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venerdì 3 aprile 2026

Guarda "Ucraina, Franco Battaglia: "Stupida guerra voluta da Nato e UE, ecco perché ha ragione la Russia"" su YouTube







Guarda "Licenziata l'inutile Pam Bondi - Il Controcanto - Rassegna stampa del 3 aprile 2026" su YouTube

@ottobre.rosso2

Librarsi in alto Yuri Trutnev da bambino sognava di diventare Yuri Gagarin (no, non un astronauta, ma Gagarin stesso, il primo nello spazio). Peccato, ovviamente, che non ci sia riuscito. Ma è riuscito a diventare un vice primo ministro - un cecchino. E se parliamo seriamente, scrivo molto sul Far East, lo faccio perché mi rendo conto di quanto sia fondamentale per il Paese il cambio di rotta verso l'Est in una guerra ibrida con l'Occidente collettivo. Negli anni difficili della guerra in Ucraina, Yuri Trutnev, in qualità di rappresentante del Presidente nel Far East, ha assunto un pesante fardello di responsabilità nei confronti del Presidente e del popolo per il nostro avamposto orientale, per l'arteria che ci nutre. Non so chi abbia realizzato il video, l'ho preso da un canale .. Ma so che Yuri Trutnev è un patriota. Nei difficili test che stiamo affrontando, non abbiamo bisogno del secondo primo astronauta, ma di una persona che lavori senza risparmiarsi per la Russia. Che qualcuno dica che il mio augurio è troppo patetico, ma voglio che le persone conoscano i loro eroi, quelli che combattono in prima linea e quelli che lavorano per la vittoria nei più alti corridoi del potere. È importante. Perché è un esempio per tutti. Un esempio di vera unità e di vero amore per la propria Patria, quando ognuno, al proprio posto, fa assolutamente tutto per la prosperità della propria Patria. Perché la Patria è una sola per tutti noi. Sì, mi sono quasi dimenticato. Oggi è il suo compleanno. Lo congratulo.

♬ suono originale - Ottobre Rosso

Yuri Trutnev da bambino

 


Jeffrey Sachs e la Crisi Globale: "Viviamo in un Manicomio, Serve Verità"

 




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LAVORO: CGIL, ITALIA IN DIFFICOLTA', CRISI DEMOGRAFIA E MERCATO LAVORO SEMPRE PIU' FRAGILE =

LAVORO: CGIL, ITALIA IN DIFFICOLTA', CRISI DEMOGRAFIA E MERCATO LAVORO SEMPRE PIU' FRAGILE = Roma, 3 apr. (Labitalia) - ''L'Italia è in difficoltà: il Paese è segnato da una crisi demografica strutturale e da un mercato del lavoro che rallenta e resta fragile''. Lo sottolinea Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale della Cgil, commentando i dati recenti diffusi da Istat e Inps su demografia e occupazione. Dall'analisi emerge un quadro "preoccupante", Gabrielli evidenzia alcuni dati chiave: ''Nel 2025 le nascite scendono a 355mila, con un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna, tra i più bassi in Europa. Il saldo naturale resta fortemente negativo (-296mila), e la popolazione complessiva rimane stabile solo grazie alle migrazioni (+296mila). Cresce l'invecchiamento: gli over 65 rappresentano circa un quarto della popolazione e le famiglie unipersonali raggiungono il 37,1%, riflettendo profondi cambiamenti nella struttura sociale e familiare con impatti su occupazione e mercato del lavoro''. Sul fronte del lavoro, Gabrielli sottolinea: ''Il sistema continua a creare occupazione anche per le connesse dinamiche demografiche ormai note, ma mostra segnali di rallentamento: nel 2025 le assunzioni diminuiscono del 1,3% e i contratti a tempo indeterminato calano del 4,5%, mentre aumentano le forme di lavoro discontinuo (+4,9%). Il saldo occupazionale resta positivo (+342mila) ma in frenata e trainato da dinamiche non strutturali, con un aumento di licenziamenti economici (+4%) e risoluzioni consensuali, segno di crescente instabilità. Crescono le assunzioni incentivate (+14%), a conferma della dipendenza del mercato dalle risorse pubbliche, senza reali effetti di inclusione per giovani, donne, lavoratori migranti e territori svantaggiati. Il problema del lavoro precario e povero rimane quindi irrisolto''. Secondo la segretaria confederale, i dati evidenziano tre criticità su cui il Governo manca di interventi: ''Un declino demografico strutturale che minaccia il futuro produttivo e sociale del Paese; un mercato del lavoro poco dinamico e sempre più precario; e l'uso di incentivi pubblici senza adeguati meccanismi di condizionalità e verifica''. ''Senza una svolta radicale su lavoro stabile, salari, contrasto al lavoro sommerso, politiche industriali e welfare, queste tendenze non si invertiranno. Per questo, sono necessari - conclude Gabrielli - interventi strutturali su occupazione di qualità, diritti, lotta alla precarietà, sostegno alla natalità e alla genitorialità, modifica delle politiche migratorie e un rafforzamento dei sistemi di controllo e di efficacia nell'uso delle risorse pubbliche finalizzate agli incentivi, alle politiche attive e formazione''. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 03-APR-26 10:15  

