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mercoledì 18 marzo 2026

Iran: portavoce esercito, contro Usa e Israele impiegheremo armi mai utilizzate finora

NOVA0220 3 EST 1 NOV Iran: portavoce esercito, contro Usa e Israele impiegheremo armi mai utilizzate finora Baghdad, 18 mar - (Agenzia_Nova) - L'esercito iraniano prevede di impiegare armamenti finora inutilizzati nelle sue operazioni contro Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia. "Nei prossimi giorni useremo armi che non abbiamo mai usato prima", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'emittente televisiva pubblica. Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro obiettivi in ​​Iran, tra cui Teheran, causando danni e vittime civili. L'Iran ha risposto colpendo il territorio israeliano e installazioni militari statunitensi in Medio Oriente. (Irb)  

Iran: circa 90 navi hanno attraversato Stretto di Hormuz da inizio guerra

Iran: circa 90 navi hanno attraversato Stretto di Hormuz da inizio guerra Hong Kong, 18 mar. (LaPresse/AP) - Circa 90 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra, permettendo all'Iran di continuare a esportare oltre 16 milioni milioni di barili di petrolio nonostante la via navigabile sia di fatto chiusa. Secondo quanto affermato dalla società di dati marittimi Lloyd's List Intelligence, molte delle navi che hanno attraversato lo stretto erano parte delle cosidette 'flotte ombra', volte a eludere le sanzioni e la supervisione dei governi occidentali e probabilmente legate all'Iran. Anche navi con legami con l'India e il Pakistan sono riuscite ad attraversare lo stretto, in seguito all'intensificarsi dei negoziati tra i governi. A causa delle sanzioni occidentali e dei rischi ad esse associati, la Cina è stata il principale acquirente di petrolio iraniano. Sempre secondo Lloyd's List Intelligence, almeno 89 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz tra il 1° e il 15 marzo, tra cui 16 petroliere. Un dato in calo rispetto ai circa 100-135 transiti giornalieri precedenti la guerra. Si ritiene che oltre un quinto delle 89 navi fosse affiliato all'Iran, mentre tra le restanti figurano navi cinesi e greche. EST NG01 ipz 181105 MAR 26  

- Cremlino, 'condanniamo le azioni volte ad assassinare i leader iraniani'

Cremlino, 'condanniamo le azioni volte ad assassinare i leader iraniani' (ANSA) - MOSCA, 18 MAR - Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha dichiarato che il Cremlino condanna fermamente i tentativi di danneggiare e persino assassinare la leadership dell'Iran, così come quella di altri Paesi. "Condanniamo fermamente le azioni volte a nuocere alla salute, o addirittura a uccidere e assassinare, i leader dell'Iran sovrano e indipendente, così come quelli di altri Paesi", ha detto in un briefing citato dall'agenzia Interfax. In precedenza la presidente del Consiglio della Federazione Valentina Matviyenko, e il presidente della Duma di Stato Vjachelsav Volodin, avevano espresso le condoglianze per la morte del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani. (ANSA).

Cremlino: nessun segnale da Europa per dialogo su energia

Cremlino: nessun segnale da Europa per dialogo su energia Cremlino: nessun segnale da Europa per dialogo su energia Ma "non è troppo tardi" Roma, 18 mar. (askanews) - Mosca sottolinea di non aver ricevuto segnali da Paesi europei sulla volontà di avviare un dialogo in termini di cooperazione energetica. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui "non ci sono stati segnali dagli europei che vogliono almeno avere un dialogo". Peskov ha detto che il presidente Vladimir Putin resta comunque aperto a discutere le questioni più urgenti, per cui "non è troppo tardi" affinchè i Paesi europei manifestino la disponibilità a una cooperazione energetica. Peskov ha evidenziato che il mercato energetico globale è attualmente in forte turbolenza anche a causa del conflitto legato all'Iran, rendendo difficile prevederne gli sviluppi. Orm 20260318T111023Z  

