DIR0605 3 POL 0 RR1 R/INT /TXT GENOVA. PUBBLICATO BANDO PER RIQUALIFICARE LA CASERMA NINO BIXIO BASE D'ASTA PER AFFIDAMENTO LAVORI A 18,07 MLN, RISPARMI PER CIRCA 2,7 MLN (DIRE) Bologna, 29 lug. - L'Agenzia del Demanio ha pubblicato il bando per la rifunzionalizzazione della Caserma Nino Bixio, nella zona ovest di Genova, che ospiterà nuovi uffici del ministero dell'Interno consentendo risparmi per circa 2,7 milioni di euro annui per la chiusura di locazioni passive. La base d'asta per l'esecuzione degli interventi di realizzazione dei tre edifici all'interno della struttura militare è di 18,07 milioni di euro e la scadenza per partecipare è fissata al 10 settembre alle 12. L'operazione di valorizzazione e rifunzionalizzazione della caserma prevede la realizzazione di nuovi uffici pubblici per oltre 5.500 metri quadri attraverso la costruzione di un complesso immobiliare composto da tre edifici in stretta connessione. Il progetto attribuisce una particolare importanza alla logistica e alle attività del personale, che potrà disporre di uffici moderni, tecnologicamente avanzati e sostenibili, e usufruire di nuove aree verdi grazie alla piantumazione di alberi autoctoni. "La riqualificazione della Caserma Nino Bixio è un'iniziativa di rigenerazione basata sui criteri di sostenibilità, che crea valore attraverso servizi dedicati ai cittadini attuali e futuri, destinata a determinare impatti positivi sul territorio circostante e sulla collettività, recuperando un vuoto urbano per destinarlo a nuovi utilizzi", manda a dire l'Agenzia del Demanio. Il progetto definitivo ed esecutivo di riqualificazione della caserma è stato realizzato dall'Rtp Progetto Cmr Engineering Integrated Services e Società di ingegneria Politecna Europa. La proposta progettuale prevede per l'intero intervento la conformità ai protocolli Cam nZEB e la certificazione Leed Gold per l'edificio che ospiterà l'ufficio immigrazione e la polizia scientifica. (Red/ Dire) 11:15 29-07-25
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martedì 29 luglio 2025
Dazi: Bonelli (Avs), un disastro, Meloni e Salvini complici sudditanza a Trump
Dazi: Bonelli (Avs), un disastro, Meloni e Salvini complici sudditanza a Trump Milano, 29 lug. (LaPresse) - "Ci troviamo davanti a una situazione molto grave e complicata. Non lo dico io: è l'ufficio studi di Confindustria a stimare l'impatto dei dazi al 15% in 23 miliardi di euro di export persi e 118.000 posti di lavoro a rischio. von der Leyen, sostenuta dai capi di governo europei, ha accettato questo accordo senza nemmeno tentare una vera trattativa con Trump, che oggi gioca un braccio di ferro muscolare sulla pelle dell'Europa comportandosi come un predatore. Non parliamo solo di dazi, ma anche di 600 miliardi di investimenti vincolati negli Usa, con il rischio di delocalizzazione delle attività produttive, in particolare nel settore farmaceutico, perché Trump ha detto chiaramente che vuole la produzione in America. A questo si aggiungono i 750 miliardi di prodotti energetici da acquistare dagli Stati Uniti, cioè gas e armi, lo stesso gas che pesa sulle bollette delle famiglie italiane". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a 'L'aria che tira' su La7. "È inaccettabile che Giorgia Meloni continui a raccontare che i dazi prima al 10% e ora al 15% siano 'sostenibili'. Ed è vergognoso che il vicepremier Salvini non abbia ancora spiegato agli italiani se considera davvero questi dazi una grande opportunità, mentre siamo davanti a un disastro per la nostra economia e per il lavoro", conclude. POL NG01 lrs 291129 LUG 25
Dopo l'accordo genuflesso di Ursula von der Leyen con il presidente Trump persino in qualcuno dei tradizionali trangugiatori di panzane europeiste di Repubblica/Corriere è iniziato ad albeggiare un dubbio.
Che quello che plana all'orizzonte sia l'uccello padulo?
Che quella minestra marroncina e maleodorante che mi hanno somministrato per anni sia davvero quello che sembra?
Ma è solo un momento di incertezza.
Si riprendono subito e si inalberano pronti a chiedere "più Europa!", "più produttività!", "più competitività!" e "meno sprechi!". Che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ca**o!
La soluzione per questa generazione di tragici babbei è sempre la stessa: una dose maggiore della stessa ricetta predicata per decenni e che ci ha accompagnato giù per la scarpata. Ma questa volta facendo sul serio!
