CARBURANTI: CODACONS, IN 10 GIORNI PREZZO GASOLIO +14%, UN PIENO COSTA 12,3 EURO IN PIU' = Roma, 9 mar. (Labitalia) - In soli 10 giorni il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. Lo denuncia il Codacons, che ha messo a confronto i prezzi medi regionali dei carburanti comunicati oggi dal Mimit con quelli in vigore il 27 febbraio scorso, prima dell' attacco all'Iran. Oggi, indica l'associazione, il prezzo medio del gasolio in modalità self, secondo le medie regionali del Mimit, si attesta in Italia a 1,970 euro al litro, con un balzo del +14,3% rispetto al prezzo medio nazionale di fine febbraio (1,723 euro/litro). Questo significa che in soli 10 giorni un pieno di diesel costa a ogni automobilista ben 12,3 euro in più, pari ad una maggiore spesa da +296 euro annui se si considera una media di due pieni al mese. Nello stesso periodo la benzina al self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più su anno. Sul fronte dei prezzi medi regionali, analizza il Codacons su dati Mimit, anche oggi si registrano ritocchi al rialzo, col gasolio che al self ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria, 1,990 euro in Sicilia, 1,985 euro in Valle d'Aosta. "Il governo - scrive l'associazione - non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi. Per farlo non servono nuovi decreti ma basta adottare la legge del 2023 sulle accise mobili che consente a Mef e Mase di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione che avrebbe effetti positivi immediati non solo sui costi di rifornimento ma anche sui listini al dettaglio dei prodotti trasportati", conclude il Codacons. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 09-MAR-26 13:04
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lunedì 9 marzo 2026
Ungheria, Orban: l'Unione Europea sospenda le sanzioni sull'energia russa
Ungheria, Orban: l'Unione Europea sospenda le sanzioni sull'energia russa Ungheria, Orban: l'Unione Europea sospenda le sanzioni sull'energia russa (Energia Oltre) Roma, 09/03/2026 - Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha affermato di aver chiesto, in una lettera alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, di sospendere tutte le sanzioni sull'energia russa, poiché ciò è necessario per fermare l'aumento dei prezzi del petrolio in Ungheria. Orban, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha detto anche di aver convocato una riunione di governo, nella giornata di oggi, "per impedire che il prezzo del gasolio e della benzina raggiunga livelli insostenibili". (Energia Oltre - ANR) (anr) 20260309T131310Z
Germania: distributori accusano compagnie petrolifere di speculazione
Germania: distributori accusano compagnie petrolifere di speculazione Germania: distributori accusano compagnie petrolifere di speculazione (Energia Oltre) Berlino, 09/03/2026 - Non si placa in Germania la polemica dei gestori di stazioni di servizio contro le compagnie petrolifere per l'aumento dei prezzi dei carburanti dopo lo scoppio del conflitto in Iran. Il portavoce dell'associazione degli interessi dei distributori (TIV), Herbert Rabl, ha denunciato un "capitalismo da rapina come nel XIX secolo", affermando che la situazione "non ha nulla a che vedere con l'economia sociale di mercato". Secondo Rabl, il greggio era stato acquistato e raffinato a costi molto inferiori e in parte giacerebbe ancora nei serbatoi sotto le stazioni di servizio, ma ora sarebbe rivenduto a prezzi molto più alti. Sulle tariffe alla pompa, ha aggiunto, i gestori non avrebbero alcuna influenza, poiché sarebbero stabilite dalle società petrolifere. (Energia Oltre - plm) (plm) 20260309T104547Z Germania: distributori accusano compagnie petrolifere di speculazione (2)
Germania: distributori accusano compagnie petrolifere di speculazione (2) Germania: distributori accusano compagnie petrolifere di speculazione (2) (Energia Oltre) Berlino, 09/03/2026 - Il rappresentante del TIV ha definito la pratica delle compagnie "una vera e propria truffa", sottolineando che la responsabilità dell'aumento dei prezzi non può ricadere sui gestori, che si ritrovano a fronteggiare la rabbia degli automobilisti. Le imprese petrolifere, dal canto loro, giustificano i rialzi con l'incremento dei costi di approvvigionamento e li presentano come misura di precauzione rispetto ai rischi del mercato. Critiche analoghe arrivano anche da altre regioni: in Germania orientale, il presidente dell'associazione del settore garage e distribuzione carburanti (Verbands des Garagen- und Tankstellengewerbes VGT Nord-Ost), Hans-Joachim Rühlemann, ha segnalato che la crescente tensione dei clienti si fa sentire sempre più chiaramente alla cassa. (Energia Oltre - plm) (plm) 20260309T104608Z
CARBURANTI, UNC: ARMI SPUNTATE CONTRO SPECULAZIONI, SUBITO CALO ACCISE
