Translate

venerdì 19 settembre 2025

Ucraina: Cremlino, Trump si dice deluso? Comprensibile reazione emotiva

Ucraina: Cremlino, Trump si dice deluso? Comprensibile reazione emotiva Torino, 19 set. (LaPresse) - "Presumiamo che gli Stati Uniti e il presidente Trump mantengano personalmente la loro volontà politica e l'intenzione di proseguire gli sforzi per facilitare una soluzione ucraina. Pertanto, naturalmente, il presidente Trump è piuttosto emotivo, per così dire, su questa questione. Questo è del tutto comprensibile". Così il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, alla Tass ha commentato l'affermazione del presidente Usa secondo cui Putin lo avrebbe "deluso" sull'Ucraina. EST NG01 acg/scp 191925 SET 25  

Guarda "Gaza: politici e media scoprono improvvisamente il genocidio... - Armano Savini" su YouTube

Guarda "Le mani di BlackRock sulle banche italiane: suo anche il 5% di Monte dei Paschi" su YouTube

Amato: "Più Kiev va avanti, più perde"

TRUMP E LA LIBERTÀ DI PAROLA: DALLA PROMESSA DI LIBERAZIONE ALLA NUOVA CENSURA
Nel 2022 Donald Trump annunciava in pompa magna la sua "Free Speech Policy Initiative" (https://rumble.com/v20tpmc-president-donald-j.-trump-free-speech-policy-initiative.html): prometteva di smantellare il "cartello della censura", colpire chi silenziava il dissenso online e riportare la libertà di parola al centro della democrazia americana. Una sorta di "ondata di liberazione". 
Persino Robert F. Kennedy Jr. mise la lotta contro la censura al primo posto tra le ragioni della sua adesione alla campagna di Trump.
Oggi però la parabola è rovesciata: tornato alla Casa Bianca, Trump ha imboccato la strada opposta, avviando nuove strette che assomigliano molto a censura, solo sotto un'altra bandiera ideologica.
Glenn Greenwald lo riassume con una frase lapidaria:
«Nessuno dei democratici e dei loro alleati mediatici che ora gridano 'censura!' protestò contro la campagna sostenuta dell'amministrazione Biden fatta di minacce e pressioni per censurare.
Ma vedere la destra girarsi ora e difenderla è il motivo per cui questo ciclo non finisce mai.»
Intanto, sul fronte dei media, si muovono forze ancora più potenti. Larry Ellison, mega-miliardario fondatore di Oracle e donatore di milioni all'esercito israeliano, ha visto il figlio acquistare Paramount/CBS per affidarne la direzione a Bari Weiss, sta cercando di comprare CNN e ora è in corsa, insieme ad Andreessen Horowitz, per comprare TikTok.
Una concentrazione enorme di potere editoriale in pochissime mani. Un "colpo di fortuna" per Israele — come osserva ancora Greenwald — proprio mentre il suo sostegno nell'opinione pubblica statunitense crolla. L'uccisione di Charlie Kirk non è solo un delitto: sembra far parte di una battaglia di potere durissima, una lotta spietata per l'egemonia. I gruppi più estremisti, vicini a Israele e ai neoconservatori americani, vogliono riportare il movimento di Trump e dei MAGA sotto il loro controllo, senza lasciare spazi liberi o voci fuori dal coro, senza sbavature né ripensamenti, e farsi regime. Mentre all'inizio dell'amministrazione Trump il vicepresidente Vance si permetteva di prendere a pesci in faccia i censori, ora c'è puzza di Restaurazione. Milioni di elettori statunitensi traditi reagiranno, ma ora non hanno più alleati alla Casa Bianca. Qualsiasi discorso sulla democrazia americana (e altrove non è che sia meglio) è già dentro l'abisso.
La promessa di liberare la parola si è trasformata in una nuova stagione di controlli e manipolazioni. La censura non è mai stata davvero abolita: cambia solo padrone.

Washington Post: «Россия использует убийство Кирка в пропагандистских целях» Хочется спросить у этого издания, оно публиковало аналогичный материал о том, как США при Администрации Байдена «использовали смерть Джорджа Флойда в пропагандистских целях»?

Così fan gli altri!

