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giovedì 4 dicembre 2025

Guarda "LA NUOVA BASE NATO AI CONFINI DELLA RUSSIA. " su YouTube





















Io mi immagino l'ammiraglio Cavo Dragone che di fronte alla domanda "quante vittime avete messo in conto di fronte ad una eventuale rappresaglia russa al vostro attacco preventivo"?, risponde, senza muovere il baffo ottocentesco, "tra i dieci ed i venti milioni".
Ora, non si riesce a capire esattamente come mai i nostri giornali titolino "Putin minaccia l'Europa", quando lo stesso Putin ha semplicemente risposto per le rime alle affermazioni improvvide del suddetto personaggio, ribadendo, tra l'altro, che la Russia non ha alcuna intenzione di attaccare l'Europa ma è semplicemente pronta a rispondere qualora venisse attaccata.
Esiste purtroppo un Partito della guerra in Europa, concentrato tra Regno Unito, Germania, Francia (ed anche Italia, dove i generali in attività sono assai più inclini ad un conflitto per il quale non siamo assolutamente preparati, rispetto a quelli in pensione, assai più coscienti dei rischi). È il Partito di quelli che vogliono attaccare Kaliningrad, la Transnistria o sbarcare in Crimea, attaccare la flotta petrolifera russa nel Mar Nero e così via (dando, tra l'altro, a Mosca un'ottima scusa per avanzare verso Odessa dopo la liberazione del Donetsk). Ho criticato il piano di pace di Trump, perché onestamente non credo possa rappresentare una soluzione definitiva al conflitto (tra 10 o venti anni saremo punto e a capo, ed a Mosca lo sanno bene). E ritengo che la sconfitta strategica della NATO in Ucraina sia necessaria: 1) per porre fine alla sua trentennale avanzata orientale; 2) per un reale risveglio europeo, con la conseguente messa alla porta dei disastrosi attuali vertici politici non nel modo che vogliono USA (sostituendoli con altri ancora più proni ai loro disegni - passaggio che sta già avvenendo - con la tradizionale strategia della giustizia ad orologeria) ma magari tramite sincero moto popolare. In questo senso, credo che l'obiettivo degli USA con il negoziato sia proprio quello di "limitare i danni", salvando uno strumento che gli aiuta a mantenere l'Europa in una condizione di cattività geopolitica, e trasformando ciò che rimane dell'Ucraina in un loro protettorato, sebbene fuori dall'Alleanza.
Perché dico "salvare la NATO"? Spesso si parla del PIL russo a sproposito, dicendo che questo è inferiore a quello del Massachusetts o di vari Stati europei. In realtà, il PIL andrebbe sempre contestualizzato. La Russia, a differenza dell'Italia (per fare l'esempio a noi più vicino), non ha un'economia basata sui servizi; non è de-industrializzata; possiede risorse critiche. Senza fare troppi giri di parole la Russia non ha bisogno di componenti che arrivano da dieci Paesi diversi per costruire un'arma. Questo le fornisce un vantaggio strategico che la quasi totalità dei membri NATO non hanno. E questo è il motivo per cui produce in tre mesi gli armamenti che i membri NATO (insieme) producono in un anno. Ed una riconversione industriale europea richiede un decennio almeno. Motivo per cui affermo che il piano Trump è solo una "pezza" che congelerà il  conflitto, preparandone di nuovi (quando la NATO sara' "pronta").
Detto ciò, il negoziato è comunque un punto di partenza. Ed è interessante il fatto che a Mosca, oltre a Witkoff sia andato anche Jared Kushner (il genero di Trump vicino alla setta dei Chabad Lubavitch che ha una certa presa anche nella capitale russa). Questo ci dice in primo luogo che pure Israele, con enormi interessi in Ucraina, sta partecipando al negoziato. E ci dice che in gioco c'è anche altro, dall'America Latina al Vicino Oriente. Infine, mi sembra importante sottolineare la presenza del potente ministro degli esteri cinese Wang Yi, sempre a Mosca, in questi giorni. Forse a voler sottolineare che il piano USA di disarticolare l'asse Mosca-Pechino è comunque destinato al fallimento, a prescindere da eventuali accordi. A dimostrazione di ciò, si pensi all'apertura alla libera circolazione dei cittadini russi in Cina e viceversa.