9CO1775492 4 ECO ITA R01 CARBURANTI, UNC: ARMI SPUNTATE CONTRO SPECULAZIONI, SUBITO CALO ACCISE (9Colonne) Roma, 9 mar - "Secondo il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi si sono strumenti più efficaci per contrastare la speculazione rispetto a 4 anni fa. Magari fosse così! Le armi contro le speculazioni sono ancora e sempre le stesse, quindi spuntate. Il decreto del 2023 era solo aria fritta che dava qualche potere in più al Garante per la sorveglianza dei prezzi per monitorare i prezzi, non per bloccare le speculazioni. Non c'era nulla per dare più poteri all'Antitrust contro i rincari anomali, come noi chiediamo da anni in occasione di ogni legge annuale sulla concorrenza. Quel decreto era solo una presa in giro in cui si diceva che se emergevano fenomeni speculativi lungo la filiera allora il Garante doveva riferire "gli esiti delle attività al Ministro delle imprese e del made in Italy che ne informa, ove necessario, il Governo per l'adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna". Insomma, il nulla cosmico!" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori "L'unica cosa utile di quel decreto era l'app che avrebbe dovuto suggerire ai consumatori quale è il distributore di carburanti più conveniente nella loro zona. Solo con la concorrenza e la trasparenza del prezzo, infatti, i consumatori possono provare a difendersi da soli. Ebbene, dopo la bellezza di 3 anni e 2 mesi dal varo del decreto, quell'app non ha ancora visto la luce e non se ne sa più nulla. Incredibile!" prosegue Dona. "Siamo stufi delle chiacchiere! Se il Governo vuole davvero fare qualcosa, nel Consiglio dei ministri di domani riduca le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi". (redm) 091113 MAR 26
PREZZI: UNC, 'ARMI SEMPRE SPUNTATE CONTRO SPECULAZIONI SUI CARBURANTI' =
ADN0256 7 ECO 0 ADN ECO NAZ PREZZI: UNC, 'ARMI SEMPRE SPUNTATE CONTRO SPECULAZIONI SUI CARBURANTI' = Roma, 9 mar. (Adnkronos) - Secondo il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi ci sono strumenti più efficaci per contrastare la speculazione rispetto a 4 anni fa. "Magari fosse così! Le armi contro le speculazioni sono ancora e sempre le stesse, quindi spuntate. Il decreto del 2023 era solo aria fritta che dava qualche potere in più al Garante per la sorveglianza dei prezzi per monitorare i prezzi, non per bloccare le speculazioni. Non c'era nulla per dare più poteri all'Antitrust contro i rincari anomali, come noi chiediamo da anni in occasione di ogni legge annuale sulla concorrenza. Quel decreto era solo una presa in giro in cui si diceva che se emergevano fenomeni speculativi lungo la filiera allora il Garante doveva riferire "gli esiti delle attività al Ministro delle imprese e del made in Italy che ne informa, ove necessario, il Governo per l'adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna". Insomma, il nulla cosmico!", afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori "L'unica cosa utile di quel decreto era l'app che avrebbe dovuto suggerire ai consumatori quale è il distributore di carburanti più conveniente nella loro zona. Solo con la concorrenza e la trasparenza del prezzo, infatti, i consumatori possono provare a difendersi da soli. Ebbene, dopo la bellezza di 3 anni e 2 mesi dal varo del decreto, quell'app non ha ancora visto la luce e non se ne sa più nulla. Incredibile!", prosegue Dona. "Siamo stufi delle chiacchiere! Se il Governo vuole davvero fare qualcosa, nel Consiglio dei ministri di domani riduca le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi", conclude Dona. (Rem/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 09-MAR-26 11:24
PREZZI: UNIMPRESA, DA SPECULAZIONE +0,50 EURO SU DIESEL, EXTRAPROFITTI FINO A 7 MLD =
ADN0276 7 ECO 0 ADN ECO NAZ PREZZI: UNIMPRESA, DA SPECULAZIONE +0,50 EURO SU DIESEL, EXTRAPROFITTI FINO A 7 MLD = Roma, 9 mar. (Adnkronos) - I rincari dei carburanti registrati in Italia nei primi giorni di marzo 2026, subito dopo l'inizio del conflitto in Iran, non sono spiegabili esclusivamente con l'aumento del prezzo del petrolio, ma sono riconducibili per lo più alla speculazione. Il diesel è aumentato del 25,8% tra il 1° e il 9 marzo, mentre il Brent è salito del 24% nello stesso periodo. Ma soprattutto, per il gasolio l'incremento osservato alla pompa è stato quasi il doppio di quello teoricamente giustificabile dai costi della materia prima, con una componente speculativa stimata tra 8 e 20 centesimi al litro, che può arrivare fino a 35-50 centesimi nelle stazioni autostradali. E' quanto rileva un'analisi del Centro studi di Unimpresa. Il prezzo del gasolio, ricorda l'associazione, è passato da 1,59 euro al litro il 1° marzo a 2 euro il 9 marzo, mentre la benzina è salita nello stesso periodo da 1,68 a 1,84 euro al litro. L'aumento del diesel, pari a 41 centesimi, è nettamente superiore a quello della benzina, fermo a 17 centesimi, pur