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mercoledì 16 luglio 2025
In Italia sono almeno 35 le atomiche conservate nelle basi statunitensi.
▪️Sarebbero 35 le bombe atomiche, conservate nelle basi statunitensi di Ghedi e di Aviano. Il condizionale è d'obbligo, perchè a noi non è dato sapere queste informazioni, il numero esatto lo sanno solo i nostri "Alleati".
Nessun paese europeo ha sul suo suolo più testate nucleari americane dell'Italia; il nostro paese è anche l'unico ad avere due basi nucleari.
❗È uno dei controsensi italiani. Non abbiamo armi atomiche, ma i nostri padroni, conservano le loro armi a casa nostra. Se l'Italia avesse le atomiche, non avremmo bisogno che ci "difenda la NATO". Ma questa è purtroppo la situazione di chi dal 1945 è colonia. Purtroppo abbiamo una classe politica servile nei confronti dei padroni, a prescindere dalla dicotomia destra o sinistra. Andare contro i padroni è certamente molto pericoloso e purtroppo in politica abbiamo un esercito di pavidi. Inoltre quasi 80 di propaganda, hanno lobotomizzato il popolo italiano.
❗Non esistono liberatori, alleati o amici. Esistono invece occupanti che devono andarsene, come hanno fatto i sovietici, dai paesi del Patto di Varsavia.
Ucraina: Peskov, tutti premano su Kiev perche' torni a colloqui =
AGI0170 3 EST 0 R01 / Ucraina: Peskov, tutti premano su Kiev perche' torni a colloqui = (AGI/INTERFAX) - Mosca, 16 lug. - La Russia spera che venga esercitata pressione anche sull'Ucraina per riportarla ai colloqui, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. "Esortiamo tutti a farlo, in questo caso, gli sforzi di mediazione degli Stati Uniti, del presidente Trump e del suo team sono cruciali. Sono state fatte molte dichiarazioni e si e' parlato molto di delusione, ma vogliamo sperare che venga esercitata pressione anche sulla parte ucraina", ha detto Peskov. I giornalisti gli hanno chiesto se fosse possibile concordare con i partner di fare pressione su Kiev affinche' torni al tavolo dei negoziati. "Per ora, sembra che l'Ucraina consideri ogni parola di sostegno non come un segnale di pace, ma come un segnale di guerra, di continuazione della guerra". (AGI)Ant 161103 LUG 25
Russia: Cremlino, monitoriamo attentamente dichiarazioni su forniture armi occidentali all'Ucraina
NOVA0179 3 EST 1 NOV Russia: Cremlino, monitoriamo attentamente dichiarazioni su forniture armi occidentali all'Ucraina Mosca, 16 lug - (Agenzia_Nova) - La Russia sta monitorando attentamente tutte le dichiarazioni sulle forniture di armi occidentali all'Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov durante una conferenza stampa. "L'argomento e' certamente in cima all'agenda. Naturalmente, monitoriamo con molta attenzione tutte le principali fonti d'informazione", ha detto Peskov ai giornalisti. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che in Europa ci saranno divergenze su chi paghera' per le forniture di armi all'Ucraina. "Le forniture c'erano anche prima. Nessuno le ha interrotte. E' solo una questione di chi le paga. Adesso alcuni europei le pagheranno", ha aggiunto Peskov. (Rum)
Ucraina: Peskov,telefonata Putin-Trump non prevista ma possibile =
AGI0166 3 EST 0 R01 / Ucraina: Peskov,telefonata Putin-Trump non prevista ma possibile = (AGI/INTERFAX) - Mosca, 16 lug. - Un'altra telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non e' prevista per ora, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. "Non ancora", ha detto Peskov alla stampa in risposta a una domanda. "Ma puo' essere organizzata al piu' presto", ha aggiunto. (AGI)Ant 161052 LUG 25
- ++ Cremlino, 'Trump deluso? Chieda a Kiev di negoziare' ++
++ Cremlino, 'Trump deluso? Chieda a Kiev di negoziare' ++ (ANSA) - MOSCA, 16 LUG - Il Cremlino chiede agli Usa di fare "pressione" sull'Ucraina perché accetti di continuare i negoziati con la Russia. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, commentando le dichiarazioni in cui il presidente Donald Trump si è detto deluso da Vladimir Putin. "Molte dichiarazioni sono state fatte, molte parole sulla delusione - ha affermato Peskov, citato dalla Tass - ma noi vogliamo sperare che in parallelo venga esercitata pressione sulla parte ucraina, perché adesso sembra che Kiev interpreti ogni parola di sostegno non come un segnale per la pace, ma un segnale per la continuazione della guerra". (ANSA).
