AGI0208 3 EST 0 R01 / M.O.: Cremlino, no risposta Usa su 1mld beni congelati a Gaza = (AGI/INTERFAX) - Mosca, 9 feb. - Mosca non ha ancora ricevuto dagli Stati Uniti una risposta alla sua proposta di contribuire con 1 miliardo di dollari dalle risorse immobilizzate della Russia al Consiglio di pace per la ricostruzione di Gaza. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Il presidente russo ha effettivamente avanzato questa proposta. Non abbiamo ancora ricevuto risposta", ha detto Peskov ai giornalisti lunedi' quando gli e' stato chiesto se Mosca avesse discusso la questione con Washington. "Il tema stesso del Consiglio di Pace e' ancora in fase di discussione tra il ministro degli Esteri (Serghei Lavrov) insieme ai nostri alleati e partner, in linea con le istruzioni del presidente russo", ha aggiuto. (AGI)Sab 091137 FEB 26
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lunedì 9 febbraio 2026
NTW Press - L'Iran non rinuncia ad arricchire l'uranio, "nemmeno in caso di guerra"
NTW Press - L'Iran non rinuncia ad arricchire l'uranio, "nemmeno in caso di guerra"
L'Iran non rinuncia ad arricchire l'uranio, "nemmeno in caso di guerra"
Intanto le autorità d Teheran hanno arrestato altri tre esponenti riformisti

Lunedì 09 Febbraio 2026 10:12
Le relazioni tra Iran e Stati Uniti tornano al centro della scena internazionale tra segnali di apertura diplomatica, dimostrazioni di forza militare e nuove tensioni interne a Teheran. Da un lato proseguono i contatti sul programma nucleare iraniano, dall'altro la leadership della Repubblica islamica ribadisce che difesa e missili non sono negoziabili.
Nel frattempo, la magistratura iraniana ha emesso nuove condanne e arresti contro figure riformiste e attivisti per i diritti umani, tra cui la Nobel per la Pace Narges Mohammadi.
Iran: "La presenza militare USA nel Golfo non ci spaventa"
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran non si farà intimidire dal rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione del Golfo e del Mar Arabico. Le parole arrivano dopo la visita dell'inviato americano Steve Witkoff alla portaerei USS Abraham Lincoln, resa pubblica dal Comando Centrale degli Stati Uniti.
"Il loro dispiegamento militare nella regione non ci spaventa", ha affermato Araghchi.
Seyed Abbas Araghchi
Il capo della diplomazia iraniana ha anche avvertito che un eventuale attacco statunitense provocherebbe ritorsioni contro le basi americane nella regione, sottolineando che il programma missilistico iraniano rientra nella difesa nazionale e non sarà oggetto di trattativa.
Secondo Araghchi, "la difesa non è negoziabile" e le richieste di Washington e Israele di estendere i colloqui oltre il nucleare vengono respinte.
E sull'arricchimento dell'uranio, ha aggiunto:
"Perché abbiamo insistito così fortemente sull'arricchimento e continuiamo a farlo, e perché non siamo disposti a rinunciarvi, anche se ci viene imposta la guerra? Perché nessuno ha il diritto di dirci cosa dovremmo avere e cosa non dovremmo avere".
Negoziati nucleari Iran–USA: dialogo aperto ma senza date
Sul fronte diplomatico, restano aperti i canali per nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran sul nucleare, dopo gli incontri facilitati dall'Oman. Araghchi ha definito le otto ore di colloqui precedenti "un buon inizio" e ha parlato di clima costruttivo, ma ha precisato che i prossimi passi dipenderanno dalle consultazioni interne a Washington e Teheran.
Tuttavia, ha anche espresso dubbi sull'impegno americano:
"Non è stata ancora annunciata una data per i nuovi colloqui", ha osservato, mettendo in discussione la continuità del processo negoziale.
