trump solo se "lo riterra' necessario". Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov. (AGI)Vqv 151221 LUG 25
🇷🇺🇺🇸🇺🇦 "E adesso se n'è andato anche il negoziatore" — Lavrov sul rinvio del terzo round di negoziati e sui cambiamenti nella delegazione ucraina dovuti alla partenza dell'ex ministro della Difesa ucraino Umerov.
"Loro conoscono perfettamente la nostra posizione, gliel'abbiamo comunicata, riguardo alla presunta esauribilità del formato. Il formato non è affatto esaurito. Hanno cercato di far credere che il livello della nostra delegazione non fosse adeguato. E ora ecco il livello della delegazione ucraina: sta per cambiare. Umerov, l'ex ministro della Difesa, parte per raggiungere la sua famiglia negli Stati Uniti in qualità di ambasciatore.
E, capite, il terzo round di negoziati, che avevamo proposto di avviare nella settimana del 22 giugno, finora non viene nemmeno menzionato in alcuna dichiarazione ufficiale ucraina, né nei consigli che ricevono dai loro supervisori occidentali.
E ora anche il negoziatore se n'è andato."
@Unaltropuntodivista video https://t.me/IvanPetric55/37701
UCRAINA: PESKOV, 'DA TRUMP PAROLE MOLTO SERIE SU PUTIN, PRENDIAMO NOTA' =
LAB0164 7 LAV 0 LAB LAV NAZ UCRAINA: PESKOV, 'DA TRUMP PAROLE MOLTO SERIE SU PUTIN, PRENDIAMO NOTA' = Roma, 15 lug. (Labitalia) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto ''dichiarazioni molto serie che riguardano personalmente il presidente Putin'' e la Russia ''ne prende nota''. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di un briefing, affermando che Mosca si ''prende tempo per analizzare attentamente la retorica'' di Trump. "Le ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sono molto serie. C'è qualcosa che riguarda personalmente il presidente Putin", ha detto Peskov. "Avremo sicuramente bisogno di tempo per analizzare la retorica di Washington", ha aggiunto. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 15-LUG-25 13:45
- >ANSA-FOCUS/ Putin per ora tace, 'ma non cederà alle minacce'
>ANSA-FOCUS/ Putin per ora tace, 'ma non cederà alle minacce' Lavrov ricevuto da Xi, si rafforza l'asse tra Mosca e Pechino (di Alberto Zanconato) (ANSA) - MOSCA, 15 LUG - Putin non commenta pubblicamente, non volendo mettere a repentaglio l'ambiguo rapporto instaurato con Donald Trump. Il presidente russo ha "bisogno di tempo per analizzare ciò che è stato detto" dal tycoon, fa sapere il Cremlino. Ma fonti a lui vicine, citate dalla Reuters, dicono che il leader russo non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro in Ucraina, nemmeno di fronte alla minaccia delle sanzioni americane. Il presidente russo, insomma, rimane imperturbabile e intende continuare a combattere fino a che l'Occidente non accetterà le sue condizioni per la pace, hanno affermato tre intervistati con accesso al vertice del potere. Le sue richieste territoriali, anzi, potrebbero ampliarsi con l'avanzata delle forze russe che anche nelle ultime ore, secondo quanto affermato dal ministero della Difesa, hanno conquistato due villaggi nella regione del Donetsk. Per il capo del Cremlino, quindi, l'economia e le forze armate russe sono abbastanza forti da resistere a ulteriori misure occidentali. "La Russia sta già affrontando un numero senza precedenti di sanzioni, ma non ho dubbi che ce la faremo", ha confermato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov. Il capo della diplomazia di Mosca parlava dalla Cina, dove ha concluso una missione volta a rafforzare i legami con due alleati chiave in questo delicato frangente. Dapprima ha incontrato a Pyongyang il leader nordcoreano Kim Jong-un, che gli ha già fornito migliaia di soldati nella durissima battaglia per respingere oltre frontiera le truppe d'invasione ucraine nella regione del Kursk. E ora si è impegnato ad inviare contingenti di sminatori per bonificare un territorio che gli ucraini hanno infestato di mine. Poi Lavrov ha visto a Pechino il presidente