DIR0454 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR MPH/TXT MORO. POLIZIA: UNO DEI MOMENTI PIÙ BUI STORIA NOSTRA NAZIONE /FOTO (DIRE) Roma, 16 mar. - "Il 16 marzo 1978 è stato uno dei momenti più bui per la storia della nostra Nazione. In via Fani, a Roma, un commando di terroristi delle Brigate rosse blocca le auto di scorta dell'onorevole Aldo Moro, uccidendo i poliziotti Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, insieme ai carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci. Il presidente della Democrazia cristiana fu rapito per essere ucciso 55 giorni dopo, sconvolgendo l'Italia intera". Così sul profilo X della Polizia di Stato. (Vid/ Dire) 09:28 16-03-26
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lunedì 16 marzo 2026
16 MARZO 1968
IL TERRIFICANTE MASSACRO DI MY LAI a 840 km da Saigon, durante quella lunghissima, atroce quanto assurda guerra vietnamita.
Quella mattina la Compagnia C dell' 11esima Brigata della 23esima divisione di fanteria dell'esercito Usa, agli ordini del Tenente William Calley, nel dare la caccia a bande di Vietcong, non trovandoli, massacrarono 504 civili inermi e disarmati in gran parte donne e bambini, anche anziani (gli uomini forse erano al lavoro).
Un follia omicida, un delirio di onnipotenza, Calley ordinò di "uccidere chiunque si muovesse".
Una carneficina le cui proporzioni sarebbero state ben più gravi, se tre soldati americani, Hugh Thompson, Glenn Andreotti e Lawrence Colburn, tre bellissime eccezioni, durante un giro di perlustrazione in elicottero, non avessero visto dall'alto un fossato pieno di corpi ammassati non propriamente di soldati...e uomini in divisa Usa sparare su molti altri.
Decisero allora di atterrare subito, pronti ad immolarsi, minacciando di sparare a chiunque dei loro connazionali se non avessero gettato subito le armi.
Quei tre ragazzi posero fine alla mattanza, salvando molte persone da morte certa ...due di loro poi cercarono di salvare il salvabile su quel fossato pieno di melma sangue e cadaveri, riuscendo a salvare 11 bambini ancora vivi tra i tanti cadaveri.
Il tutto prima di informare le autorità su quanto successo
Sul rapporto che poi firmarono definirono " eccidio" ciò che avevano visto...
La loro testimonianza e quella del giornalista e il fotoreporter dell'esercito rispettivamente Jay Roberts e Ronald Haeberle, assegnati proprio all'unità di Calley, riuscirono poi nel processo che seguì, a far condannare proprio Calley, l'unico, all'ergastolo.
Fu poi però graziato dal Presidente Nixon..si sa I CRIMINALI APPOGGIANO SEMPRE I LORO SIMILI.
Mentre quei tre ragazzi furono, in Patria offesi e minacciati per aver salvato i" luridi vietcong" tanta era la manipolazione del popolo.
Su questa carneficina cadde una coltre di silenzio, fecendola passare indegnamente per uno scontro a fuoco, una normale azione di guerra.
Non se ne parlò per oltre un anno, fino a che, Seymour Herst, un giornalista freelance cominciò ad investigare scoprendo la verità su My Lai, ma nessuna testata giornalistica accettò di pubblicare la sua storia, sicuramente perché contraria alla propaganda imperante.
Tutto fino a quel 20 novembre 1969 quando sul Washington Post improvvisamente apparvero delle foto raccapriccianti, scattate proprio dal fotoreporter Haeberle, che lui stesso trovò sul rullino della sua Nikon personale , non scattate quindi con la Leica fornita dall'esercito, che era già stata sequestrata.
QUEL GIORNO IL MONDO SEPPE DELL'ORRORE DI MY LAI.
Ma non riuscì completamente a guastare la " gloriosa narrazione propagandistica da sempre mandata in onda in Usa e non solo: fake su fake, i racconti dei gesti eroici dei "salvatori"statunitensi, i proclami, le immagini di soldati Usa immortalati in posa accanto a vietnamiti sorridenti e molto altro...furono molti a considerate false le foto di quella carneficina improvvisamente pubblicate, e la storia una squallida montatura ..la manipolazione, si sa, uccide i cervelli.
Non fu l'unico eccidio di civili in quella assurda guerra, ce ne furono altri 7 atroci accertati tra il 1967 ed il 1971 oltre ai tanti stupri, e gli innumerevoli casi di violenze, torture e barbare uccisioni di prigionieri di guerra da parte dell'esercito Usa...tutti restati impuniti..agli "esportatori di democrazia", si sa, tutto è concesso.
MA NOI RICORDIAMO IL 16 MARZO 1968, QUELLO SCEMPIO, QUELLA SETE DI SANGUE, QUELLE 504 PERSONE INNOCENTI, DISARMATE BARBARAMENTE UCCISE:
182 DONNE🌹
176 BAMBINI, compresi neonati🌹
146 ANZIANI🌹
( questi i dati ufficiali)
E tutti gli altri superstiti.
