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giovedì 21 agosto 2025

== SCHEDA = Il 'ritorno' di Lavrov e le ombre sul negoziato =

AGI0350 3 EST 0 R01 / == SCHEDA = Il 'ritorno' di Lavrov e le ombre sul negoziato = (AGI) - Roma, 21 ago. - Dopo essere uscito di scena con l'avvio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e' tornato protagonista in quest'ultima settimana, in cui gli sforzi diplomatici per uscire dal conflitto hanno subito un'accelerazione. La voce di Lavrov era finita del tutto sotto traccia negli ultimi tre anni, con la sua portavoce Maria Zakharova molto piu' esposta di lui a livello mediatico. Dopo il summit di Anchorage - dove ha attirato l'attenzione del mondo con la sua felpa dell'Urss - Lavrov sta ora rilasciando dichiarazioni ogni giorno: sottolinea, puntualizza, rilancia le posizioni di Mosca nelle trattative avviate su forte pressione della Casa Bianca ma ancora tutte in salita. Neppure il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov - abituato a briefing quotidiani con la stampa - sta parlando tanto quanto il capo della diplomazia russa. E' proprio lui che oggi ha gettato ombre lunghe sulle prospettive dei colloqui di pace. Il ministro ha, di fatto, avvertito che Mosca vuole avere un effettivo potere di veto su qualsiasi misura a sostegno dell'Ucraina una volta raggiunto un accordo di pace, indebolendo i piani occidentali di fornire a Kiev garanzie di sicurezza. In una conferenza stampa al termine del suo incontro con l'omologo indiano, Lavrov ha affermato che le proposte europee di schierare truppe in Ucraina dopo un accordo equivarrebbero a un "intervento straniero", che ha definito assolutamente "inaccettabile" per Mosca; ha detto 'niet' a garanzie di sicurezza delineate sulla logica dello scontro con la Russia e ha poi smorzato le aspettative su un vertice tra Putin e il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, promosso dal presidente Usa, Donald Trump. Lavrov ha ripetuto che un summit al massimo livello sara' possibile solo "se preparato a fondo" e se verra' risolto il problema della "legittimita'" di chi firmera' un eventuale accordo di pace. Il riferimento e' allo stesso Zelensky, il cui mandato e' scaduto l'anno scorso, ma che legalmente non puo' indire nuove elezioni in stato di guerra. Le dichiarazioni di Lavrov mettono in dubbio le prospettive dei colloqui di pace, suggerendo che o la Russia si sta ritirando dagli impegni che presumibilmente avrebbe preso in Alaska o che l'amministrazione statunitense potrebbe aver frainteso la posizione del Cremlino fin dall'inizio. Dopo il summit di Ferragosto, Trump aveva annunciato l'ok di Putin a garanzie di sicurezza occidentali per l'Ucraina, ma non aveva fornito dettagli. (AGI)All 211540 AGO 25  

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