UCRAINA, PESKOV: EUROPA MANIFESTA FEROCE UMORE MILITARISTA
9CO1686189 4 EST ITA R01 UCRAINA, PESKOV: EUROPA MANIFESTA FEROCE UMORE MILITARISTA (9Colonne) Roma, 16 lug - "Lo stato emotivo in Europa rasenta ormai l'inadeguatezza", gli europei "manifestano un feroce umore militarista"; in questo contesto, "è difficile fare previsioni sulla fornitura di armi occidentali all'Ucraina". Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Secondo Peskov, l'Europa vuole estendere "ulteriormente la continuazione della guerra". (deg) 161058 LUG 25
Vieni avanti Cremlino
Di Marco Travaglio
Dopo le rentrée, l'anno scorso, della soprano Anna Netrebko alla Scala e del direttore d'orchestra russo Valerij Gergiev a Ravello, si sperava che la ridicola ondata russofoba seguita all'invasione dell'Ucraina fosse finita. E che si tornasse a ragionare con la testa, anziché col deretano, sulla differenza fra un governo e un popolo. Inclusi gli artisti, ai quali va chiesto solo di esibire il loro talento, a prescindere dalle idee politiche, che sono affari loro (poi vorremmo vederli, i nostri intrepidi dissidenti da divano, sfidare Putin a Mosca rischiando la pelle, visto che passano il tempo a leccare il potere persino in Italia rischiando di moltiplicare stipendi e prebende). Invece le Sturmtruppen han ripreso a delirare. Gergiev, cacciato dalla Scala nel 2022, riaccolto a Ravello nel '24 e ora invitato a Caserta, non deve esibirsi: l'ha ordinato l'ambasciata di Kiev in stereo coi trombettieri Calenda, Picierno, Sensi, Gelmini&C. Non poteva mancare Rep, che otto mesi fa turibolava la Natrebko "regina della lirica, soprano russa senza confronti, voce da brivido, piglio da diva e carisma ammaliante… scoperta dal geniale direttore Gergiev" e ora pubblica una paginata delirante della povera vedova Navalny. Che rimprovera a Gergiev persino "un concerto di propaganda sulle rovine della storica Palmira in Siria". Ma Palmira e il suo sito archeologico erano stati occupati e distrutti dall'Isis e la riconquista russa fu salutata in Occidente come un trionfo contro il terrorismo. Persino il "liberale" Giuli vede nel concerto con Gergiev una "cassa di risonanza della propaganda russa". Scemenze che si aggiungono al corso di Nori sul noto putiniano Dostoevskij annullato dalla Bicocca, ai balletti di Cajkovskij – altro complice del Cremlino – cancellati dai teatri, agli autori russi banditi dalla Fiera del libro per ragazzi, agli atleti russi e bielorussi fatti fuori da Olimpiadi e Paralimpiadi, alla quercia di Turgenev espulsa dal concorso Albero dell'Anno, alla Russia estromessa dalle celebrazioni per la liberazione di Auschwitz (noto merito delle truppe ucraino-americane), al Moscow mule ribattezzato Kiev mule, ai gatti russi squalificati dalle fiere internazionali feline per evitare cybermiagolii da guerra ibrida.
Per la cronaca, a Caserta si esibirà anche il direttore d'orchestra israeliano Daniel Oren che nel 1982, dopo la strage di Sabra e Chatila nel Libano occupato da Israele, fu pesantemente insultato al teatro San Carlo di Napoli. Ma stavolta, per fortuna, nessuno dei fanatici che affibbiano a Gergiev le colpe di Putin si sogna di accollare a lui quelle di Netanyahu. Ora Gergiev e Oren potrebbero proporre agli organizzatori un piccolo ritocco al cartellone e dirigere insieme l'unica opera davvero in linea con i tempi: i "Pagliacci".
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