LA RUSSA, BARBERA (PRC): "COSA ASPETTA MATTARELLA AD INTERVENIRE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA?" (AGENPARL) - Mon 29 December 2025 LA RUSSA, BARBERA (PRC): "COSA ASPETTA MATTARELLA AD INTERVENIRE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA?" "Ignazio La Russa non è un opinionista qualunque. È il Presidente del Senato della Repubblica, seconda carica dello Stato, e proprio per questo la sua celebrazione della nascita del Movimento Sociale Italiano rappresenta un fatto di una gravità istituzionale senza precedenti. Il MSI fu fondato da gerarchi fascisti e reduci della Repubblica di Salò, in continuità politica e ideologica con il fascismo sconfitto dalla Resistenza. Che la seconda carica dello Stato ne rivendichi la "storia" e la "dignità", e che lo faccia dileggiando chi richiama i valori costituzionali, equivale a un attacco diretto ai fondamenti della Repubblica nata dalla Liberazione. Ancora più inquietante è l'arroganza con cui La Russa ha risposto alle critiche, bollando come "ignoranza voluta" le prese di posizione dell'ANPI, di forze politiche e di cittadine e cittadini che si riconoscono nella Costituzione antifascista. È un insulto alla memoria della Resistenza, ai milioni di antifascisti, ai deportati, ai partigiani e a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile la democrazia di cui oggi La Russa occupa uno dei vertici istituzionali. Non siamo di fronte a una scivolata verbale, ma a un'operazione politica consapevole di revisionismo storico e di legittimazione istituzionale di una tradizione politica nata in aperta contrapposizione ai valori della Costituzione, portata avanti per di più dal cuore stesso delle istituzioni. È la conferma che la destra al governo non si limita ad amministrare il Paese, ma tenta di riscrivere l'identità della Repubblica, svuotando l'antifascismo del suo valore fondativo. Di fronte a un simile e grave strappo istituzionale, cosa aspetta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante della Costituzione, ad intervenire? È in gioco il rispetto del principio antifascista su cui si fonda l'ordinamento repubblicano. Il silenzio, in questo caso, non è neutrale". Lo dichiara Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista. 2025-12-29 18:04:14 4552013 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/12/29/la-russa-barbera-prc-cosa-aspetta-mattarella-ad-intervenire-in-difesa-della-costituzione-antifascista/
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lunedì 29 dicembre 2025
Russia-Usa: Cremlino, Putin ha avvisato Trump su attacco ucraino contro residenza presidenziale
NOVA0467 3 EST 1 NOV Russia-Usa: Cremlino, Putin ha avvisato Trump su attacco ucraino contro residenza presidenziale Mosca, 29 dic - (Agenzia_Nova) - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha richiamato l'attenzione del presidente statunitense, Donald Trump, sull'attacco di droni ucraini ai danni di una residenza presidenziale nella regione di Novgorod. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov dopo la telefonata intercorsa tra Putin e Trump. A denunciare il tentato attacco era stato in precedenza il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. "Quasi subito dopo quello che gli Stati Uniti considerano un round di negoziati di successo a Mar-a-Lago, il regime di Kiev ha lanciato un attacco terroristico con droni a lungo raggio su larga scala, un attacco alla residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod", ha detto Ushakov ai giornalisti. Putin ha detto a Trump che il tentativo delle Forze armate ucraine di attaccare una residenza di Stato non rimarra' senza risposta, ha aggiunto il consigliere presidenziale russo. (Rum)
Ushakov: "Trump scioccato" da azione di Kiev
Ushakov: "Trump scioccato" da azione di Kiev Ushakov: "Trump scioccato" da azione di Kiev Trump secondo il Cremlino: "per fortuna, non ha dato i Tomahawk" Roma, 29 dic. (askanews) - Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente russo Vladimir Putin, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, oggi è rimasto scioccato e furioso dopo aver appreso di un presunto tentativo di attacco alla residenza statale di Putin nella regione di Novgorod. "Il presidente degli Stati Uniti è rimasto scioccato da questo messaggio (sull'attacco alla residenza di Putin,ndr), è letteralmente indignato e ha affermato che non poteva nemmeno immaginare azioni così folli (da parte dell'Ucraina,ndr)", ha detto Ushakov ai giornalisti.(Segue) Ldc 20251229T175345Z
