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mercoledì 4 febbraio 2026

Secondo Axios, i piani per i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono stati annullati. Gli Stati Uniti non hanno accettato le richieste dell'Iran di spostare i negoziati dalla Turchia all'Oman e di limitarli strettamente alla questione nucleare. In realtà, ciò che conta non è il luogo, ma l'argomento dei negoziati. Come ho già sottolineato sopra, l'Iran ha ripetutamente dichiarato che non intende discutere del proprio programma missilistico e dell'assistenza agli alleati. Secondo l'articolo di Axios, gli intermediari hanno cercato di aggirare il problema organizzando in Turchia negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare e una discussione multilaterale a livello regionale in cui si potessero affrontare altri argomenti. Ma alla fine non è stato possibile nascondere l'elefante nella stanza.
L'Iran ha chiesto di spostare i negoziati in Oman e di discutere esclusivamente della questione nucleare. Secondo Axios, alla fine la parte americana ha rifiutato e ha dichiarato alla parte iraniana che si doveva discutere di tutto o di nulla, a cui la parte iraniana ha risposto: "Va bene, allora niente". Si dice che ora la delegazione americana, guidata da Vitkoff e Kushner, si appresti a iniziare i negoziati con il primo ministro del Qatar sull'Iran. Come noto, il Qatar è uno dei principali intermediari.
A sua volta Al-Mayadeen, citando le proprie fonti iraniane, riferisce che l'Iran è pronto ai negoziati, ma non cederà alle pressioni e non permetterà che nei negoziati con gli Stati Uniti vengano avanzate richieste che vadano oltre il dossier nucleare.
In questa analisi approfondita, Stefano Orsi commenta la fine della tregua energetica tra Russia e Ucraina, avvenuta il 1° febbraio 2026. Analizziamo le dichiarazioni di Donald Trump, che conferma il rispetto degli accordi da parte di Putin ("da domenica a domenica"), e le conseguenze devastanti degli ultimi attacchi missilistici sulle infrastrutture chiave di Kiev, Karkov e Dnipro.

Punti salienti di questo video: ✅ Geopolitica: Il ruolo di Trump e il fallimento dei canali diplomatici tradizionali. ✅ Situazione Militare: Analisi dettagliata degli attacchi alle sottostazioni elettriche e alle centrali termiche (CHP 5, Tripilska e altre). ✅ Medio Oriente: Alta tensione tra USA e Iran nel Golfo e l'abbattimento dei droni iraniani. ✅ Fronte Ucraino: Aggiornamenti sulle mappe di Kupiansk, Pokrovsk e la caduta di nuove posizioni. ✅ Cronaca Italiana: Riflessioni sull'81° anniversario della battaglia di Cantalupo e la gestione dell'ordine pubblico in Italia. https://www.youtube.com/watch?v=M4CtO6R7l3U&t=778s

Ucraina, Russia: se non accettano condizioni, offensiva proseguirà

Ucraina, Russia: se non accettano condizioni, offensiva proseguirà Ucraina, Russia: se non accettano condizioni, offensiva proseguirà Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Peskov Roma, 4 feb. (askanews) - Il Cremlino ha assicurato che "proseguirà" la sua offensiva in Ucraina finché Kiev non accetterà le sue condizioni, mentre emissari russi, ucraini e statunitensi si incontrano ad Abu Dhabi per un nuovo ciclo di colloqui. "Finché il regime di Kiev non prenderà la decisione appropriata, l'operazione militare speciale continuerà", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce della presidenza russa, Dmitrij Peskov. Mosca esige, in particolare, il ritiro delle forze ucraine ancora presenti nel Donbass. Fco 20260204T120241Z  