derivando entrambi dallo stesso greggio. Questo scarto dimostra che l'aumento non dipende solo dai costi internazionali ma anche da dinamiche di margine lungo la filiera distributiva. La trasmissione dei prezzi del greggio ai carburanti in Italia è fortemente asimmetrica: quando il petrolio sale i listini alla pompa si adeguano in 24-72 ore, mentre quando scende il calo arriva con ritardi di 2-4 settimane. Questo fenomeno, noto come 'rocket and feather', cioè prezzi che salgono come razzi e scendono come piume, genera extra-profitti stimabili tra 3 e 7 miliardi di euro l'anno lungo la filiera petrolifera. Un ulteriore elemento riguarda il ruolo delle scorte: gran parte del carburante venduto nei primi giorni di marzo era stato raffinato con greggio acquistato settimane prima, quando il Brent oscillava tra 70 e 77 dollari al barile. Tuttavia, i listini sono stati aggiornati immediatamente come se il carburante fosse già stato prodotto con petrolio a 93 dollari, generando un margine aggiuntivo che non corrisponde a costi effettivamente sostenuti. La struttura del mercato italiano, caratterizzata da pochi grandi operatori e da una domanda rigida soprattutto sul diesel utilizzato da autotrasporto e logistica, rende possibile questo meccanismo: gli aumenti vengono amplificati nei momenti di tensione geopolitica, mentre i ribassi vengono trasferiti ai consumatori solo in modo parziale. (Red-Eco/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 09-MAR-26 11:37
Iran: Unatras, su costi gasolio vergognosa speculazione in atto
Iran: Unatras, su costi gasolio vergognosa speculazione in atto
Chiesto incontro a ministro Salvini
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 9 mar - Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni dell'autotrasporto, denuncia in una nota "la vergognosa speculazione in atto in questi giorni sui costi dei carburanti, a seguito della guerra in Iran". "Quello che sta avvenendo - afferma il presidente di Unatras, Paolo Uggè - appare del tutto slegato dalle tensioni geopolitiche internazionali che stanno destabilizzando l'area del Golfo, semplicemente perché quanto si sta registrando avviene su carburanti già presenti e stoccati da tempo in Italia". "E' del tutto evidente - aggiunge - che il fenomeno sia da attribuirsi alle scelte di qualcuno, ma purtroppo ha effetti diretti molto pesanti per migliaia di imprese di autotrasporto che operano quotidianamente per garantire la mobilità delle merci nel Paese". Per questo, l'associazione chiede un incontro urgente al ministro dei Trasporti Matteo Salvini "con l'istituzione di una cabina di regia permanente che dia sostegno e aggiornamenti costanti alla categoria, con il coinvolgimento diretto del Garante per la sorveglianza dei prezzi 'Mister Prezzi'".
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Gli ultimi video Radiocor
(RADIOCOR) 09-03-26 13:23:22 (0323)ENE,INF 5 NNNN
Chiesto incontro a ministro Salvini
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 9 mar - Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni dell'autotrasporto, denuncia in una nota "la vergognosa speculazione in atto in questi giorni sui costi dei carburanti, a seguito della guerra in Iran". "Quello che sta avvenendo - afferma il presidente di Unatras, Paolo Uggè - appare del tutto slegato dalle tensioni geopolitiche internazionali che stanno destabilizzando l'area del Golfo, semplicemente perché quanto si sta registrando avviene su carburanti già presenti e stoccati da tempo in Italia". "E' del tutto evidente - aggiunge - che il fenomeno sia da attribuirsi alle scelte di qualcuno, ma purtroppo ha effetti diretti molto pesanti per migliaia di imprese di autotrasporto che operano quotidianamente per garantire la mobilità delle merci nel Paese". Per questo, l'associazione chiede un incontro urgente al ministro dei Trasporti Matteo Salvini "con l'istituzione di una cabina di regia permanente che dia sostegno e aggiornamenti costanti alla categoria, con il coinvolgimento diretto del Garante per la sorveglianza dei prezzi 'Mister Prezzi'".
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domenica 8 marzo 2026
Coloro che andranno a votare al referendum e voteranno "sì" non sono corrotti o delinquenti, non sono ignoranti o stupidi, sono semplicemente persone che non hanno ancora accettato il fatto che l'intera classe politica prenda ordini da una "entità superiore", ergo qualsiasi cosa venga proposta è CONTRO il popolo italiano.
⚡️🇺🇸🇬🇧 George Galloway, politico britannico:
❗️Trump non ha più il controllo delle sue parole, azioni o mente. È un pericolo chiaro e presente per gli Stati Uniti e il mondo.
❗️I suoi colleghi di gabinetto dovrebbero invocare il 25° Emendamento. In caso contrario, l'esercito dovrebbe arrestarlo e contenerlo.
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