Ushakov: "Trump scioccato" da azione di Kiev -2-
Ushakov: "Trump scioccato" da azione di Kiev -2- Ushakov: "Trump scioccato" da azione di Kiev -2- Roma, 29 dic. (askanews) - Secondo quanto riferito da Ushakov, Trump avrebbe aggiunto che l'incidente avrebbe influenzato l'approccio degli Stati Uniti alla collaborazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al quale, come ha sottolineato lo stesso Trump, l'attuale amministrazione "per fortuna, non ha dato i Tomahawk". Ldc 20251229T175404Z
🎙️Intervista rilasciata da Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, all'agenzia «TASS» (28 dicembre 2025)
Punti chiave
• Constatiamo che il regime di Zelensky e i suoi curatori europei non si mostrano disponibili a condurre dei negoziati costruttivi. <…> A sua volta, quasi tutta l'Europa, con davvero poche eccezioni, continua a rifornire il regime di denaro e armi, mentre sogna che l'economia russa collassi sotto il peso delle sanzioni. Dopo il cambio di amministrazione avvenuto negli Stati Uniti, sono l'Europa e l'Unione europea ad essere divenute il principale ostacolo alla pace. Lì non nascondono i loro piani volti a prepararsi a una guerra contro la Russia.
• L'Unione europea sta attuando una linea volta allo smantellamento dei meccanismi di interazione e cooperazione con la Russia, e questo già a partire dal 2014 circa. Le élite al potere nella maggior parte dei Paesi europei <…> stanno fomentando nella società sentimenti russofobici e militaristi.
• Se figure come Ursula von der Leyen, Friedrich Merz, Keir Starmer, Emmanuel Macron e altri con loro abbiano o meno superato il punto di non ritorno, è una questione complessa. Stiamo osservando come, per ora, il "partito della guerra" europeo, che ha investito il proprio capitale politico nell'idea legata all'infliggere alla Russia una sconfitta strategica", sia pronto ad andare fino in fondo. Le ambizioni sono letteralmente capaci di accecare: loro non soltanto non provano pietà per gli ucraini, ma, a quanto pare, non la provano neppure per la propria popolazione.
Come spiegare, altrimenti, le persistenti discussioni in corso in Europa sull'invio in Ucraina di contingenti militari nell'ambito della "coalizione dei volenterosi"? Abbiamo già dichiarato un centinaio di volte che, in quel caso, tali contingenti andranno a costituire un obiettivo legittimo per le nostre Forze Armate.
❗️Ai politici europei poco avveduti, ai quali spero verrà mostrata questa intervista, lo ripeto ancora una volta 👉 non c'è motivo di temere che la Russia attacchi qualcuno. Ma se qualcuno dovesse azzardarsi ad attaccare la Russia, la risposta sarà devastante.
Punti chiave
• Constatiamo che il regime di Zelensky e i suoi curatori europei non si mostrano disponibili a condurre dei negoziati costruttivi. <…> A sua volta, quasi tutta l'Europa, con davvero poche eccezioni, continua a rifornire il regime di denaro e armi, mentre sogna che l'economia russa collassi sotto il peso delle sanzioni. Dopo il cambio di amministrazione avvenuto negli Stati Uniti, sono l'Europa e l'Unione europea ad essere divenute il principale ostacolo alla pace. Lì non nascondono i loro piani volti a prepararsi a una guerra contro la Russia.
• L'Unione europea sta attuando una linea volta allo smantellamento dei meccanismi di interazione e cooperazione con la Russia, e questo già a partire dal 2014 circa. Le élite al potere nella maggior parte dei Paesi europei <…> stanno fomentando nella società sentimenti russofobici e militaristi.
• Se figure come Ursula von der Leyen, Friedrich Merz, Keir Starmer, Emmanuel Macron e altri con loro abbiano o meno superato il punto di non ritorno, è una questione complessa. Stiamo osservando come, per ora, il "partito della guerra" europeo, che ha investito il proprio capitale politico nell'idea legata all'infliggere alla Russia una sconfitta strategica", sia pronto ad andare fino in fondo. Le ambizioni sono letteralmente capaci di accecare: loro non soltanto non provano pietà per gli ucraini, ma, a quanto pare, non la provano neppure per la propria popolazione.
