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martedì 29 luglio 2025

Sanità, Zanella (Avs): Meloni pianifica distruzione Ssn

Sanità, Zanella (Avs): Meloni pianifica distruzione Ssn Sanità, Zanella (Avs): Meloni pianifica distruzione Ssn "Dati Fondazione Gimbe sconfortanti" Roma, 29 lug. (askanews) - "Sono clamorosi e sconfortanti i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulle risorse del Pnrr destinate alla sanita' e non spese: l'82%. Qui non c'è solo il fallimento dei ministri Schillaci e Foti, per i quali va sempre tutto bene: qui si intravvede bene altro, la pianificazione della distruzione della sanità pubblica". Lo dichiara la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella. Pol-Afe 20250729T132050Z  

NAPOLI: 'ZONE ROSSE' BOCCIATE DAL TAR, ACCOLTO RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI =

LAB0105 7 LAV 0 LAB LAV NAZ NAPOLI: 'ZONE ROSSE' BOCCIATE DAL TAR, ACCOLTO RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI = Roma, 29 lug. (Labitalia) - Il tribunale amministrativo regionale della Campania ha accolto il ricorso delle associazioni e bocciato l'istituzione delle "zone rosse". È stata annullata l'ordinanza con la quale la Prefettura di Napoli aveva prorogato i divieti nelle zone a rischio della città. Lo hanno comunicato i legali che avevano promosso il ricorso contro la misura ispirata da una direttiva del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "La sentenza - si legge nella nota - dichiara apertamente che non vi era alcuna emergenza eccezionale, né alcuna motivazione nuova, idonea a giustificare l'uso reiterato di poteri prefettizi straordinari. Un richiamo forte e definitivo alla legalità costituzionale, contro ogni tentativo di trasformare l'eccezione in prassi". Il Tar ha giudicato l'esercizio del potere prefettizio privo dei necessari presupposti, illegittimo e lesivo dei principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale, bocciando il provvedimento a firma del prefetto di Napoli, Michele di Bari. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 29-LUG-25 12:19  
Antonio Mazzeo l'italiano sequestrato dagli israeliani sulla nave umanitaria Handala mentre, lo sottolineo, era IN ACQUE INTERNAZIONALI, è stato rilasciato ed è tornato in Italia.
A Fiumicino è apparso stanco e affaticato ed ha raccontato il trattamento ignobile ricevuto dalla polizia israeliana.

Il governo italiano che ora tanto si vanta di questo " successo diplomatico" dovrebbe spiegare come mai la fregata "Carabiniere" e l'elicottero della marina italiana che erano nell'area dove si trovava l'Handala al momento del sequestro, se ne siano altamente fregati della richiesta di soccorso inoltrata dalla nave umanitaria...

SCHIFOSI, SCHIAVI FINO AL MIDOLLO❗❗❗https://t.me/danfurl/3004




Guarda "Medvedev a Trump: "La guerra con gli USA si avvicina" - Controcanto - Rassegna stampa 29 luglio 2025" su YouTube

Botta- risposta niente male su X🤣
Al post di Medvedev ( foto 1)
Lindsey Graham ha così risposto:

🇺🇸"A coloro in Russia che credono che il presidente Trump non faccia sul serio nel porre fine al bagno di sangue tra Russia e Ucraina:

Tu e i tuoi clienti presto capirete che vi sbagliate di grosso.
 Presto vedrete anche che Joe Biden non è più presidente.

Sedetevi al tavolo della pace."🇺🇸

Ed ecco la " ribattuta" di
Medvedev

🇷🇺"Non spetta a voi o a Trump decidere quando 'sedersi al tavolo della pace'.
 I negoziati finiranno quando tutti gli obiettivi della nostra operazione militare saranno stati raggiunti.
 Lavorate sull'America first, nonno!🇷🇺

