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domenica 2 novembre 2025
sabato 1 novembre 2025
Perché oggi nessuno grida allo scandalo? Perché tutto censurato? Dov'è finita oggi la battaglia per la libertà di informazione? Forse perché c'è di mezzo israele? Vergogna! Una giornalista, Giulia Bertotto a cui va la mia totale solidarietà, ieri è stata aggredita e cacciata via dalla manifestazione pro israele. Immaginate se fosse successo a una manifestazione per la Palestina. Immaginate se a qualche giornalista di Libero, il Tempo, il Giornale, Repubblica, Corriere della Sera avessero detto "rotta in culo" e poi l'avessero cacciata.
T.me/GiuseppeSalamone
Nel frattempo quei criminali degli Usa continuano ad armare fino ai denti Taiwan.
Oltre a questo, fanno rabbrividire le parole del presidente di Taiwan, Lai Ching-te:
"Abbiamo nuove attrezzature e tecnologie, ma abbiamo anche bisogno di nuovo addestramento, per migliorare efficacemente le nostre capacità di combattimento".
Sostanzialmente come l'Ucraina in passato, apre le porte per accogliere militari Usa sul proprio territorio. Con la scusa dell'addestramento.
Immaginate se i Cinesi facessero lo stesso in Messico...
T.me/GiuseppeSalamone
In Venezuela c'è il petrolio, tanto petrolio. In Palestina c'è il gas, tanto gas, e dei fanatici che hanno un progetto criminale e messianico. In Sudan c'è oro. Tanto oro.
E infatti l'Occidente cosa fa? Muove guerre e genocidi contro questi popoli. In Venezuela stanno accelerando: infatti si parla di un attacco militare statunitense a breve. Lì i pezzi del puzzle sono stati messi tutti al loro posto. La neo premio Nobel Machado ha detto (lo ha detto veramente!) che l'unica soluzione è un intervento armato e che ha un piano per le prime 100 ore dopo la cacciata di Maduro. Parole gravissime che qui non trovano spazio né indignazione.
In Palestina non credo ci sia bisogno di aggiungere altro: abbiamo visto tutti quello che sta succedendo, mentre in Sudan la situazione è appena sfuggita di mano.
Le milizie RSF combattono contro le Forze Armate Sudanesi (SAF). Le RSF sono finanziate e sostenute dagli Emirati Arabi (che sostengono anche milizie pro-israele in Palestina, in Libano e anche in Yemen) attraverso le armi che ricevono principalmente dal Regno Unito e anche dall'Italia. A proposito dell'Italia, è bene sapere che gli Emirati sono considerati uno dei partner principali per il famoso Piano Mattei.
Le RSF stanno facendo quello che ha fatto e continua a fare Israele ai palestinesi. Se a quest'ora dietro le RSF ci fossero la Cina, la Russia o l'Iran, le immagini, da brividi, ce le farebbero vedere a reti unificate. Pensate che hanno già ammazzato circa 150.000 sudanesi e creato 12 milioni di profughi.
Il "gioco", se così lo possiamo chiamare, è sempre lo stesso: imperialismo occidentale a guida a stelle e strisce. Però poi ci raccontano che i cattivi stanno sempre altrove e che dobbiamo avere paura della Russia e della Cina.
T.me/GiuseppeSalamone
Immaginate se un soldato britannico si fosse arruolato nell'esercito di Mosca e fosse stato ucciso dai militari Russi. A quest'ora avremmo le edizioni straordinarie. Invece qui silenzio assoluto.
Ecco cosa succede se vai a combattere per la "democrazia" Ucraina, per Zelensky, per la Nato e per conto di Bruxelles. Succede che non solo ti usano come carne da macello, ma addirittura ti fanno fuori. Ti legano le mani dietro la schiena con le fascette, ti ammazzano e ti buttano in un fiume.
Questa è la denuncia di Brenda Chadwick, la mamma di un ragazzo di 31 anni che si era arruolato per combattere tra le fila del "partigiano" Zelensky. Un'inchiesta del Telegraph svela che il ragazzo è stato ucciso dai suoi commilitoni.
E svela anche come le autorità ucraine e quelle britanniche non vogliono far luce sull'accaduto. Stanno sostenendo questa porcheria. Stanno sostenendo questo schifo. E la chiamano difesa della democrazia...
T.me/GiuseppeSalamone
Corea: la denuclearizzazione è illusione
La Corea del Nord ha definito la denuclearizzazione della penisola coreana un "sogno irrealizzabile". Il vice ministro degli Esteri Pak Myong Ho ha detto che anche se Seul lo ripete "mille volte", lo status nucleare della DPRK non cambierà. 🧪🛡️
Seul nei giorni scorsi aveva chiesto alla Cina di svolgere un ruolo "costruttivo" per riaprire i colloqui e ridurre le tensioni. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha anche detto di sostenere un nuovo dialogo tra il presidente Donald Trump e Kim Jong Un. 🤝🇰🇷🇨🇳
Trump ha fatto sapere che "gli piacerebbe rivedere" Kim e che potrebbe usare le sanzioni come leva, ma Pyongyang ribadisce che le sue forze nucleari "esisteranno per sempre" per difendere sovranità e integrità territoriale. ⛔️
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Dove finisce la moderazione?