Come spiegare, altrimenti, le persistenti discussioni in corso in Europa sull'invio in Ucraina di contingenti militari nell'ambito della "coalizione dei volenterosi"? Abbiamo già dichiarato un centinaio di volte che, in quel caso, tali contingenti andranno a costituire un obiettivo legittimo per le nostre Forze Armate.
❗️Ai politici europei poco avveduti, ai quali spero verrà mostrata questa intervista, lo ripeto ancora una volta 👉 non c'è motivo di temere che la Russia attacchi qualcuno. Ma se qualcuno dovesse azzardarsi ad attaccare la Russia, la risposta sarà devastante.
Ucraina: Cremlino, Trump ha informato Putin su progressi negoziato
Ucraina: Cremlino, Trump ha informato Putin su progressi negoziato Torino, 29 dic. (LaPresse) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha informato il presidente russo Vladimir Putin dei progressi compiuti dal team di Volodymyr Zelensky per la risoluzione del conflitto. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato da Ria Novosti. "I presidenti hanno concordato molto amichevolmente di continuare il dialogo", ha detto Ushakov ai giornalisti. EST NG01 acg 291754 DIC 25
Ucraina: Cremlino, rivedremo posizione su alcuni accordi raggiunti con gli Usa
NOVA0471 3 EST 1 NOV Ucraina: Cremlino, rivedremo posizione su alcuni accordi raggiunti con gli Usa Mosca, 29 dic - (Agenzia_Nova) - La posizione della Russia sara' rivista su una serie di accordi precedentemente raggiunti con gli Stati Uniti e sulle risoluzioni nei negoziati sull'Ucraina dopo il tentato attacco di Kiev a una residenza presidenziale nella regione di Novgorod. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov dopo la telefonata intercorsa tra i presidenti di Russia e Usa, Vladimir Putin e Donald Trump. A denunciare il tentato attacco di droni ucraini era stato in precedenza il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. "Naturalmente, la posizione della Russia sara' rivista su una serie di accordi raggiunti nella fase precedente e sulle risoluzioni emergenti. Questo e' stato affermato molto chiaramente", ha detto Ushakov ai giornalisti. (Rum)
Lavrov: "Non intendiamo ritirarci dal processo negoziale con gli Usa"
Lavrov: "Non intendiamo ritirarci dal processo negoziale con gli Usa" Lavrov: "Non intendiamo ritirarci dal processo negoziale con gli Usa" La decisione in seguito all'attacco ucraino verso la residenza di Putin Roma, 29 dic. (askanews) - La Russia non intende ritirarsi dai negoziati con gli Stati Uniti sull'Ucraina dopo l'attacco delle Forze Armate ucraine alla residenza di Stato del presidente russo Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo ha dichiarato oggi ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. "Non intendiamo ritirarci dal processo negoziale con gli Stati Uniti", ha affermato il ministro. Ldc 20251229T163701Z
NTW Press - Mosca: "Droni ucraini contro una residenza di Putin, pronta una rappresaglia"
NTW Press - Mosca: "Droni ucraini contro una residenza di Putin, pronta una rappresaglia"
Mosca: "Droni ucraini contro una residenza di Putin, pronta una rappresaglia"
Lavrov: "Rivedremo gli sforzi negoziali". Kiev smentisce: "Bugie russe per giustificare la guerra"

Lunedì 29 Dicembre 2025 17:15
Mentre Donald Trump lancia segnali di ottimismo su una possibile pace in Ucraina, da Mosca arriva una clamorosa dichiarazione, che potrebbe nuovamente far saltare il banco.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato l'Ucraina di aver tentato nella notte un attacco con droni contro la residenza di Stato del presidente russo Vladimir Putin, situata nella regione di Novgorod. Secondo quanto dichiarato da Lavrov, l'operazione sarebbe stata condotta con 91 droni, tutti intercettati e distrutti dalle difese russe.