DAZI: LULA A TRUMP, 'RIPENSACI, NAZIONI CIVILI DIALOGANO' =

LAB0085 7 LAV 0 LAB LAV NAZ DAZI: LULA A TRUMP, 'RIPENSACI, NAZIONI CIVILI DIALOGANO' = Roma, 29 lug. (Labitalia) - Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha esortato gli Stati Uniti a riconsiderare l'intenzione di imporre dazi del 50% sulle merci importate dal Brasile, che entreranno in vigore il prossimo primo agosto, rifiutando di utilizzare i minerali essenziali del Paese come merce di scambio nei negoziati commerciali. Intervenendo all'inaugurazione di una centrale termoelettrica nello stato sudorientale di Rio de Janeiro, Lula ha criticato i dazi definendoli "bruschi e unilaterali" e ha respinto la proposta di Washington di includere le terre rare del Brasile nei negoziati commerciali. Lula ha esortato gli Stati Uniti guidati da Donald Trump a scegliere "la via del dialogo", sottolineando che "è quello che fanno le nazioni civili". Il presidente ha aggiunto che le risorse minerarie appartengono al popolo brasiliano, "e il popolo deve avere il diritto di godere della ricchezza che può generare. È semplice". Facendo notare che solo il 30% del potenziale minerario del Brasile è stato esplorato, Lula ha annunciato la creazione di una commissione per condurre un'indagine completa sulle risorse minerarie inutilizzate del Paese. "Consentiremo alle aziende di effettuare le indagini, ma sotto il nostro controllo", ha affermato, aggiungendo che le aziende autorizzate a esplorare le risorse avranno bisogno dell'autorizzazione governativa per venderle o per trasferire i diritti sulle aree in cui si trovano i minerali. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 29-LUG-25 11:40  


ITALIA GUARDA E IMPARA

Bonelli (Avs): dazi al 15% un disastro sociale ed economico

Bonelli (Avs): dazi al 15% un disastro sociale ed economico Bonelli (Avs): dazi al 15% un disastro sociale ed economico Meloni e Salvini complici della sudditanza a Trump Roma, 29 lug. (askanews) - "Ci troviamo davanti a una situazione molto grave e complicata. Non lo dico io: è l'ufficio studi di Confindustria a stimare l'impatto dei dazi al 15% in 23 miliardi di euro di export persi e 118.000 posti di lavoro a rischio". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde intervendo a L'aria che tira su La7. "Von der Leyen, sostenuta dai capi di governo europei - continua Bonelli - ha accettato questo accordo senza nemmeno tentare una vera trattativa con Trump, che oggi gioca un braccio di ferro muscolare sulla pelle dell'Europa comportandosi come un predatore. Non parliamo solo di dazi, ma anche di 600 miliardi di investimenti vincolati negli USA, con il rischio di delocalizzazione delle attività produttive, in particolare nel settore farmaceutico, perché Trump ha detto chiaramente che vuole la produzione in America. A questo si aggiungono i 750 miliardi di prodotti energetici da acquistare dagli Stati Uniti, cioè gas e armi, lo stesso gas che pesa sulle bollette delle famiglie italiane". Per Bonelli "è inaccettabile che Giorgia Meloni continui a raccontare che i dazi prima al 10% e ora al 15% siano "sostenibili". Ed è vergognoso che il vicepremier Salvini non abbia ancora spiegato agli italiani se considera davvero questi dazi una grande opportunità, mentre siamo davanti a un disastro per la nostra economia e per il lavoro." Fdv 20250729T114441Z  

Dazi: De Cristofaro (Avs), no a uso risorse Pnrr e Fondo clima =

AGI0200 3 POL 0 R01 / Dazi: De Cristofaro (Avs), no a uso risorse Pnrr e Fondo clima = (AGI) - Roma, 29 lug. - "La destra italiana e' in difficolta' sui dazi imposti da Trump. I sovranisti nazionali, non potendo criticare il presidente Usa, si rallegrano di aver scongiurato una guerra commerciale. Magra consolazione, visto che i dazi imposti da Trump peseranno sulla gia' fragile crescita italiana e soprattutto sul lavoro. Dalle prime proiezioni, il danno per l'export italiano si aggira sui venti miliardi a cui va aggiunto il costo della svalutazione dollaro-euro. Quindi rischiamo di pagare di piu'. Trump vuole risolvere l'insostenibile esposizione debitoria americana con i soldi europei, e questo e' inaccettabile. Il nuovo accordo Ue-Usa avra' sull'economia europea un effetto recessivo non trascurabile. L'Europa, se vuole sopravvivere ai dazi Usa, per compensare l'effetto recessivo dei dazi, dovrebbe intervenire con un piano di investimenti pubblici di oltre 1000 miliardi. La Ue deve difendere le imprese e i lavoratori europei. Meloni non pensi di usare le risorse del Pnrr e del Fondo sociale per il clima per aiutare le imprese colpite dai dazi statunitensi. Il Pnrr non e' un bancomat". Lo dice il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama. (AGI)Com/Dis 291145 LUG 25  