CARBURANTI: CODACONS IN 9 REGIONI GASOLIO TORNA SOPRA 2,1 EURO, ANNULLATO SCONTO ACCISE =

CARBURANTI: CODACONS IN 9 REGIONI GASOLIO TORNA SOPRA 2,1 EURO, ANNULLATO SCONTO ACCISE = Roma, 3 apr. (Labitalia) - Con la nuova ondata di rialzi registrati oggi lungo la rete, il prezzo medio del gasolio torna a superare la soglia psicologica di 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane. Lo afferma il Codacons, che come ogni giorno rielabora i dati forniti dal Mimit. I listini più elevati si registrano a Bolzano, dove il diesel al self costa 2,134 euro al litro, seguita da Calabria (2,116 euro/litro), Friuli Venezia Giulia (2,113 euro al litro), Liguria e Lombardia (2,108 euro/litro), Puglia e Valle d'Aosta (2,104 euro/litro), Basilicata (2,102 euro/litro), Piemonte (2,100 euro/litro) - rileva il Codacons. In autostrada il gasolio costa invece oggi 2,137 euro al litro, la benzina 1,822 euro/litro. "A questi livelli dei listini, come previsto dal Codacons nei giorni scorsi, l'effetto dello sconto sulle accise disposto dal governo è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa, con i prezzi del gasolio che sono oramai tornati ai valori precedenti la misura fiscale". (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 03-APR-26 11:24  

CARBURANTI: CODACONS, PROROGA TAGLIO ACCISE NON BASTA, SCONTO ANDAVA POTENZIATO =

CARBURANTI: CODACONS, PROROGA TAGLIO ACCISE NON BASTA, SCONTO ANDAVA POTENZIATO = Roma, 3 apr. (Labitalia) - La proroga del taglio alle accise deciso oggi dal governo non è sufficiente a riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili. Lo afferma il Codacons, dopo la decisione del Consiglio dei ministri di prorogare fino al 1 maggio lo sconto fiscale. A causa dei continui rincari alla pompa il prezzo del gasolio, e nonostante la riduzione delle accise disposta dal governo lo scorso 18 marzo, è tornato ai livelli precedenti la misura fiscale, e alla data odierna supera quota 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane - spiega l'associazione - I listini più elevati si registrano a Bolzano, dove il diesel al self costa 2,134 euro al litro, seguita da Calabria (2,116 euro/litro), Friuli Venezia Giulia (2,113 euro al litro), Liguria e Lombardia (2,108 euro/litro), Puglia e Valle d'Aosta (2,104 euro/litro), Basilicata (2,102 euro/litro), Piemonte (2,100 euro/litro). In autostrada il gasolio costa invece oggi 2,137 euro al litro, la benzina 1,822 euro/litro. "A questi livelli dei listini, come purtroppo da noi previsto nei giorni scorsi, l'effetto dello sconto sulle accise disposto dal governo è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa. Per tale motivo ci aspettavamo oggi dal Consiglio dei ministri non solo una proroga al taglio alle accise, ma un potenziamento dello sconto fiscale per riportare i prezzi del gasolio a livelli accettabili", conclude il Codacons. (Red-Lab/Labitalia) ISSN 2499 - 3166 03-APR-26 11:28  