Sergej Lavrov
"Kiev ha tentato di colpire la residenza di Stato del presidente Putin. Tutti i droni sono stati abbattuti", ha affermato Lavrov, aggiungendo che la Russia non lascerà senza risposta quello che definisce un attacco diretto alle strutture presidenziali.
Mosca: "Rivista la posizione negoziale, obiettivi già definiti"
Nel corso di un incontro con i giornalisti, Lavrov ha dichiarato che l'episodio avrà conseguenze dirette anche sul piano diplomatico.
"Alla luce della degenerazione definitiva del regime criminale di Kiev, che è passato a una politica di terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà rivista", ha affermato il capo della diplomazia russa.
Lavrov ha inoltre annunciato che gli obiettivi e il momento della rappresaglia militare sono già stati stabiliti.
"Gli obiettivi per i colpi di rappresaglia e il momento in cui verranno inferti dalle forze armate russe sono stati definiti", ha dichiarato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa Tass.
La smentita di Zelensky: "Storia inventata per giustificare nuovi attacchi"
La versione di Mosca è stata fermamente smentita dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito le accuse russe "una menzogna palesemente falsa". In un messaggio pubblicato su Telegram e successivamente su X, Zelensky ha accusato il Cremlino di costruire una narrativa artificiale per legittimare l'escalation militare.
"I russi hanno inventato una storia su un presunto attacco a una residenza del dittatore russo per giustificare ulteriori bombardamenti contro l'Ucraina, inclusa Kiev, e per rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra", ha scritto il leader ucraino.
Russia is at it again, using dangerous statements to undermine all achievements of our shared diplomatic efforts with President Trump's team. We keep working together to bring peace closer.
This alleged "residence strike" story is a complete fabrication intended to justify…
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) December 29, 2025
Zelensky ha parlato di "tipiche bugie russe" e ha sottolineato che l'Ucraina non adotta azioni volte a sabotare i negoziati diplomatici.
Secondo Zelensky, proprio queste dichiarazioni russe rappresentano "un pericolo per gli sforzi diplomatici in corso con il team del presidente Trump".
"È fondamentale che il mondo non rimanga in silenzio. Non possiamo permettere alla Russia di minare il lavoro per raggiungere una pace duratura", ha affermato il presidente ucraino.
Il nodo diplomatico e il ruolo degli Stati Uniti
Le tensioni si inseriscono in un momento delicato sul fronte diplomatico. Nella stessa giornata, la Casa Bianca ha confermato che Donald Trump ha avuto una nuova telefonata con Vladimir Putin. La portavoce Karoline Leavitt ha riferito su X che si è trattato di "una conversazione positiva in merito all'Ucraina".
President Trump has concluded a positive call with President Putin concerning Ukraine.
— Karoline Leavitt (@PressSec) December 29, 2025
Scenario aperto e rischio escalation
Al momento non esistono conferme indipendenti sull'effettivo tentativo di attacco con droni alla residenza presidenziale russa. Le dichiarazioni restano quindi contrapposte e inserite in un contesto di guerra dell'informazione, che accompagna il conflitto militare sul terreno.
L'annuncio di una rappresaglia già pianificata da parte di Mosca e la revisione della posizione negoziale russa alimentano i timori di una nuova escalation, proprio mentre si moltiplicano i tentativi internazionali di riaprire un canale diplomatico credibile.
Mosca: "Droni ucraini contro una residenza di Putin, pronta una rappresaglia"
Lavrov: "Rivedremo gli sforzi negoziali". Kiev smentisce: "Bugie russe per giustificare la guerra"

Lunedì 29 Dicembre 2025 17:15
Mentre Donald Trump lancia segnali di ottimismo su una possibile pace in Ucraina, da Mosca arriva una clamorosa dichiarazione, che potrebbe nuovamente far saltare il banco.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato l'Ucraina di aver tentato nella notte un attacco con droni contro la residenza di Stato del presidente russo Vladimir Putin, situata nella regione di Novgorod. Secondo quanto dichiarato da Lavrov, l'operazione sarebbe stata condotta con 91 droni, tutti intercettati e distrutti dalle difese russe.
