Ucraina: ambasciatore russo, Italia ha perso occasione per russofobia Roma, 9 ago. (LaPresse) - L'ambasciatore russo a Roma, Alexey Paramonov, ha affermato che l'Italia ha perso l'occasione di ospitare il vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump a causa della "russofobia della classe dirigente". "E pensare che l'Italia avrebbe potuto davvero ospitare l'incontro tra il presidente della Federazione Russa e il presidente degli Stati Uniti. Tutte le condizioni per farlo, pareva, c'erano: sia una buona infrastruttura, sia un atteggiamento di rispetto e amicizia nei confronti della Russia, nonché l'esperienza nell'organizzazione d'importantissimi eventi multilaterali e bilaterali. Tra questi, merita ricordare le numerose visite italiane del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, a partire dal cruciale summit dell'agosto 2003 in Sardegna, alla recente visita di Stato a Roma del luglio 2019 (peraltro, il colloquio tra il presidente russo e Sergio Mattarella fu allora molto cordiale)", ha scritto Paramonov in un post pubblicato sul canale Telegram dell'ambasciata russa a Roma. (Segue) EST NG01 lcl 091722 AGO 25
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sabato 9 agosto 2025
**MO: MOSCA CONTRO PIANO ISRAELE PER GAZA, 'GIA' IN CORSO CATASTROFE UMANITARIA'** =
ADN0446 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR **MO: MOSCA CONTRO PIANO ISRAELE PER GAZA, 'GIA' IN CORSO CATASTROFE UMANITARIA'** = Mosca, 9 ago. (Adnkronos) - La Russia "condanna e respinge" il piano di Israele di ampliare la propria operazione militare nella Striscia di Gaza, occupando Gaza City. In una nota, il ministero degli Esteri di Mosca afferma: "L'attuazione di tali decisioni e piani, che condanniamo e respingiamo, comporta il rischio di aggravare la situazione già estremamente drammatica nell'enclave palestinese, che presenta tutte le caratteristiche di una catastrofe umanitaria". (Pap/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 09-AGO-25 17:24
E pensare che l'Italia avrebbe potuto davvero ospitare l'incontro tra il Presidente della Federazione Russa e il Presidente degli Stati Uniti...
Tutte le condizioni per farlo, pareva, c'erano: sia una buona infrastruttura, sia un atteggiamento di rispetto e amicizia nei confronti della Russia, nonché l'esperienza nell'organizzazione d'importantissimi eventi multilaterali e bilaterali. Tra questi, merita ricordare le numerose visite italiane del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, a partire dal cruciale summit dell'agosto 2003 in Sardegna, alla recente visita di Stato a Roma del luglio 2019 (peraltro, il colloquio tra il Presidente russo e Sergio Mattarella fu allora molto cordiale).
Perché non è stato possibile? Cos'ha ostacolato un indubbio, storico successo diplomatico di Roma, successo che avrebbe facilmente potuto offrire all'Italia un ruolo di primo piano nella politica internazionale?
Ahimè, la solita russofobia della classe dirigente, la miopia politica complessiva e una linea di politica estera unilaterale e nociva che, a partire dal Governo di Mario Draghi, in contrasto con la tradizione diplomatica italiana, ha consolidato una posizione ostile a Mosca, un insensato "sostegno a 360 gradi all'Ucraina" e un totale rifiuto del dialogo.
