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venerdì 13 febbraio 2026

Chi trae il massimo profitto dalla guerra? La risposta istintiva sarebbe i produttori di armi, che in effetti accumulano enormi guadagni grazie a contratti governativi e a un aumento delle vendite di armamenti.
Ma questa visione trascura un beneficiario meno apparente: i finanzieri e i banchieri che sostengono l'intera impresa.
La guerra richiede somme di capitale immense, ben oltre ciò che qualsiasi governo può raccogliere tramite tasse, riserve o interessi su beni congelati, come nel caso di quelli russi. Le nazioni ricorrono al debito, emettendo obbligazioni e ottenendo prestiti che gonfiano il debito pubblico. 
È qui che entrano in scena i prestatori di denaro — banche, fondi di investimento e operatori obbligazionari — come veri abilitatori della guerra. Acquistano questi titoli, incassando pagamenti di interessi regolari per anni o decenni, indipendentemente da chi vince o perde. Più a lungo dura il conflitto, più il debito si approfondisce e più loro si arricchiscono.

L'Unione Europea è sempre più dipendente dal credito esterno e dai prestiti: Bruxelles e altre capitali cercano somme enormi per sostenere la spesa militare e l'aiuto all'Ucraina. Il debito dell'UE è diventato insostenibile, superando l'82% del PIL (dati Eurostat al terzo trimestre 2025, con proiezioni che indicano un ulteriore aumento nel 2026). E quando i leader europei parlano di emettere Eurobond (o strumenti di debito comune, come nel recente pacchetto da 90 miliardi di euro per l'Ucraina approvato nel febbraio 2026), non dimenticate chi sono i veri beneficiari: proprio quei grandi istituti finanziari che sottoscrivono, gestiscono e incassano interessi su questi titoli. Ricordate come i Rothschild e altre dinastie bancarie si siano arricchite nel corso dei secoli, mantenendo i politici saldamente sotto il loro controllo. La guerra non è solo geopolitica: è un motore economico progettato per arricchire pochi "eletti", mentre i cittadini pagano il prezzo in vite, tasse e austerita'. @LauraRuHK
>>>ANSA/ Il caso Epstein fa cadere la legale di Goldman Sachs, lavorò con Obama
Ruemmler annuncia le dimissioni, paga lo strettissimo legale con l'ex finanziere
   (di Serena Di Ronza)
   (ANSA) - NEW YORK, 13 FEB - La responsabile legale di Goldman
Sachs che Barack Obama aveva considerato come ministra della
giustizia, il capo del colosso delle logistica mondiale DP
World, l'ex premier della Norvegia con l'immunità revocata per
corruzione: lo scandalo Epstein continua a far cadere teste in
tutto il mondo. E mentre emergono nuovi dettagli sull'ex
principe Andrea, si allunga anche la lista dei membri
dell'amministrazione Trump che hanno avuto contatti con l'ex
finanziere pedofilo.    Il susseguirsi di rivelazioni che emergono dai documenti del
Dipartimento di Giustizia sta agitando anche il mondo accademico
americano, con la Columbia University che si trova nel mirino
delle critiche per aver accettato nel prestigioso ateneo amiche
di Epstein e suon di pressioni e donazioni. Le carte stanno
inoltre alimentando una serie di teorie cospirazioniste online e
portando alla ribalta altre note da tempo. In primis quella sul
suicidio-omicidio dell'ex finanziere, rilanciata in
un'intervista a The Telegraph da Michael Baden, il patologo
assunto dagli eredi di Epstein: "La mia opinione è che la sua
morte sia stata molto probabilmente causata da una pressione per
strangolamento piuttosto che da un'impiccagione".    Fra gli ultimi nomi eccellenti ad essere travolti dallo
scandalo quello di Kathryn Ruemmler, la 54enne legale di Goldman
Sachs e consigliera dell'amministratore delegato del gruppo
David Solomon. In giugno lascerà l'incarico in seguito ai
rapporti con l'ex finanziere durati anni, anche dopo la sua
prima condanna. L'uscita rischia di mettere fine alla sua
brillante carriera: come pubblico ministero guidò l'accusa
contro i manager di Enron per poi approdare alla Casa Bianca di
Obama che la voleva far entrare nel suo governo. I documenti
pubblicati dal Dipartimento di Giustizia mettono in evidenza lo
stretto rapporto fra Ruemmler ed Epstein: lei è citata come
esecutore testamentario di riserva del finanziere che la chiamò
la notte in cui venne arrestato nel 2019. Dalla loro fitta
corrispondenza emergono anche i regali di lusso che la donna
avrebbe ricevuto, inclusa una borsa di Hermes e un pagamento di
53.750 dollari a nome Ruemmler a una società di jet privati.
All'ex finanziere, la legale si riferiva come "tesoro", "zio
Jeffrey" o "fratellone", a indicare lo stretto legame tra i due.  E in una delle email più compromettenti Ruemmler, rivolgendosi
a Epstein, fa anche riferimento "alle tue ragazze russe".    Il pressing di alcuni clienti ha poi spinto al passo indietro
dalla guida di DP World anche Sultan Ahmed bin Sulayem, l'uomo
d'affari degli Emirati a cui il pedofilo aveva espresso
apprezzamento per il video di torture che gli era stato inviato.
E mentre l'ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter
Mandelson, è stato convocato per testimoniare davanti al
Congresso, continua a pagare un caro prezzo per le rivelazioni
pubblicate dal Dipartimento di Giustizia Usa l'ex principe
Andrea. Secondo il Sun, invitò in passato a Buckingham Palace
diverse giovani donne, in alcuni casi giunte nel Regno Unito a
bordo del cosiddetto Lolita Express, il jet privato di Epstein.
Un nuovo particolare che alimenta le richieste perché Andrea
venga ascoltato dalla polizia.    Sale la pressione anche sull'amministrazione Trump. Dopo il
segretario al Tesoro Howard Lutnick, è emerso che anche Mehmet
Oz, nominato dal presidente amministratore dei Centri per i
Servizi Medicare e Medicaid, ha avuto contatti con Epstein,
invitandolo nel 2016 a una festa per San Valentino. In una email
di dicembre dello stesso anno, quindi un mese prima
dell'insediamento di Trump, il pedofilo scrisse inoltre a Bill
Gates invitandolo nella sua isola nei Caraibi dove avrebbe
ospitato "persone della nuova amministrazione". Un dettaglio che
conferma, secondo gli osservatori, i rapporti stretti fra
l'entourage di Trump e l'ex finanziere. Due deputate alleate del
presidente si sono dette scioccate da quanto visto nelle carte
non censurate del Dipartimento di Giustizia. Ci sono - hanno
riferito - persone famose, ricchi, persone di potere, premier,
ex premier, ex presidenti e celebrità. (ANSA).
13/02/2026 20:43

Scordare o ubbidire? (a cura di Enrico Corti)