Scapini: "Lo sciopero generale in Francia è un segnale di risveglio"

La manifestazione in Francia segnala un risveglio non solo del popolo francese e la delegittimazione di Macron e del neo governo Lecornu, ma segnala anche il risveglio dei popoli europei. Un segnale incoraggiante, spiega l'ambasciatore Bruno Scapini intervistato da Enrica Perucchietti.

Continua su Visione TV ⬇️

SOSTIENICI ♥  https://bit.ly/3yzNVId
ACQUISTA LA RIVISTA https://bit.ly/3MsxYLK


La Cina ha fortemente criticato il piano del presidente Trump di riconquistare la base aerea di Bagram in Afghanistan, affermando che "esacerbare le tensioni e creare confronti" contraddice gli interessi del popolo afghano. 

➡️ Il portavoce Lin Jian ha sottolineato che il futuro dell'Afghanistan dovrebbe essere deciso dal suo stesso popolo e ha riaffermato il rispetto della Cina per l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale del paese.


Unisciti al canale 

🔴🇷🇺 La produzione di alcuni tipi di armamenti in Russia è aumentata di 2, 3, 10, 15 volte, e per alcuni prodotti quasi di 30 volte, ha dichiarato Putin.

La caduta di Gaza, o la repressione della resistenza in Libano o nello Yemen, non si limiterebbero a quelle linee del fronte. Segnerebbero il crollo del modello che ha dimostrato che il nemico può essere dissuaso e sfinito.

La diplomazia dei gasdotti a discapito dell'Europa

Il mercato dell'energia è troppo importante per poter essere lasciato in balia delle follie europee, perciò serve quanto prima che il soft power geoeconomico delle potenze multipolari costringa i Paesi membri dell'UE ad emanciparsi dall'Unione e tornare ad una autentica sovranità energetica.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini 

È possibile una nuova guerra civile negli Stati Uniti?

Trump potrebbe avere poche altre opzioni se non quella di concentrare maggiormente il potere e attuare misure eccezionali per garantire l'ordine pubblico.

L'autore: Raphael Machado 

🇺🇸 Axios: La Casa Bianca ritiene che l'Europa stia sabotando gli sforzi di Trump per porre fine alla guerra in Ucraina.

"Da un lato sostengono pubblicamente gli sforzi del presidente Trump per porre fine alla guerra in Ucraina, dall'altro cercano silenziosamente di vanificare i progressi raggiunti dietro le quinte dopo il vertice in Alaska".

Il fatto che a due settimane dall'Alaska non ci siano progressi «è colpa degli alleati europei, non di Trump e nemmeno del presidente russo Vladimir Putin».

Gli europei «spingono l'Ucraina a concessioni territoriali irrealistiche da parte della Russia», motivo per cui alla Casa Bianca stanno già «perdendo la pazienza».

"Gli europei stanno spingendo Zelensky a insistere su un 'accordo più vantaggioso', un approccio massimalista che ha aggravato la guerra, secondo quanto affermano gli stretti collaboratori di Trump", scrive il portale.

"I paesi europei vogliono che gli Stati Uniti si facciano carico dell'intero costo della guerra, senza intervenire in prima persona", afferma una fonte della Casa Bianca.

Ciò si riferisce alla richiesta dell'UE agli Stati Uniti di introdurre sanzioni secondarie contro la Cina e l'India, anche se l'Europa stessa non ha fretta di introdurre tali sanzioni, temendo un impatto negativo sulla propria economia.

"Rimarremo a guardare senza intervenire. Lasciamo che l'Europa combatta da sola per un po' e vediamo cosa ne verrà fuori", ha detto il funzionario.
La questione della Gagauzia, vulnus alle aspirazioni europee della Moldavia

Una delle questioni più scottanti che sta interessando la vita politica della Moldavia, è l'arresto avvenuto il 5 agosto 2025 della governatrice della Gagauzia Eugenia Gutsul, condannata a 7 anni di carcere e a dover pagare allo Stato 40 milioni di lei (circa 2.280.000 euro)

L'autore: Stefano Vernole 

Intellettuali della sinistra italiana al servizio delle guerre della NATO

Come i sostenitori del globalismo cercano di screditare la Russia e la Cina: analisi di Davide Rossi

L'autore: Davide Rossi