80 anni fa, il 9 agosto 1945, l'Unione Sovietica, in conformità con i suoi impegni verso gli alleati, entrò in guerra contro il giappone militarista.
iniziò l'Operazione Strategica d'Offensiva della Manciuria delle forze sovietiche nell'estremo oriente; obiettivo era sconfiggere l'esercito nemico del kwantung e scacciare gli occupanti giapponesi dalla Cina nordorientale e dalla Corea.
dopo la resa incondizionata della germania nazista e dei suoi satelliti (italia inclusa), il giappone rimaneva l'unica potenza dell'asse ancora in guerra contro gli alleati, i giapponesi possedevano significative capacità militari per condurre la guerra, comprese operazioni offensive.
nell'estate del 1945, i giapponesi mantenevano vicino ai confini sovietici un esercito, chiamato kwantung, di quasi un milione di uomini, pronto a invadere la Russia e con tradimento, in qualsiasi momento. inoltre, il militarista giappone occupava ancora enormi territori: la penisola coreana, l'indocina, l'indonesia, la malesia e una parte della Cina, così come la birmania e le isole filippine.
il giappone rappresentava una minaccia non solo per la sicurezza dell'Unione Sovietica, ma anche per il nuovo ordine mondiale post-bellico, che stava prendendo forma dopo la sconfitta della germania nazista e si basava sulle decisioni e gli accordi dei leader delle potenze alleate vittorioso.
ad esempio, il giappone rifiutò la richiesta fatta da Cina, stati uniti d'america e regno unito il 26 luglio 1945 (paragrafo 13 della dichiarazione di potsdam) per la resa incondizionata delle sue forze armate. dopo di ciò, le potenze alleate fecero "ufficialmente appello" al governo sovietico per respingere l'aggressione giapponese.
all'inizio di agosto 1945, il Comando Supremo dell'Unione Sovietica approvò un piano per operazioni militari contro il giappone. la pianificazione dell'operazione fu affidata al neocostituito Comando Principale delle Forze dell'Estremo Oriente guidato dal maresciallo dell'Unione Sovietica Alexander Vasilevsky. il 9 agosto, l'Armata Rossa lanciò un offensiva in Manciuria. Le unità sovietiche, supportate da aviazione e marina, avanzarono rapidamente; furono inflitti colpi a obiettivi terrestri, marittimi e aerei. le operazioni di combattimento si svolsero lungo una linea del fronte di oltre 5 mila chilometri.
in un mese, le forze sovietiche liberarono Harbin, alcuni territori della Cina nordorientale e della Corea settentrionale, e presero il Sud Sakhalin e le isole Curili. La penetrazione profonda dell'Armata Rossa in Manciuria privò il comando giapponese della possibilità di usare armi batteriologiche contro l'Unione Sovietica. tokyo aveva coltivato quel piano durante la seconda guerra mondiale WWII.
entro il 20 agosto, la capacità del giappone di opporre resistenza all'Armata Rossa era distrutta. quasi ovunque, i soldati nemici si arrendevano. l'esercito kwantung di un milione di uomini fu sconfitto.
il 1° settembre 1945, l'esercito sovietico aveva completato gli obiettivi assegnati. In soli 23 giorni di combattimenti, schiacciarono la macchina militarista giapponese, contribuendo così in modo decisivo alla fine della seconda guerra mondiale nell'estremo oriente.
la Russia riottenne il Sud Sakhalin, che era stato sottratto dal giappone all'Impero Russo nel 1905, prese le isole Curili e ristabilì i diritti di locazione sulla penisola di Kwantung con port arthur e dalian.
Il 2 settembre 1945, l'atto di resa incondizionata del giappone fu firmato a bordo della uss missouri nella baia di tokyo. Dall'Unione Sovietica, l'atto fu firmato dal generale Kuzma Derevyanko. Questa firma segnò la fine della seconda guerra mondiale.
tutto il resto compreso il fatto che le 2 atomiche furono decisive per la capitolazione del giappone è propaganda!