NON DIMENTICHIAMO NÉ QUESTO NÉ TUTTO IL RESTO❗
Umberto Pascali è esplosivo: «Londra ha ordinato una crisi energetica epocale. Netanyahu che dipende da quelli che l'hanno creato (Londra), vuole continuare la guerra. L'accordo per il nucleare era già stato fatto, mancavano i dettagli tecnici. Israele è pronto su ordinazione ad usare l'atomica. L'Europa si sta frantumando: Slovacchia e Ungheria sono di fatto fuori dalla UE. Crosetto non era a Dubai a farsi i bagni con il questore di Roma: era stato inviato segretamente da Trump come mediatore. Lo hanno scritto i giornali israeliani
Attacchi continui dei droni ucraini per uccidere la popolazione di Mosca; in questi due giorni i nazisti ci hanno inviato per “regalo” circa 250 droni! Il sindaco Sobjanin informa puntualmente dell’abbattimento dei droni. Metodi terroristici per terrorizzare la popolazione russa. Purtroppo la propaganda occidentale questo non lo dice e racconta frottole, “la povera Ucraina si difende dall’aggressione russa”.
Più di dieci velivoli militari statunitensi sono in volo quasi costante sull'Arabia Saudita, operando tra la regione e Tel Aviv. Queste aerocisterne stanno fornendo rifornimento in volo ai caccia statunitensi e israeliani che colpiscono l'Iran, nonostante le smentite ufficiali saudite sull'utilizzo del proprio spazio aereo per il conflitto. 🟥 Saker Italia Telegram
Mohamed Shoukry
In risposta alle numerose segnalazioni ricevute da colleghi in merito al video in questione, ritengo doveroso fornire un chiarimento professionale sulla sua autenticità.
È stato accertato che il video è il risultato di una manipolazione avanzata, impiegando una tecnica di deepfake. Inoltre, sono stati applicati modelli di "Noise Disturbing" o processi di interferenza volti a distorcere l'output dell'intelligenza artificiale, al fine di eludere i sistemi di rilevamento e conferire al video un'apparenza di autenticità.
A seguito di un'analisi approfondita e della rimozione delle interferenze, è emerso che il video non è autentico, essendo stato manipolato tramite tecnologia deepfake. Il processo ha comportato la ripresa del filmato originale, la successiva sostituzione e modifica del volto tramite intelligenza artificiale, nonché l'alterazione dell'impronta vocale.
In sintesi, il video non è reale e conferma l'assenza del Sig. Netanyahu nel contenuto presentato.
Per quale motivo l'Iran sta conducendo attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti? È rilevante notare che i media occidentali tendono a non enfatizzare il ruolo degli Emirati Arabi Uniti come parte non neutrale nell'attuale scenario di conflitto, e in effetti, ben prima dell'escalation attuale. Qual è la ragione di questa omissione?
Gli Emirati Arabi Uniti ospitano una delle principali installazioni militari statunitensi nella regione, la Base Aerea di Al Dhafra. Questa base rappresenta un nodo infrastrutturale militare statunitense tecnologicamente avanzato nel Medio Oriente, integrando velivoli da ricognizione, sistemi senza pilota e complessi radar, elementi fondamentali per la rete di intelligence americana nella regione.
Il fulcro della presenza americana è costituito dal 380° Stormo Aereo di Spedizione, che, oltre a diverse tipologie di caccia, comprende:
* Il 99° Squadrone di Ricognizione Aerea.
* Il 908° Squadrone di Rifornimento Aereo.
* Il 968° Squadrone di Controllo Aereo, equipaggiato con velivoli E-3 Sentry (AWACS).
È altresì possibile la presenza di una componente del 75° Squadrone Caccia con velivoli A-10.
In aggiunta, sono schierate unità della 11ª Brigata di Difesa Aerea, che operano i sistemi MIM-104 Patriot.
La Base Aerea di Al Dhafra funge strategicamente da centro di pianificazione e coordinamento operativo per le attività statunitensi nel Golfo Persico. La sua posizione, a circa 32 chilometri a sud di Abu Dhabi, garantisce un accesso rapido alle principali rotte marittime e alle zone di tensione nel Medio Oriente. La distanza dal territorio iraniano attraverso il Golfo Persico è inferiore a 200 chilometri.
Grazie a questa configurazione, Al Dhafra opera efficacemente come hub logistico e di ricognizione, assicurando un monitoraggio aereo costante delle attività iraniane, dai lanci missilistici ai movimenti della flotta.
In sintesi, la base costituisce un avamposto statunitense pienamente operativo e ben equipaggiato per le operazioni di combattimento (come evidenziato dall'attacco all'Iran), rendendo difficile sostenere la neutralità del paese, per usare un eufemismo.
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