GIUSTIZIA: MELILLO, 'RIFORMA ASSOTTIGLIA INDIPENDENZA TOGHE GARANTITA DA COSTITUZIONE' =

ADN0070 7 CRO 0 ADN CRO NAZ GIUSTIZIA: MELILLO, 'RIFORMA ASSOTTIGLIA INDIPENDENZA TOGHE GARANTITA DA COSTITUZIONE' = 'Due Csm? Nessun vantaggio' Roma, 29 lug. - (Adnkronos) - "Temo che si prefiguri una sorta di obiettivo assottigliamento della trama costituzionale di garanzia dell'indipendenza della magistratura mi sembra quasi un'ovvietà che non varrebbe nemmeno la pena sottolineare". Lo afferma Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, in merito alla riforma della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' aggiungendo che 'la tenuta reale di questa rassicurazione del ministro della Giustizia, al di là delle intenzioni, è tutta da verificare, ma assai dubbia. Mi sembra evidente che il ruolo del pm risulterà collocato su un piano pericolosamente inclinato". "Il funzionamento di un congegno istituzionale come quello che ruota attorno a due Csm completamente separati è difficile anche solo da immaginare. In ogni caso, nulla di buono ne verrà per l'efficienza dell'amministrazione della giustizia e la sorte dei diritti dei cittadini. - continua Melillo - Anche a strenui assertori della necessità di giungere a ogni costo alla separazione delle carriere, quel meccanismo è apparso destinato a mortificare inutilmente l'autorevolezza dei nuovi organi di governo autonomo della magistratura. Come si può negare che intorno alla giustizia e al ruolo della magistratura ruoti un circuito polemico che sembra non aver mai fine, e anzi pare destinato ad alimentarsi bulimicamente di ogni vicenda giudiziaria? Mi pare evidente che su questa strada si consumi l'autorevolezza e la credibilità di tutte le istituzioni, non solo della magistratura". "Credo che già oggi, e senza attendere modifiche costituzionali, - sottolinea Melillo - sarebbe importante riflettere attentamente sui rischi connessi all'azione di strutture di polizia giudiziaria che sviluppino visioni autoreferenziali o siano esposte a improprie influenze politiche per l'indebolimento dello scudo assicurato dall'indipendenza del pm". (Red-Cro/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 29-LUG-25 08:22  

GENOVA. PUBBLICATO BANDO PER RIQUALIFICARE LA CASERMA NINO BIXIO

DIR0605 3 POL 0 RR1 R/INT /TXT GENOVA. PUBBLICATO BANDO PER RIQUALIFICARE LA CASERMA NINO BIXIO BASE D'ASTA PER AFFIDAMENTO LAVORI A 18,07 MLN, RISPARMI PER CIRCA 2,7 MLN (DIRE) Bologna, 29 lug. - L'Agenzia del Demanio ha pubblicato il bando per la rifunzionalizzazione della Caserma Nino Bixio, nella zona ovest di Genova, che ospiterà nuovi uffici del ministero dell'Interno consentendo risparmi per circa 2,7 milioni di euro annui per la chiusura di locazioni passive. La base d'asta per l'esecuzione degli interventi di realizzazione dei tre edifici all'interno della struttura militare è di 18,07 milioni di euro e la scadenza per partecipare è fissata al 10 settembre alle 12. L'operazione di valorizzazione e rifunzionalizzazione della caserma prevede la realizzazione di nuovi uffici pubblici per oltre 5.500 metri quadri attraverso la costruzione di un complesso immobiliare composto da tre edifici in stretta connessione. Il progetto attribuisce una particolare importanza alla logistica e alle attività del personale, che potrà disporre di uffici moderni, tecnologicamente avanzati e sostenibili, e usufruire di nuove aree verdi grazie alla piantumazione di alberi autoctoni. "La riqualificazione della Caserma Nino Bixio è un'iniziativa di rigenerazione basata sui criteri di sostenibilità, che crea valore attraverso servizi dedicati ai cittadini attuali e futuri, destinata a determinare impatti positivi sul territorio circostante e sulla collettività, recuperando un vuoto urbano per destinarlo a nuovi utilizzi", manda a dire l'Agenzia del Demanio. Il progetto definitivo ed esecutivo di riqualificazione della caserma è stato realizzato dall'Rtp Progetto Cmr Engineering Integrated Services e Società di ingegneria Politecna Europa. La proposta progettuale prevede per l'intero intervento la conformità ai protocolli Cam nZEB e la certificazione Leed Gold per l'edificio che ospiterà l'ufficio immigrazione e la polizia scientifica. (Red/ Dire) 11:15 29-07-25  