Pezeshkian: "Passi avanti, ma non accettiamo il linguaggio della forza"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha confermato che i recenti colloqui con gli Stati Uniti rappresentano un progresso e che la diplomazia resta la strategia preferita di Teheran per risolvere le controversie sul nucleare.
Masoud Pezeshkian
In un messaggio pubblicato su X, Pezeshkian ha collegato la posizione iraniana ai diritti previsti dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP):
"La nostra logica sulla questione nucleare si fonda sui diritti espliciti contenuti nel Trattato di non proliferazione. La nazione iraniana ha sempre risposto al rispetto con rispetto, ma non tollererà il linguaggio della forza".
iran.jpg" alt="" width="464" height="170" srcset="https://newsprima.it/media/2026/02/iran.jpg 478w, https://newsprima.it/media/2026/02/iran-420x154.jpg 420w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" />
Fonti iraniane e mediatori omaniti indicano la possibilità di nuovi cicli di colloqui nei prossimi giorni.
La mossa americana: portaerei e "pace attraverso la forza"
La visita di Steve Witkoff e Jared Kushner alla USS Abraham Lincoln è stata accompagnata da dichiarazioni sul valore deterrente della presenza militare USA nell'area.
Witkoff ha affermato che il gruppo d'attacco della portaerei "mantiene la sicurezza e sostiene il messaggio di pace attraverso la forza" promosso dal presidente Donald Trump.
La concomitanza tra segnali diplomatici e dimostrazioni militari evidenzia una strategia a doppio binario: negoziato aperto ma pressione strategica attiva.
Israele: incontro Trump–Netanyahu e richieste su missili e alleati regionali
Secondo quanto comunicato dall'ufficio del primo ministro, Benjamin Netanyahu dovrebbe incontrare Trump a Washington per discutere anche del dossier iraniano.
La posizione israeliana resta ferma. Qualsiasi accordo con Teheran dovrebbe includere:
limiti al programma di missili balistici
restrizioni al sostegno iraniano agli alleati regionali armati
controlli più ampi oltre il solo nucleare.
Richieste finora respinte dalla leadership iraniana.
Stretta interna in Iran: nuovi arresti tra i riformisti
Parallelamente alle tensioni internazionali, le autorità iraniane hanno avviato una nuova ondata di arresti contro esponenti riformisti.
Secondo l'agenzia Fars, sono stati arrestati:
Azar Mansouri, capo della coalizione del Fronte Riformatore
Ebrahim Asgharzadeh
Mohsen Aminzadeh.
Le accuse includono:
attacchi all'unità nazionale
propaganda contro la Costituzione
coordinamento con propaganda straniera
creazione di strutture sovversive.
Mansouri, ex consigliere del presidente riformista Mohammad Khatami, aveva sostenuto pubblicamente le proteste e criticato la repressione governativa.
Anche l'agenzia Mizan Online, legata alla magistratura, ha riferito di ulteriori arresti di soggetti accusati di attività a favore di Stati Uniti e Israele, senza fornire identità.
Nuova condanna per la Nobel Narges Mohammadi
Nel frattempo, un tribunale iraniano ha condannato la Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi a sei anni aggiuntivi di carcere, secondo quanto dichiarato dal suo avvocato Mostafa Nili.
Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace nel 2023
Le accuse riguardano:
raduno e collusione
propaganda contro il sistema
cospirazione.
Alle pene si aggiungono:
due anni di divieto di espatrio
due anni di esilio interno nella città di Khosf.
Mohammadi, 53 anni, sta già scontando oltre 25 anni complessivi di condanne. È stata arrestata a Mashhad durante una cerimonia funebre per un avvocato dei diritti umani morto in circostanze controverse. Attivisti e ONG denunciano:
detenzione arbitraria
condizioni di salute precarie
recente sciopero della fame.