- Araghchi, 'sistema in Iran è solido, non dipende da un singolo individuo'

Araghchi, 'sistema in Iran è solido, non dipende da un singolo individuo' Il ministro degli Esteri: 'Anche quando è morto Khamanei, è rimasto in piedi' (ANSA) - ROMA, 18 MAR - "Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate" che non si basa "su un singolo individuo". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera dopo la morte del segretario del Consiglio supremo della sicurezza iraniano, Ali Larijani. "Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo - alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno - ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida", ha insistito sottolineando come, anche dopo la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso il primo giorno di raid israelo-americani il 28 febbraio, "il sistema sia rimasto in piedi". "Se qualcun altro dovesse morire da martire, sarebbe la stessa cosa. Se il ministro degli Esteri dovesse mai morire da martire, alla fine ci sarebbe qualcun altro pronto a ricoprire l'incarico", ha concluso riferendosi a se stesso. (ANSA).

Iran: Podemos a Sanchez, metta in atto 'no a guerra' e mandi via esercito Usa

Iran: Podemos a Sanchez, metta in atto 'no a guerra' e mandi via esercito Usa Madrid (Spagna), 18 mar. (LaPresse) - La segretaria generale di Podemos, Ione Belarra, ha chiesto al premier spagnolo Pedro Sanchez di tradurre in iniziative concrete il suo appello per il "no alla guerra" in Iran. "Trasformi le parole in fatti", ha detto Belarra durante la sessione di controllo del governo al Congresso dei deputati, chiedendo a Sanchez di "chiudere le basi militari di Rota e Moron" che la Spagna condivide con gli Usa, "di espellere dal Paese l'esercito nordamericano", di "annullare il riarmo" e di "uscire dalla Nato". Ha chiesto poi di mettere un tetto ai prezzi di carburanti e alimenti per far sì che non siano i lavoratori a pagare la guerra. (Segue) EST NG01 lcl 181115 MAR 26  

Iran: Podemos a Sanchez, metta in atto 'no a guerra' e mandi via esercito Usa-2-
Iran: Podemos a Sanchez, metta in atto 'no a guerra' e mandi via esercito Usa-2- Madrid (Spagna), 18 mar. (LaPresse) - Sanchez ha sostenuto che lo slogan "no alla guerra" è già una "realtà" e che altri leader internazionali mantengono la stessa posizione di fronte al conflitto in Iran. Ha detto poi a Belarra che il governo è al lavoro per proteggere le imprese, i lavoratori e le famiglie dagli effetti della crisi. Se dipendesse dal Pp e da Vox ci sarebbe un'altra "foto delle Azzorre", ha aggiunto Sanchez, in riferimento all'immagine storica scattata il 16 marzo 2003 durante il vertice che si tenne alle Isole Azzorre in cui l'ex premier spagnolo José María Aznar, del Pp, insieme a George W. Bush e Tony Blair promossero l'invasione dell'Iraq. EST NG01 lcl 181115 MAR 26

Energia, Cremlino: Al vaglio ritiro mercato europeo del gas voluto da Putin

Energia, Cremlino: Al vaglio ritiro mercato europeo del gas voluto da Putin Torino, 18 mar (GEA) - L'ordine del presidente russo Vladimir Putin riguardo all'opportunità di un'uscita anticipata dal mercato europeo del gas è in fase di valutazione e richiede un'analisi approfondita, anche alla luce delle turbolenze del mercato energetico causate dalla guerra in Iran. Lo ha dichiarato il Cremlino, secondo quanto riporta Interfax. "Per quanto riguarda l'ordine del presidente di valutare la possibilità di un'uscita anticipata dai mercati europei del gas, la questione è al vaglio e richiede un'analisi piuttosto approfondita", ha dichiarato ai giornalisti il ​​portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda sull'eventuale presentazione da parte del governo di proposte in merito all'ordine presidenziale e sulla tempistica prevista per la loro adozione. Peskov ha osservato che il mercato energetico globale sta attualmente attraversando un periodo di forte instabilità a causa della guerra in Iran. "E, naturalmente, questi sconvolgimenti rendono difficile per chiunque prevedere gli sviluppi del mercato. Pertanto, direi che è in corso un'analisi approfondita, che tiene conto di tutte le specificità della situazione attuale", ha affermato Peskov. VLN EST 18 MAR 2026 