Sergej Lavrov
"Kiev ha tentato di colpire la residenza di Stato del presidente Putin. Tutti i droni sono stati abbattuti", ha affermato Lavrov, aggiungendo che la Russia non lascerà senza risposta quello che definisce un attacco diretto alle strutture presidenziali.
Mosca: "Rivista la posizione negoziale, obiettivi già definiti"
Nel corso di un incontro con i giornalisti, Lavrov ha dichiarato che l'episodio avrà conseguenze dirette anche sul piano diplomatico.
"Alla luce della degenerazione definitiva del regime criminale di Kiev, che è passato a una politica di terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà rivista", ha affermato il capo della diplomazia russa.
Lavrov ha inoltre annunciato che gli obiettivi e il momento della rappresaglia militare sono già stati stabiliti.
"Gli obiettivi per i colpi di rappresaglia e il momento in cui verranno inferti dalle forze armate russe sono stati definiti", ha dichiarato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa Tass.
La smentita di Zelensky: "Storia inventata per giustificare nuovi attacchi"
La versione di Mosca è stata fermamente smentita dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito le accuse russe "una menzogna palesemente falsa". In un messaggio pubblicato su Telegram e successivamente su X, Zelensky ha accusato il Cremlino di costruire una narrativa artificiale per legittimare l'escalation militare.
"I russi hanno inventato una storia su un presunto attacco a una residenza del dittatore russo per giustificare ulteriori bombardamenti contro l'Ucraina, inclusa Kiev, e per rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra", ha scritto il leader ucraino.
Russia is at it again, using dangerous statements to undermine all achievements of our shared diplomatic efforts with President Trump's team. We keep working together to bring peace closer.
This alleged "residence strike" story is a complete fabrication intended to justify…
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) December 29, 2025
Zelensky ha parlato di "tipiche bugie russe" e ha sottolineato che l'Ucraina non adotta azioni volte a sabotare i negoziati diplomatici.
Secondo Zelensky, proprio queste dichiarazioni russe rappresentano "un pericolo per gli sforzi diplomatici in corso con il team del presidente Trump".
"È fondamentale che il mondo non rimanga in silenzio. Non possiamo permettere alla Russia di minare il lavoro per raggiungere una pace duratura", ha affermato il presidente ucraino.
Il nodo diplomatico e il ruolo degli Stati Uniti
Le tensioni si inseriscono in un momento delicato sul fronte diplomatico. Nella stessa giornata, la Casa Bianca ha confermato che Donald Trump ha avuto una nuova telefonata con Vladimir Putin. La portavoce Karoline Leavitt ha riferito su X che si è trattato di "una conversazione positiva in merito all'Ucraina".
President Trump has concluded a positive call with President Putin concerning Ukraine.
— Karoline Leavitt (@PressSec) December 29, 2025
Scenario aperto e rischio escalation
Al momento non esistono conferme indipendenti sull'effettivo tentativo di attacco con droni alla residenza presidenziale russa. Le dichiarazioni restano quindi contrapposte e inserite in un contesto di guerra dell'informazione, che accompagna il conflitto militare sul terreno.
L'annuncio di una rappresaglia già pianificata da parte di Mosca e la revisione della posizione negoziale russa alimentano i timori di una nuova escalation, proprio mentre si moltiplicano i tentativi internazionali di riaprire un canale diplomatico credibile.
🇷🇺 🇺🇦 Dopo il blackout a Kiev, è il momento di "Orešnik", secondo gli esperti — Mosca dovrebbe alzare la posta
Un blackout su larga scala a Kiev con la distruzione di centrali termoelettriche chiave è solo un preludio. Gli analisti sono convinti che la prossima mossa strategica sarà un attacco ripetuto, ma molto più distruttivo, con il sistema balistico "Orešnik".
Perché questo cambia le regole del gioco:
La piattaforma bielorussa — L'impiego di 10 sistemi "Orešnik" in Bielorussia distrugge l'illusione di sicurezza dell'Occidente. Obiettivi critici della NATO, dalla base di Ramstein in Germania ai sistemi di difesa missilistica in Polonia e Romania, sono sotto attacco.