Ora, questo gruppo sociale di beoti rappresenterà forse il 25% della popolazione, ma costituisce la guardia pretoriana che difende la roccaforte del potere reale, quello che ci sta facendo a pezzi. Questi non hanno alcuna condizione di particolare privilegio, non partecipano della divisione delle prebende che avviene tra le oligarchie, ma nutrendosi come piccoli pellicani dei rigurgiti ideologici delle élite, le difendono a spada tratta, accusando i critici con l'usuale armamentario (sovranisti, populisti, comunisti, fascisti, rossobruni, complottisti, ecc. ecc.).
Quando si guarda alla von der Leyen e ci si lamenta del fatto che abbiamo assistito ad una "capitolazione" si dice una cosa in parte giusta, ma in parte assai fuorviante. Qui non c'è stata nessuna capitolazione perché gli interessi che si volevano tutelare sono stati tutelati.
Per parlare di una capitolazione dovremmo assumere che la von der Leyen, la Kallas, la Meloni, la Picierno, la Lagarde (apropos: girls power!) siano lì a rappresentare gli interessi europei.
Ma questo è un completo fraintendimento.
Questi soggetti sono membri di una ristretta élite che si muove in diretta prossimità con grandi oligarchie economiche transnazionali (quelle che, tra le altre cose, gestiscono l'informazione), i cui interessi semplicemente sono del tutto indipendenti da quelli dei popoli europei.
Poi, di volta in volta, a seconda di quale interesse particolare sia stato promosso, verrà inserito il gettone nel jukebox di qualche economista a ore che vi spiegherà autorevolmente come fare gli interessi di questa o quella multinazionale sia esattamente nel tuo interesse di operaio, impiegato, professore, barbiere, ecc.
Fidatevi degli esperti e cacciate la grana, poche storie.
Quello che sta avvenendo in Europa non è nessuna "capitolazione", ma è un processo ben noto, un processo che è stato visto per lungo tempo in America Latina, dove ristrette oligarchie hanno mantenuto posizioni di straordinario privilegio occupando gli snodi dei traffici cruciali con gli USA.
Nel linguaggio marxista (che continua a fornire strumenti utili, nonostante la cattiva reputazione acquisita) si usava contrapporre la "borghesia nazionale" alla "borghesia compradora" (comprador bourgeoisie). Mentre la borghesia nazionale, pur rimanendo ovviamente legata ai propri interessi di classe, operava conservando un interesse nella prosperità del proprio paese (e dunque, magari in maniera indiretta, veicolando alcuni benefici all'intera popolazione) la borghesia compradora svolge la funzione di agente per organizzazioni estere, di solito multinazionali, promuovendone gli investimenti locali e mediandone i proventi. Il CEO della filiale italiana di una multinazionale farmaceutica, lo "sviluppatore" immobiliare internazionale che risiede a Milano, ecc. non dipendono in nessuna misura per il proprio benessere economico dalle sorti dell'economia e della società italiana.
Ma sono proprio questi soggetti ad essere rappresentati da Ursula-elmetto-dorato nei consessi internazionali.
L'esito naturale di questo processo di "sudamericanizzazione" è la distruzione della classe media, e la creazione di un'élite economica che di fatto vive al di sopra della legge (perché quando le differenze economiche sono enormi all'interno di una società, tutti sono ricattabili e il potere economico si trasforma senza difficoltà in qualunque altro potere).
Naturalmente, se qualcuno nota che l'esistenza di una borghesia con interessi nazionali, o di una politica attenta alla sovranità economica, o di una società che preservi una qualche identità culturale, pur non essendo il paradiso in terra, sono comunque meglio che venire smembrati da oligarchie remote, ecco che immediatamente si scatenano i cani da guerra dei giornali e dell'accademia, pronti a riempirsi la bocca con accuse di "sovranismo", "nazionalismo", "sciovinismo", ecc.
Con la guardia pretoriana di quel 25% di semicolti che si avventa a comando sui malcapitati.
E niente, va bene così.
Solo risparmiateci le sceneggiate d'improvvisa sorpresa rispetto al fatto che "non si sono fatti gli interessi europei", che "questa è un'inaspettata capitolazione", ecc. No, questa è l'unica direzione chiara e manifesta in cui stiamo andando da decenni.
Dunque tornate pure a occuparvi di Schwa, che il pilota automatico funziona benissimo.
Andrea Zhock
@musicistarm Meloni su Time? Leggete l’articolo, non guardate solo la foto La copertina di Time non è un premio: dentro si parla di censura, diritti calpestati e potere concentrato. Altro che trionfo, è un campanello d’allarme. Prima di esultare… leggete! #Meloni #TimeMagazine #VeritàScomode #PensieroCritico #CiStiamo #ItaliaReale #nonlocedonointv ♬ suono originale - Stefano
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