Dazi: Bonelli (Avs), un disastro, Meloni e Salvini complici sudditanza a Trump

Dazi: Bonelli (Avs), un disastro, Meloni e Salvini complici sudditanza a Trump Milano, 29 lug. (LaPresse) - "Ci troviamo davanti a una situazione molto grave e complicata. Non lo dico io: è l'ufficio studi di Confindustria a stimare l'impatto dei dazi al 15% in 23 miliardi di euro di export persi e 118.000 posti di lavoro a rischio. von der Leyen, sostenuta dai capi di governo europei, ha accettato questo accordo senza nemmeno tentare una vera trattativa con Trump, che oggi gioca un braccio di ferro muscolare sulla pelle dell'Europa comportandosi come un predatore. Non parliamo solo di dazi, ma anche di 600 miliardi di investimenti vincolati negli Usa, con il rischio di delocalizzazione delle attività produttive, in particolare nel settore farmaceutico, perché Trump ha detto chiaramente che vuole la produzione in America. A questo si aggiungono i 750 miliardi di prodotti energetici da acquistare dagli Stati Uniti, cioè gas e armi, lo stesso gas che pesa sulle bollette delle famiglie italiane". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a 'L'aria che tira' su La7. "È inaccettabile che Giorgia Meloni continui a raccontare che i dazi prima al 10% e ora al 15% siano 'sostenibili'. Ed è vergognoso che il vicepremier Salvini non abbia ancora spiegato agli italiani se considera davvero questi dazi una grande opportunità, mentre siamo davanti a un disastro per la nostra economia e per il lavoro", conclude. POL NG01 lrs 291129 LUG 25  
Dopo l'accordo genuflesso di Ursula von der Leyen con il presidente Trump persino in qualcuno dei tradizionali trangugiatori di panzane europeiste di Repubblica/Corriere è iniziato ad albeggiare un dubbio. 
Che quello che plana all'orizzonte sia l'uccello padulo? 
Che quella minestra marroncina e maleodorante che mi hanno somministrato per anni sia davvero quello che sembra? 

Ma è solo un momento di incertezza. 
Si riprendono subito e si inalberano pronti a chiedere "più Europa!", "più produttività!", "più competitività!" e "meno sprechi!". Che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ca**o! 
La soluzione per questa generazione di tragici babbei è sempre la stessa: una dose maggiore della stessa ricetta predicata per decenni e che ci ha accompagnato giù per la scarpata. Ma questa volta facendo sul serio!

Ora, questo gruppo sociale di beoti rappresenterà forse il 25% della popolazione, ma costituisce la guardia pretoriana che difende la roccaforte del potere reale, quello che ci sta facendo a pezzi. Questi non hanno alcuna condizione di particolare privilegio, non partecipano della divisione delle prebende che avviene tra le oligarchie, ma nutrendosi come piccoli pellicani dei rigurgiti ideologici delle élite, le difendono a spada tratta, accusando i critici con l'usuale armamentario (sovranisti, populisti, comunisti, fascisti, rossobruni, complottisti, ecc. ecc.). 

Quando si guarda alla von der Leyen e ci si lamenta del fatto che abbiamo assistito ad una "capitolazione" si dice una cosa in parte giusta, ma in parte assai fuorviante. Qui non c'è stata nessuna capitolazione perché gli interessi che si volevano tutelare sono stati tutelati. 