Scenario: diplomazia fragile e pressione multilivello
Il quadro che emerge è di diplomazia fragile tra Iran e Stati Uniti, con:
negoziati nucleari ancora possibili
nessuna apertura iraniana su missili e difesa
pressione militare americana nella regione
coinvolgimento diretto di Israele nel dossier
irrigidimento interno contro opposizione e attivismo.
I prossimi round di colloqui, se confermati, saranno decisivi per capire se prevarrà la linea negoziale o quella dello scontro strategico.
L'Iran non rinuncia ad arricchire l'uranio, "nemmeno in caso di guerra"
Intanto le autorità d Teheran hanno arrestato altri tre esponenti riformisti

Lunedì 09 Febbraio 2026 10:12
Le relazioni tra Iran e Stati Uniti tornano al centro della scena internazionale tra segnali di apertura diplomatica, dimostrazioni di forza militare e nuove tensioni interne a Teheran. Da un lato proseguono i contatti sul programma nucleare iraniano, dall'altro la leadership della Repubblica islamica ribadisce che difesa e missili non sono negoziabili.
Nel frattempo, la magistratura iraniana ha emesso nuove condanne e arresti contro figure riformiste e attivisti per i diritti umani, tra cui la Nobel per la Pace Narges Mohammadi.
Iran: "La presenza militare USA nel Golfo non ci spaventa"
Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran non si farà intimidire dal rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione del Golfo e del Mar Arabico. Le parole arrivano dopo la visita dell'inviato americano Steve Witkoff alla portaerei USS Abraham Lincoln, resa pubblica dal Comando Centrale degli Stati Uniti.
"Il loro dispiegamento militare nella regione non ci spaventa", ha affermato Araghchi.
Seyed Abbas Araghchi
Il capo della diplomazia iraniana ha anche avvertito che un eventuale attacco statunitense provocherebbe ritorsioni contro le basi americane nella regione, sottolineando che il programma missilistico iraniano rientra nella difesa nazionale e non sarà oggetto di trattativa.
Secondo Araghchi, "la difesa non è negoziabile" e le richieste di Washington e Israele di estendere i colloqui oltre il nucleare vengono respinte.
E sull'arricchimento dell'uranio, ha aggiunto:
"Perché abbiamo insistito così fortemente sull'arricchimento e continuiamo a farlo, e perché non siamo disposti a rinunciarvi, anche se ci viene imposta la guerra? Perché nessuno ha il diritto di dirci cosa dovremmo avere e cosa non dovremmo avere".
Negoziati nucleari Iran–USA: dialogo aperto ma senza date
Sul fronte diplomatico, restano aperti i canali per nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran sul nucleare, dopo gli incontri facilitati dall'Oman. Araghchi ha definito le otto ore di colloqui precedenti "un buon inizio" e ha parlato di clima costruttivo, ma ha precisato che i prossimi passi dipenderanno dalle consultazioni interne a Washington e Teheran.
Tuttavia, ha anche espresso dubbi sull'impegno americano:
"Non è stata ancora annunciata una data per i nuovi colloqui", ha osservato, mettendo in discussione la continuità del processo negoziale.
Pezeshkian: "Passi avanti, ma non accettiamo il linguaggio della forza"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha confermato che i recenti colloqui con gli Stati Uniti rappresentano un progresso e che la diplomazia resta la strategia preferita di Teheran per risolvere le controversie sul nucleare.
Masoud Pezeshkian
In un messaggio pubblicato su X, Pezeshkian ha collegato la posizione iraniana ai diritti previsti dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP):
"La nostra logica sulla questione nucleare si fonda sui diritti espliciti contenuti nel Trattato di non proliferazione. La nazione iraniana ha sempre risposto al rispetto con rispetto, ma non tollererà il linguaggio della forza".
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Fonti iraniane e mediatori omaniti indicano la possibilità di nuovi cicli di colloqui nei prossimi giorni.
La mossa americana: portaerei e "pace attraverso la forza"
La visita di Steve Witkoff e Jared Kushner alla USS Abraham Lincoln è stata accompagnata da dichiarazioni sul valore deterrente della presenza militare USA nell'area.
