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mercoledì 14 gennaio 2026

= Lavrov, nessuno puo' cambiare rapporti tra Mosca e Teheran =

AGI0273 3 EST 0 R01 / = Lavrov, nessuno puo' cambiare rapporti tra Mosca e Teheran = (AGI) - Mosca, 14 gen. - "Credo che nessuna terza parte possa cambiare la natura fondamentale delle relazioni tra Mosca e Teheran" che "si basa sugli accordi raggiunti tra i presidenti della Federazione Russa e della Repubblica Islamica dell'Iran. Risponde agli interessi di entrambi gli Stati e dei due popoli". Lo dice il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa al termine dei colloqui con il Ministro delle Relazioni Internazionali della Namibia, Selma Ashipala-Musawhi. (AGI)Mgm 141214 GEN 26  

Iran, Lavrov: Dazi Usa al 25%? Metodo Trump è disonesto

Iran, Lavrov: Dazi Usa al 25%? Metodo Trump è disonesto Torino, 14 gen (GEA) - "Quando un paese potente come gli Stati Uniti usa metodi così disonesti, metodi di concorrenza disonesta, questo dimostra solo che la posizione competitiva degli Stati Uniti si sta costantemente deteriorando". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dopo i colloqui con il ministro delle Relazioni Internazionali e del Commercio della Namibia, Selma Ashipala-Musawya, secondo quanto riporta la Tass, rispondendo a una domanda dell'agenzia sull'annuncio di Donald Trump di voler introdurre dazi del 25% ai paesi che fanno affari con l'Iran. EFS EST 14 GEN 2026 

Ucraina, Lavrov: restiamo aperti ai negoziati, qualora siano "seri"

Ucraina, Lavrov: restiamo aperti ai negoziati, qualora siano "seri" Ucraina, Lavrov: restiamo aperti ai negoziati, qualora siano "seri" Confermata "la nostra posizione sull'apertura ai negoziati sull'Ucraina" Roma, 14 gen. (askanews) - La Russia resta aperta ai negoziati sull'Ucraina se saranno seri, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. "Il presidente Putin, anche in vari eventi nelle ultime due settimane, ha ripetutamente confermato la nostra posizione sull'apertura ai negoziati sull'Ucraina, se questi negoziati sono seri e se coloro che sono interessati a tali negoziati sono veramente pronti e hanno qualcosa da dire", ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il ministro delle Relazioni internazionali e del Commercio della Namibia Selma Ashipala-Musavyi. Ldc 20260114T123201Z  

Venezuela: Lavrov, operazione Usa "gravissima violazione del diritto internazionale"

NOVA0279 3 EST 1 NOV Venezuela: Lavrov, operazione Usa "gravissima violazione del diritto internazionale" Mosca, 14 gen - (Agenzia_Nova) - L'operazione condotta dagli Stati Uniti in Venezuela rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dopo i colloqui con l'omologa namibiana Selma Ashipala-Musavyi. "La nostra posizione rimane invariata. E' una posizione di principio, basata sul rispetto della sovranita' e dell'integrita' territoriale di tutti gli Stati, i cui governi rappresentano gli interessi dell'intera popolazione. Il Venezuela era proprio uno di questi Stati, pertanto le nostre valutazioni di principio su quell'operazione illegale condotta dagli Stati Uniti restano valide e sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Stati della maggioranza mondiale, dei Paesi del Sud globale e dell'Est globale", ha affermato Lavrov. "Solo gli europei occidentali e gli altri alleati di Washington tentano timidamente di evitare valutazioni di principio, sebbene sia chiaro a tutti che si tratta di una gravissima violazione del diritto internazionale", ha aggiunto. (Rum)  

Ucraina: Lavrov, pronti a contatti con Witkoff e Kushner

Ucraina: Lavrov, pronti a contatti con Witkoff e Kushner Milano, 14 gen. (LaPresse) - La Russia è pronta a dialogare con l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff e con Jared Kushner, genero di Donald Trump. Lo ha riferito il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe. "Siamo disponibili a contattare il signor Witkoff e il signor Kushner", ha dichiarato Lavrov in conferenza stampa, dichiarazioni che giungono a seguito di informazioni di stampa su una possibile nuova visita di Kushner e Witkoff a Mosca. EST NG01 cba 141240 GEN 26  

Ucraina: Lavrov, Macron non è serio, usa diplomazia del megafono

Ucraina: Lavrov, Macron non è serio, usa diplomazia del megafono Milano, 14 gen. (LaPresse) - "Quando una persona come il signor Macrondichiara: 'Parlerò, dovremo comunque parlare con Putin e proporrò qualcosa tra qualche settimana', non è una cosa seria. È solo una mossa propagandistica, è il risultato di quella che potremmo chiamare diplomazia del microfono o diplomazia del megafono, che non ha mai portato a nulla di buono". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, parlando in conferenza stampa dopo un incontro con la ministra delle Relazioni internazionali della Namibia, Selma Ashipala-Musawyi, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa russa Ria Novosti. EST NG01 cba 141247 GEN 26  