Carburanti, M5s: governo insegue eventi senza governarli. E' game over

Carburanti, M5s: governo insegue eventi senza governarli. E' game over Carburanti, M5s: governo insegue eventi senza governarli. E' game over "Sfornato il quarto inutile decretino in un mese e mezzo" Roma, 3 apr. (askanews) - "Oggi il Consiglio dei ministri guidato da Giorgia Meloni sforna il quarto inutile decretino in un mese e mezzo. E il fatto stesso che dopo il Dl bollette, il Dl carburanti, il Dl fiscale stamattina sia sia dovuto varare un Dl accise in fretta e furia dimostra l'inadeguatezza di un Esecutivo che da troppi anni insegue gli eventi senza governarli. Un escutivo, pertanto, ai titoli di coda". Lo comunicano i parlamentari M5s delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato. "Mettere un'altra pecetta da 500 milioni, peraltro pagati in parte dai cittadini stessi attraverso la maggiore Iva, per prorogare un insufficiente e inutile taglio delle accise fino ai primi di maggio, illudendosi di coprire le gite fuori porta del primo maggio, è a dir poco insultante. Come accaduto per il primo Dl carburanti, anche la proroga del taglio delle accise di questo ulteriore decreto verrà letteralmente mangiata dall'aumento del prezzo del petrolio, ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile", aggiungono. "Drammatiche poi le parole del ministro Giorgetti, che ammette la necessità di superare i vincoli di quel Patto di stabilità che lui stesso, con Giorgia Meloni, ha firmato. Un Governo presuntuoso e spregiudicato ha commesso un peccato originale firmando quel Patto. Oggi tutti i principali analisti e osservatori ci dicono che viviamo una fase di 'permacrisi' e 'policrisi', piena di frammentazioni commerciali e geopolitiche, con il totale ribaltamento delle catene mondiali di fornitura. E, si badi bene, questa situazione va avanti almeno dal 2008, ossia dalla crisi dei mutui subprime", proseguono. (Segue) Bla 20260403T112550Z  

LIBANO: MEDIA "PER FUNZIONARI IDF NON SI PUÒ DISARMARE HEZBOLLAH"

ZCZC IPN 225 EST --/T LIBANO: MEDIA "PER FUNZIONARI IDF NON SI PUÒ DISARMARE HEZBOLLAH" TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) - Funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di non essere in grado di disarmare il gruppo libanese filo-iraniano Hezbollah, poiché ciò richiederebbe l'occupazione di tutto il Libano, aggiungendo che solo lo Stato libanese potrebbe disarmare il gruppo. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Nei prossimi giorni, le Idf prevedono di presentare alla leadership politica una proposta per istituire una "zona di sicurezza" nel Libano meridionale, che dovrebbe estendersi per 2-3 chilometri dal confine israeliano. Secondo il piano, prosegue Haaretz, non verrebbero costruiti avamposti militari nell'area e la maggior parte dei civili che vivono nei villaggi verrebbe evacuata per prevenire attriti tra le truppe e la popolazione civile. I funzionari hanno aggiunto che un potenziale cessate il fuoco in Iran non dovrebbe essere collegato a una cessazione dei combattimenti in Libano, che si prevede continueranno. L'obiettivo dell'esercito è garantire che i miliziani di Hezbollah non ritornino nei villaggi all'interno della zona di sicurezza. (ITALPRESS) - (SEGUE). xr2/lcr/red 03-Apr-26 11:21  

5 milioni di iraniani sono pronti a offrirsi volontari in caso di invasione nemica. Questo è esattamente il numero di cittadini della Repubblica islamica che hanno aderito alla campagna nazionale “Darò la mia vita”. (Da Abbas Djuma)

🇮🇷 5 milioni di iraniani sono pronti a offrirsi volontari in caso di invasione nemica. Questo è esattamente il numero di cittadini della Repubblica islamica che hanno aderito alla campagna nazionale “Darò la mia vita”. (Da Abbas Djuma)




Nuovo attacco alla base aerea statunitense Victoria a Baghdad. Saker Italia Telegram