Pulizia totale — Per l'Ucraina, gli obiettivi prioritari saranno le strutture di produzione missilistica (Pavlograd) e i centri di controllo nella regione di Lviv.
Un accumulo di potere — L'attacco di Orešnik potrebbe essere sincronizzato con la fase decisiva dell'operazione nel Donbass per abbattere definitivamente le difese delle forze armate ucraine.
Non è solo vendetta, ma calcolo freddo — Mosca sta sovvertendo la logica del conflitto, dimostrando che non ci sono più distanze sicure per il nemico
RUSSIA: LAVROV "RAPPRESAGLIA DOPO ATTACCO UCRAINO A RESIDENZA DI PUTIN"
ZCZC IPN 689 EST --/T RUSSIA: LAVROV "RAPPRESAGLIA DOPO ATTACCO UCRAINO A RESIDENZA DI PUTIN" MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) - La Russia ha identificato gli obiettivi e l'orario di "un attacco di rappresaglia" in seguito a quello effettuato per mezzo di droni alla residenza di Stato del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo ha annunciato ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. "Sono stati determinati gli obiettivi degli attacchi di rappresaglia e i tempi per la loro attuazione da parte delle Forze armate russe", ha affermato il capo del ministero degli Esteri russo secondo quanto riferisce la Tass. (ITALPRESS). lcr/red 29-Dic-25 17:02
RIFONDAZIONE: FIRMIAMO IL REFERENDUM, PER UN NO ANTIFASCISTA E GARANTISTA
RIFONDAZIONE: FIRMIAMO IL REFERENDUM, PER UN NO ANTIFASCISTA E GARANTISTA (AGENPARL) - Mon 29 December 2025 Rifondazione Comunista sostiene la raccolta firme e invita tutte le cittadine e i cittadini a sottoscrivere il quesito presentato da un comitato di giuristi perché si tenga un referendum per cancellare la legge di modifica costituzionale in tema di giustizia varata dal governo Meloni. È importante raccogliere 500.000 firme sulla piattaforma on line entro e non oltre il 30 gennaio 2026. Siamo schierati per il NO con la nostra visione garantista di una giustizia orientata dai principi della Costituzione antifascista. Il referendum costituzionale contro la "controriforma" Nordio ha un carattere politico che una formazione politica antifascista non può sottovalutare. Non si voterà sulla separazione delle carriere come racconta la propaganda governativa, perché la questione è stata affrontata già dalla legislazione precedente. Stravolgono la Costituzione per portare avanti il piano di Licio Gelli e Silvio Berlusconi contro l'indipendenza della magistratura e rendere il PM subalterno alla polizia giudiziaria, cioè al governo. Una vittoria del SÌ nel referendum consentirà di rilanciare il disegno reazionario della destra contro la democrazia costituzionale, dal premierato all'autonomia differenziata che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, sta andando avanti con le pre-intese che Calderoli ha stretto con varie regioni. PERCHÉ È IMPORTANTE FIRMARE 1) Il governo Meloni, con la consueta tracotanza, vuole imporre una data ravvicinata nel mese di marzo per la convocazione dei referendum al fine di non perdere il vantaggio che per ora gli attribuiscono i sondaggi. Il successo della raccolta firme potrebbe imporre uno slittamento e consentire un ampio dibattito nel paese su un tema complesso. 2) Il quesito che hanno depositato i deputati del centro destra è ingannevole perchè non dice che si è modificata la Costituzione. Invece il testo presentato con la raccolta firme è più chiaro: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, con la quale vengono modificati gli artt. 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?" Rifondazione Comunista invita tutte le antifasciste e gli antifascisti a firmare Si può firmare nella piattaforma: Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gianluca Schiavon, responsabile giustizia del Partito della Rifondazione Comunista 2025-12-29 14:46:13 4551881 POL Politica Interna https://agenparl.eu/2025/12/29/rifondazione-firmiamo-il-referendum-per-un-no-antifascista-e-garantista/
Nel 2025 i maggiori gruppi europei della difesa si preparano a inondare i propri azionisti con dividendi record pari a cinque miliardi di dollari. Mentre i comuni cittadini contano il costo del conflitto in vite umane perse o sempre piu' nude , l'industria bellica lo calcola in punti percentuali. La quota di ricavi destinata a spesa in conto capitale e ricerca e sviluppo è stimata in aumento dal 6,4% al 7,9%.