Witkoff ha affermato che il gruppo d'attacco della portaerei "mantiene la sicurezza e sostiene il messaggio di pace attraverso la forza" promosso dal presidente Donald Trump.
La concomitanza tra segnali diplomatici e dimostrazioni militari evidenzia una strategia a doppio binario: negoziato aperto ma pressione strategica attiva.
Israele: incontro Trump–Netanyahu e richieste su missili e alleati regionali
Secondo quanto comunicato dall'ufficio del primo ministro, Benjamin Netanyahu dovrebbe incontrare Trump a Washington per discutere anche del dossier iraniano.
La posizione israeliana resta ferma. Qualsiasi accordo con Teheran dovrebbe includere:
limiti al programma di missili balistici
restrizioni al sostegno iraniano agli alleati regionali armati
controlli più ampi oltre il solo nucleare.
Richieste finora respinte dalla leadership iraniana.
Stretta interna in Iran: nuovi arresti tra i riformisti
Parallelamente alle tensioni internazionali, le autorità iraniane hanno avviato una nuova ondata di arresti contro esponenti riformisti.
Secondo l'agenzia Fars, sono stati arrestati:
Azar Mansouri, capo della coalizione del Fronte Riformatore
Ebrahim Asgharzadeh
Mohsen Aminzadeh.
Le accuse includono:
attacchi all'unità nazionale
propaganda contro la Costituzione
coordinamento con propaganda straniera
creazione di strutture sovversive.
Mansouri, ex consigliere del presidente riformista Mohammad Khatami, aveva sostenuto pubblicamente le proteste e criticato la repressione governativa.
Anche l'agenzia Mizan Online, legata alla magistratura, ha riferito di ulteriori arresti di soggetti accusati di attività a favore di Stati Uniti e Israele, senza fornire identità.
Nuova condanna per la Nobel Narges Mohammadi
Nel frattempo, un tribunale iraniano ha condannato la Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi a sei anni aggiuntivi di carcere, secondo quanto dichiarato dal suo avvocato Mostafa Nili.
Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace nel 2023
Le accuse riguardano:
raduno e collusione
propaganda contro il sistema
cospirazione.
Alle pene si aggiungono:
due anni di divieto di espatrio
due anni di esilio interno nella città di Khosf.
Mohammadi, 53 anni, sta già scontando oltre 25 anni complessivi di condanne. È stata arrestata a Mashhad durante una cerimonia funebre per un avvocato dei diritti umani morto in circostanze controverse. Attivisti e ONG denunciano:
detenzione arbitraria
condizioni di salute precarie
recente sciopero della fame.
Scenario: diplomazia fragile e pressione multilivello
Il quadro che emerge è di diplomazia fragile tra Iran e Stati Uniti, con:
negoziati nucleari ancora possibili
nessuna apertura iraniana su missili e difesa
pressione militare americana nella regione
coinvolgimento diretto di Israele nel dossier
irrigidimento interno contro opposizione e attivismo.
I prossimi round di colloqui, se confermati, saranno decisivi per capire se prevarrà la linea negoziale o quella dello scontro strategico.