cinese Xi Jinping, che ha ribadito la vicinanza alla Russia affermando che i due Paesi devono "rafforzare il loro sostegno reciproco". La Cina, che non ha mai ammesso alcun aiuto militare a Mosca, si è schierata apertamente contro le nuove sanzioni minacciate da Trump, che la colpirebbero direttamente. Il presidente Usa si riserva infatti di introdurre dazi del 100% ai partner commerciali della Russia se non si arriverà ad un accordo di pace in Ucraina entro 50 giorni. E Pechino, con un interscambio di 240 miliardi di dollari con Mosca, è tra i principali importatori di petrolio russo, da cui derivano buona parte delle entrate utilizzate per finanziare lo sforzo bellico. La Repubblica popolare "si oppone fermamente a qualsiasi sanzione unilaterale illegale" ed è convinta che "la coercizione e le pressioni non portino da nessuna parte", ha chiarito il ministero degli Esteri. Lavrov, del resto, si è detto sicuro che i partner della Russia non l'abbandoneranno, perché non rinunceranno "alla loro politica indipendente". D'altro canto il ministro degli Esteri russo ha assolto Trump da ogni sospetto di cercare una sconfitta della Russia in Ucraina. Secondo Lavrov, sono piuttosto "la Nato e l'Unione europea" che stanno esercitando "una enorme e inappropriata pressione" sull'inquilino della Casa Bianca per convincerlo a continuare le forniture di armi a Kiev allo scopo di prolungare il conflitto. E' la stessa attenzione ad evitare la rotta di collisione con Trump a dettare le parole del portavoce del Cremlino. Putin commenterà l'annuncio del tycoon "se e quando lo riterrà necessario", ha dichiarato Dmitry Peskov. Che poi evita i toni polemici anche commentando quanto scritto dal Washington Post su un presunto incoraggiamento di Trump al presidente ucraino Volodymyr Zelensky a bombardare Mosca e San Pietroburgo. A volte, commenta il portavoce, ci sono false notizie diffuse "anche da quelle pubblicazioni che prima consideravamo molto rispettate". (ANSA).
🇺🇸🇺🇦 "Dichiarazione minacciosa di Trump": Finalmente un po' di concretezza - Patriot...
"17 sistemi" corrispondono esattamente al numero di veicoli che compongono una batteria da 8 lanciatori (PU).
Considerando le macchine di ricarica con un rapporto di 1 ogni 4 PU.
Al momento non possiamo affermarlo con certezza, ma sembra che Trump sia pronto a fornire un complesso di batteria completo del sistema "Patriot".
In linea di principio, avrà il suo effetto. Ma non direi che sia tanto. Kiev chiaramente si aspettava di più.
D'altra parte, dopo le sue dichiarazioni, non poteva certo fornire meno di un complesso di batteria completo.
E un'altra importante osservazione di Trump: "una parte significativa di questi sistemi sarà poi sul campo di battaglia".
Ciò significa non tutti, ma la maggior parte. E qui bisogna ricordare che finora a Kiev sono stati forniti solo complessi di batteria ridotti (da 4 PU, invece di 8 PU). Che solitamente disponevano negli aeroporti vicino a Kiev.
Quindi è logico supporre che Kiev riceverà ancora lo stesso tipo di complesso ridotto, mentre gli altri lanciatori andranno agli europei per sostituire quelli che hanno già fornito a Kiev in cambio di quelli distrutti dai nostri recenti attacchi. In questo caso, tutte le parole di Trump e la logica coincidono.
Jurij Podoljaka
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"17 sistemi Patriot pronti per essere inviati in Europa, una parte significativa di questi sistemi sarà poi schierata sul campo di battaglia", ha dichiarato Trump...
"17 sistemi" corrispondono esattamente al numero di veicoli che compongono una batteria da 8 lanciatori (PU).
Considerando le macchine di ricarica con un rapporto di 1 ogni 4 PU.
Al momento non possiamo affermarlo con certezza, ma sembra che Trump sia pronto a fornire un complesso di batteria completo del sistema "Patriot".
In linea di principio, avrà il suo effetto. Ma non direi che sia tanto. Kiev chiaramente si aspettava di più.