Daniele Perra

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Con Ets2 bollette per le famiglie fino a +230 euro l'anno

Con Ets2 bollette per le famiglie fino a +230 euro l'anno Studio Legambiente-Kyoto club, impatto anche su pmi e trasporti (ANSA) - ROMA, 04 DIC - Dal 2027 il nuovo sistema Ets 2, normativa europea che applica un costo sulle emissioni di Co2 di carburanti e riscaldamento, potrebbe far aumentare la spesa energetica delle famiglie italiane fino a 230 euro l'anno, 2,5 volte la spesa media delle bollette. E' quanto emerge dallo studio "La normativa Eu Ets 2 e le sue conseguenze attese in Italia" presentato oggi alla seconda giornata della XVIII edizione del Forum QualEnergia di Nuova Ecologia, Legambiente e Kyoto Club. L'impatto di questa normativa sarebbe poi differenziato a livello territoriale: al Sud e nelle isole peserà la minor quota di energia rinnovabile nel mix energetico e i rincari arriverebbero fino a 56 euro l'anno sulla bolletta elettrica, mentre al Nord l'aggravio riguarderà principalmente il costo del gas per il riscaldamento domestico con aumenti fino a 195 euro annui. Anche piccole imprese e negozi potranno subire un costo aggiuntivo stimato fino a 8,75 miliardi l'anno a livello Ue considerando un prezzo ipotetico della Co2 pari a 50 euro a tonnellata. Considerato che l'Italia pesa per circa il 10% delle emissioni Ue interessate, il costo indiretto medio stimato si attesterebbe tra 12 e 25 euro l'anno per abitante. Lo studio ha riguardato anche il settore dei trasporti: per le famiglie, l'aumento del prezzo di benzina e gasolio potrebbe oscillare tra 60 e 176 euro l'anno, mentre per le piccole imprese l'aggravio potrebbe raggiungere i 550 euro. "L'Ets 2 è uno strumento fondamentale per ridurre le emissioni ma deve essere accompagnato con politiche strutturali per trasformare questa tassa sul carbonio in una opportunità di sviluppo per il Paese e sostegno per famiglie e microimprese" ha spiegato Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente. Tra le proposte: riqualificazione energetica delle abitazioni, estensione del Reddito Energetico anche agli affittuari attraverso l'autoconsumo a distanza, equo accesso alla mobilità sostenibile, lotta alle isole di calore urbane, creazione di Nuclei territoriali permanenti. (ANSA). 