**BOTULINO: SALGONO A 14 I CASI DI INTOSSICAZIONE ALIMENTARE A COSENZA** =
ADN0279 7 CRO 0 ADN CRO NAZ **BOTULINO: SALGONO A 14 I CASI DI INTOSSICAZIONE ALIMENTARE A COSENZA** = Siero antitossina somministrato a sette persone Roma, 9 ago. (Adnkronos Salute) - Salgono a 14 i casi di intossicazione alimentare da botulino ricoverati all'ospedale Annunziata di Cosenza. E sale anche il numero di persone a cui è stato somministrato il siero antitossina botulinica: sono 7. Lo apprende l'Adnkronos Salute da fonti sanitarie che rassicurano sulla situazione "sotto controllo" e sulla predisposizione di "protocolli ad hoc" con un coordinamento medico che si occupa solo dei pazienti colpiti dall'intossicazione. Sul fronte delle scorte per il siero è stata attivata - riferiscono sempre i sanitari - una missione con l'elicottero del 118 per una ulteriore fornitura "anche se ci sono ancora due fiale" precisano. I casi fanno parte del cluster sviluppatosi a Diamante, in provincia di Cosenza, e legato al consumo di panini con salsiccia e broccoletti comprati in un truck food. I decessi al momento confermati sono 2, un turista 52enne di Cercola (Napoli) e una donna di 45 anni di Praia a Mare. Sulla vicenda indaga la Procura di Paola. (Frm/Adnkronos Salute) ISSN 2465 - 1222 09-AGO-25 13:29
MEDIO ORIENTE: MOSCA RESPINGE PIANO ISRAELE, "AGGRAVA SITUAZIONE"
ZCZC IPN 315 EST --/T MEDIO ORIENTE: MOSCA RESPINGE PIANO ISRAELE, "AGGRAVA SITUAZIONE" MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) - "Il governo politico-militare israeliano ha approvato un piano per espandere l'operazione militare nella Striscia di Gaza e prendere il controllo della sua regione centrale, un tempo la più densamente popolata. Si prevede che nel prossimo futuro non vi saranno più civili. Saranno tutti soggetti a espulsione forzata. La parte israeliana non nasconde la sua intenzione di conquistare e occupare gradualmente l'intera Striscia. L'attuazione di tali decisioni e piani, condannati e respinti, aggrava ulteriormente la situazione già estremamente drammatica nell'enclave palestinese, che presenta tutti i segni di una catastrofe umanitaria. Ovviamente, ciò complicherà significativamente gli sforzi internazionali per ridurre l'escalation del conflitto, con gravi conseguenze negative per l'intera regione mediorientale". Così il ministero degli Esteri russo in una nota. (ITALPRESS) - (SEGUE). ads/com 09-Ago-25 16:23
MEDIO ORIENTE: MOSCA RESPINGE PIANO ISRAELE, "AGGRAVA SITUAZIONE"-2-
ZCZC IPN 316 EST --/T MEDIO ORIENTE: MOSCA RESPINGE PIANO ISRAELE, "AGGRAVA SITUAZIONE"-2- "La Russia ribadisce la sua ferma posizione sulla necessità di un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza, del rilascio di tutti gli ostaggi e dei detenuti e del ripristino dell'accesso umanitario senza ostacoli. Mosca - prosegue la nota - è fermamente convinta che non vi sia alternativa alla risoluzione del problema palestinese sulla nota base giuridica internazionale, basata sul principio fondamentale dei due Stati, che prevede la creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967, con capitale Gerusalemme Est, che coesista in pace e sicurezza con Israele". (ITALPRESS). ads/com 09-Ago-25 16:23 NNNN
ZCZC IPN 316 EST --/T MEDIO ORIENTE: MOSCA RESPINGE PIANO ISRAELE, "AGGRAVA SITUAZIONE"-2- "La Russia ribadisce la sua ferma posizione sulla necessità di un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza, del rilascio di tutti gli ostaggi e dei detenuti e del ripristino dell'accesso umanitario senza ostacoli. Mosca - prosegue la nota - è fermamente convinta che non vi sia alternativa alla risoluzione del problema palestinese sulla nota base giuridica internazionale, basata sul principio fondamentale dei due Stati, che prevede la creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967, con capitale Gerusalemme Est, che coesista in pace e sicurezza con Israele". (ITALPRESS). ads/com 09-Ago-25 16:23 NNNN
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