USA-RUSSIA: CON SCADENZA START FINISCE ERA CONTROLLO ARMAMENTI INAUGURATA NEL 1972/ADNKRONOS =

ADN1050 7 EST 0 ADN EST NAZ USA-RUSSIA: CON SCADENZA START FINISCE ERA CONTROLLO ARMAMENTI INAUGURATA NEL 1972/ADNKRONOS = Roma, 4 feb. (Adnkronos) - Con la scadenza domani del Nuovo Start, e nessun negoziato in vista nel futuro, ha fine un'era iniziata più di 50 anni fa, nel 1972, con la firma da parte di Richard Nixon e Leonid Brezhnev del Trattato contro i sistemi anti missili balistici (Abm), e nel 1985 con Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Termina l'era delle lunghe trattative, delle delegazioni al lavoro per settimane sui dettagli, dei contatti informali fra scienziati dei due blocchi prima, per il controllo degli armamenti, testate e lanciatori strategici, nel caso degli Start, missili a corto e medio raggio, nel caso dell'Inf fatto decadere dagli Usa e poi dalla Russia, e la sospensione dei test nucleari. Il mondo è per la prima volta da decenni senza un quadro di regole, scambio di dati, controlli - quelli previsti dal Nuovo Start erano stati sospesi con il covid e nel 2023 per decisione di Putin - e notifiche per la riduzione dei rischi. "La scadenza del Nuovo Start non riguarda davvero il Nuovo Start. Ma un modello più esteso di sfiducia e disinteresse nel controllo degli armamenti in generale", ha sottolineato Matt Korda, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani. Il Consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, oggi ha garantito che Mosca opererà in modo responsabile. Vladimir Putin aveva proposto il proseguimento informale dell'accordo, del rispetto dei suoi limiti quantitativi, non dei controlli e dello scambio di informazioni, Donald Trump aveva risposto parlando di una "buona idea", ma chiedendone l'estensione del formato alla Cina (Stati Uniti e Russia sono in possesso del 90 per cento delle armi nucleari, anche se la Cina, che non intende partecipare a negoziati per il controllo fino al raggiungimento della parità con gli Stati Uniti, ha raddoppiato in pochi anni il suo arsenale). Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, denuncia che "il mondo si troverà in una posizione più pericolosa di quanto non lo sia mai stato prima". (segue) (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-FEB-26 16:23  

PORTI. CONTRO GUERRE E ARMI FERMI 21 SCALI TRA EUROPA E MEDITERRANEO

DIR1477 3 LAV 0 RR1 R/INT /TXT PORTI. CONTRO GUERRE E ARMI FERMI 21 SCALI TRA EUROPA E MEDITERRANEO VENERDì 6 FEBBRAIO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DI AZIONE E LOTTA (DIRE) Ravenna, 4 feb. - Banchine ferme nei principali 21 porti europei e del Mediterraneo venerdì prossimo 6 febbraio. I sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, Odt del Marocco e Usb in Italia indicono infatti una "Giornata internazionale di azione e lotta". E i portuali, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, gran parte degli scali italiani, tra cui Ravenna, e dal Pireo ed Elefsina, manifesteranno e sciopereranno insieme, una forma concreta di protesta al quale non si assisteva da decenni, sottolinea l'Unione sindacale di base. Con la protesta, spiega, i lavoratori puntano a garantire che i porti europei e mediterranei siano "luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra"; a "opporsi agli effetti dell'economia di guerra" su salari, pensioni, diritti e condizioni di salute e sicurezza; a bloccare tutte le spedizioni di armi "verso il genocidio in Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra", per chiedere un embargo commerciale su Israele; a opporsi al piano di riarmo dell'Ue; a respingere il riarmo come "alibi" per introdurre ulteriore privatizzazioni e automazione dei porti. In Italia partecipano allo sciopero Genova, Livorno, Trieste, Ravenna, Ancona, Civitavecchia, Salerno, Bari, Crotone, Palermo e Cagliari. Hanno espresso solidarietà e sostegno alla giornata del 6 febbraio l'International dockworkers council, la Federazione sindacale mondiale Wftu e la Federazione dei trasporti europei della Fsm. Sono arrivate adesioni in supporto e solidarietà da altri porti europei tramite gruppi indipendenti di lavoratori portuali e movimenti sociali e politici, con manifestazioni ad Amburgo, Brema e Marsiglia. (SEGUE) (Som/ Dire) 14:13 04-02-26  