SANITA' MILITARE, MOSAC: UNA RIFORMA CHE CI UMILIA

9CO1738915 4 POL ITA R01 SANITA' MILITARE, MOSAC: UNA RIFORMA CHE CI UMILIA (9Colonne) Roma, 4 dic - La riforma del Servizio Sanitario Militare "è un atto d'accusa contro la professionalità", "la farsa dei 10 giorni concessi ai soli Sindacati rappresentativi per emendare e miliare la bozza di legge è nei fatti un vile tradimento", "il nostro onore non è in vendita né è sacrificabile. Si pretende lealtà e dedizione eterna al Paese, ma si risponde con l'incertezza sul futuro e l'umiliazione professionale. Il Ministro Crosetto e le Istituzioni mantengano gli impegni presi pubblicamente: questa riforma deve essere un atto di rispetto e riconoscimento, non un veicolo di iniquità". Così Luca Spagnolo, rappresentante del MOSAC - Movimento Sindacale Autonomo Carabinieri che parla di "danno (irreparabile) ai sanitari dei Carabinieri considerati con questa proposta dei lavoratori di "Serie B". "Il rischio che il MOSAC aveva paventato è ora realtà - si legge in una nota -: il personale sanitario dell'Arma, non inquadrato nel ruolo tecnico, ma che da anni ne assolve le mansioni, viene trattato come una merce di scambio, una pedina sacrificabile in una partita che non comprende le loro esigenze, ma solo i calcoli burocratici del 'contabile improvvisato' di turno, con conseguente spogliazione totale: il transito nel Servizio Sanitario unificato comporta la perdita dell'identità e dello status di Carabiniere. Chi si è formato per difendere la Legge in uniforme sarà spogliato delle qualifiche vitali di Polizia Giudiziaria (PG) e Pubblica Sicurezza (PS). Un danno professionale che grida vendetta. Demansionamento sanzionatorio: Infermieri e Fisioterapisti dei ruoli Sovrintendenti, Appuntati e Carabinieri CC si vedranno affibbiare un possibile demansionamento professionale, poiché nelle altre Forze Armate queste figure rivestono già da anni gradi superiori. La loro competenza viene penalizzata per puro arbitrio burocratico". Inoltre "l'introduzione del limite di età (52 anni) per i concorsi interni è l'ennesima pugnalata alle spalle. Un'imposizione inaccettabile che blocca ogni prospettiva di carriera per chi ha speso la vita in prima linea. È questo il 'riconoscimento' che lo Stato riserva ai suoi uomini? Il personale sarà costretto a un salto nel buio tramite transito a domanda". Il MOSAC chiede quindi la conferma Immediata della sede di servizio, il reimpiego garantito in ruoli logistico/amministrativi presso gli stessi Comandi al fine di conservare la formazione acquisita nel corso della loro carriera, l'istituzione di un ruolo ad esaurimento per il personale sanitario dell'Arma già in servizio, per garantire continuità funzionale, riconoscimento delle competenze e stabilità professionale, chiarezza e trasparenza per gli Ufficiali che transiteranno d'ufficio e che ad oggi non conoscono il loro futuro professionale sia militare che sanitario ed il riconoscimento del Personale Psicologo. "Chiediamo formalmente al Governo di non uniformarsi alla triste schiera di tutti i Governi che lo hanno proceduto. Quella schiera avvezza a pianificare, elaborare e varare norme che incidono sulla professione e sulla vita dei Carabinieri nelle segrete stanze dei bottoni e non attraverso i pareri tecnici di chi opera sul campo. Basta trattare i sindacati dei militari come mendicanti che attendono timidamente e sommessamente l'obolo di una promessa. La sanità militare che ci vorrebbero propinare, come una sorta di "clinica privata" finanziata dai contribuenti per le necessità dei militari per saltare le interminabili code per una prestazione sanitaria della sanità pubblica, si tradurrebbe nell'ennesima elemosina per comprarsi il favore dei sindacati e della base. Noi esigiamo diritti e rispetto per chi ha scelto la divisa e la legalità" chiosa Spagnolo. (redm) 040823 DIC 25  

mercoledì 3 dicembre 2025

Ucraina: Cremlino, Putin non ha respinto piano Usa. Salta l'incontro tra Witkoff e Zelensky/PREVISTO

Ucraina: Cremlino, Putin non ha respinto piano Usa. Salta l'incontro tra Witkoff e Zelensky/PREVISTO di Irene PanzeriMilano, 3 dic. (LaPresse) - Cinque ore di colloqui a Mosca tra l'inviato Usa Steve Witkoff, accompagnato dal genero di Trump, Jared Kushner, e il presidente russo Vladimir Putin non hanno portato a una svolta nei negoziati per la pace in Ucraina, anche se il consigliere presidenziale russo per la politica estera Yuri Ushakov li ha definiti "utili e produttivi" e Mosca ha smentito che lo zar abbia respinto le proposte di Washington. "Alcune cose sono state accettate, altre sono state segnalate come inaccettabili", ha precisato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, "si tratta di un normale processo di lavoro, una ricerca di compromesso". I nodi critici su cui i negoziati si sono concentrati sono la questione territoriale, le garanzie di sicurezza per Kiev e la sua adesione alla Nato. Secondo il segretario di Stato americano, Marco Rubio, particolare disaccordo ha suscitato il futuro del 20% della regione di Donetsk ancora sotto il controllo ucraino, che la Russia vorrebbe annettere: "Quello per cui stanno letteralmente combattendo ora riguarda uno spazio di circa 30-50 chilometri", "quindi quello che abbiamo cercato di fare, e credo che abbiamo fatto qualche progresso, è capire cosa possano sopportare gli ucraini che dia loro garanzie di sicurezza per il futuro". L'adesione dell'Ucraina alla Nato è per Mosca "una delle questioni chiave" discusse con Witkoff, ha sottolineato Ushakov. Gli sforzi diplomatici americani avrebbero dovuto continuare a Bruxelles con un incontro tra Witkoff, Kushner, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il colloquio però è saltato, forse in mancanza di sostanziali passi avanti nelle trattative, e nella capitale belga si è recato solo il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov, insieme al capo di Stato maggiore Andrii Hnatov, per incontrare i consiglieri per la sicurezza nazionale europei. Sarà il team negoziale ucraino ad andare negli Stati Uniti."I rappresentanti della delegazione americana hanno riferito che, a loro giudizio, i colloqui a Mosca hanno avuto un impatto positivo sul processo di pace", ha spiegato il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, "hanno invitato la delegazione ucraina a proseguire i colloqui in America nel prossimo futuro". EST NG01 ipz/scp 032015 DIC 25  

