Geologi, a Niscemi urbaninizzazione incompatibile con il tipo di suolo
Ordine di Sicilia: "La competenza tecnica torni ad avere un ruolo"
(ANSA) - PALERMO, 28 GEN - L'Ordine regionale dei geologi di
Sicilia esprime "profonda e sincera solidarietà alla popolazione
di Niscemi, duramente colpita dal grave movimento franoso che ha
interessato il territorio comunale, provocando l'evacuazione di
centinaia di famiglie, danni ingenti al patrimonio edilizio e
una comprensibile condizione di paura e incertezza". "In queste ore difficili, il pensiero dei geologi siciliani -
si legge in una nota - va innanzitutto ai cittadini costretti ad
abbandonare le proprie abitazioni, alle istituzioni locali
impegnate nella gestione dell'emergenza e a tutti gli operatori
della protezione civile, delle forze dell'ordine e dei vigili
del fuoco che stanno lavorando senza sosta". "La frana di Niscemi, tuttavia, non può essere letta come un
evento improvviso o eccezionale, ma va inquadrata all'interno di
un contesto geologico ben noto e storicamente documentato. I
precedenti del 1790 e del 1997 dimostrano come l'area sia
interessata da una fragilità strutturale e geologica di lungo
periodo, legata alla natura dei terreni
sabbioso-argilloso-marnosi, al particolare assetto stratigrafico
del versante e alla complessa dinamica idrogeologica della
collina. Si tratta di processi lenti ma persistenti, che possono
riattivarsi in presenza di condizioni predisponenti e
innescanti, quali prolungati periodi di pioggia, alterazioni del
naturale deflusso delle acque, urbanizzazioni non compatibili
con le caratteristiche del suolo e insufficiente manutenzione
delle opere di regimazione idraulica. La scienza geologica
fornisce da tempo strumenti efficaci per monitorare e mitigare
questi fenomeni". L'Ordine regionale ritiene "indispensabile ribadire il ruolo
centrale della professione del geologo nella pianificazione
territoriale, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e
nella gestione delle emergenze; auspica che l'emergenza di
Niscemi diventi un punto di svolta: non solo per affrontare con
responsabilità e trasparenza l'attuale crisi, ma anche per
avviare una riflessione strutturale sul modello di governo del
territorio, nel quale la competenza tecnica e scientifica torni
ad avere il ruolo che le compete". (ANSA).
28/01/2026 15:00