Per parlare di una capitolazione dovremmo assumere che la von der Leyen, la Kallas, la Meloni, la Picierno, la Lagarde (apropos: girls power!) siano lì a rappresentare gli interessi europei. 
Ma questo è un completo fraintendimento. 
Questi soggetti sono membri di una ristretta élite che si muove in diretta prossimità con grandi oligarchie economiche transnazionali (quelle che, tra le altre cose, gestiscono l'informazione), i cui interessi semplicemente sono del tutto indipendenti da quelli dei popoli europei. 
Poi, di volta in volta, a seconda di quale interesse particolare sia stato promosso, verrà inserito il gettone nel jukebox di qualche economista a ore che vi spiegherà autorevolmente come fare gli interessi di questa o quella multinazionale sia esattamente nel tuo interesse di operaio, impiegato, professore, barbiere, ecc. 
Fidatevi degli esperti e cacciate la grana, poche storie.

Quello che sta avvenendo in Europa non è nessuna "capitolazione", ma è un processo ben noto, un processo che è stato visto per lungo tempo in America Latina, dove ristrette oligarchie hanno mantenuto posizioni di straordinario privilegio occupando gli snodi dei traffici cruciali con gli USA. 
Nel linguaggio marxista (che continua a fornire strumenti utili, nonostante la cattiva reputazione acquisita) si usava contrapporre la "borghesia nazionale" alla "borghesia compradora" (comprador bourgeoisie). Mentre la borghesia nazionale, pur rimanendo ovviamente legata ai propri interessi di classe, operava conservando un interesse nella prosperità del proprio paese (e dunque, magari in maniera indiretta, veicolando alcuni benefici all'intera popolazione) la borghesia compradora svolge la funzione di agente per organizzazioni estere, di solito multinazionali, promuovendone gli investimenti locali e mediandone i proventi. Il CEO della filiale italiana di una multinazionale farmaceutica, lo "sviluppatore" immobiliare internazionale che risiede a Milano, ecc. non dipendono in nessuna misura per il proprio benessere economico dalle sorti dell'economia e della società italiana. 
Ma sono proprio questi soggetti ad essere rappresentati da Ursula-elmetto-dorato nei consessi internazionali.
L'esito naturale di questo processo di "sudamericanizzazione" è la distruzione della classe media, e la creazione di un'élite economica che di fatto vive al di sopra della legge (perché quando le differenze economiche sono enormi all'interno di una società, tutti sono ricattabili e il potere economico si trasforma senza difficoltà in qualunque altro potere).

Naturalmente, se qualcuno nota che l'esistenza di una borghesia con interessi nazionali, o di una politica attenta alla sovranità economica, o di una società che preservi una qualche identità culturale, pur non essendo il paradiso in terra, sono comunque meglio che venire smembrati da oligarchie remote, ecco che immediatamente si scatenano i cani da guerra dei giornali e dell'accademia, pronti a riempirsi la bocca con accuse di "sovranismo", "nazionalismo", "sciovinismo", ecc. 
Con la guardia pretoriana di quel 25% di semicolti che si avventa a comando sui malcapitati.

E niente, va bene così. 
Solo risparmiateci le sceneggiate d'improvvisa sorpresa rispetto al fatto che "non si sono fatti gli interessi europei", che "questa è un'inaspettata capitolazione", ecc. No, questa è l'unica direzione chiara e manifesta in cui stiamo andando da decenni. 
Dunque tornate pure a occuparvi di Schwa, che il pilota automatico funziona benissimo.
Andrea Zhock

Distruggere la Russia. Fallito? Nessun problema: distruggiamo la Cina! Pepe Escobar

 

Gli esportatori di democrazia hanno sempre il solito pallino fisso: armi sempre più armi fortissimamente armi


🇮🇹 🇪🇺 🇺🇸 In tutta franchezza una nazione che ha la pretesa di dirsi evoluta che si lamenta per l'export del vino e del formaggio a causa di un accordo commerciale penalizzante comunque sia alcune domande dovrebbe farsele. Il regresso dovrebbe notarsi.