PORTI. CONTRO GUERRE E ARMI FERMI 21 SCALI TRA EUROPA E MEDITERRANEO -2-
DIR1478 3 LAV 0 RR1 R/INT /TXT PORTI. CONTRO GUERRE E ARMI FERMI 21 SCALI TRA EUROPA E MEDITERRANEO -2- (DIRE) Ravenna, 4 feb. - Oltre l'Europa, ci sono molte adesioni e manifestazioni di solidarietà soprattutto da Usa e Sud America, tra cui quelle del movimento "Stop Us-Led War", del sindacato di Minneapolis "Seiu Local 26", tra i protagonisti degli scioperi generali al grido Ice out, del movimento "Green go home" in Colombia. Dalle 17.30 del 6 febbraio su tutti i canali social di Usb sarà disponibile la diretta della giornata con interventi e contributi dalle piazze nazionali e internazionali. (Som/ Dire) 14:13 04-02-26 NNNN

M.O.: Guardian, a Gaza spianato un cimitero di guerra di Alleati =

AGI0815 3 EST 0 R01 / M.O.: Guardian, a Gaza spianato un cimitero di guerra di Alleati = (AGI) - Roma, 4 feb. - Le forze israeliane hanno spianato con bulldozer una parte di un cimitero di guerra a Gaza che ospita le tombe di decine di soldati britannici, australiani e di altri Paesi alleati uccisi durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Lo rivelano immagini satellitari e testimonianze raccolte dal The Guardian. Le immagini satellitari del cimitero di guerra di Gaza, situato nel quartiere di al-Tuffah, nella parte orientale di Gaza City, mostrano ampi lavori di movimento terra nell'angolo sud-occidentale del complesso. Sebbene attorno al cimitero siano visibili crateri causati da bombardamenti, in quest'area la distruzione appare sistematica: file di lapidi sono state rimosse, il terreno superficiale sconvolto e un consistente terrapieno di terra attraversa la zona, suggerendo l'uso di mezzi pesanti. Non vi erano tracce di tali lavori nel marzo dello scorso anno, mentre risultano chiaramente visibili in immagini satellitari dell'8 agosto e ancor piu' in quelle del 13 dicembre. La vegetazione e' ricresciuta nel resto del cimitero, ma l'area colpita resta spoglia, con il terrapieno che proietta una lunga ombra sul suolo sabbioso. Essam Jaradah, ex custode del cimitero, che vive nelle vicinanze, ha riferito che vi sono state due operazioni di movimentazione della terra. (AGI)Bra 041742 FEB 26  

MO: VALASTRO (CRI), 'RAMMARICO E SDEGNO PER MORTE OPERATORE MEZZALUNA ROSSA PALESTINESE' =

ADN1398 7 CRO 0 ADN CRO NAZ MO: VALASTRO (CRI), 'RAMMARICO E SDEGNO PER MORTE OPERATORE MEZZALUNA ROSSA PALESTINESE' = 'Apertura valico di Rafah? La crisi umanitaria resta grave' Roma, 4 feb. (Adnkronos) - "Ha perso la vita mentre era in servizio, a Gaza, Hussein Hassan Hussein Al-Samiri, paramedico della Mezzaluna Rossa Palestinese, durante le attività a supporto della popolazione colpita dal conflitto. Oltre alla tristezza per aver perso ancora una volta un collega a causa della violenza di questa guerra, proviamo un profondo rammarico e sdegno davanti a un conflitto che continua a non risparmiare nessuno. Pensavamo che la riapertura del valico di Rafah, seppur parziale, avrebbe favorito l'ingresso di aiuti umanitari e favorito l'attività degli operatori sul campo. Ci rendiamo conto nel peggiore dei modi che, purtroppo, non è così. La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza resta grave e portare aiuto alla popolazione continua a rappresentare un serio rischio per l'incolumità di Volontari e Operatori umanitari". Così il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, dopo aver appreso della morte del collega della Prcs. "La popolazione civile fa i conti ogni giorno con gli aspetti e le conseguenze più terribili della guerra. E chi dovrebbe aiutarla viene attaccato. Non è accettabile", ha concluso. Questa tragedia porta a 30 il numero di membri del personale e volontari del Prcs uccisi in servizio a Gaza e a 2 in Cisgiordania dall'inizio del conflitto nell'ottobre 2023. (Sib/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 04-FEB-26 18:37  