- Lavrov, 'fa sorridere l'idea Usa di dazi al 500% a chi commercia con Mosca'

Lavrov, 'fa sorridere l'idea Usa di dazi al 500% a chi commercia con Mosca' (ANSA) - MOSCA, 14 GEN - Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, ha dichiarato che la proposta degli Stati Uniti di imporre dazi del 500% sui Paesi che commerciano con la Russia potrebbe "suscitare sorriso o rabbia". Tuttavia, ha dichiarato lavrov, citato dalla Tass, "Mosca deve impegnarsi ad attuare gli accordi con i suoi partner". Lo ha affermato dopo i colloqui con l'omologo della Namibia, Selma Ashipala. Il ministro russo ha inoltre ricordato che l'iniziativa per imporre dazi del 500% sugli scambi commerciali con tutti i Paesi che commerciano con la Federazione Russa è attivamente promossa il senatore statunitense Lindsey Graham, incluso dalla Russia nella lista russa dei terroristi ed estremisti. (ANSA). 

- Lavrov, 'gli Usa vogliono fermare i tentativi di coinvolgere l'Ucraina nella Nato'

Lavrov, 'gli Usa vogliono fermare i tentativi di coinvolgere l'Ucraina nella Nato' (ANSA) - MOSCA, 14 GEN - Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha affermato che "gli Stati Uniti vogliono fermare qualsiasi tentativo di coinvolgere l'Ucraina nella Nato, e la Russia ne è consapevole". Lo ha dichiarato dopo i colloqui con l'omologo della Namibia, Selma Ashipala-Musavyi. "Dai nostri precedenti contatti con gli Stati Uniti, a partire dal vertice di Anchorage e dai successivi contatti tra Steven Witkoff e Jared Kushner, vediamo che gli Stati Uniti prevedono la natura irrealistica di uno scenario simile e vogliono impedire qualsiasi tentativo di coinvolgere l'Ucraina nella Nato", ha affermato Lavrov, citato dall'agenzia Tass. (ANSA).
PORTATEGLI UNA CARTINA

Nella guerra senza quartiere fra Partito della guerra e Partito Maga riesplosa alla Casa Bianca dopo il blitz venezuelano voluto dall'anima nera neocon Rubio, si spera che qualcuno mostri a Trump una cartina dell'Iran e un bignamino di storia. Così magari, ove mai gli fosse rimasto un granello di sale in zucca, capirebbe quali effetti potrebbe causare il suo "aiuto agli iraniani": cioè un intervento militare su vasta scala (non un blitz mordi e fuggi, come quelli recenti nello stesso Iran, in Nigeria e a Caracas) per un cambio di regime in quello che da tre millenni è l'Impero Persiano, anche se da 90 anni si chiama Iran. La cartina potrebbe fargli notare che quel Paese misura 1,6 milioni di kmq, ha 92 milioni di abitanti, galleggia sulle seconde riserve mondiali di gas e sulle quarte di petrolio ed è immerso fra altre tirannidi altrettanto o ancor più feroci che non hanno interesse al contagio delle piazze. La storia potrebbe ricordargli che gli Usa hanno perso tutte le guerre dal 1946 a oggi perché non sapevano nulla dei Paesi che invadevano; che i regime change o falliscono rafforzando i regimi che dovevano rovesciare o ne issano al potere di uguali o di peggiori; che raramente i popoli in rivolta sognano di diventare succursali degli Usa (o "democrazie", come spiritosamente le chiamiamo noi). Specie se, come gli iraniani, sono animati da una cultura millenaria e da un nazionalismo che ha retto a prove spaventose: la satrapia dello Scià (di cui qualche demente vorrebbe reinsediare il figlio), il golpe Usa-Uk contro il presidente laico democraticamente eletto Mossadeq (che aveva osato nazionalizzare l'Anglo-Persian Oil Company), la rivoluzione khomeinista, la guerra degli otto anni con oltre un milione di morti contro l'Iraq di Saddam appoggiato da tutto il resto del mondo, quasi mezzo secolo di sanzioni occidentali, le infinite aggressioni di Israele e Usa, la guerra all'Isis, l'assassinio trumpiano del generale Suleimani, i recenti rovesci rimediati in Libano e in Siria.