IRAN: KHAMENEI, 'NOSTRA FORZA STA NELLA RESILIENZA, DELUDIAMO IL NEMICO' =
ADN0327 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: KHAMENEI, 'NOSTRA FORZA STA NELLA RESILIENZA, DELUDIAMO IL NEMICO' = Teheran, 9 feb. (Adnkronos) - ''La forza della nazione iraniana sta nella resilienza più che nei missili''. Lo ha dichiarato l'Ayatollah Ali Khamenei, la Guida spirituale iraniana, in un discorso televisivo pronunciato in vista del 22esimo Bahman, l'anniversario della Rivoluzione islamica che si tiene l'11 febbraio. Un discorso pronunciato in anticipo per promuovere la partecipazione all'evento, tanto che Khamenei ha esortato a ''deludere il nemico'' con la vostra presenza, dimostrando ''volontà e fermezza''. "La potenza nazionale ha meno a che fare con missili e aerei e più con la volontà delle nazioni e la loro resilienza. Avete dimostrato resilienza e avete dimostrato la vostra volontà. Dovete dimostrarla di nuovo anche in altri momenti", ha affermato. Il messaggio è arrivato il giorno dopo che Khamenei ha saltato l'incontro annuale dell'8 febbraio con i comandanti dell'aeronautica per la prima volta in 37 anni, interrompendo una lunga tradizione in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti. (Brt/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 09-FEB-26 11:55
Australia: presidente Israele a Sydney, migliaia di manifestanti protestano contro visita
NOVA0176 3 EST 1 NOV Australia: presidente Israele a Sydney, migliaia di manifestanti protestano contro visita Gerusalemme, 09 feb - (Agenzia_Nova) - Migliaia di persone si sono radunate in tutta l'Australia per protestare contro l'arrivo del presidente di Israele, Isaac Herzog, arrivato questa mattina a Sydney per un viaggio volto a esprimere solidarieta' alla comunita' ebraica australiana dopo la sparatoria avvenuta a dicembre durante una festa di Hanukkah. Lo riferisce il quotidiano "Times of Israel", spiegando che la visita ha suscitato l'ira di alcune persone in Australia, che accusano Herzog di essere complice delle morti di civili nella Striscia di Gaza. Gruppi pro-Palestina e anti-Israele hanno organizzato proteste in diverse citta' e localita' in tutto il Paese. A Sydney, in base a quanto riportato, e' stata registrata anche una massiccia presenza della polizia, con un elicottero che sorvolava l'area e agenti a cavallo che pattugliavano la zona. Il massacro di Bondi Beach di dicembre - in cui sono state uccise 15 persone - "e' stato terribile, ma dalla nostra leadership australiana non c'e' stata alcuna riconoscenza per il popolo palestinese e per i gazawi", ha detto Jackson Elliott, un manifestante di 30 anni di Sydney, aggiungendo che "Herzog ha evitato tutte le domande sull'occupazione e dice che questa visita riguarda le relazioni tra Australia e Israele, ma lui e' complice". (Res)
++ Il Cremlino denuncia lo 'strangolamento' di Cuba da parte degli Usa ++ 'Discutiamo le soluzioni con i nostri amici cubani' (ANSA) - MOSCA, 09 FEB - Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha denunciato oggi lo "strangolamento" di Cuba da parte degli Usa, con il blocco alle importazioni di petrolio, aggiungendo che Mosca sta discutendo le "possibili soluzioni con i suoi amici cubani". Lo riferisce l'agenzia Tass. (ANSA). 09/02/2026 10:48
++ 'Rider sfruttati', controllo giudiziario per Foodinho-Glovo ++ Procura Milano, 'paghe sotto la soglia di povertà' (ANSA) - MILANO, 09 FEB - Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. (ANSA). 09/02/2026 11:16
Cina, risposta risoluta in caso di azioni sconsiderate da parte di Tokio
Dopo la vittoria della premier Takaichi alle elezioni legislative
(ANSA-AFP) - PECHINO, 09 FEB - La Cina ha promesso una
"risposta risoluta" al Giappone in caso di azioni sconsiderate
da parte di Tokyo, all'indomani della vittoria elettorale della
prima ministra giapponese ultraconservatrice Sanae Takaichi alle
elezioni legislative anticipate. "Se le forze di estrema destra
giapponesi valuteranno male la situazione e agiranno in modo
sconsiderato e irresponsabile, si scontreranno inevitabilmente
con la resistenza del popolo giapponese e con una risposta
risoluta da parte della comunità internazionale", ha avvertito
durante una conferenza stampa Lin Jian, portavoce del ministero
degli Affari esteri cinese. (ANSA-AFP).
09/02/2026 08:54
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