Peskov: Starmer non è Churchill e Macron non è De Gaulle

Peskov: Starmer non è Churchill e Macron non è De Gaulle Peskov: Starmer non è Churchill e Macron non è De Gaulle Il portavoce del Cremlino: e la lista potrebbe continuare Roma, 18 mar. (askanews) - Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che si può constatare che il premier britannico Keir Starmer "non è Winston Churchill" e che il presidente francese Emmanuel Macron "non è Charles de Gaulle". "Si può probabilmente constatare e concordare che, in effetti, Starmer non è Churchill e Macron non è De Gaulle. E l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Questa è la realtà politica in cui viviamo", ha detto Peskov ai giornalisti. La dichiarazione arriva in risposta a una domanda sul fatto che il presidente statunitense Donald Trump si è detto deluso da Starmer per il mancato sostegno di Londra all'operazione militare contro l'Iran, facendo un paragone con Churchill. Orm 20260318T112234Z  

ISRAELE, M5S: STOP ACCORDO MILITARE ENTRO 13 APRILE

9CO1779621 4 POL ITA R01 ISRAELE, M5S: STOP ACCORDO MILITARE ENTRO 13 APRILE (9Colonne) Roma, 18 mar - "Tra meno di un mese, il 13 aprile, si rinnoverebbe automaticamente l'accordo di cooperazione militare Italia-Israele. Almeno che il governo italiano, come le opposizioni hanno chiesto con mozione unitaria dello scorso giugno a prima firma Conte, non abbia il coraggio e la coerenza di denunciare il memorandum prima di quella data. Allora lo chiedevamo perché il governo criminale di Netanyahu stava violando il diritto internazionale attaccando l'Iran dopo aver commesso atroci crimini d guerra e di genocidio a Gaza; oggi torniamo a chiederlo perché lo stesso criminale impunito ha scatenato una nuova guerra illegale contro l'Iran - sia Meloni che Crosetto lo hanno riconosciuto - e sta violando il diritto internazionale attaccando obiettivi civili e basi Unifil in Libano minacciando addirittura l'invasione del Paese. L'articolo 2 del memorandum Italia-Israele del 2005 prevede chiaramente l'obbligo del rispetto del diritto internazionale: quell'articolo è stato violato e il governo ha il dovere legale oltre morale di rescindere quell'accordo". Lo dichiarano i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato: i deputati Arnaldo Lomuti e Francesco Silvestri e la senatrice Alessandra Maiorino. (redm) 181137 MAR 26  