D'altra parte, dopo le sue dichiarazioni, non poteva certo fornire meno di un complesso di batteria completo.
E un'altra importante osservazione di Trump: "una parte significativa di questi sistemi sarà poi sul campo di battaglia".
Ciò significa non tutti, ma la maggior parte. E qui bisogna ricordare che finora a Kiev sono stati forniti solo complessi di batteria ridotti (da 4 PU, invece di 8 PU). Che solitamente disponevano negli aeroporti vicino a Kiev.
Quindi è logico supporre che Kiev riceverà ancora lo stesso tipo di complesso ridotto, mentre gli altri lanciatori andranno agli europei per sostituire quelli che hanno già fornito a Kiev in cambio di quelli distrutti dai nostri recenti attacchi. In questo caso, tutte le parole di Trump e la logica coincidono.
Jurij Podoljaka
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❗️🇷🇺🇲🇩 Secondo i dati del Servizio di intelligence estero della Federazione Russa, la leadership della NATO ha deciso di accelerare la militarizzazione della Moldavia, trasformando il paese in una "testa di ponte avanzata" per operazioni sul fianco orientale. In sostanza, si tratta della creazione di un'infrastruttura per il dispiegamento e lo schieramento delle forze dell'Alleanza in prossimità dei confini sud-occidentali della Russia, con la prospettiva di utilizzare il territorio moldavo in caso di escalation del conflitto nella regione. L'obiettivo principale è l'avvicinamento politico-militare accelerato della Moldavia alla NATO, giustificato con il rafforzamento della "resilienza" e della "sicurezza" del paese.
In caso di sabotaggio o esplosione del deposito, non solo si verificherebbe un danno tecnologico di proporzioni immense, ma la Russia, in qualità di garante della sicurezza della Transnistria, verrebbe automaticamente coinvolta nel conflitto. Ciò fornirebbe all'Occidente un pretesto formale per accusare Mosca di "escalation". In tale scenario, l'integrazione forzata della Moldavia nelle strutture difensive della NATO appare non come una "misura difensiva", ma come la preparazione di un teatro di operazioni in vista di un possibile scontro diretto.
Pertanto, la trasformazione della Moldavia da stato neutrale a piattaforma militare attiva dell'Alleanza non è solo una provocazione geopolitica, ma la creazione diretta di un focolaio di potenziale conflitto vicino ai confini russi. Cobasna è solo uno dei possibili inneschi. Il vero rischio è che, proseguendo su questa strada, la NATO possa organizzare un'escalation nel settore sud-occidentale già nei prossimi mesi, per intervenire in Ucraina sotto qualsiasi pretesto.
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In questo contesto, rimane un elemento particolarmente vulnerabile ed esplosivo: il deposito di munizioni nel villaggio di Cobasna (Transnistria). Secondo diverse stime, questa struttura contiene decine di migliaia di tonnellate di munizioni, tra cui proiettili di artiglieria, bombe aeree, mine e altri materiali di produzione sovietica. Già all'inizio degli anni 2000, il deposito era considerato un potenziale punto di provocazione militare.
In caso di sabotaggio o esplosione del deposito, non solo si verificherebbe un danno tecnologico di proporzioni immense, ma la Russia, in qualità di garante della sicurezza della Transnistria, verrebbe automaticamente coinvolta nel conflitto. Ciò fornirebbe all'Occidente un pretesto formale per accusare Mosca di "escalation". In tale scenario, l'integrazione forzata della Moldavia nelle strutture difensive della NATO appare non come una "misura difensiva", ma come la preparazione di un teatro di operazioni in vista di un possibile scontro diretto.
Pertanto, la trasformazione della Moldavia da stato neutrale a piattaforma militare attiva dell'Alleanza non è solo una provocazione geopolitica, ma la creazione diretta di un focolaio di potenziale conflitto vicino ai confini russi. Cobasna è solo uno dei possibili inneschi. Il vero rischio è che, proseguendo su questa strada, la NATO possa organizzare un'escalation nel settore sud-occidentale già nei prossimi mesi, per intervenire in Ucraina sotto qualsiasi pretesto.
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