Si può anche uccidere, o rapire, o mettere in fuga l'ayatollah Khamenei (87 anni), ma un regime che dura da 46 anni non finisce con lui: non è un monolite, ma un meccanismo complesso, stratificato, fra potere teocratico, pasdaràn, oligarchi, polizia morale, polizia ordinaria, milizie basiji, esercito ecc. È il primo fornitore di petrolio alla Cina, sta nei Brics, è alleato di Russia, Iraq, Yemen e ha accordi di convenienza con l'altra potenza anti-israeliana dell'area: la Turchia. Non è il Venezuela, dove basta rapire Maduro e comprarsi la sua vice. E non è nel "cortile di casa" latinoamericano: è nel vaso di Pandora del Medio Oriente. Riusciranno i nostri eroi a scatenare un'altra guerra al buio senza sapere dove e a fare pure peggio degli ayatollah?

Marco Travaglio, Il Fatto quotidiano, 14/1/2026

@lafionda
Un esperto iraniano di medicina legale che smonta le falsità diffuse sui sacchi per cadaveri dei presunti "manifestanti".
Il video, riporta le dichiarazioni dell'esperto, il quale afferma che:
• I sacchi per cadaveri appartengono in gran parte a civili uccisi da soggetti addestrati (terroristi) che sparavano da posizioni sopraelevate
• I colpi sono stati deliberatamente diretti alla testa, con l'obiettivo di provocare la morte o gravi disabilità
• È stato riscontrato l'uso di armi calibro 12



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Teheran ha messo in allerta i missili balistici.

🗣Sono mirati alle basi statunitensi in Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Il lancio verrà effettuato se gli Stati Uniti inizieranno un attacco all'Iran.

🗣Tutto il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniano è stato messo in stato di massima allerta.

🇷🇺🇮🇷🇺🇸 Lavrov ha risposto a una domanda sui dazi statunitensi del 25% contro i partner dell'Iran

«Quando una potenza come gli Stati Uniti agisce con metodi così scorretti, con pratiche di concorrenza sleale, ciò indica soltanto che le posizioni competitive degli Stati Uniti stanno progressivamente peggiorando. Tuttavia, probabilmente esistono metodi più equi per difendere i propri interessi rispetto a un ricorso così diretto e discriminatorio agli strumenti sanzionatori. 

Questo non può durare a lungo e porterà a una crisi ancora più grave nelle relazioni economiche internazionali e in quelle politiche internazionali.

Nel dialogo che abbiamo con Washington e che intendiamo proseguire, ne parliamo apertamente e discutiamo in modo franco la necessità di ristabilire almeno un minimo di ordine nei metodi che vengono applicati sulla scena internazionale».

🇷🇺🇻🇪🇺🇸 Le valutazioni di principio della Russia sull'operazione illegale degli Stati Uniti in Venezuela restano in vigore - Lavrov

"Le nostre valutazioni di principio sull'operazione illegale condotta dagli Stati Uniti restano in vigore. Esse sono condivise dalla stragrande maggioranza dei Paesi del cosiddetto "mondo maggioritario", del Sud globale e dell'Est globale.

Solo gli europei occidentali e altri alleati di Washington cercano, in modo piuttosto imbarazzante, di evitare valutazioni di principio, nonostante sia evidente a tutti che si tratti di una gravissima violazione del diritto internazionale.

Più in generale, anche altre azioni che osserviamo sulla scena internazionale dimostrano non tanto un tentativo isolato, quanto una linea coerente perseguita dai nostri colleghi americani, volta a smantellare l'intero sistema costruito nel corso di molti anni con la loro diretta partecipazione. Ciò riguarda non solo la struttura e il ruolo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, ma anche i principi del modello di globalizzazione che gli stessi Stati Uniti hanno promosso, appellandosi a slogan quali "libertà delle forze di mercato", "concorrenza leale", "inviolabilità della proprietà" e molti altri, che ormai, come si suol dire, sono stati di fatto accantonati."
🇷🇺🇮🇷🇺🇸 Lavrov ha risposto a una domanda sui dazi statunitensi del 25% contro i partner dell'Iran

«Quando una potenza come gli Stati Uniti agisce con metodi così scorretti, con pratiche di concorrenza sleale, ciò indica soltanto che le posizioni competitive degli Stati Uniti stanno progressivamente peggiorando. Tuttavia, probabilmente esistono metodi più equi per difendere i propri interessi rispetto a un ricorso così diretto e discriminatorio agli strumenti sanzionatori. 

Questo non può durare a lungo e porterà a una crisi ancora più grave nelle relazioni economiche internazionali e in quelle politiche internazionali.

Nel dialogo che abbiamo con Washington e che intendiamo proseguire, ne parliamo apertamente e discutiamo in modo franco la necessità di ristabilire almeno un minimo di ordine nei metodi che vengono applicati sulla scena internazionale».