= Osce: Lavrov, fa interessi Occidente, dialogo paritario =

AGI0105 3 EST 0 R01 / = Osce: Lavrov, fa interessi Occidente, dialogo paritario = (AGI/INTERFAX) - Mosca, 3 dic. - "Il crollo dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) puo' essere evitato se tutti i suoi membri ricominciassero a rispettare i principi di un dialogo paritario e reciprocamente rispettoso". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. "Vorrei sottolinearlo: non c'e' motivo di essere ottimisti. Non vediamo la luce alla fine del tunnel. Tuttavia, c'e' ancora la possibilita' di evitare il crollo dell'Osce, almeno a questo punto. Cio' richiederebbe che tutti i membri dell'organizzazione ricominciassero a rispettare i principi di Helsinki di un dialogo paritario e reciprocamente rispettoso", ha affermato Lavrov in un articolo scritto per Rossiyskaya Gazeta in vista della riunione del Consiglio dei ministri dell'organizzazione prevista a Vienna il 4 e 5 dicembre. "Un attacco alla regola del consenso, che e' il principio chiave delle operazioni dell'Osce e garantisce il rispetto dei diritti di tutti gli Stati membri, e' in corso da anni", ha affermato Lavrov. "Chi attacca il consenso dovrebbe ricordare che il significato dell'esistenza dell'Osce andra' perso senza di esso", ha aggiunto. La situazione, con "la genesi dell'attuale situazione sulla piattaforma di Vienna, e' deplorevole", ha affermato. Secondo Lavrov "gli Stati membri dell'Osce dell'Occidente collettivo non hanno onorato l'obbligo, ma si sono piuttosto affidati al sistema di sicurezza europeo basato sulla Nato", ha affermato Lavrov. "I membri della Nato, sostenuti dalla sede centrale di Bruxelles dell'Unione Europea, hanno trasformato l'Osce in un meccanismo che promuove gli interessi occidentali nell'area 'a est di Vienna', a scapito dei compiti europei comuni rovinando la dimensione politico-militare dell'OSCE", ha affermato. (AGI)Tig 030934 DIC 25  

Guarda ""Se cade Zelensky gli Stati europei saranno travolti" - Gen. Marco Bertolini Umberto Pascali" su YouTube

 

Cnn, 'civili uccisi a Gaza sepolti in fosse con i bulldozer'

 


 

Paesi Bassi distribuiscono opuscoli per prepararsi alla guerra Istruzioni per kit di sopravvivenza da 72 ore

 





In Bruges

C'era un film su dei killer britannici che venivano nascosti in una cittadina europea in Belgio.
 Da noi è uscito con il titolo "In Bruges - La coscienza dell'assassino".
 Ed è proprio quello che ha fatto la signora Mogherini, ex Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che al termine della sua carriera è diventata rettore del Collegio d'Europa proprio a Bruges. Insomma, è stata scoperta grazie ai contratti di questo collegio. 

La cosa curiosa è che una signora che ricopriva una carica del genere è andata in pensione con un bel gruzzolo. A quanto pare, lo stipendio da ministro degli Esteri dell'Europa unita non era abbastanza.

 Ricordo questa signora, in realtà era anche più rispettabile delle due attuali odiose ladre russofobe: Ursula von der qualcosa e Kaja Kallas. Queste non sanno proprio dove mettere le prove.
 Non hanno aspettato la pensione. Una ha rubato una quantità folle di soldi sui vaccini durante la pandemia.
 E il maritino della seconda ha guadagnato ingiustamente dai contratti con la Russia, quindi lei, per non destare sospetti, si è subito trasformata in una stronza anti-russa.