Roma, nel centro storico a 30 all'ora grazie a dissuasori e autovelox mobili

Roma, nel centro storico a 30 all'ora grazie a dissuasori e autovelox mobili Roma, nel centro storico a 30 all'ora grazie a dissuasori e autovelox mobili (Energia Oltre) Roma, 18/03/2026 - Avanti tutta sulla zona 30 in centro storico. Dopo le prime 48 ore senza multe — le sanzioni, finita la fase di test, potevano essere staccate a partire da lunedì — il Campidoglio ha deciso di stringere. Dissuasori con display in grado di rilevare e indicare in tempo reale la velocità a cui si procede entro i confini della Ztl. E poi autovelox mobili. Sono queste - spiega La Repubblica Roma - le due misure decise al tavolo di ieri pomeriggio a cui hanno partecipato il direttore generale del Campidoglio, Albino Ruberti, i tecnici del dipartimento Mobilità del Comune e il comandante dei vigili urbani, Mario De Sclavis. Gli indicatori di velocità verranno installati in corso Vittorio Emanuele, in via Nazionale, in via del Teatro Marcello, in via Milano, via del Quirinale e via Zanardelli. Nelle stesse strade verranno installati a rotazione i rilevatori mobili. L'importante, come hanno sottolineato dal comando della polizia locale durante il vertice di ieri, è avere lo spazio per segnalare agli automobilisti (così come previsto dalla normativa) la presenza degli autovelox. Questione di metri quindi. Per l'esattezza si tratta di 75 metri, come previsto dalla legge voluta dal vicepremier leghista e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. In questo caso le tre location dove sembrerebbero già da ora esserci meno problemi sono via del Teatro Marcello, via Nazionale e corso Vittorio Emanuele. Tornando al Campidoglio, come fanno sapere da palazzo Senatorio, quello di ieri è stato «un incontro di natura tecnica, finalizzato ad allineare le strutture coinvolte sul quadro normativo e operativo, anche alla luce delle disposizioni dei decreti ministeriali che regolano in modo più restrittivo l'utilizzo e il posizionamento dei rilevatori di velocità». (Energia Oltre - ANR) (anr) 20260318T104558Z  
Roma, nel centro storico a 30 all'ora grazie a dissuasori e autovelox mobili (2)
Roma, nel centro storico a 30 all'ora grazie a dissuasori e autovelox mobili (2) Roma, nel centro storico a 30 all'ora grazie a dissuasori e autovelox mobili (2) (Energia Oltre) Roma, 18/03/2026 - Quindi la seconda mossa che «riguarda la collocazione di autovelox, anche mobili, il loro impiego resta legato a procedure e condizioni particolarmente stringenti che, soprattutto in ambito urbano, ne consentono l'installazione solo in specifici tratti che rispondono ai requisiti previsti dalla normativa vigente. Proprio per questo, ai dispositivi che potranno essere attivati si affiancherà una significativa intensificazione dei controlli su strada da parte della polizia locale, con pattuglie e servizi mirati nei tratti a maggiore criticità, finalizzati a contrastare e sanzionare comportamenti di guida pericolosi e non conformi alle norme». Già da oggi, insomma, è previsto un rinforzo delle misure a tutela della zona 30 del centro storico. Le multe da una parte, dall'altro l'educazione dei romani al volante. «L'azione dell'amministrazione capitolina punta, oltre che al controllo, soprattutto a incidere sui comportamenti di guida, promuovendo una maggiore consapevolezza del rispetto dei limiti in contesti a densissima presenza pedonale», concludono dal Campidoglio. Dove nessuno ha scordato l'incidente che il 19 ottobre 2023 è costato la vita a Laura Pessina, turista milanese investita a due passi dal Teatro di Marcello. Proprio a pochi metri da palazzo Senatorio, l'ufficio del sindaco Roberto Gualtieri. (Energia Oltre - ANR) (anr) 20260318T104854Z
IL POPOLO ELETTO

Ex ufficiale dell'aeronautica USA, Texe Marrs ha costruito gran parte della sua produzione su letture critiche della politica internazionale.
Tra i temi più ricorrenti nei suoi interventi, il ruolo di Israele nei conflitti e nelle dinamiche globali, spesso affrontato con posizioni forti e controverse.
ASCOLTATE FINO ALLA FINE!

C'è posta per te

Il Pakistan ha informato gli Stati Uniti che se vi sarà un attacco nucleare contro l'Iran, ci sarà una reazione nucleare del Pakistan contro Israele.

Il Pakistan ha inoltre informato Francia e USA che se un qualsiasi paese interverrà direttamente nella guerra tra Iran e Israele, l'esercito pakistano entrerà in guerra a fianco dell'Iran contro Israele.

E Buongiornissimo a tutti.


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🇺🇸🇮🇷 A giudicare dal grafico relativo al tonnellaggio delle principali marine militari mondiali, quella statunitense supera complessivamente la somma di tutte le altre.

Eppure, invece di affrettarsi a riaprire lo stretto di Ormuz con le proprie navi, propone che siano altri a farlo.