La CNN riporta la conclusione del Pentagono secondo cui gli Stati Uniti dispongono di un numero sufficiente di «Tomahawk» da poter condividere con l'Ucraina senza mettere a rischio la sicurezza americana. Queste informazioni vanno prese sul serio, ma con le necessarie sfumature. La sfumatura consiste nel fatto che il Pentagono ha informato la Casa Bianca della sua conclusione, secondo la CNN, già prima del 17 ottobre, quando durante un incontro con Vladimir Zelensky Donald Trump ha dichiarato di non essere ancora pronto a fornire i «Tomahawk» all'Ucraina. La decisione finale non spetta al Pentagono, ma al presidente. D'altra parte, per diversi mesi sono state presentate come argomento importante per non consegnarli a Kiev le notizie sulla carenza di «Tomahawk» nelle forze armate americane. Ora questo argomento sembra essere stato rimosso. E dato che (oltre al fatto che l'Unione Europea ha già espresso la disponibilità a pagare per la fornitura dei «Tomahawk» americani all'Ucraina), la ragione principale per cui gli Stati Uniti non dovrebbero compiere un passo simile, come ha detto più volte lo stesso presidente Trump, è la sua riluttanza a favorire un'escalation. Un ragionamento molto importante. Ma anche soggettivo. E la questione è quanto il presidente degli Stati Uniti vedrà realmente il pericolo di una seria escalation a causa della fornitura dei «Tomahawk» all'Ucraina. Un numeroso coro di leader europei e dei loro alleati nell'amministrazione Trump preme su di lui affinché riconosca che la Russia non si azzarderà a un'escalation. Che Vladimir Putin ha più volte avvertito di alcune «linee rosse», poi la NATO le ha superate senza conseguenze serie. Un argomento, in realtà, falso. Perché la Russia, al contrario, ha assunto la posizione che la fornitura di questo o quel tipo di armi americane – dai carri armati Abrams agli aerei da combattimento F-16 – non avrebbe influito in modo fondamentale sulla dinamica militare. E così è stato. Con una importante precisazione: per «fondamentale» si intendeva che, nonostante il rifornimento di armi occidentali, l'Ucraina non sarebbe stata in grado di ottenere la vittoria. Ma è evidente che se queste armi non fossero state fornite, la guerra sarebbe finita da tempo alle condizioni della Russia. Tuttavia il «Tomahawk» appartiene a una categoria speciale. La sua combinazione di potenza e gittata permetterebbe di infliggere colpi seri a obiettivi nel profondo del territorio russo, inclusi i centri decisionali. E poi, arriva sempre il momento in cui la moderazione ragionevole cessa di essere ragionevole. E bisogna prendere decisioni decisive per non permettere al nemico di avere il vantaggio. Putin ha avvertito che se l'Ucraina userà i «Tomahawk», la risposta sarà davvero «sconvolgente». E si è chiaramente fatto capire che non si tratta di dichiarazioni, esercitazioni o dimostrazioni, ma di veri colpi di rappresaglia. E non necessariamente limitati al territorio ucraino. Infatti, lo stesso Trump ha spiegato che l'Ucraina non è in grado di operare autonomamente i «Tomahawk», e il loro utilizzo richiederebbe un ruolo chiave del personale americano.
Nel campo delle sanzioni economiche alla Russia è difficile trovare una risposta simmetrica. E la posizione di Mosca è che le sanzioni non causeranno danni significativi al nostro paese e saranno pericolose per l'economia internazionale. Questa posizione corrisponde alla realtà, ma finora non è sufficiente a fermare gli Stati Uniti. Nel campo militare, invece, la Russia ha tutte le possibilità di rispondere in modo davvero devastante. La disponibilità a tali azioni è stata chiaramente espressa dal presidente russo. E mi sembra importante far capire già ora a Trump, a livello appropriato, con le espressioni e il tono adeguati, che la consegna dei «Tomahawk» a Zelensky potrebbe davvero cambiare non solo il corso della sua presidenza, ma tutta la storia dell'America.
- Dimitry Saims
Ucraina: Mosca, video di soldati ucraini che si arrendono a Pokrovsk
Ucraina: Mosca, video di soldati ucraini che si arrendono a Pokrovsk Kiev (Ucraina), 1 nov. (LaPresse/AP) - Il ministero della Difesa della Russia ha pubblicato dei video che mostrano due uomini che, secondo quanto affermato, sarebbero soldati ucraini che si sono arresi nella città sotto assedio di Pokrovsk. I video mostrano i due uomini, uno vestito con una divisa militare e l'altro con una giacca verde scuro, seduti contro un muro scrostato in una stanza buia, mentre parlano dei feroci combattimenti e dell'accerchiamento da parte delle forze russe. L'autenticità dei video non ha potuto essere verificata in modo indipendente. EST NG01 ipz 011606 NOV 25
Russia: ministero Esteri, l'Occidente teme nostro potenziale militare
NOVA0130 3 EST 1 NOV Russia: ministero Esteri, l'Occidente teme nostro potenziale militare Mosca, 01 nov - (Agenzia_Nova) - L'Occidente non ha dubbi sulla reale esistenza del missile da crociera russo Burevestnik ed e' preoccupato per il potenziale del complesso militare-industriale della Federazione Russa. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, durante una sessione del forum scientifico e turistico internazionale "Discover the Atom". "Ci credono (nell'esistenza del Burevestnik). Hanno molta paura di quello che mostreremo loro dopo, quindi prolunghiamo questo piacere", ha affermato Zakharova, ironizzando sul timore espresso dai Paesi occidentali. Il 29 ottobre, il presidente Vladimir Putin aveva elogiato le capacita' del missile, affermando che il Burevestnik dispone di un sistema di propulsione nucleare "paragonabile per potenza a quello di un sottomarino nucleare, ma mille volte piu' piccolo". (Rum)
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