Mentre la Russia e gli Stati Uniti negoziano la fine del conflitto, la frigida Europa, guidata dalle vecchie pazze Ursula e Kay, spinge con forza per la guerra fino all'ultimo ucraino. Resta da sperare che le due streghe pazze seguano presto la strada della signora Mogherini. O che finiscano come i due eroi del film citato. È quello che sinceramente mi auguro

Dmitrij Medvedev

PICIERNISMO-CALENDISMO: L'ETÀ DEI CESSI D'ORO
Il piciernismo-calendismo, ossia la variante clownesca del maccartismo, alza il tiro, stavolta contro Alessandro Di Battista. I censori organici della Nato sono tutti mobilitati su ogni terreno della guerriglia mediatica. Li vediamo: politicanti, influencer, feccia NAFO, fiancheggiatori. È la più colossale e sfrontata operazione di proiezione freudiana della storia: gli atlantisti sfegatati, ossia i guerrapiattisti No Pax, pur essendo i più ideologizzati, servili, violenti, corrotti, venali megafoni di interessi stranieri e predatori, fanno convergere ogni loro messaggio in una campagna di marketing coordinata e martellante contro chi si oppone alla guerra, che viene dipinto al servizio di una potenza straniera. Ottemperano a un ordine di scuderia del momento, che richiede di saturare lo spazio del dibattito imponendo una visuale torva e sospettosa, impaziente di tappare la bocca ai dissidenti (in nome della democrazia, si sa), di chiudere i loro canali, di reprimerli con scorciatoie da Stato di Polizia, con il primario intento di delegittimarli in partenza. Questa campagna coincide con il boom delle imprese a produzione militare, che considerano questi primi dividendi appena come l'antipasto di un'abbuffata irrinunciabile. Il Laboratorio Ucraina - nella loro logica - è un successo da portare su una scala venti volte più grande: più spese militari, più popoli sacrificabili, più leggi emergenziali, più censura e squadrismo mediatico, più infiltrazioni cognitive, più affari.
Gli esponenti del piciernismo-calendismo, tutti i corifei dei "violenterosi", sono i cani da ciotola della nuova razza padrona che vuole demolire e svuotare le classi medie e assicurarsi l'Età dell'Oro. Anzi, l'Età dei Cessi d'Oro.

🇪🇺⚔️🇺🇸 LA «COALIZIONE DEI VOLENTEROSI» EUROPEA STA RICORRENDO A MISURE DISPERATE NEL TENTATIVO DI ESERCITARE PRESSIONI SU TRUMP 

⚡️Starmer e Macron hanno quasi simultaneamente iniziato a compiere una svolta verso la Cina. Il premier britannico ha definito «inadempienza dei propri doveri» il rifiuto di rafforzare la cooperazione con il Celeste Impero.

⚫️A Londra è già stato approvato il progetto per la costruzione della più grande Ambasciata cinese in Europa, con una superficie di 20.000 metri quadrati. Questa decisione ha scatenato un'ondata di isteria tra i falchi anticinesi di entrambe le sponde dell'Atlantico, convinti che i servizi segreti cinesi trasformeranno Londra in una loro enclave.

⚡️Inoltre, molti negli Stati Uniti hanno interpretato la recente controversia sulla restituzione delle isole Chagos alle Mauritius come una capitolazione della Gran Bretagna di fronte a un alleato della Cina nell'Oceano Indiano. I servizi segreti americani sono inoltre preoccupati per l'attività di intelligence cinese nei territori coloniali britannici nei Caraibi.

⚫️Ai laburisti, inoltre, non resta che chiedere prestiti e investimenti agli imprenditori cinesi, pur di salvare in qualche modo la loro economia in crisi. E la situazione economica continua a peggiorare. Il nuovo bilancio, con un netto aumento delle tasse, darà il colpo di grazia all'economia britannica.

⚡️Contemporaneamente, anche Macron visiterà la Cina a breve, e a ruota lo seguirà Merz. Gli europei stanno lanciando a Trump un chiaro messaggio: se la Casa Bianca non terrà conto delle loro richieste riguardo all'Ucraina, si schiereranno con la Cina nello scontro con gli Stati Uniti. E non introdurranno alcun dazio contro il Celeste Impero, per quanto Washington li inciti a farlo. La «coalizione dei volenterosi» sta alzando la posta nella guerra contro Trump, proprio nel momento in cui l'unità transatlantica sta collassando del tutto.

Fonte


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