Più il mondo brucia, più i loro bilanci risplendono. E non c'è da stupirsi: i produttori di armi europei hanno persone di fiducia nelle posizioni apicali a Bruxelles e nelle capitali europee. Esse garantiscono che le decisioni politiche si allineino agli interessi dei loro mandanti. @LauraRuHK
Più il mondo brucia, più i loro bilanci risplendono. E non c'è da stupirsi: i produttori di armi europei hanno persone di fiducia nelle posizioni apicali a Bruxelles e nelle capitali europee. Esse garantiscono che le decisioni politiche si allineino agli interessi dei loro mandanti. @LauraRuHK
Putin convoca militari. Gerasimov, attacco a tutta linea fronte =
AGI0332 3 EST 0 R01 / Putin convoca militari. Gerasimov, attacco a tutta linea fronte = (AGI) - Roma, 29 dic. - Il presidente russo Vladimir Putin ha convocato questa mattina una riunione sulla situazione "nella zona di operazione militare speciale", ovvero i campi di battaglia in Ucrina. Lo riferisce il Cremlino. Ad aggiornare il presidente sono stati il capo di Stato maggiore delle Forze Armate, Valery Gerasimov, e i comandanti dei gruppi. Secondo Gesarimov, le forze di Mosca stanno conducendo un'offensiva "lungo quasi tutta la linea di contatto", ha spiegato la Tass. (AGI)Sab 291424 DIC 25
🇺🇸 La Marina Militare statunitense ha ritirato le navi da guerra dal Mar Mediterraneo
❗️Le forze navali americane hanno ritirato tutte le navi da guerra dalle acque del Mar Mediterraneo, secondo quanto riferito dall'Istituto Navale degli Stati Uniti.
▪️Il cacciatorpediniere missilistico USS Paul Ignatius è stato trasferito nell'Atlantico per esercitazioni congiunte con la Marina Militare del Marocco.
▪️Altre navi, tra cui la portaerei USS Gerald Ford e tre cacciatorpediniere, sono state inviate a novembre nella regione del Mar dei Caraibi e si sono unite a un gruppo di 11 navi da guerra a nord del Venezuela.
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Oggi sul "Sole 24 ore" compare un'intervista del capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. Si tratta di un intervento assai eloquente.
Secondo le dichiarazioni di Portolano nei prossimi mesi gli acquisti di armi da parte del governo italiano saranno pari a circa 20 miliardi di euro, in pratica una somma analoga all'intera Legge di bilancio, a cui il generale associa un dettagliato elenco di forniture. Lo stesso generale poi si dilunga sull'importanza di un programma ampio, comprensivo di un forte reclutamento, per arginare i rischi sempre più evidenti di conflitto.
In pratica, la sua sintesi è che la Difesa è la priorità assoluta, aggiungendo che Rutte e Cavo Dragone hanno fatto balenare l'ipotesi di una guerra preventiva.
Ha aggiunto anche che gli aiuti militari all'Ucraina sono stati pari a circa 3,5 miliardi di euro, A questo riguardo, mentre sta per essere varato il dodicesimo pacchetto di aiuti militari, è bene ricordare che lo strumento adottato è sempre stato quello dei decreti legge varati dal governo, a partire da Draghi, e convertiti dal parlamento con una sola votazione all'anno, il cui oggetto era appunto l'autorizzazione al governo ad inviare armi, ma senza mai entrare nel merito di che tipo di armi o degli effetti economici. Una semplice conversione, di valore annuale, e quindi 12 decreti per 4 passaggi parlamentari senza mai una definizione di che tipo di armamenti.
Peraltro il governo italiano, a differenza di altri paesi europei, ha introdotto il segreto di Stato su tali armamenti e quindi il Parlamento non è al corrente se non indirettamente attraverso il Copasir. Come nella prima guerra mondiale, il parlamento non ha alcuno ruolo.
Alessandro Volpi
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