- >ANSA-FOCUS/ Tregua di sangue a Gaza, 24 morti nei raid israeliani

>ANSA-FOCUS/ Tregua di sangue a Gaza, 24 morti nei raid israeliani 'Siamo stati attaccati. Rammarico per i civili innocenti' Il valico di Rafah resta aperto (di Silvana Logozzo) (ANSA) - TEL AVIV, 04 FEB - Il cessate il fuoco siglato in Egitto il 10 ottobre è appena entrato nella seconda fase con la riapertura del Valico di Rafah, tuttavia le armi continuano sparare. Fin dai primi giorni dopo la tregua si sono susseguiti a Gaza continui 'incidenti' che hanno contato morti e feriti, con Israele e Hamas che si accusano a vicenda di aver violato l'accordo di pace. Ma nonostante lo spargimento di sangue, per il momento il confine tra la Striscia e il Sinai egiziano resta aperto. Nella notte tra martedì e mercoledì nel nord dell'enclave, secondo la ricostruzione fornita dall'Idf, un gruppo di terroristi ha sparato sui soldati della brigata Alexandroni ferendo gravemente un ufficiale riservista sul lato israeliano della Linea Gialla, che divide Gaza tra le aree controllate da Israele e Hamas. L'esercito ha risposto aprendo il fuoco con i carri armati e attacchi aerei. Secondo il ministero della Salute di Hamas dall'alba gli ospedali della Striscia hanno ricevuto in totale i cadaveri di 24 persone e 38 feriti. Tra le vittime nel quartiere Tuffah di Gaza city i media palestinesi riportano due adolescenti di 12 e 16 anni, e un bambino di 5 mesi nel quartiere Zeitoun. La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che tra i morti c'è anche un suo operatore, Hussein al-Samiri, colpito a Khan Younis. Il portavoce dell'Idf ha fatto sapere che in risposta all'attacco notturno è stato colpito il comandante dell'unità di élite Nukhba di Hamas che prese parte al massacro del 7 ottobre 2023 nel kibbutz di Nir Oz, dove 47 residenti furono assassinati e 76 rapiti e portati nella Striscia. "E' stato affermato che durante il raid alcuni civili innocenti, tra cui un medico, sono stati colpiti. L'Idf si rammarica per qualsiasi danno arrecato loro", ha detto il portavoce dell'Idf. L'esercito ha preso di mira il comandante Bilal Abu Assi che oltre guidare l'assalto ai kibbutz, avrebbe anche tenuto in ostaggio i corpi di diversi civili israeliani rapiti dopo essere stati uccisi. Successivamente l'Idf ha fatto sapere di aver ucciso pure il comandante della brigata della Jihad islamica nella Striscia settentrionale, Ali al-Rizaina, in un attacco a Deir al-Balah, al centro di Gaza. Il raid ha centrato la tenda dove si era nascosto tra gli sfollati, insieme a Rizaina è morta anche la figlia R'ada. Altri due figli erano stati uccisi in precedenti tentativi dell'esercito di eliminarlo, dai quali il terrorista si era miracolosamente salvato. Mercoledì il portavoce militare ha diffuso un video in cui si vedono uomini armati che usano un'ambulanza della Mezzaluna Rossa per spostare terroristi e armi: "Questa è un'ulteriore prova dello sfruttamento cinico perpetrato regolarmente da Hamas sotto la copertura della popolazione civile per scopi terroristici", ha dichiarato Tsahal. Di fatto, la seconda fase del piano Trump per la pace pur procedendo con lentezza sta affrontando questioni molto complesse, su cui sono al lavoro gli Stati Uniti, i Paesi arabi e musulmani che hanno firmato l'intesa, e Israele. Il nodo è il disarmo di Hamas, che anche negli ultimi giorni ha dichiarato di non avere mai accettato di deporre le armi. Un passaggio tuttavia cruciale poiché, secondo dichiarazioni non ufficiali, nessun Paese coinvolto è intenzionato a far entrare nell'enclave i suoi uomini come parte della forza internazionale di mantenimento della pace fino a che Gaza resta militarizzata e ampiamente minata. (ANSA). 

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Odifreddi fa sclerare Parenzo: La Russa come Askatasuna?