Trump: Avrò l'onore di prendere Cuba

https://agenziavista.it/yt-relay.html?v=xn3_EZo_Wnc (Agenzia Vista) Usa, 17 marzo 2026 "Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Che io la liberi, la prenda, che io pensi di poterne fare tutto ciò che voglio, volete sapere la verità... Sono una nazione molto indebolita in questo momento". Così Donald Trump parlando con i cronisti alla Casa Bianca, Durata 01_54 WhiteHouse Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev - agenziavista.it 17 MAR 2026  


- >>>ANSA/ 'La guerra non serviva', il capo dell'antiterrorismo abbandona Trump

>>>ANSA/ 'La guerra non serviva', il capo dell'antiterrorismo abbandona Trump Kent si dimette. Il tycoon: 'Era un debole, non temo il Vietnam'. E apre il fronte Cuba (di Benedetta Guerrera) (ANSA) - WASHINGTON, 17 MAR - La guerra contro l'Iran, che si protrae ormai da tre settimane, mostra le prime crepe nell'amministrazione di Donald Trump. Joe Kent, direttore del centro nazionale antiterrorismo, ha annunciato le sue dimissioni contestando l'operazione 'Epic fury'. Una defezione clamorosa che dimostra in maniera lampante come la decisione del commander-in-chief di colpire Teheran stia spaccando anche le frange più fedeli del suo governo. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", ha spiegato Kent in una nota su X. In una lettera indirizzata al presidente americano il funzionario ha denunciato la "campagna di disinformazione" orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato la "piattaforma America First" di Trump. Fedelissimo del tycoon e veterano della guerra in Iraq, Kent ha anche sottolineato che le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. "Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane", ha poi spiegato Kent ricordando la moglie crittografa militare morta in Siria. The Donald non ha preso bene l'uscita di uno dei più importanti consiglieri di Tulsi Gabbard, la direttrice dell'intelligence nazionale, bollandolo come un "debole". Peraltro proprio Gabbard e altri vertici delle agenzie di spionaggio americane nelle prossime ore dovranno testimoniare alla Commissione intelligence del Senato sul conflitto contro Teheran. "Quando qualcuno che lavora con noi afferma di non aver mai considerato l'Iran una minaccia, non vogliamo queste persone", ha aggiunto Trump. Mentre la Casa Bianca ha accusato Kent di dichiarare "le stesse falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono". "E' il commander-in-chief che stabilisce cosa è o non è una minaccia", ha sottolineato la portavoce Karoline Leavitt, definendo "assurda" l'idea che Trump abbia deciso di attaccare l'Iran perché influenzato da Israele. Intanto, dopo aver rivendicato di non temere un altro Vietnam in caso di dispiegamento di soldati americani in Iran, il presidente americano ha aperto un nuovo fronte, quello di Cuba, ancora alle prese con un mega blackout. "E' in cattiva forma, stanno parlando con Rubio. Faremo qualcosa molto presto", ha dichiarato in un incontro con il premier irlandese nello Studio Ovale. Poche ore prima aveva detto di "poter fare quello che voglio, prenderla sotto qualche forma o liberarla". Il segretario di Stato, figlio di esuli cubani, ha affermato che la decisione dell'Havana di permettere agli esuli di investire e possedere attività commerciali non è sufficiente. "Quello che hanno annunciato non è abbastanza drastico. Non risolverà il problema". Secondo il New York Times gli Stati Uniti hanno chiesto al presidente cubano Miguel Díaz-Canel di dimettersi per far progredire le trattative. La mossa eliminerebbe una figura chiave ma lascerebbe in carica il governo comunista che guida Cuba da oltre 60 anni. Washington, inoltre, non starebbe facendo alcune pressione per intraprendere azioni contro i membri della famiglia Castro, per il momento. Gli americani, hanno riferito quattro fonti al Nyt, hanno fatto capire ai negoziatori cubani che il presidente deve andarsene, ma vogliono lasciare ai cubani la decisione sui prossimi passi. (ANSA).